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lunedì 21 settembre 2015

Cannabis terapeutica. D’Ambrosio Lettieri: “Farmacisti in prima fila in questa battaglia di civiltà”

“Favorire l’accesso ai farmaci più appropriati per il trattamento del dolore e dei sintomi di alcune patologie gravi come la sclerosi multipla è un impegno che per i farmacisti continua sul campo, nella dispensazione quotidiana e nella preparazione galenica dei farmaci a base di cannabinoidi”. Così il presidente dell’Ordine dei farmacisti Bari e Bat nel corso di un convegno sul tema tenutosi ieri ad Andria.

20 SET - “L’uso terapeutico della cannabis è legge e in Puglia è in vigore dal febbraio 2014 la disposizione che ne stabilisce le modalità di erogazione. Conoscere e approfondire queste modalità è un passo importante per garantire ai pazienti un servizio omogeneo, che risponda efficacemente alle loro esigenze, e anche per individuare eventuali criticità. Favorire l’accesso ai farmaci più appropriati per il trattamento del dolore e dei sintomi di alcune patologie gravi come la sclerosi multipla, sia semplificando le procedure di dispensazione e di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti per uso terapeutico, sia partecipando alla battaglia culturale e di civiltà perché anche in Italia si affermasse un orientamento moderno in questo importante capitolo della tutela della salute, è stato ed è un impegno che per i farmacisti continua sul campo, nella dispensazione quotidiana e nella preparazione galenica dei farmaci a base di cannabinoidi”. E’ quanto sostiene in una nota il senatore dei Conservatori e Riformisti, Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Bat che, con la Fondazione Ruggieri, ha organizzato il convegno “Cannabis, uso terapeutico, norme e preparazioni galeniche”, tenutosi oggi ad Andria.
Sono intervenuti i docenti dell’Università degli Studi di Bari Giovanni Lentini, professore associato di Farmacologia e Chimica tossicologica e Marcello Diego Lograno, professore Farmacologia e tossicologia, oltre all’amministratore delegato di Farmalabor, Sergio Fontana e al vice presidente dell’Ordine dei Farmacisti Bari e Bat, Michele Dalfino Spinelli.

La norma regionale, che recepisce le disposizioni del Decreto ministeriale n. 98 del 2007, consente l’utilizzo di medicinali e preparati galenici magistrali a base di principi attivi cannabinoidi per finalità terapeutiche e ne disciplina l’accesso. “Attualmente - spiega d’Ambrosio Lettieri - sono commercializzate, in Italia, le infiorescenze essiccate di cannabis sativa per l’allestimento di preparazioni magistrali, prodotte in Olanda dalla azienda Bedrocan BV, autorizzata dal Ministero della salute olandese alla produzione ed esportazione della cannabis”.

"Le infiorescenze - ha aggiunto - sono reperibili su tutto il territorio nazionale e, in particolare, sono distribuite anche dall’azienda farmaceutica pugliese Farmalabor, autorizzata dal Ministero della Salute e nel rispetto delle Convenzioni internazionali in materia di medicinali stupefacenti”. Quanto alle prescrizioni, le regole riguardano tre casi: prescrizione con ricetta a cura di neurologi dei centri ospedalieri di sclerosi multipla, in analogia con le indicazioni terapeutiche del medicinale industriale Sativex (approvato dall’Aifa), per alleviare i sintomi in pazienti adulti affetti da spasticità nella sclerosi multipla; preparato galenico prescritto come antiemetico in terapia antiblastica (approvata in Europa) con ricetta redatta anche dal medico di famiglia; preparato galenico prescritto nella terapia del dolore o per tutte le altre applicazioni farmaceutiche, laddove vi sia letteratura scientifica a supporto, ma in assenza di un medicinale industriale. La ricetta deve essere redatta in conformità all’art. 5 della legge 94/98 (legge Di Bella).

Cannabis terapeutica. D’Ambrosio Lettieri: “Farmacisti in prima fila in questa battaglia di civiltà”

giovedì 24 luglio 2014

LapianTiamo! Autorizzato progetto pilota da 1,55 euro al grammo

Il 22 luglio ’14 è stato un giorno importantissimo che segna finalmente una svolta verso la realizzazione della mission da sempre perseguita da LapianTiamo: avviare un progetto pilota in Puglia per la coltivazione di Cannabis Terapeutica destinata a quell’ampissimo bacino di persone accompagnate da patologia che si stima essere più di 10 milioni solo in Italia (ricordiamo che la Cannabis può essere utilizzata in tantissime patologie ma anche per i “comuni” dolori mestruali).

La notizia di queste ore sull’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale pugliese sulla produzione di Cannabis a fini terapeutici è frutto dell’idea, dell’impegno e della tenacia di persone che, nonostante le proprie sofferenze, hanno creduto che tutto questo fosse possibile. Dal 29 gennaio 2013 infatti il gruppo formato da Lucia, Andrea, Lallo, Roberto e William è diventato quell’esercito di persone che ha riscosso consensi non solo in Italia ma anche oltre confine (Uruguay, Canada, Spagna…). Con la realizzazione della prima Puglia Cannabis Conference inoltre si è avuta la conferma dell’interesse di quelle Istituzioni che oggi permettono l’accesso ai farmaci cannabinoidi (ASL di Lecce e Regione Puglia) e sono stati avviati rapporti di collaborazione con le Università, pronte già a partire con studi clinici supportati anche dall’Associazione LapianTiamo e dai prodotti che essa intende far arrivare nelle mani dei pazienti.

Per fare questo, da alcuni mesi ormai, è stata creata una SRL “ad hoc” in grado di coltivare, confezionare e distribuire la Cannabis Terapeutica attraverso un sistema controllato e strutturato in modo tale che siano sempre i malati al centro di tutto, mantenendo i prodotti a prezzi accessibili a tutti (1,55 euro al grammo per quanto riguarda le infiorescenze).

ESILE, così si chiama la nuova s.r.l. guidata da LapianTiamo e dalle Istituzioni che ne faranno parte, vigilerà non solo sui passaggi sopra citati, ma soprattutto sulla ricerca che si intende avviare e incentivare con il supporto del personale altamente qualificato interpellato e pronto a partire nell’immediato (medici, farmacisti, biologi, agronomi, consulenti, esperti, etc.).

E da quanto si legge sui giornali (La Repubblica in particolare), ovviamente l’approvazione di questa legge consentirà al sistema sanitario e ai cittadini che hanno la possibilità di usufruire di queste cure in via sperimentale, un grande risparmio economico nell’acquisto di questi medicamenti. Sentiamo forte l’esigenza di sottolineare l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio composto da più partiti, più bandiere e più colori uniti, come quasi mai accade, per una battaglia comune.

Nelle parole del promotore della legge in questione, Sergio Blasi: “In Puglia ancora una volta sfidiamo i pregiudizi e superiamo le diffidenze”, ritroviamo tutto il sostegno ricevuto dalla politica territoriale a 360° per il conseguimento dei nostri obiettivi e ci piace ragionare come siamo abituati a fare con uno sguardo rivolto verso il futuro che vedrà finalmente il facilitarsi delle pratiche di prescrizione e di approvvigionamento, per risolvere quelli che sono i reali problemi di tutti i giorni. E fra i maggiori problemi, oltre ai costi assurdi dei farmaci cannabinoidi, vi è una disinformazione della classe medica che, seppur volenterosa, non pone la giusta attenzione sui dosaggi, sui metodi di assunzione e sulle esperienze riportate dagli stessi pazienti.

Ancora oggi infatti le farmacie ospedaliere pugliesi non riescono a coprire le poche richieste di approvvigionamento e difficilmente viene garantita la continuità delle cure per via di norme farraginose e sempre più confuse. Sono altresì centinaia, se non migliaia, le persone che sono costrette a rivolgersi alle farmacie territoriali pagando la cannabis dai 35 euro al grammo fino all’oramai “famoso e scandaloso”prezzo dei 70 euro pagati per un grammo da un paziente ligure e si è assolutamente convinti che l’unica soluzione sia finalmente arrivata con questa decisione unanime da parte del Consiglio regionale pugliese che permetterà a LapianTiamo di partire subito con il progetto pilota.

Il business plan e l’intera documentazione è stata consegnata da tempo alle Istituzioni e l’intero progetto è stato elaborato da professionisti in collaborazione con i maggiori esperti del settore. Tale progetto pilota, come già detto, sarà un vantaggio per tutti i malati e permetterà alle Istituzioni di risparmiare cifre davvero importanti creando allo stesso tempo una nuova attività di ricerca nazionale e un indotto lavorativo senza precedenti in un territorio, quello pugliese, che dimostra di essere da sempre un’officina di idee e di innovazioni. Si godrà degli ottimi rapporti ormai consolidati con i produttori di Cannabis medicinale e i ricercatori che dal Canada, dalla Spagna e da altre nazioni, contribuiranno a far crescere la conoscenza sull’utilizzo di questa benefica pianta facilitando in particolar modo gli approvvigionamenti di nuove varietà e prodotti non ancora reperibili in Italia ma pronti già ad essere importati tramite ESILE S.r.l. .

Siamo felici di essere riusciti ad entrare nei palazzi importanti ed aver strappato promesse che fino ad oggi sono state mantenute e ricordiamo il lavoro svolto dall’Associazione LapianTiamo fino ad oggi, le disobbedienze civili nella Camera dei Deputati e davanti Montecitorio, le denunce assurde a noi malati e poi ritirate, i chilometri percorsi in autostrada con tutte le emozioni ogni volta contrastanti, le strette di mano con chiunque e gli abbracci con i nuovi e vecchi Amici, le foto con le Forze dell’Ordine, le cene del Direttivo davanti ad un pc, l’organizzazione della Puglia Cannabis Conference e tutte quelle volte che con una “terapia accesa” abbiamo creato una “sana curiosità” intorno a noi, per poi finire in discorsi legati a LapianTiamo e a tutto quello che si fa e si cerca di fare. Giovani, adulti e curiosi ricordano un filmato visto in TV e si prestano a dare una pacca sulla spalla, una parola di supporto, un sorriso… tutto questo infonde talmente tanta forza per continuare anche nei momenti difficili a spingere le nostre sedie senza accusare mai i segni della stanchezza.

Ed è da qui che tutti insieme ora partiamo e LapianTiamo!

Il Direttivo LapianTiamo

sabato 1 giugno 2013

sabato 2 febbraio 2013

ITALIA - Cannabis social club. Nato il primo italiano a Racale-Lecce

E' stato ufficialmente costituito, lo scorso 29 gennaio, il primo cannabis social club italiano.
Qui l'intera registrazione dell'evento a cura di Radio Radicale
Gli organizzatori dell'iniziativa hanno diffuso oggi un comunicato di precisazione sulle loro posizioni in materia di droghe:

Il consiglio direttivo lapianTiamo reputa necessario ribadire la propria posizione sul tema legalizzazione dopo le affermazioni di alcuni sulla nostra posizione sul tema. Troviamo paradossale dover stare a spiegare una nostra posizione anti-proibizionista arcinota a chi conosce la nostra storia. La legalizziamo? Utilizziamo una risposta data da Marco Pannella a chi glielo chiedeva. Legalizziamo l'Italia! Ma questo non significa che siamo contrari. Riteniamo solo che se si corre troppo, si rischia anche di cadere e farsi tanto male. Ecco perchè reputiamo indispensabile risolvere prima il problema a chi forte della sua debolezza semina con noi il futuro.
Questa e non altre è la nostra posizione.
Cordialmente

Andrea Trisciuoglio - Segretario "LAPIANTIAMO" - Cannabis Social Club Racale (LE)
Associazione no profit - Un aiuto reciproco tra malati
C.F. 94092000713
Sede legale: Via delle Orchidee, Salice 71122 (FG)
sito internet: www.lapiantiamo.it
E-mail: andratrisciuoglio@gmail.com

giovedì 10 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis social club. Nasce a Racale (Le) il primo in Italia

Siamo lieti di annunciare la nascita del primo Cannabis Social Club d'Italia.
Partirà tutto qui in Salento ad uso terapeutico con una manifestazione il prossimo 29 gennaio 2013.. Dopo aver trovato l'assistenza legale, il supporto della politica locale (Donato Metallo sindaco di Racale) e nazionale (On. Rita Bernardini), il sostegno di personalità note come Mina Welby, Don Andrea Gallo, i Sud Sound System, siamo qui a chiederti un tuo sostegno e partecipazione all'iniziativa.


Ecco la lettera alla quale ti chiediamo di rispondere con un tuo pensiero sull'iniziativa, anche breve:

Ciao, siamo Andrea Trisciuoglio e Lucia Spiri. Abbiamo la Sclerosi Multipla e la curiamo con la canapa. Dall’urgenza dei malati, nascerà nei primi mesi del 2013 il primo Cannabis Social Club d’Italia con sede a Racale (LE). Ogni giorno migliaia di malati devono acquistare la canapa che consumano per il proprio benessere da organizzazioni più o meno criminali, con le conseguenze catastrofiche che ben conosciamo. La sola alternativa è coltivare in proprio la canapa che si consuma, ma solo pochi paesi tollerano la coltivazione di qualche pianta. Creare un CSC rappresenterebbe una grandissima attenzione ai vari malati di varie patologie che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo della cannabis. Una novità assoluta nel panorama italiano che vede ancora criminalizzata la pianta dalla quale noi malati otteniamo enormi benefici e che assumiamo quotidianamente come farmaco consegnatoci dalla farmacia dell’ospedale ed importato dalla lontana e “amica” Olanda: il Bedrocan (infiorescenze di cannabis). Detto questo, uno dei tanti passi fondamentali per la serietà del CSC sarà associare al suo nome nomi eccellenti, come il TUO! Di sicuro avremo bisogno del supporto di ogni essere umano sulla terra in grado di parlare e farsi sentire. Ti chiediamo sostegno perchè qui si parla di diritto alla cura, della possibilità di lenire oggi le nostre sofferenze, domani quelle dell’ennesimo sfortunato che si vedrà piombare addosso lo spettro di una malattia senza cure reali. Il nostro è un progetto semplice e prende esempio dalle realtà sviluppatesi negli ultimi anni in Spagna, in Belgio e ultimamente anche in Francia: creare finalmente un luogo presso il quale, i malati, possano coltivare le loro piante di canapa senza ricorrere al mercato nero. La nostra è una vera e propria rivoluzione sociale a vantaggio unicamente dei malati e abbiamo intenzione di attirare a noi l’attenzione della politica, delle istituzioni, dei media…… .
Quello che potresti fare TU è semplicemente darci il tuo "io ci sto" rispondendo con un clic a questa e-mail, sarebbe importante!

Qui il manifesto dell'iniziativa del prossimo 29 gennaio

luciaspiri@gmail.com - andreatrisciuoglio@hotmail.com

martedì 8 gennaio 2013

"Sono Lucia, ho la sclerosi multipla oggi cammino grazie alla cannabis"

E' diventata un caso la testimonianza di una ragazza di 30 anni che partecipa alla sperimentazione avviata dalla Regione Puglia sull'uso terapeutico del Bedrocan a base di marijuana a carico del servizio sanitario. "Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia, ci hanno donato la libertà di cura"


sabato 23 giugno 2012

ITALIA - Cannabis terapeutica. Trisciuoglio a Giovanardi: do you remember?

Gentile sig. Giovanardi, sono sicuro si ricorda di me: sono il paziente affetto da sclerosi multipla a cui il 29 giugno 2010 una pattuglia di carabinieri perquisiva l'abitazione per aver comprato on-line semi di canapa. Cercavano droga ma trovarono solo flaconi finiti di bedrocan…  ma se i carabinieri non hanno trovato nulla è solo perché ero l’unico paziente in Puglia ad avere legalmente la canapa. Ma se fossi stato uno dei tantissimi altri che non ce l’hanno fatta, la vicenda avrebbe preso tutt’altra piega. E sono venuti dopo avermi iscritto nel registro degli indagati per l’Art. 73 della legge che porta la sua firma. Vado a leggere cos’è questo art. 73 e vedo che parla di spaccio… esiste la presunzione di reato: compri semi, ergo coltivi, ergo spacci. Il riscontro – popolare, mediatico e perfino politico – che questa assurda vicenda creò, mi fece comprendere ancor di più quanto fosse necessario fermare la follia del proibizionismo. Non si può prevedere per nessuno la criminalizzazione per chi utilizza la canapa per il proprio benessere. E’ ancora più infame quando si va a criminalizzare un malato che magari ha già altri 100mila pensieri causati dalla propria patologia e non può vedersi piombare la mattina all’alba 5 carabinieri in casa. Facile come fece lei ad alzare il telefono e chiamarmi per esprimere solidarietà. Dal 29 giugno 2010 (data della perquisizione) vedo molto meno quello splendido sorriso che m’ha fatto innamorare sul viso di mia moglie. Perché sono entrati prepotentemente nella nostra vita. Sono stati gentilissimi, è pur vero ma dovevano fare il loro lavoro e cercavano ovunque piante di canapa (addirittura nelle federe del cuscino di mio figlio neonato)…. Ho ancora in testa la voce del bambino (8 mesi all’epoca) che chiamava “papà” quando i carabinieri mi portarono in caserma per verbalizzare il tutto. Da quel 29 giugno ho ribadito più volte il mio “mai più”…….. ed è questo ciò che noi non chiediamo ma pretendiamo dalla politica Una riforma non urgente ma IMMEDIATA della legge Fini-Giovanardi. E ricordo bene le sue parole in cui affermava che mai nessun malato sarebbe stato perseguitato. Non è così! Non serve un'interrogazione parlamentare per conoscerne i nomi (molti son diventati amici). Non avevo dubbi di trovare una sua reazione con i vari Lepanto, Militia Christi e altri alla nostra disobbedienza civile a Montecitorio. E' giunto il momento di variare una legge mal-scritta. Ora!!!!!!!!!!!!

Andrea Trisciuoglio
Associazione Luca Coscioni


ITALIA - Cannabis terapeutica. Trisciuoglio a Giovanardi: do you remember?  

martedì 22 maggio 2012

Casarano, in Puglia cannabis terapeutica

Casarano (Lecce) – In un ospedale della Puglia, quello di Casarano, cinque pazienti, tutti malati di Sclerosi multipla, ricevono ogni mese ‘cannabis terapeutica’. E’ questa la prima e per ora unica sperimentazione del genere in Puglia di somministrazione gratuita di cannabis terapeutica.
I pazienti che ricevono la cannabis terapeutica sono cinque malati di sclerosi multipla, malattia che provoca dolori terribili e irrigidisce fino allo spasmo i muscoli. E la cannabis distribuita gratuitamente dall’ospedale di Casarano serve a rilassare i muscoli contratti e a lenire il dolore.

martedì 13 dicembre 2011

28/08/2010 La sicurezza a Parma? Una chimera ...

Egregio direttore, la querelle tra il procuratore Dott. Gennaro Gallo e l' assessore con delega alle politiche sulla salute Fabrizio Pallini, ha evidenziato diverse problematiche di cui, ritengo, la politica debba tenere attenta considerazione.
Mi premerebbe in special modo ricordare le parole del Dott. Gallo in merito all' impegno profuso dalle forze dell' ordine per garantire la sicurezza di Parma "che assolvono per intero il proprio dovere nei confronti della cittadinanza,senza nulla chiedere, nonostante le gravi deficienze di  uomini, mezzi e strutture, in un momento in cui  nel territorio della provincia  si evidenziano, in modo sempre più marcato, attività delinquenziali non di poco conto".
Tra le attività delinquenziali "non di poco conto", quotidianamente, la stampa cittadina, porta alla luce i risultati encomiabili di contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti. Le forze dell' ordine fanno il loro dovere in maniera degna di lode e del più alto rispetto della cittadinanza.
L' assessore Pallini, potrebbe rendere più agevole l'attività delle forze dell' ordine.
La cronaca quotidiana evidenzia come i sequestri maggiori di stupefacenti, riguardano, prevalentemente, la cannabis e i suoi derivati. La legalizzazione per scopi terapeutici di queste sostanze, in numerosi stati dell' unione nord americana, ha permesso alle forze dell' ordine di dedicare il proprio impegno alla totale tutela della cittadinanza per materie concernenti la sicurezza, non la salute pubblica (essendo cannabis e derivati sostanze utilizzabili come medicinali in diversi ambiti patologici molto gravi). Come assessore con delega alle politiche sulla salute, Pallini potrebbe prendere d' esempio le politiche statunitensi per favorire l' attività di salvaguardia della tutela pubblica e discutere nuove misure, compatibili con la legge, di distribuzione terapeutica della cannabis e dei derivati in sede del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica come suggerito dal questore e in presenza del Prefetto.
In Puglia, la distribuzione di cannabis terapeutica è già una realtà.
Pallini potrebbe rendere più agevole il compito alle forze dell' ordine e Parma potrebbe essere più sicura, sbarazandosi dello spaccio illegale nei parchi cittadini.

Il mio primo articolo

Cannabis terapeutica, regolamentarla per colpire criminalità e creare nuove entrate fiscali
19 agosto 2010 12:17

 I soldi in Italia scarseggiano. Le amministrazioni comunali e regionali piangono miseria per la manovra "correttiva" imposta dall'amministrazione nazionale, così i fornitori degli enti, in diverse zone d'Italia, lamentano ritardi nei pagamenti.
A cascata, se le imprese non ricevono i soldi per i servizi effettuati, si ritrovano in situazioni di stress finanziario che possono portare a politiche di tagli sui compensi, ritardi nell'erogazione di premi aziendali, blocco delle assunzioni, fino a condurre le imprese a tagli del personale. Così si distrugge ricchezza, le persone lamentano meno soldi e si sorvola sul fatto che solo il 40% degli Italiani quest'anno ha deciso di andare in vacanza.
In Italia, la "coperta" dei fondi a disposizione degli Italiani è stretta. Nonostante ciò i consumi di stupefacenti, non si riducono. Il mercato illegale degli stupefacenti sarebbe una formidabile fonte di liquidità, che le amministrazioni regionali potrebbero regolamentare. Ma qual è la dimensione del fenomeno? Quali gli spazi normativi? Quali risultati ci si potrebbero attendere?
Secondo il rapporto "sos impresa", redatto da Confesercenti, le organizzazioni criminali hanno fatturato, nel 2007, anno dello studio, 70 miliardi di euro; che moltiplicati per 40 anni di proibizione fanno un importo di 2.800 miliardi di euro. Un importo quasi doppio rispetto al debito pubblico italiano.
La cannabis, che è la sostanza stupefacente più diffusa e tra le meno dannose, potrebbe essere regolamentata come medicinale dalle regioni. La Puglia è un esempio virtuoso di come la regolamentazione della distribuzione di cannabis terapeutica sia un modello di controllo sugli stupefacenti applicabile anche in Italia.
Si potrebbe fare anche di più. Se infatti la legislazione internazionale dell'ONU consente la distribuzione, a scopi terapeutici, della cannabis e in varie parti del mondo si sono dimostrati efficaci diversi metodi di regolamentazione di distribuzione della sostanza, il caso pugliese dimostra la possibilità di garantire accesso al medicinale "legalmente" anche in Italia. Proprio in Italia si potrebbero seguire gli esempi di successo di regolamentazione della cannabis e stabilire un nuovo criterio di eccellenza nella distribuzione della sostanza. Sull'esempio dei "pot clubs" Californiani, perchè non regolamentare la distribuzione di cannabis terapeutica in circoli sanitari privati?
Una proposta che andrebbe nella direzione di tutelare la salute della collettività e che dovrebbe prevedere la distribuzione, sotto ricetta medica, della sostanza, esattamente come avviene nei 14 stati dell'unione nord americana. Le moderne tecnologie e infrastrutture dell'information technology, potrebbero essere utilizzate per il controllo, sotto supervisione delle strutture sanitarie pubbliche, della diffusione della sostanza solo alle persone in terapia nei circoli sanitari privati.
In questo modo si riuscirebbe a tenere sotto controllo il problema della diffusione di cannabis sotto il profilo sanitario e questo permetterebbe una più facile ricognizione di casi di abuso (attraverso il dialogo medico paziente in sede di rilascio di autorizzazione alla somministrazione) e permetterebbe un efficace e puntuale individuazione della problematica individuale e percorsi di recupero. Questo garantirebbe entrate per gli enti amministrativi, creazione di nuovi posti di lavoro e nuove infrastrutture telematiche sanitarie; ridurrebbe e separerebbe i mercati illegali degli stupefacenti e intercetterebbe proprio i consumatori della sostanza più diffusa. Si verificherebbe una chiara distinzione tra lo spaccio di sostanze e garantirebbe alle forze dell'ordine una più agevole ed efficace azione nel contrasto della diffusione di sostanze stupefacenti illegali.
Una politica volta al controllo sanitario della distribuzione della cannabis avrebbe dunque numerosi risvolti positivi che, in questo periodo di cambiamento sociale e crisi economica, renderebbe più efficace l' attività di gestione della cosa pubblica.

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