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sabato 28 aprile 2012

Droga, droga delle mie brame, chi e' il piu' diligente del reame? Le nuove merci di scambio

Articolo di Vincenzo Donvito

 Francois Hollande, candidato in pole position per l'Eliseo parigino, per dare valore al proprio essere contrario alla depenalizzazione del consumo di cannabis, accusa il suo avversario, l'attuale presidente francese Nicolas Sarkozy, di avere quest'ultimo proposto il passaggio del consumo dell'erba da reato penale ad illecito amministrativo. Quasi in contemporanea Sarkozy dice che e' invece Hollande che vuole la depenalizzazione.
Campagna elettorale, si dira'! Bella roba, come se gli impegni divulgati per prospettare il proprio governo del Paese debbano essere avulsi dal proprio essere e da cio' che si e' detto e fatto. Tutto il mondo e' Paese e, soprattutto, quelli che fino alla noia vengono chiamati come esempio da seguire per il solo fatto di essere oltr'Alpe, lo sono piu' e come noi... non ricordiamo simili scaramucce tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi...
Ci vengono in mente i tiri senza aspirazione degli spinelli di qualche presidente Usa, nonche' le canne giamaicane del presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha dato il proprio nome alla legge italiana punizionista contro le droghe (Fini-Giovanardi). E ci viene in mente anche l'ex-presidente della Camera (deve essere uno scranno che contagia) Luciano Violante che, in pompa magna ando' a trovare in Colombia le Farc (Forze Armate rivoluzionarie colombiane che si finanziano con produzione e traffico di cocaina), medesimo presidente che ricevette in pompa magna istituzionale in Italia il capo delle stesse Farc quando questi era in giro in Europa a cercare consensi alla propria politica. Senza dimenticare spinelli e festini a base di cocaina di diversi esponenti politici che in pubblico hanno sempre tuonato contro la depenalizzazione e legalizzazione delle droghe.
Cosi' fan tutti -verrebbe da dire- come con l'evasione fiscale. E, ammesso che il premier Mario Monti riesca a diminuire questa piaga (ne dubitiamo visti i post-esordi), ci vorra' un nuovo Monti anche per le droghe?
Mmmmhhhh
Ne dubitiamo. Per cui, al momento rassegnamoci ad osservare l'universale gioco ipocrita in cui la droga diventa merce di scambio e di minaccia per il Governo di questo o quel Paese.
Osservando:
- i proventi miliardari delle delinquenze internazionali organizzate;
- le migliaia di morti, per esempio, in Messico, dove imperversa una narcoguerra che ha inquinato tutto il Paese;
- le migliaia di persone (piccoli spacciatori e consumatori) che finiscono in galera intasando gli edifici carcerari, le aule di giustizia e l'attivita' delle forze di polizia;
. malati di dipendenza alle droghe che finiscono in carcere invece che in ospedale;
- bilanci impazziti in Usa, Americhe, Asia, Africa, Europa e anche Italia per una “war on drugs” che, da quando fu lanciata dall'allora presidente Usa Richard Nixon, ha prodotto: maggiori consumi, maggiori delinquenza, maggiori dipendenze, maggiori spese... insomma tutto il contrario di cio' che si prefiggeva.
Intanto ci teniamo queste leggi, nazionali ed internazionali, e soprattutto ci teniamo l'ipocrisia di chi ci governa.

Droga, droga delle mie brame, chi e' il piu' diligente del reame? Le nuove merci di scambio

martedì 13 dicembre 2011

11/04/2010 Lo stop al pacchetto sicurezza e il ricorso ai super eroi

La Corte costituzionale si è espressa in merito alle misure approvate nel pacchetto sicurezza varato nel 2008; i bersagli preferiti dei sindaci-sceriffi sono stati i più deboli, come i poveri che mendicano per le strade, o le prostitute, che, non per loro volontà, si danno al meretricio. A Parma, la giunta Vignali, il sindaco che aveva fatto della "carta di Parma" il suo mantello da super eroe, aveva anche approvato una multa di 500 euro per chi fosse stato sorpreso a "fumarsi le canne"; così anche a Milano, nella terra di un altro personaggio da fumetti, Mortizia Moratti.
Ora tutte le multe staccate risultano violare gli articoli 3, 23 e 97 della Costituzione riguardanti il principio di eguaglianza dei cittadini, la riserva di legge, il principio di legalità sostanziale in materia di sanzioni amministrative.
Così se il presidente del consiglio spende 450 milioni di euro al mese in "regali" a "ragazze di dubbia moralità" che frequentano la sua abitazione regolarmente, non si può dire nulla. Al contrario, alle giovani che vendono il loro corpo per pochi euro in una scala di un condominio, possono essere emesse sanzioni pesanti e rendere una condizione di disagio ancora più gravosa.
Che dire poi delle sanzioni amministrative che colpiscono i consumatori di canapa? Ci sono notizie di queste sanzioni? Ne sono mai state redatte? Se un malato di tumore utilizza canapa per alleviare i dolori della malattia è costretto ad essere punito nonostante le ricerche mediche e scientifiche abbiano provato l' efficacia di tale medicinale?
I super poteri dei super sindaci, come il nostro amato super-Vignali, vengono così "ridisegnati", proprio come in un fumetto. Non ci resta così che aspettare che dai lampioni del ponte De Gasperi venga lanciato il bat-segnale, in attesa di un vero sindaco.
Della carta di Parma resta così un nome evocativo, da pubblicità, probabilmente un valido prodotto per l'igene intima.

domenica 4 dicembre 2011

19/09/2009 L' ultimo dei problemi

Egregio direttore, dove sta andando l'Italia? Molti dicono che la droga, e'l'ultimo dei problemi. La malavita organizzata si finanzia attraverso il traffico di droga. Tutta l'Italia si droga. Dall'opulento nord al disagiato sud. Se il disagio del sud e'dato dalla malavita che si finanzia dal traffico di droga, si dovrebbe fare qualche cosa a riguardo. Sebbene la "droga", sia l' ultimo dei problemi.
La cultura dell' "ultimo dei problemi", data dall'ignoranza che sia e'diffusa sull'argomento tossicodipendenza
(attraverso gli slogan di facile impatto, ma di assoluta inefficacia come i "dico no alla droga" dietro i quali spesso non si riscontravano ne' dati scientifici "significativi" ne' credibilita' del messaggio), ha permesso ai politici di perpetrare l'inganno sulla gravita'del problema approfittandono due volte. Prendendo i voti delle persone facilmente accalappiabili dallo slogan "no alla droga" e intascando soldi nelle piu'svariate maniere dalla malavita, attraverso il reciclo del denaro provento dal traffico di droga, in attivita'industriali, sia pubblica che privata. Ma la droga resta l'ultimo dei problemi.
Ora il governo sembra non tollerare la diversita'di opinione, censurando qualsiasi parere che si contrappone alla menzogna de "la guerra alla droga funziona". Come puo'funzionare una strategia basata sulla menzogna,l'interesse politico "illegale" e la caccia alle streghe rappresentato dalla "guerra alla droga"?

FInalmente, Beppe! sabato, 15 agosto 2009

Egregio direttore, siamo riusciti a fare parlare anche il caro Beppe Grillo.

Un saluto al simpatico comico genovese :-)

BeppeGrillo.it

Agosto è il mese degli appelli. Dopo quello per la difesa della Rete dalle querele, oggi il nuovo appello riguarda la depenalizzazione delle droghe leggere.
Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello, da Aldo Bianzino a Stefano Frapporti. In molti paesi d'Europa la marijuana è libera. In Italia c'è la libera circolazione delle droghe pesanti e l'arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d'ingresso per ogni tipo di droga in Europa.
Per risolvere il problema dell'affollamento delle prigioni è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana. Chiedo a tutte le forze politiche e ai movimenti che vogliono sostenere questo appello di farsi vivi al più presto.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 2, seconda parte


Ennesimo caso di corruzione politica e delle forze dell' ordine viene dal Guatemala. Nel Marzo 2010 Baltazar Gomez, capo della polizia guatemalteca, e Nelly Bonilla, zar antidroga, sono stati arrestati con l' accusa di essere coinvolti nel traffico di stupefacenti e complicità nell' omicidio di cinque agenti di polizia. L' arresto è successivo alla dichiarazione dell' ex viceministro degli interni Francisco Cuevas, secondo cui esisterebbero delle squadre della morte in seno alle forze di polizia. Un ricordo di triste memoria nazista. Il quotidiano Guatemala news richiede ora la legalizzazione degli stupefacenti, anche in seguito al precedente accaduto nel 2009 al allora capo della polizia Porfirio Perez sospeso e in seguito arrestato per essersi intascato diverse centinaia di migliaia di dollari sequestrati ai corrieri della droga. L' america osserva e timidamente risponde per voce di Frank O Mora, del Dipartimento di Stato statunitense per gli Affari esteri dell'Emisfero Occidentale , che risponde impacciatamente di “conseguenza imprevista della guerra alla droga nelle americhe”. Forse con imbarazzo, il portavoce americano, informa che, a seguito della crisi economica e delle guerre in iraq e afganistan il dipartimento non ha le risorse per investire in programmi di guerra alla droga in america centrale alla stregua dei miliardi di dollariche ogni anno vengono dati alle autorità colombiane e messicane. Siamo sicuri che sarebbro soldi ben impiegati?
Sfortunatamente il caso del Guatemala non è il primo e non è l' unico caso di corruzione da parte del narcotraffico e dai soldi che questo dispone. Secondo gli allarmi del dipartimento USA gli introiti derivanti dal narco traffico potrebbero influenzare i risultati delle elezioni presidenziali parlamentari e regionali che si terranno a maggio 2010 nelle filippine. Il dipartimento di stato americano, in seguito alla presentazione al congresso del rapporto annuale sul traffico di narcotici a livello globale, ha evidenziato come il traffico di droghe nelle filippine abbia un valore che oscilla tra i 6,5 e gli 8,5 miliardi di dollari l' anno. Le filippine sono diventate un paese produttore di droghe sintetiche le quali, sempre secondo il rapporto, sarebbero contrabbandate in Australia, Giappone Corea e Canada. Il rapporto USA non fa che da eco a quanto affermato dalla Philippine Drug Enforcement Agency, l'agenzia antidroga dell'arcipelago. Un ex generale con passato nei servizi segreti, Dionisio Santiago, ha dichiarato alla stampa internazionale di indicazioni di politici coinvolti a livello nazionale e locale nel traffico di droga, proteggendo e finanziando i contrabbandieri. L' ex militare continua affermando che il traffico di droga risulta più pericoloso per la stabilità del paese di quanto risultino esserlo le rivolte filoislamiche e filocomuniste che affliggono il paese da ormai 3 decenni.
Cambiando continente, passando dalle americhe all' europa, il più recente caso di presunta corruzione istituzionalizzata risulta in Montenegro. Secondo Nebojsa Medojevic, leader del partito di opposizione in montenegro, il premier Milo Djukanovic sarebbe al vertice di una piramide criminale che assicura copertura al latitante Darko Saric, il narcotrafficante in fuga, dalla fine di gennaio scorso, da un mandato di cattura internazionale spiccato a suo carico da Belgrado. Saric è ritenuto il cervello di un potente traffico internazionale di stupefacenti dal sud america all' europa: sulle tracce del narcotrafficante sono finiti gli inquirenti di mezzo mondo a seguito di un sequestro di 2 tonnellate di cocaina effettuato nel ottobre 2009 in un porto uruguaiano nell' ambito di una operazione denominata “Guerriero balcanico”. Medojevic dichiara di avere documentazione di pressioni esercitate dal premier montenegrino sui procuratori affinchè venissero ignorate le informazioni sul conto del sospetto narcotrafficante. Anche secondo l' antimafia serba, sembrerebbe palusibile che Saric si stia nascondendo entro i confini del montenegro.
Sempre sulle sponde più antiche dell' atlantico, per la precisione in Turchia, anche un nipote del premier turco Recep Tayyip Erdogan è stato arrestato per traffico di droga.Il figlio del fratello minore del premier turco sarebbe stato arrestato in seguito al sequestro, nell' ambito dell' operazione, di circa 50 kg di hashish.
Quanto più è spietata la lotta alla droga da parte della politica tanto più sono serie le minacce da parte dei narcotrafficanti qualora non riescano ad infiltrarsi nei gangli dell' amministrazione sociale. Così accade che in serbia Il presidente Boris Tadic, il ministro degli interni Ivica Dacic e altri massimi esponenti statali ricevono continue e serie minacce di morte da parte della criminalità organizzata.
Se in serbia ci si limita alle minacce, in Messico, dove non arriva la corruzione, arrivano le bande armate dei cartelli della droga. Se Ciudad Juarez è la città più pericolosa del messico, con la non incoraggiante statistica di 101 omicidi ogni 100mila abitanti, negli ultimi 3 anni, gli omicidi legati al narcotraffico in messico risultano più di 17000, ossia una media di 15 morti al giorno, mentre sono calcolate in oltre 40000 le vittime della violenza fra cartelli e forze dell' ordine da quando il presidente Felipe Calderon ha dichiarato la guerra alla droga in messico attraverso il dispiegamento di forze militari. L' agenzia di pubblica sicurezza del messico accusa la strategia antidroga degli stati uniti; i “danni imprevisti” da parte degli Stati Uniti, in Messico, riguardano il terrorismo che i cartelli della droga attuano per mettere in ginocchio le autorità locali e costringerle a scendere a patti. Spesso riuscendoci. Un esempio a riguardo è rappresentato dal maxi arresto di 124 poliziotti nello stato di Hidalgo per presunti legami con una banda criminale con l' accusa di avere dato protezione all' organizzazione e informato i suoi membri in cambio di denaro, di avere partecipato a sequestri estorsioni ed esecuzioni di affiliati di altre organizzazioni criminali nemiche.
Altra dimostrazione del potere di influenza del narcotraffico è data dalla rivista Forbes che, nel 2009, nella classifica «World's Most Powerful People» ha piazzato al 41 esimo posto il boss della droga messicano Joaquin Guzman.
Il potere che scaturisce dal traffico di droga può, però, essere sfruttato non solo dalle organizzazioni criminali. Risulta così inquietante che venga richiesta la condanna a 27 anni di carcere, formulata nei confronti del comandante dei ROS, imputato a Milano per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, peculato e falso. Secondo quanto ricostruito dall' accusa, il Comandante e gli altri imputati nel processo «creavano traffici di droga al fine di reprimerli usando le conoscenze investigative e strumentalizzando le risorse dell'Arma, inducendo i trafficanti a importare droga». Il comandante assieme ad un agente del SISDE rispondono tra l' altro di avere importato in Italia a bordo della motonave Bisanzio, salpata da Beirut e approdata a Ravenna il 9 dicembre 1993, "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni", destinati alla malavita organizzata e venduti in cambio di soldi. Secondo gli inquirenti molti miliardi di lire sarebbero finiti nelle casse dei narcos colombiani e libanesi ai quali il nucleo dei Ros si rivolgeva per ordinare la droga da far arrivare ai trafficanti di fiducia in vista di operazioni presentate come blitz importanti contro la criminalità organizzata. Blitz che finivano con l'arresto di personaggi minori e il recupero solo di piccole quantità di droga.

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 2, prima parte

Politica, forze dell' ordine, narcotraffico e corruzione


Tra gli argomenti che la stampa evita o dei quali si tratta marginalmente ci sono le relazioni che legano narcotrafficanti, mondo politico e forze dell' ordine.
Fatta eccezione per alcuni importanti testate giornalistiche internazionali, il tema droga non è mai trattato, specialmente dalla stampa italiana, in maniera aggregata. Si parla di spacciatori, si parla di politica corrotta, non si tratta la relazione sconvolgente tra narcotraffico e politica.Secondo dati di confcommercio, in Italia, la malavita ha un giro di affari di circa 130 miliardi di euro. La cifra è ovviamente una stima. Il profitto delle malavite italiane si aggira attorno ai 70 miliardi di euro. I proventi dal traffico di droga rappresentano “il profitto” della malavita italiana: sempre confcommercio stima in 60 miliardi i proventi dal traffico di stupefacenti illegali. Significa che se le sostanze illegali fossero tassate e regolamentate, la malvita si vedrebbe ridotto del 85% il proprio gfatturato. Potrebbe esserci un modo migliore per ridurre l' influenza economica della malavita in Italia, per esempio destinando più fondi alle forze dell' ordine? La manovra finanziaria di bilancio italiana nel 2009 è stata di 13 miliardi, quella 2010 di 9 miliardi di cui 1,2 miliardi stanziati per la giustizia, 750 milioni per sanità e missioni di pace, 500 milioni per le carceri. Questi sarebbero i numeri con i quali si vorrebbe combattere la diffusione di stupefacenti?
Un aricolo presentato sul wall street journal il 23 febbraio 2009 intitola “The War on Drugs Is a Failure. We should focus instead on reducing harm to users and on tackling organized crime”.
L' articolo è firmato, FERNANDO HENRIQUE CARDOSO, CéSAR GAVIRIA and ERNESTO ZEDILLO.
Fernando Cardoso è stato 2 volte presidente del brasile, eletto nel 1995 e nel 2003. Cesar Gavria presidente della colombia dal 1990 al 1994. Ernesto Zedillo è stato presidente del messico dal 1 dicembre 1994 al 1 dicembre 2000.
La guerra alla droga ha fallito: i tre ex presidenti chiedono la revisione delle politiche ispirate dagli stati uniti alla luce dell crescente livello di violenza e corruzione associata al traffico di narcotici. L' allarmante potere dei cartelli della droga, continuano gli ex presidenti, sta conducendo ad una criminalizzazione della politica e ad una politicizzazione del crimine. Il primo passo alla ricerca di soluzioni alternative è la conoscenza delle disastrose conseguenze delle politiche correnti. In secondo luogo dobbiamo abbattere il taboo che inibisce il pubblico dibattito sulle sostanze stupefacenti nelle nostre società.
La conclusione dei tre ex presidenti sud americani è di facile corroborazione. Come sotto il proibizionismo sugli alcolici, alcapone riuscì a corrompere sindaco, comune e forze dell' ordine con i soldi proventi dei traffici illeciti sugli alcolici, così la storia si sta ripetendo a livello globale in sud america con i cartelli della droga, in afghanistan con i produttori di oppio, in Italia con la malavita del mezzogiorno. Il meccanismo di creazione di montagne di denaro illecito è semplice: le sostanze illegali diventano altamente remunerative a causa della mancanza di controllo da parte dello stato e di assenza di tassazione. Risulta così difficile stabilire l' effettiva dimensione del fenomeno(come dimostrano i dati contestati pubblicati dalle nazioni unite) e il più efficace e corretto approccio per ridurre la dimensione del fenomeno della diffusione di stupefacenti. Come si possono stanziare soldi pubblici per affrontare un tema del quale non ci sono fonti attendibili se non stime spesso valutate per difetto? Così anche le politiche sugli stupefacenti vengono calibrate per difetto.
L' enorme massa di denaro che i traffici illegali fanno girare, sono i primi soldi che finiscono nelle tasche della politica corrotta. E' interessante notare la correlazione positiva tra aumento di produzione di stupefacenti e aumento del tasso di corruzione nelle nazioni. Si veda per esempio il caso Afgano dove dall' insediamento delle forze delle nazioni unite è aumentata la produzione di droga e contestualmente si è assistito ad un aumento della corruzione nella nazione fino ad assumere rilevanza internazionale.

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