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giovedì 22 marzo 2018

Per la sicurezza ... una proposta del Movimento 5 stelle e una della Lega da approvare subito!

Sembra assurdo, ma un governo Lega e M5S, potrebbe compiere un miracolo. Anzi due.

Il M5S, nella scorsa legislatura, ha portato avanti la battaglia della legalizzazione della cannabis, come il partito più concreto e vicino alle esigenze dei cittadini e dei malati, con un progetto di legge innovativo seppur limitato.

In campagna elettorale, Salvini si è detto favorevole a riaprire le case chiuse.

Se ci sono divergenze sul tema sicurezza, tra i programmi del M5S e della Lega, ecco che il cercare l’approvazione a maggioranza, per uno o l’altro partito di queste due leggi, potrebbe essere una un patto “facilmente scomodo”.

L’ ostacolo maggiore da compiere potrebbe essere convincere la Lega ad approvare una legge sulla legalizzazione della cannabis (anche se Salvini, da giovane, era favorevole), piuttosto che convincere il M5S ad approvare una legge sulla legalizzazione della prostituzione.

La soluzione? Il federalismo sulla cannabis e la prostituzione. Delineata una normativa di riferimento nazionale, si può lasciare decidere e trattenere le entrate fiscali da questi due mercati (cannabis e prostituzione) direttamente ai comuni, per la destinazione dei proventi a scuola, sanità e forze dell’ordine.

Questo è quanto avviene negli Stati Uniti. I governi di centro destra e centro sinistra hanno ipocritamente fallito, qui dove la Lega e il M5S, potrebbero rendere l’Italia un paese più ricco, sicuro, con un maggiore senso di comunità locale e conseguentemente, di una nazione più grande.

Una proposta concreta e strutturata riguardante la tassazione legata ad un mercato legale della cannabis e della prostituzione, conta poco meno dell’1% del pil. Questo senza legare una politica industriale ad uno di questi due temi: la cannabis.

Data l’alta profittabilità di questo mercato, gli imprenditori coinvolti dovrebbero essere ingaggiati nello sperimentare colture innovative. Questo tema dovrebbe essere altamente tenuto in considerazione, soprattutto alla luce dei prossimi sviluppi della razza umana.

Soluzioni innovative nel campo dell’agrotecnica, possono essere la chiave per rendere più sostenibile l’agricoltura moderna, attraverso uno sviluppo verticale, anziché orizzontale.

Integrare le migliori tecnologie per poter sperimentare colture per l’approvvigionamento di cibo in zone densamente popolate ad impatto zero.

Con il rilancio dei piani spaziali di USA e Russia, la colonizzazione della Luna e di Marte si fa un obbiettivo da raggiungere in meno di una decina di anni. Due legislature.

Un governo Lega M5S, potrebbe lanciare una politica industriale votata al supporto della colonizzazione di altri pianeti o satelliti (come la Luna) e utilizzare tecnologie Italiane per la crescita di “cibo” lontano dal pianeta Terra. Tutto questo partendo dalla coltivazione della cannabis.

Di fronte a queste sfide, però, il massimo che possiamo aspettarci è un “governo” che traghetti alle prossime elezioni …. ?

giovedì 12 maggio 2016

Droga. E 'mo che famo?

Comunicato di Vincenzo Donvito 4 maggio 2016 14:34

 Il titolo in romanesco che abbiamo voluto dare a questa nota non e' un modo di dire, ma una denuncia. Perche' sembra che il confronto sul mantenimento o meno delle attuali leggi sulla droga che hanno portato ad un peggioramento della situazione ad ogni livello territoriale, sociale ed economico, nel nostro Paese, si stia sviluppando intorno alle elezioni romane.
Che il candidato Pd, Roberto Giachetti sia favorevole alla legalizzazione, non stupisce nessuno, altrimenti che radical-pannelliano sarebbe, come lui stesso ci ha ricordato piu' volte. Che sia favorevole anche la candidata del M5S ne siamo contenti, per lei e per noi. Poi c'e' la reazione della per ora candidata di Fratelli d'Italia e Leganord, Giorgia Meloni che riferendosi alle tesi contrapposte dei suoi presunti contendenti, ha replicato con: ora gli spacciatori sapranno per chi votare (poveraccia, 'sta Meloni, non sa neanche di cosa sta parlando -diamogli il beneficio della buona fede- …. perche' gli spacciatori sono contenti quando la droga e' vietata e non quando potrebbe essere legale, altrimenti di che campano?). E poi c'e' il battibecco Alfio Marchini (candidato in pectore berlusconiano) e Roberto Saviano sul fatto che il figliolo del primo si e' salvato da un coma da incidente stradale -che non c'entra nulla con la droga- per il fatto che non si faceva le canne come la maggior parte dei suoi compagni di scuola.
E m'e' venuto da pensare, ma la droga si legalizza rispetto a chi vince le elezioni a Roma? … e quindi canne sotto l'altare della patria o intorno alla fontana di Trevi che, visto che e' molto vicina a casa di Marco Pannella, si presterebbe meglio alla bisogna. 
E siamo solo agli inizi. Poi c'e' Milano, chissa' se li' le canne contano come a Roma. Ma i media, per il momento, ci danno essenzialmente cronache romane. E quindi, 'mo che famo? 
In Colorado/Usa hanno dovuto fare un referendum, in Uruguay una legge di Stato con tanto di appoggio del presidente della repubblica, che ha fatto diventare il piccolo Paese latinoamericnao il primo al mondo dove la droga e' legale. L'altro giorno all'ONU, la seduta UNGASS ha messo un punto fermo confermando quello che tutti sapevano, cioe' la situazione precedente, pur se in un contesto diverso in prospettiva (1) . In Italia si sono raccolte di firme per progetti di legge e altrettanti progetti depositati in Parlamento firmati da centinaia di deputati…. Ma mediaticamente e' la campagna elettorale per la capitale… importantissima campagna elettorale, per carita', ma che c'entrano le canne?

Sapete cosa ho pensato, visto che di questo argomento me ne occupo da sempre e che Aduc edita anche uno specifico quotidiano in merito, denunciando i disastri mondiali delle attuali politiche proibizioniste? Ho pensato che, per l'ennesima volta, s'e' trovato un modo per ridurre questa problematica, in un contesto che legislativamente non puo' portare a nulla, solo alle canne che si fanno i ragazzi, alle preoccupazioni dei loro genitori (che fanno finta di non vedere gli ettolitri di alcool che gli stessi figlioli si bevono), alle stupidaggini di quella poveraccia (in materia) della Meloni, si' da non approfondire e discutere su cosa significano le attuali leggi sulle droghe e su quali possono essere le prospettive, per l'Italia (dove per l'appunto i progetti di legge non mancano) e per il mondo dopo UNGASS.
Domanda, che valga come esempio: quanti Sindaci (per restare in materis di PA) sono disposti a denunciare i disastri politici, economici e sociali della droga proibita sul proprio territorio, piuttosto che cimentarsi se da ragzzi si sono fatti una canna al liceo o all'universita'? Questo si' che srebbe un approccio lungimirante costruttivo per i Sindaci, perche' se ci limitiamo alle dichiarazioni di principio come ha fatto anche il Sindaco di Parma firmando per la legalizzazione ai tavolini dei radicali in questi giorni, … e' carino, ma rinae fine a se stesso e non smuove nulla. Perche' -se qualcuno non lo ha ancora capito- il problema principale e' informare coloro che sanno e fargli prendere consapevolezza che il metodo usato fino ad oggi e' sfascista i ogni livello umano, politico, economico e sociale.

(1) mi scuso di questo linguaggio diplomatico/burocratico, ma in quel contesto del Palazzo di Vetro, si ragiona e si questiona in tal modo…

Droga. E 'mo che famo?

martedì 15 dicembre 2015

Supporto dei cittadini per l'intergruppo? Si, grazie! - Lettera a Vittorio Ferraresi per l'interguppo

Caro Vittorio,

Sto continuando a seguire il lavoro che stai portando avanti; sono con te.

A questo proposito, scrivo per sottoporti una iniziativa partita ad Agosto, dal mio blog, anche in supporto al lavoro dell'intergruppo.

Saprai che è stato approvato il decreto Lorenzin che regolamenta la "cannabis di stato"; un provvedimento che non ha soddisfatto, per primi, i malati, come si può leggere dai numerosi siti che si occupano di cannabis terapeutica ( per es. cannabisterapeutica.info, farmagalenica.it).

Il Governo non si è ancora espresso e ai dibattiti in commissioni, sembrerebbe che, a parte la Meloni, nessuno si sia esposto e anzi non abbiano intenzione di esporsi, per il momento.

Intanto il Governo ha, però, nei fatti, dato un segnale, con l' approvazione di un decreto insoddisfacente sulla cannabis terapeutica; in più, per le persone che più ne hanno bisogno: i malati!

Ad agosto, dal mio blog, ho lanciato un appello; inviare richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis al ministero della salute.
Molti conoscono solo l'aspetto repressivo della legge sugli stupefacenti. Pochi sanno che il dpr 309/90 prevede la possibilità di coltivazione per chiunque. Anche il Messico ha recentemente intrapreso questa strada.Anche associazioni riconosciute a livello nazionale sono consapevoli della necessità di dialogo tra cittadini ed istituzioni.

A supporto dell'intergruppo, ora, serve il contributo dei cittadini. Per questo credo che, una iniziativa di filo diretto tra i cittadini e le istituzioni, sarebbe opportuna per alimentare il dibattito istituzionale e fare sentire la pressione dell'opinione pubblica sui parlamentari e senatori che ancora non si sono espressi a prendere posizione.

L'iniziativa è semplice; scrivere al ministero della Salute per l'autorizzazione.

Il decreto approvato dal ministero, potrebbe infatti, essere in contrasto con la legge sugli stupefacenti. D'altra parte, che la destra approvi decreti legge sulla droga che non sono in linea con la normativa italiana, non sarebbe la prima volta (specie dopo la fini giovanardi).

Se questa iniziativa venisse lanciata dall'intergruppo, anzichè da uno specialista molto informato, l'adesione sarebbe sicuramente significativa e si potrebbero fissare interrogazioni parlamentari a scadenze stabilite, per seguire il numero delle richieste pervenute. Un paragone con i mercati finanziari? L'andamento delle "richieste di autorizzazione".

Avere una conta delle persone interessate ha molti significati. Oltre a portare alla luce il coinvolgimento dei cittadini e la pressione sui politici, porterebbe in evidenza il numero di cittadini che altrimenti potrebbero essere criminalizzati; con la copertura politica e mediatica del fenomeno, si potrebbe facilmente fare emergere la dimensione del problema .Dal punto di vista della "sicurezza" si darebbe un segnale a TUTTI i cittadini, il fenomeno è sotto controllo. In seconda battuta si sosterrebbero i cittadini che intendo aderire, convincendo anche quelli più titubanti da "paranoia da poibizionismo"(essere "visitati" dalle forze dell'ordine). La richiesta è infatti prevista dalla legge.


Se per caso arrivassero 60.000 richieste, basterebbe questo dato a fare comprendere che la repressione ha fallito? Quanto è la capienza carceraria italiana? Ha già avuto successo la criminalizzazione?
La capienza regolamentare delle carceri italiane,è fissata a 47.709 posti e l' approccio repressivo degli ultimi 30 anni ha portato all'aumento della diffusione delle droghe, la crescita di forze economiche illegali, la criminalizzazione di massa.

In un periodo di crisi si vuole continuare a perseguire una politica che il sistema italia non è in grado di sostenere e contenere? Si vuole spendere denaro e risorse a perseguire un vizio, piuttosto che concentrare gli sforzi delle forze dell'ordine contro minacce più incombenti come il terrorismo? Se l'isis brucia le piante di cannabis per propaganda, vogliamo dare seguito a novelli inquisitori italici che ragionano come terroristi?
Ecco perchè è arrivato il momento che cittadini e politici si supportino. Tutta acqua che, nel mulino dell'intergruppo, si trasformerebbe in consenso e attrazione nei confronti degli indecisi; è ora che gli "indecisi" prendano una scelta. Chi è interessato alla libertà e alla sicurezza ne ha solo una: supportare la legalizzazione.

Un caro saluto

domenica 29 novembre 2015

Ddl cannabis, Farina (Sel): per spingere il Parlamento serve una mobilitazione popolare

«Il dato politico è che gli avversari della legalizzazione hanno preferito non esporsi in questa prima seduta della Commissione. Probabilmente sperano che il percorso della proposta di legge avrà vita breve e hanno ritenuto fosse più utile non fare confusione in questa fase», questa l’opinione di Daniele Farina, parlamentare di Sel e relatore alla Commissione giustizia del Pdl per la legalizzazione della cannabis.
A parte la Lega Nord, infatti, gli altri gruppi parlamentari dichiaratamente contrari alla legalizzazione non hanno fatto interventi durante la presentazione della proposta di legge alle Commissioni parlamentari riunite di Giustizia e Affari sociali, avvenuta ieri pomeriggio. Alcuni gruppi, come il Nuovo Centro Destra, hanno addirittura abbandonato la seduta, senza ascoltare le relazioni né presentandone di proprie.

«Parlare di pronostici o cercare di fare il conto di favorevoli e contrari in vista del voto è ancora prematuro» sottolinea Farina. Osservazione tanto più realistica considerando il fatto che, se è vero che si conoscono i favorevoli alla legge (Sel, Movimento 5 stelle e altri parlamentari che individualmente hanno aderito all’intergruppo Cannabis legale) e si conoscono anche i contrari (tutto il centro-destra, ad esclusione di un paio di dissidenti tra i quali l’esponente di Forza Italia, Antonio Martino), nulla si sa sulle opinioni del vertice del partito di maggior peso nel parlamento: il Partito Democratico.

In vista delle prime votazioni sulla proposta di legge, che avranno il via presumibilmente ad inizio 2016 nelle Commissioni, secondo Farina «può essere fondamentale poter contare su una mobilitazione crescente dei cittadini. Le iniziative in favore della legalizzazione stanno crescendo in tutto il paese, coinvolgendo anche aree di società che sembravano irraggiungibili fino a pochi mesi fa. L’impegno dei cittadini, specie quando ci avvicineremo al voto, può rappresentare un valore aggiunto fondamentale per indirizzare parte della classe politica».

Ddl cannabis, Farina (Sel): per spingere il Parlamento serve una mobilitazione popolare

domenica 30 agosto 2015

Lettera a Vittorio Ferraresi

Caro Vittorio,

Come va? Ti scrivo per porti una domanda: credi plausibile una modifica della legge sulla cannabis in tempi brevi?

Ti pongo questa domanda perché ho contattato la referente assegnatami a seguito della richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis ... che mi ha comunicato di essere stata spostata ad altri incarichi ... da qui emerge la mia perplessità nei confronti del governo nell'approvare la nuova legge proposta dall'intergruppo per la cannabis legale.

Il dpr 309/90 prevede l' autorizzazione alla coltivazione per richieste pervenute entro il 31 ottobre.

Siamo in Italia e la legge, che potrebbe essere efficace immediatamente, non si vuole venga applicata. Si fa tanto parlare di legalizzare la cannabis e la riforma di una legge sul tema, nella direzione intrapresa dall'intergruppo sulla basa del pdl del m5s, è buona.

Ma come è possibile aspettarsi un cambiamento se, anche ora che si potrebbe fare qualcosa, si ostacola il cambiamento?

Un ringraziamento per il tuo impegno su questo tema.

Un caro saluto

sabato 25 luglio 2015

Lettera aperta ai consiglieri comunali Marco Bosi e Patrizia Ageno


Caro Marco e Cara Patrizia

Considerata l'apertura della giunta a parlare di cannabis, considerato soprattutto l' impegno nazionale di Vittorio Ferraresi e l'importante contributo che il m5s sta portando nel discutere un progetto di legge sulla cannabis, è giunta l' ora che la maggioranza del consiglio 5 stelle di Parma faccia qualche cosa per sostenere il movimento a livello nazionale.

E' stata presentata, ieri, a Varese, una mozione dei consiglieri 5 stelle per spingere il Comune a cercare terreni adatti per la coltivazione della cannabis.

Un singolo cittadino, come tu ben sai, può ben poco. Se i sondaggi dell' intergruppo sulla cannabis danno il 70% degli italiani favorevoli a sperimentare una qualche forma di regolamentazione della produzione e della vendita, ora è il momento di intraprendere scelte di buon senso, che catturino l'opinone pubblica e portino un concreto e sensibile miglioramento della vita dei cittadini.

A Parma, l'impegno antiproibizionista è forte ed è giusto che il comune inizi a supportare attivamente progetti "imprenditoriali" a supporto di questo tipo di cultura e coltura, senza pregiudizio e in linea con quanto il m5s sta facendo a livello nazionale.

Sono interessato a sviluppare con il Comune un progetto e di dare e trovare supporto al Comune per una iniziativa condivisa a supporto di realtà imprenditoriali che possono anche rilanciare l'occupazione.

Cosa può fare il comune?

mercoledì 1 aprile 2015

Un "progetto e una visione" per il DPA

Alla luce del dibattito sulla cannabis, ripropongo un "modello" immediatamente applicabile di diffusione della cannabis legalizzata.

Chi deve rilasciare il permesso?
Il ministero della Sanità. Che può collaborare con il DPA per delegarlo a supervisionare i flussi di consumo e produzione interni Italiani.

D'altra parte in Colorado esite The Marijuana Enforcement Division (MED). Perchè non avere anche in Italia un "Ufficio per il monitoraggio della normativa sulla cannabis"? Lo scopo? Facilitare la diffusione della coltivazione di cannabis autorizzata e poter serenamente lavorare ad un dibattito che regoli questo nuovo "mercato".


martedì 13 maggio 2014

Droghe leggere, Pizzarotti dà patrocinio del Comune alla festa antiproibizionista

Per la prima volta, l'amministrazione comunale ha deciso di sostenere l'iniziativa dicendosi favorevole ad un confronto e una riflessione costruttiva sull'utilizzo della cannabis e delle droghe leggere. Polemiche da alcuni presidi delle scuole cittadine e da Forza Italia

di Silvia Bia | Parma | 12 maggio 2014


La Festa parmigiana antiprobizionista taglia il nastro della sua undicesima edizione e per la prima volta al suo fianco ci sarà anche il Comune di Parma. Il sindaco Federico Pizzarotti ha detto sì alla richiesta di patrocinio dell’evento che si terrà sabato 17 maggio, dicendosi favorevole a un confronto e a una riflessione costruttiva sull’utilizzo della cannabis e delle droghe leggere, e quindi concedendo agli organizzatori di portare le proprie iniziative in piazzale Picelli, nel cuore del quartiere Oltretorrente.

“Questo non vuol dire che sarà la festa dello sballo e degli eccessi – spiega il sindaco del Movimento 5 stelle – Ma questi temi sono stati per tanto tempo ignorati e quindi è giusto parlarne”. Il primo cittadino ammette di essere sempre stato contrario al fumo di cannabis, ma non chiude alla possibilità di un utilizzo terapeutico o alternativo della sostanza. “Io non ho mai fumato, ma è anche vero che con il divieto si è perso del tutto l’uso terapeutico della canapa e anche qualsiasi altro tipo di utilizzo – continua Pizzarotti – Il fatto che in Paesi come la Svizzera e l’Austria si stiano prendendo posizioni diverse su questi temi, significa che l’utilizzo di droghe leggere va discusso, in modo scientifico e con esperti, anche dal punto di vista medico”.

La giornata parmigiana sull’antiproibizionismo comincerà alle 16 e proseguirà fino a mezzanotte tra incontri, concerti, stand informativi e bancarelle. Si comincerà con la presentazione del romanzo “Guerrilla Plantation” di Gianluca Mantelli, per poi proseguire con la tavola rotonda “Cannabis terapeutica” e infine con il dibattito “Legalizzazione: una buona pratica per la sicurezza urbana”, a cui parteciperà anche un rappresentante dell’amministrazione comunale. “La scelta del Comune di dare il patrocinio alla manifestazione è ineccepibile dal punto di vista etico e amministrativo, a loro va il plauso per il modo laico e intelligente con cui hanno aderito” ha commentato Luca Marola, titolare del negozio Canapaio Ducale e membro dell’organizzazione, che ha presentato il programma spiegando che “l’opinione pubblica in Italia è molto più avanti della legislazione”.

La notizia dell’adesione del Comune all’iniziativa però ha già sollevato un polverone di polemiche. I presidi di alcune scuole hanno alzato la voce per i volantini di invito affissi davanti agli istituti (poi rimossi dagli organizzatori, proprio su indicazione del Comune), e Forza Italia si è unita all’attacco del sindaco, che in un primo momento avrebbe dovuto partecipare a una tavola rotonda, ma che invece sabato non sarà presente per altri impegni istituzionali. Nel mirino, sottolinea Giuseppe Pantano a nome del Club di Forza Italia, c’è “la contraddizione di un Comune di Parma che da una parte firma protocolli per l’educazione alla salute e dall’altra promuove una iniziativa che proprio educazione non può essere considerata. I problemi di questa festa però non finiscono qui, perché a nostro parere ne comporta anche altri attinenti alla sicurezza urbana”. L’attacco non è indirizzato solo all’evento in sé, ma anche alla mancanza di azioni per risolvere i problemi che da tempo ci sono nel quartiere in cui si terrà la Festa antiproibizionista. “La promozione del confronto su un tema così serio va benissimo, indipendentemente dalle idee che si hanno in proposito – continua Pantano – ma non si devono evitare problemi di quiete pubblica in una zona già martoriata per questioni di abbandono e insicurezza come quella di piazzale Picelli e via Imbriani. Il rischio infatti è che questa festa, che prevede anche un concerto, si trasformi in una occasione di sballo creando, grazie proprio al tema a cui è dedicata, una free zone dove è consentito praticamente tutto”.

Il Fatto Quotidiano- Droghe leggere, Pizzarotti dà patrocinio del Comune alla festa antiproibizionista

sabato 19 aprile 2014

Il PD sotto il ricatto di Giovanardi

Continuano i lavori sul nuovo disegno di legge che dovrà porre rimedio all’abrogazione della “finigiovanardi” da parte della Consulta e intanto nell’ultima seduta è stato bocciato l’emendamento proposto dal M5S (a firma degli On. Ferraresi, Turco, Bernini, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti e Sarti), che sostanzialmente era una proposta ben strutturata, in linea con ciò che altri Paesi stanno attuando dopo aver constatato il fallimento delle politiche proibizioniste, e in accordo (rivelatosi solo a parole) con la volontà di altri schieramenti politici.
Dopo una lunga discussione, l’emendamento è stato bocciato non ottenendo la maggioranza dei consensi e non stupisce la ferrea opposizione da parte del NCD, che ha minacciato e minaccia di far saltare persino l’equilibrio politico, ma la cosa che invece colpisce è vedere partiti come il PD, che hanno loro stessi presentato proposte di legge per la regolamentazione della coltivazione di cannabis (On. Gozi e Giacchetti – On. Civati – Sen. Manconi), votare contro.
Parole dure giungono dall’On. Ferraresi che su facebook scrive: “Scusate, mi sono fatto prendere dalla delusione e ho perso tempo inutilmente con Giuditta (On. Pini – ndr). E’ che quando lavori tanto su argomenti (come il t.u. sugli stupefacenti) a cui tieni e che magari a parole sono condivisi dai colleghi, vederseli bocciare con il loro voto contrario mette ancora più rabbia.
Non solo lei, ma tutti gli altri colleghi del PD che ho citato sono IPOCRITI (e li ho accusati per ben 3 volte in Commissione prima che su Facebook): ovvero persone che fingono di sostenere battaglie di rivoluzione culturale, al fine di ingannare i propri elettori, come quella per la legalizzazione della Cannabis (solo sui social o sui giornali) e poi quando si votano gli emendamenti M5S e SEL per rendere possibile la coltivazione per uso personale votano NO, come oggi ha fatto Giuditta in Commissione Giustizia. IGNORANTI, perché scrivono e votano non sapendo cosa stanno votando o scrivendo, e quindi disinformano. Basta che ognuno di voi prenda in mano le varie modifiche al t.u. stupefacenti per capirlo. BUGIARDI, perché su alcuni temi rigirano la frittata come successo nel pomeriggio… dicendo che noi non siamo per la depenalizzazione…”
Continua l’On. Ferraresi: “Oggi si è consumata l’ennesima vergogna nata dal “patto di governo” tra NCD e PD. Pur di non differenziare le condotte di lieve entità tra sostanze, il Governo con l’appoggio dei voti della maggioranza ha di fatto abbassato le pene per le condotte di lieve entità senza distinguere tra “cannabis” ed “eroina”. Non hanno differenziato secondo la linea della Iervolino-Vassalli che è tornata in vita dopo la pronuncia della Corte Costituzionale e hanno infine ammesso che l’accordo politico (con NCD – ndr) non lo permetteva (Ermini – PD), che riconosco essere almeno onesto e competente”.
Fortunatamente bocciata anche la proposta di inserire la cannabis con elevata concentrazione di principio attivo (sopra il 4%) nella tabella delle droghe pesanti e ancora una volta si evince l’ignoranza da parte dei politici preposti a decidere sull’argomento nonostante abbiamo fatto presente in sede di audizione che una cannabis a più alto contenuto di cannabinoidi è semplicemente più “concentrata” e non presenta alcuna pericolo reale rispetto ad altre a più basso contenuto di THC.
Questa la reazione dell’On. Farina: “Ci hanno provato fino alla fine – ha dichiarato ad Articolo 73 il parlamentare di Sel e attivista antiproibizionista – anche cercando di introdurre nonsensi scientifici come la differenziazione tra piante coltivate naturalmente e piante sviluppate tramite incroci, ma fortunatamente il pericolo è stato sventato”.
Si discute inoltre, con l’emendamento 1.700, di abbassare le pene per i fatti di lieve entità senza fare alcuna distinzione tra cannabis ed eroina. A tal proposito si esprimono i deputati del M5S della commissione Giustizia promettono opposizione senza sosta: “non lasceremo che questo emendamento vergogna passi, e faremo di tutto per contrastarlo. La nostra proposta prevede la differenziazione anche per i fatti di lieve entità tra droghe pesanti e cannabis”.
E aggiunge l’On. Farina:“La cosa fondamentale per loro era che le pene non venissero differenziate tra droghe leggere e pesanti, per questo piuttosto che far passare questa differenziazione hanno accettato di abbassare le pene anche per quelle pesanti”.
Nonostante il “nulla di fatto”, l’accesa discussione tra i vari partiti e l’interesse che sta suscitando l’argomento, fanno ben sperare.
Probabilmente, a seguito dell’immotivato accanimento contro la cannabis di alcuni deputati e dell’instabilità del governo, dovremo ancora attendere il crollo del muro proibizionista che, comunque, è ormai ricoperto di crepe attraverso le quali filtra già il vento dell’evoluzione sociale e della libertà.
Giuseppe Nicosia – ASCIA

giovedì 20 febbraio 2014

Festeggiamo, ma la lotta continua!


Sono passati 8 anni esatti dall’entrata in vigore della Fini-Giovanardi, 8 anni di persecuzioni ingiustificate, che hanno provocato danni irreparabili nella vita quotidiana di decine di migliaia di famiglie e costi esorbitanti per lo Stato, che per avallare la legge più criminogena e liberticida mai apparsa nell’Europa contemporanea, ha speso centinaia di milioni di euro in un utilizzo paranoico delle FF.OO., nell’impiego dei tribunali costretti ad un ritmo da Santa Inquisizione e usando le carceri in modo allegro e spensierato, riempiendole di persone che il carcere nella loro vita non avrebbero mai dovuto incontrarlo, se non fosse stato per una legge che quel tipo di criminalità l’aveva creata a tavolino!
Finalmente la Fini-Giovanardi non esiste più, fa parte di un passato oscuro e sofferto, di quel medio evo culturale dal quale piano piano, con fatica, stiamo uscendo fuori.
Certo, ci rimane un po’ di amarezza nel pensare che molti anni, troppi, sono passati affinché un Organo Istituzionale si accorgesse che qualcosa non andava in quella legge, eppure l’intuizione noi l’avevamo avuta fin dal primo momento della nostra costituzione come Associazione, nel 2010.
Fu il primo quesito che ponemmo agli avvocati presenti all’assemblea costituente: “perché nei processi non solleviamo una questione di illegittimità costituzionale?”, ci fu risposto che “purtroppo era una via impraticabile”;
Ma la via era invece praticabile. Forse noi, assolutamente ignoranti da un punto di vista giurisprudenziale, non potevamo conoscere o suggerire né come e né in virtù di cosa presentare un ricorso, ma l’intuizione l’avevamo avuta, qualcosa non quadrava, bastava però indagare, sezionare, studiarci sopra, e per fortuna qualcuno ha deciso di percorrere un sentiero duro, inesplorato, ma che alla fine ci ha liberato da Fini, da Giovanardi e dalla loro assurda legge.
E ritorniamo quindi alla Jervolino-Vassalli, la cannabis torna in tabella II come “droga leggera” e in virtù di questo molti ospiti delle Comunità di Recupero, trattenuti solo perché assuntori di cannabis, potrebbero lasciare il loro stato coatto e molti pazienti potrebbero trovare un facile accesso alle terapie a base di cannabinoidi nel sistema sanitario nazionale, scompare la “presunzione di reato” e quindi lo spaccio va provato e non solo ipotizzato e tutte le condanne e i processi relativi alla Fini-Giovanardi andranno rivisti e ridimensionati, sarà uno strumento svuotacarceri lento ma molto più efficace del decreto legge governativo.
Ma con la Jervolino-Vassalli è ancora vietata la coltivazione e la detenzione e sono ancora applicate sanzioni amministrative per gli assuntori, per questo, se possiamo festeggiare per aver vinto la prima e forse più importante battaglia, é pur vero che dobbiamo rimanere consapevoli che la guerra è ancora in corso.
In questo momento ci sono 2 proposte di legge in Commissione Giustizia della Camera, una a firma dell’on. Farina di SEL e un’altra a firma Gozi-Giachetti del PD, più, sembra, un’altra a firma di Civati, sempre PD, oltre ad una proposta a firma di Ferraresi e Bernini del M5S che è in discussione sul blog del Movimento per poi essere presentata per l’accorpamento alle due già in discussione.
Premesso che abbiamo già invitato i deputati del M5S a cancellare l’articolo relativo al pagamento di una tassa di concessione per la coltivazione domestica, l’iter di tutto questo dovrebbe portare all’elaborazione di un testo unico da parte della Commissione, da presentare alla discussione parlamentare e da sottoporre alle centinaia di emendamenti che verranno presentati sia da chi è a favore della regolamentazione e sia da chi si opporrà fino a consumarsi.
Noi di ASCIA continueremo a mantenere stretti contatti con tutti i deputati che ci hanno permesso di presentare le proposte dei consumatori in Commissione Giustizia e ci adopereremo al massimo perché da questa confusione legislativa, possa scaturire una legge che tuteli definitivamente i coltivatori e consumatori in proprio, ma in questo momento vogliamo anche festeggiare, in un brindisi virtuale, con tutti i nostri soci e simpatizzanti questa grande vittoria contro Fini e Giovanardi!

Le proposte di legge per la regolamentazione

La Jervolino-Vassalli è una legge meno pericolosa e persecutoria, ma è pur sempre una legge che vieta la coltivazione domestica di cannabis e la detenzione di erba o suoi derivati, continuando quindi nella logica del monopolio concesso alle mafie nel traffico di stupefacenti e costringendo milioni di persone a rivolgersi ad esso per reperire la sostanza.
E’ una legge che in questo momento si rivela comunque un ottimo tappabuchi per la politica, che impegnata com’è nella consueta battaglia di potere tra “feudi” della stessa contea, continua a trattare con distacco e disinteresse un fenomeno ormai non più trascurabile, come quello dell’uso della cannabis fatto dal 15% della popolazione italiana.
Quindi, tutto lascia presupporre che una volta sistemati tutti i giochetti della “casta” e ridistribuite le leve di comando, si dovrà in tutti i casi mettere mano ad una nuova legge che possa superare la vetustà della Jervolino-Vassalli ed adeguarsi ai tempi, come dichiarato anche dalla presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. Donatella Ferranti, su Repubblica del 13 febbraio: “ora è necessario rivedere la datata Jervolino” e in ballo ci sono le tabelle, le norme sulla modica quantità e la coltivazione ad uso personale.
In questo momento ci sono quattro proposte di legge che gravitano intorno alla Camera ed una al Senato, tralasciando la proposta Manconi al Senato, ci interessa di più soffermarci sui lavori della Commissione Giustizia della Camera, dove le proposte Farina (SEL) e Gozi-Giachetti (PD) sono già in discussione, mentre la proposta Civati (PD) e quella di Ferraresi e Bernini (M5S), non sono ancora state depositate.
Senza entrare in merito ai vari articoli delle varie leggi, vorremmo evidenziare il punto che a noi interessa maggiormente, la regolamentazione della coltivazione domestica:
Proposta Gozi-Giachetti
Art. 3
comma 2. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore di anni sedici.
Proposta Farina
Art. 1
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3-bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore”
Proposta Civati
Art. 6
“3-bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore di anni diciotto”
Proposta Ferraresi-Bernini
Art. 2
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente : “3- bis. Non sono punibili la coltivazione e la detenzione per uso personale di cannabis indica nel luogo indicato nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione (1), né la detenzione fuori dal suddetto luogo e la cessione a titolo gratuito a terzi di una quantità non superiore ai 2,5g destinati al consumo personale, salvo che il coltivatore ovvero il destinatario siano minori di anni 18. La coltivazione di cannabis indica è consentita al maggiorenne nel limite di 4 piante in fioritura e nessun limite per le piante senza principio attivo (2).L’autorizzazione per la coltivazione di cannabis indica per uso personale è soggetta esclusivamente a tassa di concessione governativa e all’assenza documentata di condanne definitive per i reati di cui all’articolo 416bis del codice penale e dell’articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 e successive modificazioni (3).
Abbiamo sollevato alcuni dubbi sull’articolo proposto da Ferraresi e Bernini (M5S), sopra in neretto abbiamo evidenziato le cose che secondo noi dovrebbero essere tolte o aggiunte:
(1) togliere nel luogo indicato nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione
(2) aggiungere in fioritura e nessun limite per le piante senza principio attivo
(3) togliere L’autorizzazione per la coltivazione di cannabis indica per uso personale è soggetta esclusivamente a tassa di concessione governativa e all’assenza documentata di condanne definitive per i reati di cui all’articolo 416bis del codice penale e dell’articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 e successive modificazioni
Possiamo constatare che tutte le proposte di legge concordano quindi e contemplano ad una sola voce la possibilità di legalizzare la coltivazione domestica e se la proposta Civati e quella del M5S dovessero essere depositate nei tempi giusti, andrebbero ad accorparsi alle due già in discussione per la stesura di un testo unico concordato tra e dalle forze politiche e nel quale a questo punto non dovrebbe di certo mancare un articolo che preveda la regolamentazione della coltivazione domestica.
Per tutti i nostri soci e simpatizzanti che possono accedere al blog del Movimento, l’invito è di pronunciarsi evidenziando le mancanze e le parti da eliminare, in particolar modo si chiede di eliminare qualsiasi ipotesi di tassazione e concessione per le coltivazioni domestiche, per rivendicare la possibilità all’autoproduzione come un diritto.
Chiediamo che anche la proposta di legge del M5S si allinei alle altre senza ulteriori orpelli e costrizioni da parte dei consumatori:

https___sistemaoperativom5s.beppegrillo.it_edit_entry_cannabis
 (Riservato agli iscritti al Movimento)
Direttivo ASCIA

martedì 15 ottobre 2013

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

Egregio Direttore, trovo sconfortante la ventata di "trasparenza e democrazia" che il movimento 5 stelle sta portando in Italia. Una "nuova politica" che, con la Giornata della Democrazia, ha celebrato quello che, a mio parere, è l'ennesimo esempio di una "democrazia autoreferenziale". Mi spiego meglio.
La Democrazia "ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini" ha trovato in questa giornata, organizzata dalla giunta comunale, un triste momento di "coercizione democratica", una piccola "importazione" di democrazia "Yankee style".
Ho letto con curiosità l'impressione del sig. Lelio Pallini sull' assemblea dei cinquecento. Perchè il movimento 5 stelle già si era fatto portatore di idee innovative, come le assemblee pubbliche, nelle quali poter avanzare idee "da portare in consiglio comunale" a seguito di democratiche votazioni dei presenti. Persone che volontariamente si erano riunite per portare all'attenzione dei consiglieri, anche presenti, idee sulla gestione della cosa pubblica comunale. Erano emerse idee interessanti e le votazioni furono piuttosto sorprendenti riguardo a certi temi.
Il risultato di quelle assemblee, però, è stato un semplice "esercizio di democrazia". Come dire, vi abbiamo ascoltato, vi abbiamo fatto presente cosa "significherebbe" democrazia, ma tanto continueremo, come gli altri, a fare quello che ci pare.
In democrazia, specialmente con la presenza dei consiglieri comunali alle votazioni, questo genere di incontri sarebbero dovuti servire a portare nuova linfa di discussione alla vita comunitaria cittadina, un momento di ascolto. Se l'idea era quella di portare in consiglio comunale idee dei cittadini, quella sarebbe stata una delle occasioni per eccellenza.
Quella sarebbe la "Democrazia". Persone riunite liberamente, che propongono e votano idee da portare in consiglio comunale da discutere e aprire un dibattito.
Peccato che non sia stato così. Le idee non sono mai state discusse.
Ho letto con curiosità la lettera del sig. Pallini, perchè quando fa riferimento alla "gestione razionale del tempo", forse non ha assistito al genere di assemblee pubbliche in precedenza organizzate per "ascoltare" i cittadini, il cui numero di partecipanti (considerando i circa 120 sopravvissuti a fine giornata), di li poco si scosta. In oltre, le assemblee pubbliche, non hanno mai impegnato una macchina organizzativa così pomposa ed imponente, tanto da smobilizzare il palazzetto dello sport! A questo genere di assemblee non era necessario "avere un invito", senza il quale rischiare di essere "rimbalzati". Non erano necessarie un sacco di spese inutili per organizzare un incontro chiuso, proprio da coloro che sono attenti all'euro di spesa e che si dichiarano a favore della trasparenza e della partecipazione.
L' ultima assemblea pubblica del movimento cinque stelle, alla quale partecipai con speranza, contava poco più di un centinaio di persone (confrontati ai 120 sopravvissuti dell'assemblea dei 500). E' durata poco più di 3 ore (non è stata una maratona di una giornata). Sono state fatte votazioni su 7 argomenti diversi (non su un tema solo): dalla viabilità, al turismo, a tematiche ambientali. La proposta più votata, da 95 dei presenti, riguardava il turismo; al secondo posto, con 93 voti, è stata votata la possibilità di distribuzione di cannabis attraverso farmacie comunali sotto prescrizione medica, per ridurre lo spaccio, aumentare la sicurezza, creare nuove entrate per il comune. E questa proposta, è passata; con 51 voti favorevoli 14 contrari e 28 astenuti. I numeri poco si discosteranno dalle votazioni del palazzetto, vista la partecipazione all'evento. Quindi, cosa conferisce autorità ad una assemblea piuttosto che ad un'altra, in democrazia? In democrazia ci sono assemblee che contano di più di altre o il popolo è sovrano e andrebbe ascoltato in qualsivoglia forma organizzata propositiva?
Diciamocelo, la democrazia presentata da questa giunta non è "5 stelle". A vedere questa assemblea dei 500, l'impressione che ho avuto è stata quella di rileggere il racconto di George Orwell "la fattoria degli animali" dove «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.»

mercoledì 10 luglio 2013

Sicurezza e 5 stelle

Egregio Direttore, sembrano lontani i tempi della giunta Vignali. O forse no? 
La passata giunta, che della "sicurezza" aveva fatto il suo più importante cavallo di battaglia, si è trovata impelagata in problemi giudiziari.
L' attuale giunta, che della sicurezza non ha volutamente mai parlato, dovrebbe iniziare ad affrontare questo tema.
Tema ampio, la cui delega all' assessore Casa è stato più uno sgravarsi di un peso per il primo cittadino, che la scelta di affrontare con coraggio problematiche trasversali, quali il consumo di stupefacenti tra i giovani, lo spaccio di sostanze stupefacenti, l'impatto che le attuali politiche sociali stanno o non stanno dando in termini di risultati sotto l' aspetto della riduzione di questi fenomeni.
Di fronte a questi temi, la giunta spesso si è nascosta dietro al fatto che, la "competenza" di queste problematiche, non è loro. E' davvero così? Secondo il regolamento del consiglio comunale è compito delle commissioni consigliari: "formulare pareri  circa le forme e i modi in cui si realizza il potere-dovere del Comune di partecipazione alla programmazione regionale e statale".
Ma come giungono alle commissioni consigliari le idee da utilizzare per "formulare pareri" che contribuiscano alla crescita della collettività? Questo, nella giunta della trasparenza, non è dato saperlo.
Così come non sono mai state date risposte, sempre alla luce della trasparenza e della tanto sbandierata "democrazia diretta", alle domande poste durante il dibattito pubblico sul bilancio comunale.
Tornando al tema della "sicurezza", questa giunta non sta attuando nè formulando alcun "parere" al fine di migliorare la città in tema di sicurezza. 
Parma non sembra in grado di affrontare i temi trattati da diverse inchieste e articoli che nelle ultime settimane hanno coperto le pagine della Gazzetta. 
Parlo, per esempio, dell' inchiesta sugli adolescenti che si avvicinano al mondo delle sostanze illegali, che ne fanno uso abituale e per i quali non c' è alcuna difficoltà nel reperirle.
Parlo del recente articolo sull' ennesimo morto nel parco Falcone-Borsellino; a questo proposito, trovo un' ironia della sorte, macabra e alquanto lugubre sulle vicende che seguono questa zona verde della città. Secondo un recente rapporto dell' Europol, infatti, la maggior fonte di finanziamento della criminalità organizzata in Europa deriva dal traffico di sostanze stupefacenti, proprio quelle organizzazioni criminali che i due Magistrati cercarono di combattere e per i quali diedero la vita. Trovo profondamente triste come la vita di queste persone eccezionali sia stata sacrificata oltre vent' anni fa senza che nulla sia cambiato e che anzi, un luogo che oggi porta il loro nome, sia piazza contesa del mercato cittadino di sostanze illegali. 
Di fronte a queste problematiche, a possibili soluzioni, quali sono le risposte del Comune? Se l' assessore Rossi, di fronte alla possibilità di affrontare il problema da un punto di vista sociale, attraverso la distribuzione di cannabis sotto prescrizione medica, come previsto dalla normativa nazionale, ha affermato che ci sono problemi "più importanti" e che non è suo interesse affrontare questo discorso, verrebbe da domandarsi, cosa questa giunta sia in grado di fare per la nostra città, se non ha nè le informazioni, nè il coraggio di affrontare temi sociali difficili e "formulare opinioni" per "partecipare alla programmazione regionale e statale". 
Mentre il ministro della Giustizia Cancellieri, umilmente dichiara di non avere ancora iniziato una riflessione sulla attuale decreto Fini-Giovanardi, prima causa del sovraffollamento delle carceri italiane, il sindaco, oltre che andare a mendicare denaro per la città, potrebbe farsi vero portavoce di cittadini stanchi delle infelici politiche sulla sicurezza in Italia. Su tutte la cancellazione del decreto Fini-Giovanardi e aprire un dibattito sulla distribuzione della cannabis sotto prescrizione medica.

Sicurezza a 5 stelle

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