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giovedì 20 febbraio 2014

Le proposte di legge per la regolamentazione

La Jervolino-Vassalli è una legge meno pericolosa e persecutoria, ma è pur sempre una legge che vieta la coltivazione domestica di cannabis e la detenzione di erba o suoi derivati, continuando quindi nella logica del monopolio concesso alle mafie nel traffico di stupefacenti e costringendo milioni di persone a rivolgersi ad esso per reperire la sostanza.
E’ una legge che in questo momento si rivela comunque un ottimo tappabuchi per la politica, che impegnata com’è nella consueta battaglia di potere tra “feudi” della stessa contea, continua a trattare con distacco e disinteresse un fenomeno ormai non più trascurabile, come quello dell’uso della cannabis fatto dal 15% della popolazione italiana.
Quindi, tutto lascia presupporre che una volta sistemati tutti i giochetti della “casta” e ridistribuite le leve di comando, si dovrà in tutti i casi mettere mano ad una nuova legge che possa superare la vetustà della Jervolino-Vassalli ed adeguarsi ai tempi, come dichiarato anche dalla presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. Donatella Ferranti, su Repubblica del 13 febbraio: “ora è necessario rivedere la datata Jervolino” e in ballo ci sono le tabelle, le norme sulla modica quantità e la coltivazione ad uso personale.
In questo momento ci sono quattro proposte di legge che gravitano intorno alla Camera ed una al Senato, tralasciando la proposta Manconi al Senato, ci interessa di più soffermarci sui lavori della Commissione Giustizia della Camera, dove le proposte Farina (SEL) e Gozi-Giachetti (PD) sono già in discussione, mentre la proposta Civati (PD) e quella di Ferraresi e Bernini (M5S), non sono ancora state depositate.
Senza entrare in merito ai vari articoli delle varie leggi, vorremmo evidenziare il punto che a noi interessa maggiormente, la regolamentazione della coltivazione domestica:
Proposta Gozi-Giachetti
Art. 3
comma 2. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore di anni sedici.
Proposta Farina
Art. 1
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3-bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore”
Proposta Civati
Art. 6
“3-bis. Non sono punibili la coltivazione per uso personale di cannabis indica e la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, salvo che il destinatario sia un minore di anni diciotto”
Proposta Ferraresi-Bernini
Art. 2
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente : “3- bis. Non sono punibili la coltivazione e la detenzione per uso personale di cannabis indica nel luogo indicato nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione (1), né la detenzione fuori dal suddetto luogo e la cessione a titolo gratuito a terzi di una quantità non superiore ai 2,5g destinati al consumo personale, salvo che il coltivatore ovvero il destinatario siano minori di anni 18. La coltivazione di cannabis indica è consentita al maggiorenne nel limite di 4 piante in fioritura e nessun limite per le piante senza principio attivo (2).L’autorizzazione per la coltivazione di cannabis indica per uso personale è soggetta esclusivamente a tassa di concessione governativa e all’assenza documentata di condanne definitive per i reati di cui all’articolo 416bis del codice penale e dell’articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 e successive modificazioni (3).
Abbiamo sollevato alcuni dubbi sull’articolo proposto da Ferraresi e Bernini (M5S), sopra in neretto abbiamo evidenziato le cose che secondo noi dovrebbero essere tolte o aggiunte:
(1) togliere nel luogo indicato nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione
(2) aggiungere in fioritura e nessun limite per le piante senza principio attivo
(3) togliere L’autorizzazione per la coltivazione di cannabis indica per uso personale è soggetta esclusivamente a tassa di concessione governativa e all’assenza documentata di condanne definitive per i reati di cui all’articolo 416bis del codice penale e dell’articolo 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 e successive modificazioni
Possiamo constatare che tutte le proposte di legge concordano quindi e contemplano ad una sola voce la possibilità di legalizzare la coltivazione domestica e se la proposta Civati e quella del M5S dovessero essere depositate nei tempi giusti, andrebbero ad accorparsi alle due già in discussione per la stesura di un testo unico concordato tra e dalle forze politiche e nel quale a questo punto non dovrebbe di certo mancare un articolo che preveda la regolamentazione della coltivazione domestica.
Per tutti i nostri soci e simpatizzanti che possono accedere al blog del Movimento, l’invito è di pronunciarsi evidenziando le mancanze e le parti da eliminare, in particolar modo si chiede di eliminare qualsiasi ipotesi di tassazione e concessione per le coltivazioni domestiche, per rivendicare la possibilità all’autoproduzione come un diritto.
Chiediamo che anche la proposta di legge del M5S si allinei alle altre senza ulteriori orpelli e costrizioni da parte dei consumatori:

https___sistemaoperativom5s.beppegrillo.it_edit_entry_cannabis
 (Riservato agli iscritti al Movimento)
Direttivo ASCIA

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