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lunedì 25 marzo 2013

Legalizzare tutte le droghe. Intervista a Jeffrey Miron

Articolo di Redazione
Jeffrey Miron, 56 anni, si considera un liberale tenace. Ha studiato gli effetti della criminalizzazione delle droghe per 15 anni, e pensa che si sia esagerato sempre e che tutti i tipi di droghe debbano essere legalizzate. E' stato presidente del Dipartimento di Economia dell'Universita' di Boston tra il 1992 e il 1998. Oggi insegna al Dipartimento di Economia dell'Universita' di Harvard.

D. Perche' si dovrebbe legalizzare l'eroina, la cocaina e la marijuana?
R. La proibizione delle droghe e' la peggiore soluzione per prevenirne il consumo. In primo luogo c'e' la conseguenza di un mercato nero corrotto e che costa vite umane. In secondo luogo impone limitazioni alle persone che non possono consumare droghe. In terzo luogo, proibire le droghe e' costoso.
D. Perche' costoso?
R. Se legalizzassero le droghe, gli Usa potrebbero risparmiare tra 85.000 e 90.000 milioni di Usd all'anno. Oggi la meta' di questi importi finanzia le attuali politiche antidroga, e l'altra' meta' si perde in imposte con cui gli Usa potrebbero tassare le droghe legali.
D. Sul piatto della bilancia, pero', ci sono molte persone che diventerebbero dipendenti delle droghe.
R. Supponiamo che, in seguito alla legalizzazione, il consumo delle droghe aumentasse. Sarebbe un male? Se applichiamo le norme dell'economia questo e' (almeno in parte) qualcosa di buono. Qualunque politica che mi impedisce di avere cio' che desidero, impedisce la mia felicita'.
D. Le droghe portano alla dipendenza. Annebbiano la felicita' delle persone.
R. La dipendenza non e' il problema. Molte persone sono dipendenti dalla caffeina e nessuno si preoccupa. Molte persone sono dipendenti dello sport, della birra o del cibo. E questo non da' fastidio allo Stato.
D. Lo Stato dovrebbe trattare lo sport e la cocaina allo stesso modo?
R. Gli effetti della cocaina vengono presentati in un modo eccessivamente esagerato. Ci sono banchieri di Wall Street che sniffano cocaina: guadagnano molti soldi, usufruiscono di un buon sistema sanitario, hanno una famiglia e uno stabile trend di vita. Molti di loro smettono anche di consumare cocaina. Ho l'impressione che queste persone godono nel consumarla. E ci sono anche persone che fumano crack e conducono una vita molto diversa dagli agenti di Borsa; sono persone con pochi guadagni, senza lavoro e con una salute malmessa. Molte di esse fanno una brutta fine. Ma la cocaina non ha colpe in merito. La colpa e' della loro pessima vita.
D. Intende dire che il crack non fa male?
R. E' possibile consumare crack per molto tempo e poi smettere? Ci sono dati che lo confermano. Le lobby proibizioniste esagerano molto per raggiungere i propri obiettivi. Le droghe sono molto meno pericolose di quanto la gente pensi. Non e' chiaro che consumare marijuana o cocaina non ha effetti negativi considerevoli se il prodotto e' a prezzi accessibili, se non dobbiamo rischiare la vita per farlo e se il prodotto non e' diluito, senza saperlo, con sostanze piu' o meno pericolose.
D. Lei sostiene che non e' pericoloso iniettarsi eroina?
R. L'iniezione e' tanto diffusa perche', con la proibizione, l'eroina e' costosa e questo modo di consumarla consente di farlo spendendo meno soldi. Se le droghe fossero molto meno costose, la maggior parte delle persone probabilmente fumerebbe eroina invece di iniettarsela.
D. Ancora: pensa che sarebbe un fatto positivo che la legalizzazione portasse ad un aumento del consumo di droghe?
R. Se credi in tutto cio' che gli statunitensi dicono di credere -liberta', individualita', responsabilita' personale- occorre legalizzare le droghe. Il massimo dovrebbe essere che tutti possono fare quello che vogliono, fintanto che questo non sia nocivo per qualcun altro. Si presuppone che non si provochi danni a nessun altro quando si consuma droga, ma i dati scientifici non sostengono questa ipotesi.
D. La cocaina fa si' che la gente diventi aggressiva.
R. Le prove scientifiche di questo sono molto flebili. La maggior parte delle prove che indicano una relazione tra violenza e droghe, si riferisce all'alcool. Questo vuol dire che andrebbe proibito l'alcool? Per questo la legalizzazione di tutte le droghe ridurrebbe drasticamente la quantita' di violenza che c'e' in Usa.
D. Come?
R. La proibizione porta alla violenza. Rivolgersi al mercato nero e' inevitabile, si genera violenza perche' i conflitti tra le parti, impliciti nel traffico di droghe, non possono essere risolti con mezzi legali nell'ambito del sistema giudiziale. Si e' obbligati a vivere in un mondo in penombra in cui ci si ammazza gli uni con gli altri invee di avere a che fare con avvocati che affrontano i problemi nei tribunali.
D. Quindi lo Stato dovrebbe consentire ai cartelli di proseguire nel loro business se non di piu'?
R. Ci sono studi che dimostrano che il livello di violenza si riduce quando lo Stato smette di intervenire nel traffico di droghe, grazie al fatto che ci sono meno conflitti fra narcotrafficanti. Le ultime dimostrazioni a conferma vengono dal Messico. La violenza connessa alle droghe e' molto che esiste. Ma c'e' stato un aumento notevole ed una escalation di violenza da quando il presidente dell'epoca Felipe Calderon dichiaro' la guerra contro le droghe nel 2006. Abbiamo calcolato che la percentuale di omicidi in Usa potrebbe calare di circa il 25% se le droghe fossero legali.
D. Come varierebbero i prezzi delle droghe in conseguenza della legalizzazione?
R. I prezzi della marijuana varierebbero di poco. Se confrontiamo i prezzi del mercato nero con i prezzi di quello legale li' dove la marijuana e' oggi praticamente legale, per esempio in Olanda, sono molto simili. I prezzi che si pagano per la cocaina potrebbero invece diminuire in modo consistente.
D. Di conseguenza tutto il Paese snifferebbe cocaina.
R. Il consumo delle droghe piu' innocue probabilmente aumenterebbe. E ci sarebbe un maggior numero di persone che occasionalmente consumerebbe una qualche droga. Ma, finito il proibizionismo in Usa, quando il whisky di malto senza altri mescolii divenne legale, l'intero Paese non si ritrovo' dipendente dal whisky.
D. Come democrazia, non abbiamo il dovere di proteggere le persone da se stesse?
R. Credo che le persone che provocano danni a se stesse con le droghe continuerebbero a farlo, indipendentemente dal fatto che queste ultime siano legali o meno.
D. Non abbiamo una obbligo morale?
R. Se un amico fa qualcosa di stupido, crede che intervenendo la situazione migliorerebbe o peggiorerebbe? Credo che mettere il suo amico in carcere e obbligarlo a sottostare ad una terapia non sia la soluzione migliore. Credo sia meglio parlargli in modo tranquillo e sereno.
D. Parlare e' la soluzione per il problema delle droghe?
R. Certamente, la proibizione non e' la soluzione.

D. E quindi, perche' le droghe sono vietate?
R. Le persone ingenue credono che se qualcosa e' illegale, la gente non lo fara'. E' chiaro che non e' cosi'. Alcuni credono che se le manteniamo illegali, il prezzo aumentera' e ci saranno meno persone che consumano le droghe. Ma per alcuni il prezzo non e' un fattore determinante.
D. Come sarebbe un mondo in cui le droghe fossero legali?
R. Come il Portogallo. Li' sono diversi anni che il consumo e' legale e si sono avute variazioni minime nell'aumento del consumo di droghe. La legalizzazione non farebbe aumentare in gran quantita' la percentuale di consumo. E se la gente cominciasse a fumare marijuana, questo non avrebbe nessun peso. E' certo.
D. Sul serio chiede che le droghe si vendano nei supermercati?
R. Si'.
D. La prescrizione delle droghe sarebbe una possibilita'?
R. Una prescrizione molto larga come quella della California non ha provocato alcun danno, perche' chiunque ti da' una ricetta. Pero', facendo cosi', che vantaggio si ha? Se esiste una legge per la prescrizione molto restrittiva, di conseguenza si avra' un mercato nero.
D. Che succedera' nel mercato nero se si legalizzassero le droghe?
R. Ognuno potrebbe scegliere. Potrebbe comprare la cocaina nel supermercato o comprarsela da uno sconosciuto trafficante messicano in un angolo di strada dove potrebbe essere ammazzato. Il mercato nero scomparirebbe.
D. Che succedera' per i cartelli della droga?
R. Se le droghe si legalizzassero molti cartelli del Messico faranno tesoro della loro esperienza per creare subito delle imprese legali. Credo che sarebbero i primi e avrebbero buoni prodotti e una buona rete di distribuzione. Non e' per niente chiaro se i cartelli della droga vogliano la legalizzazione. El Chapo Guzman, a capo del cartello piu' grosso del mondo, ha un vantaggio di partenza perche' e' un criminale con molta esperienza; per questo e' tanto ricco. Se non ci fosse un mercato nero delle droga, Guzman perderebbe il suo vantaggio.
D. Le droghe dovrebbero essere tassate?
R. Una tassa alta e' una cattiva idea perche' sarebbe un incentivo alla creazione di un mercato nero.
D. Perche' nessuno sta mettendo in pratica le sue proposte?
R. Diverse migliaia di persone che ricoprono incarichi pubblici si ritroverebbero senza lavoro in seguito alla legalizzazione. I centri di riabilitazione perderebbero molti clienti perche' molte delle persone a cui prestano le cure ci vanno in quanto obbligate dal sistema giudiziale. Anche le persone che costruiscono carceri hanno interesse che ci sia un alto numero di detenuti. E nel contempo, alla Chiesa non piacciono le droghe e negli Usa la Chiesa e' potente.
D. Lei consuma droghe?
R. No. Ho fumato dell'erba quando ero studente, ma poi non ho continuato. Ma se domani si legalizzassero le droghe, sarebbe possibile che le provassi tutte. Dubito che le consumerei piu' di una volta, ma dopo che ho fatto varie ricerche in materia, provo curiosita'.

(intervista di Takis Wurger pubblicata sul settimanale Der Spiegel del 19/03/2013)

mercoledì 20 marzo 2013

The EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA)

Cannabis
  • High demand sustains a diversity of suppliers and routes
  • Cannabis resin is increasingly imported from Afghanistan via the Balkan route
  • The violence between OCGs involved in trafficking cannabis is increasing
Cannabis is the most widely used drug in Europe. It is estimated that around 1300 tons of cannabis resin and 1200 tons of herbal cannabis are consumed annually in Europe by an estimated 23 million cannabis users.
The market share of herbal cannabis is further increasing across the EU as domestically grown cannabis partially replaces imported resin. Indoor cultivation accounts for most of the herbal cannabis produced in the EU.
Morocco remains the most important producer and exporter of cannabis resin to the EU and as a result Spain is still an important entry and distribution centre for the EU. However, Morocco’s significance for the European cannabis market is declining as the supply from Afghanistan is increasing.
Organised crime is increasingly involved in the production and distribution of cannabis. More criminal distribution networks are shifting markets and change from cocaine and heroin trafficking to cannabis due to the low risks and high profits involved.

Future considerations

The Netherlands is likely to remain the most important source country for seeds and cuttings as well as growing technologies and knowledge. Increased demand and production in other regions in and outside the EU may lead to increased competition between OCGs, changes in trafficking routes and more poly-commodity trafficking. The cannabis market will remain large and complex with no anticipated decrease in demand. OCGs will continue to play a key role in the cultivation and illegal trafficking of various cannabis products.

U.E. - Narcotraffico maggiore business malavita. Europol

Il traffico internazionale di stupefacenti rimane la piu' grande attivita' della malavita in Europa, dove operano circa 3.600 organizzazioni criminali, con quelle specializzate in contrabbando di stupefacenti che importano fino a 124 tonnellate di cocaina ogni anno. L'allarme e' contenuto nell'ultimo rapporto dell'Europol, ''Serious and Organised Crime Threat Assessment'', reso pubblico oggi dal quartier generale dell'Aia. La cannabis resta lo stupefacenti preferito, con 23 milioni di consumatori in tutto il Continente per un mercato che vale 1.300 tonnellate di hashish e 1.200 tonnellate di erba ogni anno. La cocaina resta al secondo posto con 4 milioni di consumatori che consumano 124 tonnellate annualmente. Il rapporto di 46 pagine, che l'Europol definisce il piu' dettagliato studio mai effettuato sul crimine organizzato, evidenzia anche l'arrivo di una nuova ondata di bande, alimentate dalla crisi finanziaria e dagli illeciti che e' possibile commettere online. ''Questi gruppi non sono piu' definibili per la loro nazionalita' o attivita', ma per la loro abilita' di operare su base internazionale, con l'unico obiettivo di massimizzare i profitti e minimizzare i rischi'', ha detto il capo dell'Europol, Rob Wainwright. ''Sono l'incarnazione della nostra nuovo societa' globalizzata''. La crisi economica ha per esempio spinto alcune organizzazioni a passare dal traffico di beni di lusso contraffatti ai beni di consumo di tutti i giorni, come il cibo, i detergenti, i cosmetici e i farmaci. E ha contribuito all'incremento della tratta di esseri umani, visto che la domanda di prodotti e servizi piu' economici ha causato l'espansione dell'economia in nero in cui il lavoro degli immigrati viene particolarmente sfruttato. Il rapporto dell'Europol verra' inviato ai 27 paesi membri della Ue, affinche' possano stabilire le strategie di contrasto alla criminalita' organizzata per i prossimi quattro anni.

U.E. - Narcotraffico maggiore business malavita. Europol 

lunedì 18 marzo 2013

Still waiting for answers on pot


AG Eric Holder needs to fully explain the federal government's intentions regarding Colorado and Washington state's pot laws.
Posted:   03/16/2013 12:01:00 AM MDT

By The Denver Post Editorial Board

U.S. Attorney General Eric Holder. (Evan Vucci, The Associated Press)
It turns out that U.S. Attorney General Eric Holder hasn't been quite as mysterious about the future of recreational marijuana in Colorado and Washington state as his empty public pronouncements would suggest.
Behind the scenes with state officials, he's apparently been somewhat more forthright. Indeed, Gov. John Hickenlooper's top lawyer, Jack Finlaw, said this week that the federal government's future behavior — toward pot cultivation centers and retail outlets, for example — will be determined by the sort of regulatory framework that state lawmakers put in place.
As The Denver Post's John Ingold explained, "The state must show it can keep marijuana within its borders and away from children and also prove that its regulations are comprehensive enough and well-funded enough to work."
If they meet that standard, Finlaw added, "then [federal officials] will take the same stance on adult recreational use of marijuana as they've taken on medical marijuana."
As advocates of the federal government allowing Colorado and Washington to proceed with their important experiment in regulating marijuana, we consider this news encouraging. But it's also less than fully satisfying, for at least two reasons.
First of all, what does it mean precisely to adopt comprehensive regulations? The work from the governor's Amendment 64 Implementation Task Force, which went to the legislature this week, extends for 165 pages and involves 58 recommendations. By any reasonable standard, that's fairly comprehensive. But are those recommendations enough?
The proposals include everything from mandates for child-resistant packaging and prohibitions on advertising that children are likely to see to possibly limiting the amount of marijuana or marijuana-infused products that can be purchased by out-of-state customers — perhaps to one-eighth to one-quarter ounce of marijuana for non-residents.
But of course Colorado probably can't (and frankly shouldn't) prevent out-of-state residents from buying marijuana altogether, let alone seal state borders sufficiently to keep all home-grown pot here.
So how tight will the regulations have to be to trigger federal tolerance of Amendment 64?
The only person who can answer that question is Holder himself. More than four months after voters approved Amendment 64, it's time Holder stepped up and clearly explained, on the record, the Justice Department's intentions.


Still waiting for answers on pot - The Denver Post

giovedì 14 marzo 2013

Caro sindaco Federico ....

Caro Federico, cosa ne è delle domande che sono state poste durante la presentazione del bilancio comunale?

Una cosa che il movimento 5 stelle dovrebbe imparare, è rispettare le promesse. L' inceneritore, è solo una delle tante prese di posizione che si riescono con difficoltà a gestire, perchè?

Cari cittadini della giunta, dove sono le belle proposte di portare in comune le scelte poste dai cittadini?
Oggi sulla gazzetta si parla di un accoltellamento nel parco Pellegrini .

Mentre ancora ci sono cittadini che non chiedono nulla più che trattare un argomento, del quale è evidente l' imbarazzo ogni volta che viene trattato l' argomento, negli stati uniti, il presidente Obama ....





Caro sindaco Federico ....

domenica 10 marzo 2013

Comment is free Let states legalise marijuana, Eric Holder: you know it makes sense

The US attorney general's review of federal policy on Colorado and Washington's new laws must respect voters' rational choice

colorado washington marijuana moment
Pro-cannabis protesters were celebrating in Colorado and Washington, after the 2012 election. Photograph: Alan Porritt/EPA


Every once in a while, an opportunity arises to do the right thing, the common sense thing.
Right now, US Attorney General Eric Holder has such an opportunity. He is "reviewing" the federal government's options for dealing with the nettlesome fact that two US states have now enacted laws legalizing and regulating the personal use of marijuana.
Faced with a similar problem with those several states that have legalized medical marijuana use, Holder and the US attorneys in those states have essentially declared war on cannabis dispensers. They have gone so far as to deploy the heavy hand of the federal government to threaten landlords with seizure of property used for dispensaries operating in accordance with state and local laws. And all this is occurring despite President Obama having suggested the government has better things to do with its limited resources than prosecute medical marijuana businesses and users.
Now, Attorney General Holder – and ultimately, his boss, the president – have to come to grips with the reality of two states whose voters have decided that modern-day Prohibition should end. Interestingly, President Obama carried both Washington and Colorado on the same ballot on which the marijuana legalization measures appeared. That shouldn't matter, but …
As the attorney general maneuvers through this problem, it is important to remember why it is, in fact, a problem. Unlike the failed and ultimately rejected prohibition of alcohol in the last century, allowing states to permit the legal use of marijuana does not involve violating or repealing a constitutional amendment. The federal government has a problem simply because marijuana is classified as a Schedule 1 substance under the Controlled Substances Act – the same law that lets the government decide that one painkiller requires a prescription and another doesn't.
That simple classification, and the myriad state laws that have resulted from it, have turned millions of Americans into criminals and empowered murderous cartels – in the same way that Prohibition empowered Al Capone and an entire generation of organized crime. Voters in Washington and Colorado looked at those realities, and quite reasonably decided that the questionable benefits of treating marijuana use as a crime do not justify the considerable and unmistakable costs.
Those voters didn't stage a coup. They didn't defy the US Constitution. And they didn't incite a rebellion. Rather, they just made a perfectly rational policy decision.
Now, the Attorney General has an opportunity to do the same. Beyond the oft-stated arguments regarding whether marijuana use should be illegal, or legal and regulated like alcohol, the attorney general has the remarkably American option of invoking the notion of a limited central government and cutting the states of Washington and Colorado some slack to make their own decisions about what is, reasonably, a state issue.
I am among those who have called upon the Attorney General Holder and President Obama to remove cannabis from Schedule 1 of the Controlled Substances Act. They have the authority to do so, and it just makes sense. In the meantime, I would argue they have the discretion to choose not to challenge the duly enacted laws of two states whose voters have made a reasoned decision about marijuana policy – a decision that in no way threatens any other states or the fed's precious authority.
I urge Attorney General Holder to do the right thing. Colorado and Washington have taken courageous steps to end another failed Prohibition. Holder doesn't have to like that decision; he just needs to stay out of the way.

Let states legalise marijuana, Eric Holder: you know it makes sense

venerdì 8 marzo 2013

MONDO - Allarme sostanze psicoattive. Rapporto INCB

Nuove sostanze psicoattive , conosciute come 'sballo legale', sono una crescente minaccia alla salute pubblica. Lo afferma l'International Narcotics Control Board (INCB) nel suo Rapporto annuale relativo al 2012, presentato oggi a Londra.
Queste nuove sostanze psicoattive - riferisce il Rapporto - sono facilmente reperibili sulla rete e il loro numero totale sul mercato, gia' stimato nell'ordine delle centinaia, sta crescendo rapidamente.
Raymond Yans, presidente dell'Istituto, sottolinea come 'in anni recenti si sia registrato un aumento vertiginoso dell'abuso di sostanze psicoattive. In Europa viene immessa nel mercato una nuova droga a settimana. Gli Stati devono immediatamente prendere provvedimenti per fronteggiare l'abuso di queste sostanze cosi dette di 'sballo legale', che gia' minacciano la salute pubblica e rappresentano una sfida significativa per i sistemi di salute pubblica nazionali'.
Desta particolare preoccupazione anche l'incremento dei gia' alti livelli di consumo dei farmaci prescritti per il trattamento dei disordini dell'attenzione o dell'iper-attivismo. In particolare, sottolinea il Rapporto, l'abuso di prescrizioni di farmaci da iniettare, che aumenta il rischio di contrarre HIV, epatite B - C.
Altro problema e' costituito dall'abuso di tranquillanti e sedativi. Yans avverte: 'Piu' del 6% degli studenti nella scuola secondaria hanno abusato di tranquillanti'. L'INCB risponde a questo rischio nel suo rapporto raccomandando una serie di possibili soluzioni, compresi la formazione degli operatori sanitari, controlli piu' serrati su stoccaggio e distribuzione, campagne di sensibilizzazione.
Il rapporto descrive anche come le organizzazioni criminali riescano a evadere i controlli attraverso lo spostamento delle produzioni illecite in paesi dove i controlli sono piu' labili.
La coltivazione illegale di coca e' lievemente diminuita in Sud America, mentre l'America centrale ed i Caraibi continuano ad essere usati come area di transito per il traffico di cocaina dal sud al nord America.
Gli effetti destabilizzanti del traffico di droga sulla sicurezza regionale continuano a minacciare seriamente la pubblica sicurezza in Messico.
Il Nord America rimane il maggiore mercato per lo smercio illegale di droga al mondo nonche' la regione col piu' alto tasso di mortalita' relativa all'uso di droghe.
In Europa, negli ultimi anni, la situazione si e' stabilizzata,seppure assestandosi su alti livelli.
Est e Sud-est Asia continuano a essere il secondo coltivatore mondiale di oppio mentre la domanda di meta-anfetamine ed altre sostanze illegali continua a crescere in Asia occidentale . Il livello di abuso di stimolatori sintetici come le meta-anfetamine, resta in Oceania fra i piu' elevati al mondo.

MONDO - Allarme sostanze psicoattive. Rapporto INCB

Drivers stoned on marijuana test their driving skills

giovedì 7 marzo 2013

ITALIA - Droga. Petizione per le dimissioni di Serpelloni/DPA

Come non sottoscrivere questo appello?

Firma la petizione per chiedere le dimissioni di Serpelloni. Su iniziativa dell'associazione ASCIA.
Nb: questa raccolta firme non ha valore legale bensì sociale e mediatico, è utile a tenere alto l’interesse pubblico sull’argomento, per chiedere a voce alta il rispetto dei nostri diritti, a far sapere all’interessato che ci sono migliaia di persone che gradirebbero si dimettesse.
Molte sono state le vittorie democratiche ottenute anche grazie a questo strumento.
Ad ogni sottoscrizione della petizione, Change.org invierà una mail informativa al dottor Serpelloni all’indirizzo mail pubblico presente nel suo sito web personale.
Al raggiungimento del quorum firme verrà inviata una mail di richiesta di dimissioni al destinatario della petizione:

A: Dottor Giovanni Serpelloni, DPA Italia

Egregio dottor Giovanni Serpelloni,
In seguito al palese fallimento delle politiche sulle droghe da Lei adottate, La invitiamo a riflettere sulla intervenuta necessita’ di presentare le dimissioni dal suo attuale incarico di “capo del Dipartimento Politiche Antidroga”

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]
______________________________________________________________________

«La cultura proibizionista è una finzione, inutile e pericolosa perché, nella realtà, essa produce solo un consumo illegale ed incontrollato.
Non c’è mai stata una politica proibizionista efficace, fin dalla messa al bando degli alcolici negli Stati Uniti quasi un secolo fa.
Le politiche proibizioniste fanno solo aumentare i profitti delle organizzazioni criminali e hanno messo a rischio la vita di chi ne fa uso e abuso (basti pensare alla diffusione di patologie come l’Aids attraverso il passaggio di siringhe non sterili).
La crescita esponenziale dei profitti mafiosi è collegata strettamente all’inasprirsi delle leggi proibizioniste.
Lo dimostrano i dati relativi, per esempio, all’introduzione nel 2006 del DDL Fini-Giovanardi.
Milioni di consumatori hanno dovuto fare i conti con l’aumento delle pene, passate dalle sanzioni amministrative della legge 309/90 (Iervolino-Vassalli), alle sanzioni penali (da 6 a 20 anni di reclusione).
Le mafie hanno beneficiato della sovrapposizione del mercato delle sostanze pesanti e leggere, che ha creato nuovi canali di profitto senza limitarne la diffusione.
La stessa Fini-Giovanardi (insieme alla Bossi-Fini sui reati connessi ai migranti) è responsabile dell’aumento spropositato della popolazione carceraria, poiché essa tende a dispensare sanzioni penali in particolare ai consumatori.
Tale legge, poi, ha innescato una vera e propria “macchina proibizionista” che costa almeno 2 miliardi di euro all’anno. Per questo intendiamo proporre l’immediata abolizione della legge Fini-Giovanardi e le dimissioni del capo del DPA.
Non si risolve nessun problema stigmatizzando comportamenti e rimuovendo i problemi.
Pensiamo che si debba, al contrario, adottare una legislazione che sia rispettosa dei diritti delle persone e che serva a perseguire duramente le grandi organizzazioni criminali che attualmente detengono il monopolio del commercio di sostanze. Pensiamo, quindi, ad una lotta su larga scala ai cartelli internazionali delle narcomafie.
Vogliamo che l’uso delle sostanze sia regolamentato e tendenzialmente ridotto.
È necessario, come avviene in altri paesi, avviare la sperimentazione della somministrazione delle sostanze psicotrope attualmente dichiarate illegali, in regime di monopolio di stato, consentendone l’utilizzo a scopo terapeutico dietro indicazione medica.
Riteniamo inoltre che vada depenalizzata la detenzione finalizzata al consumo personale e la coltivazione domestica delle sostanze meno dannose, come la cannabis.
Queste misure, colpirebbero immediatamente il gigantesco giro d’affari che alimenta le narcomafie.
Inoltre, il regime di monopolio di stato porterebbe introiti consistenti, che potrebbero essere immediatamente destinati a politiche sociali attive.
Riteniamo, infine, che vadano perseguite politiche di riduzione del danno, sulla scorta delle indicazioni dell’Unione europea dei cosiddetti “quattro pilastri”:
contenimento del numero di nuovi consumatori che entrano nel sistema, attraverso interventi a basso livello mirati ed efficaci, che si affianchino ad altre strategie di prevenzione; incoraggiare i consumatori a intraprendere precocemente percorsi di disintossicazione, anche attraverso programmi che prevedano terapie di mantenimento (ad esempio introducendo le stanze di iniezione in condizioni di sicurezza sanitaria, che hanno dimostrato la concreta possibilità di azzerare le morti per overdose);
minimizzazione degli aspetti negativi delle strategie repressive, favorendo forme alternative alla detenzione ai fini della riabilitazione; minimizzazione del danno per l’intera comunità, attraverso la riduzione dei reati commessi dai consumatori al fine di procurarsi droga.»
Tutto cio’ premesso e considerato che il Dott. Serpelloni e’ un fiero assertore di ideologie e di politiche proibizioniste ed un grande sostenitore della legge Fini-Giovanardi:

Chiediamo le dimissioni dell’attuale capo del DPA Italia, il Dott. Giovanni Serpelloni.