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Visualizzazione post con etichetta giovanardi. Mostra tutti i post
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sabato 23 giugno 2012

ITALIA - Cannabis terapeutica. Trisciuoglio a Giovanardi: do you remember?

Gentile sig. Giovanardi, sono sicuro si ricorda di me: sono il paziente affetto da sclerosi multipla a cui il 29 giugno 2010 una pattuglia di carabinieri perquisiva l'abitazione per aver comprato on-line semi di canapa. Cercavano droga ma trovarono solo flaconi finiti di bedrocan…  ma se i carabinieri non hanno trovato nulla è solo perché ero l’unico paziente in Puglia ad avere legalmente la canapa. Ma se fossi stato uno dei tantissimi altri che non ce l’hanno fatta, la vicenda avrebbe preso tutt’altra piega. E sono venuti dopo avermi iscritto nel registro degli indagati per l’Art. 73 della legge che porta la sua firma. Vado a leggere cos’è questo art. 73 e vedo che parla di spaccio… esiste la presunzione di reato: compri semi, ergo coltivi, ergo spacci. Il riscontro – popolare, mediatico e perfino politico – che questa assurda vicenda creò, mi fece comprendere ancor di più quanto fosse necessario fermare la follia del proibizionismo. Non si può prevedere per nessuno la criminalizzazione per chi utilizza la canapa per il proprio benessere. E’ ancora più infame quando si va a criminalizzare un malato che magari ha già altri 100mila pensieri causati dalla propria patologia e non può vedersi piombare la mattina all’alba 5 carabinieri in casa. Facile come fece lei ad alzare il telefono e chiamarmi per esprimere solidarietà. Dal 29 giugno 2010 (data della perquisizione) vedo molto meno quello splendido sorriso che m’ha fatto innamorare sul viso di mia moglie. Perché sono entrati prepotentemente nella nostra vita. Sono stati gentilissimi, è pur vero ma dovevano fare il loro lavoro e cercavano ovunque piante di canapa (addirittura nelle federe del cuscino di mio figlio neonato)…. Ho ancora in testa la voce del bambino (8 mesi all’epoca) che chiamava “papà” quando i carabinieri mi portarono in caserma per verbalizzare il tutto. Da quel 29 giugno ho ribadito più volte il mio “mai più”…….. ed è questo ciò che noi non chiediamo ma pretendiamo dalla politica Una riforma non urgente ma IMMEDIATA della legge Fini-Giovanardi. E ricordo bene le sue parole in cui affermava che mai nessun malato sarebbe stato perseguitato. Non è così! Non serve un'interrogazione parlamentare per conoscerne i nomi (molti son diventati amici). Non avevo dubbi di trovare una sua reazione con i vari Lepanto, Militia Christi e altri alla nostra disobbedienza civile a Montecitorio. E' giunto il momento di variare una legge mal-scritta. Ora!!!!!!!!!!!!

Andrea Trisciuoglio
Associazione Luca Coscioni


ITALIA - Cannabis terapeutica. Trisciuoglio a Giovanardi: do you remember?  

sabato 26 maggio 2012

ITALIA - Carcere e droga. Denuncia e iniziativa di Franco Corleone

A causa del sovraffollamento 'oggi il carcere fa schifo' e 'la situazione e' drammatica: in Italia siamo sempre a 67-68 mila detenuti. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, ad esempio, siamo stabilmente sopra mille', il doppio della capienza regolamentare. Lo ha detto Franco Corleone, garante dei detenuti del Comune di Firenze, che da martedi' ha avviato uno 'sciopero della fame di qualche giorno' con l'intento di formare 'una catena' che veda impegnati anche gli altri garanti ed esponenti del volontariato e delle associazioni. Corleone, che e' anche coordinatore nazionale dei garanti delle carceri, ha inviato una lettera aperta ai suoi colleghi proponendo di cercare insieme soluzioni a questa 'violenza silenziosa'.
'Nel 2011 - ha spiegato - sono entrati in carcere per violazione dell'art. 73 della legge Giovanardi, cioe' per detenzione di stupefacenti, 23 mila persone. Questo spiega il perche' del sovraffollamento'. Secondo il garante di Firenze, - per il quale, tra l'altro, sono 'finora modeste le proposte del ministro Severino' -, attraverso misure alternative per i detenuti tossicodipendenti, la modifica della legge Giovanardi e con 'una 'amnistia specifica' per il quinto comma dell'art. 73 della legge sulle droghe, cioe' per i fatti di lieve entita si potrebbe arrivare ad avere 'nelle carceri circa il 40% in meno degli attuali detenuti'.

ITALIA - Carcere e droga. Denuncia e iniziativa di Franco Corleone

domenica 4 dicembre 2011

19/09/2009 L' ultimo dei problemi

Egregio direttore, dove sta andando l'Italia? Molti dicono che la droga, e'l'ultimo dei problemi. La malavita organizzata si finanzia attraverso il traffico di droga. Tutta l'Italia si droga. Dall'opulento nord al disagiato sud. Se il disagio del sud e'dato dalla malavita che si finanzia dal traffico di droga, si dovrebbe fare qualche cosa a riguardo. Sebbene la "droga", sia l' ultimo dei problemi.
La cultura dell' "ultimo dei problemi", data dall'ignoranza che sia e'diffusa sull'argomento tossicodipendenza
(attraverso gli slogan di facile impatto, ma di assoluta inefficacia come i "dico no alla droga" dietro i quali spesso non si riscontravano ne' dati scientifici "significativi" ne' credibilita' del messaggio), ha permesso ai politici di perpetrare l'inganno sulla gravita'del problema approfittandono due volte. Prendendo i voti delle persone facilmente accalappiabili dallo slogan "no alla droga" e intascando soldi nelle piu'svariate maniere dalla malavita, attraverso il reciclo del denaro provento dal traffico di droga, in attivita'industriali, sia pubblica che privata. Ma la droga resta l'ultimo dei problemi.
Ora il governo sembra non tollerare la diversita'di opinione, censurando qualsiasi parere che si contrappone alla menzogna de "la guerra alla droga funziona". Come puo'funzionare una strategia basata sulla menzogna,l'interesse politico "illegale" e la caccia alle streghe rappresentato dalla "guerra alla droga"?

FInalmente, Beppe! sabato, 15 agosto 2009

Egregio direttore, siamo riusciti a fare parlare anche il caro Beppe Grillo.

Un saluto al simpatico comico genovese :-)

BeppeGrillo.it

Agosto è il mese degli appelli. Dopo quello per la difesa della Rete dalle querele, oggi il nuovo appello riguarda la depenalizzazione delle droghe leggere.
Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello, da Aldo Bianzino a Stefano Frapporti. In molti paesi d'Europa la marijuana è libera. In Italia c'è la libera circolazione delle droghe pesanti e l'arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d'ingresso per ogni tipo di droga in Europa.
Per risolvere il problema dell'affollamento delle prigioni è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana. Chiedo a tutte le forze politiche e ai movimenti che vogliono sostenere questo appello di farsi vivi al più presto.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 2, seconda parte


Ennesimo caso di corruzione politica e delle forze dell' ordine viene dal Guatemala. Nel Marzo 2010 Baltazar Gomez, capo della polizia guatemalteca, e Nelly Bonilla, zar antidroga, sono stati arrestati con l' accusa di essere coinvolti nel traffico di stupefacenti e complicità nell' omicidio di cinque agenti di polizia. L' arresto è successivo alla dichiarazione dell' ex viceministro degli interni Francisco Cuevas, secondo cui esisterebbero delle squadre della morte in seno alle forze di polizia. Un ricordo di triste memoria nazista. Il quotidiano Guatemala news richiede ora la legalizzazione degli stupefacenti, anche in seguito al precedente accaduto nel 2009 al allora capo della polizia Porfirio Perez sospeso e in seguito arrestato per essersi intascato diverse centinaia di migliaia di dollari sequestrati ai corrieri della droga. L' america osserva e timidamente risponde per voce di Frank O Mora, del Dipartimento di Stato statunitense per gli Affari esteri dell'Emisfero Occidentale , che risponde impacciatamente di “conseguenza imprevista della guerra alla droga nelle americhe”. Forse con imbarazzo, il portavoce americano, informa che, a seguito della crisi economica e delle guerre in iraq e afganistan il dipartimento non ha le risorse per investire in programmi di guerra alla droga in america centrale alla stregua dei miliardi di dollariche ogni anno vengono dati alle autorità colombiane e messicane. Siamo sicuri che sarebbro soldi ben impiegati?
Sfortunatamente il caso del Guatemala non è il primo e non è l' unico caso di corruzione da parte del narcotraffico e dai soldi che questo dispone. Secondo gli allarmi del dipartimento USA gli introiti derivanti dal narco traffico potrebbero influenzare i risultati delle elezioni presidenziali parlamentari e regionali che si terranno a maggio 2010 nelle filippine. Il dipartimento di stato americano, in seguito alla presentazione al congresso del rapporto annuale sul traffico di narcotici a livello globale, ha evidenziato come il traffico di droghe nelle filippine abbia un valore che oscilla tra i 6,5 e gli 8,5 miliardi di dollari l' anno. Le filippine sono diventate un paese produttore di droghe sintetiche le quali, sempre secondo il rapporto, sarebbero contrabbandate in Australia, Giappone Corea e Canada. Il rapporto USA non fa che da eco a quanto affermato dalla Philippine Drug Enforcement Agency, l'agenzia antidroga dell'arcipelago. Un ex generale con passato nei servizi segreti, Dionisio Santiago, ha dichiarato alla stampa internazionale di indicazioni di politici coinvolti a livello nazionale e locale nel traffico di droga, proteggendo e finanziando i contrabbandieri. L' ex militare continua affermando che il traffico di droga risulta più pericoloso per la stabilità del paese di quanto risultino esserlo le rivolte filoislamiche e filocomuniste che affliggono il paese da ormai 3 decenni.
Cambiando continente, passando dalle americhe all' europa, il più recente caso di presunta corruzione istituzionalizzata risulta in Montenegro. Secondo Nebojsa Medojevic, leader del partito di opposizione in montenegro, il premier Milo Djukanovic sarebbe al vertice di una piramide criminale che assicura copertura al latitante Darko Saric, il narcotrafficante in fuga, dalla fine di gennaio scorso, da un mandato di cattura internazionale spiccato a suo carico da Belgrado. Saric è ritenuto il cervello di un potente traffico internazionale di stupefacenti dal sud america all' europa: sulle tracce del narcotrafficante sono finiti gli inquirenti di mezzo mondo a seguito di un sequestro di 2 tonnellate di cocaina effettuato nel ottobre 2009 in un porto uruguaiano nell' ambito di una operazione denominata “Guerriero balcanico”. Medojevic dichiara di avere documentazione di pressioni esercitate dal premier montenegrino sui procuratori affinchè venissero ignorate le informazioni sul conto del sospetto narcotrafficante. Anche secondo l' antimafia serba, sembrerebbe palusibile che Saric si stia nascondendo entro i confini del montenegro.
Sempre sulle sponde più antiche dell' atlantico, per la precisione in Turchia, anche un nipote del premier turco Recep Tayyip Erdogan è stato arrestato per traffico di droga.Il figlio del fratello minore del premier turco sarebbe stato arrestato in seguito al sequestro, nell' ambito dell' operazione, di circa 50 kg di hashish.
Quanto più è spietata la lotta alla droga da parte della politica tanto più sono serie le minacce da parte dei narcotrafficanti qualora non riescano ad infiltrarsi nei gangli dell' amministrazione sociale. Così accade che in serbia Il presidente Boris Tadic, il ministro degli interni Ivica Dacic e altri massimi esponenti statali ricevono continue e serie minacce di morte da parte della criminalità organizzata.
Se in serbia ci si limita alle minacce, in Messico, dove non arriva la corruzione, arrivano le bande armate dei cartelli della droga. Se Ciudad Juarez è la città più pericolosa del messico, con la non incoraggiante statistica di 101 omicidi ogni 100mila abitanti, negli ultimi 3 anni, gli omicidi legati al narcotraffico in messico risultano più di 17000, ossia una media di 15 morti al giorno, mentre sono calcolate in oltre 40000 le vittime della violenza fra cartelli e forze dell' ordine da quando il presidente Felipe Calderon ha dichiarato la guerra alla droga in messico attraverso il dispiegamento di forze militari. L' agenzia di pubblica sicurezza del messico accusa la strategia antidroga degli stati uniti; i “danni imprevisti” da parte degli Stati Uniti, in Messico, riguardano il terrorismo che i cartelli della droga attuano per mettere in ginocchio le autorità locali e costringerle a scendere a patti. Spesso riuscendoci. Un esempio a riguardo è rappresentato dal maxi arresto di 124 poliziotti nello stato di Hidalgo per presunti legami con una banda criminale con l' accusa di avere dato protezione all' organizzazione e informato i suoi membri in cambio di denaro, di avere partecipato a sequestri estorsioni ed esecuzioni di affiliati di altre organizzazioni criminali nemiche.
Altra dimostrazione del potere di influenza del narcotraffico è data dalla rivista Forbes che, nel 2009, nella classifica «World's Most Powerful People» ha piazzato al 41 esimo posto il boss della droga messicano Joaquin Guzman.
Il potere che scaturisce dal traffico di droga può, però, essere sfruttato non solo dalle organizzazioni criminali. Risulta così inquietante che venga richiesta la condanna a 27 anni di carcere, formulata nei confronti del comandante dei ROS, imputato a Milano per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, peculato e falso. Secondo quanto ricostruito dall' accusa, il Comandante e gli altri imputati nel processo «creavano traffici di droga al fine di reprimerli usando le conoscenze investigative e strumentalizzando le risorse dell'Arma, inducendo i trafficanti a importare droga». Il comandante assieme ad un agente del SISDE rispondono tra l' altro di avere importato in Italia a bordo della motonave Bisanzio, salpata da Beirut e approdata a Ravenna il 9 dicembre 1993, "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni", destinati alla malavita organizzata e venduti in cambio di soldi. Secondo gli inquirenti molti miliardi di lire sarebbero finiti nelle casse dei narcos colombiani e libanesi ai quali il nucleo dei Ros si rivolgeva per ordinare la droga da far arrivare ai trafficanti di fiducia in vista di operazioni presentate come blitz importanti contro la criminalità organizzata. Blitz che finivano con l'arresto di personaggi minori e il recupero solo di piccole quantità di droga.

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 2, prima parte

Politica, forze dell' ordine, narcotraffico e corruzione


Tra gli argomenti che la stampa evita o dei quali si tratta marginalmente ci sono le relazioni che legano narcotrafficanti, mondo politico e forze dell' ordine.
Fatta eccezione per alcuni importanti testate giornalistiche internazionali, il tema droga non è mai trattato, specialmente dalla stampa italiana, in maniera aggregata. Si parla di spacciatori, si parla di politica corrotta, non si tratta la relazione sconvolgente tra narcotraffico e politica.Secondo dati di confcommercio, in Italia, la malavita ha un giro di affari di circa 130 miliardi di euro. La cifra è ovviamente una stima. Il profitto delle malavite italiane si aggira attorno ai 70 miliardi di euro. I proventi dal traffico di droga rappresentano “il profitto” della malavita italiana: sempre confcommercio stima in 60 miliardi i proventi dal traffico di stupefacenti illegali. Significa che se le sostanze illegali fossero tassate e regolamentate, la malvita si vedrebbe ridotto del 85% il proprio gfatturato. Potrebbe esserci un modo migliore per ridurre l' influenza economica della malavita in Italia, per esempio destinando più fondi alle forze dell' ordine? La manovra finanziaria di bilancio italiana nel 2009 è stata di 13 miliardi, quella 2010 di 9 miliardi di cui 1,2 miliardi stanziati per la giustizia, 750 milioni per sanità e missioni di pace, 500 milioni per le carceri. Questi sarebbero i numeri con i quali si vorrebbe combattere la diffusione di stupefacenti?
Un aricolo presentato sul wall street journal il 23 febbraio 2009 intitola “The War on Drugs Is a Failure. We should focus instead on reducing harm to users and on tackling organized crime”.
L' articolo è firmato, FERNANDO HENRIQUE CARDOSO, CéSAR GAVIRIA and ERNESTO ZEDILLO.
Fernando Cardoso è stato 2 volte presidente del brasile, eletto nel 1995 e nel 2003. Cesar Gavria presidente della colombia dal 1990 al 1994. Ernesto Zedillo è stato presidente del messico dal 1 dicembre 1994 al 1 dicembre 2000.
La guerra alla droga ha fallito: i tre ex presidenti chiedono la revisione delle politiche ispirate dagli stati uniti alla luce dell crescente livello di violenza e corruzione associata al traffico di narcotici. L' allarmante potere dei cartelli della droga, continuano gli ex presidenti, sta conducendo ad una criminalizzazione della politica e ad una politicizzazione del crimine. Il primo passo alla ricerca di soluzioni alternative è la conoscenza delle disastrose conseguenze delle politiche correnti. In secondo luogo dobbiamo abbattere il taboo che inibisce il pubblico dibattito sulle sostanze stupefacenti nelle nostre società.
La conclusione dei tre ex presidenti sud americani è di facile corroborazione. Come sotto il proibizionismo sugli alcolici, alcapone riuscì a corrompere sindaco, comune e forze dell' ordine con i soldi proventi dei traffici illeciti sugli alcolici, così la storia si sta ripetendo a livello globale in sud america con i cartelli della droga, in afghanistan con i produttori di oppio, in Italia con la malavita del mezzogiorno. Il meccanismo di creazione di montagne di denaro illecito è semplice: le sostanze illegali diventano altamente remunerative a causa della mancanza di controllo da parte dello stato e di assenza di tassazione. Risulta così difficile stabilire l' effettiva dimensione del fenomeno(come dimostrano i dati contestati pubblicati dalle nazioni unite) e il più efficace e corretto approccio per ridurre la dimensione del fenomeno della diffusione di stupefacenti. Come si possono stanziare soldi pubblici per affrontare un tema del quale non ci sono fonti attendibili se non stime spesso valutate per difetto? Così anche le politiche sugli stupefacenti vengono calibrate per difetto.
L' enorme massa di denaro che i traffici illegali fanno girare, sono i primi soldi che finiscono nelle tasche della politica corrotta. E' interessante notare la correlazione positiva tra aumento di produzione di stupefacenti e aumento del tasso di corruzione nelle nazioni. Si veda per esempio il caso Afgano dove dall' insediamento delle forze delle nazioni unite è aumentata la produzione di droga e contestualmente si è assistito ad un aumento della corruzione nella nazione fino ad assumere rilevanza internazionale.

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