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sabato 17 dicembre 2011

03/12/11 Lettera aperta al Commissario Mario Ciclosi

Gentile Commissario Ciclosi,

Benvenuto a Parma.

Mi presento, sono dottore in economia e finanza e seguo con passione le vicende della mia città, il che mi ha spesso portato ad espormi in prima persona attraverso lettere inviate (e spesso anche pubblicate) alla Gazzetta di Parma nella rubrica lettere al direttore. Come laureato in economia, uno degli aspetti di cui mi sono interessato maggiormente è l' utilizzo dei parametri economici per la valutazione delle politiche adottate: una politica è efficente nel momento in cui le risorse impiegate servono ad ottenere un obbiettivo prefissato.

Avendo ora letto e appreso della sua disponibilità al dialogo attraverso la disponibilità della sua mail, vorrei approfittarne per scriverle direttamente sul' arma di distruzione di massa della giunta precedente, nel senso che l' hanno rasa al suolo: la paraonia della "politica della sicurezza".

Nello specifico la "sicurezza" cosa è? Il dizionario cita "condizione di ciò che è senza rischi". A Parma la politica sulla sicurezza si è trasformato in proclami contro la droga e incostituzionali provvedimenti contro le prostitute. Le politiche contro il trafico di droga e contro la prostituzione hanno reso i cittadini in una condizione "senza rischi"? A dire il vero i rischi sono aumentati e proprio a causa di leggi "criminogene" e di "esternalità negative" che queste leggi hanno amplificato o creato. In Italia, la "paranoia da sicurezza", ha portato il cittadino ad essere incriminato per atti attinenti alla libertà individuale, condivisibile o meno chi sia l' attività, che, anche quando non arreca danno ad altro individuo, viene perseguita per scopi "politici"(il consenso elettorale, non la riduzione del problema). "Chi sacrifica la libertà per la sicurezza non merita ne l' uno ne l' altro" diceva Benjamin Franklin. L' Italia, con la legge fini-giovanardi e la legge merlin,è finta per non meritarsi più nè sicurezza nè libertà.


Nel caso di Parma, la giunta precedente, ha adottato una politica di "tolleranza zero" verso il traffico di sostanze stupefacenti (si stima che il traffico di stupefacenti sia qualche cosa come oltre il 60% del totale del "fatturato" del crimine organizzato) e di contrasto alla prostituzione, che ha portato alla luce, nel primo caso ad un utilizzo improprio dei fondi destinati ai "cani antidroga" e al pestaggio di un giovane di colore; nel caso di contrasto alla prostituzione, ad emettere multe facilmente cancellabili perchè incostituzionali. Il tutto senza ovviamente minimamente scalfire nè il traffico di stupefacenti, nè il fenomeno prostituzione. Molti soldi spesi nessun risultato ottenuto, si sono anzi avvicendati due diversi assessori alla sicurezza proprio a causa dei danni recati dai due eventi precedentemente esposti.

Mi piacerebbe aiutare, in questo periodo di crisi economica, la mia città, nella speranza che un' orecchio attento accolga queste osservazioni, per anni sempre passate inascoltate. L' attuale situazione economica italiana è particolarmente favorevole per dei cambiamenti epocali, a Parma con la Sua nomina e in Italia con il nuovo governo "tecnico", proprio per l' assenza della "politica dei politici"(persone interessati a propagandare idee per accaparrasi consensi a suon di slogan senza realmente essere consapevoli delle implicazioni dei fenomeni dei quali si dovrebbero occupare e per questo incapaci di comunicare con i cittadini al fine di essere il cambiamento che un elettore si potrebbe aspettare). Il fallimento della politica di "tolleranza zero" è sotto gli occhi di tutti; forze dell' ordine e giudiziarie sotto organico, sotto pagate e non sempre con i mezzi sufficenti a disposizione, per quanto riguarda la nostra piccola Parma. Organizzazioni criminali che attraverso il reciclo di denaro proveniente dal traffico di stupefacenti salvano banche o risultano la prima industria nazionale (come in Italia è il caso del crimine organizzato).

Questi e altri risultati sono tutti elementi riportate nel recente documento sull' fallimento della cosiddetta "war on drugs" redatto da una commissione indipendente internazionale, tra i cui membri spiccano Kofi Annan, Paul Volcker, Vincent Fox. La strada più facilmente percorribile per fronteggiare la diffusione di stupefacenti illegali passa dalla legalizzazione delle sostanze psicotrope, secondo i risultati dello studio della commissione. E' molto facile, invece, che la legalizzazione di cannabis e derivati possa arginare il fenomeno molto più di quanto si pensi.

Verrà da chiedersi perchè le abbia scritto. Il motivo è semplice, non è la richiesta di legalizzazione della cannabis, ma la possibilità che a Parma, magari attraverso un filo diretto con tecnici del governo (anche grazie alla "promozione" del ex cancelliere che l' ha preceduta a ministro), si possa aprire la vendita di cannabis terapeutica, sotto prescrizione medica e tassarne la produzione. Legislativamente, l' accesso alla cannabis terapeutica, in Italia è consentito, ma è molto difficlile raggiungere la prescrizione senza passare per vie giudiziarie e anche ciò permettendo, la fornitura risulta di importazione, costosa, e non continua. Le leggi interazionali, faccio riferimento alla convenzione di Vienna sulle sostanze psicotrope, permettono l' utilizzo della cannabis come medicinale. Questo anche alla luce di quanto accade negli stati Uniti d' America, dove è legale in ben 16 stati dell' unione. Oltre all' accesso al medicinale, fondamentale, anche per un rilancio dell' economia e delle entrate, potrebbe essere molto interessante l' introduzione di un imposta alla coltivazione di cannabis terapeutica, già consentita attraverso speciale autorizzazione, come sancito dalla corte di cassazione, ma anche qui solo in casi eccezionali e di difficile rilascio.

In Puglia, la distribuzione di cannabis terapeutica è già una realtà (con i problemi che le ho elencato), la produzione di cannabis anche. Sempre in Puglia nella località Chiesa Nuova, frazione di Polignano a Mare, grazie ad un progetto dell’associazione CanaPuglia, la canapa tornerà ad essere piantata. La piantagione di canapa servirà a sensibilizzare le scuole ed il territorio sulla cultura sostenibile, dato che da questa pianta possono esere prodotti tessuti, farmaci, combustibile, materiali da costruzione, carta, energia, alimenti e molto altro. Si tratta di canapa sativa certificata, che contiene la sostanza psico-attiva ma nei limiti imposti dall’Unione Europea, e non c’è rischio che tale prodotto arrivi fra le mani di spacciatori e consumatori.

Mi scuso per la prolissità della lettera, con la speranza che Lei abbia il tempo per leggerne il contenuto e la curiosità di potere approfondire l' argomento e le fornisco la mia disponibilità, come in precedenza concessa alla giunta Vignali, ma mai considerata, come "consulente", a costo zero.

Colgo l' occasione per rinnovarle i più sinceri auguri per un felice e prolifico mandato

Cordiali saluti

A differenza di quanto si può leggere in giro per la rete, sul fatto che il commissario abbia risposto a tutte le lettere che gli sono state inviate, non ho mai ricevuto risposta.

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