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sabato 10 marzo 2012

Bernazzoli, il nulla di nuovo che avanza

La corsa al sindaco di Parma è partita da tempo. Dopo lo sventurato Super Vignali, l' eroe nostrano "caduto" per mano del super nemico Kriptonite Jacobazzi, ecco affacciarsi, nel panorama politico parmigiano, Capitan Bernazzoli.

Il nuovo eroe, forte della sua impopolarissima attività come presidente della provincia di Parma e artefice e promotore primo dell' inceneritore nella città ducale, scende in campo nelle elezioni amministrative e corre a candidato sindaco di Parma. Uno dei pochi promossi del PD a vincere, e già per questo osannato dalla troica nazional-popolare-socio-catto-comunista Parmigiana, ha annunciato le sue misure in tema di sicurezza a Parma.

Capitan Bernazzoli
Dopo gli esaltanti insuccessi del suo predecessore, Super Vignali, e forte di questi disastri, il nostro Capitan Bernazzoli punta ancora su "una maggiore presenza sul territorio delle forze dell' ordine". Infatti le dimissioni di Monteverdi, a seguito del caso Bonsu, (un giovane di colore malmenato durante una operazione antidroga, dei vigili urbani a seguito della "tolleranza zero" verso spacciatori e prostitute) giustamente non ha insegnato nulla a Parma. I crimini a Parma sono aumentati proprio a seguito di un aumento dell' impiego delle forze dell' ordine. Sono anche stati chiamati i militari e il risultato è più che incoraggiante; aumento del numero dei furti nelle abitazioni. Siamo insomma sulla buona strada per vedere, anche per le strade di Parma, così come a Città del Messico o in Colombia, delle belle sparatorie o rapine armate a causa di un più che attendibile aumento di violenza per il traffico di droga e la spartizione dei parchi pubblici.

Ovviamente non è auspicabile l' intervento di una persona qualificata per affrontare il tema della sicurezza pubblica su basi economiche, ossia la verifica dell' ottenimento di risultati in base ai soldi impiegati per ottenere gli obbiettivi perseguiti. Rendere misurabile in termini monetari il successo di una politica sulla sicurezza è dispendioso in termini di parole, di difficile attecchimento nell' immaginario collettivo e poco propagandistico. E' per questo più facile parlare di "più forze dell' ordine sul territorio", che spiegare che "un aumento della spesa del comune in personale delle forze dell' ordine impiegato nelle strade, è fonte di un aumento di tassazione ceteris paribus e ad un aumento della violenza attesa della microcriminalità, con il risultato di ottenere meno sicurezza è un dispendio di denaro pubblico che, come dimostra il caso Jacobazzi (ex capo dei vigili urbani di parma indagato per tangenti, perchè, tra le accuse, sembra che i soldi spesi per l'impiego dei cani antidroga di cui si è dotato il corpo delle forze "armate" parmigiane, sia stato utilizzato per il rifacimento del giardino della casa al mare dell' ex capo dei vigili urbani) può portare facilmente a corruzione. Per questo la politica si fa portavoce di facili slogan, perchè dietro poche parole possono nascondersi molte lacune.

Per questo motivo, a Parma, parlare di una politica basata sulla distribuzione di cannabis terapeutica, cosa che sottrarrebbe il mercato della sostanza stupefacente illegale più consumata al mondo dalle mani della micro criminalità, riducendo le spese in operazioni di polizia per fatti legati all' utilizzo di cannabis e concentrare le forze dell' ordine al contrasto di crimini quali furti e rapine, non è da considerare.  Tutto questo senza parlare del fatto che l' attività di coltivazione di cannabis terapeutica e la vendita della sostanza, creerebbe nuovi posti di lavoro legali e nuovi incassi per il comune. Meno spese, maggiori incassi, più lavoro, più sicurezza.

SuperVignali
Così come considerare la possibilità di utilizzare il nuovo Ponte Nord e destinare l'uso dei locali alla pratica del meretricio è un argomento che potrebbe toccare gli animi dei catto-puritano-comunisti. Altro fronte fallimentare sul quale si è vergognosamente battuto il nostro mai compianto ex sindaco Vignali, è stato proprio il contrasto alla prostituzione, attraverso l' emanazione di una multa (per altro facilmente cancellabile perchè incostituzionale) per chi fosse stato colto in flagrante a contrattare con delle prostitute per delle prestazioni. Il risultato; qualche sfortunato, preso a braghe calate, con una multa che poteva farsi cancellare con ricorso dal giudice di pace e soldi pubblici spesi in una attivià che non ha portato anessun risultato e che ha garantito incassi in nero a chi ha trafficato sulla pelle di donne immigrate.

Insomma, il futuro di Parma è avvolto da nubi nere, portatrici di tumori (causa inceneritore) e un verosimile aumento della criminalità a causa dell' incompetenza e della mancanza di coraggio e volontà di informare i cittadini da parte dei candidati sindaci, al solo scopo di accaparrarsi una poltrona e succhiare soldi dalle tasche comunali.

Torna quindi utile ricordare quando scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne "il Gattopardo" quando si andrà alle prossime urne. "Dobbiamo cambiare tutto affinchè non cambi niente".

L' ignoranza al governo

Bernazzoli: "Forze dell'ordine più sul territorio e meno negli uffici"

COMUNICATO STAMPA
 “La costruzione di una efficace politica di sicurezza deve cominciare dal basso, tra la gente, nei quartieri. Per questo mi impegno ad organizzare incontri pubblici periodici con le forze dell’ordine, per creare una comunicazione diretta sui problemi dei quartieri e insegnare ai cittadini l’uso di semplici forme di prevenzione”.
Il candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli torna ad affrontare il tema della sicurezza, “uno dei più richiesti dai numerosi cittadini che sto incontrando nel corso di questa campagna elettorale. E’ proprio dal confronto con loro che sto traendo, ogni giorno di più, spunti e soluzioni concrete”.  “Garantire la sicurezza dei parmigiani – sottolinea Bernazzoli – dovrà essere un impegno costante della prossima amministrazione comunale. Nel rispetto delle proprie competenze ed evitando facili strumentalizzazioni e propagande, bisogna che il Comune sia promotore di un grande progetto di “vigilanza sociale”.
Incontri pubblici nei quartieri con le Forze dell’Ordine
In primo luogo, serve il massimo sforzo “per favorire un lavoro congiunto e collaborativo tra le forze dell’ordine  – osserva il candidato sindaco – che deve sfociare, non solo in efficaci operazioni di controllo del territorio cittadino, ma anche nella promozione di incontri pubblici nei quartieri che mettano in relazione i bisogni e le segnalazioni dei cittadini con chi opera per la loro sicurezza. Specie per la parte più anziana della popolazione, questi saranno momenti di formazione vera e propria su come applicare semplici comportamenti per evitare truffe, furti, scippi o altre tipologie di reati”. La proposta di Bernazzoli si fonde con “il nuovo ruolo del vigile di quartiere, figura che, come ho detto nei giorni scorsi, deve essere estesa e portata in tutti i quartieri di Parma”.
Impiegare maggiormente le forze dell’ordine per il controllo del territorio
“Serve un maggiore coordinamento tra la Polizia Municipale e le forze dell’ordine – rimarca Bernazzoli –  per promuovere azioni congiunte ed effettuare degli efficaci controlli in entrata e uscita dalla città. Bisogna inoltre ottimizzare l’impiego degli agenti affinché vengano utilizzati nel maggior numero possibile, in operazioni di controllo del territorio e di repressione dei crimini anziché nella gestione dell’attività burocratiche e di ufficio”.
Certezza della pena
Infine, Bernazzoli  richiama l’attenzione al tema della certezza della pena per chi compie reati, “in modo tale da garantire più sicurezza ai nostri cittadini e, allo stesso tempo, per non vanificare il lavoro prezioso delle forze dell’ordine”.

martedì 13 dicembre 2011

16/06/2010 I tagli alla politica? Si, grazie!

Egregio direttore, ho letto sulla Gazzetta del taglio agli stipendi dei funzionari amministrativi parmigiani. Pur non condividendo nulla delle attuali politiche centrali, ritengo che questo provvedimento sia una giusta "misura" adottata nei confronti di una giunta ignava e pigra.
Nonostante i proclami del nuovo partito del sindaco, tra cui l' ascoltare i cittadini, le intenzioni di questi amministratori comunali sembrano andare in tutt' altra direzione rispetto alla propaganda, per questo trovo giustificato il taglio degli stipendi degli amministratori, una misura alla quale plaudo.
Se il sindaco davvero ascoltasse i cittadini, avrebbe già rinunciato alla costruzione dell' inceneritore, che nessuno parmigiano, dotato di un minimo di buon senso, vuole.
Che dire poi dell' ordinanza antiprostituzione? Donne che rischiano di essere vittime di abusi e sopprusi, già in una posizione di debolezza, vengono pure prese di mira da una giunta, mi scusi la volgarita, "senza palle", dove la sola voce dell' assessore alla sicurezza, lamenta dell' inadeguatezza della repressione del fenomeno come metodo di riduzione del problema e dei problemi connessi.
A ben vedere non tutti i tagli al comune di Parma vengono per nuocere, anzi, alla luce di queste considerazioni, i tagli alla politica sarebbero anche potuti essere maggiori al fine di dirigere tali risorse verso il finanziamento delle strutture sanitarie, scolastiche o delle forze dell' ordine.

22/12/2009 La prostituzione: facciamo due conti

Egregio direttore, la Gazzetta riporta il numero di contravvenzione stilate dalle forze dell' ordine nel 2009 per "contrastare" il fenomeno della prostituzione. Le multe registrate ammontano alla "rispettosa" cifra di centotre che possono ammontare alla considerevole cifra di quatrocentocinquanta euro. Quindi nell' anno 2009 il comune di Parma ha incassato la "considerevole" cifra di circa 46.350 euro.
Quanto ha però speso il comune per incassare tale "ingente" profitto? La gazzetta riporta di 40 pattugliamenti notturni (su 365 giorni in un anno) per ottenere questo "incoraggiante" risultato, con una media di incassi di 1158,75 euro per pattugliamento.
Per ottenere maggiore sicurezza per le strade, si sarebbe potuto intervenire in altra maniera più conveniente per la cittadinanza? La prostituzione in Italia è legale, lo dimostra il provvedimento firmato di recente dal primo cittadino parmigiano, che trova nel disturbo alla quiete il motivo fondante delle multe redatte alle meretrici "casalinghe" troppo facinorose, non potendo fare nulla contro la loro professione.
Cosa ne sarebbe se il comune approvasse invece un regolamento per determinati edifici per regolare il fenomeno legale della prostituzione? Potrebbero i super poteri richiesti e approvati ai sindaci regolamentare questi "locali"? Molto probabilmente si.
In Olanda, il costo di una vetrina si aggira mediamente attorno agli 80 euro per mezza giornata. Se esistessero dei locali comunali che potessero incassare un simile affitto quanto incasserebbe il comune da una tale attività? L' affitto di una stanza genererebbe un profitto giornaliero di circa 160 euro, che moltiplicati per 365 giorni risulterebbero 58400 euro. E' una cifra superiore a tutte le multe stilate in un anno e sarebbe garantita da una sola camera e non si spenderebbero soldi comunali per attività di "contrasto". Il comune ha intenzione di continuare a buttare i soldi dei contribuenti così facilmente?

lunedì 12 dicembre 2011

17/10/2009 La carta di Parma e le feste a palazzo grazioli

Egregio direttore, la "carta di Parma" sta riscuotendo un enorme successo politico tra i sindaci del nord, ma tra i cittadini?
Per esempio, a riguardo dei temi droga e prostituzione, cosa viene proposto? Interessante il tema dell' integrazione culturale, ma perchè si parla di integrazione a riguardo di sicurezza? Forse episodi di discriminazione vanno a pari passo con altri fenomeni? Il caso Bonsu, insegna. Un ragazzo, perseguitato, perchè di colore, peccato fosse una operazione antidroga.Tutto questo in seguito alla approvazione della "carta di Parma".
Siamo sicuri che la "carta di Parma" sia così efficace?
Cosa dice la Carta di Parma a proposito del tema droga? E' un problema di sicurezza. E a riguardo del tema prostituzione? Forse la carta di Parma tutela spacciatori e papponi? In seguito alla approvazione della carta di Parma, è stranamente aumentato il fenomeno prostituzione per le strade, con conseguente mancanza di sicurezza per le strade. I provvedimenti presi? Multe ai clienti. Risultati? Qualche sfortunato multato e le solite ragazze per la strada. Si parla tanto di federalismo nella carta di Parma. Così sul tema prostituzione hanno fatto approvare a livello nazionale una legge contro la prostitizone per le strade .... e le prostitute sono finite a Palazzo Grazioli.

domenica 4 dicembre 2011

16/12/2008

Civiltà 
Egregio direttore, ho letto la lettera riguardante "l' ordinanza anti-prostituzione" del sig. Federico e mi chiedo come sia possibile credere ancora nell' attuabilità di un simile provvedimento. Senza contare che l' ordinanza non vuole eliminare la prostituzione, ma solo "nasconderla" e spostarla dalle strade agli appartamenti. In somma una ordinanza in piena sintonia con l' idea di citta vetrina; tanto fumo e poco arrosto.
La prostituzione è un fenomeno del quale i cittadini devono prendere coscienza e tollerare. L' unico sistema per arginare e rendere sicura, per la città e per i cittadini, la manifestazione di questo fenomeno è l' apertura di "case di tolleranza" o quartieri a "luci rosse" istituzionalizzati.
Inciviltà

17/11/2008

Egregio direttore, si legge molto, in questi giorni, della bagarre tra destra e sinistra che si è creata attorno al, per ora da accertare, pestaggio ai danni di un ragazzo di colore da parte di forze della polizia municipale.
Sono stupito dall' atteggiamento sia della minoranza sia della maggiornaza facente parte della giunta comunale: la minoranza per l' incoerenza con attacchi che hanno chiaramente intento "elettorale"; la giunta per l' irresponsabilità.
Quello che è successo è grave e la responsabilità è tutta da ricercare nella politica di questa giunta. La finta "tolleranza zero" che il comune ha provato ad adottare per "due giorni", con le multe contro prostitute e clienti e il dispiegamento dei vigili anche in operazioni antidroga, sta avendo un triste epilogo.
Sarebbe ora che la giunta cambi rotta e un segnale forte arriverebbe dalle dimissioni dell' assessore all' (in)sicurezza Monteverdi. Sarebbe ora che il comune adotti una linea tollerante nei confronti della prostituzione adottando provvedimenti quali l' apertura di locali dedicati, come in Germania, o l' istituzione di quartieri a luci rosse, come in Olanda, provvedimenti di buon occhio anche all' interno dell' attuale maggioranza di governo.
Sarebbe anche utile l' istituzione di regole per una coltivazione di droghe leggere sotto autorizzazione comunale; a questo proposito, se un simile provvedimento fosse stato vigente e si tollerasse l' uso di stupefacenti leggeri, il "caso Bonsu" non si sarebbe mai verificato, considerato che è proprio in una operazione di "contrasto alla droga" che il caso è nato.

18/09/2008

Egregio direttore, l' illuminata giunta comunale, capitanata dal ormai plenipotenziario super-Vignali, si sta strenuamente battendo contro droga e prostituzione, la criptonite per il nostro sindaco. Invano. Si perchè le operazioni come le multe "salatissime" ai cinque poveretti pescati a braghe calate e i cani antidroga fuori dalle scuole appena riaperte, sono solo operazioni di facciata che generano più diffidenza nella giunta "totalitaria" comunale che fiducia. Il comune sta sprecando risorse economiche e con queste azioni sembra avere paura dei problemi più che la maturità per gestirli.
Come si può pensare che l' operazione che ha portato alla stilatura di cinque multe da quattrocentocinquanta euro possa risolvere il problema prostituzione? Si vuole togliere la prostituzione dalle strade per rendere schiave donne in appartamenti? Le cinque multe ripagheranno le spese per le forze dell' ordine dispiegate? Le leggi sono uno strumento di tutela, questa giunta ne sta facendo uno strumento di tortura.
Per quanto riguarda l' operazione antidroga davanti alle scuole, il sindaco crede che basti un bravo e buon cagnolino  davanti agli istituti come deterrente all' uso di droga? Quanto costano queste operazioni di facciata senza ritorno (considerato che non sono state neppure trovate sostanze)? La giunta crede che ci si droghi solo a scuola? Così facendo si rischia di incriminare e rovinare la vita di giovani studenti per uno spinello.
I super poteri del super sindaco Vignali sembra proprio non servano a niente. Probabilmente tutto questo gran da fare aumenterà il traffico di "criptonite".

23/08/08

Egregio direttore, leggo e condivido la lettera pubblicata il ventidue Agosto del signor Angelo Martelli in merito alla creazione di quartieri a luci rosse. Vorrei aggiungere un breve appunto sulla questione "multe" accennata dal signor Martelli. Le multe che attualmente in Italia alcune giunte comunali ipocrite stanno applicando per combattere la prostituzione, non sono poi così laute da interessare le casse comunali se si confrontassero con le possibilità che una tassazione e una gestione dei locali per la prostituzione potrebbero generare. Le multe sono saltuarie, le entrate per l' affitto di locali comunali e la tassazione per le "prestazioni di piacere" sarebbero costanti e abbondanti. L' urgenza di cambiare è dettata dalla sicurezza, l' ordine e la salute pubblica e gli amministratori comunali se ne devono fare carico in maniera responsabile, non con provvedimenti inutili e inefficaci come queste multe.

10/08/08

Egregio direttore, l' estate dei bollenti spiriti a Parma viene raffreddata dalle retate notturne a caccia delle prostitute. Nonostante i numerosi pareri favorevoli, a partire da quello del ministro Maroni, all' apertura di quartieri a luci rosse, si continua sulla strada delle strategie inefficaci e dispendiose.
La giunta dovrebbe farsi promotorice dell' apertura di quartieri a luci rosse o case di tolleranza gestite dal comune, con contratti che prevedano chiare e semplici norme di locazione e di controlli sanitari per l' affidamento dei locali. Si risolverebbero così sia i pericoli che possono essere causati dalla prostituzione da strada, sia la possibilità di "danni collaterali" legati all' assenza di assistenza infermieristica. Il tutto andrebbe tassato;i soldi attualmente gestiti dal crimine sarebbero così spendibili in opere di utilità sociale. Le entrate che che un simile procedimento garantirebbe sarebbero sicuramente maggiori delle "quattro multe" che ad oggi sono state emesse e che non hanno minimamente scalfito questo mercato di donne. Invece si spendono soldi in operazioni di facciata che non risolvono il problema. Forti con i deboli (prostitute e clienti) e deboli con i forti (la criminalità) per non risolvere nulla. Complimenti.

Tagliato il pezzo in verde.

In data 22/08/08 è stata pubblicata una lettera in favore dei quartieri a luci rosse dove forse si fa riferimento ai miei scritti. Ho appoggiato e sostenuto con una lettera lo scrittore.

03/02/2008

Direi di no!
In Italia si affronta così. Funzionerà?
Egregio direttore, il lungo Enza è territorio di nessuno. Nel periodo estivo le prostitute si fanno avanti anche con i ciclisti della domenica che passano per la campagna per un tranquillo pomeriggio immersi nella natura. Derubano, importunano e sono un pericolo per i passanti.
Il sindaco ha emesso una ordinanza contro le prostitute e i clienti; crede davvero di fermare il fenomeno così? Le motivazione per quella puerile ordinanza sono state l' ordine pubblico, la sicurezza e la sanità. I risultati di questa ordinanza sono stati; prostitute picchiate, passanti derubati e sperpero di denaro pubblico in azioni repressive molto scenografiche, ma totalmente inefficaci (sono per caso sparite le prostitute dalla strada?).
Perchè il comune non si fa avanti e propone l' apertura di strutture dedicate alla prostituzione? Così si che si garantirebbe la sicurezza dei cittadini, l' ordine pubblico, la tutela della salute e minori sprechi dei sacri soldi dei contribuenti!

06/12/2007

Italia? 

Egregio direttore, la gazzetta riporta di una giovane che si prostituiva, che è stata picchiata selvaggiamente. A rendere più schoccante la vicenda, il fatto che fosse minorenne. Alla luce di un simile avvenimento non si può che ricordare l' "illuminata" disposizione comunale che multa prostitute e clienti. Oltre agli "incredibili" risultati in termine di "prevenzione" ( undici multe in una settimana) ecco gli ultimi risultati di una norma "beffa": chissà se la povera ragazza sarà anche stata multata oltre ad avere preso un sacco di botte.
Ecco i risultati della "guerra" lanciata dal comune alla prostituzione: undici multe e una minorenne all' ospedale.
Alla luce di questo non sarebbe il caso di gestire l' affare a livello comunale, attraverso l' affitto di locali dedicati e la "messa in regola", attraverso la contrattualizzazione, del meretricio?
Oppure Olanda?
Tanto la prostituzione casalinga non sarà minimamente toccata dal provvedimento approvato di recente dalla giunta e tutti i "buoni propositi" dell' assessore Monteverdi, lanciati anche sulla Gazzetta, cadranno nel vuoto. La prostituzione ci sarà sempre, che la giunta lo voglia o no. Un atteggiamento concreto sarebbe molto più apprezzabile della solita caccia alle streghe.




Egregio direttore, finalmente è stato approvato un piano contro la droga. Eravamo l' unico stato, oltre a Malta, in Europa, a non avere preso provvedimenti contro il fenomeno.
In oltre, proprio in questi giorni, è uscito il rapporto 2007 dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt). Da questo rapporto emerge come le politiche più "tolleranti" europee (apertura verso le «droghe leggere», ambulatori e nuclei mobili che distribuiscono siringhe sterili, terapie al metadone, ecc.), risultino più efficaci nel contrastare la diffusione di droga, a livello sociale, di quanto il proibizionismo duro e puro riesca in America.
Alla faccia di chi ritiene "comico e tragico" affermare che la proibizione è la maggiore causa della diffusione degli stupefacenti e che la repressione è l' unico strumento per contrastare la diffusione di sostanze psicotrope illegali.

08/11/2007

 Egregio direttore, il sindaco Pietro Vignali dice che i cittadini vogliono risposte rapide ed efficaci per quanto concerne il problema sicurezza. Perchè il signor sindaco non si prodiga ad applicare le leggi vigenti anzichè continuare a "piagnucolare" di quanto Roma fa o non fa? Anche il discorso sui finanziamenti delle forze dell' ordine è un problema falso; per aumentare il gettito basterebbe aumentare l' emersione dei "traffici" illeciti, quale la tassazione della prostituzione e l' applicazione di un "regime speciale di tassazione" sulle droghe leggere. Le risposte ad alcuni problemi ci sono, quello che manca è solo la volontà di applicarle. I cittadini ne hanno abbastanza del gioco dello scarica barile di Roma, se ci si mettono anche le amministrazioni comunali, possiamo anche dire addio a qualsiasi "civiltà parmigiana".

30/10/2007

Egregio direttore, il problema della "sicurezza", riguarda tutti i cittadini, non solo il sindaco. Il sindaco Vignali richiede maggiori "poteri" per rassicurare i cittadini, ma alcune delle leggi in vigore, riguardanti almeno due dei problemi citati dal sindaco (droga e prostituzione) potrebbero essere in parte risolvibili già ora; basterebbe la buona volontà, altro che poteri. Il problema droga non lo si risolve, ad esempio, spostando il sert dal centro della città alla periferia; perchè non si avanza la proposta di istituire narcosale per tutelare prima di tutto i cittadini che rischiano di trovarsi siringhe per strada? Per un simile provvedimento non è neccessario che i "poteri" del sindaco "aumentino". Perchè non discutere con la procura la possibilità di aprire coffeshop comunali per evitare lo spaccio nei parchi pubblici? Se sono stati assolti dei coltivatori di canapa con la Fini-Giovanardi, allora tutto è possibile. Perchè non aprire un quartiere a luci rosse come in Olanda per delimitare il fenomeno prostituzione? Ciò si può fare senza chiamare in causa nuovi poteri. Tutti questi provvedimenti risponderebbero, inoltre, alla esigenza di fare cassa del comune; tutte queste attività, potrebbero infatti generare nuove fonti di finanziamento per il comune.
Se Vignali vuole i poteri di superman non è a Italia Uno che deve rivolgersi.

26/09/2007

Così?

Egregio direttore, le scrivo in merito all' ennesima buffonata scritta dal nostro ministro degli interni Amato. Un personaggio che, negli ultimi tempi, da più segni di demenza senile che di saggezza maturata con l' età. Ha proposto di multare i clienti delle prostitute come deterrente al "meretricio".
Come al solito la "casta" si dimostra lontana dalla realtà e sorda nei confronti del popolo. Numerosi sondaggi in numerose città italiana, sollevano il problema della legalizzazione della prostituzione come strumento per evitare lo sfruttamento delle donne, come strumento per garantire allo stato un' emersione del mercato nero e la tutela della società nel complesso, attraverso un prelievo fiscale sulla "contrattazione d' amore", che garantirebbe vantaggi tanto a chi è direttamente interessato al problema, quanto chi non è colpito direttamente dallo stesso.
La soluzione è semplice e condivisa da molti.
La proposta del ministro è inutile, stupida e non risolverebbe nulla, anzi, rischia di rovinare delle normali famiglie e ha un che di estremamente sadico.
Leggo i commenti degli assesori parmigiani alla proposta e non posso che rimanere basito difronte all' ipocrisia dei nostri piccoli governanti; si propongono le solite telecamere. Telecamere ovunque.
Mi viene da consigliare, ai nostri dipendenti comunali e nazionali, di andare a fare l' amore di più, perchè le seghe mentali non sono un perfetto sostituto di una sana e vecchia scopata.

O così?

Censurata per la parte in rosso

20/07/2007

Egregio direttore, l' attuale giunta comunale sembrava avere fatto della "sicurezza" un cavallo di battaglia della sua campagna elettorale. Nonostante ciò, i parchi dei bambini sono pericolosi, a causa della miopia di una certa parte della giunta (vorrei ricordare gli "illuminati" interventi di Villani sulle stanze del buco e i programmi di riduzione del danno); le strade sono piene di prostitute che, oltre ad evadere le tasse, rendono meno sicure le strade a causa dell' assenza di politiche di "contenimento" del fenomeno, quale potrebbe essere l' apertura di un quartiere a luci rosse.
Perchè la giunta parla tanto di telecamere anzichè agire con pragmatismo e realismo e proporre soluzioni innovative? Non voleva essere Parma un laboratorio per soluzioni sociali innovative? Non era l' attuale giunta "ambiziosa" di risolvere i problemi della città?

07/07/2007

Egregio direttore, ho letto oggi un interessante articolo sul problema prostituzione a Parma. Queste giovani ragazze da tutto il mondo, magari giunte con la speranza di una vita migliore, ora si trovano "per strada", alcune per scelte, altre per disgrazia.
Il mercato del sesso è, con molta probabilità, l' unico mercato in cui la domanda è, fin dalla notte dei tempi, "costante" e qualsiasi provvedimento attuato per contrastarlo non ha, nella storia umana, avuto mai successo. Il motivo è semplice: è la "contrattazione" più umana che esista.
A questo proposito, prendo spunto per scriverle e domandarle se non sia arrivato il momento di regolamentare il fenomeno. Nei mesi scorsi sono state avanzate ignoranti proposte da membri del governo per combattere il fenomeno. Nei paesi del nord europa, la prostituzione è regolamentata e i suoi effetti nefasti a livello sociale, come ad esempio la diffusione di malattie infettive, sono stati arginati con il buon senso, attaverso la creazione di "strutture" per il meretricio. In Germania esistono i "casini", in Olanda i quartieri a luci rosse: perchè, dato che in Italia la prostituzione è legale, a Parma non si pensa alla creazione di un quartiere a luci rosse gestito dal comune? La soluzione potrebbe essere semplice ed efficace per ridurre il traffico di donne e togliere dalla strada un traffico pericoloso, portare legalità in un mercato per nulla trasparente, garantire un benessere sociale più elevato alla cittadinanza: si potrebbe ad esempio prevedere contratti tra il comune e le "signorine" per l' affitto di locali dedicati, in una particolare zona della città. Contratti che prevedano visite di carattere sanitario con cadenza regolamentata a tutela della salute delle ragazze e dei clienti, canoni di affitto "speciali" per la redistribuzione della ricchezza che questo mercato genera, tutela delle ragazze da sfruttatori. La tassazione sulla prostituzione in Italia non è regolamentata; qesta potrebbe essere una soluzione per erodere profitti alla malavita e aumentare le disponibilità di spesa della città.
L' Olanda e le sue vetrine, sono per molti turisti che visitano il paese dei tulipani, un segno di civiltà: perchè non rendere Parma più europea importando modelli di civiltà europea?

sabato 3 dicembre 2011

18/12/2006

Egregio direttore, in merito alla lettera scritta dalla federazione dei democristiani, colgo l' occasione per portare alla luce questioni importanti che dovranno essere prese in considerazione dal futuro sindaco della nostra amata città. Le riflessioni riguardano il traffico cittadino e la viabilità, l' inceneritore, la possibilità di sviluppo di fonti alternative di energia per il bisogno cittadino (enia dovrebbe essere ancora in parte in mano al comune), la prostituzione.
I merito alla viabilità, sebbene gli sforzi compiuti dalla amministrazione comunale siano stati ingenti ed abbiano portato risultati notevoli quale ad esempio il completamento della tangenziale, altri sforzi sembrano avere portato risultati dai dubbi vantaggi. Mi riferisco alle numerose rotatorie cittadine che hanno si migliorato la viabilità dei mezzi privati, ma contemporaneamente hanno aumentato la congestione del traffico, l' aumento dello smog prodotto, il peggioramento del servizio pubblico causato dalle numerose congestioni, dovute dal aumento del numero di macchine in circolazione, che affliggono la nostra piccola città. A questo proposito la giunta ha pensato di risolvere il problema con la progettazione di una metropolitana leggera; mi domando se non sia una spesa eccessiva. Perchè non risolvere il problema attraverso il ripristino di una rete tramviaria provinciale in superficie e la chiusura definitiva di strade ai mezzi privati? Si migliorerebbe l' acceso alla città dalla provincia diminuendo il traffico provinciale, ciò si ripercuoterebbe positivamente sulla viabilità cittadina e i mezzi pubblici risulterebbero più efficenti con la chiusura delle strade alle automobili private.
Perchè si parla ancora di inceneritore quando dallla costruzione di un simile impianto ne deriverebbe un peggioramento della qualità ambientale e della salute dei cittadini? Perchè non si pensa alla costruzioe di impianti di riciclaggio anche per altri materiali oltre carta, plastica, vetro e materiali organici? In oltre; perchè non sfruttare la centrale di compostaggio del comune per avviare un progetto di fornitura elettrica dalla produzione di etanolo ottenibile dagli scarti organici? Perchè non si pensa alla progettazione di una centrale a fusione nucleare sul modello della prima centrale al mondo del genere in costruzione in Francia?
Riguardo al problema prostituzione: per quale motivo non si pensa alla edificazione di un quartiere a luci rosse nella nostra città gestito dal comune? Ho letto che si voleva affrontare il problema con delle semplici telecamere: non può essere considerata una misura adatta ad affrontare il problema; poichè la prostituzione in Italia è legale ed è illegale lo sfruttamento della prostituzione, la soluzione di un quartiere a luci rosse gestito dal comune potrebbe essere una soluzione per garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza, maggiori controlli e, perchè no, maggiori entrate attraverso l' obbligo di denuncia dei redditi per le "speciali" lavoratrici della nuova zona cittadina.

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