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mercoledì 21 novembre 2012

OLANDA - Accesso stranieri coffee-shop. Ogni citta' decidera' per se'

Saranno le singole citta' olandesi a decidere se consentire o no l'accesso ai coffee-shop ai turisti stranieri, abbandonando cosi' la strategia della cosiddetta 'carta cannabis' che la precedente maggioranza aveva cercato di imporre a livello nazionale.
'E' a livello locale che si ha il migliore punto di vista per determinare quali misure sono piu' efficaci', ha detto il ministro della Giustizia, Ivo Opstelten, in una lettera indirizzata al Parlamento e intitolata 'La Carta Cannabis viene abbandonata'.
La controversa 'carta' e' stata introdotta in alcune citta' del sud dell'Olanda, dove nei week-end si verificavano problemi di ordine pubblico a causa della massiccia presenza di giovani provenienti dai paesi confinanti che approfittavano dell'occasione per potere acquistare e consumare liberamente droghe leggere. Dal prossimo 1 gennaio, secondo quanto stabilito dal precedente governo di centrodestra, il divieto si sarebbe dovuto introdurre in tutta la nazione.
Il comune di Amsterdam ha espresso soddisfazione per la decisione della nuova maggioranza ed ha gia' fatto sapere che i 220 coffee-shop della citta' continueranno ad essere aperti a tutti.

OLANDA - Accesso stranieri coffee-shop. Ogni citta' decidera' per se'

venerdì 2 novembre 2012

OLANDA - Divieto stranieri nei coffe-shop. Non ad Amsterdam?

Il Sindaco di Amsterdam, Eberhard van der Laan, assicura che i turisti stranieri che visitano la sua citta' potranno accedere ai 200 coffee-shop in cui in citta' e' permessa la vendita di cannabis, nonostante ci sia una legge statale del dicembre 2011 che stabilisce il divieto di entrata per gli stranieri. Secondo quanto dichiarato al quotidiano Volkskrant, i laburisti e i liberali che stanno formando il Governo, stanno definendo un accordo per evitare la chiusura di molti di questi locali.
Lo scorso maggio e' entrato in vigore in tre province del sud dell'Olanda (Brabante, Limburgo e Zeelandia) la legge statale che limita la vendita di cannabis ai residenti. La norma, approvata dal Governo come uno strumento per lottare contro il richiamo del “turismo della droga”, dovra' essere applicata in tutto il Paese dall'inizio del 2013, ma Amsterdam fa resistenza. In citta' si trova un terzo dei coffee-shop, e vengono accolti ogni anno qualcosa come sette milioni di turisti, mezzo milione dei quali si calcola che visitino questi coffee-shop.
Van del Laan precisa che l'accordo del Governo dovra' “tecnicamente” mantenere il criterio della residenza per l'acquisto di cannabis nei coffee-shop, ma la sua applicazione sara' fatta con un accordo tra i Comuni interessati”. Il Sindaco considera che le limitazioni potrebbero “far aumentare i furti e le violenze, e verrebbe meno il controllo sulla qualita' di questa droga”.
Nel dicembre 2001, il tribunale della Corte di Giustizia Ue, aveva dato ragione alla decisione dell'amministrazione comunale di Maastricht di vietare l'accesso ai coffee-shop ai non-residenti in Olanda, motivandola come deterrente per lotta contro il turismo della droga. La Corte di Lussemburgo si e' ugualmente pronunciata in una contesa tra un proprietario di questi coffee-shop di Maastricht e le autorita' del Comune che avevano ordinato di chiudere il locale perche' non aveva rispettato il divieto di ingresso per gli stranieri.
La depenalizzazione del consumo di cannabis in Olanda e' datata dal 1976. Un approccio che e' stato valutato con buoni risultati perche' ha separato i mercati delle droghe leggere da quelli delle pesanti, neutralizzando le vendite clandestine. La legge in vigore penalizza il traffico, il possesso e la vendita di piu' di 30 grammi.

OLANDA - Divieto stranieri nei coffe-shop. Non ad Amsterdam?

GRAZIE SINDACO DI AMSTERDAM!

martedì 30 ottobre 2012

OLANDA - Coffee-shop: nuove norme in arrivo

Tra i punti al centro dell'accordo di governo tra liberali e laburisti c'e' anche l'azione restrittiva intrapresa dall'attuale governo nei confronti dei coffee-shop, gli unici locali in Europa dove sono vendute liberamente a tutti i maggiorenni, da qualche decennio, marijuana e hashish. Almeno fino a primo maggio scorso, quando nelle province olandesi al confine con il Belgio e la Germania, per combattere il 'turismo della droga', e' stato introdotto il divieto di vendere le cosiddette droghe leggere ai non residenti. Imponendo inoltre agli acquirenti olandesi una sorta di schedatura, la cosiddetta 'Wietpas card'. L'accordo prevede che l'obbligo di schedatura sara' rimosso, mentre, come gia' previsto, il divieto di vendere marijuana e hashish ai non residenti sara' esteso a tutto il territorio nazionale a partire dal primo gennaio prossimo.
Resta tuttavia da chiarire cosa accadra' nelle grandi citta', in particolare Amsterdam, l'Aja, Rotterdam e Utrecht, le cui autorita' hanno criticato la misura sostenendo che non fara' altro che aumentare il commercio illegale nelle strade. Nel documento pubblicato oggi che illustra i punti dell'accordo di governo si legge infatti che 'il requisito della residenza sara' applicato in accordo con i consigli municipali delle localita' interessate e questo consentira' un approccio 'su misura' in base alle esigenze locali.

OLANDA - Coffee-shop: nuove norme in arrivo

domenica 24 giugno 2012

Lo spinello come patrimonio culturare dell'umanità

Mellow Yellow il primo coffeshop di Amsterdam
I coffeshop olandesi stanno per chiudere, e Dimitri Breeuwer dell'associazione "We Smoke" vuole convertirli in patrimonio culturale dell'umanità. In un'intervista spiega perché.

L'idea: Quel che è consentito è noioso -come per i bambini. Partendo da questo presupposto, nel 1976 l'Olanda ha liberalizzato le sue leggi sulle droghe. Da allora ci sono i coffeshop, divenuti il simbolo della tolleranza del Paese. Ma dal primo maggio di quest'anno in tre province meridionali vige il divieto d'accesso per stranieri, i coffeshop sono divenuti dei club per un massimo di 2000 cittadini olandesi; i turisti devono restare fuori, gli affari vanno a picco. Poiché su gran parte di questi locali pende il rischio chiusura, l'associazione dei consumatori di cannabis We Smoke vuole metterli sotto la protezione dell'Unesco.

D.jetzt.de: Perché i coffeshop dovrebbero essere dichiarati patrimonio culturale dell'umanità?
R.Dimitri Breeuwer: Perché sia riconosciuto il valore della cultura olandese della cannabis e dei coffeshop. Tutto il mondo ci guarda e impara dalla nostra visione obiettiva sul tema. I coffeshop sono un fenomeno nazionale apprezzato in tutto il mondo.

D. Ma perché i coffeshop sono una cosa fantastica?
R. Quarant'anni fa sono state liberalizzate le leggi per risolvere i problemi delle droghe. Ora questa nuova politica ne butta via i frutti: l'Olanda è uno dei Paesi con il più basso livello di tossicodipendenza tra gli adolescenti. E' questo il valore vero dei coffeshop.

D. Rischiano di sparire?
R. Sono minacciati seriamente. Le regole si fanno sempre più rigide: nessun straniero, al massimo 2000 soci olandesi, divieto totale per l'hashish. A ciò si aggiungono dozzine di altre richieste. Questo comporta che la maggioranza dei 662 coffeshop dovranno chiudere. E' in atto una politica della rottamazione. Bisogna impedirlo -nell'interesse della società.

D. Cosa cambierebbe se i coffeshop fossero dichiarati patrimonio culturale dell'umanità?
R. Ci sarebbe la garanzia che la loro funzione sociale e sanitaria fosse riconosciuta e salvaguardata. Inoltre, il nostro appello deve servire a far sì che l'Olanda conservi il suo ruolo di modello nel mondo.

D. Chi appoggia la candidatura?
R. Siamo in contatto con molti ex politici di rango e risoluti, che all'epoca si sono battuti per la liberalizzazione. Qui da noi, ma anche all'estero, cresce l'interesse per la nostra cultura della cannabis e l'approccio seguito finora. E anche il punto di vista.

D. Per quale motivo altri Stati dovrebbero adottare il modello olandese?
R. Di recente, i capi di Stato dell'America del Sud hanno dichiarato che la lotta mondiale alle droghe è fallita. Gente come Kofi Annan e Barack Obama dicono che il proibizionismo non porta a nulla e che dovrebbero essere introdotte norme più liberali. Regolarmente si cita come esempio l'Olanda. E' una cosa che deve restare.

(curata da Benjamin Duerr per jetzt.de, Sueddeutsche Zeitung del 14-06-2012. Traduzione di Rosa a Marca)

Lo spinello come patrimonio culturare dell'umanità 

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