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lunedì 30 aprile 2012

ITALIA - Sfollare le carceri? Inutile se non si cambia legge droga.

Modificare la legge Fini-Giovanardi sulla droga o qualsiasi altra misura deflattiva per le presenze in carcere sara' inutile. Lo sottolinea Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone che si batte per i diritti nelle carceri, commentando positivamente la presa di posizione del presidente Schifani.
'E' importante - dice Gonnella - che le piu' alte cariche dello Stato abbiano consapevolezza della reale situazione negli istituti di pena, ma una sola sessione di discussione in Parlamento non e' sufficiente a risolvere questa emergenza'.
'Non ci si puo' affidare a soluzioni simboliche - prosegue - e' necessario invece mettere in campo misure concrete per ridurre il sovraffollamento e adottare provvedimenti per la tutela dei diritti dei detenuti'. 'E' fondamentale - aggiunge Gonnella - rinunciare all'idea che il carcere sia la sola pena ed e' giusto dunque, come dice Schifani, intervenire per ridurre i detenuti in custodia cautelare'. Inoltre, ribadisce Gonnella, 'e' inutile parlare di depenalizzazione se non si modificano le norme in materia di droga e non si cambia la legge Fini-Giovanardi'. A questo proposito, ricorda 'esistono gia' in Parlamento due bozze di riforma del codice penale che convergono, una del centro sinistra a firma Pisapia, e l'altra del centro destra a firma Nordio: basterebbe una rapida sessione parlamentare per approvarne i contenuti'. 'Infine - conclude il presidente di Antigone - per garantire i diritti dei detenuti e' urgente introdurre il crimine di tortura nel nostro sistema penale. L'Italia e' al venticinquesimo anno di inosservanza delle norme Onu che lo impongono a tutti gli Stati'.

ITALIA - Sfollare le carceri? Inutile se non si cambia legge droga. Antigone 

sabato 28 aprile 2012

Droga, droga delle mie brame, chi e' il piu' diligente del reame? Le nuove merci di scambio

Articolo di Vincenzo Donvito

 Francois Hollande, candidato in pole position per l'Eliseo parigino, per dare valore al proprio essere contrario alla depenalizzazione del consumo di cannabis, accusa il suo avversario, l'attuale presidente francese Nicolas Sarkozy, di avere quest'ultimo proposto il passaggio del consumo dell'erba da reato penale ad illecito amministrativo. Quasi in contemporanea Sarkozy dice che e' invece Hollande che vuole la depenalizzazione.
Campagna elettorale, si dira'! Bella roba, come se gli impegni divulgati per prospettare il proprio governo del Paese debbano essere avulsi dal proprio essere e da cio' che si e' detto e fatto. Tutto il mondo e' Paese e, soprattutto, quelli che fino alla noia vengono chiamati come esempio da seguire per il solo fatto di essere oltr'Alpe, lo sono piu' e come noi... non ricordiamo simili scaramucce tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi...
Ci vengono in mente i tiri senza aspirazione degli spinelli di qualche presidente Usa, nonche' le canne giamaicane del presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha dato il proprio nome alla legge italiana punizionista contro le droghe (Fini-Giovanardi). E ci viene in mente anche l'ex-presidente della Camera (deve essere uno scranno che contagia) Luciano Violante che, in pompa magna ando' a trovare in Colombia le Farc (Forze Armate rivoluzionarie colombiane che si finanziano con produzione e traffico di cocaina), medesimo presidente che ricevette in pompa magna istituzionale in Italia il capo delle stesse Farc quando questi era in giro in Europa a cercare consensi alla propria politica. Senza dimenticare spinelli e festini a base di cocaina di diversi esponenti politici che in pubblico hanno sempre tuonato contro la depenalizzazione e legalizzazione delle droghe.
Cosi' fan tutti -verrebbe da dire- come con l'evasione fiscale. E, ammesso che il premier Mario Monti riesca a diminuire questa piaga (ne dubitiamo visti i post-esordi), ci vorra' un nuovo Monti anche per le droghe?
Mmmmhhhh
Ne dubitiamo. Per cui, al momento rassegnamoci ad osservare l'universale gioco ipocrita in cui la droga diventa merce di scambio e di minaccia per il Governo di questo o quel Paese.
Osservando:
- i proventi miliardari delle delinquenze internazionali organizzate;
- le migliaia di morti, per esempio, in Messico, dove imperversa una narcoguerra che ha inquinato tutto il Paese;
- le migliaia di persone (piccoli spacciatori e consumatori) che finiscono in galera intasando gli edifici carcerari, le aule di giustizia e l'attivita' delle forze di polizia;
. malati di dipendenza alle droghe che finiscono in carcere invece che in ospedale;
- bilanci impazziti in Usa, Americhe, Asia, Africa, Europa e anche Italia per una “war on drugs” che, da quando fu lanciata dall'allora presidente Usa Richard Nixon, ha prodotto: maggiori consumi, maggiori delinquenza, maggiori dipendenze, maggiori spese... insomma tutto il contrario di cio' che si prefiggeva.
Intanto ci teniamo queste leggi, nazionali ed internazionali, e soprattutto ci teniamo l'ipocrisia di chi ci governa.

Droga, droga delle mie brame, chi e' il piu' diligente del reame? Le nuove merci di scambio

martedì 24 aprile 2012

Elezioni - Sicurezza: la situazione in città - dibattito di giovedì a Tv Parma

Le proposte in tema "sicurezza" dei candidati sindaci, puntano ad un maggiore impiego delle forze dell' ordine, con conseguente aumento della neccessità di risorse finanziarie da destinare ai corpi armati, quando mancano anche solo i soldi per la benzina delle gazelle. Alla luce del fallimento della "linea Vignali" in tema "sicurezza", come si pongono i candidati sindaci? Vignali ha fatto della politica del "forte con i deboli e deboli con i forti" il suo motto; lo dimostra la tolleranza zero contro prostitute e spaccio di droga, che ha portato ai casi Bonsu, Jacobazzi e alle delibere anti prostituzione che hanno solo portato a qualche multa e il problema è ancora li, in più sono aumentati i furti. Per la legge italiana, trattata nel testo unico sulle sostanze stupefacenti, la vendita e coltivazione di sostanze stupefacenti è consentita sotto autorizzazione ministeriale; perchè, in collaborazione con l' università, non si elabora un piano di coltivazione e vendita di canabis terapeutica da distribuire sotto prescrizione medica? Questo permetterebbe di arginare il fenomeno tossicodipendenza per cannabis(la sostanza illegale più diffusa al mondo) e il suo uso ad un ambito sanitario e non penale, con risparmi nella gestione delle forze dell' ordine e la possibilità di un loro migliore impiego contro il narcotraffico,distinguendo il mercato legale da quello illegale, e il crescente numero di furti; altresì genererebbe nuove entrate fiscali e nuovi posti di lavoro. Il fallimento di Vignali riguarda anche il tema prostituzione: perchè, a fronte della nuova costruzione del ponte nord, non si destinano gli spazi presenti alla attività del meretricio, creando un "red light bridge"? Anche in questo caso si assisterebbe ad una arginazione del fenomeno, un risparmio nella gestione dello stesso e la creazione di nuovi flussi nelle casse del comune. I risparmi e le nuove entrate generate da questa politica garantirebbero nuove risorse alle forze dell' ordine, nuove risorse per la prevenzione all' uso di sostanze stupefacenti, la possibilità di investire soldi in educazione per prevenire fenomeni di disagio sociale che possono sfociare in comportamenti antisociali. Il futuro sindaco ha la possibilità di farsi forte dei fallimenti di quello precedente per introdurre una gestione della sicurezza "europea" ed economica. Quale candidato sindaco avrebbe il coraggio di portare avanti una simile politica, realtà in altre nazioni europee?

Alla luce deldibattito televisivo che si terrà su Tv Parma ho provato a portare le mie "solite" domande alla redazione. Ricordando anche il "bell'episodio" di quando, in diretta tv, alla presenza di "Gilberto Gerra, esperto dell'ufficio dell'Onu sulle droghe e la criminalità", ho evidenziato il fallimento del proibizionismo, spiazzando completamente la presentatrice e portando alla luce un dibattito che i media tendono a considerare un tabu: il fallimento del proibizionismo, mi piacerebbe molto che queste domande venissero fatte. Avrà il coraggio la gazzetta di fare queste domande?

Elezioni - Sicurezza: la situazione in città - Inviateci le vostre domande per il dibattito di giovedì a Tv Parma

domenica 22 aprile 2012

CANADA - Migliaia di persone manifestano a Vancouver, e non solo, per la legalizzazione della cannabis

L'origine di questo avvenimento, chiamato 420 per la sua data, il ventesimo giorno del quarto mese, non e' molto chiara. Ma la leggenda dice che sia nato una decina d'anni fa quando un liceo californiano o un gruppo di studenti accese degli spinelli alle ore 16,20, alla fine delle lezioni. L'iniziativa si e' espansa nell'America del nord e in tutto il mondo.
“Buone feste ai miei amici drogati! Son venuto qui per fumarmi un grosso spinello...” ha postato su Facebook il gruppo 420 con base a Vancouver, che e' seguito da piu' di 200.000 persone.
Da piu' di dieci anni Vancouver affronta il problema della droga come una questione sanitaria e non di criminalita', smarcandosi dalla guerra condotta dalle autorita' degli Stati dell'America del Nord. Nello stesso periodo, la metropoli canadese e' divenuto un luogo di grandi incontri 420, ma il consumo di cannabis rimane illegale, come in tutto il Canada.
In California, uno dei 15 Stati americani dove la marijuana e' autorizzata a fini medici -a cui occorre aggiungere Washington- ci sono state diverse manifestazioni come questa.
“E' un giorno di festa per le persone che amano la cannabis”, ha detto all'Agenzia France Presse Dave Brian, editore della rivista specializzata “The 420 Times”.
Quest'anno NORML, una ONG che raccoglie fondi per promuovere la legalizzazione della cannabis, organizza un incontro nella contea dell'Orange, a sud di Los Angeles, mentre diverse feste private sono organizzate da fumatori e alcuni distribuiscono cannabis a prezzi scontati.
Una iniziativa che avviene mentre diversi venditori di cannabis in California, in questi mesi, sono stati chiusi grazie all'intervento delle autorita' federali, che ne vietano consumo e commercializzazione.
“Il presidente Usa Obama, all'inizio del suo mandato, ha promesso che avrebbe rispettato le leggi degli Stati sulla cannabis terapeutica. Ma ha finito per tradire la sua promessa”. Lamenta la petizione online Change.org, firmata da piu' di 24.000 persone che reclama la fine “delle incursioni della polizia contro la cannabis”.

CANADA - Migliaia di persone manifestano a Vancouver, e non solo, per la legalizzazione della cannabis

giovedì 19 aprile 2012

Pot Legalization Could Save U.S. $13.7 Billion Per Year, 300 Economists Say

Your plans to celebrate 4/20 this Friday could actually make the government some money, if only such activities were legal. That’s according to a bunch of economists, and some prominent ones too.
More than 300 economists, including three nobel laureates, have signed a petition calling attention to the findings of a paper by Harvard economist Jeffrey Miron, which suggests that if the government legalized marijuana it would save $7.7 billion annually by not having to enforce the current prohibition on the drug. The report added that legalization would save an additional $6 billion per year if the government taxed marijuana at rates similar to alcohol and tobacco.
That's as much as $13.7 billion per year, but it's still minimal when compared to the federal deficit, which hit $1.5 trillion last year, according to the Congressional Budget Office.
While the economists don't directly call for pot legalization, the petition asks advocates on both sides to engage in an "open and honest debate" about the benefits of pot prohibition.
"At a minimum, this debate will force advocates of current policy to show that prohibition has benefits sufficient to justify the cost to taxpayers, foregone tax revenues, and numerous ancillary consequences that result from marijuana prohibition," the petition states.
The economic benefits of pushing pot into mainstream commerce have long been cited as a reason to make the drug legal, and the economists' petition comes as government officials at both the federal and local levels are looking for ways to raise funds. The majority of Americans say they prefer cutting programs to increasing taxes as a way to deal with the nation’s budget deficit -- marijuana legalization would seemingly give the government money without doing either.
Officials in one state have already made the economic argument for pot legalization, but to no avail. California Democratic State Assemblyman Tom Ammiano proposed legislation in 2009 to legalize marijuana in California, arguing that it would yield billions of dollars in tax revenue for a state in dire need of funds. California voters ultimately knocked down a referendum to legalize marijuana in 2010.
Economist Stephen Easton wrote in Businessweek that the financial benefits of pot legalization may be even bigger than Miron's findings estimate. Based on the amount of money he thinks it would take to produce and market legal marijuana, combined with an estimate of marijuana consumers, Eatson guesses that legalizing the drug could bring in $45 to $100 billion per year. Easton’s name doesn't appear on the petition.
Some argue that the economic argument for pot legalization is already proven by the benefits states and cities have reaped from making medical marijuana legal. Advocates for Colorado's medical marijuana industry argue that legalization has helped to jumpstart a stalled economy in cities like Boulder and Denver, according to nj.com.

Pot Legalization Could Save U.S. $13.7 Billion Per Year, 300 Economists Say 

USA - Legalizzare la marijuana per risparmiare 13,7 miliardi Usd. Petizione

Legalizzare la marijuana per risparmiare 13,7 miliardi di dollari all'anno negli Stati Uniti. E' il suggerimento lanciato da 300 economisti, tra cui tre premi Nobel, che hanno firmato una petizione fondata sui risultati del lavoro dell'economista di Harvard Jeffrey Miron.La petizione chiede al governo statunitense di legalizzare la cannabis per alleggerire le sue casse di ben 7,7 miliardi dollari di spese ogni anno, impiegati per contrastare il mancato rispetto dell'attuale divieto sull'uso della droga leggera. Il rapporto, inoltre, dimostra che la legalizzazione farebbe risparmiare un supplemento di 6 miliardi di dollari annui se il governo tassasse la marijuana come fa con alcol e tabacco. La petizione, riportata dall'Huffington Post, chiede di impegnarsi in un "dibattito aperto e onesto" sui benefici effettivi del divieto. "Come minimo, questo dibattito costringera' i sostenitori della politica attuale a dimostrarne i benefici e verificare se siano sufficienti a giustificare il costo elevatissimo per le tasche dei contribuenti", ha detto Miron.

giovedì 12 aprile 2012

SPAGNA - Referendum coltivazione cannabis a Rasquera. Prevale il SI e le polemiche

A Rasquera sono andati ieri alle urne per votare un referendum vincolante con cui e' stato deciso, col 56%, a favore della coltivazione di cannabis su grande scala. Secondo i primi dati, 308 hanno votato a favore mentre 239 hanno votato contro, una percentuale del 44%. Una votazione con cui verra' cambiata una coltivazione che da decenni e' basata su mandorli e ulivi.
L'iniziativa fa parte di un piano contro la crisi per far quadrare i conti dell'Amministrazione comunale, una delle piu' indebitate della Catalogna. I proventi di queste piantagioni saranno destinati ai 5.000 soci della Asociación Barcelonesa Canábica de Autoconsumo (ABCDA), un circolo di fumatori a fini ludico-terapeutici. Secondo l'accordo l'ABCDA versera' 1,3 milioni di euro in due anni, mentre 40 posti di lavoro, diretti e indiretti, verranno creati.
Sia il governo della citta' che le opposizioni avevano previsto un successo del SI. I convocati dal voto sono stati 804 e in 555 (68%) hanno votato. Il risultato e' nefasto per il Sindaco di Rasquera, Bernat Pellisa, che da tre settimane si e' dimesso dal partito repubblicano per evitare polemiche. Il Sindaco aveva detto che avrebbe bloccato il progetto se lo stesso non fosse approvato come minio dal 75% degli elettori, ed aveva anche detto che se questo progetto non fosse andato in porto avrebbe consegnato l'amministrazione nelle mani dell'opposizione, che si oppone al progetto. Ma ieri, dopo i risultati ha ritrattato la sua posizione rifiutando di collegare la continuita' del suo mandato al risultato del referendum, aprendo un periodo di riflessione perche' con questo risultato non e' stato deciso di coltivare in larga scala la cannabis, ma non e' stato neanche deciso di buttar via il progetto. Decisamente arrabbiati gli esponenti dell'opposizione.
La giornata referendaria si e' svolta tranquilla, dominata da una presenza mediatica con troupe televisive francesi, della Corea del Sud e del mondo arabo.

SPAGNA - Referendum coltivazione cannabis a Rasquera. Prevale il SI e le polemiche 

ITALIA - I farmaci cannabinoidi in Friuli VG

Annamaria Menosso (Pd), ricordando che a seguito di una sua precisa interrogazione che chiedeva alla Giunta di attivarsi per ovviare al difficile reperimento di un farmaco (cannabinoide) utilizzato nella terapia del dolore, ha richiesto alla III Commissione un'audizione concernente i farmaci cannabinoidi, sottolinea il positivo risultato dell'incontro. "I maggiori esperti regionali - e non solo- del settore, unitamente al rappresent ante della Direzione salute e ai rappresentanti delle Associazioni di pazienti ("Luca Coscioni", "Associazione Cannabis Terapeutica" e "Associazione Pazienti Impazienti Cannabis") hanno dato vita ad un intenso e costruttivo dibattito che si è incentrato sia su aspetti clinici e terapeutici sia su aspetti amministrativi" - spiega Menosso. "E' evidente che la tematicha si inserisce nell'ambito della recente legge regionale sulle cure palliative e la terapia del dolore, attualmente impugnata.
I convenuti hanno diffusamente dimostrato la validità scientifica dei farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore. In particolare del dolore derivante da Sclerosi multipla e patologie oncologiche. E' stata anche evidenziata la necessità di concentrare le attività di reperimento dei farmaci nonché di somministrazione degli stessi in un unico centro così da evitare doppioni e prendere in carico un numero di pazienti tale da rappresentare una casistica appropriata. "Una volta che la richiamata legge regionale sulla terapia del dolore supererà l'impugnati va, si caldeggia un ulteriore intervento normativo sul tema specifico" - aggiunge Menosso ricordando inoltre che "progetti di legge sull'argomento sono stati già presentati in altre regioni, ciò a dimostrare l'attualità, ma anche l'urgenza di intervenire sul tema". E' quanto riporta nuna nota della regione Friuli Venezia Giulia.

ITALIA - I farmaci cannabinoidi in Friuli VG  

COLOMBIA - Ambasciatore Usa: ok a parlare di Cuba e droga al vertice di Cartagena

'Siamo piu' che disposti a parlare di Cuba e di droga'. Lo ha assicurato oggi l'ambasciatore Usa in Colombia Michael McKinley in riferimento ai due temi che, ha precisato, 'sono stati aggiunti' all'agenda gia' prevista per il Vertice delle Americhe, in programma dal 14 al 15 aprile prossimi a Cartagena. 'Per quanto riguarda l'Avana - ha pero' evidenziato il diplomatico in un'intervista radiofonica - non accetteremo di parlare della questione dell'embargo, poiche' si tratta di un problema bilaterale'.
Al summit parteciperanno oltre 30 presidenti e capi di governo del continente, incluso Barack Obama, ma non quello dell'Ecuador, Rafael Correa, che si e' rifiutato proprio perche' non e' stata invitata Cuba. 'Noi ci auguriamo un'evoluzione democratica nell'isola, affinche' possa partecipare ai futuri vertici', ha spiegato ancora McKinely, in risposta alle esigenze espresse da alcuni partecipanti.
In merito, il presidente colombiano Juan Manuel Santos, che due settimane fa si e' recato a L'Avana per spiegare a Raul Castro perche' non poteva ospitarlo, dopo aver specificato che 'c'e' un certo grado di ipocrisia' nel modo in cui Washington tratta Cuba, ha anticipato al quotidiano 'El Tiempo' che si impegnera' 'per un miglior rapporto tra i due Paesi'.
Quanto al tema droga, problema soprattutto di alcuni Paesi dell'America Centrale invasi dai narcotrafficanti messicani, il diplomatico Usa ha assicurato: 'Riconosciamo che e' un dibattito importante, poiche' molti governi ne subiscono le conseguenze'. McKinney ha anche sostenuto che la lotta alla droga 'ha registrato molti successi'. Ma alla luce dei 50.000 morti che ha causato negli ultimi cinque anni nel solo Messico, il presidente Felipe Calderon, ha avvertito l'altro ieri che cio' e' anche da attribuire al fatto che 'la maggioranza delle 140.000 armi che abbiamo sequestrato in questi cinque anni, si vendevano nei negozi Usa'.

COLOMBIA - Ambasciatore Usa: ok a parlare di Cuba e droga al vertice di Cartagena

domenica 8 aprile 2012

USA - Chiusa Universita' della cannabis medica. Proteste

Avvocati, studenti, medici, ammalati in sedia a rotelle hanno chiesto oggi a gran voce, inalberando cartelli e spinelli davanti al municipio della citta' di San Francisco, la riapertura dell'Universita' di Oaksterdam dopo il raid degli agenti federali americani che due giorni fa ne avevano disposto con la forza la chiusura.
L'universita' sulla baia di San Francisco, dall'apertura nel 2007, si fregia del titolo di primo college americano nel quale si coltiva e si fa uso medico della cannabis; la definizione di 'Princeton del pot (marijuana)' o 'Harvard dell'hashisc' e' stata sempre bonariamente accettata dal gruppo di persone che vi lavorano e che hanno respinto con forza nelle ultime settimane le accuse dell'amministrazione che sospetta l'esistenza di un consistente e criminale traffico di stupefacenti dissimulato dietro la rispettabilita' della ricerca e della cura medica.
Il mese scorso un'inchiesta condotta da un giornale di Sacramento aveva rivelato come le iscrizioni fossero sensibilmente diminuite da quando il governo federale ha cominciato a stringere la cinghia nei confronti dei dispensari medici di marijuana e delle attivita' di coltivazione.
Il raid di Oaksterdam, durante il quale gli agenti federali sono stati sguinzagliati ovunque cercando in particolare il fondatore del college Richard Lee - costretto in sedia a rotelle da una lesione spinale - ha sollevato aspre polemiche che nella manifestazione di oggi sono emerse in tutta la loro forza. Dale Sky Jones, uno dei dirigenti dell'Universita', ha ad esempio accusato le autorita' di dare la caccia ai 'nemici sbagliati' citando la recente strage avvenuta nel vicino campus di Oikos dove un ragazzo ha fatto fuoco contro studenti cristiani. In California e in altri stati americani che avevano legalizzato l'uso della marijuana per scopi medici, il governo ha recentemente cercato di chiudere negozi e dispensari proprio temendo un utilizzo da parte dei trafficanti internazionali, ma anche contestandone le vicinanza a scuole e luoghi ricreativi per bambini. Le autorita' federali hanno incrementato i provvedimenti di chiusura che hanno colpito anche negli stati del Colorado e di Washington dove il prossimo novembre si terranno referendum sulla legalizzazione delle droghe leggere a scopi ricreativi.
Ieri il governatore repubblicano dell'Arizona, Jan Brewer aveva firmato una legge per mettere al bando l'uso terapeutico della marijuana nei campus, nei college e nelle universita' dello Stato aggiungendo la propria voce al sottofondo di furore anti-cannabis che sta cominciando a percorrere le universita' americane.
Nei video a lato è possibile trovare interviste rilasciate da Richard Lee. Ecco a cosa è giunta la follia proibizionista: dare la caccia ad una persona in sedia a rotelle. Mentre il narco traffico in Messico uccide ad una media di 20 persone al giorno, l' idea per fermarli sarebbe quella di perseguitare una persona disabile? Penso che non ci sia bisogno di altri commenti.


giovedì 5 aprile 2012

Elezioni Comunali a Parma

Le elezioni comunali si avvicinano e la mia battaglia continua. Dopo un primo tentativo di sprono alla discussione sul tema "cannabis terapeutica e sicurezza" con il candidato dei Radicali (che da quanto mi sembra, ha abbandonato ogni velleità a candidarsi) di trattare pubblicamente il tema, oggi ho provato ad avvicinare il Movimento 5 Stelle. Per la loro politica di "ascolto", sulla carta, mi sono  sembrati gli unici candidati adatti a trattare pubblicamente e senza timori argomenti "difficili", quale per l' appunto la cannabis terapeutica.

Il problema è delicato, necessita di attenzione ed è anche un argomento che inevitabilmente attrae attenzione in campo mediatico; non credo che altrimenti mi avrebbero mai pubblicato una lettera nella rubrica della Gazzetta di Parma, se non avessero mai avuto un ritorno.

Queste elezioni e questo tema, nella mia città, sono un argomento sul quale in molti hanno glissato. La gazzetta, per esempio, non ha mai collegato il "Il caso Bonsu" alle politiche di tolleranza zero della precedente giunta. Quel caso costò il posto dell' allora assessore alla sicurezza. Nè la Gazzetta, ha sottolineato come i cani antidroga sembra siano stati soldi "distratti" dalle casse del comune, nel caso green money, che costò il posto del ormai ex capo dei vigili urbani.

Parma è pronta a cambiare? Ancora oggi me lo chiedo, ma l' impressione che ne ricavo è tutt' altro che rassicurante. Penso che il movimento 5 Stelle non tratterà l' argomento prima delle elezioni; motivi? Paura di perdere voti. La mia domanda è: quanti voti prenderanno? Potrebbe essere davvero parlare di come l' attuale legislazione permetta la coltivazione di cannabis e di come sfruttare questa legge possa garantire ritorni positivi in termini di salute pubblica (attraverso la vendita controllata sotto prescrizione medica), di sicurezza (la vendita tramite strutture come le farmacie sottrarrebbe clienti dal mercato illegale), di creazione di posti di lavoro e di sviluppo di tecnologia farmaceutica (attraverso l' autorizzazione, l' università potrebbe portare avanti importanti ricerche scientifiche e approfondire le attuali nel campo delle neuroscienze, nonchè creare posti attraverso la creazione di campi di coltura) a fargli perdere consenso? La vera domanda è: quanto consenso credono di avere e in quanti li conoscono? Dal mio modesto punto di vista, questa causa potrebbe distinguerli dalla massa di mediocrità che ci circonda e renderli veramente attrattivi, almeno per un punto in particolare. Le loro idee sono buone, ma a mio parere mancano di carica o di un catalizzatore che possa portare l' attenzione del pubblico sui loro contenuti. Vedremo i risultati delle elezioni e vedremo se sarò stato ascoltato.

lunedì 2 aprile 2012

GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa

Sulla lotta al narcotraffico il Guatemala da' vita a un inedito braccio di ferro con gli Stati Uniti. Il presidente Otto Pe'rez Molina, ex militare a capo di un governo conservatore, ha accusato gli states di aver fatto pressione su alcuni leader centroamericani per impedire che la regione trovasse un'intesa su strategia alternative nella lotta al narcotraffico, ivi compresa la depenalizzazione. In vista del Vertice delle Americhe che si terra' a meta' aprile in Colombia, Molina aveva convocato i leader regionali per analizzare una strategia condivisa sul tema. Un appuntamento cui i presidenti di El Salvador, Honduras e Nicaragua non si sono presentati, in sostanziale disaccordo con il peso dato alla strada della depenalizzazione dal Guatemala. Il capo di Stato salvadoregno Mauricio Funes, ha pero' detto Molina, aveva in un primo momento aderito alla proposta. Un cambio di posizione che viene "dal timore nato negli Stati Uniti che la regione si potesse trovare attorno alla depenalizzazione", spiega Molina. Il capo di Stato guatemalteco forza dunque la storica e non segreta differenza di approccio che gli Stati Uniti hanno sul tema della depenalizzazione, da ultimo definita "inutile" dallo "zar" antidroga William Brownfield.

GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa