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venerdì 3 giugno 2016

Festa Parmigiana Antiproibizionista, sabato, 04. giugno 2016, Parma



In occasione del 14° compleanno del Canapaio Ducale Parma, la bottega più longeva ed antiproibizionista di Parma, ecco a voi l'annuale Festa Parmigiana Antiproibizionista!
- Apertura festa alle 16.20
Dalle 17,30 le conferenze
- "CANNABINOIDI, CANNABIS E CANAPA: cosa, come e quanto". Le proprietà terapeutiche dei cannabinoidi;
- "GEOPOLITICA DELLA CANNABIS: come, dove e perchè le nazioni regolamentano la marijuana";
- "LA COLTIVAZIONE INTENSIVA DELLA MARIJUANA: un approccio ecologico".
Dalle 20,30 i dj set
- Robert PASSERA (lounge, nujazz);
- Steve GIANT (roots reggae) Rastasnob Italian Reggae Magazine;
- PAPALUKA (roots reggae) Luca Papaluka Cazzaro;
- Vito WAR (roots reggae) Vitowar;
- FUMISKIO Sound (funky, hip hop).
Stand informativi, commerciali ed espositivi, birra ed alimenti in canapa e molte sorprese durante tutta la giornata.
Ingresso, come sempre, GRATUITO ma con tessera ARCI anche da fare sul posto a prezzo politico.
Aiutaci a divulgare l'evento condividendolo ed invitando i tuoi amici.
Durante la festa sarà possibile firmare la proposta di legge sulla Cannabis Legale (www.legalizziamo.it).
Main sponsor: CULTILITE (www.cultilite.it);
Media partner: Dolce Vita Magazine
Partner politico: Associazione Luca Coscioni

lunedì 9 maggio 2016

CANNABIS LEGALE A PARMA: LA CITTA' CHE VORREMMO E L'ITALIA DEL FUTURO.

La firma del Sindaco di Parma a supporto della legge d’iniziativa popolare (www.legalizziamo.it) e la sottoscrizione da parte dei deputati cittadini al progetto di legge dell’intergruppo www.cannabislegale.org, ha reso così facile immaginare il futuro di questa città e di tutta l’Italia. E tu cosa puoi fare? Firma la legge d’iniziativa popolare e invita il tuo parlamentare locale a votare Si alla legalizzazione.

E' possibile quantificare quanto la cannabis a Parma possa rendere in termini di fatturato? Quale è la dimensione del fenomeno cannabis, in una città il cui debito ha toccato 800 milioni di Euro? Questo studio illustra la dimensione economica del fenomeno. E' realizzabile? Si. E' legale? Si, se i Ministeri lo autorizzassero. E' necessario cambiare l'attuale legge? Si, perchè non si può lasciare che un mercato pari all'uno percento del PIL, resti strozzato da una burocrazia fondata su accordi internazionali che nessun paese civilizzato considera più vincolanti.

sabato 7 maggio 2016

Aperto il primo Cannabis Social Club d'Italia a Parma. Boom di richieste di residenza

Parma, 01/10/2016
A Parma, il sindaco Pizzarotti, in collaborazione con la Prefettura, il Dipartimento per le Politiche Antidroga, il ministero della Sanità, della Difesa, e dello Sviluppo Economico, dopo avere approvato un accordo che prevede la destinazione dell'area militare in via Zarotto (alla coltivazione di cannabis medica), viene, in oltre, concesso il primo permesso ministeriale per la coltivazione e vendita di cannabis "a norma di legge" ad una associazione. "E' il più importante passo verso le nuove riforme" ha affermato il Primo ministro Matteo Renzi.
L' accesso al club della cannabis, è consentito solo ai residenti nella provincia di Parma e maggiorenni. Negli ultimi 3 mesi, dal lancio della notizia di avvio di un progetto di collaborazione stato, comune e privati, è esplosa la richiesta di residenze nella provincia.
Tutto è partito con la firma di un progetto di legge popolare, alla fine di Aprile, da parte del primo cittadino parmigiano. Ne è nata una polemica futile, che ha portato il primo cittadino ad abbracciare politiche risolutorie.
Regolamentare la vendita di cannabis, "a norma di legge". La produzione del 70% della cannabis avviene da parte dello stato e il restante 30 % a carico dei soci del club muniti di autorizzazione che gestiranno il club. Una scelta che ricalca le scelte riguardanti la produzione di cannabis, adottata in Colorado (i dispensari producono il 70% del prodotto venduto) e la capacità associativa riconosciuta dalla costituzione di una associazione (sull'esempio dei cannabis social club spagnoli).
Da oltre 30 anni, a livello internazionale, si è assistito ad una frammentazione delle politiche sugli stupefacenti a livello internazionale.
L' Olanda, negli anni'70 del SECOLO scorso ha adottato la tolleranza, pur mantenendo la cannabis illegale(!). Nel '96, la California, è stato il primo stato USA a legalizzarla per scopi terapeutici. Nel 2014 è diventata legale per scopi ricreativi ai maggiori di 21 anni in ben due stati.
Parma si è dimostrata una città coraggiosa ... ? Oppure ha solo preso la scelta più sensata per prima in Italia?
L' ultima assemblea speciale dell'ONU ha dimostrato l'incapacità di un confronto internazionale. Il motivo? Nazioni come la Cina, l'Indonesia, l'Iran, hanno ancora la pena di morte per il reato di traffico sugli stupefacenti.
L' umanità vuole andare in una direzione di sviluppo economico e sociale o degenerare verso la barbarie?
Il documento ratificativo di politiche internazionali fuori dal tempo (gli accordi risalgono ai primi anni 60), è stato approvato prima dei lavori assembleari a New York, il 19 aprile.
Questi accordi , però, non sono possono più essere considerati vincolanti, al punto che, proprio negli Stati Uniti, da dove è partita la crociata per la cannabis, è legale in metà degli stati per scopi medici. In oltre, l'organismo internazionale sul controllo dei narcotici, de facto, non ha alcun potere per condizionare le politiche degli Stati membri dell'ONU. Per intenderci; se l'Unione Europea fa le multe agli stati membri; se non rispettano i trattati, partono le multe. L'incb non ha nessun potere di indirizzo.
Da qui la consapevolezza è nata per dire: "Basta! Legalizziamola!"
Così oggi, 1 ottobre 2016, apre il primo cannabis social club d'Italia, a Parma. Dopo essere stata la prima città ad avere un quotidiano stampato, oggi Parma è la prima città che ha legalizzato la cannabis e la popolazione ne è orgogliosa. L' evento ha previsto la distribuzione gratuita di 1 grammo di cannabis a tutti i soci iscritti.
La politica oggi ha necessità di scelte coraggiose e le scelte di collaborazione, tra istituzioni e cittadini, ha avuto un ampio apprezzamento tra la popolazione. lo hanno dimostrato gli oltre 3 mila associati radunatisi per l'inaugurazione del club.

domenica 24 gennaio 2016

Ringraziamenti

Caro amico, caro lettore, caro passante, oggi questo post è dedicato a te. 

Oggi ti dedico il lavoro di 10 anni, un hobby, come lo ha chiamato qualcuno, un'ossessione, come l'ha chiamato qualcun'altro. Questa dedica segue alla presentazione del libro "legalizzare con successo" di Luca Marola evento molto interessante al quale ho assistito con piacere e attenzione. Una bella occasione per avere fatto cultura sul tema della legalizzazione della cannabis.


Marco Bosi
Perciò ti dedico, caro lettore , il ringraziamento a Marco Bosi, il cui intervento alla presentazione del libro di Luca Marola, ha sottolineato la necessità di un cambio di prospettiva nel trattare il tema stupefacenti. Ringraziamolo perchè la voce di molti, tra cui questo blog, è stata finalmente ascoltata. La cannabis, ovviamente, è un argomento del quale, nel movimento 5 stelle di Parma, si ha sempre fatto fatica a parlare. Parlano le esperienze personali.

Che fine ha fatto la votazione durante l'assemblea di Parma in Movimento, per vendere tramite farmacia, cannabis terapeutica, votata tre anni fa? Ricordiamo che le assemblee del movimento 5 stelle di parma, sono sempre state solo un esercizio di democrazia, più per i membri della giunta che per i cittadini. Per la giunta, per ascoltare fino a dove potersi spingere politicamente. Per questo, a Parma, la democrazia diretta, non può essere applicata all'interno del movimento, ma solo fuori!

Bisogna dargli merito di aver cercato di ascoltare i cittadini, con esasperante lentezza. Come è possibile, che il tema della cannabis, sia stato utilizzato in questi anni, solo come spot elettorale mal orchestrato, piuttosto che un tema sul quale condurre una battaglia di civiltà e sicurezza?
Viene da domandarsi; si continueranno a comportare come i loro predecessori, ignorando le politiche da adottare o hanno intenzione di approvare progetti e ordinanze in favore di una tolleranza sul consumo di cannabis a partire dall'aspetto medico?


Laura Rossi
Se il capogruppo del gruppo di maggioranza del consiglio comunale di Parma si esprime in senso di tolleranza verso il consumo di cannabis, come si sposava la presenza, alla presentazione del libro, dell'assessore alla sanità Laura Rossi. Soprattutto alla luce del fatto che, in un occasione di ascolto pubblico sia stata sprecato un momento di dialogo diretto tra cittadini e organismo di direzione dell'attività comunale, dichiarando che la giunta non è interessata al problema cannabis. 

Apriti o cielo, cosa farà adesso l'assessore Rossi e la giunta? I presupposti sono 3 anni di nulla. Il futuro ci riserverà qualche cosa di diverso?


Luca Marola e Giuseppe Civati
Care lettore, ti dedico anche il particolare ringraziamento che va a Luca Marola, pioniere, luminare e frontrunner di un movimento sociale antiproibizionista. Una persona coraggiosa, che da anni porta avanti la bandiera antiproibizionista a Parma, come un moderno Picelli della cannabis. L'oltretorrente ha alzato barricate ... "di fumo".
Caro Luca, siamo con te! E' stato un gesto STORICO, il fare presente a due persone di spicco della giunta comunale, e quindi all'amministrazione, pubblicamente, la necessità di un cambiamento nelle politiche sulla cannabis a partire da azioni concrete della giunta, come già avvenuto a Roma e Torino. Grazie Luca!

sabato 23 gennaio 2016

Cannabis, alla Feltrinelli di Parma dibattito con Civati sulla legalizzazione


Luca Marola ha presentato alla libreria Feltrinelli il volume "Legalizzare con successo, l'esperienza americana sulla Cannabis" dove ha raccolto le testimonianze della stampa statunitense che, senza pregiudizi ideologici, ha osservato da vicino l'emersione del mercato legale della cannabis e le sue ricadute positive sull’intera società. Il libro - ricco di dati, cifre, aneddoti e opinioni - si candida ad essere un utile strumento di riflessione. E' intervenuto con l'autore Pippo Civati, fondatore del movimento Possibile.
Il dibattito sulla regolamentazione della cannabis - spiega Marola - ha finalmente contagiato anche l’Italia. "Oramai la legalizzazione non è solo riconosciuta da ampi strati della società italiana come una buona idea, soprattutto se paragonata al totale fallimento delle politiche repressive e proibizionistiche applicate finora, ma anche come una buona pratica di governo del fenomeno. Dal 2014 Colorado, Washington, Oregon, Alaska e Washington, DC hanno completamente legalizzato il mercato della marijuana con risultati positivi e sorprendenti.
(Foto Marco Vasini)

Repubblica.it: Cannabis, alla Feltrinelli di Parma dibattito con Civati sulla legalizzazione

sabato 25 luglio 2015

Lettera aperta ai consiglieri comunali Marco Bosi e Patrizia Ageno


Caro Marco e Cara Patrizia

Considerata l'apertura della giunta a parlare di cannabis, considerato soprattutto l' impegno nazionale di Vittorio Ferraresi e l'importante contributo che il m5s sta portando nel discutere un progetto di legge sulla cannabis, è giunta l' ora che la maggioranza del consiglio 5 stelle di Parma faccia qualche cosa per sostenere il movimento a livello nazionale.

E' stata presentata, ieri, a Varese, una mozione dei consiglieri 5 stelle per spingere il Comune a cercare terreni adatti per la coltivazione della cannabis.

Un singolo cittadino, come tu ben sai, può ben poco. Se i sondaggi dell' intergruppo sulla cannabis danno il 70% degli italiani favorevoli a sperimentare una qualche forma di regolamentazione della produzione e della vendita, ora è il momento di intraprendere scelte di buon senso, che catturino l'opinone pubblica e portino un concreto e sensibile miglioramento della vita dei cittadini.

A Parma, l'impegno antiproibizionista è forte ed è giusto che il comune inizi a supportare attivamente progetti "imprenditoriali" a supporto di questo tipo di cultura e coltura, senza pregiudizio e in linea con quanto il m5s sta facendo a livello nazionale.

Sono interessato a sviluppare con il Comune un progetto e di dare e trovare supporto al Comune per una iniziativa condivisa a supporto di realtà imprenditoriali che possono anche rilanciare l'occupazione.

Cosa può fare il comune?

martedì 13 maggio 2014

Droghe leggere, Pizzarotti dà patrocinio del Comune alla festa antiproibizionista

Per la prima volta, l'amministrazione comunale ha deciso di sostenere l'iniziativa dicendosi favorevole ad un confronto e una riflessione costruttiva sull'utilizzo della cannabis e delle droghe leggere. Polemiche da alcuni presidi delle scuole cittadine e da Forza Italia

di Silvia Bia | Parma | 12 maggio 2014


La Festa parmigiana antiprobizionista taglia il nastro della sua undicesima edizione e per la prima volta al suo fianco ci sarà anche il Comune di Parma. Il sindaco Federico Pizzarotti ha detto sì alla richiesta di patrocinio dell’evento che si terrà sabato 17 maggio, dicendosi favorevole a un confronto e a una riflessione costruttiva sull’utilizzo della cannabis e delle droghe leggere, e quindi concedendo agli organizzatori di portare le proprie iniziative in piazzale Picelli, nel cuore del quartiere Oltretorrente.

“Questo non vuol dire che sarà la festa dello sballo e degli eccessi – spiega il sindaco del Movimento 5 stelle – Ma questi temi sono stati per tanto tempo ignorati e quindi è giusto parlarne”. Il primo cittadino ammette di essere sempre stato contrario al fumo di cannabis, ma non chiude alla possibilità di un utilizzo terapeutico o alternativo della sostanza. “Io non ho mai fumato, ma è anche vero che con il divieto si è perso del tutto l’uso terapeutico della canapa e anche qualsiasi altro tipo di utilizzo – continua Pizzarotti – Il fatto che in Paesi come la Svizzera e l’Austria si stiano prendendo posizioni diverse su questi temi, significa che l’utilizzo di droghe leggere va discusso, in modo scientifico e con esperti, anche dal punto di vista medico”.

La giornata parmigiana sull’antiproibizionismo comincerà alle 16 e proseguirà fino a mezzanotte tra incontri, concerti, stand informativi e bancarelle. Si comincerà con la presentazione del romanzo “Guerrilla Plantation” di Gianluca Mantelli, per poi proseguire con la tavola rotonda “Cannabis terapeutica” e infine con il dibattito “Legalizzazione: una buona pratica per la sicurezza urbana”, a cui parteciperà anche un rappresentante dell’amministrazione comunale. “La scelta del Comune di dare il patrocinio alla manifestazione è ineccepibile dal punto di vista etico e amministrativo, a loro va il plauso per il modo laico e intelligente con cui hanno aderito” ha commentato Luca Marola, titolare del negozio Canapaio Ducale e membro dell’organizzazione, che ha presentato il programma spiegando che “l’opinione pubblica in Italia è molto più avanti della legislazione”.

La notizia dell’adesione del Comune all’iniziativa però ha già sollevato un polverone di polemiche. I presidi di alcune scuole hanno alzato la voce per i volantini di invito affissi davanti agli istituti (poi rimossi dagli organizzatori, proprio su indicazione del Comune), e Forza Italia si è unita all’attacco del sindaco, che in un primo momento avrebbe dovuto partecipare a una tavola rotonda, ma che invece sabato non sarà presente per altri impegni istituzionali. Nel mirino, sottolinea Giuseppe Pantano a nome del Club di Forza Italia, c’è “la contraddizione di un Comune di Parma che da una parte firma protocolli per l’educazione alla salute e dall’altra promuove una iniziativa che proprio educazione non può essere considerata. I problemi di questa festa però non finiscono qui, perché a nostro parere ne comporta anche altri attinenti alla sicurezza urbana”. L’attacco non è indirizzato solo all’evento in sé, ma anche alla mancanza di azioni per risolvere i problemi che da tempo ci sono nel quartiere in cui si terrà la Festa antiproibizionista. “La promozione del confronto su un tema così serio va benissimo, indipendentemente dalle idee che si hanno in proposito – continua Pantano – ma non si devono evitare problemi di quiete pubblica in una zona già martoriata per questioni di abbandono e insicurezza come quella di piazzale Picelli e via Imbriani. Il rischio infatti è che questa festa, che prevede anche un concerto, si trasformi in una occasione di sballo creando, grazie proprio al tema a cui è dedicata, una free zone dove è consentito praticamente tutto”.

Il Fatto Quotidiano- Droghe leggere, Pizzarotti dà patrocinio del Comune alla festa antiproibizionista

martedì 8 aprile 2014

Il M5S a Parma e la cannabis ..?!?!?!

Egregio Direttore, a due mesi di distanza dalla bocciatura della consulta del decreto Fini Giovanardi, la politica sugli stupefacenti, in Italia, è cambiata; è tornata a vent' anni fa.
Questo, però, non vuol dire che siamo tornati indietro. Vuol dire che, negli ultimi otto anni, è stata perseguita una politica incostituzionale. 
Sfortunatamente, non si può neppure dire che sia stato l'unico "errore incostituzionale" degli ultimi dieci anni, come è stato anche per la legge elettorale bocciata a Dicembre 2013.
Torniamo al decreto Fini-Giovanardi. La sua bocciatura ha ristabilito la distinzione tra droghe leggere e pesanti. Fine della storia.
Nel resto del mondo si parla di legalizzazione della cannabis; l' ONU ha messo in discussione le politiche proibizioniste, soprattutto visti i risultati disastrosi che le politche di repressione hanno avuto in Sud America e di come gli aiuti economici e militari statunitensi, abbiano aumentato la violenza nelle strade di paesi come il Messico, Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Honduras e Costa Rica, oltre ai già più noti Colombia, Bolivia e Venezuela.
L' Uruguay, deciso ad intraprendere una via di riduzione del consumo di stupefacenti più efficace, ha deciso di nazionalizzare la produzione di cannabis. 
Negli Stati Uniti, nel 2013, ben due stati hanno dichiarato legale la coltivazione, il consumo, la vendita di cannabis. Oltre agli stati del Colorado e Washington, sono diciassette altri stati degli USA che hanno deciso di non perseguire e di rendere facilmente accessibile la cannabis per scopi terapeutici.
In Italia, il decreto Fini Giovanardi, dichiarato incostituzionale, ha portato l' Italia ad una caccia alle streghe medioevale. Le nuove "streghe" sono stati i tossicodipendenti.
In Italia, questo "ritorno al passato", ha riportato l' Italia allo stesso punto di oltre vent'anni fa, quando con un referendum, venne abolita la "dose personale".
In questo periodo è utile tirare le somme della politica repressiva che il decreto Fini Giovanardi ha portato.
I risultati della politica repressiva condotta dai governi in carica negli ultimi otto anni e dal Dipartimento per le Politiche Antidroga (DPA), vanno ora pesati; è necessario un giudizio su questo fallimento.
La popolazione carceraria è scoppiata a seguito del decreto Fini Giovanardi. Il principio della "disapprovazione sociale", propagandato come un mantra dal DPA ha portato ad un aumento della diffusione di stupefacenti tra i minori.
La malavita Italiana è arrivata ad accrescere il suo potere di influenza attraverso il ricco mercato illegale degli stupefacenti, al punto di diventare la sua prima fonte di profitto.
Risultati peggiori erano difficili da immaginare?
Non alla luce del dibattito internazionale che, la politica Italiana, ha deciso di non ascoltare e al quale togliere voce.
Oggi, dopo la bocciatura del decreto Fini Giovanardi, è ripreso un dibattito vivace sulla legalizzazione della cannabis.
A Parma è stata aperta una raccolta firme, per chiedere alla giunta comunale di approvare un ordine del giorno che impegni la città a superare i principi fallimentari della proibizione.
A livello nazionale, il Movimento 5 Stelle, si è fatto portatore di una revisione della normativa sulla cannabis.
Che fine ha fatto il dibattito sulla legalizzazione della cannabis nel M5S a Parma? 
Quale è la posizione della giunta in merito alla richiesta di portare in consiglio comunale un dibattito sulla produzione di cannabis per scopi medici, come per esempio è avvenuto a Torino, dove sono stati approvati due ordini del giorno sull'argomento e la richiesta di impegno del comune di attivare una collaborazione con un istituto di ricerca della città per la coltivazione di cannabis?
Che dire della votazione che, a Roma, ha impegnato il sindaco e la giunta "ad attivarsi presso il Parlamento affinché sia iniziato il confronto sul passaggio da un impianto di tipo proibizionistico ad un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette 'leggere'"?
I cittadini attendono risposta.

lunedì 3 febbraio 2014

CANNABIS: a che punto siamo? - Incontro pubblico

Alla luce del vivace dibattito sulla modifica del testo unico sugli stupefacenti, si terrà venerdì 7 Febbraio alle ore 17.00 presso il circolo Zerbini a Parma un' incontro pubblico dal titolo: "Cannabis: a che punto siamo? Contributo al dibattito sulla legalizzazione in Italia"

L' incontro è organizzato dal "Canapaio Ducale". L' iniziativa si inserisce nel contesto delle manifestazioni che stanno scuotendo l' Italia riguardo al discorso economico, giuridico e medico che riguarda la cannabis e il superamento della Fini-Giovanardi, in attesa del parere di costituzionalità della Consulta del 11 Febbraio.

L'interesse attivo a riguardo non è una scelta di schieramenti, ma diffusione di una giusta e corretta informazione, che tocca soprattutto chi non assume la sostanza.

Introduce:
- Giorgio Gatti, portavoce ASCIA, che illustrerà l' analisi condotta sulla economicità di politiche tolleranti nei confronti della cannabis;

Interviene:
- Silvio Viale, Dottore Ginecologo, consigliere comunale Radicale di Torino eletto nelle liste del PD, primo firmatario dell' ordine del giorno che invita la Regione Piemonte a concedere l'utilizzo di farmaci a base di cannabinolo e che invita anche il ministero della Sanita' ad autorizzare la produzione di tali farmaci, sia su base naturale, sia su base sintetica, che attualmente possono solo essere importati;

- Fabrizio Dentini, autore del libro "canapa medica:Viaggio nel pianeta del farmaco "proibito", che parlerà degli effetti medici della canapa;

- Rocco Caccavari, dottore di Parma che ha ricoperto il ruolo di Primo responsabile nel 1976 del Servizio per le Tossicodipendenze di Parma dopo la legge 685/75. Primario di Medicina interna, ha collaborato per molti anni con il Ministero dell'Interno e della Sanità in qualità di consulente e presidente dell'ass. Mario Savini.

L' iniziativa è volta alla raccolta firme per sottoscrivere una petizione popolare per la legalizzazione della cannabis che sarà presentata al consiglio comunale di Parma.

domenica 2 febbraio 2014

Enrico Letta, almeno una cannetta!

Al grido di "Enrico Letta, almeno una cannetta!" si è tenuta in piazza Garibaldi, a Parma, Sabato 01/02/14, una manifestazione organizzata da UniOn e ArtLab.
L' evento si inserisce in una serie di manifestazioni nazionali al fine di sollevare il dibattito sul superamento della Fini Giovanardi.
A Parma inizierà una raccolta di firme per portare un documento al primo cittadino di Parma, il sindaco Federico Pizzarotti, da votare in consiglio comunale.
La richiesta è chiara: la normativa sugli stupefacenti deve essere modificata.
L' uso personale è riconosciuto ormai in tutto il mondo. Così come è riconosciuta la necessità di superare la cosiddetta "war on drugs" e valutare approcci che incidano concretamente nella riduzione della diffusione di stupefacenti e che rendano efficace l' intervento di queste politiche.
Pur sembrando un ragionamento contro-intuitivo, è proprio negli stati dove si è assisitito ad una reale attenzione del problema dell' uso e abuso di stupefacenti che si sono ottenuti i risultti migliori. Attraverso politiche tolleranti.

domenica 17 febbraio 2013

Cannabis militare

Egregio direttore, il sindaco suggerisce di portare attività legate alla "botanica", sul ponte nord.
- Bravo sindaco! - Quello che vogliamo è la botanica! - Dove la vogliamo? Sul ponte nord! - Che piante coltiviamo? La cannabis!.
Egregio direttore, Parma è una città di eccellenza. Sono poco noti, infatti, gli studi sull' sistema endocannabinoide, della facoltà di farmacia di Parma.
Sempre a Parma, la richiesta di sicurezza, ha fatto portare i militari in città. Con che risultato? Un aumento del crimine, che ha registrato un picco dei furti nelle abitazioni; oltre 300 furti in appartamento registrati nel solo mese di Novembre 2012. C' è chi vorrebbe quindi un aumento dei militari a Parma. Potrebbe essere una soluzione?
L' assemblea regionale dell' emilia Romagna, porterà in discussione una legge sulla cannabis terapeutica attorno ad Aprile 2013. Queste sono le previsioni di Franco Grillini, promotore di questo pdl.
In toscana, è presente lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, che, come si può leggere sul sito, serve a "soddisfare prioritariamente le esigenze sanitarie delle Forze Armate".
L' eccellenza nella ricerca farmaceutica, l' aumento delle forze dell' ordine in città e i possibili imieghi delle cannabis terapeutica, potrebbero essere punti chiave per una politica sulla sicurezza basata sulla riduzione dei rischi sociali.
Si potrebbe creare, a Parma, una filiale dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e specializzarlo nella produzione di cannabis terapeutica.
Questa soluzione garantirebbe un aumento di militari, che sarebbero addetti alla ricerca farmaceutica sugli impieghi della cannabis in medicina.
In Israele,l' attività di ricerca sugli impiegi medici della canapa, esiste già.
In un articolo di Franco Crestani, dal titolo "ISRAELE - Cannabis terapeutica. Buoni risultati in terapia dolore anti-cancro",  l'Associazione Israeliana contro il Cancro, ha valutato l'efficacia della terapia con Cannabis in 264 pazienti tumorali nel corso di un anno. I ricercatori riferiscono:" Circa il 61% degli intervistati ha riportato un miglioramento significativo della loro qualità di vita, mentre il 56% ha notato un miglioramento della capacità di gestire il dolore. In generale, il 67% era favorevole al trattamento, mentre il 65% ha detto che l'avrebbe raccomandato ad altri pazienti".
L' impiego di cannabis in medicina, non è limitato ai pazienti affetti da tumore. Risultati positivi sono giunti anche da studi su Sclerosi multipla, traumi cerebrali/ ictus, Sindrome di tourette, malattie infiammatorie croniche intestinali, Glaucoma, Epilessia, nausea e vomito in chemio terapia.
Se vogliamo trovare una vera soluzione al problema sicurezza incrementando il numero di militari, dare nuovo lavoro alla città e utilizzare il ponte nord, potremmo chiamare una "filiale" dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, utilizzando l' area residua del demanio militare tra via sidoli e via zarotto. Qui potrebbe essere prodotta la cannabis terapeutica. Sul ponte nord, trovare i punti vendita. Tutto nel pieno rispetto del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, per una maggiore sicurezza della città.
Un altro vantaggio da apprezzare, di questa politica sulla sicurezza, sarebbe la sottrazione del mercato all' illegalità.
Attraverso la vendita di cannabis terapeutica, si assisterebbe ad un aumento delle entrate delle casse pubbliche, generando così nuove risorse da destinare al Sociale, alle politiche sulla famiglia, al sostegno all' infanzia e alla scolarizzazione.
Se i cittadini di parma fossero alla ricerca di soldi, una soluzione ci sarebbe.

martedì 31 luglio 2012

Pallini, Parma e la sicurezza

Egregio direttore, il tema della sicurezza a Parma è un argomento caldo ormai da troppi anni. Gli ultimi eventi di cronaca, che hanno avuto ampia eco sulla Gazzetta, rendono evidente non solo l' inadeguatezza delle attuali politiche nel contrasto della criminalità, ma anche l' inadeguatezza e la mancanza di coraggio delle scelte fino ad oggi adottate.
Parlo soprattutto degli interventi e dei "successi" , a seguito delle "iniziative" promosse in passato in piazzale della Pace, di cui si vanta l' ex delegato della giunta Vignali alla sanità Fabrizio Pallini, le cui impressioni hanno trovato spazio sulle colonne della Gazzetta. Avendo preso parte proprio a queste serate, provo profondo disappunto nei confronti delle parole di Pallini.
Lo spaccio avveniva anche nelle serate sotto le stelle, tanto quanto avviene ora, garantendo, anzi, un valido spettacolo a spacciatori e consumatori. Va riconosciuto a tali serate il merito di avere ravvivato il cuore della città, ma se si ritiene che "gli interventi di natura repressiva vadano fatti in sinergia con interventi sociali, educativi e ludici", si dimentica o si fa finta di chiudere gli occhi davanti all' evidenza: lo spaccio di sostanze stupefacenti illegali in qualsiasi angolo della città e i problemi di ordine pubblico connessi.
Tutti i parchi cittadini, sono nulla di più che mercati a cielo aperto per il traffico di stupefacenti illegali; questo ha garantito una presenza sul territorio, non delle forze dell' ordine, ma della micro e macro criminalità.
Tutti i più recenti atti di aggressioni o minacce avvengono proprio in queste "zone franche", dove, pensare di avere dei presidi fissi 24 ore su 24, vuol dire sottrarre forze dell' ordine al contrasto di altro genere di crimini, per esempio i numerosissimi furti e rapine che stanno avvenendo in città e provincia, senza la certezza di evitare notizie di cronaca come quelle emerse in questi giorni e senza intaccare il mercato illegale di sostanze psicotrope.
Insomma, la coperta è corta, ma c' è chi, come Pallini e tutta la precedente giunta, ha sempre fatto orecchie da mercante davanti a soluzioni alternative, approvando provvedimenti puramente propagandistici, se non addirittura devastanti per la città.
Se davvero si volesse ridurre la presenza di spacciatori nelle zone verdi della città e diminuire i rischi connessi, la prima cosa da fare sarebbe quella di sottrarre, ai traffici illegali, la fetta di mercato più grossa. La cannabis, pianta oggi nota più come "droga" che come sostanza farmacologica, è la sostanza illegale più diffusa al mondo; non è attraverso "spettacolini" che se ne potrà ridurre la diffusione.
La legge Italiana,attraverso il Testo Unico sulle Sostanze stupefacenti, prevede la possibilità della distribuzione di cannabis terapeutica attraverso le farmacie comunali e ospedaliere; le recenti leggi regionali, approvate o in via di approvazione riguardanti questa sostanza, vanno nella direzione di rendere più agevole l' accesso al farmaco sotto prescrizione medica.
Questa via di gestione delle problematiche legate al consumo di cannabis, ha numerosi risvolti positivi sotto il profilo della sicurezza pubblica. In primis rende evidente la distinzione tra consumatore e spacciatore, facilitando le forze dell' ordine nell' attività di repressione del traffico illegale di stupefacenti. Allo stesso tempo libererebbe risorse per un più puntuale presidio della città e una repressione di crimini violenti, quali stupri o rapine.
L' accesso alla cannabis sotto prescrizione medica, garantisce una tutela nei confronti di chi consuma il farmaco; una supervisione medica che può stabilire direttamente lo stato di tossicodipendenza e la possibilità immediata di individuazione di percorsi di sostegno piuttosto che l' utilizzo a scopo terapeutico della sostanza per la terapia di malattie gravi, debilitanti o degenerative;la vendita della cannabis sotto prescrizione medica, laddovè non vi è necessità di terapie continuative, garantirebbe tasse per il sostegno delle politiche sanitarie e delle forze dell' ordine.
La fornitura di cannabis attraverso le farmacie, garantirebbe la drastica riduzione del più vasto mercato tra le sostanze psicotrope illegali e conseguente diminuzione di spacciatori di questa sostanza.
Un altro importantissimo effetto di questa politica, è quello di distinzione del mercato della cannabis e dei suoi derivati da quello di eroina e cocaina, con conseguente maggiore successo nella prevenzione e nel contrasto alla diffusione di queste due sostanze.
Dove hanno portato le politiche attuate fino ad oggi? A Parma, la repressione, citata da Pallini, proprio quando lui faceva parte della giunta, ha portato al caso Bonsu ed ha messo in evidenza come la "guerra alla droga" possa essere uno strumento per interessi particolaristici e causa di corruzione(si veda il filone dell' inchiesta green money legato all' unità cinofila antidroga).
E' ora di cambiare.

lunedì 21 maggio 2012

Le elezioni di Parma: la mia risposta al direttore della gazzetta di Parma

Caro Direttore, le sue paure sono infondate e il suo editoriale, schierato, sembra essere molto lontano e incapace di vedere aldilà del proprio tornaconto personale: il scegliere pensando a "me", più che al noi. Questo ballottaggio è ben altro che lo scegliere un "usato sicuro" e un salto nel buio; si tratta di scegliere tra un vecchio e sorpassato modo di fare politica, che guarda agli interessi di pochi gruppi di potere, e  tra il nuovo che è rappresentato da una società orizzontale che lasci da parte i verticalismi di partito nazionale. Si tratta di scegliere una strada che responsabilizzi i cittadini ad informarsi e a scegliere, davvero, con la testa. Il voto contro Bernazzoli è il voto a favore del cambiamento ed è falso affermare che chi vota Pizzarotti sono quelli del «muoia Sansone con tutti i filistei». Sono persone di destra e di sinistra che si sono stancate della partitocrazia, il vero regime sotto il quale siamo da ormai più di 40 anni. La partitocrazia, questo regime di decisioni prese dall' alto, da chi si crede "più esperto", e non da chi è aperto ad ascoltare e valutare soluzioni alternative nell' interesse dei cittadini, ormai deve terminare. L' esperienza, infatti, gioca brutti scherzi come l' arroganza e la presunzione. Infatti sono sia di destra che di sinistra le persone che non vogliono l' inceneritore, così come sono sia di destra e di sinistra le persone che vogliono essere ascoltate e tenute in considerazione, perchè non è il "partito" che decide, ma i cittadini. Credo che Ubaldi in questo senso si sia esperesso, oltre che per opportunismo politico. Vuole vedere anche lui di cosa è capace questo cambiamento, così come lo vogliono vedere le personedella borghesia dei centristi e dei moderati. Il suo editoriale, di chiaro stampo reazionario, rivela la solita paura che già in altri Suoi interventi è emersa; mi auguro una paura derivante dalla incapacità di comprendere, più che dalla convenienza di sponsorizzare una persona che non ha avuto il coraggio di "scendere in campo" da pari, spogliandosi della carica di presidente della provincia, con qualche scheletro nell' armadio e alla quale è stato dimostrato che c'è chi "con capacità" ha speso poco, bene ed è riuscito ad ottenere risultati da "professionista". Mi auguro che pizzarotti vinca perchè lei possa ricredersi; d' altra parte, avere sponsorizzato Ubalidi prima e Vignali poi, ci ha portato in questa situazione. Mi auguro che i parmigiani abbiano capito.


mercoledì 9 maggio 2012

Avanti 5 Stelle

Un post a sostegno del Movimento 5 Stelle. Dopo la mia chicchierata informale con il MoVimento a riguardo del tema cannabis terapeutica, con mia grossa sorpresa e piacevole stupore, sono stato contattato da un consigliere regionale dell' Emilia Romagna, appunto in seguito alla chiacchierata con il "gruppo" di Parma, per eventualmente, discutere assieme di un progetto di legge regionale da presentare.
Sono anni che scrivo e mi batto e questo è il primo vero "atto" compiuto da qualcuno per ascoltare le proposte dal basso in maniera costruttiva.

Forza MoVimento 5 Stelle! Questo è il modo per costruire fiducia e credibilità! Grazie di esistere!

martedì 24 aprile 2012

Elezioni - Sicurezza: la situazione in città - dibattito di giovedì a Tv Parma

Le proposte in tema "sicurezza" dei candidati sindaci, puntano ad un maggiore impiego delle forze dell' ordine, con conseguente aumento della neccessità di risorse finanziarie da destinare ai corpi armati, quando mancano anche solo i soldi per la benzina delle gazelle. Alla luce del fallimento della "linea Vignali" in tema "sicurezza", come si pongono i candidati sindaci? Vignali ha fatto della politica del "forte con i deboli e deboli con i forti" il suo motto; lo dimostra la tolleranza zero contro prostitute e spaccio di droga, che ha portato ai casi Bonsu, Jacobazzi e alle delibere anti prostituzione che hanno solo portato a qualche multa e il problema è ancora li, in più sono aumentati i furti. Per la legge italiana, trattata nel testo unico sulle sostanze stupefacenti, la vendita e coltivazione di sostanze stupefacenti è consentita sotto autorizzazione ministeriale; perchè, in collaborazione con l' università, non si elabora un piano di coltivazione e vendita di canabis terapeutica da distribuire sotto prescrizione medica? Questo permetterebbe di arginare il fenomeno tossicodipendenza per cannabis(la sostanza illegale più diffusa al mondo) e il suo uso ad un ambito sanitario e non penale, con risparmi nella gestione delle forze dell' ordine e la possibilità di un loro migliore impiego contro il narcotraffico,distinguendo il mercato legale da quello illegale, e il crescente numero di furti; altresì genererebbe nuove entrate fiscali e nuovi posti di lavoro. Il fallimento di Vignali riguarda anche il tema prostituzione: perchè, a fronte della nuova costruzione del ponte nord, non si destinano gli spazi presenti alla attività del meretricio, creando un "red light bridge"? Anche in questo caso si assisterebbe ad una arginazione del fenomeno, un risparmio nella gestione dello stesso e la creazione di nuovi flussi nelle casse del comune. I risparmi e le nuove entrate generate da questa politica garantirebbero nuove risorse alle forze dell' ordine, nuove risorse per la prevenzione all' uso di sostanze stupefacenti, la possibilità di investire soldi in educazione per prevenire fenomeni di disagio sociale che possono sfociare in comportamenti antisociali. Il futuro sindaco ha la possibilità di farsi forte dei fallimenti di quello precedente per introdurre una gestione della sicurezza "europea" ed economica. Quale candidato sindaco avrebbe il coraggio di portare avanti una simile politica, realtà in altre nazioni europee?

Alla luce deldibattito televisivo che si terrà su Tv Parma ho provato a portare le mie "solite" domande alla redazione. Ricordando anche il "bell'episodio" di quando, in diretta tv, alla presenza di "Gilberto Gerra, esperto dell'ufficio dell'Onu sulle droghe e la criminalità", ho evidenziato il fallimento del proibizionismo, spiazzando completamente la presentatrice e portando alla luce un dibattito che i media tendono a considerare un tabu: il fallimento del proibizionismo, mi piacerebbe molto che queste domande venissero fatte. Avrà il coraggio la gazzetta di fare queste domande?

Elezioni - Sicurezza: la situazione in città - Inviateci le vostre domande per il dibattito di giovedì a Tv Parma

giovedì 5 aprile 2012

Elezioni Comunali a Parma

Le elezioni comunali si avvicinano e la mia battaglia continua. Dopo un primo tentativo di sprono alla discussione sul tema "cannabis terapeutica e sicurezza" con il candidato dei Radicali (che da quanto mi sembra, ha abbandonato ogni velleità a candidarsi) di trattare pubblicamente il tema, oggi ho provato ad avvicinare il Movimento 5 Stelle. Per la loro politica di "ascolto", sulla carta, mi sono  sembrati gli unici candidati adatti a trattare pubblicamente e senza timori argomenti "difficili", quale per l' appunto la cannabis terapeutica.

Il problema è delicato, necessita di attenzione ed è anche un argomento che inevitabilmente attrae attenzione in campo mediatico; non credo che altrimenti mi avrebbero mai pubblicato una lettera nella rubrica della Gazzetta di Parma, se non avessero mai avuto un ritorno.

Queste elezioni e questo tema, nella mia città, sono un argomento sul quale in molti hanno glissato. La gazzetta, per esempio, non ha mai collegato il "Il caso Bonsu" alle politiche di tolleranza zero della precedente giunta. Quel caso costò il posto dell' allora assessore alla sicurezza. Nè la Gazzetta, ha sottolineato come i cani antidroga sembra siano stati soldi "distratti" dalle casse del comune, nel caso green money, che costò il posto del ormai ex capo dei vigili urbani.

Parma è pronta a cambiare? Ancora oggi me lo chiedo, ma l' impressione che ne ricavo è tutt' altro che rassicurante. Penso che il movimento 5 Stelle non tratterà l' argomento prima delle elezioni; motivi? Paura di perdere voti. La mia domanda è: quanti voti prenderanno? Potrebbe essere davvero parlare di come l' attuale legislazione permetta la coltivazione di cannabis e di come sfruttare questa legge possa garantire ritorni positivi in termini di salute pubblica (attraverso la vendita controllata sotto prescrizione medica), di sicurezza (la vendita tramite strutture come le farmacie sottrarrebbe clienti dal mercato illegale), di creazione di posti di lavoro e di sviluppo di tecnologia farmaceutica (attraverso l' autorizzazione, l' università potrebbe portare avanti importanti ricerche scientifiche e approfondire le attuali nel campo delle neuroscienze, nonchè creare posti attraverso la creazione di campi di coltura) a fargli perdere consenso? La vera domanda è: quanto consenso credono di avere e in quanti li conoscono? Dal mio modesto punto di vista, questa causa potrebbe distinguerli dalla massa di mediocrità che ci circonda e renderli veramente attrattivi, almeno per un punto in particolare. Le loro idee sono buone, ma a mio parere mancano di carica o di un catalizzatore che possa portare l' attenzione del pubblico sui loro contenuti. Vedremo i risultati delle elezioni e vedremo se sarò stato ascoltato.

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