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lunedì 30 gennaio 2012

NETWORK ERANID - NUOVE PROPOSTE O VECCHIE IDEOLOGIE?

Gentilissimo Ministro Riccardi,

Apprendo dell' impegno del dipartimento "antidroga"(auspicando al più presto un cambio del nome di questo dipartimento dal suono vagamente da propaganda nazional socialista), sotto la sua delega, nella cooperazione internazionale nella formazione del network Eranid. Congratulandomi nell' impegno intrapreso in questo difficile campo, spero che nella agenda da Voi tracciata, facendo parte di questo pool anche il Portogallo, si possa seriamente iniziare a parlare di depenalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti.

E' recente la volontà di introdurre nuove norme anche in Gran Bretagna, altro paese partecipante al network, rivisitando così le politiche che avevano riclassificato la cannabis sostanza "pericolosa"al pari di cocaina ed eroina. Sarebbe auspicabile l' introduzione a livello europeo della totale depenalizzazione oltre che del consumo di stupefacenti, anche la legalizzazione del consumo di cannabis per maggiorenni sotto prescrizione medica e la possibilità della coltivazione di questa pianta tramite licenza, rilasciabile da autorità locali.

In un periodo di crisi economica, questo settore, altamente sottovalutato, sarebbe in grado di muovere risorse in maniera capillare come nessun prodotto nella storia dell' umanità.

Provi ad immaginare disoccupati che da un giorno all' altro trovano occupazione nell' agricoltura fai da te di cannabis. Questo è quello che già avviene in tutta europa, ma essendo illegale, si spendono risorse economiche per contrastare questa attività. A livello di bilancio statale un provvedimento che preveda la legalizzazione e tassazione della produzione e vendita di cannabis sotto prescrizione medica, significherebbe un minor carico sul bilancio delle forze dell' ordine di attività repressiva che potrebbe essere diretta verso il traffico internazionale di droghe pesanti. Minor numero di processi penali per detenzione, coltivazione e vendita di cannabis, la sostanza stupefacente illegale più diffusa sul pianeta terra. Maggiori entrate per i bilanci pubblici. Semplicemente una maggior efficenza nel affrontare il problema della diffusione di stupefacenti al fine di ridurla.

Confidando in un cambio di rotta rispetto al governo precedente, approfitto per augurarle in bocca al lupo nella costruzione di questo network internazionale.

Le porgo cordiali saluti

USA - Due chili di cocaina in un pacco all'Onu

Due pacchi contenenti 16 chili di cocaina sono stati consegnati per errore la scorsa settimana alla sede delle Nazioni Unite a New York provenienti dal Messico. Lo ha riferito la polizia e l'Onu.
Quando sono stati recapitati i due pacchi, che portavano impresso un logo simile a quello dell'Onu, e' stato subito dato l'allarme alle autorita' cittadine.
All'interno dei pacchi c'erano dei libri le cui pagine erano state tagliate per consentire di nascondere oltre un chilo di cocaina ciascuno.
I pacchi secondo quanto hanno appurato la polizia e la Dea, l'agenzia americana contro il traffico di stupefacenti, erano stati spediti dal Messico senza indirizzo e lo spedizioniere privato di Cincinnati che li ha ricevuti, vedendo il logo dell'Onu, peraltro imitato in modo grossolano, li ha recapitati al palazzo di vetro. L'ipotesi della polizia e' che in realta' la droga, con un valore di mercato di circa due milioni di dollari, non avrebbe mai dovuto lasciare il Messico.

Lettera a Presa Diretta

Gentile redazione di Presa Diretta,

Ho guardanto con molto interesse la puntata di ieri sui cambiamenti climatici e sono rimasto sorpreso nel vedere a fine puntata che si trattava il tema della criminalità legata al traffico di stupefacenti, che fa ora tanto scalpore per la violenza scoppiata a Roma.

Mi occupo del tema della war on drugs da ormai più di 5 anni. Sono dottore in economia e finanza e ho trattato l' argomento in diversi ambiti; "web", cartacei ed ho partecipato ad una puntata di Uno Mattina Estate nel Settembre 2008 come ospite confrontandomi sulle tematiche riguardanti la legalizzazione della cannabis.

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione, sperando possa essere di vostro interesse per sviluppare il problema della criminalità legata al traffico di stupefacenti, il mio Blog, nel quale ho raccolto lettere inviate e pubblicatemi, negli ultimi 5 anni sul quotidiano "la Gazzetta di Parma". Una di queste lettere è presente sul sito dell' Istituto Superiore della Sanità Italiano. Mi sono spesso occupato del problema dalla "guerra alla droga" da un punto di vista prettamente "economico" e per questo ho anche inviato un paio di interventi al sito laVoce.info (interventi che mi sono stati pubblicati tra le lettere dei lettori).

Sarei lieto se il  materiale da me raccolto potesse essere di vostro interesse al fine di una più approfondita trattazione delle tematiche che collegano le attuali politiche di proibizione sugli stupefacenti alle crescenti violenze su scala globale, di cui quelle manifestatesi a Roma non sono che un piccolo specchio per le allodole di quella che è una delle più grandi industrie globali dopo il petrolio e le armi.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Colgo l' occasione per congratularmi per la trasmissione ben fatta  e ricca di approfondimenti.

Cordiali saluti

martedì 24 gennaio 2012

Le dimissioni del Dottor Serpelloni (Mazzanti Vien dal Mare)


Gentilissimi membri del Governo,

I fatti di cronaca che hanno coinvolto la città di Roma, tra omicidi e arresti per "droga", evidenziano quello che è un problema che da troppe decadi si sta portando avanti senza successo, anzi con danno per i cittadini e l' economia del nostro paese.

Il mercato degli stupefacenti, che si stima generi un fatturato attorno ai 60 miliardi di euro l' anno solo in Italia, ha reso la malavita un mostro economico di dimensioni difficilmente immaginabili. Il denaro accumulato negli ultimi 40 anni, assumendo un profitto annuale di 40 miliardi (prendendo le stime per difetto, diciamo così) per 40 anni ha portato le organizzazioni criminali ad accumulare un tesoro pari a quasi due volte il debito pubblico italiano.

I fatti recenti dimostrano come questa politica abbia fallito, 40 anni di continuo aumento della diffusione delle sostanze psicotrope, dimostrano come la proibizione ha fallito, la penetrazione del tessuto industriale da parte del crimine attraverso il riciclo del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti dimostra il fallimento della war on drugs.

I problemi del paese sono molti, la riduzione del potere della criminalità e la gestione secondo le leggi dei rapporti tra cittadini sono problemi che si dovrebbe smettere di sottovalutare.

Ben consapevole degli impegni di questo governo su diversi fronti, vorrei che l' attuale governo tecnico potesse, entro la fine del suo mandato, aprire un dibattito sul fronte della legalizzazione della cannabis. Un segnale in questa direzione sarebbero le più che benvenute dimissioni del Dottor Serpelloni, direttore fantoccio di un organismo, il "dipartimento per le politiche antidroga", che ha svolto un mero ruolo propagandistico, assolutamente lontano dall' ampiezza del fenomeno che riguarda la tossicodipendenza sotto il profilo epidemiologico, sociale, economico, sanitario, civile.

Colgo l' occasione per porgervi distinti saluti

domenica 15 gennaio 2012

Lettere non inviate: ai candidati sindaco per la regolamentazione della produzione e vendita di cannabis terapeutica.

Il titolo di questo post, "Lettere non inviate" è dato dal fatto che, a differenza del passato, questa lettera non verrà inviata allaredazione della Gazzetta di Parma. La motivazione al non invio della lettera alla Gazzetta è data dal fatto che, avendo trovato un lavoro, ma, sfortunatamente, essendo precario, non voglio più espormi, nella mia città, in una lotta donchichottesca per la legalizzazione dell' erba. Dopo anni di fiumi di inchiostro digitale versato, non ho mai ottenuto nessun risultato concreto. Perciò da oggi la mia sarà una battaglia silenziosa, le lettere le scriverò direttamente a personalità politiche del governo evitando le luci della ribalta giornalistica cittadina o a redazioni on-line.

Ed ecco a voi la prima "lettera non inviata" alla Gazzetta.

Egregio direttore, l' elezione del futuro sindaco di Parma sembra, come le ultime, basate sui proclami e sulla demagogia. A sinistra abbiamo Bernazzoli, detto "l' inceneritore", non per particolari capacità nel eliminare gli avversari, quanto più per la  posizione assunta nei confronti del "termovalorizzatore", che verosimilmente distruggerà le imprese agroalimentari parmigiane, danneggiando irrimediabilmente la qualità del cibo prodotto nella nostra provincia.
In una posizione non ben precisata abbiamo Ghiretti, uno dei pochi che non è stato toccato dagli scandali della peggior giunta della storia della nostra città; quali sono i suoi meriti? Cosa potrebbe portare di nuovo alla nostra città?
Fortunatamente esistono anche altre forze politiche che ci potranno permettere di uscire dalla prigione del "bipolarismo", delle quali, a mio parere, se ne parla poco e che meriterebbero sicuramente più attenzione di questi due personaggi, nessuno dei quali  mi auspico più di tanto a vedere come primo cittadino, specialmente "l' inceneritore".
Vorrei invece porre una domanda diretta, dalla quale mi aspetterei una altrettanto risposta diretta, dai candidati a sindaco; rispetto alla giunta Vignali, tristemente nota per i casi Bonsu e le dimissioni del capo dei vigili Jacobazzi, come si vorranno muovere nei confronti del contrasto alla diffusione di stupefacenti? La giunta Vignali ha il triste primato di avere, in pochi anni, dimostrato gli effetti peggiori e nefasti della cosiddetta "war on drugs"; i casi Bonsu e Jacobazzi sono infatti la cima dell' iceberg di una politica rovinosa. Il primo caso, del giovane pestato, ha dimostrato come le prime vittime di una "guerra", in questo caso alla diffusione di stupefacenti, siano le persone innocenti. Dall' altro lato, il caso delle tangenti nel quale è stato coinvolto Jacobazzi, dimostra come sia facile distrarre denaro pubblico con la scusa della "guerra senza se e senza ma" alla diffusione di stupefacenti, senza per di più ottenere risultati e creando anzi grossissimi danni, su tutti proprio alle forze dell' ordine.
In Giugno è stato diffuso un report, quello della Global commission on Drug Policy, firmato dagli ex presidenti di Colombia, Brasile e Messico( César Gaviria,Fernando Henrique Cardoso,Ernesto Zedillo), l' ex segretario generale dell' ONU Kofi Annan, l' ex-segretario di stato USA George Shultz, Javier Solana, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell'Unione Europea, Paul Volker ex presidente della banca centrale degli stati uniti d' america. In questo documento si evidenzia come l' attuale politica abbia condotto a risultati fallimentari in termini di salute pubblica, sicurezza, raggiungimento degli obbiettivi di riduzione della diffusione di stupefacenti, auspicando, almeno, ad una legalizzazione della cannabis.
I futuri candidati a sindaco si prenderanno la responsabilità di seguire la fallimentare strada tracciata del ben poco rimpianto Vignali o vorranno rendere Parma, la prima vera città europea e seguire le indicazioni della cammissione internazionale attraverso una regolamentazione della vendita e coltivazione di cannabis per uso terapeutico?

sabato 14 gennaio 2012

aRoma Di Canna (documentario)

aRoma di Canna – La Droga Proibita è Libera Nella Capitale è una video inchiesta realizzata da Francesco Midolo e Andrea Ossino. aRoma di Canna utilizza come filo conduttore la storia di 4 ragazzi, consumatori di cannabis, che raccontano la loro vita spiegando il perché di questa loro scelta e le varie vicissitudini ad essa collegate.

Il fulcro della storia è la Capitale da cui partono i vari capitoli che la compongono. Intervengono i Presidenti dei Municipi interessati a bloccare il fenomeno dello spaccio con non poche difficoltà, ma anche medici, avvocati e politici tutti specialisti del settore che espongono diverse argomentazioni sul proibizionismo. Regalando, così, allo spettatore svariati punti di vista sull’argomento per una maggiore comprensione ed una critica consapevole.



martedì 10 gennaio 2012

Seconda lettera al primo ministro Mario Monti

Monti il Padrino
Gentilissimo Primo Ministro,

E' notizia odierna il giro d' affari della malavita Italiana. La liquidità della malavita è data dal traffico di stupefacenti, un mercato stimato attorno ai 70 miliardi di euro l' anno.

Un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, stima tra 149 e 271 milioni i consumatori di stupefacenti nel mondo, ma il numero potrebbe essere sottostimato, secondo la ricerca. Gli esperti hanno stimato che del totale di coloro che usano droghe, 125-203 milioni sono "habitue' della cannabis". La cannabis è lo stupefacente illegale più diffuso al mondo e tra i meno pericolosi in assoluto, al punto che sono numerosi gli studi medici sul possibile impiego dei principi attivi contenuti in questa pianta; dall' alzhaimer, al glaucoma, alla sclerosi multipla, ai tumori, ai disordini mentali.

L' Europa ha diversi esempi di eccellenza in campo legislativo, per quanto riguarda la regolamentazione della canapa; dall' Olanda, al Portogallo, dalla Repubblica Ceca alla Germania l' utilizzo terapeutico della cannabis è tollerato e anche la ddetenzione per uso personale e la coltivazione sono depenalizzati. Questo comporta un minor aggravio dei costi sociali del uso di stupefacenti sulla società, attraverso un minor carico di provvedimenti sul sistema giudiziario, un minor carico sul sistema carcerario (basti pensare che in Italia il 30% dei carcerati è tossicodipendenti e un trattamento sanitario di questa patologia, la tossicodipendenza appunto, farebbe completamente rientrare quello che è il "problema carceri"), una maggiore efficienza dell' uso delle forze dell' ordine che non sarebbero più impiegate a reprimere comportamenti individuali, ma focalizzati allo smantellamento delle reti criminali, solo per citare alcuni aspetti positivi.

L' Italia ha il triste primato di essere la culla della più imponente "industria criminale", le cui fondamenta economiche sono il traffico di stupefacenti, in primis la cannabis. I dati sulla diffusione di sostanze illecite nel "Bel Paese" sono drammatici. Se in Italia il consumo di cannabis in periodo scolastico si aggira attorno al drammatico dato del 20%, in un paese come l' Olanda questo dato si colloca attorno all' 8%. La cosa più drammatica è il costante aumento della diffusione dell' utilizzo, a fronte di un maggiore impegno delle forze dell' ordine. Dopo 40 anni di proibizionismo questa crisi economica dovrebbe essere anche un occasione per potere aprire gli occhi sul totale fallimento della proibizione.

La situazione in Italia è tragica. Il dipartimento delle politiche antidroga sembra più un dipartimento di propaganda di stampo nazional-socialista, dove il detto del ministro della propaganda tedesca sotto il 3° reich, Joseph Goebbels,  “Ripetete una bugia cento volte, mille volte, un milione di volte, ed essa diventa una verità”, ha reso l' Italia un paese disinformato. Questa disinformazione ha creato una asimmetria tra i "consumatori" e i "non consumatori", facendo credere a questi ultimi che solo attraverso la repressione legislativa e poliziesca si possano ottenere risultati al fine di diminuire l' utilizzo di stupefacenti. Sfortunatamente, una bugia è una bugia e l' esponenziale diffusione del consumo di stupefacenti e dello strapotere del crimine organizzato sono le più importanti, evidenti e dannose evidenze per la società.

Alla luce di tutte queste considerazioni, colgo l' occasione per porgerle l' invito a tracciare una netta linea di distacco dal precedente governo chiedendo le dimissioni del Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni, anche a fronte dell' impegno internazionale che l' Italia dovrà affrontare in Marzo partecipando alla 55esima conferenza internazionale dell' ONU sulle droghe.

Serve una politica nuova, europea, basata sui risultati di eccellenza che altre nazioni, nostre sorelle, hanno ottenuto e replicarle.

Ben consapevole dei forti impegni istituzionali che gravano su questo governo, sarei comunque felice che in futuro qualche cosa possa essere fatto dal Suo governo.

Sarei ben lieto, un giorno, di potere affrontare l' argomento approfonditamente.

La ringrazio e la saluto cordialmente

domenica 8 gennaio 2012

Lettera al Ministro Riccardi: il fallimento della war on drugs - un nuovo approccio è possibile

Gentilissimo Ministro Riccardi,

Recenti fatti di cronaca internazionale riportano gli ennesimi fallimenti dell' approccio penale nella riduzione dell' offerta di sostanze stupefacenti illegali.

Faccio riferimento alla condanna per ergastolo dell'
ex capo dell'antidroga cambogiana, il generale Mok Dara, per aver organizzato un traffico di stupefacenti mentre ricopriva l'incarico di segretario generale dell'Autorita' nazionale per la lotta alla droga.

Oltre alla codanna del massimo esponente Cambogiano,
Edgardo Buscaglia, presidente dell'Instituto de Acciòn Ciudadana, in Messico, ha dichiarato che il 71,5% dei municipi del Paese sono nelle mani o sotto il controllo del crimine organizzato, lo stesso presidente rivela come nel 2006 la percentuale fosse del 53%. A seguito della discesa per le strade dell' esercito, il Messico ha assistito ad una escalation continua di morti causati dalla "guerra alla droga" e la conseguenza sembra essere stata una diminuzione dell' influenza della legalità nei municipi nazionali Messicani.

Negli anni '30 del XX secolo, il proibizionismo sull' alcol terminò anche in seguito alla "guerra civile" creatasi tra poliziotti e contrabbandieri d' alcol; le vittime di questa guerra non furono solo poliziotti o contrabbandieri, ma spesso finirono tra le fila del fuoco incrociato anche inermi cittadini, le vere vittime di ogni guerra.

Mi rivolgo a Lei al fine di poter fare luce sull' attuale crisi internazionale che la "war on drugs" ha causato da oltre 40 anni. Le rinnovo l' invito al tracciare una netta linea di distacco dal precedente governo chiedendo le dimissioni del Capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni, anche a fronte dell' impegno internazionale che l' Italia dovrà affrontare in Marzo partecipando alla 55esima conferenza internazionale dell' ONU sulle droghe.

La ringrazio e resto a sua disposizione nel caso fosse interessato ad approfondire politiche alternative.

La saluto cordialmente

domenica 1 gennaio 2012

Sud America: Narco-scacco matto

'Ormai siamo invasi dai narco-trafficanti': a lanciare il drammatico allarme e' il ministro della Difesa dell'Honduras Marlon Pascua, mentre vari esponenti di governo di altri Paesi centroamericani, dal Guatemala al Costarica, gli fanno eco, per un'emergenza che rischia di diventare fuori controllo.
'Data la nostra posizione fanno passare attraverso il territorio piu' di cento tonnellate di cocaina all'anno. Nel solo 2011 ne abbiamo sequestrata una quantita' record di 21 tonnellate, mentre negli anni passati, si oscillava tra i cinque e i dieci', spiega Pascua.
Secondo i dati Onu (che includono anche la stima delle vittime in Iraq e Afghanistan), l'Honduras, con 6.239 omicidi nel 2010, si e' classificato come il Paese piu' violento del mondo, con una media di 82,1 vittime ogni 100mila abitanti, tanto che gli Usa, per motivi di sicurezza, hanno deciso di ritirare i 158 volontari dei Peace corps.
La situazione si starebbe ulteriormente complicando a causa dell'arrivo in pianta stabile delle organizzazioni criminali da Messico e Colombia che hanno eletto i Paesi dell'America centrale come base logistica per i propri commerci. Secondo gli esperti infatti, la situazione nella regione si e' aggravata con l'acuirsi della guerra che le autorita' colombiane e messicane hanno sferrato contro i trafficanti, spingendoli a cercare zone meno controllate.

Anche dal Costarica il ministro della Sicurezza pubblica Mario Zamora preoccupato per la democrazia del Paese pone l'accento sul problema: 'Le organizzazioni non si infiltrano piu' tra i poliziotti - afferma - ora li cooptano direttamente'. Il Costarica, cosi' come Panama, non ha forze militari, e si trova in difficolta' ad affrontare la crescente e minacciosa presenza dei trafficanti del cartello di Sinaloa.
In Guatemala, dove il tasso degli omicidi supera i 47 ogni 100mila abitanti, l'ex generale Otto Perez Molina ha vinto le elezioni col tema della lotta al narco-traffico e mentre e' in attesa di assumere la presidenza, a gennaio, si e' gia' incontrato con vari esponenti di governi vicini, nella ricerca di una strategia comune di lotta, a fronte di un fenomeno che nel suo Paese vede gia' la saldatura tra i Los Zetas messicani ed i clan familiari locali come quello dei Sayaxche' e dei Luciano

Tratto da Aduc Droghe

Lettera al ministro con delega sulle tossicodipendenze: una proposta di dialogo

Genitilissimo Ministro Riccardi,

Le scrivo in quanto responsabile con delega sulle tossicodipendenze del Governo Monti. Confrontandomi da anni nello spinoso tema della cosiddetta "war on drugs", trovo che, la possibilità di un governo tecnico come quello del quale Lei fa parte, possa essere una grande occasione per cambiare l'approccio fallimentare che, con il fortunatamente ormai ex sottosegretario Giovanardi, ha trovato il suo apice negativo, ma che con il Dr Serpelloni trova ancora un pesante e nocivo strascico.

Leggendo la sua biografia, pubblicata sul sito del governo, è evidente il suo impegno per la pace, per la salute pubblica e per il dialogo. Per questo mi piacerebbe che potesse entrare, nel dibattito pubblico, l' abbandono dell' approccio intolleranate e criminogeno della proibizione delle sostanze illegali, su tutte la cannabis.

A questo riguardo vorrei porre alla sua attenzione un tema, quello della cosiddetta "guerra alla droga", poco e male dibattuto in Italia. Se, infatti, all' amministrazione di G.W.Bush un folto gruppo di ben oltre 500 economisti, tra cui Gary Backer e Milton Friedman, presentò un piano di legalizzazione e tassazione delle sostanze psicotrope illegali, in Italia, neppure si è accennato del Rapporto, datato Giugno 2011, della Global Commission on Drugs. Questa commissione è formata sulla esperienza di successo della Latin American Commission on Drugs and Democracy promossa dagli ex presidenti Fernando Henrique Cardoso (Brasile), César Gaviria (Colombia) e Ernesto Zedillo (Messico), a cui fanno seguito George Shultz (segretario di stato degli USA), Javier Solana, Kofi Annan, John Whitehead, Paul Volcker solo per citarne alcuni, di cui lei ha sicuramente sentito parlare, se non avuto la possibilità di conoscere di persona. I risultati di questo rapporto, di respiro internazionale, frutto di competenze trasversali (si parla di risultati in campo economico, sociale, sanitario, di ordine pubblico) suggeriscono come almeno una regolamentazione controllata della vendita della cannabis e dei suoi derivati potrebbe favorire una riduzione della diffusione dell' uso di stupefacenti e, come conseguenza diretta, la diminuzione di malattie trasmissibili e della criminalità.

Vorrei "argomentarle", con maggiori informazioni uil fallimento della "guerra alla droga", anche a fronte di ricerche personali raccolte negli ultimi cinque anni, in cui ho dedicato una parte importante del mio tempo alla trattazione dell' argomento, ma non essendo sicuro nè che lei leggerà questa e-mail, nè che arriverà a questo punto di questa missiva, sarei lieto di rimandarla al mio personale Blog (Scrivi al tuo direttore) nel quale sono raccolti scritti, pubblicati e non, sul tema, tra cui una lettera, presente nell' archivio dell' Istituto superiore della sanità; il linguaggio è scorrevole, ironico ma sempre ricco di contenuti e spunti approfonditi di riflessione.

Ben consapevole degli impegni istituzionali pressanti che è portato a svolgere, facendo riferimento alla sua carica istituzionale, volta a gestire la "Res Pubblica" con la maggior efficacia, sarei lieto di un suo interessamento sulle tematiche che ruotano attorno alla fallimentare "guerra alla droga", nella speranza che questa politica possa essere finalmente superata ed archivita all' insegna della tolleranza e del dialogo, con l' augurio di un cortese riscontro.

La saluto cordialmente e la ringrazio.