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domenica 29 marzo 2015

ITALIA - Canapa Info Point. Costituita nuova associazione

E' stata costituita, in data odierna, l'Associazione Canapa Info Point su iniziativa di ASCIA e della comunità di growers "Over Grow".
Entro il mese di aprile, dopo aver provveduto all'allestimento dell'Info Point, creato il sito web e preparato il materiale promozionale, pensiamo di poter procedere con l'inaugurazione, alla quale speriamo voglia partecipare il maggior numero di nostri sostenitori.

Il Canapa Info Point ha sede presso "Grow Shop Italia" in via Pisino a Roma, proprio con lo scopo di unire l'impegno antiproibizionista, all'educazione sull'uso e alla conoscenza delle proprietà del seme e della pianta nei suoi molteplici utilizzi.

Nello statuto dell'Associazione è prevista la possibilità di aprire sedi distaccate, invitiamo quindi chi fosse interessato a collaborare con l'apertura di altre sedi Canapa Info Point a contattare: ascia@legalizziamolacanapa.org

Ringraziamo i nostri soci, simpatizzanti e sostenitori per averci consentito di raggiungere questo obiettivo, che ci permette di far tornare l'argomento "canapa" alla pubblica conoscenza.

ASCIA - Over Grow

sabato 21 marzo 2015

Poll: Spend more, tax less, legalize pot

Americans want more spent on government programs, but lower taxes for themselves, a survey shows.


BY EMILY SWANSON - THE ASSOCIATED PRESS



Americans want more spent on government programs, but lower taxes for themselves.

WASHINGTON — Americans want lower taxes and more government spending both at once, although their support for spending more tax dollars on health care has dropped dramatically. They’re likelier than ever to not feel connected to any particular religion, but no less likely to believe in God. And for the first time, most want to legalize marijuana.

Those are among findings from the 2014 General Social Survey, which has been measuring trends in American opinion and behavior since 1972.

The survey, which is conducted by the independent research organization NORC at the University of Chicago, puts wide-ranging and long-running questions about a large array of issues to the public. Data from the 2014 survey was released this month, and an analysis of its findings was conducted by the Associated Press-NORC Center for Public Affairs Research and the General Social Survey.

LOWER TAXES, MORE SPENDING: No wonder Washington is tied in knots trying to please the people. The people want more spent on many government programs, yet lower taxes for themselves.

Out of 22 items asked about in the survey, Americans are more likely to want cuts than increased spending on only four of them – welfare, foreign aid, assistance to big cities and the space program. Education rates as Americans’ highest priority for more spending, with 70 percent saying the country spends too little. Majorities of Americans want more spent on Social Security, assistance to the poor, alternative energy sources, crime and drug addiction. But 57 percent say their own taxes are too high.

STILL BELIEVERS, BUT NOT JOINERS: The portion of Americans saying they have no religious preference has increased dramatically since 1972, when only 5 percent of Americans said they didn’t identify with any particular religion. In 2014, 21 percent of Americans said they had no religion – a record high. Younger Americans are especially likely to fall into that group, with 30 percent of those under age 35 saying they have no religion.

But just 3 percent say they don’t believe in God, while 5 percent say they’re agnostic. Fifty-eight percent say God exists, and 70 percent believe in life after death.

UP WITH POT: For the first time since the survey first asked the question in 1975, a majority of Americans supported legal marijuana in 2014. Fifty-two percent of Americans now say marijuana should be legal, while 42 percent think it should be illegal. That’s a big jump in support for legalizing the drug since 2012, when only 43 percent said they were in favor. Twenty-five years ago, in 1990, just 16 percent supported legal marijuana.

EROSION ON HEALTH CARE: The percentage of Americans who think the country spends too little on improving and protecting health has dropped dramatically since 75 percent said so in 2008, probably as a result of the 2010 enactment of President Obama’s health care law. But more than half of Americans – 57 percent – still think the country should be spending more.

pressherald.com - Poll: Spend more, tax less, legalize pot

martedì 17 marzo 2015

Segnali di fumo da Vienna.....

Il gruppo di lavoro di Encod alla 58ma Commissione sulle droghe narcotiche di Vienna
di Derrick Bergman

Per la prima volta nella storia, un vaporizzatore è stato portato all’interno del palazzo delle Nazioni Unite ,dove la Commissione sulle Doghe Narcotiche (CND) teneva il suo 58mo meeting annuale.Alberto Sciolari, un consumatore terapeutico italiano ed attivista ha fumato un po’ di cannabis Bedrocam,poco prima del secondo evento collaterale di Encod alla CND , ’Prospettive mediche della cannabis rivisitate dal punto di vista dei pazienti’.

Il gruppo di lavoro di Encod ha portato le voci dei cittadini direttamente coinvolte dalle politiche portate avanti in nome dei trattati delle Nazioni Unite a Vienna. Lo scorso lunedì, il primo evento collaterale si è concentrato sulla criminalizzazione dei consumatori di cannabis in Europa.

Maja Kohek e Janko Belin hanno spiegato le grandi differenze regionali presenti in Slovenia, con severe pene per piccole quantità di cannabis in alcune regioni e la relativa tolleranza in altre. Periodicamente la polizia si occupa di coltivatori e dei negozi che vendono materiali collegabili alla coltivazione domestica e li mettono sotto accusa per crimine organizzato. C’é bisogno di cambiare:la cannabis medica dovrebbe esser resa accessibile e i consumatori di droghe dovrebbero essere trattati come liberi cittadini.

Maja ha terminato la sua presentazione con una citazione di Graham Hancock: E’ inutile indulgere in tutti i tipi di auto-congratulazione su come siamo liberi, su come le nostre democrazie sono un modello di libertà, se siamo pronti a mandare della gente in prigione per il fatto di esplorare le più intime, le più preziose, le più sapienti parti di noi stessi qual è la lo propria coscienza.’

Il veterano attivista francese Farid Ghehiouèche ha rivisitato la situazione in Francia. CI sono alcune organizzazioni che fanno campagna e che diffondono l’informazione sulla cannabis e il modello dei cannabis social club, con Chanvres & Libertés in particolare sta facendo dei progressi. Il. Sativex è stato recentemente approvato per utilizzo medico, aggiungendo un altro argomento al dibattito sulla legislazione sulla cannabis.

Mercoledì mattina, il gruppo di lavoro di Encod ha preso parte ad una manifestazione contro la pena di morte per delitti di droga in Indonesia, organizzata da INPUD(la rete internazionale di persone che usano droghe). Il 18 gennaio sei persone sono state uccise da un plotone di esecuzione in Indonesia, inclusi cittadini dei Paesi bassi, Brasile, Nigeria e Vietnam.Ci sono attualmente oltre 60 persone nel tratto della morte in Indonesia, con il presidente Joko Widodo che si rifiuta di dare la grazia a tutti i responsabili di delitti per droga.

Per salutare i delegati Giovedì li abbiamo salutati all’ingresso con una enorme bandiera Libertà di Coltivare ed abbiamo distribuito i flyer degli eventi collaterali di Encod.Il secondo si è tenuto nella seconda parte della giornata e si è concentrato sull’utilizzo terapeutico della cannabis medica in Austria, Italia e nei Paesi bassi. La maggior parte dei posti disponibili nella stanza MOE79 erano occupati,con la presenza in sala della delegazione francese e kenyota come pure un rappresentante della compagnia olandese produttrice del Bedrocan, di Mike Krawitz della ONG americana Veterans For Medical Cannabis Access.

Enrico Fletzer ha introdotto gli oratori: Toni Straka dell’ Hanf-Institut dell’Austria, io stesso in rappresentanza di Encod e della VOC Nederland (Unione per la abolizione della proibizione della cannabis ) ed Alberto Sciolari dei Pazienti Impazienti Italiani. Noi abbiamo portato un vaporizzatore Volcano all’interno della stanza per dimostrare che una piccola importantissima parte era assente.Invece di utilizzare il vaporizzatore durante la sua presentazione, Alberto si è medicato sulla terrazza per fumatori del palazzo M, rollando e fumando una canna con la cannabis prodotta dalla Bedrocan ,poco prima dell’inizio dell’evento collaterale alle 13.10.

Nella mia presentazione ho rivisitato la storia della cannabis terapeutica nei Paesi bassi, dove è stata legamente disponibile nelle farmacie a partire dal 2003 (la presentazione completa è consultabile qui).

Toni Straka ha fornito una panoramica informativa della situazione austriaca. Fino al 1920,le cosiddette sigarette turche contenenti hashish erano piuttosto comuni in Austria UN altro fatto sorprendente è il fatto che il governo permette ad una compagnia privata di produrre legalmente della cannabis di qualità medica, che è trasformata in prodotti come il Dronabinol. Purtuttavia, il prodotto naturale non è legalmente disponibile per i pazienti. Sulla base di dati del Colorado, più di 200.000 austriaci potrebbero qualificarsi come pazienti di cannabis medica.

La presentazione finale di Alberto Sciolari, rappresentante di Pazienti Impazienti, ha letteralmente inchiodato i presenti alle loro poltrone. Alberto ha spiegato eloquentemente come ogni giorno la cannabis non è legalmente disponibile per i pazienti,il che significa più sofferenza e più morti.Lui ha spiegato come il vaporizzatore, della ditta Volcano, solitamente utilizzato dai consumatori terapeutici di cannabis ed ha mostrato della cannabis Bedrocam alla platea. Una prima volta nella storia per quanto ne sappiamo.

La seconda parte dell’evento si è trasformata in un dibattito accesso tra gli oratori e il pubblico. Il rappresentante della Bedrocan ha spiegato come le più grandi compagnie assicurative nei Paesi bassi, come la Achmea,ora rimborsano completamente le spese del farmaco la cannabis medica se prescritta da un medico.Addirittura i pazienti vengono rimborsati per l’acquisto di un vaporizzatore Volcano. Lui annunciava anche che secondo gli ultimi dati il numero di persone che acquistano la cannabis in farmacia nei Paesi bassi è salita ad oltre 3000.

La discussione è continuata oltre i limiti stabili.

Come nota finale: Twitter si è rivelato uno strumento ideale per seguire questo genere di grandi conferenza. Utilizzando l’ hashtag #CND2015 si può avere accesso ad una grande fonte di informazione e di link a storie più estese e a dei rapporti. Il membro francese di Encod Kenzi di Chanvres & Libertés ha fatto un gran lavoro sui tweet : basta confrontare @ungass_on_drugs. I miei sono disponibili su @vocnederland.

lunedì 16 marzo 2015

Cannabis, intesa bipartisan in Parlamento per legalizzazione

L’iniziativa è del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e ha riunito 45 deputati e senatori Pd, 5 del Movimento 5 Stelle, 7 del gruppo Misto, 1 di Forza Italia, 1 di Sel e 1 del gruppo Autonomie

Un intergruppo parlamentare per parlare della legalizzazione dei derivati della cannabis in Italia. L’idea è del sottosegretario agli esteri e senatore ex radicale Benedetto Della Vedova che ha già raccolto l’adesione di oltre 60 parlamentari di Pd, M5S, Psi e gruppo Misto. “Si tratta di adesioni bipartisan”, ha spiegato, “da parte di parlamentari di diversa estrazione politica. Ciò dimostra come anche in Italia un approccio pragmatico, ispirato a una rigorosa analisi costi/benefici, sia ormai sempre più diffuso sul piano politico-culturale e decisamente trasversale, non solo fuori ma anche dentro il Parlamento”.
L’obiettivo, dice Della Vedova, è quello di occuparsi del mercato della cannabis e nei prossimi giorni i parlamentari dovranno incontrarsi per cominciare a elaborare una proposta di legge per la legalizzazione. “Il problema”, ha scritto su Facebook il senatore, “non è più dichiararsi favorevole o contrario alla legalizzazione, piuttosto è regolare un mercato che è già libero. Occorre disciplinare, limitare e disincentivare l’uso delle droghe leggere, sul modello di quanto si fa per alcol e tabacco. Perché la repressione, finora, ha avuto costi altissimi. E non è servita a contenere i consumi di hashish e marijuana”.
Questa la lista dei parlamentari che hanno dato la loro disponibilità:
45 parlamentari del Partito democratico (Agostini Roberta, Albanella Luisella, Beni Paolo, Amato Maria, Amoddio Sofia, Bruno Bossio Vincenza, Capozzolo Sabrina, Carella Renzo, Carloni Anna Maria, Civati Pippo, Cominelli Miriam, D’Ottavio Umberto, Della Zuanna Gianpiero, Fabbri Marilena, Fossati Filippo, Galli Carlo, Gandolfi Paolo, Giachetti Roberto, Giacobbe Anna, Giuliani Fabrizia, Gnecchi Luisa, Gribaudo Chiara, Guerini Giuseppe, La Forgia Francesco, Lo Giudice Sergio, Maran Alessandro, Marchetti Marco, Mattesini Donella, Mattiello Davide, Micheloni Claudio, Minnucci Emiliano, Pastorino Luca, Petrini Paolo, Pini Giuditta, Rampi Roberto, Realacci Ermete, Ricchiuti Lucrezia, Sani Luca, Schirò Gea, Sgambato Camilla, Stumpo Nico, Tentori Veronica, Terrosi Alessandra, Tidei Marietta, Tullo Mario); 5 parlamentari del Movimento 5 Stelle (Airola Alberto, Bernini Paolo, Cotti Roberto, De Rosa Felice, Ferraresi Vittorio); 7 del gruppo misto (Di Lello Michele, Iannuzzi Cristian, Locatelli Pia, Margiotta Salvatore, Romani Maurizio, Baldassarre Marco, Bechis Eleonora); Martino Antonio di Forza Italia; Zaccagnini Adriano di Sel; Battista Lorenzo del gruppo Autonomie.

fonte: www.ilfattoquotidiano.it - Cannabis, intesa bipartisan in Parlamento per legalizzazione

SULLA LEGALIZZAZIONE È IMPORTANTE CHE RENZI PRENDA POSIZIONE E NON ATTENDA.

Quando dico che bisogna legalizzare la marijuana non mi riferisco a un mercato che non esiste, ma a un mercato che c’è e ha dimensioni esponenziali. Il mercato illegale stima vendite di marijuana fra 1,5 e 3 milioni di chilogrammi l'anno e sono approssimate per difetto.

Questo significa che se per ipotesi tutti i cittadini italiani facessero uso di marijuana, anche vecchi e bambini, ciascuno potrebbe disporre di 25-50 grammi all’anno, ovvero 100-200 dosi. È evidente che legalizzare non significa creare un bisogno che già esiste, ma sottrarlo alla gestione delle organizzazioni criminali.

La repressione e il proibizionismo hanno fallito su tutti i fronti, primo fra tutti quello etico, perché non basta dire che non bisognerebbe drogarsi, che è peccato e che fa male per risolvere il problema. Poi sul piano sanitario: non potendo avere alcun controllo sulle sostanze che vengono vendute è impossibile calcolare le ricadute sanitarie dell’uso prolungato di marijuana.

E poi, naturalmente, sul piano giudiziario: ingolfando i tribunali di cause per spaccio, le galere di piccoli spacciatori e le forze dell’ordine costrette a occuparsi di piccoli reati. Ci si appella al buon senso di governi che sembrano non averne e ora, forse, siamo a una svolta.

Un gruppo di 60 parlamentari su iniziativa di Benedetto Della Vedova ha come obiettivo far approvare una legge per rendere la cannabis legale. Hanno aderito deputati del Pd, del M5S e persino esponenti di Forza Italia. Mi aspetto dal Presidente del consiglio una posizione netta su questa iniziativa e non la solita attesa per vedere che piega prenderanno le cose. È una scelta scomoda ma prioritaria.

RobertoSaviano.com - SULLA LEGALIZZAZIONE È IMPORTANTE CHE RENZI PRENDA POSIZIONE E NON ATTENDA.

martedì 10 marzo 2015

Lettera aperta al Primo Ministro Matteo Renzi

All'attenzione del Primo Ministro Matteo Renzi,

Il Governo da Lei presieduto è in carica da un anno. Nessuna direzione in materia di politiche sugli stupefacenti è stata ancora presa. Oggi, è giustificato questo attendismo?

Un anno fa la corte di cassazione ha dichiarato incostituzionale il decreto Fini Giovanardi che inaspriva le pene anche per chi, semplicemente, deteneva piccole dosi di stupefacenti. I risultati di 8 anni di pressione punitiva sui consumatori di stupefacenti sono stati un'aumento delle incarcerazioni e l'esplosione del sovraffollamento carcerario.

Di recente, il primo Presidente della Cassazione Giorgio Santacroce, ha lapidariamente emesso un inequivocabile giudizio sulla precedente normativa: "La Fini-Giovanardi non ha prodotto alcuna contrazione dei reati in materia di droghe". Il giudizio non si ferma qui: "La gravità della sanzione non assicura un'effetto di deterrenza, sicché appare criticabile la tendenza del legislatore a inasprire continuamente le pene detentive".

E' di pochi giorni fa la relazione della Direzione Nazionale Antimafia 2014 che si è espressa sottolineando "l'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo" nella riduzione della domanda e dell'offerta di stupefacenti, rimandando al legislatore la possibilità di  "valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia".

"In un contesto di più ampio respiro", le esigenze di politica interna Italiana, rendono più stringente una maggiore efficienza dell'impiego delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza della nazione. Prendere in considerazione le voci della magistratura e dei tutori dell' ordine, richiede, ora, una nuova capacità da parte della politica di soddisfare le esigenze della società utilizzando una nuova chiave interpretativa.

La società oggi chiede risposte concrete e si pone come interlocutore attivo proponendo nuove soluzioni alla politica. Così la raccolta di firme del quartiere del Pigneto a Roma, per la legalizzazione dei Cannabis Social Club per contrastare concretamente lo spaccio indiscriminato, diventa una voce autorevole da considerare con attenzione.

Anche il diritto alla salute, oggi, acquista un nuovo ruolo nella ridefinizione delle politiche sugli stupefacenti. Il Governo ha predisposto un progetto di collaborazione con lo Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze per la produzione di 100 kg di di cannabis, a pieno regime, per la fine del 2016. Sebbene il progetto sia un passo in avanti nel riconoscimento dell'impiego della cannabis in medicina, c'è il rischio che questo progetto renda l'impegno del Governo insufficiente.

"In un contesto di più ampio respiro", in questo caso guardando al di là dell' Atlantico e per la precisione in Colorado, stato che ha legalizzato la vendita, produzione e distribuzione di cannabis per i maggiori di 21 anni e per scopi terapeutici, risulta evidente una sproporzione tra i numeri della produzione di cannabis terapeutica Italiana e quella che potrebbe essere la reale domanda stimata nella nostra nazione. In Italia, a fronte di circa 60 milioni di abitanti, lo stato si impegnerà a produrre 100 kg di cannabis all'anno, a pieno regime produttivo, entro due anni.

La produzione di cannabis del piccolo stato di 5 milioni di abitanti del Nord America è stata di 74 tonnellate, di cui ben 55 tonnellate sono state destinate per scopo medico. Se uno stato di 5 milioni di abitanti ha avuto la necessità  di coprire la domanda interna con 55 tonnellate di cannabis per i malati, come spera, l'Italia, di soddisfare anche solo sufficientemente, le esigenze di una popolazione dieci volte superiore a quella del Colorado con una produzione pari a 100 kg, che entrerà a pieno regime tra due anni?

Ad oggi il Governo non ha ancora espresso una direzione, ma l'iniziativa di un gruppo interparlamentare promossa dal sottosegretario Benedetto Della Vedova è un grande segno di maturità politica; è un tema trasversale che non ha colore, ma che deve mirare all'interesse dell'Italia e dei cittadini e a cui è auspicabile, i parlamentari, aderiscano in massa. E' giunto il tempo di una riforma complessiva della normativa sugli stupefacenti, come dimostrano i numerosi progetti di legge che giacciono in Parlamento, ma la natura e i malati hanno tempi diversi dai tempi politici.

Introdurre i Cannabis Social Club non è solo una questione di ordine sociale, ma anche di supporto alla produzione di cannabis per i malati. E' proprio nei Cannabis Social Club che possono essere coltivate e raccolte le varietà più adeguate alle esigenze dei malati sulla base delle necessità espresse direttamente, producendo la quantità effettivamente domanda, evitando la sottoproduzione o la sovrapproduzione. E' attraverso la collaborazione tra i Cannabis Social Club e gli istituti di ricerca universitari che si può attivare un circolo virtuoso nella ricerca sulla cannabis e nella creazione di nuovi posti di lavoro.

L'Italia ha poco più di un mese affinchè il Governo prenda una tempestiva posizione. L'Italia ha un mese per reintrodurre un'antica coltura della Nostra penisola ed evitare le cronache di arresi per piantine di canapa sui balconi o in giardini privati. L' Italia ha poco più di un mese per evitare che si perdano altri anni in un tira e molla fra sistema giudiziario e sistema penale in luogo di una mancata espressione della politica.

Questo mese è il tempo che ci separa dalle semine dei campi di una antica coltura che fa parte della tradizione Italiana; il tempo nel quale l'Italia deve introdurre i Cannabis Social Club. A sostegno dei malati, contro la diffusione incontrollata degli stupefacenti, a supporto di una maggiore efficienza del sistema giudiziario e penale e a supporto di un migliore impiego delle forze dell'ordine per la salvaguardia della sicurezza nazionale.

Sen. Rand Paul and others to introduce federal medical marijuana bill

It is the first time a bill like this has been introduced.

By Thor Benson    March 9, 2015 at 6:28 PM

WASHINGTON, March 9 (UPI) -- Senators Rand Paul (R-Ky.), Cory Booker (D-N.J.) and Kirsten Gillibrand (D-N.Y.) will introduce a federal medical marijuana bill on Tuesday.
The Compassionate Access, Research Expansion and Respect States (CARERS) Act would end the federal ban on medical marijuana. According to Vox, it would also change marijuana's classification to Schedule 2, instead of its current Schedule 1 status. Schedule 1 means there is no medical benefit to the substance and it is considered dangerous.

Rand Paul, a likely presidential candidate, has spoken out about marijuana in the past. He hasn't quite said it should be legal, but he has said people shouldn't be serving long jail terms for smoking it.

A recent Pew poll found 63 percent of Republican Millennials favor marijuana legalization.


Read more: Sen. Rand Paul and others to introduce federal medical marijuana bill

lunedì 9 marzo 2015

Majority of US now Supports marijuana legalization, Pot Could become Legal

Marijuana Legalization: A fresh survey found that majority of people in United states now supports to Legalize Pot. The pot prohibition law now seems going up in smoke, as a majority of Americans support the legalization of marijuana for the first time in recent history, according to a recent survey.

Researchers asked 1,680 people whether they thought marijuana should be made legal.

According to the General Social Survey (GSS), which is considered the nation’s most reliable, 51.7 percent said they supported legalization and 41.7 percent said they opposed it, while 6.6 percent were undecided.

“We’ve been measuring public attitudes toward legalization of marijuana since the ’70s,” Tom W. Smith, director of the GSS, said in an interview with Yahoo News. “In 2012, you had a plurality of Americans against legalization. Now, in 2014, you have a majority in favor of legalization.”

The Washington Post, which first reported on this new data, points out that the drastic change resembles America’s evolving opinion on gay marriage — and there has been a drastic change in the past few years.

Smith notes that the percentage of undecided respondents on the question of marijuana has been relatively high over the past decade.

“It shows how attitudes are in flux. They’re just not sure,” Smith said. “They might think medical marijuana is OK but not further than that.”

He suggested that some Americans may need to weigh the longstanding reputation of cannabis as a gateway drug with the reality of recreational use in Colorado, Washington State, Alaska, the District of Columbia and (this July) Oregon.

Back in 1973, the first year of the survey, only 19.2 percent of Americans supported legalization. That figure bottomed out at 15.6 percent in 1987 but has climbed more or less steadily ever since.

Morgan Fox, communications manager for the Marijuana Policy Project, says that Americans are tired of laws that punish adults for enjoying a substance that many argue is safer than alcohol.

“Hopefully their elected officials are paying attention and preparing for the inevitable,” Fox said in a statement. “The failures of marijuana prohibition are too obvious to ignore forever, which is evidenced by the growing support for ending it.”

GSS is an in-person survey of adults, who speak either English or Spanish, living in households in the United States.

themarketbusiness.com - Majority of US now Supports marijuana legalization, Pot Could become Legal

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Della Vedova invita parlamentari a costituire intergruppo

"Oggi ho inviato una lettera a tutti i parlamentari, con la quale li invito ad aderire all'intergruppo per la legalizzazione della cannabis. L'obiettivo e' quello di creare uno strumento non partitico, che raccolga i tantissimi che la pensano come me, per arrivare a formulare una proposta di legge trasversale, che sia un'operazione di legalita'. Lo faccio a titolo individuale, come semplice parlamentare e non come membro del governo, per creare un momento di catalizzazione e riflessione sulla materia. L'Intergruppo e' lo strumento ideale per togliere tutti gli elementi 'partisan' alla proposta". Lo afferma il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, in un'intervista all'Huffington Post. "La Direzione Nazionale Antimafia, nella sua relazione annuale - sottolinea Della Vedova - scolpisce nel marmo considerazioni lucidissime sul fallimento della strada della repressione" e contiene un richiamo "al legislatore, perche' valuti di intraprendere una strada diversa da quella che oggi reprime l'uso e il consumo. L'obiettivo deve essere la legalizzazione. Il 27 agosto del 1995 - ricorda Della Vedova - venni arrestato dopo un atto di disobbedienza civile. Con Marco Pannella e Rita Bernardini simulammo la cessione gratuita di marijuana. Allora, per tutti quelli che non sanno come funziona quel mercato, sembro' una provocazione. Ma vent'anni dopo basta vedere l'esperienza di molti degli stati americani per capire che quella era ed e' la direzione giusta", conclude.

ADUC - ITALIA - Legalizzazione cannabis. Della Vedova invita parlamentari a costituire intergruppo

sabato 7 marzo 2015

ITALIA - Legalizzazione cannabis. DNA consiglia il Governo

Favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere c'è anche la direzione nazionale Antimafia. Le ragioni riguardano non solo la depenalizzazione della cannabis, l'affollamento delle carceri ma anche un possibile alleggerimento del lavoro di magistrati e forze dell'ordine. Ovviamente il giudizio finale viene rimesso al presidente del Consiglio, Matteo Renzi: "Spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia".
Ma per gli uomini della Dna è tutto molto chiaro: "l'oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo" contro lo spaccio e l’uso di droghe leggere è evidente quindi la soluzione resta quella. Fatta ovviamente con cognizione di causa, tenendo in conto delle "modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall’altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite". 

ADUC - ITALIA - Legalizzazione cannabis. DNA consiglia il Governo

Encod brings peace proposals to UN drug summit in Vienna

Side events feature perspectives from those directly affected by the drug war

Encod press release March 6, 2015

VIENNA - Between March 9 and 17, Encod, the European coalition for just and effective drug policies, will attend the 58th session of the UN Commission on Narcotic Drugs (CND) in Vienna. At this UN summit on the course of drug policies worldwide, Encod will present first hand testimonies on the impact of drug prohibition on the lives of citizens.

On Monday, March 9th, a side event will present the results of studies carried out in Slovenia and France into the impact on human rights and public health of the criminalization of cannabis users in these countries. The event will focus on crucial arguments that will help to avoid harmful effects of drug policy and contribute to a more evidence-based and humane approach.

On Thursday, March 12th, the second side event will highlight the review made by patients themselves on the medicinal values of the cannabis plant and the importance of installing a legal framework to facilitate the use of cannabis for these purposes.

Encod is grateful to the United Nations for the opportunity to present the delegates at the UN summit with a rare chance to listen directly to people whose lives have been seriously affected by drug prohibition. We believe it’s crucial that governments take into account the voices of those citizens whose lives have been ruined due to 60 years of global mismanagement of the drug issue.

As Encod we believe that the freedom to farm i.e. the protection of the right of any adult to possess and grow any plant they choose is a crucial element of an effective alternative system to the war on drugs, which has, as we know today, been an utter failure. In this alternative system the priority should be on the protection of people, not profits. The concept of harm reduction is in principle incompatible with drug prohibition, as prohibition itself causes the majority of drug related harms.

Janko Belin, one of the Encod delegates for the UN CND, explains: “Since the introduction of the Harm Reduction concept in the late eighties, we can see how the paradigm has changed from outright repression towards a medical treatment orientated approach. But we want to live in a world where traditional plants and extracts can be used by any adult without fear of being considered or treated as a criminal.”

Encod welcomes all delegates and journalists to attend these side events. The following Encod members will speak: from Slovenia Maja Kohek, Andrej Kurnik and Janko Belin, from Italy Enrico Fletzer and Alberto Sciolari, from Austria Toni Straka and from the Netherlands Derrick Bergman.

Monday March 9, 13.10-14.00, Conference Room MOE100:

Report on the criminalization of cannabis users in Europe

(in partnership with ONEJ! - Association of Prekmurje Initiative Slovenia and Cannabis Sans Frontières France)

Thursday March 12, 13.10-14.00, Conference Room MOE79:

Medical perspectives of cannabis: a patients review

(in partnership with Pazienti Impazienti Cannabis Italy and Hanf-Institut Austria)

For further information please contact:

Janko Belin (Encod, Drustvo Areal) phone +386 70 133 804

belinjanko@gmail.com

Toni Straka (Encod, Hanf-Institut) phone +43 676 69 66664

toni.straka@hanfinstitut.at

Joep Oomen (Encod) phone +32 495 122 644 info@encod.org


Encod brings peace proposals to UN drug summit in Vienna

martedì 3 marzo 2015

ITALIA - Non e' reato coltivare cinque piante di cannabis. Cassazione

Non e' punibile la coltivazione di cinque piantine di cannabis dalle quali si estrae un decimo di gammo di ostanza drogante. Cos' la Cassazione con la sentenza n.9156 del 2 marzo 2015. Pur essendo la coltivazione un reato, spetta al giudice valutare nel caso concreto la lesivita' della condotta che, in questo caso, non c'e'.

ADUC: ITALIA - Non e' reato coltivare cinque piante di cannabis. Cassazione