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domenica 27 gennaio 2013

A sostegno del Progetto di legge regionale sulla cannabis terapeutica in Emilia Romagna


Alla cortese attenzione del consigliere Franco Grillini

Gentile Franco Grillini, Le scrivo questa lettera aperta a seguito della notizia apparsa sui giornali della volontà di portare avanti il progetto di legge sulla cannabis terapeutica presso l' Assemblea legislativa dell' Emilia Romagna.
Le scrivo perchè possa prendere in considerazione alcune modifiche o aggiunte al disegno di legge originale, in un ottica di pieno riconoscimento delle proprietà terapeutiche della cannabis e per rendere questo medicinale disponibile a chiunque il proprio medico sia disponibile a prescriverla, con gli enormi vantaggi che questa politica sulla salute potrebbe portare a tutte le comunità Emiliano Romagnole che decidessero di distribuire la cannabis terapeutica attraverso le farmacie comunali, oltre che attraverso le farmacie ospedaliere come previsto già dai numerosi pdl approvati in altre regioni.

Vorrei approfittare del Suo impegno, per portare alla Sua attenzione, alcune considerazioni che, alla luce delle politiche internazionali sulla cannabis, potrebbero portare nuova linfa al disegno di legge che porta il Suo nome. Le considerazioni riguardano l' impatto che una politica tollerante sulla cannabis terapeutica potrebbe avere sulla sicurezza pubblica e sulla salute, sulle risorse economiche della regione e dei comuni, sulla copertura del costo di questa nuova politica.

Sotto un punto di vista di sicurezza pubblica, rendere la cannabis disponibile sotto prescrizione medica, come permesso dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti, permetterebbe di sottrarre il mercato illegale più grande del mondo alla criminalità organizzata. Il modello di vendita sotto prescrizione medica al quale faccio riferimento è quello che già avviene in 19 degli stati dell' unione del nord america, ossia rendere disponibile cannabis terapeutica a chiunque sia fornito di regolare prescrizione medica.

Negli Stati Uniti, questa politica, ha permesso di concentrare gli sforzi delle forze dell' ordine sugli spacciatori illegali e i narcotrafficanti, piuttosto che i dispensari di cannabis terapeutica o i regolari pazienti di questi. In Italia però, la creazione di dispensari legali è di difficile, se non di impossibile attuazione. Quello che è possibile in Italia, è vendere cannabis terapeutica attraverso le farmacie (Titolo II art.17 comma 2 "Delle autorizzazioni", Testo unico sulle sostanze stupefacenti). Vendere la cannabis e i suoi derivati attraverso farmacie comunali sarebbe la soluzione definitiva a vincoli di bilancio delle aziende sanitarie locali e ad una effettiva applicabilità del progetto di legge presentato. Sopra ho citato le farmacie comunali; perchè? Perchè il profitto derivante dalla vendita del medicinale rientrerebbe nelle casse dei comuni e non di privati e quindi disponibile ai cittadini. Il profitto da queste vendite garantirebbe la copertura dei costi per la politica di distribuzione gratuita per i malati di patologie gravemente debilitanti come la SLA, i tumori, e le tutte le altre che la medicina riconosce come trattabili con cannabis terapeutica e per le quali serve una copertura economica.

La regione Emilia Romagna, può essere la nuova frontiera di una politica economicamente sostenibile e sensibile. Infatti, i riferimenti nelle leggi regionali approvati in questi mesi alla sostenibilità economica di questa politica, alla luce dei tagli sulla sanità e della spending review, possono essere una seria minaccia alla reale applicabilità di queste leggi.
Sarei lieto di potere apprendere di modifiche alla legge regionale in queste direzioni e come cittadino felice di assistere ad una politica economicamente sostenibile, come si sta affermando nel resto del mondo, che garantisca autonomia agli enti pubblici all' interno della regione.

ADUC Droghe - Cannabis terapeutica in Emilia Romagna, lettera al consigliere Franco Grillini

venerdì 25 gennaio 2013

La Regione «sdogana» la cannabis curativa: la legge è a un passo

Martedì parte l'iter del progetto di legge sulle «Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche»

BOLOGNA - Dovrebbe essere la volta buona: è pronta la legge per «sdoganare» anche in Emilia-Romagna l'uso terapeutico della cannabis. Martedì parte infatti l'iter del progetto di legge sulle «Modalitá di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalitá terapeutiche», presentato dall'Idv a inizio 2011 e rimasto a lungo nei cassetti di viale Aldo Moro. Nella sostanza, come hanno già fatto altre Regioni italiane, anche l'Emilia-Romagna si doteàá di un provvedimento per rendere disponibile la cannabis come terapia antidolore per malati terminali e per chi soffre di alcune malattie.

GRILLINI - Il tema irrompe in piena campagna elettorale, ma secondo le previsioni del primo firmatario del provvedimento, l'ex parlamentare Franco Grillini, il testo dovrebbe approdare in aula per il voto non prima di marzo-aprile. Del resto, confida lo stesso Grillini, «non credo che il progetto di legge creerà scandalo, questa dovrebbe essere la volta buona. In fondo, si tratta di rendere disponibile un farmaco che oggi in Emilia-Romagna è difficile da avere. Ricordo che è previsto da un decreto ministeriale di Livia Turco, non di Marco Pannella, che risale al 2007. Lo stesso provvedimento è stato approvato anche nel Veneto di Zaia»

La Regione «sdogana» la cannabis curativa: la legge è a un passo

mercoledì 23 gennaio 2013

Inslee encouraged by marijuana talk with Attorney General Holder

Gov. Jay Inslee said his conversation with Attorney General Eric Holder was “very satisfying” and a “confidence-builder” about the state’s ability to move forward implementing legal marijuana.
Seattle Times staff reporter

Jay Inslee, Governor of Washington

Gov. Jay Inslee said his conversation Tuesday with U.S. Attorney General Eric Holder convinced him Washington state should continue making rules for a legal marijuana industry as mandated by voter-approved Initiative 502.
Inslee and state Attorney General Bob Ferguson met with Holder because of the conflict between federal law, which bans all marijuana, and the state’s law, which makes possession of an ounce of pot legal for those 21 and older.
Inslee said the 45-minute conversation was “very satisfying” and a “confidence-builder” about the state’s ability to move forward implementing legal marijuana. “We went in thinking we should continue with rule-making and nothing I heard should dissuade us,” Inslee said.
At the same time, he stressed that Holder said nothing about the federal government’s intentions and whether it would crack down on Washington state or look the other way.
Inslee said he did not press Holder for a clearer signal, or position, because he considered their talk a preliminary meeting, with more discussions to follow.
Noting that the state is moving ahead with rule-making, Ferguson said he emphasized that the state would like answers soon. “We made it very clear that while we’re moving forward, some deadlines are coming up soon. I think Attorney General Holder understood that we’d need guidance in months to come,” Ferguson said.
Inslee said several times the state would provide Holder with details about how it would prevent its legal marijuana from leaking into other states.
“We spent some time talking about how the initiative would work, how the regulatory process would work. He listened with great interest, and I appreciated that,” Inslee said.
The law will be implemented by the state’s Liquor Control Board, which on Tuesday held the first of six meetings planned to take public comment about the law. The second meeting will be at 7 p.m. Thursday at Seattle City Hall.
The governor added that Holder’s questions show he is “going to be fully attentive” to Washington’s evolving law. Inslee said it’s no surprise that Holder would take his time to fully evaluate the implementation of I-502.
In case the federal government decides to oppose the law, Ferguson has a team of lawyers in his office preparing to make the best legal case for upholding I-502.
“I said we want to avoid a legal fight,” Ferguson recounted during a news conference after the meeting with Holder. “We want to find a pathway forward. But if it comes to it, the Washington Attorney General’s Office will be prepared for a legal fight.”
Eric Holder, Attorney General
President Obama has said recreational pot smoking in Colorado and Washington, the two states that have legalized it, is not a major concern for his administration.
“We’ve got bigger fish to fry,” Obama said in an interview with ABC News last month. “It would not make sense for us to see a top priority as going after recreational users in states that have determined that it’s legal.”
Meanwhile, the U.S. Court of Appeals for the Washington, D.C., circuit ruled Tuesday that medical marijuana should not be reclassified from its status as a federal Schedule I dangerous drug with no medical value.
In a 2-1 decision, the appeals court agreed with the government’s contention that adequate and well-controlled studies on marijuana’s medical qualities do not exist.
Advocates disagree and vowed to appeal the decision to the U.S. Supreme Court.

Bob Young: 206-464-2174 or byoung@seattletimes.com

Inslee encouraged by marijuana talk with Attorney General Holder


martedì 22 gennaio 2013

DANIMARCA - Copenaghen aumenta le narcosale

La prima 'stanza del buco', inaugurata lo scorso ottobre nel quartiere di Vesterbro, nella capitale danese, ha avuto tale successo da suggerire al consiglio comunale di Copenaghen di programmarne altre tre nel resto della citta'.
Le narcosale, diffuse gia' in vari paesi europei e in programma da quest'anno anche in Francia, sono delle sale dedicate ai tossicodipendenti perche' possano assumere le sostanze in strutture protette, coadiuvati da personale sanitario e non in mezzo alla strada, con tutte le conseguenze negative correlate. Nelle intenzioni degli inventori, la stanze del buco sottrarrebbero manovalanza alla criminalita' e aiuterebbero a salvare la vita ai tossicodipendenti allontanando il rischio di overdose e di propagazione di malattie.
Il Copenaghen Post ricorda che i residenti del popolare quartiere di Vesterbro hanno impiegato una ventina d'anni per convincere le autorita' cittadine e riservare le narcosale ai tossici che normalmente assumevamo ogni tipo di sostanza sotto le loro finestre ad ogni ora del giorno e della notte.
Ora che l'esperimento sembra riuscito e che in pochi mesi sono state salvate almeno sei vite – secondo fonti della struttura – ed e' drasticamente calato il numero di 'incidenti' correlati allo spaccio e al consumo di droga, si sta pensando di estendere liniziativa.
Lars Aslan Rasmussen (sinistra), membro del consiglio comunale di Copenaghen, ha chiesto di aprire altre narcosale a Nordvest Sydhayn e Amager. 'Sapevamo che avrebbe avuto successo - ha rivelato Rasmussen - ma siamo rimasti stupiti dal successo ottenuto, e' per questo che ci stiamo orientando per estendere l'esperimento'.
In Svizzera le narcosale sono una realta' da tempo, cosi' come ad Amsterdam, Madrid, e anche in Australia e Canada. In Italia tra i primi a parlare della necessita' di istittuire le 'stanze del buco', sono stati i comuni di Milano e Torino, nonostante la bocciatura delle Nazioni Unite e le preoccupazioni di chi vi vede un modo per allargare il traffico di stupefacenti nelle loro immediate vicinanze.

DANIMARCA - Copenaghen aumenta le narcosale

sabato 19 gennaio 2013

Hemp legalization effort gathers steam

In the cannabis plant family, hemp is the good seed. Marijuana, the evil weed. Michael Bowman, a gregarious Colorado farmer who grows corn and wheat, has been working his contacts in Congress in an attempt to persuade lawmakers that hemp has been framed, unfairly lumped with the stuff people smoke to get high.
Somehow over time, as Bowman’s pitch goes, hemp, which is used to make paper, oils and a variety of useful products, was mistaken for its twin, marijuana — a.k.a pot, chronic, blunt and weed — a medicinal drug loaded with tetrahydrocannabinol that buzzes the mind. Hemp got caught up in the legendary crusade against pot popularized by the movie “Reefer Madness.” All varieties of cannabis ended up on the most-wanted list, outlawed by Congress as well as lawmakers in other nations, inspiring people to kill it on sight.
Bowman’s message is simple: Be sensible. “Can we just stop being stupid? Can we just talk about how things need to change?”
While the United States ranks as the world’s leading consumer of hemp products — with total sales of food and body-care products exceeding $43 million in 2011 — it is the only major industrialized country that bans growing it, even though 11 states have passed measures removing barriers to hemp production and research. Ninety percent of the U.S. supply comes from Canada.
Since Colorado and Washington legalized marijuana by ballot initiatives last fall, a group of farmers and activists have been pushing to revive a crop they say offers a solution to vexing environmental, health and economic challenges.
Proponents value hemp both for how it grows — quickly and in a wide geographic range, without requiring much in terms of water, pesticides and fertilizers — and what it can produce. Its seeds and oil are fodder for health and beauty products, while the strength of its natural fiber makes it a good candidate to be used as a building composite. Combine hemp with water and lime and you get “hempcrete,” which can help construct a house; process it differently and it can make up a BMW’s interior door panel.
But Bowman’s project to plant 100 acres of hemp on his 3,000-acre farm on April 30 — to coincide with the 80th birthday of his friend singer Willie Nelson, known for his support for hemp and marijuana legalization — could run afoul of the Agriculture Department’s farm program, which helps subsidize his corn and wheat. He also grows edible beans, alfalfa and, occasionally, sunflowers.
In a statement, Agriculture Department spokesman Justin DeJong said that since hemp is considered “a Schedule I controlled substance” under the Controlled Substances Act of 1970, it “cannot be grown on farmland” receiving federal commodity subsidies. If convicted of a violation, a farmer cannot get subsidies for five years.
Drug Enforcement Administration spokesman Rusty Payne said in a statement that the controlled-substance law refers “to all cannabis plants, regardless of their THC content,” and that only marijuana growers with a DEA permit can grow it.
It didn’t used to be this way. In the colonial era, Benjamin Franklin published an article touting hemp’s virtues, and Virginia farmers were allowed to pay their taxes in hemp. A USDA botanist grew a half-dozen varieties of hemp on federal property in the 1920s. The U.S. government urged farmers to grow “Hemp for Victory” during World War II to provide the raw material for ropes, sailors’ uniforms and other supplies.
But a couple of factors — the high taxes the federal government imposed on growing hemp in the late 1930s and again in the early ’50s, and then the DEA’s interpretation of the 1970 law — made producing hemp nearly impossible.
But starting in 1999, states began to pass legislation making it easier to either grow industrial hemp or conduct research on it. These measures, however, have had little practical effect. Since the DEA only grants permits in rare instances and demands costly, elaborate security precautions, large-scale hemp growing in the United States is not viable.
The Canadian government, meanwhile, recently announced it would invest nearly $100,000 in marketing hemp and researching which varieties would thrive in different regions of the country.
Canadian Embassy spokesman Chris Plunkett described industrial hemp as “an important crop” for Canada because it grows well in the northern prairie “where other crops, due to climate, cannot grow,” and can be rotated in to break disease cycles.
In the United States, its advocates describe hemp in glowing terms. It can be grown organically with relative ease, and its stalks not only store carbon but could potentially produce biomass energy. The oil is rich in protein and Omega-3 fats and can be eaten as well as be used in products such as Dr. Bronner’s Magic Soaps. Hemp seeds are sold as snacks, and it can be made into paper as well as a building composite to replace fiberglass and in some instances concrete.
Lynda Parker, a Denver-based citizen advocate, learned about hemp while tracking legislation for a political science class she took in 1996. Five years ago, after retiring, she decided to lobby full time for legalization.
“If we’re serious about climate change and the environment, there is no single thing we can do that is more impactful,” she said.
Parker and Bowman, introduced to each other by a Colorado Department of Agriculture official, pushed several efforts in the legislature aimed at reintroducing hemp.
They worked hard to distinguish hemp — which can actually make marijuana less potent when the two plants cross-fertilize — from pot, trying to overcome what they called “the giggle factor.”
“People would ask, ‘Does this mean I can smoke my drapes?’ It’s always the drapes,” Parker recalled.
Victory came Nov. 6, when Colorado voters approved Amendment 64, which not only legalized pot but required “the general assembly to enact legislation governing the cultivation, processing, and sale of industrial hemp.”
Those working on the federal law describe it as a simple matter of economics. Sen. Ron Wyden (D-Ore.) who introduced legislation last Congress with Sen. Rand Paul (R-Ky.) to decouple hemp from marijuana as a controlled substance and plans to push for the bill again this year, noticed the seeds sold as a snack under the name “hemp hearts” last summer at his local Costco in Tigard, Ore.
“Why would you say you can sell it at your local Costco, but farmers around the world get to make most of the money?” Wyden asked.
Even potential Canadian competitors are trying to assist the hemp vanguard here. As Parker and Bowman worked on their state’s ballot initiative, the Canadian consulate in Denver served as unofficial advisers. They flew Canadian Mounties and an expert in composites to discuss the logistics of enforcement and processing hemp once it’s legal and funded Parker’s trip to Winnipeg to attend an industry meeting.
“If and when it becomes legal to grow hemp in the United States, that’s just going to add credence and credibility to what we’re doing,” said Hemp Oil Canada President Shaun Crew, who has already registered the name “Hemp Oil USA” for when he opens up shop south of the border.
Still, that day may be a while off. National Farmers Union President Roger Johnson, whose group supports legalization, failed to help North Dakotan farmers overcome federal opposition to hemp cultivation while serving as the state’s agriculture commissioner.
“I don’t want to throw cold water on this,” Johnson said, with hesitation in his voice. “We were in this fight for 10 years straight and got absolutely nowhere.”
But Vote Hemp President Eric Steenstra argued “there’s a lot of additional momentum” for legalization right now, noting that even conservative-leaning Kentucky is eyeing industrial hemp. The state’s agricultural commissioner, James Comer, is campaigning hard for legalization and on Friday, the Kentucky Chamber of Commerce voted to back a Senate bill that would sanction hemp farming.
Crew is in favor of the campaign, though he warned his American allies not to exaggerate hemp’s potential and become convinced “there’s a big pot of gold at the end of the hemp rainbow.”
“This isn’t the be-all and end-all,” Crew said, noting that 15 years after legalization, hemp occupies only 50,000 acres of land in Canada. “We’re just a blip on the radar screen of agriculture in our two countries.”

Hemp legalization effort gathers steam - Washington Post


venerdì 18 gennaio 2013

Democrazia a 5 stelle....?!?!??!?!

Sono entrato in contatto con il m5s prima delle elezioni comunali di giugno 2012, parlando anche al sindaco Pizzarotti della possibilità di vendita di cannabis terapeutica come strumento di politica sulla sicurezza. La vendita di cannabis terapeutica attraverso farmacie comunali è possibile: il tutto è normato dal testo unico sulle sostanze stupefacenti. Dopo quell' incontro, fui contattato da uno dei membri dell' assemblea regionale del m5s in emilia romagna;decisi di iscrivermi al m5s. A seguito dei contatti e della MIA elaborazione di un pdl regionale sui modelli già presentati in altre regioni come Lazio, Toscana, Puglia, Lombardia e qualche altra, era emersa una bozza, rielaborata con uno dei membri dell' assemblea regionale. Dopo un incontro dove era emersa la bozza di pdl della quale abbiamo parlato assieme ad uno dei due consiglieri regionali, si è deciso di fare prendere polvere a questa iniziativa, cessando di portarla avanti.
E' la sola strada percorsa per fare si che si discutesse di cannabis terapeutica a livello istituzionale? No.
Dopo l' elezione di Pizzarotti a sindaco, in un "esercizio di democrazia diretta" chiamatasi assemblea pubblica, portai all' attenzione del centinaio di presenti, la possibilità che la cannabis potesse essere venduta sotto autorizzazione dalle farmacie comunali. Devo ammetterlo, con grande stupore, questi furono i Risultati dell' Assemblea pubblica 16 Giugno 2012. Con il 55% dei voti favorevoli il 30% degli astenuti e il 15% dei contrari, l' assemblea decise che di questo argomento, se ne sarebbe dovuto parlare. Da allora, anche in consiglio comunale, non è mai stata avanzata neppure una interrogazione su questa proposta per la sicurezza pubblica, nonostante i ripetuti solleciti, di cui ultimo un interessante dibattito online. Invece, si è voluti proseguire sulla strada della militarizzazione della città, quella si, una vera scelta per la sicurezza pubblica, la stessa perseguita dal tanto odiato Vignali.
A presto nuovi aggiornamenti ....

mercoledì 16 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

Via libera nelle Marche alla legge regionale sul'uso di farmaci cannabinoidi. Il provvedimento e' stato approvato dall'Assemblea legislativa delle Marche con 16 voti favorevoli e 6 astenuti. La scelta terapeutica e' affidata ai medici di base, se ritengono che non ci siano cure alternative. La somministrazione dei farmaci cannabinoidi e' effettuata in ambito ospedaliero se il trattamento viene iniziato in ospedale, se ci sono esigenze di continuita' terapeutica e le sostanze vengono acquisite tramite la farmacia ospedaliera.
In ambito non ospedaliero l'Asur coadiuva gli assistiti nell'acquisizione dei farmaci registrati all'estero per finalita' terapeutiche. La legge mira ad assicurare omogeneita' di organizzazione e a monitorare il consumo sul territorio regionale dei farmaci registrati all'estero e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi, oltre a promuovere la riduzione delle liste di attesa. L'uso dei cannabinoidi e' gia' disiplinato da una legge nazionale, ma - ha detto il relatore di maggioranza Francesco Comi (Pd) - 'noi intendiamo attuare una disciplina nostra regionale'. Il relatore di minoranza Giancarlo D'Anna (Gruppo misto) ha parlato di 'una scelta azzeccata' e si e' detto 'soddisfatto perche' si va incontro alle esigenze di soggetti con particolari patologie'.
Nel dibattito sono intervenuti Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc) che ha sottolineato l'importanza di questo tipo di trattamento e Rosalba Ortenzi (Pd), che ha definito la legge 'una cosa buona', che denota 'attenzione verso tanti soggetti e le loro famiglie che vivono sulla loro pelle il disagio del mancato reperimento di queste sostanze'.

 ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

Erogazione dei farmaci e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi per finalita' terapeutiche in Friuli Venezia Giulia: la proposta di legge di iniziativa principalmente della consigliera regionale Annamaria Menosso (Pd), a cui si sono aggiunte le firme dei colleghi del Partito Democratico nonche' di Sa, Idv e Cittadini, ha trovato il consenso unanime della Commissione Salute presieduta da Giorgio Venier Romano (Udc). Lo comunica una nota del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Bloccata gia' la scorsa settimana da Franco Dal Mas e Massimo Blasoni del Pdl, aggiunge la nota, che avevano chiesto tempo per verificare ulteriori aspetti e limitare le possibilita' di impugnazione da parte della Corte costituzionale, anche in questa seduta ha registrato le perplessita' di Dal Mas ma non la sua contrarieta'.
Alla Menosso, dunque, prosegue il Consiglio regionale, il compito di spiegare gli emendamenti necessari a rendere il testo base piu' aderente alle leggi gia' approvate da altre Regioni, in particolare dalla Toscana, e non impugnate dalla Consulta.
'Soprattutto l'articolo 4 - ha detto la consigliera - segna la differenza con il presente: i medicinali cannabinoidi saranno acquistati dalla farmacia ospedaliera, o dell'Azienda sanitaria a cui appartiene il paziente, e posti a carico del Sistema sanitario regionale anche quando la cura dovra' proseguire dopo le dimissioni dell'assistito dalla struttura di ricovero'.
Un intoppo non da poco pero' resta, segnalato da Stefano Pustetto (Sa-Sel) e non da meno da Ugo De Mattia (Ln): 'senza le risorse economiche necessarie, la legge restera' un nulla di fatto'. La Menosso si e', quindi, impegnata a cercare di reperire presso la Giunta regionale il relativo finanziamento e sara' relatrice di maggioranza, con Dal Mas, per l'aula.

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

martedì 15 gennaio 2013

ITALIA - Detenuto con lesioni permanenti dopo ingestione metadone. Tribunale condanna ministero

Ingeri' metadone in carcere ad Arezzo, verosimilmente dopo aver consumato eroina, e riporto' lesioni permanenti. Ora il Tribunale di Firenze ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcirlo di 1 milione e 600mila euro. I fatti risalgono al 1997. La vittima, all'epoca 31enne, era detenuto nel carcere San Benedetto di Arezzo e rimase in coma per molto tempo. In seguito riporto' una lesione cerebrale che oggi lo costringe alla sedia a rotelle.
'La notizia che il Tribunale di Firenze ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire con un milione e 600mila euro un detenuto rimasto a lungo in coma dopo aver ingerito del metadone in cella - dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe - rafforza il nostro convincimento di incrementare l'utilizzo del ricorso alle misure alternative al carcere delle persone tossicodipendenti recluse. Ci auguriamo che a questa grave e triste vicenda seguano fatti concreti'.
Il Sappe torna a sottolineare come 'nelle carceri italiane piu' del 25% circa dei detenuti e' tossicodipendente ed anche il 20% degli stranieri ha problemi di droga - si legge nella nota del sindacato -.
Se per un verso e' opportuno agire sul piano del recupero sociale, e' altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilita' che all'interno del carcere entri la droga'.

ITALIA - Detenuto con lesioni permanenti dopo ingestione metadone. Tribunale condanna ministero

lunedì 14 gennaio 2013

Long-Term Marijuana Use Could Have Zero Effect on IQ

Last summer, a study published in the Proceedings of the National Academy of Sciences sparked a new round of worries about the dangers of smoking pot—especially for those who start smoking at younger ages. The study found that consistent marijuana use gradually eroded cognitive functioning and IQ, and with the legalization of recreational marijuana in Colorado and Washington, it’s made an appearance in a number of articles arguing that legalized pot poses a serious health hazard. Today, though, a new study published in the very same journal—and using the very same data set—suggests that the case against marijuana is a little less cut-and-dry.
Ole Røgeberg, a researcher at the Frisch Centre for Economic Research in Norway, analyzed the same survey results and found that the declines in cognitive abilities could be entirely attributed to socioeconomic factors. As a result, “the true effect” of marijuana use, he argues, “could be zero.”
Røgeberg is careful to note that his reinterpretation of the data doesn’t entirely discredit the original study, but he does write that its “methodology is flawed and the causal inference drawn from the results premature.”
Both the new and old studies draw upon a data set of 1,037 individuals from Dunedin, New Zealand, who were followed from their birth (either in 1972 or 1973) until they turned 38. At the ages of 18, 21, 26, 32 and 38, each of them were interviewed and scored for marijuana use. The original study found that IQ decline increased proportionately with cannabis dependence—especially for those who started smoking earlier on—and the authors concluded that using the drug was the cause of the decline.
Røgeberg, though, dug a little deeper into the data. He found those who started using marijuana during adolescence were disproportionately likely to have poor self-control and conduct problems in school—both factors that are themselves correlated with low socioeconomic status. In particular, members of the study with these traits were more likely to come from a Maori background, a group indigenous to New Zealand that has much higher unemployment, poverty and incarceration rates than the country’s population as a whole.
Numerous other studies have shown that low socioeconomic status adolescents are more likely to experience steeper IQ declines during adulthood. (Researchers hypothesize this is a result of being exposed to less intellectually stimulating environments.) As a result, Røgeberg wondered, could socioeconomic factors explain the IQ declines originally attributed to marijuana?
In his simulation, he tested whether socioeconomic environmental factors (dropping out of school, being exposed to less stimulating environments, and so on) could conceivably drive the same IQ declines reported in the group without turning to marijuana as an explanation. His statistical analysis found that these other factors could indeed completely account for the cognitive declines observed.
For support, he also points to a 2002 Canadian study that also asked whether long-term marijuana use impacted IQ, but with data entirely from middle-class survey participants. That paper found that IQ only decreased for current cannabis users, and when even heavy users stopped smoking, their IQ rebounded. Since that study largely excluded socioeconomic factors and did not find a permanent trend, he feels that it supports his argument that such factors play a major role.

Long-Term Marijuana Use Could Have Zero Effect on IQ

domenica 13 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis medica. Toscana verso la produzione del farmaco?

Discutere di aspetti legati all'accesso e alla produzione di farmaci a base di cannabis, utili nel trattamento del dolore e di gravi patologie, ma ancora non presenti sul mercato italiano. E' l'obiettivo di un incontro che il consigliere regionale della Toscana Enzo Brogi, promotore della legge regionale sui farmaci a base di cannabis, avra' lunedi' prossimo a Roma con il senatore Ignazio Marino, medico e membro della Commissione Sanita' del Senato.
La mancata presenza di questi farmaci sul mercato, secondo Brogi, ha la conseguenza che solo poche decine di persone riescono a farne uso, mentre molte altre 'sono costrette a ricorrere al mercato clandestino o all'autoproduzione, con conseguenti rischi di legalita' e qualita''. Dalla Toscana, prima Regione in Italia a regolamentare per legge l'uso e l'accesso ai cannabinoidi, parte la sollecitazione a fare un ulteriore passo in avanti per la loro produzione.
'Attualmente in Italia acquistiamo i farmaci importandoli dall'estero a un prezzo elevato - sottolinea Brogi - Allo stesso tempo, a Rovigo, un istituto pubblico, il Centro di ricerca per le colture industriali (CRA), sottoposto a rigorosi controlli e con l'autorizzazione del ministero della Salute, coltiva cannabis a scopo di ricerca, ma dato che in Italia nessuno e' autorizzato alla produzione e commercializzazione dei farmaci cannabinoidi, le piante coltivate a Rovigo vengono bruciate.
Tutto questo mentre in Toscana, a Firenze, c'e' un altro istituto statale, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, che tra l'altro attraversa una fase di difficolta', che potrebbe utilizzarle per produrre i farmaci'. Secondo il consigliere toscano, cio' 'permetterebbe di evitare le procedure per l'importazione e un notevole risparmio per l'approvvigionamento.
Con il senatore Marino discuteremo dell'opportunita' di adottare strumenti, da affidare al prossimo Parlamento, che permettano di produrre i farmaci a base di cannabis in Toscana'.

 ITALIA - Cannabis medica. Toscana verso la produzione del farmaco?

giovedì 10 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis social club. Nasce a Racale (Le) il primo in Italia

Siamo lieti di annunciare la nascita del primo Cannabis Social Club d'Italia.
Partirà tutto qui in Salento ad uso terapeutico con una manifestazione il prossimo 29 gennaio 2013.. Dopo aver trovato l'assistenza legale, il supporto della politica locale (Donato Metallo sindaco di Racale) e nazionale (On. Rita Bernardini), il sostegno di personalità note come Mina Welby, Don Andrea Gallo, i Sud Sound System, siamo qui a chiederti un tuo sostegno e partecipazione all'iniziativa.


Ecco la lettera alla quale ti chiediamo di rispondere con un tuo pensiero sull'iniziativa, anche breve:

Ciao, siamo Andrea Trisciuoglio e Lucia Spiri. Abbiamo la Sclerosi Multipla e la curiamo con la canapa. Dall’urgenza dei malati, nascerà nei primi mesi del 2013 il primo Cannabis Social Club d’Italia con sede a Racale (LE). Ogni giorno migliaia di malati devono acquistare la canapa che consumano per il proprio benessere da organizzazioni più o meno criminali, con le conseguenze catastrofiche che ben conosciamo. La sola alternativa è coltivare in proprio la canapa che si consuma, ma solo pochi paesi tollerano la coltivazione di qualche pianta. Creare un CSC rappresenterebbe una grandissima attenzione ai vari malati di varie patologie che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo della cannabis. Una novità assoluta nel panorama italiano che vede ancora criminalizzata la pianta dalla quale noi malati otteniamo enormi benefici e che assumiamo quotidianamente come farmaco consegnatoci dalla farmacia dell’ospedale ed importato dalla lontana e “amica” Olanda: il Bedrocan (infiorescenze di cannabis). Detto questo, uno dei tanti passi fondamentali per la serietà del CSC sarà associare al suo nome nomi eccellenti, come il TUO! Di sicuro avremo bisogno del supporto di ogni essere umano sulla terra in grado di parlare e farsi sentire. Ti chiediamo sostegno perchè qui si parla di diritto alla cura, della possibilità di lenire oggi le nostre sofferenze, domani quelle dell’ennesimo sfortunato che si vedrà piombare addosso lo spettro di una malattia senza cure reali. Il nostro è un progetto semplice e prende esempio dalle realtà sviluppatesi negli ultimi anni in Spagna, in Belgio e ultimamente anche in Francia: creare finalmente un luogo presso il quale, i malati, possano coltivare le loro piante di canapa senza ricorrere al mercato nero. La nostra è una vera e propria rivoluzione sociale a vantaggio unicamente dei malati e abbiamo intenzione di attirare a noi l’attenzione della politica, delle istituzioni, dei media…… .
Quello che potresti fare TU è semplicemente darci il tuo "io ci sto" rispondendo con un clic a questa e-mail, sarebbe importante!

Qui il manifesto dell'iniziativa del prossimo 29 gennaio

luciaspiri@gmail.com - andreatrisciuoglio@hotmail.com

mercoledì 9 gennaio 2013

Largest U.S. Medical Marijuana Dispensary Beats Back Another Shutdown Attempt


Last month, a California judge rejected a landlord’s move to evict the nation’s largest medical marijuana dispensary for engaging in a business that is legal under state law. Now, a federal judge has also barred the landlord’s attempt to halt the dispensary’s operations.
Harborside Health Center founder Steve DeAngelo
In the ongoing federal-local battle over state laws that legalize medical marijuana, the court ruling is the latest victory for Harborside Health Center, a 100-plus-employee operation that Oakland City Attorney Barbara Parker has praised for providing “access to safe, affordable and effective medicine.” While the Obama administration initially said it would not target medical marijuana dispensaries in compliance with state law, it has since fluctuated on this position, and pursued increasingly vigorous crackdowns. To shut down Harborside, the federal government filed a civil action to seize the Oakland and San Jose, Calif. properties Harborside leases for its dispensaries. The owners of the two properties attempted to skirt the federal case by moving to evict Harborside or cease its marijuana distribution. One county judge rejected the move, while another has allowed eviction proceedings to move forward. But U.S. Magistrate Judge Maria-Elena James held Monday that the federal Controlled Substances Act cannot be enforced by private parties like these landlords:
As Harborside points out, courts have consistently held that there is no private right of action under the CSA to force compliance. […]
Moreover, while the Court understands Claimants’ concern over the potential forfeiture of their properties, Rule G(7)(a) is not a means to sever business relationships when they suddenly prove risky or to demonstrate cooperation with the Government.
The landlords and the Department of Justice will now litigate between themselves over the move to seize the properties where Harborside is housed. The city of Oakland also filed an unprecedented, affirmative lawsuit to halt federal government crackdowns of medical marijuana dispensaries in the city. The city alleges that the federal government exceeded its authority with its civil forfeiture action by acting contrary to earlier statements and actions that indicated it would not crack down on those dispensaries in compliance with state medical marijuana laws, now in 18 states.
The litigation raises the question of how the federal government will handle Washington and Colorado’s new laws to legalize and regulate recreational marijuana. In the first comment on the measures, President Obama said recreational users are not a “high priority.” He did not, however, refer to marijuana sellers and suppliers, which would be the likely subjects of any federal crackdown.
In the wake of the crackdown, landlords have been unwilling to rent to several other dispensaries that were approved for operation in Oakland.

USA - Cannabis medica. Giudice salva il piu' grande dispensario

Il piu' grande dispensario di marijuana medica del mondo, che ha sede a San Francisco, per ora puo' continuare ad operare nonostante un bando federale. Lo ha deciso, riportano i media locali, un giudice californiano, secondo cui e' il governo a dover prima emanare una nuova legge per dichiarare il dispensario illegale.
La sentenza e' un nuovo capitolo della guerra che oppone le autorita' federali, secondo cui i dispensari violano le leggi sulla droga, e quelle locali, che invece vogliono mantenere le entrate derivanti dalle tasse sulla marijuana medica. La citta' di Oakland, ad esempio, dove si trova una delle sedi del dispensario, guadagna 1,4 milioni di dollari l'anno. In tutta la California sono 100mila i pazienti che hanno accesso alla droga per uso medico, metre in tutti gli Usa sono 18 gli stati che ne hanno ammesso la vendita.

martedì 8 gennaio 2013

"Sono Lucia, ho la sclerosi multipla oggi cammino grazie alla cannabis"

E' diventata un caso la testimonianza di una ragazza di 30 anni che partecipa alla sperimentazione avviata dalla Regione Puglia sull'uso terapeutico del Bedrocan a base di marijuana a carico del servizio sanitario. "Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia, ci hanno donato la libertà di cura"


domenica 6 gennaio 2013

Progetto di legge regionale per l' Emilia Romagna sulla cannabis terapeutica

Questo è il progetto di legge regionale sulla cannabis terapeutica elaborato con il m5s per la cannabis terapeutica. Da Settembre giace tra le scrivanie dei rappresentanti in regione Emilia Romagna per essere presentato e discusso. Da settembre non ho più avuto risposta ai solleciti affinchè si presentasse il pdl.

Art. 1
(Oggetto e finalità)

1. La Regione Emilia-Romgna nell'esercizio delle proprie competenze legislative ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, nel rispetto dei limiti derivanti dalla legislazione statale, con la presente legge riconosce il diritto del cittadino all’utilizzo di farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche, incluse la terapie per malattie rare, terapia del dolore e le cure palliative su pazienti affetti da patologia cronica o da malattia terminali, o migliorare la qualità della vita in quelle patologie in cui l’evidenza scientifica ne dimostri l’utilità, detta disposizioni organizzative relative all’utilizzo dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche da parte degli operatori e delle strutture del Servizio sanitario regionale, fatti salvi i principi dell’autonomia e responsabilità del medico nella scelta terapeutica e dell’evidenza scientifica.
2. Qualora i farmaci di cui al comma 1 vengano prescritti da medico privato, la spesa derivante è a carico del paziente, fatto salvo i casi in cui la prescrizione medica sia a favore di persone con disabilità grave, in tale caso i costi derivati restano a carico del Servizio sanitario regionale.
3. qualora il medico ricorra all’uso di un farmaco off label, con principi attivi cannabinoidi, per finalità non previste dalla sua autorizzazione, potrà disporne a condizione che vengano rispettati i seguenti parametri:
a)  efficacia documentata, occorre che l’efficacia del farmaco e la sua tollerabilità siano documentate;
b)  dovere di informazione, occorre che il medico informi dettagliatamente e compiutamente dei costi e dei benefici della terapia scelta il paziente e che questi fornisca il proprio consenso scritto a farla;
c)  dovere di controllo, il sanitario, che somministra il farmaco ha il dovere di monitorarne gli effetti.
4. L’utilizzo di farmaci cannabinoidi e consentito solo previo acquisizione del consenso informato in forma scritta attraverso sottoscrizione di comunicazione chiara e comprensibile sulla terapia e sulle conseguenze possibili o probabili che possono derivare dall'utilizzo di tali farmaci, nel caso di terapie off label con principi attivi cannabinoidi, somministrabili per tramite di preparazioni galeniche allestite in farmacia, il medico nell’ottenere il consenso informato scritto del paziente deve dare in dettaglio la ratio della terapia off label, il rischio dei possibili eventi avversi, e i dati di efficacia disponibili per l’impiego off label del farmaco che si intende somministrare.

Art. 2
(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge per “farmaci cannabinoidi” si intendono i medicinali e le preparazioni magistrali a base dei principi attivi cannabinoidi di cui alla sezione B della tabella II del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza).

Art. 3
(Modalità di acquisto)

1. In ambito ospedaliero e/o in strutture a esso assimilabile, compresi day-hospital e ambulatori, i farmaci di cui all’articolo 2 sono acquistati dalla farmacia ospedaliera e posti a carico del SSR, anche nel caso del prolungamento della cura dopo dimissione. Le strutture di ricovero ospedaliero accreditato devono assistere i loro medici nella reperibilità dei farmaci di cui all’articolo 2 e, se sprovviste di farmacia, assisterli nell'ottenere i farmaci da una farmacia ospedaliera o territoriale, o fornita di laboratorio per preparazioni galeniche ospedaliere, con cui devono intrattenere rapporti di convenzione.


2. In caso di terapia attuata in ambito domiciliare utilizzando farmaci esteri importati, il farmacista del servizio pubblico consegna direttamente i farmaci importati al paziente, dietro pagamento del solo prezzo di costo richiesto dal produttore e delle spese accessorie riportate nella fattura estera.

3 Nel caso di preparazioni galeniche magistrali con principi attivi cannabinoidi per utilizzo extra-ospedaliero, fornite da farmacie private su presentazione di prescrizione magistrale del medico di medicina generale curante o dello specialista o di qualunque medico, il prezzo delle preparazioni è determinato secondo le norme contenute nella Tariffa Nazionale dei Medicinali; la spesa per la terapia è a carico del paziente quando prescritta su ricettario bianco, in caso contrario rimborsabile dal servizio sanitario regionale, la validità della prescrizione è sempre di 30 giorni. Il Farmacista all’atto della vendita è tenuto a l'apposizione del timbro della farmacia sulla prescrizione.

4. I Laboratori di preparazione Galeniche e Chimici delle Aziende sanitarie locali forniscono i preparati con principi attivi cannabinoidi su richiesta di medici prescrittori, operanti nell’ambito del servizio sanitari pubblico, gratuitamente per le persone con disabilità grave.

Art. 4
(Trattamento ospedaliero e domiciliare)

1. Nel caso di inizio del trattamento in ambito ospedaliero o assimilato, il paziente in condizione di cronicità può proseguire il trattamento domiciliare senza spese presentando alla farmacia ospedaliera ogni mese una nuova ricetta, o ogni tre mesi se utilizza farmaci importati, redatta da uno dei medici ospedalieri che lo hanno in cura.
2. Nel caso di trattamento avviato in ambito domiciliare, la terapia inizia o continua presentando ogni tre mesi la prescrizione redatta dal medico di medicina generale o dallo specialista alla farmacia della azienda per i servizi sanitari del territorio di residenza del paziente.
3. Il rinnovo della prescrizione è in ogni caso subordinata a una valutazione positiva di efficacia e sicurezza da parte del medico che la prescrive, valutata la variabilità individuale dell’efficacia terapeutica.
4. Il medico e il paziente o, in caso di impossibilità un familiare o altro soggetto che legalmente lo assiste, sono autorizzati a trasportare farmaci cannabinoidi nella quantità massima indicata nella prescrizione medica necessaria per l’effettuazione della terapia domiciliare. Ai familiari o altri soggetti incaricati di assistenza viene rilasciata copia della prescrizione al fine di documentare la destinazione.


Art. 5
(Compiti di informazione sanitaria)

1. Al fine di favorire tra i medici la conoscenza degli ambiti e degli effetti della cura con cannabinoidi, la Regione promuove periodicamente una specifica informazione mediante i normali canali comunicativi ai medici interessati e ai farmacisti operanti nella regione.

Art.6
(Acquisti multipli)

1. Per ridurre l’aggravio delle spese fisse per unità di prodotto, la Giunta regionale individua, con apposito provvedimento, l’azienda del SSR che svolgerà il compito di “capofila” per la centralizzazione degli acquisti dei farmaci di cui all’articolo 2, nonché per altri farmaci importati.
 2. Al fine di rendere immediatamente operative le disposizioni della presente legge, in attesa del provvedimento di nomina di "capofila", la centralizzazione degli acquisti dei farmaci di cui all' articolo 2, può essere gestita a livello comunale.
3. Al fine di facilitare l' approvvigionamento dei farmaci cannabinoidi la regione ovvero aziende sanitarie locali possono organizzarsi al fine di accentrare le richieste di farmaci, se di importazione, direttamente all' ufficio centrale Stupefacenti del Ministero della Salute.

Art. 7
(Risparmi a medio termine)

1. La Giunta regionale attiva una convenzione con lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per la produzione e lavorazione di Cannabis medicinale coltivata in Italia o con altro soggetto dotato delle medesime autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, ai fini della fornitura al SSR.

Art. 8
(Clausola valutativa)


1. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale, entro il 31 marzo, una relazione, di norma biennale, argomentata sull’attuazione della presente legge, nella quale sono contenute in particolare le informazioni relative a:
numero di pazienti trattati con farmaci cannabinoidi, distinti per patologia e per tipologia di assistenza;
eventuali variazioni determinate dall’applicazione della legge sulla spesa farmaceutica delle aziende sanitarie;
eventuali criticità emerse nell’applicazione della legge, da individuare in particolare nelle disomogeneità riscontrate nel territorio regionale e nelle problematiche inerenti l’acquisizione e l’erogazione dei farmaci cannabinoidi.
2. Un’apposita sezione del piano sociale e sanitario è dedicata alle attivtà inerenti l’attuazione della presente legge.
3. La giunta regionale individua un ufficio di controllo e registrazione degli utilizzatori di farmaci cannabinoidi al fine di monitorare l' utilizzo e la corretta applicazione delle disposizioni normative, che può essere centralizzato o delegato a livello comunale.

War on pot has gone up in smoke

chiaasen@MiamiHerald.com

The war on marijuana is going up in smoke, and it’s about time. There is no bigger waste of money and resources in all law enforcement.
Failure is too polite a description for the long campaign to eliminate the pot trade in the United States. A colossal flop is what it is. After four decades and billions spent, marijuana is easier to get, and more potent, than ever.
More than 40 percent of all Americans over 12 have tried it, and at least 30 million people smoke it every year. The most recent national drug survey found that 18.1 million Americans had used it during the previous month.
Pot is now medically dispensed in 18 states and Washington, D.C. It’s the largest cash crop in the nation’s largest agricultural state, California.
A legitimate pain reliever for cancer victims, “medicinal” marijuana is now available for an assortment of other symptoms, some of them conveniently vague and impossible to discount. It’s not terribly hard to get a prescription.
In November, voters in Colorado and Washington dropped the pretense and approved the adult recreational use of weed. Other states will follow in coming years.
Absurdly, the government still classifies pot as a Schedule I Controlled Substance, the same as heroin and cocaine. Federal law prohibits medical marijuana use, and the Obama administration has taken action against dispensaries in California.
It’s a lost cause, and an expensive one. Any true fiscal conservative should be outraged by the waste and futility.
States are rewriting their marijuana laws because that’s what makes sense. Regulate it, tax it, and make a ton of money from it.
Another benefit of decriminalization is liberating overworked police and prosecutors, whose talents are being misspent on dumb, dead-end pot cases — 50 plants in a grow house tended by some hapless bozo who doesn’t even know where the seeds came from.
Most Americans would prefer to see drug agents shutting down meth labs and pill mills, which actually kill people.
Like it or not, marijuana is so deeply imbedded in our culture that it will never go away. You can find it on Wall Street, Main Street or K Street, on any college campus or military base.
Some drug experts fear that more lenient laws will increase consumption and abuse. Others believe a lawful marketplace will prove safer. Regardless, the saturation level of reefer is already high.
In 2011, according to FBI statistics, a marijuana-related arrest occurred every 42 seconds in the United States. That’s how abundant the stuff is.
Some of those who got busted were career criminals who happened to be caught with a joint in their pockets, but many were casual users or small-time sellers.
Those who get prosecuted on minor pot charges disproportionately tend to be Hispanics and African Americans, not the white college kids who are toking up a storm. Cannabis laws have always been selectively enforced, and lots of people are sitting in jail who shouldn’t be there.
The current useless Congress is unlikely to tackle marijuana reform, but the Justice Department could do all taxpayers a favor by letting each state decide for itself.
Making pot legally available to adults will require caution. Colorado and Washington are wrestling with the logistics of sales and supervision. Tough penalties are planned for driving while stoned, or providing the drug to minors.
Inevitably, though, more states will ease their marijuana laws. Money is why; potential revenues from taxing pot cultivation and sales are too substantial to forego. Even the boneheads in Tallahassee will one day figure that out.
Watching America’s legalization movement with gloom are the Mexican drug cartels, whose vast profits from grass smuggling will wither with the loss of their most lucrative market.
Pot smokers would just as soon buy it from a licensed dispensary, but they will definitely keep buying it, no matter what the government does.
I recall sitting in an unmarked car with a DEA agent at a motel parking lot in Homestead. Other agents were positioned nearby.
They were all waiting to arrest a guy who was supposedly coming to deliver three bales of Colombian weed. An undercover team had set up the deal.
Time dragged on. Radios crackled. Everybody grew restless and bored.
A barefoot teenager happened to roll up on a bicycle. If he saw us — and I don’t know how he didn’t — it didn’t seem to matter.
The kid pulled out a joint and lit up. Broad daylight, people all over the place.
If the windows hadn’t been rolled up, the smoke would have filled the DEA car. The agent looked over at me and shook his head. All we could do was laugh.
The boy rode off on his bike. The guy with the bales showed up empty-handed, so the deal didn’t go down.
That was 30 years ago. Nothing has changed.

Read more here: http://www.miamiherald.com/2013/01/06/3168032/war-on-pot-has-gone-up-in-smoke.html#storylink=cpy

War on pot has gone up in smoke

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sabato 5 gennaio 2013

Mexico considers marijuana legalization after ballot wins in U.S.

Mexico, which has fought a long war against drug cartels that supply U.S. users, is rethinking its marijuana policy after Colorado and Washington approved legalization.


MEXICO CITY — Forgive the Mexicans for trying to get this straight:
So now the United States, which has spent decades battling Mexican marijuana, is on a legalization bender?
The same United States that long viewed cannabis as a menace, funding crop-poisoning programs, tearing up auto bodies at the border, and deploying sniffer dogs, fiber-optic scopes and backscatter X-ray machines to detect the lowly weed?
The success of legalization initiatives in Colorado and Washington in November has sparked a new conversation in a nation that is one of the world's top marijuana growers: Should Mexico, which has suffered mightily in its war against the deadly drug cartels, follow the Western states' lead?
Mexico's new president, Enrique Peña Nieto, opposes legalization, but he also told CNN recently that the news from Washington and Colorado "could bring us to rethinking the strategy."
Such rethinking has already begun. Shortly after the approval of the U.S. ballot measures, the governor of Colima state, Mario Anguiano, floated the idea of a legalization referendum for his small coastal state. In the Mexican Congress, Fernando Belaunzaran, a lawmaker with the left-wing Democratic Revolution Party, has introduced a national legalization bill. The cartels probably derive 20% to 25% of their drug export revenue from marijuana, and Belaunzaran contends that legalization will eat into profit that allows the cartels to buy the advanced weapons that are the cause of much bloodshed.
"It's a matter of life or death," Belaunzaran said in a recent news conference. "And after 60,000 deceased" — an estimate of the death toll in the six-year war against the cartels — "no one can say that it isn't essential to Mexicans' lives."
Mexico City Mayor Miguel Angel Mancera called for a national legalization forum a month before the Colorado and Washington votes. Since then, a number of prominent Mexican voices have questioned the wisdom of following the strict prohibitionist policies still favored by the U.S. government when many Americans at the state and local levels have rejected those policies at the ballot box.
In Mexico City's centrist Reforma newspaper, columnist Sergio Aguayo called the broadening legalization movement in the United States a "slap in the face" to former Mexican President Felipe Calderon, who had vigorously pursued the cartels for the bulk of a term that ended Dec. 1.
Although the fight did little to stop the flow of drugs, Aguayo said, Calderon declined to substantively challenge the zero-tolerance line coming from Washington, D.C.
"He had an ethical responsibility to lead the search for alternatives," Aguayo wrote. "He did not do that, despite the evidence that was accumulating that history was passing him by."
Columnist Claudio Lomnitz struck a giddier tone in the liberal paper La Jornada, imagining a future in which Mexican artisanal pot is marketed much like fine tequila. He even suggested future brand names for Mexican cannabis strains, based on the Cold War-era gringo counterculture the stuff helped fuel: On the Road, perhaps, or Howl.
At this point, there is limited public support for legalization here. A poll released in November showed that 79% of Mexicans remained opposed to the idea. By comparison, a Gallup poll released last month showed 50% of U.S. residents against legalization and 48% in favor.
The fact that the Mexican public is generally less buzzed about legalization comes as no surprise to Isaac Campos, a historian at the University of Cincinnati, who said conservative attitudes on drug use have deep roots in Mexico.
Mexico, he says in a book published in April, outlawed marijuana in 1920, 17 years before the U.S. did, and Mexican newspapers of the era pushed the idea that marijuana smokers were mentally unstable and prone to violence.
In recent years, however, the idea of legalization has been moving closer to the mainstream, said Jorge Hernandez, president of Mexico's Collective for a Comprehensive Drug Policy, which supports the loosening of marijuana laws.
In 2009, the Mexican legislature decriminalized the possession of small amounts of marijuana and hard drugs. But Hernandez said the conversation remains "immature" in Mexico, "in the sense that the people use emotions and moral questions to debate it, and haven't had a real technical-regulatory debate." The national legalization bill will probably face stiff opposition in Congress. Hernandez has his own issues with the bill, but said that even if it fails, it may end up "opening a space" for further discussion. Peña Nieto has used similar language, although what the new president means by a "space for rethinking" drug war policy, while opposing legalization, is anyone's guess. He might be waiting to see whether polls in Mexico move in a Colorado-like direction. But even then, endorsing legalization could risk damaging Mexico's relationship with the U.S., and jeopardize the millions of drug war dollars Washington pours into the country. Although President Obama recently said he would not make it a priority to go after recreational pot smokers in Colorado and Washington state, he reiterated that he does not support legalization, and the sale, possession and cultivation of the plant remain illegal under federal law. In recent months, Latin American leaders have grown bolder in challenging the U.S. position. Uruguay's parliament was poised to pass a sweeping pot legalization measure, but President Jose Mujica recently asked lawmakers to wait because polls there also show that the public is reluctant to legalize. Mexico's Calderon said in September somewhat cryptically that "market alternatives" might be one solution to the hemispheric drug problem. A number of other current and former heads of state have been more direct in their support for legalization, or at least a serious debate on the topic. A study released by the Mexican Competitiveness Institute in October estimated that legalization measures in Colorado, Washington and Oregon (where legalization failed) would mean that American consumers would enjoy less expensive and higher-quality U.S. weed, eating into Mexican drug cartel profit, creating "the most important structural shock that narco-trafficking has experienced in a generation." But what if Mexico were to legalize weed? Reforma columnist Ximena Peredo contends that it would "open the doors to enormous possibilities for growth" in Mexico, though Alejandro Hope, coauthor of the Competitiveness Institute's report, is not so sure. The risks involved in getting marijuana to market are what makes it so expensive, he said, and legalization could cause prices to plummet. Moreover, the drug cartels, facing increased heat in the drug market, have already branched out to kidnapping, extortion and human trafficking. Would shutting down their pot operations just push the cartels into even more acts of violent crime? Marijuana is "part of our patrimony," said Adrian Vaquier, a 37-year-old cellphone service salesman who was walking outside Hernandez's Mexico City drug legalization office. It was smoked by Pancho Villa's peasant soldiers in the Mexican Revolution and mentioned prominently in the famous corrido "La Cucaracha," he said. At the same time, he said, the current strategy isn't working while making the cartel leaders rich: "Just like Al Capone." richard.fausset@latimes.com