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Visualizzazione post con etichetta cannabis terapeutica. Mostra tutti i post
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venerdì 8 dicembre 2017

ITALIA - Cannabis terapeutica. Norma contrasta con testo unico tossicodipendenze

La norma approvata nel “decreto fiscale” contrasta con disposizioni Testo Unico tossicodipendenze. Presidente Chiamparino ed Assessore Saitta formalizzino a Ministero Salute disponibilità Regione Piemonte a regolamentare e incentivare produzione cannabis a fini medici da parte di operatori piemontesi. IPLA è pronta. 
Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta) cosi' interviene:  
L’art. 17, comma 1, del DPR n. 309/1990 (Testo Unico leggi tossicodipendenze), immutato da 27 anni, prevede che “Chiunque intenda coltivare, produrre, fabbricare impiegare, importare, esportare, ricevere per transito, commerciare a qualsiasi titolo o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle di cui all’articolo 14 deve munirsi dell’autorizzazione del Ministero della sanita’”. Tra le sostanze citate è compresa la cannabis.
 L’art. 18-quater , comma 1, del decreto legge n. 48 del 16/10/2017 (convertito nella legge n. 172 del 4 dicembre 2017) prevede, invece, che sia solamente lo Stabilimento chimico farmaceutico militare (SCFM) di Firenze a coltivare e a trasformare la cannabis in sostanze e preparazioni vegetali per la successiva distribuzione alle farmacie, “al fine di soddisfare il fabbisogno nazionale di tali preparazioni”. Solo se la canapa coltivata a Firenze non bastasse a soddisfare la domanda, l’Organismo statale per la cannabis (controllato dal Ministero della Salute) può, innanzitutto, autorizzare l’importazione di cannabis dall’estero (comma 2). Solo al comma 3 è prevista la possibilità, con Decreto del Ministro della salute, di autorizzare altri enti o imprese alla coltivazione e trasformazione della canapa “in base alla procedure indicate dallo stesso Stabilimento (di Firenze)”.
 Se guardiamo il bicchiere mezzo pieno, dobbiamo riconoscere che nel 2015, ancora sotto il governo Renzi, le ministre Lorenzin (Salute) e Pinotti (Difesa) hanno fatto una cosa nuova e positiva, attribuendo competenze e finanziamenti (1.600.000 euro per l’anno 2017) al SCFM per la coltivazione e trasformazione della cannabis; fino ad allora occorreva importare i farmaci dall’estero.
Se guardiamo il bicchiere mezzo vuoto dobbiamo denunciare che il “monopolio fiorentino” ha leso il diritto, garantito dal Testo Unico sulle tossicodipendenze (il cui impianto, ricordiamolo, rimane proibizionista), di chiunque di fare quello che si sta facendo a Firenze, naturalmente con le dovute autorizzazioni.
Addirittura, l’art. 18 quater, al comma 7, prevede lo stanziamento di 700.000 euro per l’anno corrente per importare cannabis dall’estero; non si poteva stanziare invece quei soldi per coltivazioni nei confini nazionali, peraltro più facilmente controllabili?
 Ormai, vista la legislatura agli sgoccioli, è inutile chiedere cose sia al Parlamento sia al governo. Ribadiamo, invece, la nostra richiesta, formulata già più volte in passato, al Presidente Chiamparino e all’Assessore Saitta di formalizzare presso il Ministero della Salute la disponibilità della Regione Piemonte a regolamentare ed incentivare la coltivazione e trasformazione della cannabis da parte di enti o imprese piemontesi. L’IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambinete) ha più volte dichiarato la sua disponibilità in merito.
  
Link a testo coordinato Decreto Legge n. 48/2017 (vedi art. 18-quater)

ITALIA - Cannabis terapeutica. Norma contrasta con testo unico tossicodipendenze

lunedì 12 settembre 2016

ITALIA - Cannabis terapeutica. Caso Pellegrini. Civati: ministro Orlando si lava le mani

"Avevamo chiesto al ministro Orlando di intervenire sul caso Pellegrini promuovendo una riforma del Codice penale che consentisse alle persone affette da patologie che necessitano di cure palliative, come quelle che richiedono l'uso della cannabis e dei suoi derivati, di non dover incorrere in denunce e pene detentive. Pellegrini, lo ricordiamo, affetto da fibromialgia, si trova ora agli arresti domiciliari dopo essere stato in carcere per molti giorni, nonostante le sue condizioni di salute". Lo dichiarano in una nota i deputati di Possibile, Pippo Civati e Andrea Maestri, che aggiungono: "La risposta del ministro Orlando alle nostre richieste si e' dimostrata ancora una volta pilatesca: mentre il Governo non esita a invadere il campo riservato al Parlamento con decreti-legge, leggi delega in bianco e voti di fiducia sui temi piu' vari, sull'autoproduzione e la detenzione di cannabis per uso terapeutico, ancora sanzionato penalmente nel nostro paese, il ministro della Giustizia si limita a ricordare la giurisprudenza piu' favorevole (ci pensi la Magistratura) e a rimettersi alle forze politiche che hanno assunto l'iniziativa parlamentare (ci pensi il Parlamento)". "Una questione- concludono Civati e Maestri- che dovrebbe spingere tutti a riflessioni e azioni di buon senso e' lasciata ancora una volta da questo Governo nell'ambiguita', senza coraggio e nell'ignoranza totale delle leggi e delle procedure". 

ITALIA - Cannabis terapeutica. Caso Pellegrini. Civati: ministro Orlando si lava le mani

lunedì 30 maggio 2016

COLOMBIA - Cannabis terapeutica. Parlamento approva legge

Il Parlamento della Colombia ha approvato una legge che regola l'uso della marijuana a fine medici e scientifici. Approvato con 84 voti a favore e 4 contrari nell'ambito della procedura di conciliazione fra Camera e Senato, il provvedimento dovrà ora essere firmato dal presidente colombiano Juan Manuel Santos. La legge, in questo Paese segnato dalla piaga del narcotraffico, approva e regolamenta "coltivazione, produzione, fabbricazione, acquisizione, importazione, esportazione, stoccaggio, trasporto, commercializzazione, distribuzione, uso e possesso di semi di pianta di cannabis e i suoi derivati a fini medicinali e scientifici".  


COLOMBIA - Cannabis terapeutica. Parlamento approva legge

sabato 25 luglio 2015

Lettera aperta ai consiglieri comunali Marco Bosi e Patrizia Ageno


Caro Marco e Cara Patrizia

Considerata l'apertura della giunta a parlare di cannabis, considerato soprattutto l' impegno nazionale di Vittorio Ferraresi e l'importante contributo che il m5s sta portando nel discutere un progetto di legge sulla cannabis, è giunta l' ora che la maggioranza del consiglio 5 stelle di Parma faccia qualche cosa per sostenere il movimento a livello nazionale.

E' stata presentata, ieri, a Varese, una mozione dei consiglieri 5 stelle per spingere il Comune a cercare terreni adatti per la coltivazione della cannabis.

Un singolo cittadino, come tu ben sai, può ben poco. Se i sondaggi dell' intergruppo sulla cannabis danno il 70% degli italiani favorevoli a sperimentare una qualche forma di regolamentazione della produzione e della vendita, ora è il momento di intraprendere scelte di buon senso, che catturino l'opinone pubblica e portino un concreto e sensibile miglioramento della vita dei cittadini.

A Parma, l'impegno antiproibizionista è forte ed è giusto che il comune inizi a supportare attivamente progetti "imprenditoriali" a supporto di questo tipo di cultura e coltura, senza pregiudizio e in linea con quanto il m5s sta facendo a livello nazionale.

Sono interessato a sviluppare con il Comune un progetto e di dare e trovare supporto al Comune per una iniziativa condivisa a supporto di realtà imprenditoriali che possono anche rilanciare l'occupazione.

Cosa può fare il comune?

giovedì 14 novembre 2013

La revisione della normativa sugli stupefacenti

All' attenzione del Consiglio dei Ministri,
Sull'indagine conoscitiva riguardo l'esame delle proposte di legge di modifica al testo unico sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza.
Onorevoli Ministri, l'attuale indagine, in corso di verifica, riguardo la normativa vigente sugli stupefacenti, non può non tenere in considerazione quanto affermato dal direttore del DPA dott. Giovanni Serpelloni.
Infatti quanto da lui affermato sulla possibilità che malati che usano cannabis per scopi terapeutici non abbiano la possibilità di coltivare canapa, va altamente tenuto in considerazione al fine di essere completamente ignorato.
La posizione del Governo Italiano sul tema degli stupefacenti va completamente rivista.
Il problema del sovraffollamento carcerario è dato, sostanzialmente, dall' attuale normativa sugli stupefacenti. La strenua difesa del direttore Giovanni Serpelloni, per quanto riguarda i principi fondanti questa normativa, su tutti il principio della disapprovazione sociale, sono la prima causa dell'esplosione della popolazione carceraria.
I dati divulgati dal direttore del DPA nella sua audizione sono fuorvianti, incuranti dell'evoluzione del panorama mondiale nella lotta al narco traffico, nella riduzione del danno delle tossicodipendenze e nella limitazione alla diffusione di stupefacenti. I dati sono falsi e la loro interpretazione è data da un punto di vista disinteressato al controllo del fenomeno (la diffusione degli stupefacenti) ed alla sua riduzione, ma interessato solo al controllo della posizione istituzionale acquisita.
I dati, volutamente, tacciono riguardo il disastro riversatosi sul sistema penitenziario a causa di una legge ottusa, anacronistica e ideologica.
Quando Serpelloni afferma "dobbiamo considerare un parametro molto importante: la disapprovazione sociale. Quando essa diminuisce, aumenta l'uso di droghe leggere." Serpelloni mente.
Gli esempi più eclatanti di come tale affermazione sia una menzogna vengono proprio dall' Europa.
Il caso del Portogallo è un caso “scolastico”, che però Serpelloni non conosce, e sarebbe gravissimo vista la sua posizione, o fa finta di non conoscere, e dimostrerebbe dunque malafede nell’ esporre affermazioni come quella sopra riportata. In entrambi i casi, questa sua “ignoranza”, rende la sua persona inadeguata al ruolo istituzionale che ricopre.
Da quando è stato depenalizzato il consumo di stupefacenti, nel 2001, il Portogallo ha assistito ad una diminuzione dell'uso di stupefacenti. Cosa ne è dunque della disapprovazione sociale?
Come è possibile che la persona che dovrebbe essere più informata su questo argomento adduca argomentazioni false a sostegno di una posizione scientificamente infondata?
La posizione che il dott. Serpelloni tenta di difendere, nel silenzio complice dei media italiani sul totale fallimento della "war on drugs", è una posizione che presto scomparirà, come il firmatario della attuale “legge sulla droga” Gianfranco Fini e come presto farà l’“innovatore” Carlo Giovanardi.
Negli Usa sono già diciannove gli stati dove è possibile acquistare cannabis con una semplice prescrizione medica, due sono gli stati che tra poco più di un mese inaugureranno un nuovo capitolo della storia degli USA: la fine del proibizionismo sulla cannabis.
Sono già in atto campagne sulla sensibilizzazione per altri referendum che renderanno legali la vendita, la coltivazione e il consumo della cannabis in altri stati della confederazione nord americana, non solo a scopo terapeutico; a sostegno di questo cambio di rotta basti pensare al recente sondaggio Gallup, che vede favorevoli alla legalizzazione della cannabis il 58% degli americani.
Gli Stati Uniti non sono, però, l'unica nazione che guarda con curiosità a soluzioni alternative al fallimento della proibizione.
L' Uruguay ha dato il via alla produzione di cannabis di stato per eliminare il mercato illegale della cannabis.
In tutto il Sud America c' è fermento per nuove strade che possano finalmente eliminare la violenza legata al narco traffico, di cui la cannabis è la sostanza illegalmente più trattata, essendo la sostanza illegale più diffusa al mondo.
Questo dato è sostenuto dal EU Drug Markerts Reports 2013 che evidenzia come la cannabis "non solo è la sostanza illecita più consumata al mondo, ma anche prodotta su scala mondiale"1. "L' UNDOC ha stimato che, tra il 2002 e il 2006, le infiorescenze di cannabis erano prodotte in 122 nazioni e la resina in 65"2.
Di fronte al panorama internazionale quale è la posizione del governo Italiano?
Serpelloni afferma: ''Negli ultimi tre anni, il trend europeo dell'uso di droghe leggere e' calato del 25%. Solo nella fascia di eta' tra i 15 e i 18 anni, e solo per quanto riguarda l'uso di canne, esso e' aumentato''
La riforma del testo unico sugli stupefacenti dovrebbe tenere in considerazione i rapporti ufficiali redatti da istituzioni internazionali, non i deliri di un folle abbarbicato sulla sua torre d’avorio. Per esempio, sempre nel EU Drug Markerts Reports 2013, redatto dall’EMCDDA in collaborazione con EUROPOL, si riporta come, riguardo al consumo di cannabis “relativi alti livelli ad inizio del nuovo secolo hanno dato spazio a periodi di stabilizzazione o declino in molti paesi Europei. Questo cammino non è evidente per tutti i paesi e in alcuni, come la Bulgaria, l’Estonia e l’Italia, studi nazionali mostrano un deciso incremento nell’ ultimo anno prevalentemente tra la popolazione più giovane”3.
Dunque, l’uso di “canne” è sì aumentato nelle fasce tra i 15 e i 18 anni, ma solo in Bulgaria Estonia e, guarda caso, l’Italia, mentre è diminuito o si è stabilizzato in qualsiasi altra nazione dell’UE.
Questo a dimostrazione di come l’attuale politica sugli stupefacenti italiana, non solo è inefficace nel diminuire i consumi tra la popolazione, ma espone al rischio di assunzione, in maniera maggiore, le fasce dei più giovani, quelle che andrebbero più tutelate.
Sempre dall’ intervento di Serpelloni: 'Noi non riteniamo che la coltivazione domestica di marijuana possa essere affidata al malato, poiche' ci sono alcuni punti che restano oscuri nella loro definizione: ad esempio, come si accerta la percentuale del 5 o del 55%? E ancora: che uso ne fara' il malato? L'auto-uso non fa parte di alcun codice medico''
Se l’auto uso non fa parte di alcun codice medico, cosa si può dire della ricerca scientifica legata all’ utilizzo di cannabis? L’ attuale normativa impedisce la ricerca e la divulgazione di informazioni a riguardo. Perchè la coltivazione per uso personale non può essere tutelata, al fine di garantire al malato la fornitura a costo zero di un medicinale fondamentale per alcune patologie e sviluppare ricerche mediche in questo campo? Anche L’ EUROPOL e l’EMCDDA riconoscono tra le motivazioni della coltivazione “domestica” la “necessità di fornitura personale o sociale al fine di garantire la qualità e l’integrità del prodotto ed evitare l’esposizione all’ elemento criminale del mercato”4
Con quale credibilità Serpelloni vuole impedire un facile accesso ad un medicinale al momento difficilmente accessibile, per costi, burocrazia e difficoltà nel reperimento (che può avvenire solo per importazione, a fronte di autorizzazione ministeriale, a costi fuori mercato)?
Gentili Ministri, la revisione della normativa sugli stupefacenti potrà diventare davvero efficace solo nel momento in cui si prenderanno seriamente in considerazione l’evoluzione del fenomeno a livello globale e le sue implicazioni sociali e si eviterà di dare fiato alle trombe che hanno causato l’attuale sfacelo sociale.
Gli attuali risultati della normativa vigente sugli stupefacenti sono: l’esplosione della popolazione carceraria, l’aumento della diffusione di stupefacenti tra i minori, l’impossibilità di utilizzo della cannabis come farmaco.
Se questo non è il momento per porre fine alla criminalizzazione dei consumatori di cannabis, la creazione di un industria farmaceutica, la riduzione della diffusione degli stupefacenti tra i giovani e concedere la possibilità della coltivazione per uso personale, quanti danni ancora dovremo sopportare perché si giunga ad una nuova politica che prenda in considerazione l’uso di stupefacenti, un problema sanitario, anziché penale?

1 EU Drug Markerts Reports 2013, Chapter 4, Cannabis, Global Overview, pag 54
2 EU Drug Markerts Reports 2013, Chapter 4, Cannabis, Global Overview, pag 54
3 EU Drug Markerts Reports 2013, Chapter 4, Cannabis, Consumer markets for cannabis in Europe, pag 59
4 EU Drug Markerts Reports 2013, Chapter 4, Cannabis, Growers Motivations, pag 59

mercoledì 10 luglio 2013

Sicurezza e 5 stelle

Egregio Direttore, sembrano lontani i tempi della giunta Vignali. O forse no? 
La passata giunta, che della "sicurezza" aveva fatto il suo più importante cavallo di battaglia, si è trovata impelagata in problemi giudiziari.
L' attuale giunta, che della sicurezza non ha volutamente mai parlato, dovrebbe iniziare ad affrontare questo tema.
Tema ampio, la cui delega all' assessore Casa è stato più uno sgravarsi di un peso per il primo cittadino, che la scelta di affrontare con coraggio problematiche trasversali, quali il consumo di stupefacenti tra i giovani, lo spaccio di sostanze stupefacenti, l'impatto che le attuali politiche sociali stanno o non stanno dando in termini di risultati sotto l' aspetto della riduzione di questi fenomeni.
Di fronte a questi temi, la giunta spesso si è nascosta dietro al fatto che, la "competenza" di queste problematiche, non è loro. E' davvero così? Secondo il regolamento del consiglio comunale è compito delle commissioni consigliari: "formulare pareri  circa le forme e i modi in cui si realizza il potere-dovere del Comune di partecipazione alla programmazione regionale e statale".
Ma come giungono alle commissioni consigliari le idee da utilizzare per "formulare pareri" che contribuiscano alla crescita della collettività? Questo, nella giunta della trasparenza, non è dato saperlo.
Così come non sono mai state date risposte, sempre alla luce della trasparenza e della tanto sbandierata "democrazia diretta", alle domande poste durante il dibattito pubblico sul bilancio comunale.
Tornando al tema della "sicurezza", questa giunta non sta attuando nè formulando alcun "parere" al fine di migliorare la città in tema di sicurezza. 
Parma non sembra in grado di affrontare i temi trattati da diverse inchieste e articoli che nelle ultime settimane hanno coperto le pagine della Gazzetta. 
Parlo, per esempio, dell' inchiesta sugli adolescenti che si avvicinano al mondo delle sostanze illegali, che ne fanno uso abituale e per i quali non c' è alcuna difficoltà nel reperirle.
Parlo del recente articolo sull' ennesimo morto nel parco Falcone-Borsellino; a questo proposito, trovo un' ironia della sorte, macabra e alquanto lugubre sulle vicende che seguono questa zona verde della città. Secondo un recente rapporto dell' Europol, infatti, la maggior fonte di finanziamento della criminalità organizzata in Europa deriva dal traffico di sostanze stupefacenti, proprio quelle organizzazioni criminali che i due Magistrati cercarono di combattere e per i quali diedero la vita. Trovo profondamente triste come la vita di queste persone eccezionali sia stata sacrificata oltre vent' anni fa senza che nulla sia cambiato e che anzi, un luogo che oggi porta il loro nome, sia piazza contesa del mercato cittadino di sostanze illegali. 
Di fronte a queste problematiche, a possibili soluzioni, quali sono le risposte del Comune? Se l' assessore Rossi, di fronte alla possibilità di affrontare il problema da un punto di vista sociale, attraverso la distribuzione di cannabis sotto prescrizione medica, come previsto dalla normativa nazionale, ha affermato che ci sono problemi "più importanti" e che non è suo interesse affrontare questo discorso, verrebbe da domandarsi, cosa questa giunta sia in grado di fare per la nostra città, se non ha nè le informazioni, nè il coraggio di affrontare temi sociali difficili e "formulare opinioni" per "partecipare alla programmazione regionale e statale". 
Mentre il ministro della Giustizia Cancellieri, umilmente dichiara di non avere ancora iniziato una riflessione sulla attuale decreto Fini-Giovanardi, prima causa del sovraffollamento delle carceri italiane, il sindaco, oltre che andare a mendicare denaro per la città, potrebbe farsi vero portavoce di cittadini stanchi delle infelici politiche sulla sicurezza in Italia. Su tutte la cancellazione del decreto Fini-Giovanardi e aprire un dibattito sulla distribuzione della cannabis sotto prescrizione medica.

Sicurezza a 5 stelle

sabato 29 giugno 2013

Lettera aperta al Ministro della Giustizia


Alla cortese attenzione del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri,

Onorevole Ministro,
Le scrivo in merito alle parole da Lei pronunciate sulla revisione del decreto Fini Giovanardi e sulle conseguenze che quello scellerato decreto ha portato.
Il problema delle carceri è infatti esploso a seguito dell' approvazione di tale decreto, sul quale sono presenti dubbi riguardo la sua stessa costituzionalità.
E' urgente una totale revisione della normativa sugli stupefacenti, seguendo le convenzioni internazionali, ma anche prendendo in considerazione l' idea che tali convenzioni potrebbero essere riscritte.
Vorrei in oltre portare la sua attenzione sull' ultimo rapporto dell' Europol riguardo la criminalità organizzata in Europa (''Serious and Organised Crime Threat Assessment'') che ha evidenziato come il traffico di stupefacenti sia la prima fonte di finanziamento delle organizzazioni criminali.
I dati più eclatanti di questo rapporto sono i numeri che riguardano le maggiori sostanze stupefacenti trafficate, che vedono al primo posto la cannabis e i suoi derivati.
Riporto una traduzione dalla stampa del trattato:

 "La cannabis resta lo stupefacenti preferito, con 23 milioni di consumatori in tutto il Continente per un mercato che vale 1.300 tonnellate di hashish e 1.200 tonnellate di erba ogni anno. La cocaina resta al secondo posto con 4 milioni di consumatori che consumano 124 tonnellate annualmente."

Questi numeri sottolineano il totale fallimento della cosiddetta "war on drugs" e l' approccio che negli ultimi dieci anni è stato portato avanti dal Dipartimento per le politiche antidroga.
I vari documenti redatti da questo dipartimento sono nulla più che fogli di propaganda, privi di evidenze scientifiche, una accozzaglia di estratti scritti sotto una prospettiva ideologica, che non considera il fallimento su scala planetaria della strategia studiata nel 1998 nella sessione speciale dell'assemblea generale delle Nazioni Unite di New York. Allora dichiararono la guerra mondiale contro le droghe. Sono passati 15 anni e il risultato è che, nel mondo, non solo in Europa, il traffico di droga è la prima fonte di finanziamento del crimine organizzato, la prima causa di destabilizzazione politica in centro e sud america, la prima causa di conflitto in Afghanistan e causa di numerosi problemi in Africa, nuova via commerciale del traffico di stupefacenti dal sud America all' Europa.

Una prima ed efficace via per affrontare il problema in maniera pragmatica, è affrontare il problema della tossicodipendenza sotto un punto di vista sanitario, come già avviene in numerosi paesi dell' unione europea, come la Svizzera, l' Olanda, la Spagna, il Portogallo, la Repubblica Ceca, solo per citarne alcuni.
La dismissione del DPA, le dimissione dell' attuale direttore, Il dott. Giovanni Serpelloni, e la destinazione della delega sulle tossicodipendenze ai miniseri dell' integrazione sociale o della sanità, sarebbero il primo pilastro di una nuova politica volta al recupero e alla prevenzione all' utilizzo delle sostanze stupefacenti.

Da un punto di vista economico e sociale, come il rapporto dell' Europol evidenzia, la cannabis dovrebbe essere la priorità di discussione in un piano di revisione dell' attuale normativa sugli stupefacenti.
Con più precisione, da un punto di vista economico, sono numerosi i premi nobel per l' economia che trovano nelle attuali politiche proibizioniste, una fonte di sprechi, inefficienze e fonte di problematiche che una tolleranza ed una tassazione sulle sostanze psicotrope sicuramente mitigherebbero.
Come precedentemente ricordato, le convenzioni internazionali non sono favorevoli per una legalizzazione della cannabis, ma ne riconoscono l' impiego terapeutico.
La vendita, sotto prescrizione medica, di cannabis per scopi terapeutici, così come già avviene in diciannove stati degli USA, attraverso dispensari privati di cannabis, è la soluzione più indicata per risolvere diversi problemi, senza arrivare ad una legalizzazione della sostanza.
L' impiego terapeutico della cannabis e dei suoi derivati è già stato riconosciuto dal precedente Governo Monti attraverso un decreto dell' ex ministro della Sanità.
Se come lei ha affermato, non ha ancora "iniziato una riflessione" sulla attuale normativa fallimentare sulle sostanze stupefacenti, questi potrebbero e dovrebbero essere punti dai quali iniziare.

domenica 3 febbraio 2013

Una nuova lettera al direttore

Egregio direttore, vorrei trarre spunto da due articoli della Gazzetta per riportare l'attenzione dei cittadini parmigiani su un tema sempre sottovalutato, sempre trattato con superficialità, difficilmente affrontato con
pacato distacco per semplice ipocrisia.
Gli articoli riguardano il caso della ragazza che è uscita dal tunnel della tossicodipendenza e l' evasione dal carcere di due detenuti.
L' articolo sulla ragazza tossicodipendente, alla quale va tutto il mio sostegno, mi ha colpito per la retorica giornalistica tipica della serie "cronache del tossicodipendente" degli anni '80 (senza che il giornalista abbia mosso una riflessione sull' efficacia dell' approccio punitivo nei confronti dei consumatori di sostanze psicotrope dagli anni 80 ad oggi, nè scendendo nel merito della effettiva capacità di riduzione del consumo di stupefacenti di questa politica). Mi ha colpito anche l' enfasi mostrata per la serie di luoghi comuni che caratterizzano la via crucis della tossicodipendenza  dall' inizio con gli spinelli, all' escalation di sostanze, alla morte dei cari (cosa purtroppo comune a chiunque abbia a che fare con le droghe pesanti, sia per chi è tossicodipendente, sia per i familiari loro accanto), al carcere.
Il secondo articolo, quello dell' evasione, mi ha colpito per l' allarme del Sappe, sulle condizioni delle carceri italiane e come una riforma sia necessaria per superare l' emergenza nella quale ci troviamo.
Un sottile filo rosso collega i due articoli: l' emergenza carceri, sottolineata dall' intervento del Sappe, e l' inadeguatezza della politica di repressione sugli stupefacenti come strumento per evitare la diffusione di sostanze illegali e gli effetti perversi che la proibizione delle sostanze ha sulla società civile, manifestatasi con il sovraffollamento delle carceri e le conseguenze che ciò comporta.
L' appello del Sappe non è il primo: già ad ottobre 2012, Donato Capece, segretario del sindacato di polizia, riferiva come 'Nelle carceri italiane piu' del 25% circa dei detenuti e' tossicodipendente e anche il 20% degli stranieri ha problemi di droga.' Capece continuava sottolineando come, fatti di cronaca dimostravano che la droga riesce comunque ad entrare nelle carceri. Questo spesso accade per evitare inutili torture da crisi di astinenza ai detenuti tossicodipendenti.
E' la prima volta che si solleva un appello all' indirizzo di una revisione dell' approccio sul tema tossicodipendenza? Nel 2006 a più di un anno dall' approvazione del decreto Fini-Giovanardi, l' unione delle camere penali si lamentò dell' “immobilismo sul tema tossicodipendenza”: “da un lato la logica ideologica e punitiva della legge Fini Giovanardi continua inspiegabilmente a dispiegare i suoi effetti criminogeni, dall' altro il timido tentativo di modifica delle tabelle sulle quantità delle sostanze ha subito un brusco arresto.” Così recitava un documento dell' Osservatorio carceri Ucpi (unione camere penali italiane) oltre 6 anni fa.
In questo arco di tempo tutto è peggiorato. Le carceri si sono riempite di tossicodipendenti, la situazione nelle carceri è peggiorata ed è peggiorata la condizione di lavoro della polizia penitenziaria e le risorse economiche per fare fronte a questa emergenza sono sempre meno, con il risultato di una minore sicurezza per i cittadini.
A Parma, i risultati tragici di questa politica perversa, "ideologica e punitiva", sono ancora più evidenti anche alla luce delle politiche sulla sicurezza della precedente giunta; sono ormai evidenti le uniche motivazioni che hanno portato i militari in città e a fare dichiarare all' ex sindaco Vignali parole come "la droga è il cancro della città", nonostante gli scandali successivamente emersi: pura propaganda politica volta ad accogliere consenso, senza alcun interesse alla reale garanzia della tutela dei cittadini.
Tornando ai due articoli sopra menzionati, mi ha stupito come il giornalista abbia ignorato l' inefficacia del carcere per "combattere" la tossicodipendenza e la diffusione di stupefacenti in 40 anni e come l' assenza di supporto da parte della comunità sia stata fonte di fallimento delle politiche di recupero; questa assenza di supporto è il frutto dell' isolamento che il decreto Fini Giovanardi (sul quale è stato sollevata la questione di illegittimità costituzionale) ha voluto creare attraverso lo "stigma sociale" da attribuire alle persone in difficoltà per dipendenze da stupefacenti, dichiarata in più documenti firmati Dipartimento per le politiche antidroga.
A fronte di questi risultati disastrosi, nonostante il passare degli anni e il peggiorare della situazione, esisterebbero soluzioni. Un cambio di rotta sarebbe possibile.
All' attuale giunta, in più occasioni, tra assemblee pubbliche e incontri del movimento 5 stelle, più volte sono state portati all' attenzione nuovi approcci per affrontare il problema. Anche alla minoranza, in un assemblea pubblica sulla sicurezza di Parma Unita, è stato portato all' attenzione la necessità di una nuova direzione da intraprendere. Anche da un punto di vista sanitario, l' attenzione è stata portata a membri delle istituzioni, come il prefetto, durante un assemblea pubblica indetta dal Rotary club sul tema della sanità; la necessità di un nuovo approccio che sappia garantire efficacia ed efficienza anche da un punto di vista di reperimento delle risorse finanziarie per garantire maggiore sicurezza attraverso la distribuzione di cannabis terapeutica nelle farmacie è una realtà perseguibile. A tutto questo è sempre seguito un imbarazzante silenzio della classe dirigente italiana, "vecchia" e "nuova", uno scarso interesse di difficile motivazione alla luce delle problematiche evidenti.
Vorrei dunque rivolgere una domanda ai cittadini di Parma: siete contenti della situazione in cui siamo e di come ci siamo arrivati? Siete contenti dell' immobilismo e dei suoi effetti?

domenica 27 gennaio 2013

A sostegno del Progetto di legge regionale sulla cannabis terapeutica in Emilia Romagna


Alla cortese attenzione del consigliere Franco Grillini

Gentile Franco Grillini, Le scrivo questa lettera aperta a seguito della notizia apparsa sui giornali della volontà di portare avanti il progetto di legge sulla cannabis terapeutica presso l' Assemblea legislativa dell' Emilia Romagna.
Le scrivo perchè possa prendere in considerazione alcune modifiche o aggiunte al disegno di legge originale, in un ottica di pieno riconoscimento delle proprietà terapeutiche della cannabis e per rendere questo medicinale disponibile a chiunque il proprio medico sia disponibile a prescriverla, con gli enormi vantaggi che questa politica sulla salute potrebbe portare a tutte le comunità Emiliano Romagnole che decidessero di distribuire la cannabis terapeutica attraverso le farmacie comunali, oltre che attraverso le farmacie ospedaliere come previsto già dai numerosi pdl approvati in altre regioni.

Vorrei approfittare del Suo impegno, per portare alla Sua attenzione, alcune considerazioni che, alla luce delle politiche internazionali sulla cannabis, potrebbero portare nuova linfa al disegno di legge che porta il Suo nome. Le considerazioni riguardano l' impatto che una politica tollerante sulla cannabis terapeutica potrebbe avere sulla sicurezza pubblica e sulla salute, sulle risorse economiche della regione e dei comuni, sulla copertura del costo di questa nuova politica.

Sotto un punto di vista di sicurezza pubblica, rendere la cannabis disponibile sotto prescrizione medica, come permesso dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti, permetterebbe di sottrarre il mercato illegale più grande del mondo alla criminalità organizzata. Il modello di vendita sotto prescrizione medica al quale faccio riferimento è quello che già avviene in 19 degli stati dell' unione del nord america, ossia rendere disponibile cannabis terapeutica a chiunque sia fornito di regolare prescrizione medica.

Negli Stati Uniti, questa politica, ha permesso di concentrare gli sforzi delle forze dell' ordine sugli spacciatori illegali e i narcotrafficanti, piuttosto che i dispensari di cannabis terapeutica o i regolari pazienti di questi. In Italia però, la creazione di dispensari legali è di difficile, se non di impossibile attuazione. Quello che è possibile in Italia, è vendere cannabis terapeutica attraverso le farmacie (Titolo II art.17 comma 2 "Delle autorizzazioni", Testo unico sulle sostanze stupefacenti). Vendere la cannabis e i suoi derivati attraverso farmacie comunali sarebbe la soluzione definitiva a vincoli di bilancio delle aziende sanitarie locali e ad una effettiva applicabilità del progetto di legge presentato. Sopra ho citato le farmacie comunali; perchè? Perchè il profitto derivante dalla vendita del medicinale rientrerebbe nelle casse dei comuni e non di privati e quindi disponibile ai cittadini. Il profitto da queste vendite garantirebbe la copertura dei costi per la politica di distribuzione gratuita per i malati di patologie gravemente debilitanti come la SLA, i tumori, e le tutte le altre che la medicina riconosce come trattabili con cannabis terapeutica e per le quali serve una copertura economica.

La regione Emilia Romagna, può essere la nuova frontiera di una politica economicamente sostenibile e sensibile. Infatti, i riferimenti nelle leggi regionali approvati in questi mesi alla sostenibilità economica di questa politica, alla luce dei tagli sulla sanità e della spending review, possono essere una seria minaccia alla reale applicabilità di queste leggi.
Sarei lieto di potere apprendere di modifiche alla legge regionale in queste direzioni e come cittadino felice di assistere ad una politica economicamente sostenibile, come si sta affermando nel resto del mondo, che garantisca autonomia agli enti pubblici all' interno della regione.

ADUC Droghe - Cannabis terapeutica in Emilia Romagna, lettera al consigliere Franco Grillini

venerdì 25 gennaio 2013

La Regione «sdogana» la cannabis curativa: la legge è a un passo

Martedì parte l'iter del progetto di legge sulle «Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche»

BOLOGNA - Dovrebbe essere la volta buona: è pronta la legge per «sdoganare» anche in Emilia-Romagna l'uso terapeutico della cannabis. Martedì parte infatti l'iter del progetto di legge sulle «Modalitá di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalitá terapeutiche», presentato dall'Idv a inizio 2011 e rimasto a lungo nei cassetti di viale Aldo Moro. Nella sostanza, come hanno già fatto altre Regioni italiane, anche l'Emilia-Romagna si doteàá di un provvedimento per rendere disponibile la cannabis come terapia antidolore per malati terminali e per chi soffre di alcune malattie.

GRILLINI - Il tema irrompe in piena campagna elettorale, ma secondo le previsioni del primo firmatario del provvedimento, l'ex parlamentare Franco Grillini, il testo dovrebbe approdare in aula per il voto non prima di marzo-aprile. Del resto, confida lo stesso Grillini, «non credo che il progetto di legge creerà scandalo, questa dovrebbe essere la volta buona. In fondo, si tratta di rendere disponibile un farmaco che oggi in Emilia-Romagna è difficile da avere. Ricordo che è previsto da un decreto ministeriale di Livia Turco, non di Marco Pannella, che risale al 2007. Lo stesso provvedimento è stato approvato anche nel Veneto di Zaia»

La Regione «sdogana» la cannabis curativa: la legge è a un passo

venerdì 18 gennaio 2013

Democrazia a 5 stelle....?!?!??!?!

Sono entrato in contatto con il m5s prima delle elezioni comunali di giugno 2012, parlando anche al sindaco Pizzarotti della possibilità di vendita di cannabis terapeutica come strumento di politica sulla sicurezza. La vendita di cannabis terapeutica attraverso farmacie comunali è possibile: il tutto è normato dal testo unico sulle sostanze stupefacenti. Dopo quell' incontro, fui contattato da uno dei membri dell' assemblea regionale del m5s in emilia romagna;decisi di iscrivermi al m5s. A seguito dei contatti e della MIA elaborazione di un pdl regionale sui modelli già presentati in altre regioni come Lazio, Toscana, Puglia, Lombardia e qualche altra, era emersa una bozza, rielaborata con uno dei membri dell' assemblea regionale. Dopo un incontro dove era emersa la bozza di pdl della quale abbiamo parlato assieme ad uno dei due consiglieri regionali, si è deciso di fare prendere polvere a questa iniziativa, cessando di portarla avanti.
E' la sola strada percorsa per fare si che si discutesse di cannabis terapeutica a livello istituzionale? No.
Dopo l' elezione di Pizzarotti a sindaco, in un "esercizio di democrazia diretta" chiamatasi assemblea pubblica, portai all' attenzione del centinaio di presenti, la possibilità che la cannabis potesse essere venduta sotto autorizzazione dalle farmacie comunali. Devo ammetterlo, con grande stupore, questi furono i Risultati dell' Assemblea pubblica 16 Giugno 2012. Con il 55% dei voti favorevoli il 30% degli astenuti e il 15% dei contrari, l' assemblea decise che di questo argomento, se ne sarebbe dovuto parlare. Da allora, anche in consiglio comunale, non è mai stata avanzata neppure una interrogazione su questa proposta per la sicurezza pubblica, nonostante i ripetuti solleciti, di cui ultimo un interessante dibattito online. Invece, si è voluti proseguire sulla strada della militarizzazione della città, quella si, una vera scelta per la sicurezza pubblica, la stessa perseguita dal tanto odiato Vignali.
A presto nuovi aggiornamenti ....

mercoledì 16 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

Via libera nelle Marche alla legge regionale sul'uso di farmaci cannabinoidi. Il provvedimento e' stato approvato dall'Assemblea legislativa delle Marche con 16 voti favorevoli e 6 astenuti. La scelta terapeutica e' affidata ai medici di base, se ritengono che non ci siano cure alternative. La somministrazione dei farmaci cannabinoidi e' effettuata in ambito ospedaliero se il trattamento viene iniziato in ospedale, se ci sono esigenze di continuita' terapeutica e le sostanze vengono acquisite tramite la farmacia ospedaliera.
In ambito non ospedaliero l'Asur coadiuva gli assistiti nell'acquisizione dei farmaci registrati all'estero per finalita' terapeutiche. La legge mira ad assicurare omogeneita' di organizzazione e a monitorare il consumo sul territorio regionale dei farmaci registrati all'estero e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi, oltre a promuovere la riduzione delle liste di attesa. L'uso dei cannabinoidi e' gia' disiplinato da una legge nazionale, ma - ha detto il relatore di maggioranza Francesco Comi (Pd) - 'noi intendiamo attuare una disciplina nostra regionale'. Il relatore di minoranza Giancarlo D'Anna (Gruppo misto) ha parlato di 'una scelta azzeccata' e si e' detto 'soddisfatto perche' si va incontro alle esigenze di soggetti con particolari patologie'.
Nel dibattito sono intervenuti Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc) che ha sottolineato l'importanza di questo tipo di trattamento e Rosalba Ortenzi (Pd), che ha definito la legge 'una cosa buona', che denota 'attenzione verso tanti soggetti e le loro famiglie che vivono sulla loro pelle il disagio del mancato reperimento di queste sostanze'.

 ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

Erogazione dei farmaci e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi per finalita' terapeutiche in Friuli Venezia Giulia: la proposta di legge di iniziativa principalmente della consigliera regionale Annamaria Menosso (Pd), a cui si sono aggiunte le firme dei colleghi del Partito Democratico nonche' di Sa, Idv e Cittadini, ha trovato il consenso unanime della Commissione Salute presieduta da Giorgio Venier Romano (Udc). Lo comunica una nota del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Bloccata gia' la scorsa settimana da Franco Dal Mas e Massimo Blasoni del Pdl, aggiunge la nota, che avevano chiesto tempo per verificare ulteriori aspetti e limitare le possibilita' di impugnazione da parte della Corte costituzionale, anche in questa seduta ha registrato le perplessita' di Dal Mas ma non la sua contrarieta'.
Alla Menosso, dunque, prosegue il Consiglio regionale, il compito di spiegare gli emendamenti necessari a rendere il testo base piu' aderente alle leggi gia' approvate da altre Regioni, in particolare dalla Toscana, e non impugnate dalla Consulta.
'Soprattutto l'articolo 4 - ha detto la consigliera - segna la differenza con il presente: i medicinali cannabinoidi saranno acquistati dalla farmacia ospedaliera, o dell'Azienda sanitaria a cui appartiene il paziente, e posti a carico del Sistema sanitario regionale anche quando la cura dovra' proseguire dopo le dimissioni dell'assistito dalla struttura di ricovero'.
Un intoppo non da poco pero' resta, segnalato da Stefano Pustetto (Sa-Sel) e non da meno da Ugo De Mattia (Ln): 'senza le risorse economiche necessarie, la legge restera' un nulla di fatto'. La Menosso si e', quindi, impegnata a cercare di reperire presso la Giunta regionale il relativo finanziamento e sara' relatrice di maggioranza, con Dal Mas, per l'aula.

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

domenica 13 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis medica. Toscana verso la produzione del farmaco?

Discutere di aspetti legati all'accesso e alla produzione di farmaci a base di cannabis, utili nel trattamento del dolore e di gravi patologie, ma ancora non presenti sul mercato italiano. E' l'obiettivo di un incontro che il consigliere regionale della Toscana Enzo Brogi, promotore della legge regionale sui farmaci a base di cannabis, avra' lunedi' prossimo a Roma con il senatore Ignazio Marino, medico e membro della Commissione Sanita' del Senato.
La mancata presenza di questi farmaci sul mercato, secondo Brogi, ha la conseguenza che solo poche decine di persone riescono a farne uso, mentre molte altre 'sono costrette a ricorrere al mercato clandestino o all'autoproduzione, con conseguenti rischi di legalita' e qualita''. Dalla Toscana, prima Regione in Italia a regolamentare per legge l'uso e l'accesso ai cannabinoidi, parte la sollecitazione a fare un ulteriore passo in avanti per la loro produzione.
'Attualmente in Italia acquistiamo i farmaci importandoli dall'estero a un prezzo elevato - sottolinea Brogi - Allo stesso tempo, a Rovigo, un istituto pubblico, il Centro di ricerca per le colture industriali (CRA), sottoposto a rigorosi controlli e con l'autorizzazione del ministero della Salute, coltiva cannabis a scopo di ricerca, ma dato che in Italia nessuno e' autorizzato alla produzione e commercializzazione dei farmaci cannabinoidi, le piante coltivate a Rovigo vengono bruciate.
Tutto questo mentre in Toscana, a Firenze, c'e' un altro istituto statale, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, che tra l'altro attraversa una fase di difficolta', che potrebbe utilizzarle per produrre i farmaci'. Secondo il consigliere toscano, cio' 'permetterebbe di evitare le procedure per l'importazione e un notevole risparmio per l'approvvigionamento.
Con il senatore Marino discuteremo dell'opportunita' di adottare strumenti, da affidare al prossimo Parlamento, che permettano di produrre i farmaci a base di cannabis in Toscana'.

 ITALIA - Cannabis medica. Toscana verso la produzione del farmaco?

martedì 8 gennaio 2013

"Sono Lucia, ho la sclerosi multipla oggi cammino grazie alla cannabis"

E' diventata un caso la testimonianza di una ragazza di 30 anni che partecipa alla sperimentazione avviata dalla Regione Puglia sull'uso terapeutico del Bedrocan a base di marijuana a carico del servizio sanitario. "Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia, ci hanno donato la libertà di cura"


lunedì 10 dicembre 2012

Marijuana Legalized In Colorado With Hickenlooper Proclamation

DENVER -- Marijuana for recreational use became legal in Colorado Monday, when the governor took the procedural step of declaring the voter-approved change part of the state constitution.
Colorado became the second state after Washington to allow pot use without a doctor's recommendation. Both states prohibit public use of the drug, and commercial sales in Colorado and Washington won't be permitted until after regulations are written next year.
Hickenlooper, a Democrat, opposed the measure but had no veto power over the voter-approved amendment to the state constitution. He tweeted his declaration Monday and sent an executive order to reporters by email after the fact, preventing a public countdown to legalization as seen in Washington.
"Voters were loud and clear on Election Day," Hickenlooper said in his statement. The law allowed him until Jan. 5 to declare marijuana legal.
Adults over 21 in Colorado may now possess up to an ounce of marijuana, or six plants. Public use and sale of the drug remain illegal.
Colorado and Washington officials both have asked the U.S. Department of Justice for guidance on the laws that conflict with federal drug law. So far the federal government has offered little guidance beyond stating that marijuana remains illegal and that the controlled Substances Act will be enforced. Of special concern for state regulators is how to protect state employees who violate federal drug law by complying with state marijuana laws.
Hickenlooper also announced a state task force Monday to help craft the marijuana regulations. The 24-member task force includes law enforcement, agriculture officials and marijuana advocates.
The governor admonished the task force not to ponder whether marijuana should be legal.
"The Task Force shall respect the will of the voters of Colorado and shall not engage in a debate of the merits of marijuana legalization," the executive order read.
Hickenlooper told the task force to "work to reconcile Colorado and federal laws such that the new laws and regulations do not subject Colorado state and local governments and state and local government employees to prosecution by the federal government."
Colorado's marijuana measure, Amendment 64, was approved with 55 percent of the vote last month. One of the authors of Colorado's pot amendment, Mason Tvert, called the declaration "truly historic."
"We are certain that this will be a successful endeavor and Colorado will become a model for other states to follow," Tvert said in a statement.

sabato 1 dicembre 2012

ITALIA - Cannabis terapeutica in Toscana. Manifestazione Radicali e disponibilita' assessore

'Adesso che stiamo lavorando alla stesura del regolamento attuativo della legge sull'uso della cannabis terapeutica, siamo aperti al confronto con le associazioni dei malati in modo tale che alla legge possa essere data applicazione'. Lo ha affermato in una nota l'assessore alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni al termine dell'incontro con esponenti politici ed associazioni tenutosi stamani a Firenze. Marroni ha parlato di un 'clima positivo', che mostra come si possa 'fare un buon lavoro'.
Fuori dalla sede della Regione, parallelamente, si e' svolta una manifestazione organizzata dall'associazione radicale 'Andrea Tamburi' di Firenze, che chiede di non applicare in modo restrittivo la legge. 'Le nostre paure erano reali', ha affermato dopo l'incontro Valentina Piattelli, presidente dell'associazione: 'Abbiamo scoperto - ha detto ai cronisti Piattelli, che soffre di sclerosi multipla - che nel regolamento attuativo stavano per mettere soltanto due patologie, la sclerosi multipla e il dolore neuropatico, fra quelle per cui uno ha diritto ai farmaci cannabinoidi. In realta' le patologie a livello mondiale per cui vengono applicati i farmaci cannabinoidi sono molte di piu''. Secondo l'esponente radicale, in questa fase e' opportuno anche parlare con i malati: 'Siamo riusciti a ottenere - ha aggiunto - di poter partecipare, anche se semplicemente in fase consultiva, per poter esprimere il nostro parere'. All'incontro di oggi hanno partecipato anche il segretario nazionale di Radicali italiani, Mario Staderini, il senatore radicale Marco Perduca, i consiglieri regionali Enzo Brogi (Pd, primo firmatario della legge), Monica Sgherri (Federazione della Sinistra) e Mauro Romanelli (Sel).

ITALIA - Cannabis terapeutica in Toscana. Manifestazione Radicali e disponibilita' assessore

giovedì 29 novembre 2012

Nuove risorse per il SSN

Gentilissimo Primo Ministro Mario Monti,
Gentilissimo Ministro Andrea Riccardi,
Genitilssimo Ministro Corrado Passera,

A seguito delle ultime dichiarazioni sulle necessità di reperimento di nuovi fondi per la sostenibilità del sistema sanitario, vorrei sottoporre alla sua attenzione la possibilità di seguire l' esempio statunitense di autorizzazione alla coltivazione, consumo e vendita di cannabis per scopi terapeutici.

Negli Stati Uniti è possibile coltivare sotto autorizzazione Statale (non federale) cannabis per scopi terapeutici in 19 Stati dell' Unione. In Italia sarebbe interessante, al fine di reperire risorse per la sanità, introdurre una licenza annuale rinnovabile alla quale applicare una tassa di scopo da destinare alla sanità; esiste una licenza per la caccia, perchè non introdurre una licenza (ovviamente a prezzi accessibili per es: 50 euro l' anno) per la coltivazione di cannabis per i malati che possono sostenere una simile spesa?

Il testo unico sulle sostanze stupefacenti prevede la possibilità di coltivazione di cannabis a scopi di ricerca solo ad istituti pubblici, come ad esempio il centro di ricerca Militare di Firenze. Perchè non approfittare della creazione di altri centri di ricerca simili per la produzione di cannabis medica da vendere sotto prescrizione medica e garantire risparmi sulle spese di reperimento di questa sostanza per i malati gravi ai quali viene prescritta gratuitamente come terapia? Attualmente il costo per le ASL è di 40 Euro/gr per la sostanza. Un prezzo fuori mercato ed economicamente insostenibile per il SSN. La coltivazione attraverso centri di ricerca abbatterebbe enormemente questi costi.

Altri vantaggi della regolamentazione della cannabis terapeutica e della produzione in scala di questa sostanza, sarebbero apprezzabili nel momento in cui, come avviene negli USA, la vendita sotto prescrizione medica a persone non malate gravi garantirebbe nuove tasse per il SSN. Essendo le società che producono questa sostanza pubbliche si avrebbe il doppio beneficio di garantire il monopolio di Stato sulla sostanza e tasse derivate dalla vendita incassate direttamente dall' erario senza profitti privati e con la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso i nuovi centri di ricerca.

Colgo l' occasione per porgere i più distinti saluti e i migliori auguri per il proseguo di un buon lavoro di fine legislatura.

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