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giovedì 30 gennaio 2014

ITALIA - Deputato Sel si fa una canna in Parlamento

Il deputato di Sel Daniele Farina, durante un'intervista con La Zanzara, ha iniziato a fumare una "canna" di marijuana all'interno dei locali della Camera dei Deputati. "Dalla legalizzazione della cannabis - dice Farina - possono arrivare otto miliardi di euro per lo Stato. Ma l'assegno è in carta da canapa e il governo non lo vuole". Farina precisa di aver fumato "nella zona fumatori" della Camera, non in Aula né in Transatlantico, "nel rispetto della legge".

ITALIA - Deputato Sel si fa una canna in Parlamento

domenica 26 gennaio 2014

MONDO - Legalizzazione cannabis. Intervento del presidente colombiano al Forum di Davos

Come spiegare ai contadini colombiani che coltivare la droga e' illegale quando in altri Paesi viene legalizzata: il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha presentato questo paradosso davanti al Forum mondiale economico di Davos, in Svizzera, ed ha ipotizzato un coordinamento internazionale.
“Come posso dire al contadino che coltiva la marijuana nelle montagne della Colombia che dovra' andare in prigione, quando fumare della marijuana e' legale negli Stati del Colorado e di Washington?” in Usa -ha dichiarato Santos nell'ambito di un dibattito sulle droghe in presenza dei responsabili politici ed economici riuniti a Davos.
“Dobbiamo affrontare questo problema a livello internazionale perche' altrimenti lo dovremo spostare da un luogo ad un altro”.
Santos ha anche ricordato che l'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), che raggruppa tutti i Paesi del continente con l'eccezione di Cuba, ha dato mandato per esaminare a fondo la questione della legalizzazione in un contesto di lotta al narcotraffico.
L'OEA, nel 2012, aveva approvato un documento in cui rilevava che i metodi tradizionali di repressione dei cartelli della droga, tipici della lotta messa in atto dagli Usa, non avevano dato i risultati sperati. Un mezzo efficace, secondo il presidente colombiano, e' la confisca dei beni dei baroni della droga, ma “il segreto bancario e' un ostacolo”. A maggio del 2013 l'OEA ha pubblicato un rapporto in cui invita a studiare una eventuale legalizzazione della cannabis, come contrattacco al traffico, iniziativa sostenuta notoriamente dall'ex-presidente messicano Vicente Fox (destra).
Per Santos, prima di prendere una decisione sulla legalizzazione, conviene studiare tutti gli aspetti, inclusi quelli di sanita' pubblica, perche' “la marijuana e' diversa dalla cocaina, e la cocaina e' diversa dall'eroina”.
Anche il presidente dell'Equador, Rafael Correa, in una conferenza stampa a Quito questa settimana, ha anch'egli perorato “una discussione piu' approfondita”.
Secondo le Nazioni Unite, piu' del 90% della cocaina consumata in Usa, transita dal Messico e dall'America Centrale, una delle regioni piu' violente al mondo.

MONDO - Legalizzazione cannabis. Intervento del presidente colombiano al Forum di Davos

USA - Cannabis legalizzata. In arrivo norme per l'accesso al credito bancario

Continua il dibattito sulla marijuana negli Stati Uniti. Ieri anche il segretario alla Giustizia, Eric Holder, è intervenuto sull'argomento, a pochi giorni dalla storica dichiarazione del presidente Barack Obama: in un'intervista al New Yorker aveva detto che la cannabis non è peggio dell'alcol. Holder ha invece fatto un passo in avanti dal punto di vista pratico, sostenendo che il business legale della sostanza deve aver accesso al sistema bancario e che il governo a breve regolamenterà il settore.
La dichiarazione - come ricorda il New York Times - non darà da subito il via libera ai depositi e all'utilizzo di altri servizi bancari ai produttori e ai venditori di cannabis legale, ma di certo chiederà ai giudici di non aprire casi che coinvolgono imprenditori della marijuana che usano banche.
Questo perché negli Stati Uniti - nonostante il Colorado e lo stato di Washington abbiano legalizzato l'uso ricreativo e altri 20 stati accettino la cannabis terapeutica - coloro che lavorano nel settore non possono avere accesso agli istituti di credito.
Gli imprenditori della canna infatti trovano la porta sbarrata sia per accedere a un prestito (e quindi aprire un nuovo business) che per avere un conto corrente o una carta di credito.
"Non è una cosa buona lasciare una grande quantità di denaro in questi posti. Loro vogliono poter usare il sistema bancario", ha detto Holder parlando al Miller Center della University of Virginia. Il segretario alla Giustizia ha ricordato come i padroni di negozi legali debbano conservare tutti i loro guadagni (liquidi) in luoghi non sicuri, rischiando rapine e furti. E ancora gli imprenditori del settore sono costretti a pagare in contanti i loro dipendenti oppure le bollette delle utenze.

USA - Cannabis legalizzata. In arrivo norme per l'accesso al credito bancario

Giovanardi a Porta a Porta: mia figlia è stata con un nero, rasta, sposato con un uomo

Il senatore del Nuovo Centrodestra ha raccontato di quando sua figlia, oggi sposata e con figli, di ritorno da un periodo in Sudafrica gli raccontò di essere stata fidanzata «con un ragazzo rasta... e mi ha spiegato cosa voleva dire, di colore, e mi ha spiegato cosa voleva dire, e sposato con un uomo. Quando il giorno dopo mi sono svegliato al pronto soccorso mi ha anche spiegato che si trattava di un matrimonio di interesse utile a fargli ottenere la cittdinanza».

La rivelazione è arrivata in risposta alla domanda di Bruno Vespa che gli chiedeva come avrebbe reagito nel caso sua figlia gli avesse confessato di avere una relazione con una donna. Come al solito Giovanardi non ha risparmiato al pubblico le sue ormai note posizioni conservatrici sui gay nella società: «Per fortuna adesso mia figlia è sposata con un’altra persona ed è mamma di figli; quindi diciamo che, a parte lo choc, la mia storia ha avuto un lieto fine. La famiglia è una sola – ha concluso – con papà e mamma. In una coppia non c’è spazio per gli omosessuali».

Giovanardi a Porta a Porta: mia figlia è stata con un nero, rasta, sposato con un uomo

Will big tobacco jump on the marijuana movement?

SPOKANE, WASHINGTON The states of Washington and Colorado legalized possession of small amounts of marijuana in the November elections, but it is unclear if any cigarette makers plan to supply either market.

Marijuana remains illegal under federal law. President Barack Obama indicated last week that going after individual users won't be a priority, but there's no firm indication yet what action the Justice Department might take against states or businesses that participate in the nascent pot market, which has the potential to be large. For example, analysts have estimated that a legal pot market could bring Washington state hundreds of millions of dollars a year in new tax revenue for schools, health care and basic government functions.

Bill Phelps, a spokesman for Philip Morris USA, maker of Marlboro, based in Richmond, Virginia, was vague when asked about the future intentions of the nation's largest tobacco company.

"We have a practice of not commenting or speculating on future business," Phelps said, adding "tobacco companies are in the business of manufacturing and marketing tobacco products."

Less mysterious was Bryan Hatchell, a spokesman for the second-largest cigarette maker, Reynolds American Inc., maker of Camel and Pall Mall, among many others.

"Reynolds American has no plans to produce or market marijuana products in either of those states," Hatchell said. "It's not part of our strategy."

But if major tobacco companies are not going to supply the new markets, it appears there are some ready to step in.

The Washington State Liquor Control Board is receiving plenty of applications from people who want to be certified to be able to grow pot legally, even though the agency is not yet soliciting such applications. Agency spokesman Brian Smith said Tuesday that some applications so far have come from people who have long been growing marijuana when it was against state law.

"We're getting a lot of interest from people that want to be producers," Smith said. "Some say they have been growing it illegally until now."

Indoor growing operations appear to be the most productive and secure for marijuana, Smith said.

"But we could have outdoor grows in eastern Washington," he said.

Since no state had previously legalized marijuana possession, Washington must invent a production system from the ground up, Smith said. Colorado did have a licensed system for growing medical marijuana, but that was very tightly regulated and probably more stringent than Washington needs, Smith said.

"We don't need to get to the level of oversight Colorado has in medical marijuana," he said.

Washington's new law decriminalizes possession of up to an ounce of pot for people over 21. But selling marijuana remains illegal for now. The initiative gave the state a year to come up with a system of state-licensed growers, processors and retail stores, with the marijuana taxed 25 percent at each stage.

In Colorado, a 24-member task force began work on pot regulations this week. The state's Department of Revenue must adopt the regulations by July, with sales possible by year's end.

Will big tobacco jump on the marijuana movement?

venerdì 24 gennaio 2014

Io sto con ASCIA

Pot for .... Fun?!?
Dovremmo quasi essere grati al senator Gentile, perché con le sue continue uscite, ci offre sempre l’opportunità di spiegare meglio con chi sta parlando e soprattutto sui motivi del nostro attivismo nel voler vedere abrogata, cancellata, incenerita, la Fini-Giovanardi, e legalizzata “una pianta” dagli usi millenari.

Il senatore, dopo aver letto il nostro precedente articolo ha rilasciato la seguente dichiarazione, invitando l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) a valutare circa la correttezza e la legalità delle informazioni pubblicate nel nostro sito:

”Spero che l’Agcom, i cui compiti e le cui funzioni oggi sono delicate e importanti, voglia dare un’occhiata al sito www.legalizziamolacanapa.org e assumere le decisioni conseguenziali“. Lo afferma il sen. Antonio Gentile (Ncd), membro della commissione bicamerale per l’infanzia. “Si legge sul sito“- prosegue Gentile – che “l’8 febbraio” data di una manifestazione a Roma per la legalizzazione di questa droga ”bisogna essere in tanti per contrastare i bigotti della Fini- Giovanardi che sono contrari a questa pianta che continua a dare benefici a chi la consuma”. ”Una frase grave -dice Gentile – che contrasta con l’appendice ipocrita messa dai realizzatori del sito che dichiarano di non voler istigare all’uso della cannabis e di rispettare il codice penale. Questo sito diffama chiunque contrasti l’idea assurda che la cannabis non sia una droga – dice Gentile – e impunemente sc! rive e dice cio’ che vuole pensando che la liberta’ di espressione non abbia alcun limite. E’ necessario che l’Agcom faccia il suo dovere, leggendo quelle pagine e analizzando se sono in contrasto.con le numerose leggi vigenti. Tutto qui. Non si puo’ pensare che internet sia un mondo dove tutto e’ possibile e concesso”.
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Lettera aperta al senatore Gentile

“Caro” senatore, tanto per iniziare, vorremmo farle presente che non abbiamo diffamato nessuno e che stravolgere il senso dei concetti non può che confermare quanto abbiamo sempre affermato, e cioè, che è assolutamente impossibile cercare di spiegare un diverso punto di vista, quando l’interlocutore è impregnato di faziosità e di pregiudizi ideologici.

Vede senatore, noi abbiamo parlato di “cultura bigotta” e non de “i bigotti della Fini- Giovanardi“, e creda che il significato è totalmente differente.

Quando scriviamo “cultura bigotta”, ci riferiamo al metodo dei divieti e delle punizioni, che purtroppo da millenni opprime l’ambizione umana al Libero Arbitrio. Ci riferiamo a quella cultura che ha sempre diviso la società in buoni e cattivi, in base al colore della pelle, o all’appartenenza ad una diversa confessione religiosa, o alle proprie tendenze sessuali, o in base a convinzioni scientifiche non condivise, o molto più semplicemente in base ad uno stile di vita che non collima con la convenzione sociale che, penso sia inutile ricordarglielo, viene sempre determinata da chi sta al vertice della piramide del potere.

Non sappiamo se lei senatore sia un fumatore di tabacco, ma pensiamo che comunque non si scandalizzi nel vedere un suo collega accendersi una sigaretta, bene senator Gentile, le forniamo qualche chicca per farle comprendere meglio perché invitiamo a contrastare la “cultura bigotta” e chi purtroppo la rappresenta rendendosi complice della staticità della Storia.

Una piccola passeggiata nel tempo …quando il consumo di tabacco era vietato:

- 1600 – In Russia, lo zar Michail Fedorovic giustizia tutti coloro che siano trovati in possesso di tabacco e ordina che chi sia trovato in possesso di tabacco sia torturato finché non riveli il nome del suo fornitore

- 1650 – L’uso del tabacco è proibito in Baviera, Sassonia e Zurigo

- 1650 – Il sultano Murad IV dell’Impero Ottomano decreta la pena di morte per chi fuma tabacco “…persino sul campo di battaglia egli faceva di tutto per sorprendere i suoi uomini nell’atto di fumare, che avrebbe poi punito decapitandoli, impiccandoli, squartandoli o amputandogli mani e piedi…”

- 1691 – A Luneberg, in Germania, la pena per chi fuma tabacco consiste nella morte

- 1921- Le sigarette sono illegali in quattordici Stati americani e in altri ventotto vengono presentati progetti di legge

Vede senatore, quello che ancora oggi ci stupisce è constatare che, nonostante i secoli siano passati, la sceneggiatura del proibizionismo rimane sempre la stessa e siamo sicuri che se lei fosse vissuto in quegli anni e se come oggi avesse ricoperto ruoli nelle Istituzioni, non avrebbe esitato un secondo nel mandare a morte un fumatore di tabacco, magari prescrivendo anche una bella tortura per trovare i suoi fornitori.

Dobbiamo inoltre notare che il proibizionismo è in realtà una droga e che il Potere ne è così assuefatto da non poterne fare a meno, tant’è che finito il proibizionismo contro il tabacco è iniziato quello contro l’alcol, un fallimentare “nobile esperimento” di cui subiamo ancora gli effetti negativi per la totale mancanza di informazioni sull’educazione all’uso, per dar luogo infine alla crociata più insulsa e compromettente mai concepita: quella contro la cannabis.

Passando al secondo concetto della sua dichiarazione, anche qui ha voluto dare la sua soggettiva interpretazione, infatti lei afferma che noi abbiamo scritto: “che sono contrari a questa pianta che continua a dare benefici a chi la consuma”, legga bene senatore, noi abbiamo scritto: “a chi continua a trarre benefici illeciti dal suo consumo“, le risulta forse che la malavita organizzata non tragga benefici dal consumo di cannabis? E’ stata una sua svista o una malafede precostituita nei nostri confronti, che non le permette neanche di leggere bene ciò che scriviamo?

Oppure si riferisce al fatto che consideriamo assurda questa persecuzione nei confronti di “cittadini rei solo di apprezzare i benefici di questa pianta?“, ma che la cannabis dia benefici da un punto di vista terapeutico non siamo solo noi a dirlo, ma decine e decine di ricercatori in tutto il mondo, dal dott. Lester Grinspoon al prof. Gianluigi Gessa e da migliaia di testimonianze dirette, di pazienti affetti da patologie invasive e che dalla cannabis hanno trovato un reale beneficio.

E di questo, nonostante la sua contrarietà, dovrebbe farsene una ragione, visto che il problema dell’uso terapeutico della cannabis in questo momento viene dibattuto a livello globale, e per darle un’ulteriore informazione, per colmare almeno in parte la sua non conoscenza sul tema, le riveliamo, a scopo squisitamente didattico, che i fiori di cannabis coltivati in proprio hanno lo stesso identico principio attivo dei fiori di cannabis venduti e somministrati per l’uso terapeutico, quindi, ci dica senatore, dove è il confine tra droga e medicina se non nell’abuso?

E proprio contro qualsiasi abuso ci siamo sempre adoperati per informare la nostra utenza, perché a noi sta molto più a cuore educare, piuttosto che punire.

Non siamo noi gli ipocriti senatore, e comunque ricordi che piantare alcune piante di cannabis, indipendentemente che sia giusto o sbagliato, non può essere reato!
E si metta l’anima in pace senatore, perché noi questa battaglia la portiamo avanti sino in fondo!

Direttivo ASCIA

venerdì 17 gennaio 2014

Smoking out the meaning in Colorado’s marijuana law

Published: January 16
Steve Fox’s Jan. 12 Outlook commentary, “Why the NFL should let players inhale,” implied that marijuana is not addictive and carries no long-term harm. Research shows that about one in 10 adult marijuana users, and closer to one in six teenagers, will become addicted.

Mr. Fox also suggested that marijuana is a safe alternative to opioid painkillers. In reality, the best studies show that marijuana is effective only for a specific type of pain (neuropathic), which opioids do not treat well. Further, non-addictive medications that are superior to marijuana in treating neuropathic pain are available.

Perhaps most misleading, Mr. Fox implied that marijuana protects brain function and should therefore be freely available to pro football players who sustain head trauma. A recent 38-year study documented a decrease in chronic cannabis users’ IQ.

If the NFL lifts its ban on marijuana, it should not do so because of its purportedly non-addicting, pain-controlling and neuroprotective effects.

When will policymakers realize that the prohibition environment, which produces dangerous drug dealers who “push” harder drugs on their marijuana customers, is the so-called gateway, not the plant itself? Regulation and control remove marijuana buyers from the dangerous environment of the illicit street-corner drug trade, placing them in safe retail stores, and provide the safest-quality marijuana. If you want fewer marijuana users using other drugs, collapse the profitable marijuana-prohibition environment. There is only one way to do that: Legalize it.

The writer, a retired Maryland State Police narcotics commander, is executive director of Law Enforcement Against Prohibition.

In the Jan. 12 Outlook commentary “If you’re white, feel free to smoke up,” Stacey Patton and David J. Leonard say they are “not ready to celebrate the most recent moves to decriminalize marijuana” in Colorado because some states have decriminalized (but not legalized) marijuana but still have disparate rates of incarcerated black men.

Users caught with marijuana are often issued civil fines or ordered to undergo treatment. In some jurisdictions that have decriminalized marijuana, police will arrest users on technicalities, such as the presence of paraphernalia, and those arrests often disproportionately affect people of color.

Colorado’s law is the first legalization law in the nation. Before it passed, there were 10,000 marijuana possession arrests in Colorado each year. Now anyone age 21 or older can purchase, possess and privately use marijuana free of interference by the police. This also means police cannot claim the smell or view of marijuana in order to racially profile.

Instead of criticizing the voters of Colorado, Ms. Patton and Mr. Leonard should commend them for taking a step in the right direction.
The writer is a board member of Marijuana Majority.

Smoking out the meaning in Colorado’s marijuana law

giovedì 16 gennaio 2014

USA - Clima positivo riduce uso marijuana tra studenti. Studio

Tra le strategie per ridurre il ricorso alle droghe leggere tra gli studenti di scuola superiore, i test scolastici anti-droga non sembrano essere molto efficaci. Lo ha scoperto un nuovo studio pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs che ha dimostrato che e' molto piu' significativa ed efficace la promozione di un clima generale scolastico positivo e accogliente. Una definizione che gli studenti coinvolti nella ricerca hanno attribuito alle scuole in cui e' possibile instaurare un rapporto di reciproco rispetto tra docenti e allievi.
L'indagine, condotta dalla University of Pennsylvania, ha reclutato 361 studenti liceali, molti dei quali iscritti ad istituti che praticano i test di positivita' al ricorso delle droghe leggere, marijuana in primis. Dai dati e' emerso che gli studenti che hanno dichiarato di frequentare una scuola dal clima positivo avevano il venti per cento in meno di probabilita' di fumare marijuana e il quindici per cento in meno di accendere una sigaretta.

USA - Clima positivo riduce uso marijuana tra studenti. Studio

domenica 12 gennaio 2014

USA - Cannabis legalizzata. Banche non danno credito al nuovo mercato


I commercianti di marijuana in America brindano all'ondata di legalizzazione sul fronte delle droghe leggere che sta interessando gran parte del Paese. Ma il loro vero 'nemico' restano le banche, sempre più restie a prestare denaro o fornire i tradizionali servizi a questo tipo di attività. E poco importa se l''erba' non è più illegale. Il problema - scrive il New York Times - nasce dalle discrepanze tra legislazione federale e statale. Se infatti oramai sono venti gli Stati (più il District of Columbia dove si trova la capitale Washington) in cui la vendita della cannabis è stata legalizzata per uso medico e, in alcuni casi, anche per uso ricreativo, le droghe leggere restano illegali per la legge federale. E il 'Controlled Substances Act', entrato in vigore nel 1970, classifica la marijuana nè più nè meno come eroina, Lsd ed ecstasy, considerandola tra le droghe più pericolose. Ecco perchè le banche il più delle volte non vogliono avere a che fare con chi commercia la cannabis, per paura di essere sanzionate dalle autorità federali con pesanti multe. Cosi', per esempio, a chi ha aperto un 'coffee shop' in Colorado sarà molto difficile ottenere prestiti o anche solo il servizio per i pagamenti con le carte di credito. Per il New York Times la maggior parte del business legale di marijuana si svolge oggi in contanti, con non pochi rischi per la sicurezza. "Quello delle banche è il problema più grosso che l'industria legale della marijuana incontra oggi negli Stati Uniti", denuncia l'associazione di categoria, sottolineando come questo sia assurdo, visto che nel 2014 le vendite di cannabis potrebbero raggiungere i tre miliardi di dollari. "Tutto questo denaro che circola fuori dalle banche non è un sistema sicuro, e non è nell'interesse di nessuno". Di qui l'appello a Washington: armonizzare le norme federali con quelle che oramai stanno prendendo piede in tanti Stati Usa.

USA - Cannabis legalizzata. Banche non danno credito al nuovo mercato

sabato 11 gennaio 2014

USA - Si allrga scandalo droga in basi Aeronautica

Si allarga lo scandalo della droga nelle basi dell'Aeronautica statunitense, con 10 ufficiali ora sotto inchiesta in sei diverse installazioni. Sono nove tenenti ed un capitano ad essere indagati per possesso illegale di sostanze stupefacenti. Tra questi i due ufficiali responsabili dei missili armati con testate nucleari dislocati nella base aerea di Malmstrom, in Montana, che, come riportano i media americani, sono stati sospesi dai loro incarichi. L'inchiesta ha all'inizio coinvolto due ufficiali della Edwards Air Force Base in California, la seconda base aerea piu' grande del Paese, e poi si e' estesa, sulla base dei contatti di questi ufficiali. Ed ora ha superato anche in confini nazionali, coinvolgendo anche militari americani dispiegati nella Royal Air Force Lakenheath in Inghilterra, si legge sul sito della Bbc.

USA - Si allrga scandalo droga in basi Aeronautica

giovedì 9 gennaio 2014

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Gozi-Manconi (Pd): Italia prigioniera di visione antiquata

''Il nostro Paese è prigioniero di una visione antiquata e antiscientifica che tende a uniformare ogni tipo di droga. Non è così''. Lo affermano Sandro Gozi e Luigi Manconi, il primo deputato e l'altro senatore del Pd, in un intervento congiunto sull'Unità. ''E' un preciso dovere di ogni Stato combattere il traffico criminale di droghe pesanti e trovare soluzioni pragmatiche e razionali per ridurne le conseguenze sulla vita e sulla salute di chi ne fa uso'', sottolineano. Ma quanto alla Cannabis ''coltivare una o più piantine in casa, esclusivamente per il consumo privato, non ha - sostengono entrambi - alcun impatto negativo sulla salute di chi lo fa e non crea danni a terzi''. In un'intervista sul Manifesto Manconi sottolinea come sia per un sistema ''di legalizzazione, che significa regolamentazione della produzione, del commercio e del consumo delle sostanze stupefacenti a partire dai derivati della canapa indiana. Questo significa sottoporre hashish e marijuana a un sistema di tassazione e controllo, regole e limiti''. 

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Ex-ministro Antonio Martino: legalizzare tutte le droghe

Dipendesse dall'ex ministro Antonio Martino, deputato di Forza Italia, dovrebbe essere acquistabile non solo la cannabis ma anche le cosiddette droghe pesanti. "Finalmente vedo realizzata un proposta che e' stata di Milton Friedman prima che mia, cioe' quella di legalizzare l'uso della marijuana - afferma all'agenzia stampa IL VELINO il parlamentare in merito alla proposta di legge depositata dal senatore Pd Luigi Manconi - ma io sarei per legalizzare tutti gli stupefacenti. Se la mia salute appartiene a me e non allo Stato, perche' non dovrei assumere sostanze a me nocive? Lo Stato ha diritto e forse anche il dovere di dissuadermi ma non ha diritto di impedirmi con la forza di farlo e tanto meno di mettermi in galera, perche' io non ho fatto male a nessuno". Un'''argomentazione liberale, quella di Martino, che poggia fra l'altro su un precedente storico: "Fino alla Prima guerra mondiale la vendita degli stupefacenti era lecita. C'erano quelli che prendevano il Laudon, che e' un oppiaceo, e diventavano dipendenti: affari loro...". Per questo, secondo Martino, e' "assurdo" che lo Stato affermi: "Io pago per le tue cure, quindi non ti puoi ammalare, la tua salute appartiene a me. Questa e' una stupidaggine".
E sulle unioni civili: "Potrebbero gia' essere realizzate con una piccola modifica del codice civile" Ma Martino approva anche la proposta di Matteo Renzi di regolare le unioni civili, che rientrano "all'interno della liberta' di contratto, essenziale per un liberale": "Il diritto civile consente di stipulare contratti ad adulti consenzienti, se siano dello stesso sesso o diversi non e' specificato da nessuna parte quindi le unioni civili potrebbero gia' adesso essere realizzate con una piccola modifica del codice civile. Sono contrario alla pretesa di avere la pensione di reversibilita' ma se i versamenti ci sono, c'e' anche diritto a prendere la pensione". Insomma, per l'ex ministro anche se "in questo momento ci sono cose piu' pressanti, Renzi ha fatto benissimo a metterle al centro della agenda: ha detto una cosa di sinistra e liberale ed e' una cosa giusta".


ITALIA - Legalizzazione cannabis. Ex-ministro Antonio Martino: legalizzare tutte le droghe

martedì 7 gennaio 2014

CNN Poll: Support for legal marijuana soaring

Posted by
CNN Political Unit

Washington (CNN) - In a major turnaround from past decades, a majority of Americans support legalizing marijuana, according to a new poll.

The CNN/ORC International survey released Monday also indicated that the number of people who say smoking pot is morally wrong has plunged.

Fifty-five percent of those questioned nationally said marijuana should be made legal, with 44% disagreeing.

The CNN/ORC findings are similar to a Gallup poll conducted in October.

According to the CNN poll and numbers from General Social Survey polling, support for legalizing marijuana has steadily soared over the past quarter century - from 16% in 1987 to 26% in 1996, 34% in 2002, and 43% two years ago.

The survey found interesting divides on the issue.

"There are big differences on age, region, party ID, and gender, with senior citizens, Republicans, and Southerners the only major demographic groups who still oppose the legal use of pot," said CNN Polling Director Keating Holland.

Two-thirds of those 18 to 34 said marijuana should be legal, with 64% of those 34 to 49 in agreement.

Half of those 50 to 64 believe marijuana should be legal, but that number dropped to 39% for those age 65 and older.

Support stood at 60% in the Northeast, 58% in the West, 57% in the Midwest, but just 48% in the South. Sixty-two percent of Democrats and 59% of Independents, but just 36% of Republicans, backed legalizing marijuana. Fifty-nine percent of men but just 51% of women supported making pot legal.

Attitudes have dramatically changed

Why has support for legalizing marijuana tripled since the 1970s and 1980s?

"Attitudes toward the effects of marijuana and whether it is morally wrong to smoke pot have changed dramatically over time," said Holland. "That also means that marijuana use is just not all that important to Americans any longer."

In 1972, about a year after President Richard Nixon declared drugs "public enemy Number One," 65% said the use of marijuana was a very serious problem for the United States. Now that is down to 19%.

The number who said marijuana is a gateway drug (47%), is down 23 points since 1972. The number who said marijuana is addictive (50%), is down 10 points. And the number who said marijuana is physically harmful (43%) is down 23 points.

"Clearly there are some reservations about marijuana, but not the widespread fear that existed during the original War on Drugs in the 1970s," added Holland.

The biggest change indicated by the poll reflected the number of people who said smoking pot is morally wrong. In 1987, 70% said it was, making it a sin in the minds of more Americans than abortion or pornography.

Now, that number has been halved - just 35% today said smoking marijuana is morally wrong.

Widespread agreement that it is not morally wrong may be one of the bigger drivers of the pro-legalization movement.

The CNN poll was conducted by ORC International, from January 3-5, with 1,010 adults nationwide questioned by telephone. The survey's overall sampling error is plus or minus 3 percentage points.

CNN Political Editor Paul Steinhauser contributed to this report

Cannabis legale, la Lega apre in Lombardia: Maroni rilancia il tweet, ma poi si corregge

Il superamento del proibizionismo è stato lanciato sul social network dall'assessore regionale all'agricoltura, Gianni Fava. Il governatore riprende il post, poi però lo attribuisce a un suo collaboratore. Contrario il segretario federale Salvini

"Credo valga la pena cominciare a parlarne seriamente. Il proibizionismo ha fallito". Con questa frase l'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava, ha aperto ufficialmente il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, nel suo partito, la Lega Nord. A sorpresa, la frase è stata subito ritwittata dall'ex segretario e governatore lombardo, Roberto Maroni. L'apertura del Carroccio è una novità, anche se in linea con altre posizioni 'libertarie' del movimento come la storica battaglia per la legalizzazione e regolamentazione della prostituzione, per la quale è stata presentata una proposta di legge al Senato.

Ma in un secondo tempo il governatore ha precisato di non condividere la proposta e ha attribuito il post su Twitter a un errore di un suo collaboratore. Contraria la presa di posizione del segretario federale Matteo Salvini che boccia la proposta: "Non è tra le nostre priorità, ognuno può pensarla come vuole, ma per il momento non vedo spazi di discussione". Il segretario aggiunge: "Se nel 2014 faremo una battaglia per legalizzare qualcosa sarà semmai la prostituzione: non abbiamo alcuna intenzione di batterci per legalizzare le droghe, leggere o pesanti che siano. E' un dibattito che vedo bene in bocca a Matteo Renzi".

Su questo tipo di argomenti in passato è stata data una sorta di libertà di coscienza e posizioni di apertura nei confronti dell'uso della cannabis hanno attraversato il partito. Anche se - non va dimenticato - il Carroccio nel 2006 diede il suo contributo all'approvazione della legge Fini-Giovanardi che equiparò le sanzioni per droghe leggere e droghe pesanti. Tra gli esempi di aperture, nel 2012, il vice presidente del Consiglio regionale veneto, il leghista Matteo Toscani, promosse una legge regionale che consentì la distribuzione di farmaci e preparati a base di cannabinoidi.

lunedì 6 gennaio 2014

Bummer: Colorado pot shops will run out of marijuana within days


By Scott Kaufman
Marijuana dispensaries in Colorado are finding it impossible to keep up with the demands of recreational users.
The first five days of days of legalized sales of marijuana have been big business for dispensary owners — so much so that some shops even closed early last Wednesday, the first day on which such sales were legal.
Supply simply can’t keep up with demand.
“We are going to run out,” Toni Fox, owner of the 3D Cannabis Center, told the Colorado Springs Gazette. “It’s insane. This weekend will be just as crazy. If there is a mad rush, we’ll be out by Monday.”
The stringent regulations on who can grow marijuana and how it can be distributed mean that these shortages will not merely be a short-term problem. The fears of medical marijuana advocates, who have long been concerned that such shortages would cause the price of pot to skyrocket, seem to have been vindicated, with some shops charging upwards of $500 per ounce.
In early December, Denver City Council members worried that supply would not be able to keep up with demand. At the time, city officials were more concerned with security, as marijuana can only be purchased with cash, and they anticipated long lines of people waiting outside dispensaries on January 1.
Now they are simply concerned about what will happen when crowds arrive to purchase legal marijuana only to find that their local dispensary has sold out. This could lead many consumers back to the black market.
As one street dealer told The Pueblo Chieftain, “[w]hen the novelty wears off, people will be tired of having to go to the stores and paying much higher prices for the same weed. Street dealers will charge less, and we deliver.”
["A businessman is surprised while taking a toke on his joint" on Shutterstock]

The Raw Story - Bummer: Colorado pot shops will run out of marijuana within days

CANADA - Legalizzazione cannabis. Le raccomandazioni dell'esperto

Il Canada' potra' trarre vantaggi nel verificare come gli Stati di Washington e del Colorado affronteranno la legalizzazione della marijuana, prendendo nota dei successi e degli insuccessi di entrambi, prima di prendere posizione nel dibattito attuale. Cosi' si e' espresso Mark Kleiman, professore all'Universita' della California di Los Angeles e consigliere presso lo Stato di Washington.

“L'esperienza vissuta in Colorado e Washington ci fara' comprendere le caratteristiche e gli effetti del mercato legale della cannabis”, ha detto Kleiman all'agenzia QMI.“Informazioni che dovranno aiutare il Canada o tutto gli altri Paesi a concepire un sistema migliore”.

Effetti positivi e negativi

Questi due Stati hanno legalizzato la marijuana a fini ricreativi nel 2012 e il Colorado e' il primo, dallo scorso mercoledi' 1 gennaio, a consentire ufficialmente vendita e acquisto di questa droga in determinati negozi.

L'entrata in vigore di queste misure potra' permettere discoprire gli aspetti positivi della legalizzazione, come la riduzione dell'attivita' criminale, il calo del numero di arresti e di carcerazioni. Ma potrebbe anche avere aspetti negativi, come l'aumento del consumo di droghe o di guida in condizioni non ottimali. In Canada, il dibattito sulla legalizzazione della marijuana e' ripartito in modo massiccio dopo che la scorsa estate il leader liberale Justin Trudeau ha detto di aver fumato della cannabis.

Secondo un sondaggio di Forum Research dell'agosto del 2013, il 69% dei maggiorenni canadesi e' a favore della legalizzazione della marijuana o della decriminalizzazione dl possesso di piccole quantita' di questa droga.

Uso terapeutico

Il governatore democratico dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha fatto di esser prossimo ad autorizzare l'uso della cannabis terapeutica, un consumo che sara' limitato ad alcune gravi malattie. Da tempo contrario a questa misura, il governatore potrebbe annunciare il prossimo mercoledi' la presentazione di un proprio progetto di legge alla Camera dei Rappresentanti dello Stato, avendo gia' provato altre quattro volte, senza successo, al Senato. Il governatore conta di far passare la misura per decreto, cosi' come fa sapere il quotidiano The New York Times. Il numero di Stati che autorizzano l'uso di cannabis terapeutica si e' moltiplicato fra quelli dell'Ovest e quelli costieri del nord-est degli Usa. Il progetto di Cuomo e' annunciato come piu' restrittivo di quello della California, che autorizza l'uso di cannabis per alcuni problemi di schiena. A New York, il suo consumo sara' circoscritto a persone che soffrono di alcuni tipi di cancro o di glaucoma.

CANADA - Legalizzazione cannabis. Le raccomandazioni dell'esperto

domenica 5 gennaio 2014

New York State Is Set to Loosen Marijuana Laws

Gov. Andrew M. Cuomo plans to announce an executive action that would allow limited use of medical marijuana, moving the state a step closer to policies embraced by advocates and lawmakers elsewhere.

ALBANY — Joining a growing group of states that have loosened restrictions on marijuana, Gov. Andrew M. Cuomo of New York plans this week to announce an executive action that would allow limited use of the drug by those with serious illnesses, state officials say.

The shift by Mr. Cuomo, a Democrat who had long resisted legalizing medical marijuana, comes as other states are taking increasingly liberal positions on it — most notably Colorado, where thousands have flocked to buy the drug for recreational use since it became legal on Jan. 1.

sabato 4 gennaio 2014

Lettera aperta alla commissione giustizia sulla revisione del testo unico sugli stupefacenti

Alla cortese attenzione della Dott.ssa Ferranti Donatella,
Presidente della II Commissione Giustizia,


Onorevole Presidente,
Volevo porgere le mie più vive congratulazioni e i miei più sinceri ringraziamenti, alla II commissione Giustizia del Parlamento Italiano, per avere concesso audizione all'Associazione ASCIA e avere dato la possibilità, attraverso le audizioni in commissione, di rappresentanza a diverse realtà che chiedono il cambiamento dell'attuale normativa sugli stupefacenti.

Vorrei, altresì, ringraziare l' On. Daniele Farina, uno dei due promotori di uno dei progetti di legge presenti in Parlamento, al fine di modificare il Testo Unico sugli stupefacenti.

Ringraziamenti sinceri vanno anche all' On. Vittorio Ferraresi, che ha accolto la delegazione dell' associazione ASCIA per l' audizione presso la II commissione Giustizia del Parlamento Italiano.

Le motivazioni portate nell'audizione dell' associazione ASCIA, di carattere storico, sociale, economico, che sono alla base di una richiesta consapevole di un evidente cambiamento nell'approccio agli stupefacenti, potranno portare una revisione della normativa sulle sostanze psicotrope efficace nel ridurne la diffusione e i problemi sociali connessi.

I risultati dell' attuale politica risultano evidenti nei fatti: l' Italia è il primo mercato di resina di cannabis in Europa.

Le indicazioni del DPA, hanno portato l'Italia ad eccellere, nel triste primato di avere la maggior diffusione di hashish nel vecchio Continente.

C' è una fetta di circa sette milioni di italiani, che indipendentemente dal colore politico, risultano consumatori di cannabis e derivati.

Una collaborazione di tutte le forze politiche, dalle formazioni più recenti, alle realtà più radicate, dovrebbe convergere nella revisione della legge al fine di avvicinarsi alle politiche adottate da altri paesi europei, che sono state in grado di dimostrare un reale successo nel contrastare la diffusione di sostanze psicotrope.

E' un evento storico che siano stati valutati gi esempi degli Stati Uniti, dove i dispensari di cannabis terapeutica sono una realtà consolidata ancora prima della legalizzazione della cannabis per scopi ricreativi nello stato di Washington e Colorado, e della Spagna,dove i cannabis social club sono un esempio alternativo di controllo di diffusione e distribuzione della cannabis e dei suoi derivati.


La società Italiana può dirsi soddisfatta nel considerare che l' idea della coltivazione personale deve essere un fatto da regolamentare, attraverso una burocrazia semplice e snella; perchè non decentrarla e regolamentarla a livello comunale?
Una regolamentazione a livello locale riguardo la creazione di cannabis social club, potrebbe essere una soluzione efficace nel controllo della diffusione della cannabis e dei derivati, un chiaro segnale di distinzione tra mercati delle sostanze stupefacenti, uno strumento efficace nella prevenzione della diffusione di sostanze illegali.

Il decentramento della regolamentazione di strutture come i cannabis social club sarebbe un felice connubio tra libertà delle comunità cittadine e libertà politica. L' uso di cannabis e derivati è un problema trasversale che riguarda tutte le forze politiche, ma le "direttive" politiche nazionali, spesso sono in contrasto con correnti e pensieri diversi all'interno delle stesse realtà.
Un decentramento di questa regolamentazione porterebbe un "federalismo della cannabis" indipendente dal colore politico e frutto della consapevolezza delle comunità italiane.

E' bello pensare che sulle basi di questo interesse istituzionale possa essere scritta una nuova legge che superi la proibizione, modello fallimentare che aumenta la diffusione di stupefacenti, e concretizzi un approccio tollerante e compassionevole che prenda in considerazione anche l' aspetto "storico" e il ruolo della cannabis nella società.

Colgo l' occasione per porgere i migliori auguri di buon lavoro alla Commissione, al fine di redarre una normativa moderna, concretamente interessata alla diffusione delle sostanze stupefacenti e alla soluzione di questo problema.