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martedì 8 dicembre 2015

MESSICO - Autocoltivazione cannabis. Giudice da' tre giorni di tempo al Governo per l'autorizzazione

Un giudice federale ha concesso tre giorni al Governo perche' disponga i primi permessi per autoconsumo ricreativo di marijuana.
Augustin Tello Espindola, giudice del Decimo Primero de Distrito en Materia Administrativa, ha notificato una richiesta alla Comisión Federal para la Protección contra Riesgos Sanitarios (Cofepris) perche' metta in atto quanto stabilito lo scorso novembre dalla Suprema Corte di Giustizia a quattro persone che avevano fatto richiesta di un simile permesso.
L'autorita' obbligata in merito e' il direttore esecutivo della Regulación de Estupefacientes, Psicotrópicos y Sustancias Químicas, Ernesto Nava Sánchez e titolare della Cofepris, Mikel Arriola, che sara' multato se la sentenza non sara' applicata nei termini richiesti, salvo giustificato motivo.
Vista la complessita' del caso, e' probabile che la Cofepris chiedera' al giudice un lasso di tempo in piu' per ottemperare alla disposizione, dal momento che dovrebbe improvvisare l'inquadramento giuridico dell'autorizzazione.
Fonte giudiziali fanno sapere che la Cofepris potrebbe sostenere l'impossibilita' di provvedere, avvalendosi delle obiezioni in materia sollevate dal ministro Jorge Pardo Rebolledo, l'unico ad aver votato contro. Pardo sostiene che chi ha presentato l'istanza/denuncia non ha chiesto la semina della cannabis, passo indispensabile da fare prima di passare alle fasi successive di coltivazione, raccolta, trasporto e autoconsumo. Anche se i semi possono legalmente essere acquistati in alcuni Stati Usa, la Cofepris non ha il potere di autorizzare la loro importazione e la disposizione non fa riferimento ad altre autorita' federali.

lunedì 16 marzo 2015

SULLA LEGALIZZAZIONE È IMPORTANTE CHE RENZI PRENDA POSIZIONE E NON ATTENDA.

Quando dico che bisogna legalizzare la marijuana non mi riferisco a un mercato che non esiste, ma a un mercato che c’è e ha dimensioni esponenziali. Il mercato illegale stima vendite di marijuana fra 1,5 e 3 milioni di chilogrammi l'anno e sono approssimate per difetto.

Questo significa che se per ipotesi tutti i cittadini italiani facessero uso di marijuana, anche vecchi e bambini, ciascuno potrebbe disporre di 25-50 grammi all’anno, ovvero 100-200 dosi. È evidente che legalizzare non significa creare un bisogno che già esiste, ma sottrarlo alla gestione delle organizzazioni criminali.

La repressione e il proibizionismo hanno fallito su tutti i fronti, primo fra tutti quello etico, perché non basta dire che non bisognerebbe drogarsi, che è peccato e che fa male per risolvere il problema. Poi sul piano sanitario: non potendo avere alcun controllo sulle sostanze che vengono vendute è impossibile calcolare le ricadute sanitarie dell’uso prolungato di marijuana.

E poi, naturalmente, sul piano giudiziario: ingolfando i tribunali di cause per spaccio, le galere di piccoli spacciatori e le forze dell’ordine costrette a occuparsi di piccoli reati. Ci si appella al buon senso di governi che sembrano non averne e ora, forse, siamo a una svolta.

Un gruppo di 60 parlamentari su iniziativa di Benedetto Della Vedova ha come obiettivo far approvare una legge per rendere la cannabis legale. Hanno aderito deputati del Pd, del M5S e persino esponenti di Forza Italia. Mi aspetto dal Presidente del consiglio una posizione netta su questa iniziativa e non la solita attesa per vedere che piega prenderanno le cose. È una scelta scomoda ma prioritaria.

RobertoSaviano.com - SULLA LEGALIZZAZIONE È IMPORTANTE CHE RENZI PRENDA POSIZIONE E NON ATTENDA.

venerdì 7 marzo 2014

MANCATO RICONOSCIMENTO ECONOMICO DELLE CURE COMPASSIONEVOLI, (la mia vicenda, intercorsa con la ASL 13 Novara)

Buon giorno, sono Enrico Bottaccio..

 La struttura sanitaria ASL 13 NOVARA che da più di 5 mesi mi risponde che devo pagare 1314,5 euro per avere le uniche cure mediche che mi aiutino, limitando la mia salute e obbligandomi a sprofondare nel dolore.
Sono disabile 100% vessato da una situazione di abuso, a causa di una questione ideologica mascherata da economica mi impediscono la fruizione di una terapie farmacologica alternativa con la cannabis terapeutica delle terapie Bedrocan e Bediol importate attraverso il Ministero della Salute.. 

Nel giorno in cui usciva la notizia del rimborso delle mutande padane di Cota,  mesi fa, sono salito sul tetto della casa popolare dove risiedo per protesta, minacciando di buttarmi di sotto http://www.ilvenerdiditribuna.it/cronaca/minaccia-buttarsi-dal-tetto-ho-bisogno-quel-farmaco/  molte promesse di intervenire solo per convincermi a scendere, la stampa locale si è occupata di questa vicenda ad oggi ancora nessuna speranza di poterle ottenere le mie terapie, perché la ASL 13 di Novara anche solo per attivare la procedura d'acquisto pretende il versamento di un acconto di 600 euro pari a circa il 50% della spesa totale per le terapie di tre mesi, fino al saldo che ammonta a 1314,5 euro. 
Io percepisco una pensione d'invalidità pari a 280 euro mensili ed il costo di queste terapie è superiore ai 400 euro mensili.. Sono titolare di un contributo al minimo vitale di 200 euro, vincolato alle spese per la gestione del mio appartamento di edilizia popolare. 
Ho parlato con tutti i medici che con il quale ho avuto a che fare, dallo specialista della mia patologia per arrivare al Direttore Sanitario, senza essere riuscito a trovare soluzione, a nulla e servito che la mia Ass.Sociale e l'Assessore alle Politiche Sociali abbiano fatto esplicita richiesta di intervenire hai vertici della ASL13 , ultimamente ho contattato anche la segreteria del Sindaco di Novara, alla fine ieri mi rispondevano che in sede di riunione della giunta comunale verrà discussa questa mia scabrosa situazione, sapendo che il 17 marzo 2014 scadranno i permessi d'importazione semestrali, sono obbligato a reagire.. 

PER HOBBY AVEVO CREATO UN BLOG DOVE ULTIMAMENTE HO CERCATO DI PUBBLICARE LE FASI DELLA MIA BATTAGLIA PER LA CANNABIS TERAPEUTICA, FIN DA QUANDO NE FECI RICHIESTA LA PRIMA VOLTA E PASSARONO 11 MESI PERCHÉ TROVASSI UN BENEFATTORE CHE LE PAGASSE.. 

ORA VORREI PRETENDERE CHE CHI È PREPOSTO A FORNIRE LE CURE MEDICHE NON MI OBBLIGASSE A TORTURA PROPONENDOMI L'ALTERNATIVA DEL THC SINTETICO (Nabilone) PER NON PASSARMI QUELLO NATURALE CHE PERÒ TROVANDOSI FUORI DAL CONTESTO SPECULATIVO CONVENZIONALE CHE SI RIPERCUOTE SULLA MIA SALUTE.. 

1-MINACCIAI DI SALIRE SU UNA GRU
2-SALII SUL TETTO DI CASA MIA PER PROTESTA 
3-SCRISSERO DIVERSI ARTICOLI, SOLO UNO APPROFONDI 
4-DIREZIONE ASL 13 / SERVIZI SOCIALI CURE NEGATE 
5-OSPEDALE MAGGIORE NOVARA, LA INUTILE PROPAGANDA DE LA STAMPA 
6-DIREZIONE SANITARIA MI PROPONE IL NABILONE (thc sintetico)







Oggi 07-03-14 a 10 giorni allo scadere dei permessi siamo sempre più arrabbiati, delusi perché la questione è da valutare nell'insieme da un esperto comportamentale, per correggere le turbe e pretendere che la mia vita abbia un decorso migliorativo, contenendo l'esuberanza di atteggiamenti maniacali causati del prolungato dolore di una terapia sbagliata e di tutte le successive molteplici inutili terapie farmacologiche convenzionali, la totale mancanza di supporto psicologico rischia di generare psicosi che hanno tentato di reprimere con degli antidepressivi;  sono al limite, ho parlato anche alla curia, un'apertura alle compassionevoli cure THC/CBD della cannabis terapeutica c'è, ma mi avevano già pagato la precedente e prima fornitura, penso che hanno il diritto di aiutare anche altre persone più bisognose di me, in fondo io quando ho la mia cura mi sento davvero una persona normale, con la maggior parte dei problemi della mia incurabile patologia risolti.. 

Il natale era passato senza avere nulla da festeggiare e malgrado il Santo Padre nel giorno del 1 Dicembre abbia espressamente pronunciato le parole: date le medicine agli ammalati perché non abbiano a cadere.. 
Nei mesi abbiamo cercato ovunque aiuto, abbiamo anche minacciato di salire su una gru e per denunciare questa situazione di abuso, e ci siamo trovati a protestare sul tetto della casa dove abitiamo, da lassù abbiamo fotografato l'amianto delle coperture degli appartamenti di edilizia popolare, mentre si ostinano a farci credere che non sia pericoloso per la salute continuano a rifiutarci le cure mediche .. 

 Sono il disabile 100% che si è arrampicato sul tetto a Novara.. http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/piemonte/2013/11/29/ha-medicina-minaccia-suicidio_9701849.html

Anche il Papa nell'angelus nel giorno della mia patologia ha pronunciato queste parole che mi hanno colpito nel profondo, il parroco del mio quartiere  mi ha detto e si è raccomandato di non dire nulla su internet, altrimenti poi avrebbe tutti i fedeli sui tetti...

MA TUTTAVIA IL FASTIDIO PROVOCATO HAI VIGILI DEL FUOCO, ALLA POLIZIA, I VIGILI URBANI.. TUTTI GENTILI E COMPRENSIVI, AD OGGI ANCORA NON POSSIAMO DIRE DI ESSERE USCITO DALLA DISPERAZIONE... 

Anche raccontare ora è fatica scusatemi, il dolore non mi da pace... 

SUL IL MIO BLOG, LE FASI DI QUESTA MIA PROTESTA 

Il 12 Dic. A TRE MESI ESATTI DALLA PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE, e ha solo qualche giorno dopo il permesso del Ministero della salute (in allegato) LA TERAPIA NON È STATA AVVIATA ALL'ACQUISTO dall'Olanda. Ricordo che pretendono anche che versi l'acconto del 50% della spesa totale per attivare la procedura d'acquisto... 
AD OGGI MI SONO SORBITO TUTTE LE TERAPIE CONVENZIONALI CHE MALGRADO NON ABBIANO AVUTO EFFETTO SULLA SINTOMATOLOGIA DOLOROSA INTERCORSA DOPO UNA INIEZIONE IN DERMATOLOGIA NEL FEB. 2008, HO RICEVUTO CODESTA TERAPIA NATURALE ALTERNATIVA SOLO UNA VOLTA, DOPO IL FALLIMENTO DI TUTTE LE TERAPIE CONVENZIONALI, ANNI DI PSICOFARMACI E ANTIDEPRESSIVI, ANTIDOLORIFICI E NEUROLETTICI, ULTIMAMENTE ANCHE LA MORFINA.. 

MI VEDO COSTRETTO AD ESAGERARE PER DENUNCIARE QUESTO ABUSO.. 
Suggerisco a tutti di effettuare una Mailbombing, indirizzata ed inviata per conoscenza alle testate giornalistiche qui di seguito gli indirizzi. Grazie 

legalizzameno-stresspiucultura.com

giovedì 20 febbraio 2014

Festeggiamo, ma la lotta continua!


Sono passati 8 anni esatti dall’entrata in vigore della Fini-Giovanardi, 8 anni di persecuzioni ingiustificate, che hanno provocato danni irreparabili nella vita quotidiana di decine di migliaia di famiglie e costi esorbitanti per lo Stato, che per avallare la legge più criminogena e liberticida mai apparsa nell’Europa contemporanea, ha speso centinaia di milioni di euro in un utilizzo paranoico delle FF.OO., nell’impiego dei tribunali costretti ad un ritmo da Santa Inquisizione e usando le carceri in modo allegro e spensierato, riempiendole di persone che il carcere nella loro vita non avrebbero mai dovuto incontrarlo, se non fosse stato per una legge che quel tipo di criminalità l’aveva creata a tavolino!
Finalmente la Fini-Giovanardi non esiste più, fa parte di un passato oscuro e sofferto, di quel medio evo culturale dal quale piano piano, con fatica, stiamo uscendo fuori.
Certo, ci rimane un po’ di amarezza nel pensare che molti anni, troppi, sono passati affinché un Organo Istituzionale si accorgesse che qualcosa non andava in quella legge, eppure l’intuizione noi l’avevamo avuta fin dal primo momento della nostra costituzione come Associazione, nel 2010.
Fu il primo quesito che ponemmo agli avvocati presenti all’assemblea costituente: “perché nei processi non solleviamo una questione di illegittimità costituzionale?”, ci fu risposto che “purtroppo era una via impraticabile”;
Ma la via era invece praticabile. Forse noi, assolutamente ignoranti da un punto di vista giurisprudenziale, non potevamo conoscere o suggerire né come e né in virtù di cosa presentare un ricorso, ma l’intuizione l’avevamo avuta, qualcosa non quadrava, bastava però indagare, sezionare, studiarci sopra, e per fortuna qualcuno ha deciso di percorrere un sentiero duro, inesplorato, ma che alla fine ci ha liberato da Fini, da Giovanardi e dalla loro assurda legge.
E ritorniamo quindi alla Jervolino-Vassalli, la cannabis torna in tabella II come “droga leggera” e in virtù di questo molti ospiti delle Comunità di Recupero, trattenuti solo perché assuntori di cannabis, potrebbero lasciare il loro stato coatto e molti pazienti potrebbero trovare un facile accesso alle terapie a base di cannabinoidi nel sistema sanitario nazionale, scompare la “presunzione di reato” e quindi lo spaccio va provato e non solo ipotizzato e tutte le condanne e i processi relativi alla Fini-Giovanardi andranno rivisti e ridimensionati, sarà uno strumento svuotacarceri lento ma molto più efficace del decreto legge governativo.
Ma con la Jervolino-Vassalli è ancora vietata la coltivazione e la detenzione e sono ancora applicate sanzioni amministrative per gli assuntori, per questo, se possiamo festeggiare per aver vinto la prima e forse più importante battaglia, é pur vero che dobbiamo rimanere consapevoli che la guerra è ancora in corso.
In questo momento ci sono 2 proposte di legge in Commissione Giustizia della Camera, una a firma dell’on. Farina di SEL e un’altra a firma Gozi-Giachetti del PD, più, sembra, un’altra a firma di Civati, sempre PD, oltre ad una proposta a firma di Ferraresi e Bernini del M5S che è in discussione sul blog del Movimento per poi essere presentata per l’accorpamento alle due già in discussione.
Premesso che abbiamo già invitato i deputati del M5S a cancellare l’articolo relativo al pagamento di una tassa di concessione per la coltivazione domestica, l’iter di tutto questo dovrebbe portare all’elaborazione di un testo unico da parte della Commissione, da presentare alla discussione parlamentare e da sottoporre alle centinaia di emendamenti che verranno presentati sia da chi è a favore della regolamentazione e sia da chi si opporrà fino a consumarsi.
Noi di ASCIA continueremo a mantenere stretti contatti con tutti i deputati che ci hanno permesso di presentare le proposte dei consumatori in Commissione Giustizia e ci adopereremo al massimo perché da questa confusione legislativa, possa scaturire una legge che tuteli definitivamente i coltivatori e consumatori in proprio, ma in questo momento vogliamo anche festeggiare, in un brindisi virtuale, con tutti i nostri soci e simpatizzanti questa grande vittoria contro Fini e Giovanardi!

Le proposte di legge per la regolamentazione

La Jervolino-Vassalli è una legge meno pericolosa e persecutoria, ma è pur sempre una legge che vieta la coltivazione domestica di cannabis e la detenzione di erba o suoi derivati, continuando quindi nella logica del monopolio concesso alle mafie nel traffico di stupefacenti e costringendo milioni di persone a rivolgersi ad esso per reperire la sostanza.
E’ una legge che in questo momento si rivela comunque un ottimo tappabuchi per la politica, che impegnata com’è nella consueta battaglia di potere tra “feudi” della stessa contea, continua a trattare con distacco e disinteresse un fenomeno ormai non più trascurabile, come quello dell’uso della cannabis fatto dal 15% della popolazione italiana.
Quindi, tutto lascia presupporre che una volta sistemati tutti i giochetti della “casta” e ridistribuite le leve di comando, si dovrà in tutti i casi mettere mano ad una nuova legge che possa superare la vetustà della Jervolino-Vassalli ed adeguarsi ai tempi, come dichiarato anche dalla presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. Donatella Ferranti, su Repubblica del 13 febbraio: “ora è necessario rivedere la datata Jervolino” e in ballo ci sono le tabelle, le norme sulla modica quantità e la coltivazione ad uso personale.
In questo momento ci sono quattro proposte di legge che gravitano intorno alla Camera ed una al Senato, tralasciando la proposta Manconi al Senato, ci interessa di più soffermarci sui lavori della Commissione Giustizia della Camera, dove le proposte Farina (SEL) e Gozi-Giachetti (PD) sono già in discussione, mentre la proposta Civati (PD) e quella di Ferraresi e Bernini (M5S), non sono ancora state depositate.
Senza entrare in merito ai vari articoli delle varie leggi, vorremmo evidenziare il punto che a noi interessa maggiormente, la regolamentazione della coltivazione domestica:
Proposta Gozi-Giachetti
Art. 3
comma 2. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore di anni sedici.
Proposta Farina
Art. 1
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3-bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore”
Proposta Civati
Art. 6
“3-bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore di anni diciotto”
Proposta Ferraresi-Bernini
Art. 2
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente : “3- bis. Non sono punibili la coltivazione e la detenzione per uso personale di cannabis indica nel luogo indicato nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione (1), né la detenzione fuori dal suddetto luogo e la cessione a titolo gratuito a terzi di una quantità non superiore ai 2,5g destinati al consumo personale, salvo che il coltivatore ovvero il destinatario siano minori di anni 18. La coltivazione di cannabis indica è consentita al maggiorenne nel limite di 4 piante in fioritura e nessun limite per le piante senza principio attivo (2).L’autorizzazione per la coltivazione di cannabis indica per uso personale è soggetta esclusivamente a tassa di concessione governativa e all’assenza documentata di condanne definitive per i reati di cui all’articolo 416bis del codice penale e dell’articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 e successive modificazioni (3).
Abbiamo sollevato alcuni dubbi sull’articolo proposto da Ferraresi e Bernini (M5S), sopra in neretto abbiamo evidenziato le cose che secondo noi dovrebbero essere tolte o aggiunte:
(1) togliere nel luogo indicato nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione
(2) aggiungere in fioritura e nessun limite per le piante senza principio attivo
(3) togliere L’autorizzazione per la coltivazione di cannabis indica per uso personale è soggetta esclusivamente a tassa di concessione governativa e all’assenza documentata di condanne definitive per i reati di cui all’articolo 416bis del codice penale e dell’articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 e successive modificazioni
Possiamo constatare che tutte le proposte di legge concordano quindi e contemplano ad una sola voce la possibilità di legalizzare la coltivazione domestica e se la proposta Civati e quella del M5S dovessero essere depositate nei tempi giusti, andrebbero ad accorparsi alle due già in discussione per la stesura di un testo unico concordato tra e dalle forze politiche e nel quale a questo punto non dovrebbe di certo mancare un articolo che preveda la regolamentazione della coltivazione domestica.
Per tutti i nostri soci e simpatizzanti che possono accedere al blog del Movimento, l’invito è di pronunciarsi evidenziando le mancanze e le parti da eliminare, in particolar modo si chiede di eliminare qualsiasi ipotesi di tassazione e concessione per le coltivazioni domestiche, per rivendicare la possibilità all’autoproduzione come un diritto.
Chiediamo che anche la proposta di legge del M5S si allinei alle altre senza ulteriori orpelli e costrizioni da parte dei consumatori:

https___sistemaoperativom5s.beppegrillo.it_edit_entry_cannabis
 (Riservato agli iscritti al Movimento)
Direttivo ASCIA

domenica 15 gennaio 2012

Lettere non inviate: ai candidati sindaco per la regolamentazione della produzione e vendita di cannabis terapeutica.

Il titolo di questo post, "Lettere non inviate" è dato dal fatto che, a differenza del passato, questa lettera non verrà inviata allaredazione della Gazzetta di Parma. La motivazione al non invio della lettera alla Gazzetta è data dal fatto che, avendo trovato un lavoro, ma, sfortunatamente, essendo precario, non voglio più espormi, nella mia città, in una lotta donchichottesca per la legalizzazione dell' erba. Dopo anni di fiumi di inchiostro digitale versato, non ho mai ottenuto nessun risultato concreto. Perciò da oggi la mia sarà una battaglia silenziosa, le lettere le scriverò direttamente a personalità politiche del governo evitando le luci della ribalta giornalistica cittadina o a redazioni on-line.

Ed ecco a voi la prima "lettera non inviata" alla Gazzetta.

Egregio direttore, l' elezione del futuro sindaco di Parma sembra, come le ultime, basate sui proclami e sulla demagogia. A sinistra abbiamo Bernazzoli, detto "l' inceneritore", non per particolari capacità nel eliminare gli avversari, quanto più per la  posizione assunta nei confronti del "termovalorizzatore", che verosimilmente distruggerà le imprese agroalimentari parmigiane, danneggiando irrimediabilmente la qualità del cibo prodotto nella nostra provincia.
In una posizione non ben precisata abbiamo Ghiretti, uno dei pochi che non è stato toccato dagli scandali della peggior giunta della storia della nostra città; quali sono i suoi meriti? Cosa potrebbe portare di nuovo alla nostra città?
Fortunatamente esistono anche altre forze politiche che ci potranno permettere di uscire dalla prigione del "bipolarismo", delle quali, a mio parere, se ne parla poco e che meriterebbero sicuramente più attenzione di questi due personaggi, nessuno dei quali  mi auspico più di tanto a vedere come primo cittadino, specialmente "l' inceneritore".
Vorrei invece porre una domanda diretta, dalla quale mi aspetterei una altrettanto risposta diretta, dai candidati a sindaco; rispetto alla giunta Vignali, tristemente nota per i casi Bonsu e le dimissioni del capo dei vigili Jacobazzi, come si vorranno muovere nei confronti del contrasto alla diffusione di stupefacenti? La giunta Vignali ha il triste primato di avere, in pochi anni, dimostrato gli effetti peggiori e nefasti della cosiddetta "war on drugs"; i casi Bonsu e Jacobazzi sono infatti la cima dell' iceberg di una politica rovinosa. Il primo caso, del giovane pestato, ha dimostrato come le prime vittime di una "guerra", in questo caso alla diffusione di stupefacenti, siano le persone innocenti. Dall' altro lato, il caso delle tangenti nel quale è stato coinvolto Jacobazzi, dimostra come sia facile distrarre denaro pubblico con la scusa della "guerra senza se e senza ma" alla diffusione di stupefacenti, senza per di più ottenere risultati e creando anzi grossissimi danni, su tutti proprio alle forze dell' ordine.
In Giugno è stato diffuso un report, quello della Global commission on Drug Policy, firmato dagli ex presidenti di Colombia, Brasile e Messico( César Gaviria,Fernando Henrique Cardoso,Ernesto Zedillo), l' ex segretario generale dell' ONU Kofi Annan, l' ex-segretario di stato USA George Shultz, Javier Solana, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell'Unione Europea, Paul Volker ex presidente della banca centrale degli stati uniti d' america. In questo documento si evidenzia come l' attuale politica abbia condotto a risultati fallimentari in termini di salute pubblica, sicurezza, raggiungimento degli obbiettivi di riduzione della diffusione di stupefacenti, auspicando, almeno, ad una legalizzazione della cannabis.
I futuri candidati a sindaco si prenderanno la responsabilità di seguire la fallimentare strada tracciata del ben poco rimpianto Vignali o vorranno rendere Parma, la prima vera città europea e seguire le indicazioni della cammissione internazionale attraverso una regolamentazione della vendita e coltivazione di cannabis per uso terapeutico?

martedì 10 gennaio 2012

Seconda lettera al primo ministro Mario Monti

Monti il Padrino
Gentilissimo Primo Ministro,

E' notizia odierna il giro d' affari della malavita Italiana. La liquidità della malavita è data dal traffico di stupefacenti, un mercato stimato attorno ai 70 miliardi di euro l' anno.

Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, stima tra 149 e 271 milioni i consumatori di stupefacenti nel mondo, ma il numero potrebbe essere sottostimato, secondo la ricerca. Gli esperti hanno stimato che del totale di coloro che usano droghe, 125-203 milioni sono "habitue' della cannabis". La cannabis è lo stupefacente illegale più diffuso al mondo e tra i meno pericolosi in assoluto, al punto che sono numerosi gli studi medici sul possibile impiego dei principi attivi contenuti in questa pianta; dall' alzhaimer, al glaucoma, alla sclerosi multipla, ai tumori, ai disordini mentali.

L' Europa ha diversi esempi di eccellenza in campo legislativo, per quanto riguarda la regolamentazione della canapa; dall' Olanda, al Portogallo, dalla Repubblica Ceca alla Germania l' utilizzo terapeutico della cannabis è tollerato e anche la ddetenzione per uso personale e la coltivazione sono depenalizzati. Questo comporta un minor aggravio dei costi sociali del uso di stupefacenti sulla società, attraverso un minor carico di provvedimenti sul sistema giudiziario, un minor carico sul sistema carcerario (basti pensare che in Italia il 30% dei carcerati è tossicodipendenti e un trattamento sanitario di questa patologia, la tossicodipendenza appunto, farebbe completamente rientrare quello che è il "problema carceri"), una maggiore efficienza dell' uso delle forze dell' ordine che non sarebbero più impiegate a reprimere comportamenti individuali, ma focalizzati allo smantellamento delle reti criminali, solo per citare alcuni aspetti positivi.

L' Italia ha il triste primato di essere la culla della più imponente "industria criminale", le cui fondamenta economiche sono il traffico di stupefacenti, in primis la cannabis. I dati sulla diffusione di sostanze illecite nel "Bel Paese" sono drammatici. Se in Italia il consumo di cannabis in periodo scolastico si aggira attorno al drammatico dato del 20%, in un paese come l' Olanda questo dato si colloca attorno all' 8%. La cosa più drammatica è il costante aumento della diffusione dell' utilizzo, a fronte di un maggiore impegno delle forze dell' ordine. Dopo 40 anni di proibizionismo questa crisi economica dovrebbe essere anche un occasione per potere aprire gli occhi sul totale fallimento della proibizione.

La situazione in Italia è tragica. Il dipartimento delle politiche antidroga sembra più un dipartimento di propaganda di stampo nazional-socialista, dove il detto del ministro della propaganda tedesca sotto il 3° reich, Joseph Goebbels,  “Ripetete una bugia cento volte, mille volte, un milione di volte, ed essa diventa una verità”, ha reso l' Italia un paese disinformato. Questa disinformazione ha creato una asimmetria tra i "consumatori" e i "non consumatori", facendo credere a questi ultimi che solo attraverso la repressione legislativa e poliziesca si possano ottenere risultati al fine di diminuire l' utilizzo di stupefacenti. Sfortunatamente, una bugia è una bugia e l' esponenziale diffusione del consumo di stupefacenti e dello strapotere del crimine organizzato sono le più importanti, evidenti e dannose evidenze per la società.

Alla luce di tutte queste considerazioni, colgo l' occasione per porgerle l' invito a tracciare una netta linea di distacco dal precedente governo chiedendo le dimissioni del Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni, anche a fronte dell' impegno internazionale che l' Italia dovrà affrontare in Marzo partecipando alla 55esima conferenza internazionale dell' ONU sulle droghe.

Serve una politica nuova, europea, basata sui risultati di eccellenza che altre nazioni, nostre sorelle, hanno ottenuto e replicarle.

Ben consapevole dei forti impegni istituzionali che gravano su questo governo, sarei comunque felice che in futuro qualche cosa possa essere fatto dal Suo governo.

Sarei ben lieto, un giorno, di potere affrontare l' argomento approfonditamente.

La ringrazio e la saluto cordialmente

domenica 1 gennaio 2012

Lettera al ministro con delega sulle tossicodipendenze: una proposta di dialogo

Genitilissimo Ministro Riccardi,

Le scrivo in quanto responsabile con delega sulle tossicodipendenze del Governo Monti. Confrontandomi da anni nello spinoso tema della cosiddetta "war on drugs", trovo che, la possibilità di un governo tecnico come quello del quale Lei fa parte, possa essere una grande occasione per cambiare l'approccio fallimentare che, con il fortunatamente ormai ex sottosegretario Giovanardi, ha trovato il suo apice negativo, ma che con il Dr Serpelloni trova ancora un pesante e nocivo strascico.

Leggendo la sua biografia, pubblicata sul sito del governo, è evidente il suo impegno per la pace, per la salute pubblica e per il dialogo. Per questo mi piacerebbe che potesse entrare, nel dibattito pubblico, l' abbandono dell' approccio intolleranate e criminogeno della proibizione delle sostanze illegali, su tutte la cannabis.

A questo riguardo vorrei porre alla sua attenzione un tema, quello della cosiddetta "guerra alla droga", poco e male dibattuto in Italia. Se, infatti, all' amministrazione di G.W.Bush un folto gruppo di ben oltre 500 economisti, tra cui Gary Backer e Milton Friedman, presentò un piano di legalizzazione e tassazione delle sostanze psicotrope illegali, in Italia, neppure si è accennato del Rapporto, datato Giugno 2011, della Global Commission on Drugs. Questa commissione è formata sulla esperienza di successo della Latin American Commission on Drugs and Democracy promossa dagli ex presidenti Fernando Henrique Cardoso (Brasile), César Gaviria (Colombia) e Ernesto Zedillo (Messico), a cui fanno seguito George Shultz (segretario di stato degli USA), Javier Solana, Kofi Annan, John Whitehead, Paul Volcker solo per citarne alcuni, di cui lei ha sicuramente sentito parlare, se non avuto la possibilità di conoscere di persona. I risultati di questo rapporto, di respiro internazionale, frutto di competenze trasversali (si parla di risultati in campo economico, sociale, sanitario, di ordine pubblico) suggeriscono come almeno una regolamentazione controllata della vendita della cannabis e dei suoi derivati potrebbe favorire una riduzione della diffusione dell' uso di stupefacenti e, come conseguenza diretta, la diminuzione di malattie trasmissibili e della criminalità.

Vorrei "argomentarle", con maggiori informazioni uil fallimento della "guerra alla droga", anche a fronte di ricerche personali raccolte negli ultimi cinque anni, in cui ho dedicato una parte importante del mio tempo alla trattazione dell' argomento, ma non essendo sicuro nè che lei leggerà questa e-mail, nè che arriverà a questo punto di questa missiva, sarei lieto di rimandarla al mio personale Blog (Scrivi al tuo direttore) nel quale sono raccolti scritti, pubblicati e non, sul tema, tra cui una lettera, presente nell' archivio dell' Istituto superiore della sanità; il linguaggio è scorrevole, ironico ma sempre ricco di contenuti e spunti approfonditi di riflessione.

Ben consapevole degli impegni istituzionali pressanti che è portato a svolgere, facendo riferimento alla sua carica istituzionale, volta a gestire la "Res Pubblica" con la maggior efficacia, sarei lieto di un suo interessamento sulle tematiche che ruotano attorno alla fallimentare "guerra alla droga", nella speranza che questa politica possa essere finalmente superata ed archivita all' insegna della tolleranza e del dialogo, con l' augurio di un cortese riscontro.

La saluto cordialmente e la ringrazio.

sabato 17 dicembre 2011

03/12/11 Lettera aperta al Commissario Mario Ciclosi

Gentile Commissario Ciclosi,

Benvenuto a Parma.

Mi presento, sono dottore in economia e finanza e seguo con passione le vicende della mia città, il che mi ha spesso portato ad espormi in prima persona attraverso lettere inviate (e spesso anche pubblicate) alla Gazzetta di Parma nella rubrica lettere al direttore. Come laureato in economia, uno degli aspetti di cui mi sono interessato maggiormente è l' utilizzo dei parametri economici per la valutazione delle politiche adottate: una politica è efficente nel momento in cui le risorse impiegate servono ad ottenere un obbiettivo prefissato.

Avendo ora letto e appreso della sua disponibilità al dialogo attraverso la disponibilità della sua mail, vorrei approfittarne per scriverle direttamente sul' arma di distruzione di massa della giunta precedente, nel senso che l' hanno rasa al suolo: la paraonia della "politica della sicurezza".

Nello specifico la "sicurezza" cosa è? Il dizionario cita "condizione di ciò che è senza rischi". A Parma la politica sulla sicurezza si è trasformato in proclami contro la droga e incostituzionali provvedimenti contro le prostitute. Le politiche contro il trafico di droga e contro la prostituzione hanno reso i cittadini in una condizione "senza rischi"? A dire il vero i rischi sono aumentati e proprio a causa di leggi "criminogene" e di "esternalità negative" che queste leggi hanno amplificato o creato. In Italia, la "paranoia da sicurezza", ha portato il cittadino ad essere incriminato per atti attinenti alla libertà individuale, condivisibile o meno chi sia l' attività, che, anche quando non arreca danno ad altro individuo, viene perseguita per scopi "politici"(il consenso elettorale, non la riduzione del problema). "Chi sacrifica la libertà per la sicurezza non merita ne l' uno ne l' altro" diceva Benjamin Franklin. L' Italia, con la legge fini-giovanardi e la legge merlin,è finta per non meritarsi più nè sicurezza nè libertà.


Nel caso di Parma, la giunta precedente, ha adottato una politica di "tolleranza zero" verso il traffico di sostanze stupefacenti (si stima che il traffico di stupefacenti sia qualche cosa come oltre il 60% del totale del "fatturato" del crimine organizzato) e di contrasto alla prostituzione, che ha portato alla luce, nel primo caso ad un utilizzo improprio dei fondi destinati ai "cani antidroga" e al pestaggio di un giovane di colore; nel caso di contrasto alla prostituzione, ad emettere multe facilmente cancellabili perchè incostituzionali. Il tutto senza ovviamente minimamente scalfire nè il traffico di stupefacenti, nè il fenomeno prostituzione. Molti soldi spesi nessun risultato ottenuto, si sono anzi avvicendati due diversi assessori alla sicurezza proprio a causa dei danni recati dai due eventi precedentemente esposti.

Mi piacerebbe aiutare, in questo periodo di crisi economica, la mia città, nella speranza che un' orecchio attento accolga queste osservazioni, per anni sempre passate inascoltate. L' attuale situazione economica italiana è particolarmente favorevole per dei cambiamenti epocali, a Parma con la Sua nomina e in Italia con il nuovo governo "tecnico", proprio per l' assenza della "politica dei politici"(persone interessati a propagandare idee per accaparrasi consensi a suon di slogan senza realmente essere consapevoli delle implicazioni dei fenomeni dei quali si dovrebbero occupare e per questo incapaci di comunicare con i cittadini al fine di essere il cambiamento che un elettore si potrebbe aspettare). Il fallimento della politica di "tolleranza zero" è sotto gli occhi di tutti; forze dell' ordine e giudiziarie sotto organico, sotto pagate e non sempre con i mezzi sufficenti a disposizione, per quanto riguarda la nostra piccola Parma. Organizzazioni criminali che attraverso il reciclo di denaro proveniente dal traffico di stupefacenti salvano banche o risultano la prima industria nazionale (come in Italia è il caso del crimine organizzato).

Questi e altri risultati sono tutti elementi riportate nel recente documento sull' fallimento della cosiddetta "war on drugs" redatto da una commissione indipendente internazionale, tra i cui membri spiccano Kofi Annan, Paul Volcker, Vincent Fox. La strada più facilmente percorribile per fronteggiare la diffusione di stupefacenti illegali passa dalla legalizzazione delle sostanze psicotrope, secondo i risultati dello studio della commissione. E' molto facile, invece, che la legalizzazione di cannabis e derivati possa arginare il fenomeno molto più di quanto si pensi.

Verrà da chiedersi perchè le abbia scritto. Il motivo è semplice, non è la richiesta di legalizzazione della cannabis, ma la possibilità che a Parma, magari attraverso un filo diretto con tecnici del governo (anche grazie alla "promozione" del ex cancelliere che l' ha preceduta a ministro), si possa aprire la vendita di cannabis terapeutica, sotto prescrizione medica e tassarne la produzione. Legislativamente, l' accesso alla cannabis terapeutica, in Italia è consentito, ma è molto difficlile raggiungere la prescrizione senza passare per vie giudiziarie e anche ciò permettendo, la fornitura risulta di importazione, costosa, e non continua. Le leggi interazionali, faccio riferimento alla convenzione di Vienna sulle sostanze psicotrope, permettono l' utilizzo della cannabis come medicinale. Questo anche alla luce di quanto accade negli stati Uniti d' America, dove è legale in ben 16 stati dell' unione. Oltre all' accesso al medicinale, fondamentale, anche per un rilancio dell' economia e delle entrate, potrebbe essere molto interessante l' introduzione di un imposta alla coltivazione di cannabis terapeutica, già consentita attraverso speciale autorizzazione, come sancito dalla corte di cassazione, ma anche qui solo in casi eccezionali e di difficile rilascio.

In Puglia, la distribuzione di cannabis terapeutica è già una realtà (con i problemi che le ho elencato), la produzione di cannabis anche. Sempre in Puglia nella località Chiesa Nuova, frazione di Polignano a Mare, grazie ad un progetto dell’associazione CanaPuglia, la canapa tornerà ad essere piantata. La piantagione di canapa servirà a sensibilizzare le scuole ed il territorio sulla cultura sostenibile, dato che da questa pianta possono esere prodotti tessuti, farmaci, combustibile, materiali da costruzione, carta, energia, alimenti e molto altro. Si tratta di canapa sativa certificata, che contiene la sostanza psico-attiva ma nei limiti imposti dall’Unione Europea, e non c’è rischio che tale prodotto arrivi fra le mani di spacciatori e consumatori.

Mi scuso per la prolissità della lettera, con la speranza che Lei abbia il tempo per leggerne il contenuto e la curiosità di potere approfondire l' argomento e le fornisco la mia disponibilità, come in precedenza concessa alla giunta Vignali, ma mai considerata, come "consulente", a costo zero.

Colgo l' occasione per rinnovarle i più sinceri auguri per un felice e prolifico mandato

Cordiali saluti

A differenza di quanto si può leggere in giro per la rete, sul fatto che il commissario abbia risposto a tutte le lettere che gli sono state inviate, non ho mai ricevuto risposta.

martedì 13 dicembre 2011

Lettera di assunzione al ruolo di ministro dello sviluppo economico

Egregio direttore, ormai è record del premier nel dono della "multiversatilità". Oltre al ruolo di premier del governo Italiano è anche ministro allo sviluppo economico.
Si era anche occupato del ministero degli esteri; ministero che vanta illustri precedenti, come quello del senatore a vita Colombo, che si faceva portare la bamba direttamente in ufficio.
Al proposito di dare un segnale forte al paese, di riconoscimento della crisi e di assunzione di responsabilità, le chiederei di candidarmi al ruolo, da lei assunto con competenza e professionalità, di ministro dello sviluppo economico.
Ho sostenuto un esame in economia industriale internazionale passato con votazione eccellente. Potrei sviluppare un modello di crescita industriale internazionale, come avvenne ai tempi dell' IRI.
Riuscirebbe dunque a rendere la stessa professionalità, da Lei mostrata, affidando una simile posizione ad un giovane dottore in economia con una significativa esperienza professionale.
Affidarsi allo standard dell' eccellenza, questo mi hanno insegnato.
Le chiedo dunque di valutare il mio profilo anche per una questione di immagine: la fiducia concessa ai giovani, che dovranno ricoprire posizioni di responsabilità. Un esempio.
Egregio direttore, la ringrazio per lo spazio gentilmente concesso per questa lettera di presentazione gli italiani, per un ruolo che potrebbe rilanciare l' industria agricola italiana.

20/07/2010 Arrestato il generale dei ROS ... per traffico di droga

Egregio direttore, la notizia della condanna in primo grado di appello del generale dei ROS per traffico di droga è una notizia che deve fare pensare e ripensare.
Una simile notizia dovrebbe fare riflettere il cittadino sulla attuale efficacia della repressione come strumento di dissuasione dall' uso di stupefacenti: se addirittura alcune forze dell' ordine (fortunatamente poche), che rappresentano lo stato, spacciano droga, chi dovrebbe tutelarci dalla dilagante diffusione di stupefacenti? Il presupposto che ha fatto della "guerra alla droga" uno strumento dispendioso, inefficace e amplificatore di problemi è lo stato etico e l' aderenza di parte della classe politica a questo pensiero, che è utile ricordare, ha portato alla dittatura nazista in Germania. Uno stato non può farsi portatore di "leggi morali", che, come un genitore normativo, è sempre pronto a dirti cosa è giusto o sbagliato e, in quest' ultimo caso, metterti in galera per un errore.
Da qui dovrebbe nascere il ripensamento della strategia per contrastare la diffusione di stupefacenti, che trova nella repressione, il più forte volano per gli scambi. La tolleranza, in questo difficile mercato, ha sempre portato risultati "allucinanti"; laddove, infatti, si è approcciato il problema rendendo la tossicodipendenza una questione medica, depenalizzando il consumo, o consentedo la coltivazione domestica di sostanze leggere e il loro consumo, la diffusione di droga è minima, al punto che si registrano i più bassi tassi di consumo tra la popolazione. Quale è il motivo? La responsabilizzazione degli individui. Un individuo responsabilizzato nell' utilizzo della sostanza sa riconoscerne obbiettivamente la pericolosità e l' uso sarà dettato dal buon senso, non dalla moda come negli stati dove gli stupefacenti proibiti seguono, appunto, le mode. Si veda, per esempio, la diffusione della cocaina tra i politici e l' esplosione dell' utilizzo di questa sostanza tra la popolazione, a seguito dell' introduzione di una norma fortemente repressiva, il decreto Fini-Giovanardi.

24/06/2010 LaVoce.info: torniamo in argomento

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è allarmato dallo strapotere che il narco traffico si è guadagnato negli ultimi anni e che sta destabilizzando interi Paesi del Terzo Mondo. Meglio tardi che mai. La conclusione del consiglio di sicurezza a questa riflessione è semplice: il problema è stato finora sottovalutato, ammettono. In un Intervista rilasciata, Antonio Maria Costa, direttore esecutivo di Unodc, l'Ufficio Droga & Crimine delle Nazioni Unite, effettua brevi riflessioni. Parla di stop di crescita dell' offerta di stupefacenti, cresciuta a dismisura negli anni '90, ma soprattutto dell' interesse del narcotraffico per il mercato Africano e Brasiliano. Parla della assenza di strutture "repressive", come causa di un futuro dissesto di questi paesi. Peccato che racconti bugie, le stesse bugie che sono state per 70 anni lo strumento più efficace di propaganda del proibizionismo; le stesse bugie che sono alla base del fallimento della "war on drugs" dichiarata dagli Stati Uniti per primi e dalle Nazioni unite poi. Per quanto riguarda la diminuzione dell' offerta di droga, Costa dice falsità. Dall' occupazione Nato dell' Afghanistan i dati ufficiali riferiscono un costante aumento della produzione di oppio per la produzione di eroina, con il picco raggiunto proprio in questo primo decennio del 2000. La guerra alla droga in Colombia ha portato ad una riduzione della produzione in questo stato, per una delocalizzazione dela coltura della coca nelle nazioni attigue, Venezuela e Boliva, dove è letteralmente esplosa la coltivazione della coca. Come si può pensare che in un paese come l' Africa dove in molte regioni si fatica ad avere acqua potabile e denaro per costruire pozzi, la popolazione si mettera ad usare cocaina ed eroina? La realtà è che sono appena state scoperte, o forse si sono volute divulgare solo ora, le "rotte internazionali" del traffico di droga, le maggiori zone di transito, più facilmente corruttibili e quindi più praticabili dalla malavita organizzata; appunto l' Africa per portare la cocaina dal Sud America all' Europa. Che dire delle riflessioni che Costa riserva alla repressione come strumento per contrastare la diffusione di stupefacenti su scala planetaria? Si sprecano gli studi che evidenziano come ad un maggiore livello di repressione, si associa una maggiore violenza per le strade (emblematico è il caso del Messico dove, dalla scesa in campo dell' esercito nel 2006,la guerra alla droga, ha causato più di 20.000 morti). In Messico, ancora come dichiarato già dall' ex ministro degli esteri Jorge Castaneda, ben prima del impiego dei militari, lo stato era già scacco della corruzione del narco traffico; non è quindi un fenomeno "recente" la destabilizzazione di intere nazioni da parte del narcotraffico. Ma perchè tutto questo è stato "sottovalutato"? La ragione è semplice: il flusso di denaro che coinvolge il traffico di droga. Dal flusso di denaro del narco traffico si sono potute comperare e vendere, molto spesso proprio attraverso lo scambio con la droga, enormi quantitativi di armi. In sud america è facile usare euro dollari o cocaina come moneta di scambio per l' acquisto di armi. Lo stesso discorso vale per il Messico e l' Afghanistan. Addirittura si sono è potuto influenzare, con il denaro del narco traffico, anche elezioni politiche, favorendo proprio i partiti che appoggiavano la guerra alla droga; così facendo questi partit si garantivano, da una parte, flussi "puliti" di denaro derivanti da piani fallimentari come il Plan Colombia e dall' altro i flussi "sporchi" che alimentano la corruzione derivanti dal narcotraffico. La realtà è che il traffico di droga è stato volutamente sottovalutato per garantire il traffico illegale di armi da e verso i paesi del terzo mondo, di cui ora l' Onu sembra preoccuparsi, per garantire profitti ai costruttori di armi e alle nazioni coinvolte nella loro produzione. Parlare ancora di repressione, quando questa è la causa dell' attuale disastro planetario è come buttare benzina sul fuoco. Ma forse ci sono ancora interessi economici da tutelare, sicuramente non dei paesi vittime di questa guerra persa.

03/03/2010 LaVoce.info; si parla di antiproibizionismo

Le politiche sugli stupefacenti sono un interessante argomento di discussione che nel mondo occidentale è fonte di dibattito aperto, sul quale, però, manca una giusta informazione da parte dei mezzi di comunicazione, specialmente in Italia. La "droga" è infatti un tema caldo per la stampa perché facile argomento di cronaca; i casi di delinquenza o corruzione attraggono il "pubblico" per il forte impatto emotivo che questi casi generano. I giornali, pur di vendere, puntano sull' emotività delle notizie piuttosto che rendere giusta informazione sul tema. Questo è causa, in Italia, prima di tutto di una mancata corretta legislazione per prevenire la diffusione delle dipendenze; in secondo, luogo del fallimento delle politiche sulle tossicodipendenze. La politica, adottando un taglio emotivo-giornalistico nella trattazione del tema stupefacenti e tossicodipendenza, è più propensa a cercare il facile consenso, piuttosto che trattare l' argomento in maniera matura e responsabile. In Italia non si parla delle politiche estere sul tema, si evita accuratamente il confronto delle esperienze tra nazioni, si tacciono i pareri e le evidenze medico-scientifiche e i pareri provenienti dalle più diverse scienze sociali, tra cui, per esempio, l' economia. Per quanto riguarda il facile consenso, la politica in Italia punta, ormai da quarant' anni, sul messaggio semplicistico del "no alla droga". Quello che i giornali non riportano è che questo modo di affrontare il problema può essere causa di un aumento della diffusione del fenomeno. La rivelazione sconcertante è frutto di uno studio dell'Universita' della Pennsylvania commissionata dal Nida (l'istituto nazionale Usa che si occupa di droga). E' stata effettuata la valutazione di una campagna di prevenzione organizzata dal governo Usa a colpi di spot tv,per prevenire il consumo di marijuana. Lanciata nel 1998 è ancora in corso. Il risultato non e' stato all'altezza delle aspettative: secondo lo studio di valutazione, dopo cinque anni dall'inizio, la campagna ha evidenziato effetti boomerang sulle persone a cui era rivolta. Chi aveva visto piu' spot, infatti, mostrava un livello più basso di risultati: molti ragazzi esprimevano giudizi positivi sulla marijuana o addirittura avevano cominciato a consumarla. Questo è uno dei risultati del "no alla droga". La Gran Bretagna ha commissionato uno studio scientifico sulla pericolosità degli stupefacenti. I risultati della ricerca sono stati riportati sul Times, ma in Italia non se ne è parlato. La commissione governativa ha presentato, così, una classificazione delle venti sostanze "socialmente piu' pericolose" in cui alcolici e tabacco figurano rispettivamente al quinto e al nono posto. Nella graduatoria, l'alcool è preceduto solo da cocaina, eroina, barbiturici e metadone, e anche il tabacco risulta più pericoloso di cannabis, Lsd ed Ecstasy. Se l' impatto del "no alla droga" è fallimentare, le evidenze scientifiche trascurate, anche l' economia, ha un parere in merito alla efficacia delle attuali politiche di proibizione delle droghe. L' ultimo appello, mai trattato in Italia dalla stampa, nè tanto meno dalla politica, esperesso dal premio Nobel per l' economia Gary Backer, riguarda il giudizio lapidale sul fallimento della guerra alla droga, che nessuno ha il coraggio di ammettere. La posizione è semplice: la guerra alla droga costa, tanto; c'è un modo più efficace per ridurne il consumo? La posizione del Nobel è la legalizzazione e conseguente tassazione. Interessante da notare che questo non è il punto di vista isolato di un solo economista. E' infatti uno tra i cinquecento economisti firmatari di un appello lanciato nel 2005 da un altro premio Nobel all' economia, Milton Friedman. Se l'attuale politica sugli stupefacenti ha fallito, non sarebbe il caso di cambiare rotta ed ascoltare il parere di esperti?

Pubblicato sul sito de Lavoce.info tra le lettere. Sono onorato :-)

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