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Visualizzazione post con etichetta Legge regionale cannabis terapeutica. Mostra tutti i post
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domenica 27 gennaio 2013

A sostegno del Progetto di legge regionale sulla cannabis terapeutica in Emilia Romagna


Alla cortese attenzione del consigliere Franco Grillini

Gentile Franco Grillini, Le scrivo questa lettera aperta a seguito della notizia apparsa sui giornali della volontà di portare avanti il progetto di legge sulla cannabis terapeutica presso l' Assemblea legislativa dell' Emilia Romagna.
Le scrivo perchè possa prendere in considerazione alcune modifiche o aggiunte al disegno di legge originale, in un ottica di pieno riconoscimento delle proprietà terapeutiche della cannabis e per rendere questo medicinale disponibile a chiunque il proprio medico sia disponibile a prescriverla, con gli enormi vantaggi che questa politica sulla salute potrebbe portare a tutte le comunità Emiliano Romagnole che decidessero di distribuire la cannabis terapeutica attraverso le farmacie comunali, oltre che attraverso le farmacie ospedaliere come previsto già dai numerosi pdl approvati in altre regioni.

Vorrei approfittare del Suo impegno, per portare alla Sua attenzione, alcune considerazioni che, alla luce delle politiche internazionali sulla cannabis, potrebbero portare nuova linfa al disegno di legge che porta il Suo nome. Le considerazioni riguardano l' impatto che una politica tollerante sulla cannabis terapeutica potrebbe avere sulla sicurezza pubblica e sulla salute, sulle risorse economiche della regione e dei comuni, sulla copertura del costo di questa nuova politica.

Sotto un punto di vista di sicurezza pubblica, rendere la cannabis disponibile sotto prescrizione medica, come permesso dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti, permetterebbe di sottrarre il mercato illegale più grande del mondo alla criminalità organizzata. Il modello di vendita sotto prescrizione medica al quale faccio riferimento è quello che già avviene in 19 degli stati dell' unione del nord america, ossia rendere disponibile cannabis terapeutica a chiunque sia fornito di regolare prescrizione medica.

Negli Stati Uniti, questa politica, ha permesso di concentrare gli sforzi delle forze dell' ordine sugli spacciatori illegali e i narcotrafficanti, piuttosto che i dispensari di cannabis terapeutica o i regolari pazienti di questi. In Italia però, la creazione di dispensari legali è di difficile, se non di impossibile attuazione. Quello che è possibile in Italia, è vendere cannabis terapeutica attraverso le farmacie (Titolo II art.17 comma 2 "Delle autorizzazioni", Testo unico sulle sostanze stupefacenti). Vendere la cannabis e i suoi derivati attraverso farmacie comunali sarebbe la soluzione definitiva a vincoli di bilancio delle aziende sanitarie locali e ad una effettiva applicabilità del progetto di legge presentato. Sopra ho citato le farmacie comunali; perchè? Perchè il profitto derivante dalla vendita del medicinale rientrerebbe nelle casse dei comuni e non di privati e quindi disponibile ai cittadini. Il profitto da queste vendite garantirebbe la copertura dei costi per la politica di distribuzione gratuita per i malati di patologie gravemente debilitanti come la SLA, i tumori, e le tutte le altre che la medicina riconosce come trattabili con cannabis terapeutica e per le quali serve una copertura economica.

La regione Emilia Romagna, può essere la nuova frontiera di una politica economicamente sostenibile e sensibile. Infatti, i riferimenti nelle leggi regionali approvati in questi mesi alla sostenibilità economica di questa politica, alla luce dei tagli sulla sanità e della spending review, possono essere una seria minaccia alla reale applicabilità di queste leggi.
Sarei lieto di potere apprendere di modifiche alla legge regionale in queste direzioni e come cittadino felice di assistere ad una politica economicamente sostenibile, come si sta affermando nel resto del mondo, che garantisca autonomia agli enti pubblici all' interno della regione.

ADUC Droghe - Cannabis terapeutica in Emilia Romagna, lettera al consigliere Franco Grillini

mercoledì 16 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

Via libera nelle Marche alla legge regionale sul'uso di farmaci cannabinoidi. Il provvedimento e' stato approvato dall'Assemblea legislativa delle Marche con 16 voti favorevoli e 6 astenuti. La scelta terapeutica e' affidata ai medici di base, se ritengono che non ci siano cure alternative. La somministrazione dei farmaci cannabinoidi e' effettuata in ambito ospedaliero se il trattamento viene iniziato in ospedale, se ci sono esigenze di continuita' terapeutica e le sostanze vengono acquisite tramite la farmacia ospedaliera.
In ambito non ospedaliero l'Asur coadiuva gli assistiti nell'acquisizione dei farmaci registrati all'estero per finalita' terapeutiche. La legge mira ad assicurare omogeneita' di organizzazione e a monitorare il consumo sul territorio regionale dei farmaci registrati all'estero e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi, oltre a promuovere la riduzione delle liste di attesa. L'uso dei cannabinoidi e' gia' disiplinato da una legge nazionale, ma - ha detto il relatore di maggioranza Francesco Comi (Pd) - 'noi intendiamo attuare una disciplina nostra regionale'. Il relatore di minoranza Giancarlo D'Anna (Gruppo misto) ha parlato di 'una scelta azzeccata' e si e' detto 'soddisfatto perche' si va incontro alle esigenze di soggetti con particolari patologie'.
Nel dibattito sono intervenuti Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc) che ha sottolineato l'importanza di questo tipo di trattamento e Rosalba Ortenzi (Pd), che ha definito la legge 'una cosa buona', che denota 'attenzione verso tanti soggetti e le loro famiglie che vivono sulla loro pelle il disagio del mancato reperimento di queste sostanze'.

 ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

Erogazione dei farmaci e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi per finalita' terapeutiche in Friuli Venezia Giulia: la proposta di legge di iniziativa principalmente della consigliera regionale Annamaria Menosso (Pd), a cui si sono aggiunte le firme dei colleghi del Partito Democratico nonche' di Sa, Idv e Cittadini, ha trovato il consenso unanime della Commissione Salute presieduta da Giorgio Venier Romano (Udc). Lo comunica una nota del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Bloccata gia' la scorsa settimana da Franco Dal Mas e Massimo Blasoni del Pdl, aggiunge la nota, che avevano chiesto tempo per verificare ulteriori aspetti e limitare le possibilita' di impugnazione da parte della Corte costituzionale, anche in questa seduta ha registrato le perplessita' di Dal Mas ma non la sua contrarieta'.
Alla Menosso, dunque, prosegue il Consiglio regionale, il compito di spiegare gli emendamenti necessari a rendere il testo base piu' aderente alle leggi gia' approvate da altre Regioni, in particolare dalla Toscana, e non impugnate dalla Consulta.
'Soprattutto l'articolo 4 - ha detto la consigliera - segna la differenza con il presente: i medicinali cannabinoidi saranno acquistati dalla farmacia ospedaliera, o dell'Azienda sanitaria a cui appartiene il paziente, e posti a carico del Sistema sanitario regionale anche quando la cura dovra' proseguire dopo le dimissioni dell'assistito dalla struttura di ricovero'.
Un intoppo non da poco pero' resta, segnalato da Stefano Pustetto (Sa-Sel) e non da meno da Ugo De Mattia (Ln): 'senza le risorse economiche necessarie, la legge restera' un nulla di fatto'. La Menosso si e', quindi, impegnata a cercare di reperire presso la Giunta regionale il relativo finanziamento e sara' relatrice di maggioranza, con Dal Mas, per l'aula.

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

martedì 8 gennaio 2013

"Sono Lucia, ho la sclerosi multipla oggi cammino grazie alla cannabis"

E' diventata un caso la testimonianza di una ragazza di 30 anni che partecipa alla sperimentazione avviata dalla Regione Puglia sull'uso terapeutico del Bedrocan a base di marijuana a carico del servizio sanitario. "Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia, ci hanno donato la libertà di cura"


domenica 6 gennaio 2013

Progetto di legge regionale per l' Emilia Romagna sulla cannabis terapeutica

Questo è il progetto di legge regionale sulla cannabis terapeutica elaborato con il m5s per la cannabis terapeutica. Da Settembre giace tra le scrivanie dei rappresentanti in regione Emilia Romagna per essere presentato e discusso. Da settembre non ho più avuto risposta ai solleciti affinchè si presentasse il pdl.

Art. 1
(Oggetto e finalità)

1. La Regione Emilia-Romgna nell'esercizio delle proprie competenze legislative ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, nel rispetto dei limiti derivanti dalla legislazione statale, con la presente legge riconosce il diritto del cittadino all’utilizzo di farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche, incluse la terapie per malattie rare, terapia del dolore e le cure palliative su pazienti affetti da patologia cronica o da malattia terminali, o migliorare la qualità della vita in quelle patologie in cui l’evidenza scientifica ne dimostri l’utilità, detta disposizioni organizzative relative all’utilizzo dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche da parte degli operatori e delle strutture del Servizio sanitario regionale, fatti salvi i principi dell’autonomia e responsabilità del medico nella scelta terapeutica e dell’evidenza scientifica.
2. Qualora i farmaci di cui al comma 1 vengano prescritti da medico privato, la spesa derivante è a carico del paziente, fatto salvo i casi in cui la prescrizione medica sia a favore di persone con disabilità grave, in tale caso i costi derivati restano a carico del Servizio sanitario regionale.
3. qualora il medico ricorra all’uso di un farmaco off label, con principi attivi cannabinoidi, per finalità non previste dalla sua autorizzazione, potrà disporne a condizione che vengano rispettati i seguenti parametri:
a)  efficacia documentata, occorre che l’efficacia del farmaco e la sua tollerabilità siano documentate;
b)  dovere di informazione, occorre che il medico informi dettagliatamente e compiutamente dei costi e dei benefici della terapia scelta il paziente e che questi fornisca il proprio consenso scritto a farla;
c)  dovere di controllo, il sanitario, che somministra il farmaco ha il dovere di monitorarne gli effetti.
4. L’utilizzo di farmaci cannabinoidi e consentito solo previo acquisizione del consenso informato in forma scritta attraverso sottoscrizione di comunicazione chiara e comprensibile sulla terapia e sulle conseguenze possibili o probabili che possono derivare dall'utilizzo di tali farmaci, nel caso di terapie off label con principi attivi cannabinoidi, somministrabili per tramite di preparazioni galeniche allestite in farmacia, il medico nell’ottenere il consenso informato scritto del paziente deve dare in dettaglio la ratio della terapia off label, il rischio dei possibili eventi avversi, e i dati di efficacia disponibili per l’impiego off label del farmaco che si intende somministrare.

Art. 2
(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge per “farmaci cannabinoidi” si intendono i medicinali e le preparazioni magistrali a base dei principi attivi cannabinoidi di cui alla sezione B della tabella II del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza).

Art. 3
(Modalità di acquisto)

1. In ambito ospedaliero e/o in strutture a esso assimilabile, compresi day-hospital e ambulatori, i farmaci di cui all’articolo 2 sono acquistati dalla farmacia ospedaliera e posti a carico del SSR, anche nel caso del prolungamento della cura dopo dimissione. Le strutture di ricovero ospedaliero accreditato devono assistere i loro medici nella reperibilità dei farmaci di cui all’articolo 2 e, se sprovviste di farmacia, assisterli nell'ottenere i farmaci da una farmacia ospedaliera o territoriale, o fornita di laboratorio per preparazioni galeniche ospedaliere, con cui devono intrattenere rapporti di convenzione.


2. In caso di terapia attuata in ambito domiciliare utilizzando farmaci esteri importati, il farmacista del servizio pubblico consegna direttamente i farmaci importati al paziente, dietro pagamento del solo prezzo di costo richiesto dal produttore e delle spese accessorie riportate nella fattura estera.

3 Nel caso di preparazioni galeniche magistrali con principi attivi cannabinoidi per utilizzo extra-ospedaliero, fornite da farmacie private su presentazione di prescrizione magistrale del medico di medicina generale curante o dello specialista o di qualunque medico, il prezzo delle preparazioni è determinato secondo le norme contenute nella Tariffa Nazionale dei Medicinali; la spesa per la terapia è a carico del paziente quando prescritta su ricettario bianco, in caso contrario rimborsabile dal servizio sanitario regionale, la validità della prescrizione è sempre di 30 giorni. Il Farmacista all’atto della vendita è tenuto a l'apposizione del timbro della farmacia sulla prescrizione.

4. I Laboratori di preparazione Galeniche e Chimici delle Aziende sanitarie locali forniscono i preparati con principi attivi cannabinoidi su richiesta di medici prescrittori, operanti nell’ambito del servizio sanitari pubblico, gratuitamente per le persone con disabilità grave.

Art. 4
(Trattamento ospedaliero e domiciliare)

1. Nel caso di inizio del trattamento in ambito ospedaliero o assimilato, il paziente in condizione di cronicità può proseguire il trattamento domiciliare senza spese presentando alla farmacia ospedaliera ogni mese una nuova ricetta, o ogni tre mesi se utilizza farmaci importati, redatta da uno dei medici ospedalieri che lo hanno in cura.
2. Nel caso di trattamento avviato in ambito domiciliare, la terapia inizia o continua presentando ogni tre mesi la prescrizione redatta dal medico di medicina generale o dallo specialista alla farmacia della azienda per i servizi sanitari del territorio di residenza del paziente.
3. Il rinnovo della prescrizione è in ogni caso subordinata a una valutazione positiva di efficacia e sicurezza da parte del medico che la prescrive, valutata la variabilità individuale dell’efficacia terapeutica.
4. Il medico e il paziente o, in caso di impossibilità un familiare o altro soggetto che legalmente lo assiste, sono autorizzati a trasportare farmaci cannabinoidi nella quantità massima indicata nella prescrizione medica necessaria per l’effettuazione della terapia domiciliare. Ai familiari o altri soggetti incaricati di assistenza viene rilasciata copia della prescrizione al fine di documentare la destinazione.


Art. 5
(Compiti di informazione sanitaria)

1. Al fine di favorire tra i medici la conoscenza degli ambiti e degli effetti della cura con cannabinoidi, la Regione promuove periodicamente una specifica informazione mediante i normali canali comunicativi ai medici interessati e ai farmacisti operanti nella regione.

Art.6
(Acquisti multipli)

1. Per ridurre l’aggravio delle spese fisse per unità di prodotto, la Giunta regionale individua, con apposito provvedimento, l’azienda del SSR che svolgerà il compito di “capofila” per la centralizzazione degli acquisti dei farmaci di cui all’articolo 2, nonché per altri farmaci importati.
 2. Al fine di rendere immediatamente operative le disposizioni della presente legge, in attesa del provvedimento di nomina di "capofila", la centralizzazione degli acquisti dei farmaci di cui all' articolo 2, può essere gestita a livello comunale.
3. Al fine di facilitare l' approvvigionamento dei farmaci cannabinoidi la regione ovvero aziende sanitarie locali possono organizzarsi al fine di accentrare le richieste di farmaci, se di importazione, direttamente all' ufficio centrale Stupefacenti del Ministero della Salute.

Art. 7
(Risparmi a medio termine)

1. La Giunta regionale attiva una convenzione con lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per la produzione e lavorazione di Cannabis medicinale coltivata in Italia o con altro soggetto dotato delle medesime autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, ai fini della fornitura al SSR.

Art. 8
(Clausola valutativa)


1. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale, entro il 31 marzo, una relazione, di norma biennale, argomentata sull’attuazione della presente legge, nella quale sono contenute in particolare le informazioni relative a:
numero di pazienti trattati con farmaci cannabinoidi, distinti per patologia e per tipologia di assistenza;
eventuali variazioni determinate dall’applicazione della legge sulla spesa farmaceutica delle aziende sanitarie;
eventuali criticità emerse nell’applicazione della legge, da individuare in particolare nelle disomogeneità riscontrate nel territorio regionale e nelle problematiche inerenti l’acquisizione e l’erogazione dei farmaci cannabinoidi.
2. Un’apposita sezione del piano sociale e sanitario è dedicata alle attivtà inerenti l’attuazione della presente legge.
3. La giunta regionale individua un ufficio di controllo e registrazione degli utilizzatori di farmaci cannabinoidi al fine di monitorare l' utilizzo e la corretta applicazione delle disposizioni normative, che può essere centralizzato o delegato a livello comunale.

sabato 1 dicembre 2012

ITALIA - Cannabis terapeutica in Toscana. Manifestazione Radicali e disponibilita' assessore

'Adesso che stiamo lavorando alla stesura del regolamento attuativo della legge sull'uso della cannabis terapeutica, siamo aperti al confronto con le associazioni dei malati in modo tale che alla legge possa essere data applicazione'. Lo ha affermato in una nota l'assessore alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni al termine dell'incontro con esponenti politici ed associazioni tenutosi stamani a Firenze. Marroni ha parlato di un 'clima positivo', che mostra come si possa 'fare un buon lavoro'.
Fuori dalla sede della Regione, parallelamente, si e' svolta una manifestazione organizzata dall'associazione radicale 'Andrea Tamburi' di Firenze, che chiede di non applicare in modo restrittivo la legge. 'Le nostre paure erano reali', ha affermato dopo l'incontro Valentina Piattelli, presidente dell'associazione: 'Abbiamo scoperto - ha detto ai cronisti Piattelli, che soffre di sclerosi multipla - che nel regolamento attuativo stavano per mettere soltanto due patologie, la sclerosi multipla e il dolore neuropatico, fra quelle per cui uno ha diritto ai farmaci cannabinoidi. In realta' le patologie a livello mondiale per cui vengono applicati i farmaci cannabinoidi sono molte di piu''. Secondo l'esponente radicale, in questa fase e' opportuno anche parlare con i malati: 'Siamo riusciti a ottenere - ha aggiunto - di poter partecipare, anche se semplicemente in fase consultiva, per poter esprimere il nostro parere'. All'incontro di oggi hanno partecipato anche il segretario nazionale di Radicali italiani, Mario Staderini, il senatore radicale Marco Perduca, i consiglieri regionali Enzo Brogi (Pd, primo firmatario della legge), Monica Sgherri (Federazione della Sinistra) e Mauro Romanelli (Sel).

ITALIA - Cannabis terapeutica in Toscana. Manifestazione Radicali e disponibilita' assessore

domenica 12 agosto 2012

Lettera al Ministro Riccardi

Onorevole Ministro Riccardi,

Vorrei portare alla Sua attenzione alcune riflessioni riguardanti la relazione sulle tossicodipendenze, recentemente presentata al governo, e la Sua apertura ad un dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere. I punti di maggiore interesse della relazione sono due; i dati relativi alla diminuzione dei consumi e le implicazione dell' attuale normativa nel contrasto alla diffusione degli stupefacenti.

Se  "il dato sui consumi di sostanza stupefacente indica che la tendenza alla contrazione, in atto ormai da alcuni anni, puo' ritenersi sostanzialmente confermata", come riportato nell'introduzione alla relazione, cosa che ritengo non completamente verosimile, l' unico motivo imputabile ad un simile trend sarebbe quello della crisi economica e le scarse disponibilità economiche della popolazione, perchè le attuali politiche repressive sono del tutto inefficaci, controproduttive e dannose. Tra i danni maggiori della politica della repressione, svolta dall' approvazione del decreto fini-giovanardi (che è bene ricordare, approvato senza discussioni in parlamento tra le norme per la sicurezza sulle olimpiadi invernali tenutesi a Tornino), è da menzionare il drammatico aumento del numero di tossicodipendenti nelle carceri.

Si stima che un 30% della popolazione sia dietro le sbarre in violazione della legge "antidroga"; dati i numeri, con la semplice conversione della pena di questi detenuti in percorsi di recupero, si eliminerebbe il problema di sovraffollamento delle carceri. I danni del decreto criminogeno fini-giovanardi non si esaurirebbero, però, con la semplice conversione della pena per i tossicodipendenti dal carcere a strutture di recupero; le spese legali per i processi e le tempistiche di questi, generano e continueranno a generare ritardi nello svolgimento dell' attività giudiziaria. Anche a seguito dei tagli del governo in questa materia, i problemi sarebbero, dunque, lungi dall' essere risolti se non si incide in maniera significativa sulla legge.

I dati sui sequestri di stupefacenti illegali del 2011 diffusi dalla polizia di stato sono eloquenti: su oltre 7 mila kg di stupefacenti illegali, sono oltre 6 mila kg i sequestri riguardanti la cannabis. Da dove iniziare dunque una nuova politica sulle sostanze stupefacenti che parta dai livelli di pericolosità sociale delle sostanze, dalla loro diffusione e dalle evidenze scientifiche sulla loro pericolosità? Si deve partire dalla discussione della legalizzazione della coltivazione per uso personale di cannabis. Secondo Prevo.Lab dell'Osservatorio regionale dipendenze (Ored) della Lombardia il consumo di cannabis nei prossimi tre anni risulterà stabile a fronte di un aumento della "autocoltivazione" di cannabis. Per questo motivo, ora più che mai che è presente un governo tecnico, sarebbe opportuno un dialogo aperto, lontano dagli allarmismi tipici di certa politica ottusa, desiderosa solo di voti attraverso infondato terrorismo psicologico.

In Uruguay è stato presentato un disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis. In Italia, data la forte opposizione di alcune minoranze tra la popolazione, sfortunatamente rappresentate come ex maggioranza di governo, a politiche sulla legalizzazione della cannabis (regolamentazione della vendita per i maggiorenni, regolamentazione della produzione, magari attraverso rilascio di licenza per privati o per collettivi), sarebbe opportuno che si inizi a parlare della coltivazione per uso personale e approvare misure che alleggeriscano il sistema giudiziario e penale e che possano liberare nuove risorse per il paese.

Anche gli Stati Uniti, negli anni passati, hanno dimostrato una apertura verso i dispensari di cannabis terapeutica. E' un peccato che l' attuale amministrazione abbia però disilluso le aspettative di tolleranza nei confronti dei distributori legali attraverso un aumento della repressione, in totale contrasto con quanto dichiarato ad inizio mandato, portando ad una maggiore attività della DEA negli ultimi 5 anni di governo democratico che in otto di amministrazione repubblicana, ignorando un sempre maggiore consenso sull' opportunità della distribuzione controllata della cannabis.

Nella direzione di una pericolosità sociale bassa della sostanza, vanno anche i numerosi DDL regionali che si stanno diffondendo in Italia sulla distribuzione di cannabis terapeutica, ma questo non basta. E' necessario avviare un dialogo chiaro ed aperto e dare la possibilità di esperessione anche a quelle voci che, per motivi di mera propaganda, sono state tacciate o volutamente ignorate dal "Dipartimento per la Propaganda antidroga"(il vero nome attribuibile all' acronimo DPA) negli ultimi anni di questa triste e fallimentare "guerra alla droga".


Lettera aperta al Ministro Riccardi. Legalizzazione della cannabis: è ora di parlarne

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