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sabato 20 ottobre 2018


Una proposta per lo sviluppo economico Italiano from Giorgio Gatti

Lettera inviata con allegata la presentazione il 17 giugno 2018 

Alla gentilissima att., 

Del Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte, 

Del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali On. Luigi di Maio, 

Del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Interni On. Matteo Salvini, 

Del Ministro/a della Salute Dott. Giulia Grillo, 

Del Ministro/a della Difesa On. Elisabetta Trenta, 

Del Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede, 

Del Ministro dell' Economia Prof, Giovanni Tria, 

Del Sottosegretario alla Giustizia On. Vittorio Ferraresi, 

Della Dott.ssa Patrizia De Rose 



e per conoscenza 

Alla Direttrice dell'ufficio centrale sugli stupefacenti Dott.ssa Germana Apuzzo 

e alla Dott.ssa Giulia Mele 



Illustrissimi rappresentanti dei cittadini Italiani, in seguito al G7 del Canada e della finalmente riacquisita credibilità Italiana nel panorama internazionale, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione alcune misure di politica interna, economica e di cooperazione allo sviluppo, oltre che in linea alle posizioni espresse in tema di immigrazione. 

Quattro misure volte al rilancio dell' Italia per almeno i prossimi 10 anni, che solo le forze politiche che puntano al rilancio a lungo termine dell' Italia possono permettersi di perseguire; perchè hanno la possibilità e capacità di trasmettere positivamente il cambiamento sociale che l' Italia dovrà affrontare nel futuro. 

Il mercato del lavoro negli ultimi dieci anni è cambiato drammaticamente e la grande sfida della politica è creare non solo nuovo lavoro, ma soprattutto "nuovi lavori". 

In allegato una breve presentazione che "illustra" quattro aree su cui agire contemporaneamente, affinchè le stesse politiche possano, in sinergia tra loro, avere un effetto moltiplicativo sulla crescita sociale, prima che economica, dell'Italia.

giovedì 22 marzo 2018

Per la sicurezza ... una proposta del Movimento 5 stelle e una della Lega da approvare subito!

Sembra assurdo, ma un governo Lega e M5S, potrebbe compiere un miracolo. Anzi due.

Il M5S, nella scorsa legislatura, ha portato avanti la battaglia della legalizzazione della cannabis, come il partito più concreto e vicino alle esigenze dei cittadini e dei malati, con un progetto di legge innovativo seppur limitato.

In campagna elettorale, Salvini si è detto favorevole a riaprire le case chiuse.

Se ci sono divergenze sul tema sicurezza, tra i programmi del M5S e della Lega, ecco che il cercare l’approvazione a maggioranza, per uno o l’altro partito di queste due leggi, potrebbe essere una un patto “facilmente scomodo”.

L’ ostacolo maggiore da compiere potrebbe essere convincere la Lega ad approvare una legge sulla legalizzazione della cannabis (anche se Salvini, da giovane, era favorevole), piuttosto che convincere il M5S ad approvare una legge sulla legalizzazione della prostituzione.

La soluzione? Il federalismo sulla cannabis e la prostituzione. Delineata una normativa di riferimento nazionale, si può lasciare decidere e trattenere le entrate fiscali da questi due mercati (cannabis e prostituzione) direttamente ai comuni, per la destinazione dei proventi a scuola, sanità e forze dell’ordine.

Questo è quanto avviene negli Stati Uniti. I governi di centro destra e centro sinistra hanno ipocritamente fallito, qui dove la Lega e il M5S, potrebbero rendere l’Italia un paese più ricco, sicuro, con un maggiore senso di comunità locale e conseguentemente, di una nazione più grande.

Una proposta concreta e strutturata riguardante la tassazione legata ad un mercato legale della cannabis e della prostituzione, conta poco meno dell’1% del pil. Questo senza legare una politica industriale ad uno di questi due temi: la cannabis.

Data l’alta profittabilità di questo mercato, gli imprenditori coinvolti dovrebbero essere ingaggiati nello sperimentare colture innovative. Questo tema dovrebbe essere altamente tenuto in considerazione, soprattutto alla luce dei prossimi sviluppi della razza umana.

Soluzioni innovative nel campo dell’agrotecnica, possono essere la chiave per rendere più sostenibile l’agricoltura moderna, attraverso uno sviluppo verticale, anziché orizzontale.

Integrare le migliori tecnologie per poter sperimentare colture per l’approvvigionamento di cibo in zone densamente popolate ad impatto zero.

Con il rilancio dei piani spaziali di USA e Russia, la colonizzazione della Luna e di Marte si fa un obbiettivo da raggiungere in meno di una decina di anni. Due legislature.

Un governo Lega M5S, potrebbe lanciare una politica industriale votata al supporto della colonizzazione di altri pianeti o satelliti (come la Luna) e utilizzare tecnologie Italiane per la crescita di “cibo” lontano dal pianeta Terra. Tutto questo partendo dalla coltivazione della cannabis.

Di fronte a queste sfide, però, il massimo che possiamo aspettarci è un “governo” che traghetti alle prossime elezioni …. ?

sabato 30 aprile 2016

ITALIA - Lotta alla droga a Perugia. Conferenza di bilancio

Si e' svolta oggi a Perugia, presso la Sala della Partecipazione del Palazzo della Provincia, una conferenza, nel corso della quale i firmatari del Protocollo d'intesa in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni collegati al consumo di sostanze psicoattive, a due anni dalla stipula del documento, hanno fatto il punto sulla situazione e sui risultati conseguiti. L'incontro ha inoltre costituito un'importante occasione per pianificare, tenendo anche conto delle esperienze nel frattempo sviluppate, le attivita' da porre in essere nel prossimo biennio. All'evento erano presenti, tra gli altri, il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, l'Assessore Regionale alla Sanita', Antonio Bartolini, il Vicepresidente della Provincia di Perugia, Roberto Bertini, il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il Vescovo Ausiliario di Perugia e Citta' della Pieve, Paolo Giulietti, il Magnifico Rettore della locale Universita' degli Studi, Franco Moriconi, nonche' alcuni protagonisti dei percorsi di formazione integrata in materia di dipendenze che, nell'ambito del protocollo, sono stati realizzati nel corso del 2015: il sociologo Roberto Segatori, l'esperto di progetti di comunita' Francesco Stoppa, il primo dirigente della Polizia di Stato Mirna Caradonna della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, insegnanti, giornalisti, operatori dei servizi socio-sanitari e delle forze di polizia, esponenti del terzo settore e dell'associazionismo locale. Nel suo intervento, il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, ha presentato il documento programmatico che, sulla base dei contributi offerti da tutti i soggetti aderenti, e' stato condiviso quale base di lavoro per il biennio di prosecuzione del protocollo, e che risponde all'esigenza di un ulteriore rafforzamento della filosofia di rete, di partecipazione e di integrazione che e' alla base dell'intesa; una "rete" gia' molto ampia, che verra' ulteriormente allargata coinvolgendo nuovi partner e alimentando un sempre piu' intenso dialogo e confronto con l'associazionismo e la societa' civile. Il Prefetto ha altresi' preso atto del grande impegno profuso dalle Istituzioni e dai soggetti coinvolti nell'intesa e si e' detto certo dell' ulteriore implementazione nel prossimo biennio delle diverse progettualita'. Nell'occasione, sono stati proiettati alcuni contributi e materiali multimediali realizzati nel corso del biennio e destinati ora ad essere resi disponibili su internet sotto forma di documentario interattivo Web-Doc, denominato "Dritto negli Occhi", mentre da parte dell'Universita' degli Studi di Perugia e' stata presentata la recente proposta di realizzare un centro di documentazione sul fenomeno nell'ambito del Dipartimento di Scienze Politiche. Lo rende noto la Prefettura di Perugia. 

ITALIA - Lotta alla droga a Perugia. Conferenza di bilancio

martedì 15 dicembre 2015

Supporto dei cittadini per l'intergruppo? Si, grazie! - Lettera a Vittorio Ferraresi per l'interguppo

Caro Vittorio,

Sto continuando a seguire il lavoro che stai portando avanti; sono con te.

A questo proposito, scrivo per sottoporti una iniziativa partita ad Agosto, dal mio blog, anche in supporto al lavoro dell'intergruppo.

Saprai che è stato approvato il decreto Lorenzin che regolamenta la "cannabis di stato"; un provvedimento che non ha soddisfatto, per primi, i malati, come si può leggere dai numerosi siti che si occupano di cannabis terapeutica ( per es. cannabisterapeutica.info, farmagalenica.it).

Il Governo non si è ancora espresso e ai dibattiti in commissioni, sembrerebbe che, a parte la Meloni, nessuno si sia esposto e anzi non abbiano intenzione di esporsi, per il momento.

Intanto il Governo ha, però, nei fatti, dato un segnale, con l' approvazione di un decreto insoddisfacente sulla cannabis terapeutica; in più, per le persone che più ne hanno bisogno: i malati!

Ad agosto, dal mio blog, ho lanciato un appello; inviare richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis al ministero della salute.
Molti conoscono solo l'aspetto repressivo della legge sugli stupefacenti. Pochi sanno che il dpr 309/90 prevede la possibilità di coltivazione per chiunque. Anche il Messico ha recentemente intrapreso questa strada.Anche associazioni riconosciute a livello nazionale sono consapevoli della necessità di dialogo tra cittadini ed istituzioni.

A supporto dell'intergruppo, ora, serve il contributo dei cittadini. Per questo credo che, una iniziativa di filo diretto tra i cittadini e le istituzioni, sarebbe opportuna per alimentare il dibattito istituzionale e fare sentire la pressione dell'opinione pubblica sui parlamentari e senatori che ancora non si sono espressi a prendere posizione.

L'iniziativa è semplice; scrivere al ministero della Salute per l'autorizzazione.

Il decreto approvato dal ministero, potrebbe infatti, essere in contrasto con la legge sugli stupefacenti. D'altra parte, che la destra approvi decreti legge sulla droga che non sono in linea con la normativa italiana, non sarebbe la prima volta (specie dopo la fini giovanardi).

Se questa iniziativa venisse lanciata dall'intergruppo, anzichè da uno specialista molto informato, l'adesione sarebbe sicuramente significativa e si potrebbero fissare interrogazioni parlamentari a scadenze stabilite, per seguire il numero delle richieste pervenute. Un paragone con i mercati finanziari? L'andamento delle "richieste di autorizzazione".

Avere una conta delle persone interessate ha molti significati. Oltre a portare alla luce il coinvolgimento dei cittadini e la pressione sui politici, porterebbe in evidenza il numero di cittadini che altrimenti potrebbero essere criminalizzati; con la copertura politica e mediatica del fenomeno, si potrebbe facilmente fare emergere la dimensione del problema .Dal punto di vista della "sicurezza" si darebbe un segnale a TUTTI i cittadini, il fenomeno è sotto controllo. In seconda battuta si sosterrebbero i cittadini che intendo aderire, convincendo anche quelli più titubanti da "paranoia da poibizionismo"(essere "visitati" dalle forze dell'ordine). La richiesta è infatti prevista dalla legge.


Se per caso arrivassero 60.000 richieste, basterebbe questo dato a fare comprendere che la repressione ha fallito? Quanto è la capienza carceraria italiana? Ha già avuto successo la criminalizzazione?
La capienza regolamentare delle carceri italiane,è fissata a 47.709 posti e l' approccio repressivo degli ultimi 30 anni ha portato all'aumento della diffusione delle droghe, la crescita di forze economiche illegali, la criminalizzazione di massa.

In un periodo di crisi si vuole continuare a perseguire una politica che il sistema italia non è in grado di sostenere e contenere? Si vuole spendere denaro e risorse a perseguire un vizio, piuttosto che concentrare gli sforzi delle forze dell'ordine contro minacce più incombenti come il terrorismo? Se l'isis brucia le piante di cannabis per propaganda, vogliamo dare seguito a novelli inquisitori italici che ragionano come terroristi?
Ecco perchè è arrivato il momento che cittadini e politici si supportino. Tutta acqua che, nel mulino dell'intergruppo, si trasformerebbe in consenso e attrazione nei confronti degli indecisi; è ora che gli "indecisi" prendano una scelta. Chi è interessato alla libertà e alla sicurezza ne ha solo una: supportare la legalizzazione.

Un caro saluto

lunedì 12 ottobre 2015

CANNABIS LEGALE, ITALIA PRONTA DAL ’93 MA PER ALCUNI È SOLO UN DIRITTO IN PIÙ DA NEGARE

La cannabis legale e i dubbi di chi difende, in modo anche velato, un proibizionismo sconfitto dalla storia.


Nei giorni in cui sta sviluppandosi nelle sedi parlamentari il progetto di legge antiproibizionista sulla cannabis, voluto dall’Intergruppo fondato da Benedetto Della Vedova, stanno emergendo (come anche giusto che sia) alcune voci contrarie o perplesse, verso la legalizzazione delle droghe leggere. Da argomentazioni che potremmo definire ‘benaltriste’, passando per dubbi di tipo sociologico e le immancabili disamine economiche volte a frenare gli entusiasmi per il gettito fiscale. Comunque la si guardi, appare chiaro che per tanti politici e personaggi pubblici italiani è ancora inconcepibile considerare l’estensione dei diritti civili, una ricchezza e una risorsa in quanto tale. Il popolo, sul tema delle droghe leggere legali, è pronto da almeno 22 anni, ovvero dal referendum proposto dai Radicali in cui si chiedeva la depenalizzazione dei reati connessi all'uso personale della cannabis e dei suoi derivati. Il popolo accolse tale istanza ma la politica ha sistematicamente ignorato tutto ciò.


Il ‘benaltrismo’
La frase 'Ai giovani serve un lavoro e non una canna’ è come un mantra per chi, a partire da Giorgia Meloni, si ricorda sempre della questione occupazionale ogniqualvolta ci sono in ballo i diritti civili. Siano questi appannaggio degli omosessuali, dei malati che chiedono l’eutanasia o dei consumatori di cannabis. Forse ci si dimentica che la legalizzazione permetterebbe l’avvio di attività fino ad oggi proibite fornendo una (pur minima) risposta a chi vuole mettersi in gioco nel settore. Inoltre, non è chiaro come la legalizzazione mini gli interessi di lavoratori e disoccupati ai quali sono deputati a pensare ministri, sottosegretari e responsabili dei partiti, tutti ‘specialisti’.

Legalizzazione è maggiore sicurezza
Vi sono poi derive di tipo sociologico, come chi prefigura chissà quale caos generato dall’apertura di locali in cui acquistare cannabis, che appaiono fuori luogo se si considera che le droghe (anche pesanti) sono di fatto già ‘libere’ in quanto facilmente reperibili sul mercato nero. L’emersione del fenomeno porterebbe tante persone ‘normali’ che consumano cannabis, a usufruire di canali legali e senza rischi per la salute visto che la legalizzazione garantirebbe prodotti di maggior qualità. Le intemperanze di pochi non finirebbero per inficiare la bontà di un progetto che libererebbe dal giogo repressivo (anche solo potenziale) milioni di consumatori che non possono essere, evidentemente, tutte teste calde. Gli esempi dei coffee-shop olandesi, dei cannabis club spagnoli, dei bar cechi e dei dispensari americani sono lì a dimostrarlo e nelle province dell’Olanda dove tali locali erano stati proibiti ai turisti, è stato necessario tornare indietro per evitare scene che nelle nostre città proibizioniste sono la quotidianità: arresti, violenza e spaccio in strada, ovvero fenomeni riazzerabili solo con la legalizzazione.

L’economia non è tutto
C’è chi ha messo in dubbio l’efficacia della legalizzazione da un punto di vista economico, sottostimando il gettito fiscale e gli introiti generati. Senza entrare nel merito di cifre opinabili perché stime riguardanti un traffico che neppure dovrebbe esistere, è sufficiente utilizzare le parole di Benedetto Della Vedova che, su Linkiesta, ha spiegato come il versante economico non sia la causa del provvedimento ma una sua conseguenza. I diritti, insomma, sono già un valore in sè perché, per dirla all’americana, generano felicità. E pazienza se questa non è nelle rilevazioni economiche.

martedì 3 dicembre 2013

La classifica del sole 24 ore e i risultati sulla sicurezza

Egregio Direttore, la classifica del "Sole 24 ore" sulla qualità della vita, ha evidenziato quello che in tanti cittadini lamentano; un deteriorarsi della posizione di isola felice che la nostra città ha sempre vantato.
Il dato che probabilmente ha attirato maggiormente l'attenzione, riguarda l'ordine pubblico. Se i reati predatori sono il fattore che maggiormente ha inciso sulla posizione di Parma nell' indicatore riguardante la sicurezza, per nulla si è considerato l'impegno delle forze dell'ordine nell' attività di repressione del traffico illecito di stupefacenti.
Se in molti lamentano un sottodimensionamento dell'organico delle forze dell'ordine, nessuno tratta dell'impatto che l'attività di repressione dello "spaccio di droga" ha sulla "sicurezza" dei cittadini.
Alla luce delle attuali audizioni presso la "Commissione giustizia" del governo sulla revisione dell'attuale normativa sugli stupefacenti, è evidente come la coperta sia drammaticamente corta.
Se la popolazione carceraria pre-indulto registrava un numero di tossicodipendenti nelle carceri pari a circa 16.000 detenuti, se la popolazione carceraria e la capacità delle prigioni è rimasta sostanzialmente invariata, a distanza di sette anni, e in pieno di una nuova emergenza carceri, la popolazione tossicodipendente è aumentata a oltre 23.000 unità. Un aumento pari al 43% di questo reato. Il reato di tossicodipendenza. Che secondo i dati del ministero è il primo reato in Italia. La somma della popolazione carceraria per rapina (9473 detenuti), omicidio volontario (9077), estorsione (4.238), rispettivamente il secondo terzo e quarto reato in classifica, non pareggia il numero dei tossicodipendenti in carcere.
Risulta ovvio che, a fronte di un fortissimo impegno nella persecuzione dei tossicodipendenti, in carcere non ci sia più spazio per chi commette reati ben più gravi.
Se l'impegno è fortissimo contro chi viene preso anche con pochi grammi di fumo, magari per uso personale, risulta palese che si sottraggono risorse nella prevenzione di reati più pericolosi e i risultati sono tutto l'opposto dal suggerire di proseguire in questa direzione. In Italia, secondo l'Europol e l'EMCDDA (l'organo europeo a monitoraggio sulle dipendenze), è aumentata la diffusione di cannabis e derivati tra i giovani, proprio la fascia che si dovrebbe maggiormente tutelare. Le risorse destinate alla repressione sono sottratte al resto delle attività delle forze dell'ordine. L' ovvio risultato è un aumento degli altri crimini. Che resteranno impuniti.
Di fronte ad una fotografia simile della situazione dell'ordine pubblico, la revisione della normativa sugli stupefacenti è un atto indispensabile. Il problema è che, la percezione nei confronti di questo problema, è deviata, nell' opinione pubblica, dall' ignoranza sulle reali dimensioni del fenomeno del traffico di stupefacenti, la diffusione delle sostanze e la loro reale pericolosità. Ne deriva una "asimmetria informativa", una informazione distorta, utilizzata dalla politica per giustificare politiche fallimentari, come i numeri dimostrano.
Secondo lo studio "un' analisi strategica dei mercati della droga" condotto dai due organismi europei già menzionati, Europol e EMCDDA, se il mercato della cannabis e dei suoi derivati, la sostanza più diffusa al mondo, in Europa fattura circa 25 miliardi di euro l' anno, di cui quasi un 30% è rappresentato dal mercato Italiano, i dati estrapolati su Parma, danno una dimensione del fenomeno alquanto inquietante; si possono stimare attorno ai 22 milioni di euro l' anno il mercato della cannabis e dei suoi derivati a Parma per una popolazione di circa 22 mila consumatori. Il problema di queste stime "ufficiali" è che potrebbero essere state valutate per difetto.
Quando il sindaco dice che il dato sulla sicurezza è un "campanello d' allarme", in realtà continua a nascondere una situazione dove la politica ha drammaticamente fallito; il suono che il sindaco sente sono le campane a morto di una politica sull' ordine pubblico drammaticamente deviata da interessi elettorali, che il sindaco ascolta comodamente in lontananza lavandosene le mani.
Trovo interessante il punto di vista di Pino Agnetti sulla "città alla ricerca della rotta perduta"; peccato che non si sia accennato alle direttrici che possono tirare fuori la città, come l'Italia, da questa situazione; l'informazione corretta, il coraggio e la volontà di cambiare.

mercoledì 10 luglio 2013

Sicurezza e 5 stelle

Egregio Direttore, sembrano lontani i tempi della giunta Vignali. O forse no? 
La passata giunta, che della "sicurezza" aveva fatto il suo più importante cavallo di battaglia, si è trovata impelagata in problemi giudiziari.
L' attuale giunta, che della sicurezza non ha volutamente mai parlato, dovrebbe iniziare ad affrontare questo tema.
Tema ampio, la cui delega all' assessore Casa è stato più uno sgravarsi di un peso per il primo cittadino, che la scelta di affrontare con coraggio problematiche trasversali, quali il consumo di stupefacenti tra i giovani, lo spaccio di sostanze stupefacenti, l'impatto che le attuali politiche sociali stanno o non stanno dando in termini di risultati sotto l' aspetto della riduzione di questi fenomeni.
Di fronte a questi temi, la giunta spesso si è nascosta dietro al fatto che, la "competenza" di queste problematiche, non è loro. E' davvero così? Secondo il regolamento del consiglio comunale è compito delle commissioni consigliari: "formulare pareri  circa le forme e i modi in cui si realizza il potere-dovere del Comune di partecipazione alla programmazione regionale e statale".
Ma come giungono alle commissioni consigliari le idee da utilizzare per "formulare pareri" che contribuiscano alla crescita della collettività? Questo, nella giunta della trasparenza, non è dato saperlo.
Così come non sono mai state date risposte, sempre alla luce della trasparenza e della tanto sbandierata "democrazia diretta", alle domande poste durante il dibattito pubblico sul bilancio comunale.
Tornando al tema della "sicurezza", questa giunta non sta attuando nè formulando alcun "parere" al fine di migliorare la città in tema di sicurezza. 
Parma non sembra in grado di affrontare i temi trattati da diverse inchieste e articoli che nelle ultime settimane hanno coperto le pagine della Gazzetta. 
Parlo, per esempio, dell' inchiesta sugli adolescenti che si avvicinano al mondo delle sostanze illegali, che ne fanno uso abituale e per i quali non c' è alcuna difficoltà nel reperirle.
Parlo del recente articolo sull' ennesimo morto nel parco Falcone-Borsellino; a questo proposito, trovo un' ironia della sorte, macabra e alquanto lugubre sulle vicende che seguono questa zona verde della città. Secondo un recente rapporto dell' Europol, infatti, la maggior fonte di finanziamento della criminalità organizzata in Europa deriva dal traffico di sostanze stupefacenti, proprio quelle organizzazioni criminali che i due Magistrati cercarono di combattere e per i quali diedero la vita. Trovo profondamente triste come la vita di queste persone eccezionali sia stata sacrificata oltre vent' anni fa senza che nulla sia cambiato e che anzi, un luogo che oggi porta il loro nome, sia piazza contesa del mercato cittadino di sostanze illegali. 
Di fronte a queste problematiche, a possibili soluzioni, quali sono le risposte del Comune? Se l' assessore Rossi, di fronte alla possibilità di affrontare il problema da un punto di vista sociale, attraverso la distribuzione di cannabis sotto prescrizione medica, come previsto dalla normativa nazionale, ha affermato che ci sono problemi "più importanti" e che non è suo interesse affrontare questo discorso, verrebbe da domandarsi, cosa questa giunta sia in grado di fare per la nostra città, se non ha nè le informazioni, nè il coraggio di affrontare temi sociali difficili e "formulare opinioni" per "partecipare alla programmazione regionale e statale". 
Mentre il ministro della Giustizia Cancellieri, umilmente dichiara di non avere ancora iniziato una riflessione sulla attuale decreto Fini-Giovanardi, prima causa del sovraffollamento delle carceri italiane, il sindaco, oltre che andare a mendicare denaro per la città, potrebbe farsi vero portavoce di cittadini stanchi delle infelici politiche sulla sicurezza in Italia. Su tutte la cancellazione del decreto Fini-Giovanardi e aprire un dibattito sulla distribuzione della cannabis sotto prescrizione medica.

Sicurezza a 5 stelle

domenica 17 febbraio 2013

Cannabis militare

Egregio direttore, il sindaco suggerisce di portare attività legate alla "botanica", sul ponte nord.
- Bravo sindaco! - Quello che vogliamo è la botanica! - Dove la vogliamo? Sul ponte nord! - Che piante coltiviamo? La cannabis!.
Egregio direttore, Parma è una città di eccellenza. Sono poco noti, infatti, gli studi sull' sistema endocannabinoide, della facoltà di farmacia di Parma.
Sempre a Parma, la richiesta di sicurezza, ha fatto portare i militari in città. Con che risultato? Un aumento del crimine, che ha registrato un picco dei furti nelle abitazioni; oltre 300 furti in appartamento registrati nel solo mese di Novembre 2012. C' è chi vorrebbe quindi un aumento dei militari a Parma. Potrebbe essere una soluzione?
L' assemblea regionale dell' emilia Romagna, porterà in discussione una legge sulla cannabis terapeutica attorno ad Aprile 2013. Queste sono le previsioni di Franco Grillini, promotore di questo pdl.
In toscana, è presente lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, che, come si può leggere sul sito, serve a "soddisfare prioritariamente le esigenze sanitarie delle Forze Armate".
L' eccellenza nella ricerca farmaceutica, l' aumento delle forze dell' ordine in città e i possibili imieghi delle cannabis terapeutica, potrebbero essere punti chiave per una politica sulla sicurezza basata sulla riduzione dei rischi sociali.
Si potrebbe creare, a Parma, una filiale dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e specializzarlo nella produzione di cannabis terapeutica.
Questa soluzione garantirebbe un aumento di militari, che sarebbero addetti alla ricerca farmaceutica sugli impieghi della cannabis in medicina.
In Israele,l' attività di ricerca sugli impiegi medici della canapa, esiste già.
In un articolo di Franco Crestani, dal titolo "ISRAELE - Cannabis terapeutica. Buoni risultati in terapia dolore anti-cancro",  l'Associazione Israeliana contro il Cancro, ha valutato l'efficacia della terapia con Cannabis in 264 pazienti tumorali nel corso di un anno. I ricercatori riferiscono:" Circa il 61% degli intervistati ha riportato un miglioramento significativo della loro qualità di vita, mentre il 56% ha notato un miglioramento della capacità di gestire il dolore. In generale, il 67% era favorevole al trattamento, mentre il 65% ha detto che l'avrebbe raccomandato ad altri pazienti".
L' impiego di cannabis in medicina, non è limitato ai pazienti affetti da tumore. Risultati positivi sono giunti anche da studi su Sclerosi multipla, traumi cerebrali/ ictus, Sindrome di tourette, malattie infiammatorie croniche intestinali, Glaucoma, Epilessia, nausea e vomito in chemio terapia.
Se vogliamo trovare una vera soluzione al problema sicurezza incrementando il numero di militari, dare nuovo lavoro alla città e utilizzare il ponte nord, potremmo chiamare una "filiale" dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, utilizzando l' area residua del demanio militare tra via sidoli e via zarotto. Qui potrebbe essere prodotta la cannabis terapeutica. Sul ponte nord, trovare i punti vendita. Tutto nel pieno rispetto del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, per una maggiore sicurezza della città.
Un altro vantaggio da apprezzare, di questa politica sulla sicurezza, sarebbe la sottrazione del mercato all' illegalità.
Attraverso la vendita di cannabis terapeutica, si assisterebbe ad un aumento delle entrate delle casse pubbliche, generando così nuove risorse da destinare al Sociale, alle politiche sulla famiglia, al sostegno all' infanzia e alla scolarizzazione.
Se i cittadini di parma fossero alla ricerca di soldi, una soluzione ci sarebbe.

venerdì 18 gennaio 2013

Democrazia a 5 stelle....?!?!??!?!

Sono entrato in contatto con il m5s prima delle elezioni comunali di giugno 2012, parlando anche al sindaco Pizzarotti della possibilità di vendita di cannabis terapeutica come strumento di politica sulla sicurezza. La vendita di cannabis terapeutica attraverso farmacie comunali è possibile: il tutto è normato dal testo unico sulle sostanze stupefacenti. Dopo quell' incontro, fui contattato da uno dei membri dell' assemblea regionale del m5s in emilia romagna;decisi di iscrivermi al m5s. A seguito dei contatti e della MIA elaborazione di un pdl regionale sui modelli già presentati in altre regioni come Lazio, Toscana, Puglia, Lombardia e qualche altra, era emersa una bozza, rielaborata con uno dei membri dell' assemblea regionale. Dopo un incontro dove era emersa la bozza di pdl della quale abbiamo parlato assieme ad uno dei due consiglieri regionali, si è deciso di fare prendere polvere a questa iniziativa, cessando di portarla avanti.
E' la sola strada percorsa per fare si che si discutesse di cannabis terapeutica a livello istituzionale? No.
Dopo l' elezione di Pizzarotti a sindaco, in un "esercizio di democrazia diretta" chiamatasi assemblea pubblica, portai all' attenzione del centinaio di presenti, la possibilità che la cannabis potesse essere venduta sotto autorizzazione dalle farmacie comunali. Devo ammetterlo, con grande stupore, questi furono i Risultati dell' Assemblea pubblica 16 Giugno 2012. Con il 55% dei voti favorevoli il 30% degli astenuti e il 15% dei contrari, l' assemblea decise che di questo argomento, se ne sarebbe dovuto parlare. Da allora, anche in consiglio comunale, non è mai stata avanzata neppure una interrogazione su questa proposta per la sicurezza pubblica, nonostante i ripetuti solleciti, di cui ultimo un interessante dibattito online. Invece, si è voluti proseguire sulla strada della militarizzazione della città, quella si, una vera scelta per la sicurezza pubblica, la stessa perseguita dal tanto odiato Vignali.
A presto nuovi aggiornamenti ....

martedì 31 luglio 2012

Pallini, Parma e la sicurezza

Egregio direttore, il tema della sicurezza a Parma è un argomento caldo ormai da troppi anni. Gli ultimi eventi di cronaca, che hanno avuto ampia eco sulla Gazzetta, rendono evidente non solo l' inadeguatezza delle attuali politiche nel contrasto della criminalità, ma anche l' inadeguatezza e la mancanza di coraggio delle scelte fino ad oggi adottate.
Parlo soprattutto degli interventi e dei "successi" , a seguito delle "iniziative" promosse in passato in piazzale della Pace, di cui si vanta l' ex delegato della giunta Vignali alla sanità Fabrizio Pallini, le cui impressioni hanno trovato spazio sulle colonne della Gazzetta. Avendo preso parte proprio a queste serate, provo profondo disappunto nei confronti delle parole di Pallini.
Lo spaccio avveniva anche nelle serate sotto le stelle, tanto quanto avviene ora, garantendo, anzi, un valido spettacolo a spacciatori e consumatori. Va riconosciuto a tali serate il merito di avere ravvivato il cuore della città, ma se si ritiene che "gli interventi di natura repressiva vadano fatti in sinergia con interventi sociali, educativi e ludici", si dimentica o si fa finta di chiudere gli occhi davanti all' evidenza: lo spaccio di sostanze stupefacenti illegali in qualsiasi angolo della città e i problemi di ordine pubblico connessi.
Tutti i parchi cittadini, sono nulla di più che mercati a cielo aperto per il traffico di stupefacenti illegali; questo ha garantito una presenza sul territorio, non delle forze dell' ordine, ma della micro e macro criminalità.
Tutti i più recenti atti di aggressioni o minacce avvengono proprio in queste "zone franche", dove, pensare di avere dei presidi fissi 24 ore su 24, vuol dire sottrarre forze dell' ordine al contrasto di altro genere di crimini, per esempio i numerosissimi furti e rapine che stanno avvenendo in città e provincia, senza la certezza di evitare notizie di cronaca come quelle emerse in questi giorni e senza intaccare il mercato illegale di sostanze psicotrope.
Insomma, la coperta è corta, ma c' è chi, come Pallini e tutta la precedente giunta, ha sempre fatto orecchie da mercante davanti a soluzioni alternative, approvando provvedimenti puramente propagandistici, se non addirittura devastanti per la città.
Se davvero si volesse ridurre la presenza di spacciatori nelle zone verdi della città e diminuire i rischi connessi, la prima cosa da fare sarebbe quella di sottrarre, ai traffici illegali, la fetta di mercato più grossa. La cannabis, pianta oggi nota più come "droga" che come sostanza farmacologica, è la sostanza illegale più diffusa al mondo; non è attraverso "spettacolini" che se ne potrà ridurre la diffusione.
La legge Italiana,attraverso il Testo Unico sulle Sostanze stupefacenti, prevede la possibilità della distribuzione di cannabis terapeutica attraverso le farmacie comunali e ospedaliere; le recenti leggi regionali, approvate o in via di approvazione riguardanti questa sostanza, vanno nella direzione di rendere più agevole l' accesso al farmaco sotto prescrizione medica.
Questa via di gestione delle problematiche legate al consumo di cannabis, ha numerosi risvolti positivi sotto il profilo della sicurezza pubblica. In primis rende evidente la distinzione tra consumatore e spacciatore, facilitando le forze dell' ordine nell' attività di repressione del traffico illegale di stupefacenti. Allo stesso tempo libererebbe risorse per un più puntuale presidio della città e una repressione di crimini violenti, quali stupri o rapine.
L' accesso alla cannabis sotto prescrizione medica, garantisce una tutela nei confronti di chi consuma il farmaco; una supervisione medica che può stabilire direttamente lo stato di tossicodipendenza e la possibilità immediata di individuazione di percorsi di sostegno piuttosto che l' utilizzo a scopo terapeutico della sostanza per la terapia di malattie gravi, debilitanti o degenerative;la vendita della cannabis sotto prescrizione medica, laddovè non vi è necessità di terapie continuative, garantirebbe tasse per il sostegno delle politiche sanitarie e delle forze dell' ordine.
La fornitura di cannabis attraverso le farmacie, garantirebbe la drastica riduzione del più vasto mercato tra le sostanze psicotrope illegali e conseguente diminuzione di spacciatori di questa sostanza.
Un altro importantissimo effetto di questa politica, è quello di distinzione del mercato della cannabis e dei suoi derivati da quello di eroina e cocaina, con conseguente maggiore successo nella prevenzione e nel contrasto alla diffusione di queste due sostanze.
Dove hanno portato le politiche attuate fino ad oggi? A Parma, la repressione, citata da Pallini, proprio quando lui faceva parte della giunta, ha portato al caso Bonsu ed ha messo in evidenza come la "guerra alla droga" possa essere uno strumento per interessi particolaristici e causa di corruzione(si veda il filone dell' inchiesta green money legato all' unità cinofila antidroga).
E' ora di cambiare.

martedì 24 aprile 2012

Elezioni - Sicurezza: la situazione in città - dibattito di giovedì a Tv Parma

Le proposte in tema "sicurezza" dei candidati sindaci, puntano ad un maggiore impiego delle forze dell' ordine, con conseguente aumento della neccessità di risorse finanziarie da destinare ai corpi armati, quando mancano anche solo i soldi per la benzina delle gazelle. Alla luce del fallimento della "linea Vignali" in tema "sicurezza", come si pongono i candidati sindaci? Vignali ha fatto della politica del "forte con i deboli e deboli con i forti" il suo motto; lo dimostra la tolleranza zero contro prostitute e spaccio di droga, che ha portato ai casi Bonsu, Jacobazzi e alle delibere anti prostituzione che hanno solo portato a qualche multa e il problema è ancora li, in più sono aumentati i furti. Per la legge italiana, trattata nel testo unico sulle sostanze stupefacenti, la vendita e coltivazione di sostanze stupefacenti è consentita sotto autorizzazione ministeriale; perchè, in collaborazione con l' università, non si elabora un piano di coltivazione e vendita di canabis terapeutica da distribuire sotto prescrizione medica? Questo permetterebbe di arginare il fenomeno tossicodipendenza per cannabis(la sostanza illegale più diffusa al mondo) e il suo uso ad un ambito sanitario e non penale, con risparmi nella gestione delle forze dell' ordine e la possibilità di un loro migliore impiego contro il narcotraffico,distinguendo il mercato legale da quello illegale, e il crescente numero di furti; altresì genererebbe nuove entrate fiscali e nuovi posti di lavoro. Il fallimento di Vignali riguarda anche il tema prostituzione: perchè, a fronte della nuova costruzione del ponte nord, non si destinano gli spazi presenti alla attività del meretricio, creando un "red light bridge"? Anche in questo caso si assisterebbe ad una arginazione del fenomeno, un risparmio nella gestione dello stesso e la creazione di nuovi flussi nelle casse del comune. I risparmi e le nuove entrate generate da questa politica garantirebbero nuove risorse alle forze dell' ordine, nuove risorse per la prevenzione all' uso di sostanze stupefacenti, la possibilità di investire soldi in educazione per prevenire fenomeni di disagio sociale che possono sfociare in comportamenti antisociali. Il futuro sindaco ha la possibilità di farsi forte dei fallimenti di quello precedente per introdurre una gestione della sicurezza "europea" ed economica. Quale candidato sindaco avrebbe il coraggio di portare avanti una simile politica, realtà in altre nazioni europee?

Alla luce deldibattito televisivo che si terrà su Tv Parma ho provato a portare le mie "solite" domande alla redazione. Ricordando anche il "bell'episodio" di quando, in diretta tv, alla presenza di "Gilberto Gerra, esperto dell'ufficio dell'Onu sulle droghe e la criminalità", ho evidenziato il fallimento del proibizionismo, spiazzando completamente la presentatrice e portando alla luce un dibattito che i media tendono a considerare un tabu: il fallimento del proibizionismo, mi piacerebbe molto che queste domande venissero fatte. Avrà il coraggio la gazzetta di fare queste domande?

Elezioni - Sicurezza: la situazione in città - Inviateci le vostre domande per il dibattito di giovedì a Tv Parma

martedì 13 dicembre 2011

28/08/2010 La sicurezza a Parma? Una chimera ...

Egregio direttore, la querelle tra il procuratore Dott. Gennaro Gallo e l' assessore con delega alle politiche sulla salute Fabrizio Pallini, ha evidenziato diverse problematiche di cui, ritengo, la politica debba tenere attenta considerazione.
Mi premerebbe in special modo ricordare le parole del Dott. Gallo in merito all' impegno profuso dalle forze dell' ordine per garantire la sicurezza di Parma "che assolvono per intero il proprio dovere nei confronti della cittadinanza,senza nulla chiedere, nonostante le gravi deficienze di  uomini, mezzi e strutture, in un momento in cui  nel territorio della provincia  si evidenziano, in modo sempre più marcato, attività delinquenziali non di poco conto".
Tra le attività delinquenziali "non di poco conto", quotidianamente, la stampa cittadina, porta alla luce i risultati encomiabili di contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti. Le forze dell' ordine fanno il loro dovere in maniera degna di lode e del più alto rispetto della cittadinanza.
L' assessore Pallini, potrebbe rendere più agevole l'attività delle forze dell' ordine.
La cronaca quotidiana evidenzia come i sequestri maggiori di stupefacenti, riguardano, prevalentemente, la cannabis e i suoi derivati. La legalizzazione per scopi terapeutici di queste sostanze, in numerosi stati dell' unione nord americana, ha permesso alle forze dell' ordine di dedicare il proprio impegno alla totale tutela della cittadinanza per materie concernenti la sicurezza, non la salute pubblica (essendo cannabis e derivati sostanze utilizzabili come medicinali in diversi ambiti patologici molto gravi). Come assessore con delega alle politiche sulla salute, Pallini potrebbe prendere d' esempio le politiche statunitensi per favorire l' attività di salvaguardia della tutela pubblica e discutere nuove misure, compatibili con la legge, di distribuzione terapeutica della cannabis e dei derivati in sede del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica come suggerito dal questore e in presenza del Prefetto.
In Puglia, la distribuzione di cannabis terapeutica è già una realtà.
Pallini potrebbe rendere più agevole il compito alle forze dell' ordine e Parma potrebbe essere più sicura, sbarazandosi dello spaccio illegale nei parchi cittadini.

domenica 4 dicembre 2011

19/09/2009 L' ultimo dei problemi

Egregio direttore, dove sta andando l'Italia? Molti dicono che la droga, e'l'ultimo dei problemi. La malavita organizzata si finanzia attraverso il traffico di droga. Tutta l'Italia si droga. Dall'opulento nord al disagiato sud. Se il disagio del sud e'dato dalla malavita che si finanzia dal traffico di droga, si dovrebbe fare qualche cosa a riguardo. Sebbene la "droga", sia l' ultimo dei problemi.
La cultura dell' "ultimo dei problemi", data dall'ignoranza che sia e'diffusa sull'argomento tossicodipendenza
(attraverso gli slogan di facile impatto, ma di assoluta inefficacia come i "dico no alla droga" dietro i quali spesso non si riscontravano ne' dati scientifici "significativi" ne' credibilita' del messaggio), ha permesso ai politici di perpetrare l'inganno sulla gravita'del problema approfittandono due volte. Prendendo i voti delle persone facilmente accalappiabili dallo slogan "no alla droga" e intascando soldi nelle piu'svariate maniere dalla malavita, attraverso il reciclo del denaro provento dal traffico di droga, in attivita'industriali, sia pubblica che privata. Ma la droga resta l'ultimo dei problemi.
Ora il governo sembra non tollerare la diversita'di opinione, censurando qualsiasi parere che si contrappone alla menzogna de "la guerra alla droga funziona". Come puo'funzionare una strategia basata sulla menzogna,l'interesse politico "illegale" e la caccia alle streghe rappresentato dalla "guerra alla droga"?

FInalmente, Beppe! sabato, 15 agosto 2009

Egregio direttore, siamo riusciti a fare parlare anche il caro Beppe Grillo.

Un saluto al simpatico comico genovese :-)

BeppeGrillo.it

Agosto è il mese degli appelli. Dopo quello per la difesa della Rete dalle querele, oggi il nuovo appello riguarda la depenalizzazione delle droghe leggere.
Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello, da Aldo Bianzino a Stefano Frapporti. In molti paesi d'Europa la marijuana è libera. In Italia c'è la libera circolazione delle droghe pesanti e l'arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d'ingresso per ogni tipo di droga in Europa.
Per risolvere il problema dell'affollamento delle prigioni è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana. Chiedo a tutte le forze politiche e ai movimenti che vogliono sostenere questo appello di farsi vivi al più presto.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

25/07/2009

Egregio direttore, le scrivo per informarla del successo della mobilitazione internazionale a favore della legalizzazione della cannabis.
Ad Oakland, in California, e' adesso legale comperare cannabis dopo il si' alla tassazione della marijuana per scopi terapeutici approvato dal consiglio comunale.
In Olanda, al contrario di quanto propaganda l'ignoranza al governo, gli esponenti del partito liberale di centro D66, hanno gia' invitato il ministro delle finanze Wouter Bos a presentare una proposta di tassazione della cannabis sul modello Californiano.
In Italia, si parla ancora di guerra alla droga come della guerra in Iraq o in Afghanistan; di una guerra fallita.

14/03/2009

Aggiungi didascalia
Egregio direttore, in questi giorni si sta tenendo, a Trieste, la conferenza nazionale sulle tossicodipendenze. La conferenza tenuta dal governo, sembra pero'dimostrare l'assenza di una strategia efficace per contrastare la diffusione di stupefacenti e l'assenza di una conoscenza del tema.
In Italia, infatti, da quando e'stata introdotto il decreto Fini-Giovanardi, sono aumentati le morti connesse all'uso di stupefacenti e il consumo di droghe pesanti come conseguenza di un approccio eufemisticamente definibile, insuccesso.
Nonostante l'evidenza brillante di questi dati, il governo intende adottare un approccio ancora piu'severo.
Se nella piccola Parma i casi di bambini che usano droga alle medie, e'stato un caso isolato dall'introduzione di un inasprimento delle pene per i reati connessi alle droghe, in futuro potremo assistere ai bambini che chiamano il proprio spacciatore direttamente dall'asilo.
Sempre nella nostra piccola citta', l'intolleranza verso la droga ha portato al "caso Bonsu" e alle vicende giudiziarie connesse.
La strada piu'difficile da fare e quella giusta da fare spesso coincidono.
Dieci anni fa, l'ONU si era posto l'obbiettivo di "eliminare la droga dal mondo": progetto ambizioso che ha portato ad un aumento a livello mondiale della diffusione della droga e di un abbassamento del suo prezzo.
Nonostante queste evidente si continua ad intraprendere la via sbagliata.  Perche'?

sabato, 24 gennaio 2009 Le (benvenute) dimissioni di Monteverdi

Egregio direttore, le scrissi un tempo sull'inopportunita'di monteverdi alla sicurezza in una lettera mai pubblicata sull agazza, ma reperibile, credo, sul mio blog.
Non sono li, ma ho vinto una battaglia. La vita e' fatta di vittorie e sconfitte e il dolce non e'poi cosi'dolce senza l'amaro.
Un sereno pomeriggio

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 2, seconda parte


Ennesimo caso di corruzione politica e delle forze dell' ordine viene dal Guatemala. Nel Marzo 2010 Baltazar Gomez, capo della polizia guatemalteca, e Nelly Bonilla, zar antidroga, sono stati arrestati con l' accusa di essere coinvolti nel traffico di stupefacenti e complicità nell' omicidio di cinque agenti di polizia. L' arresto è successivo alla dichiarazione dell' ex viceministro degli interni Francisco Cuevas, secondo cui esisterebbero delle squadre della morte in seno alle forze di polizia. Un ricordo di triste memoria nazista. Il quotidiano Guatemala news richiede ora la legalizzazione degli stupefacenti, anche in seguito al precedente accaduto nel 2009 al allora capo della polizia Porfirio Perez sospeso e in seguito arrestato per essersi intascato diverse centinaia di migliaia di dollari sequestrati ai corrieri della droga. L' america osserva e timidamente risponde per voce di Frank O Mora, del Dipartimento di Stato statunitense per gli Affari esteri dell'Emisfero Occidentale , che risponde impacciatamente di “conseguenza imprevista della guerra alla droga nelle americhe”. Forse con imbarazzo, il portavoce americano, informa che, a seguito della crisi economica e delle guerre in iraq e afganistan il dipartimento non ha le risorse per investire in programmi di guerra alla droga in america centrale alla stregua dei miliardi di dollariche ogni anno vengono dati alle autorità colombiane e messicane. Siamo sicuri che sarebbro soldi ben impiegati?
Sfortunatamente il caso del Guatemala non è il primo e non è l' unico caso di corruzione da parte del narcotraffico e dai soldi che questo dispone. Secondo gli allarmi del dipartimento USA gli introiti derivanti dal narco traffico potrebbero influenzare i risultati delle elezioni presidenziali parlamentari e regionali che si terranno a maggio 2010 nelle filippine. Il dipartimento di stato americano, in seguito alla presentazione al congresso del rapporto annuale sul traffico di narcotici a livello globale, ha evidenziato come il traffico di droghe nelle filippine abbia un valore che oscilla tra i 6,5 e gli 8,5 miliardi di dollari l' anno. Le filippine sono diventate un paese produttore di droghe sintetiche le quali, sempre secondo il rapporto, sarebbero contrabbandate in Australia, Giappone Corea e Canada. Il rapporto USA non fa che da eco a quanto affermato dalla Philippine Drug Enforcement Agency, l'agenzia antidroga dell'arcipelago. Un ex generale con passato nei servizi segreti, Dionisio Santiago, ha dichiarato alla stampa internazionale di indicazioni di politici coinvolti a livello nazionale e locale nel traffico di droga, proteggendo e finanziando i contrabbandieri. L' ex militare continua affermando che il traffico di droga risulta più pericoloso per la stabilità del paese di quanto risultino esserlo le rivolte filoislamiche e filocomuniste che affliggono il paese da ormai 3 decenni.
Cambiando continente, passando dalle americhe all' europa, il più recente caso di presunta corruzione istituzionalizzata risulta in Montenegro. Secondo Nebojsa Medojevic, leader del partito di opposizione in montenegro, il premier Milo Djukanovic sarebbe al vertice di una piramide criminale che assicura copertura al latitante Darko Saric, il narcotrafficante in fuga, dalla fine di gennaio scorso, da un mandato di cattura internazionale spiccato a suo carico da Belgrado. Saric è ritenuto il cervello di un potente traffico internazionale di stupefacenti dal sud america all' europa: sulle tracce del narcotrafficante sono finiti gli inquirenti di mezzo mondo a seguito di un sequestro di 2 tonnellate di cocaina effettuato nel ottobre 2009 in un porto uruguaiano nell' ambito di una operazione denominata “Guerriero balcanico”. Medojevic dichiara di avere documentazione di pressioni esercitate dal premier montenegrino sui procuratori affinchè venissero ignorate le informazioni sul conto del sospetto narcotrafficante. Anche secondo l' antimafia serba, sembrerebbe palusibile che Saric si stia nascondendo entro i confini del montenegro.
Sempre sulle sponde più antiche dell' atlantico, per la precisione in Turchia, anche un nipote del premier turco Recep Tayyip Erdogan è stato arrestato per traffico di droga.Il figlio del fratello minore del premier turco sarebbe stato arrestato in seguito al sequestro, nell' ambito dell' operazione, di circa 50 kg di hashish.
Quanto più è spietata la lotta alla droga da parte della politica tanto più sono serie le minacce da parte dei narcotrafficanti qualora non riescano ad infiltrarsi nei gangli dell' amministrazione sociale. Così accade che in serbia Il presidente Boris Tadic, il ministro degli interni Ivica Dacic e altri massimi esponenti statali ricevono continue e serie minacce di morte da parte della criminalità organizzata.
Se in serbia ci si limita alle minacce, in Messico, dove non arriva la corruzione, arrivano le bande armate dei cartelli della droga. Se Ciudad Juarez è la città più pericolosa del messico, con la non incoraggiante statistica di 101 omicidi ogni 100mila abitanti, negli ultimi 3 anni, gli omicidi legati al narcotraffico in messico risultano più di 17000, ossia una media di 15 morti al giorno, mentre sono calcolate in oltre 40000 le vittime della violenza fra cartelli e forze dell' ordine da quando il presidente Felipe Calderon ha dichiarato la guerra alla droga in messico attraverso il dispiegamento di forze militari. L' agenzia di pubblica sicurezza del messico accusa la strategia antidroga degli stati uniti; i “danni imprevisti” da parte degli Stati Uniti, in Messico, riguardano il terrorismo che i cartelli della droga attuano per mettere in ginocchio le autorità locali e costringerle a scendere a patti. Spesso riuscendoci. Un esempio a riguardo è rappresentato dal maxi arresto di 124 poliziotti nello stato di Hidalgo per presunti legami con una banda criminale con l' accusa di avere dato protezione all' organizzazione e informato i suoi membri in cambio di denaro, di avere partecipato a sequestri estorsioni ed esecuzioni di affiliati di altre organizzazioni criminali nemiche.
Altra dimostrazione del potere di influenza del narcotraffico è data dalla rivista Forbes che, nel 2009, nella classifica «World's Most Powerful People» ha piazzato al 41 esimo posto il boss della droga messicano Joaquin Guzman.
Il potere che scaturisce dal traffico di droga può, però, essere sfruttato non solo dalle organizzazioni criminali. Risulta così inquietante che venga richiesta la condanna a 27 anni di carcere, formulata nei confronti del comandante dei ROS, imputato a Milano per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, peculato e falso. Secondo quanto ricostruito dall' accusa, il Comandante e gli altri imputati nel processo «creavano traffici di droga al fine di reprimerli usando le conoscenze investigative e strumentalizzando le risorse dell'Arma, inducendo i trafficanti a importare droga». Il comandante assieme ad un agente del SISDE rispondono tra l' altro di avere importato in Italia a bordo della motonave Bisanzio, salpata da Beirut e approdata a Ravenna il 9 dicembre 1993, "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni", destinati alla malavita organizzata e venduti in cambio di soldi. Secondo gli inquirenti molti miliardi di lire sarebbero finiti nelle casse dei narcos colombiani e libanesi ai quali il nucleo dei Ros si rivolgeva per ordinare la droga da far arrivare ai trafficanti di fiducia in vista di operazioni presentate come blitz importanti contro la criminalità organizzata. Blitz che finivano con l'arresto di personaggi minori e il recupero solo di piccole quantità di droga.

07/01/2009

Egregio direttore, una maestra ha esperesso un giusto disappunto all' utilizzo di amfetamine nel trattamento del cosiddetto "disturbo dell' attenzione". E' inquietante come il potere politico abbia, anche in Europa, approvato la prescrizione di un "medicinale" sotto accusa di causare, in adolescenza, casi di violenza. Ebbene si, le amfetamine di cui parla l' insegnante sono le stesse che prendevano i vari serial-killer delle università americane per "curare" alcuni "problemi" di personalità.
Questo caso di "droga legale" è uno dei tanti casi che mostrano come la guerra alla droga sia solo una ideologia piegabile alle esigenze di profitto di qualche azienda con il placet del potere politico corrotto. E' così anche per le droghe illegali; il potere politico approfitta della facile propaganda del "no alla droga" per nascondere la propria ignoranza e ipocrisia, garantirsi ritorni economici dal reciclo di denaro illegale e ritorni elettorali da una battaglia che ha già dimostrato ampiamente il suo fallimento; trent' anni di guerra alla droga e le sostanze illecite non sono mai state tanto diffuse.

25/12/2008

Egregio direttore, leggo la Gazzetta e in prima pagina trovo il titolo: "Droga, il vero cancro della città". Il nostro super-sindaco Vignali l' ha sparata grossa, soprattutto non sapendo di cosa parla e di come parlarne.
Il primo cittadino parmigiano parla della droga come cancro, un fenomeno che si diffonde autonomamente. Ciò che sta rendendo la droga così permeabile nella società è invece la campagna che se ne sta facendo contro, esattamente come ha fatto il sindaco. A questo proposito è utile ricordare due studi sulle conseguenze delle pubblicità "progresso" contro le droghe. Si tratta di due ricerche condotte negli USA e in Australia, dalla università della Pennsylvania e dai ricercatori della University of Western Australia ( quest' ultimo studio è stato anche pubblicato sulla rivista "Prevention Science"). Entrambe le ricerche concludono che la maggiore esposizione a questi spot, conduce ad una maggiore probabilità di avvicinamento alle sostanze illegali.
Altro fattore di diffusione della droga è la sua proibizione. Non essendoci controllo sociale sulle sostanze, chiunque in qualunque momento, può avvicinarsi alle sostanze proibite. L' unica soluzione è la regolamentazione e il sindaco dovrebbe prendere in considerazione l' idea.

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