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Visualizzazione post con etichetta war on drug. Mostra tutti i post
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lunedì 30 gennaio 2012

USA - Due chili di cocaina in un pacco all'Onu

Due pacchi contenenti 16 chili di cocaina sono stati consegnati per errore la scorsa settimana alla sede delle Nazioni Unite a New York provenienti dal Messico. Lo ha riferito la polizia e l'Onu.
Quando sono stati recapitati i due pacchi, che portavano impresso un logo simile a quello dell'Onu, e' stato subito dato l'allarme alle autorita' cittadine.
All'interno dei pacchi c'erano dei libri le cui pagine erano state tagliate per consentire di nascondere oltre un chilo di cocaina ciascuno.
I pacchi secondo quanto hanno appurato la polizia e la Dea, l'agenzia americana contro il traffico di stupefacenti, erano stati spediti dal Messico senza indirizzo e lo spedizioniere privato di Cincinnati che li ha ricevuti, vedendo il logo dell'Onu, peraltro imitato in modo grossolano, li ha recapitati al palazzo di vetro. L'ipotesi della polizia e' che in realta' la droga, con un valore di mercato di circa due milioni di dollari, non avrebbe mai dovuto lasciare il Messico.

martedì 24 gennaio 2012

Le dimissioni del Dottor Serpelloni (Mazzanti Vien dal Mare)


Gentilissimi membri del Governo,

I fatti di cronaca che hanno coinvolto la città di Roma, tra omicidi e arresti per "droga", evidenziano quello che è un problema che da troppe decadi si sta portando avanti senza successo, anzi con danno per i cittadini e l' economia del nostro paese.

Il mercato degli stupefacenti, che si stima generi un fatturato attorno ai 60 miliardi di euro l' anno solo in Italia, ha reso la malavita un mostro economico di dimensioni difficilmente immaginabili. Il denaro accumulato negli ultimi 40 anni, assumendo un profitto annuale di 40 miliardi (prendendo le stime per difetto, diciamo così) per 40 anni ha portato le organizzazioni criminali ad accumulare un tesoro pari a quasi due volte il debito pubblico italiano.

I fatti recenti dimostrano come questa politica abbia fallito, 40 anni di continuo aumento della diffusione delle sostanze psicotrope, dimostrano come la proibizione ha fallito, la penetrazione del tessuto industriale da parte del crimine attraverso il riciclo del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti dimostra il fallimento della war on drugs.

I problemi del paese sono molti, la riduzione del potere della criminalità e la gestione secondo le leggi dei rapporti tra cittadini sono problemi che si dovrebbe smettere di sottovalutare.

Ben consapevole degli impegni di questo governo su diversi fronti, vorrei che l' attuale governo tecnico potesse, entro la fine del suo mandato, aprire un dibattito sul fronte della legalizzazione della cannabis. Un segnale in questa direzione sarebbero le più che benvenute dimissioni del Dottor Serpelloni, direttore fantoccio di un organismo, il "dipartimento per le politiche antidroga", che ha svolto un mero ruolo propagandistico, assolutamente lontano dall' ampiezza del fenomeno che riguarda la tossicodipendenza sotto il profilo epidemiologico, sociale, economico, sanitario, civile.

Colgo l' occasione per porgervi distinti saluti

domenica 8 gennaio 2012

Lettera al Ministro Riccardi: il fallimento della war on drugs - un nuovo approccio è possibile

Gentilissimo Ministro Riccardi,

Recenti fatti di cronaca internazionale riportano gli ennesimi fallimenti dell' approccio penale nella riduzione dell' offerta di sostanze stupefacenti illegali.

Faccio riferimento alla condanna per ergastolo dell'
ex capo dell'antidroga cambogiana, il generale Mok Dara, per aver organizzato un traffico di stupefacenti mentre ricopriva l'incarico di segretario generale dell'Autorita' nazionale per la lotta alla droga.

Oltre alla codanna del massimo esponente Cambogiano,
Edgardo Buscaglia, presidente dell'Instituto de Acciòn Ciudadana, in Messico, ha dichiarato che il 71,5% dei municipi del Paese sono nelle mani o sotto il controllo del crimine organizzato, lo stesso presidente rivela come nel 2006 la percentuale fosse del 53%. A seguito della discesa per le strade dell' esercito, il Messico ha assistito ad una escalation continua di morti causati dalla "guerra alla droga" e la conseguenza sembra essere stata una diminuzione dell' influenza della legalità nei municipi nazionali Messicani.

Negli anni '30 del XX secolo, il proibizionismo sull' alcol terminò anche in seguito alla "guerra civile" creatasi tra poliziotti e contrabbandieri d' alcol; le vittime di questa guerra non furono solo poliziotti o contrabbandieri, ma spesso finirono tra le fila del fuoco incrociato anche inermi cittadini, le vere vittime di ogni guerra.

Mi rivolgo a Lei al fine di poter fare luce sull' attuale crisi internazionale che la "war on drugs" ha causato da oltre 40 anni. Le rinnovo l' invito al tracciare una netta linea di distacco dal precedente governo chiedendo le dimissioni del Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni, anche a fronte dell' impegno internazionale che l' Italia dovrà affrontare in Marzo partecipando alla 55esima conferenza internazionale dell' ONU sulle droghe.

La ringrazio e resto a sua disposizione nel caso fosse interessato ad approfondire politiche alternative.

La saluto cordialmente

domenica 4 dicembre 2011

FInalmente, Beppe! sabato, 15 agosto 2009

Egregio direttore, siamo riusciti a fare parlare anche il caro Beppe Grillo.

Un saluto al simpatico comico genovese :-)

BeppeGrillo.it

Agosto è il mese degli appelli. Dopo quello per la difesa della Rete dalle querele, oggi il nuovo appello riguarda la depenalizzazione delle droghe leggere.
Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello, da Aldo Bianzino a Stefano Frapporti. In molti paesi d'Europa la marijuana è libera. In Italia c'è la libera circolazione delle droghe pesanti e l'arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d'ingresso per ogni tipo di droga in Europa.
Per risolvere il problema dell'affollamento delle prigioni è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana. Chiedo a tutte le forze politiche e ai movimenti che vogliono sostenere questo appello di farsi vivi al più presto.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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