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lunedì 31 agosto 2015

Poll: Fighting Marijuana Legalization Is Bad Politics


New poll suggests candidates who are pro-states' rights as far as marijuana is concerned may connect with key primary voters

By Kristen Gwynne August 26, 2015

A new Public Policy Polling survey from early primary states Iowa and New Hampshire has found that a solid majority of Republican respondents approve of states' rights to carry out marijuana policy reform without the feds cracking down. The survey, commissioned by the Marijuana Majority, found that 64 and 67 percent of Republican respondents in Iowa and New Hampshire, respectively, agree that "states should be able to carry out their own marijuana laws without federal interference."

Read more: http://www.rollingstone.com/politics/news/poll-fighting-marijuana-legalization-is-bad-politics-20150826#ixzz3kQZ3jXDL 

domenica 30 agosto 2015

Lettera a Vittorio Ferraresi

Caro Vittorio,

Come va? Ti scrivo per porti una domanda: credi plausibile una modifica della legge sulla cannabis in tempi brevi?

Ti pongo questa domanda perché ho contattato la referente assegnatami a seguito della richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis ... che mi ha comunicato di essere stata spostata ad altri incarichi ... da qui emerge la mia perplessità nei confronti del governo nell'approvare la nuova legge proposta dall'intergruppo per la cannabis legale.

Il dpr 309/90 prevede l' autorizzazione alla coltivazione per richieste pervenute entro il 31 ottobre.

Siamo in Italia e la legge, che potrebbe essere efficace immediatamente, non si vuole venga applicata. Si fa tanto parlare di legalizzare la cannabis e la riforma di una legge sul tema, nella direzione intrapresa dall'intergruppo sulla basa del pdl del m5s, è buona.

Ma come è possibile aspettarsi un cambiamento se, anche ora che si potrebbe fare qualcosa, si ostacola il cambiamento?

Un ringraziamento per il tuo impegno su questo tema.

Un caro saluto

domenica 23 agosto 2015

Cannabis startup Tradiv is raising $1M to connect growers and sellers

Boulder, Colorado-based Tradiv is raising a $1 million round as it gears up to launch its B2B marketplace for cannabis cultivators, marijuana infused product companies, and dispensaries.

That’s right: The B2B pot ecosystem is unfolding right before our eyes.

Backed by Cannabis accelerator CanopyBoulder and accelerator partner Micah Tapman, Tradiv revealed the raise in a public filing with the U.S. Securities and Exchange Commission. The weed startup has so far raised $650,000, according to the filing — at least $20,000 of which likely came from CanopyBoulder, in exchange for a whopping 9.5 percent equity stake. The filing also lists Emily Paxhia, partner of Cannabis-only fund Poseidon Asset Management; and former Microsoft Surface manager, Nick Hofmeister.

Cannabis startup Tradiv is raising $1M to connect growers and sellers

venerdì 21 agosto 2015

ITALIA - Marijuana per curarsi, denunciato

Denunciato per possesso di droga perche' si curava con la marijuana. E' successo mercoledi' scorso, 19 agosto, a un 54enne di Budrio, Comune in provincia di Bologna. L'altro ieri, nel pomeriggio, durante un servizio di controllo del territorio, una pattuglia di Carabinieri di Budrio ha notato una piantina di marijuana esposta sul davanzale della finestra di un appartamento, in una via a pochi passi dal centro della cittadina. I militari dell'Arma sono andati a chiedere spiegazioni al proprietario di casa e l'uomo si e' giustificato dicendo che fa uso di marijuana a scopo terapeutico, per alleviare i dolori causati da un'invalidita' civile che lo affligge da tempo. I Caribinieri hanno quindi perquisito l'abitazione e hanno sequestrato altre cinque piantine di marijuana e 17,9 grammi di hashish. L'uomo e' stato poi denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti. "Gli inquirenti- ci tiene a precisare l'Arma in una nota- si sono attenuti all'articolo 73 del Dpr 309 del 1990" su "Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope".

ITALIA - Marijuana per curarsi, denunciato

sabato 15 agosto 2015

Report della Conferenza al Parlamento Europeo

Pubblichiamo le impressioni di alcuni delegati delle Associazioni che hanno partecipato alla conferenza di Bruxelles.

E’ un momento topico per la battaglia antiproibizionista, perché sia in Italia, con una “iniziativa parlamentare” e sia in Europa con un “report di iniziativa” si stanno costringendo i governi nazionali e la Commissione Europea a prendere delle decisioni in merito all’uso e al consumo delle cosiddette “droghe leggere”.

Per vedere un estratto della conferenza: https://youtu.be/B9x1IrDdNFE



Di ritorno da Bruxelles, ringraziamo la bella comunità italiana presente in Belgio che ci ha ospitato nella accogliente città. Entrare nei palazzi del potere, fa sempre un certo effetto, ma portare in visita al parlamento anche il Flacone di Bedrocan, con le infiorescenze, che in italia dovrebbe venir prescritto, non ha prezzo. Assieme ai pazienti abbiamo lasciato (in ogni zona fumatori visitata) un segno del nostro passaggio, un sentiero di Terpeni che speriamo ispirino il parlamento a legiferare in merito.

Nella delegazione italiana oltre alle associazioni specializzate in cannabis, erano stati invitati anche il coordinamento AddioPizzo e l’ass. Muovi Palermo, con cui è stato un piacere confrontarsi sulle diverse realtà e sulla loro cultura sulla mafia e criminalità organizzata in genere.
La conferenza è stata interessante per più punti di vista ed interpretazioni, erano presenti:

Jan Malinowski, Executive Secretary of the Pompidou Group (Council of Europe): il miglior intervento ascoltato da parte delle istituzioni, ha trattato il problema della lesione dei diritti umani in atto, provocata dalla persecuzione delle droghe; nel suo intervento ha suggerito più volte di far valere i diritti umani e civili, contrastando le perquisizioni per consumo o coltivazione personale come ad esempio per motivi di lesione della privacy.

Angela Me (Italiana) la vera Proibizionista tra tutti gli ospiti presenti, in rappresentanza del UNODC, ha messo da subito in chiaro che per le istituzioni la cannabis è ancora una droga al pari di quelle pesanti e perciò da perseguitare. Abbiamo contestato tutto l’intervento, riuscendo alla fine a farla cadere sull’attendibilità dei suoi dati espressi. Inoltre ha sottolineato che gli accordi internazionali non danno indicazioni sul consumo e sulla coltivazione personale, anche se poi ha ammesso che la mancanza di chiarezza porta grandissime diseguaglianze negli Stati della UE. Una visione proibizionista che eravamo pronti ad ascoltare, e contestare.

R. Crepinko (Olandese) rappresentante del Europol, senza offesa ma una sorta di “terminator” che ha ripetuto per entrambi gli interventi che loro applicano solo le leggi. Non è stato possibile un confronto, quando si è rfiutato di rispondere alla domanda: “verificate che le leggi siano legittime o provvedete solo alla mera applicazione?”.

Gli altri due relatori, Griffiths (direttore scientifico osservatorio europeo) e Welfens (eurojust), dopo un primo intervento convenzionale ma molto vago, si sono espressi a favore di una regolamentazione che prenda atto dalle ultime ricerche scientifiche e che non criminalizzi il consumatore.

Ritengo positiva questa esperienza, che ci ha fatto capire che un percorso europeo è possibile, anche se molto più lungo di quello applicabile nei singoli Stati. Ma è una strada da percorrere per porre le basi di un diritto europeo all’uso di sostanze.

Un ringraziamento agli organizzatori dell’evento e ai parlamentari Ignazio Corrao (M5S), Elly Schlein (Possibile), che a termine della conferenza si sono impegnati a portare avanti un “Report di iniziativa” da presentare alla Commissione Europea.

Markab Mattossi – OVER GROW




Ci è sembrato di tornare indietro nel tempo, ascoltare le motivazioni per un efficace contrasto all’uso di cannabis, espresse dagli esperti delle organizzazioni internazionali sul consumo e traffico di droghe, ci ha riportato ai tempi in cui Serpelloni poteva permettersi di alimentare la sua fobica campagna anticannabis, con argomentazioni fasulle e impregnate di pregiudizio.

Dobbiamo riconoscere all’eurodeputato Ignazio Corrao una notevole dote di stratega perché, se è vero che noi non conoscevamo la natura convenzionalmente proibizionista dei relatori, è pur vero che neanche loro erano a conoscenza della platea a cui si rivolgevano, e se in un primo momento eravamo noi gli increduli per quel che ascoltavamo, dopo i primi interventi dei nostri delegati, l’espressione di stupore è apparsa sui loro volti.

Abbiamo contestato educatamente e con dati alla mano tutte le loro argomentazioni fasulle, riscuotendo alla fine comprensione e simpatia dalla maggior parte dei relatori.

In sintesi possiamo dire che gli “esperti” vengono pagati per portare avanti studi i cui dati statistici vengono presi da coloro che promuovono il progetto stesso e quindi incontestabili, ma se, come è avvenuto per questo evento, i dati e le valutazioni che vengono portati a dimostrazione dell’inefficacia del proibizionismo, risultano interessanti, allora potrebbe aprirsi una ricerca e una analisi di direzione diversa. Ed è stato proprio questo il motivo della nostra presenza a Bruxelles, portare testimonianze di consumatori responsabili e consapevoli, che nulla hanno a che vedere con la tossicodipendenza o con la criminalità!

Ora ci auspichiamo che il “report di iniziativa” che verrà presentato dai deputati Corrao e Schlein alla Commissione di competenza venga accettato, primo passo per una discussione sul tema, esattamente come lo è “l’iniziativa parlamentare” promossa dall’intergruppo in Italia …percorsi lunghi, ma finalmente percorribili!

Giancarlo Cecconi – ASCIA




“Italia chiama Europa” è il titolo della relazione che abbiamo consegnato ai relatori della conferenza, in cui, tra le varie argomentazioni sui vari aspetti relativi all’uso di cannabis, riportiamo anche le criticità vissute in Italia da molti pazienti.

Una criticità sconosciuta dalla maggior parte dei politici, nazionali ed europei, perché il primo impatto è stato veramente ostico: cosa avrebbero potuto dire i Giovanardi e i Serpelloni italiani per far meglio dei proibizionisti che avevamo di fronte?

Bravo l’europarlamentare Corrao che ci ha permesso di scardinare quei troppi taboo derivanti da affermazioni convenzionali, e ormai obsolete, sulla “pericolosità” di una sostanza giudicata pericolosa solo da “loro” e assolutamente benefica per noi malati, che anche questa volta hanno portato una richiesta di aiuto direttamente al cuore della politica europea. Valutata l’estrema educazione e competenza della delegazione italiana(attenti a come parlate, sappiamo controbbattervi) e dopo l’iniziativa dell’intergruppo parlamentare italiano sulla legalizzazione, è possibile che a presto sarà il parlamento europeo a redigere una relazione: “Europa chiama Italia”.

Andrea Trisciuoglio – LapianTiamo




Ottima iniziativa che speriamo porti ulteriori frutti per aprire un dibattito a livello Europeo. Prima di iniziare la giornata al parlamento europeo, non sapevamo chi avremmo avuto di fronte come relatori, la sorpresa è stata duplice, sia per loro che per noi. Ignazio Corrao capogruppo del movimento 5 stelle a Bruxelles, è riuscito a creare un effetto sorpresa in entrambe le parti, portando tra i relatori dei rappresentanti dello zoccolo duro del proibizionismo europeo e mondiale. Tutto ciò ci fa comprendere quanto sia grande ancora il muro che dobbiamo abbattere, tra ipocrisia, bigottismo moralista, e ambiguità delle agenzie mondiali antidroga nel narcotraffico mondiale.

Angela Me dell’UNODC (la sezione dell’ONU che si occupa di droga e crimine) ci ha sciorinato dati e statistiche falsate per ‘dimostrare’ la dannosità della cannabis, nella peggiore tradizione proibizionista, con metodologia a noi ben nota essendo stata la ‘strategia’ nostrana del dipartimento politiche antidroga (DPA), fino alla caduta dello zar anti-cannabis Giovanni Serpelloni, e della nostra legislazione dell’epoca fini-giovanardi. Era ben noto infatti il ruolo di Serpelloni che seguiva a pennello i dettami delle agenzie proibizioniste mondiali, con l’UNODC, e con il dipartimento antidroga americano (National Institute on Drug Abuse, NIDA), ed il ruolo politico di Carlo Giovanardi.
La sorpresa nel viso di Angela Me, quando ha compreso chi si trovava in aula, l’ha portata all’abbandono dell’aula una decina di minuti prima di essere assalita da domande, ma sopratutto per evitare che fossero ulteriormente messe in evidenza le contraddizioni, falsità, la criminogena propaganda della politica dell’ONU in materia, anche perché non avrebbe potuto confutare i nostri dati, e non poteva andare oltre argomentazioni che esulassero la sua posizione di paladina del proibizionismo.

Robert Crepinko: Rappresentante dell’Europol ha parlato di traffico internazionale, sopratutto in ambito di grandi traffici, e quindi era un po spaesato nel contesto di una regolamentazione dell’uso personale, nonchè sicuramente non preparato sull’argomento. L’unica frase che è riuscito a ripetere come un mantra è stata quella “le polizie devono far rispettare le leggi”, che poi siano giuste o sbagliate queste leggi, per Crepinko ha poca importanza.

Gli altri relatori presenti Paul Griffiths direttore di EMCDDA (Osservatorio Europeo sulle droghe) e Benedikt Welfens (Eurojust) e J. Malinowski (Pompidou Group) hanno espresso pur con moderazione posizioni di apertura verso una regolamentazione/legalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’.

Ringraziamo Ignazio Corrao e Elly Schlein per questa iniziativa, e ci auguriamo che possa essere l’inizio della discussione in Europa, e che possa essere ripetuta invitando alla seduta altri parlamentari di altre nazioni e relative delegazioni di associazioni che si battono come noi per il diritto all’autoproduzione e consumo ad uso personale di cannabis.

Davide Corda – Canapa Info Point

Report della Conferenza al Parlamento Europeo

mercoledì 12 agosto 2015

Chiediamo l' autorizzazione alla coltivazione; una strada pacifica a sostegno della legalizzazione della cannabis

Caro internauta,

Questo blog si propone di lanciare una iniziativa, che, mi auguro, venga accolta dal più vasto numero di persone possibile.

L' iniziativa è semplice, fare sentire al  governo quanto urgente sia una legge organica sulla cannabis.

Per questo lancio un appello:

CHIEDIAMO IN MASSA L' AUTORIZZAZIONE A COLTIVARE CANNABIS.

In molti conoscono l' art. 73 del dpr 309/90, relativo alle sanzioni per chi viene colto a coltivare cannabis ... senza autorizzazione.

Le recenti sentenze delle corti di giustizia, il lavoro del gruppo interparlamentare sulla cannabis, l' impegno richiesto dalla relazione della DNA, sono tutti segnali di una necessità di svolta.

Ora l' impegno è dei cittadini. Sono presenti raccolte firme online, ma quale fine possono fare tali iniziative, in Italia? Se le raccolte firme cartacee sulla legge elettorale sono finite nel dimenticatoio, cosa ci si può aspettare da una raccolta di firme online?

Da qui nasce l'idea di bussare direttamente alle porte dei ministeri.

Il dpr 309/90 prevede il rilascio del autorizzazione alla coltivazione e ne norma la produzione, la vendita, la distribuzione. Addirittura è previsto il termine del 31 ottobre per la richiesta di autorizzazione (art 32 comma 1 dpr 309/90).

Ho inoltrato richiesta al Ministero della Salute e ho avuto la mia risposta. Ma la mia risposta serve a poco. Quello che serve è una mobilitazione di "mouse" e "click" per fare sentire al governo, come l'urgenza di un cambiamento sia necessaria. Se hanno risposto a me, perchè non dovrebbero rispondere anche a te?

Alla luce del progetto di legge dell'interguppo sulla cannabis, chi vorrà potrà coltivare previa comunicazione ai monopoli dello stato. 

OGGI, l'autorizzazione è rilasciata dal ministero della sanità.

Se vogliamo DOMANI poter coltivare, scrivendo una semplice letterina, dobbiamo OGGI dimostrare la nostra volontà. 



A:  segreteriaministro@sanita.it, segr.tecnicaministro@sanita.it

Oggetto: Richiesta autorizzazione alla coltivazione di cannabis ai sensi del dpr 309/90 Testo unico Sulle sostanze stupefacenti

Alla cortese attenzione dell' ufficio di competenza per il rilascio dell'autorizzazione ministeriale per la coltivazione di cannabis.

Con la presente per richiedere formalmente, l'Autorizzazione Ministeriale per la coltivazione di cannabis, ispirato dagli stessi principi di "tutela dell' interesse della collettività e a tutela del diritto alla salute , allo scopo di fornire un appropriato trattamento fitoterapico ai pazienti” come da accordo firmato tra i Ministri Sanità e Difesa sulla produzione di cannabis.

Essendo presenti i requisiti richiesti dall'art 19 recante "Indicazioni sui requisiti personali" per i rilasci delle autorizzazioni al fine di procedere all'avvio di una attivita' atta a  "la coltivazione, la produzione, la fabbricazione, l'impiego, l'acquisto e la detenzione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche' quelle per la produzione, delle sostanze suscettibili di impiego per la produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui al comma 1 dell'articolo 70;" (art 2. dpr 309/90).

Sono a richiedere l'Autorizzazione biennale (art .17 dpr 309/90) e a procedere a fornire tutta la documentazione richiesta al fine di poter procedere all'avvio di una attività di produzione di cannabis a supporto della domanda nazionale di cannabis medica, che può essere stimata in 630.000 kg annui e vista l' impossibilità dell'istituto chimico militare farmaceutico a soddisfare tale fabbisogno.

Sempre nell'interesse della collettività la suddetta richiesta è altresì ispirata dalla necessità di ricerca e sviluppo che può sorgere dallo sviluppo di attività private in collaborazione con centri di ricerca universitari, in campo sanitario, lavorativo, economico e di riflesso sulla sicurezza pubblica.

In attesa di un riscontro in merito all'esito di questa richiesta, al fine di procedere con il processo di collezionamento delle informazioni richieste dal Ministero per il rilascio dell' autorizzazione ministeriale e di futuro concerto con gli organismi di riferimento per le comunicazioni del caso,

Porgo i più cordiali saluti e i migliori auguri di proseguimento dei lavori.


6 tech startups sowing seeds for the future of cannabis

Jelle van wijhe by JELLE VAN WIJHE   Tweet — 3h ago in INSIDER

Back in February, rapper-turned-venture capitalist Snoop Dogg announced his plans to raise a $25 million fund for tech startups working in the field of cannabis. That led to his participation in the biggest investment in a cannabis-focused startup to date: a $10 million Series A investment in San Francisco-based weed delivery startup Eaze, in April.
It’s been a long time coming, but it seems that now the floodgates have opened and cannabis is getting its chance at disruption.
With Washington and Colorado officially legalizing recreational cannabis use back in 2012 (it’s also been legalized in Alaska and Oregon since), a whole new market has germinated and is fast spreading in the US.
You might be surprised to find, however, that the startups developing the hemp-isphere are not just the usual suspects of a lifestyle market. Sure, you have your online stores that sell brand-name smoking merchandise, and a few companies competing for the top-spot in on-demand delivery –  but it’s starting to look like many potrepreneurs have bigger plans for the space.
What we’re seeing is the start of a full-blown ecosystem around a core product. Startup accelerator Canopy Builder has accepted their inaugural class for a cannabis-specific program, partnerships and acquisitions are already in motion, and the market looks like it will only continue to mature.
Here we highlight six of the companies that will shape the future of cannabis tech:

Bud and Breakfast launched their weed-friendly accommodation booking platform in April. All listings are in places where cannabis consumption is legal, so guests can be sure they’re in the clear.

PotCoin is a cannabis-specific cryptocurrency. Launched in 2014, the virtual currency wants to facilitate transactions between individuals and institutions.

Steep Hill offers three products that help growers and distributors to leverage the power of analytics in the world of cannabis, including on-site analysis tools and laboratory services.


Flowhub offers a seed-to-sale platform that will streamline grow and dispensary businesses. Marijuana-centric social network MassRoots is working with Flowhub to bring partial integration of the platform to MassRoots. Users will get access to live pricing, inventory and an order-ahead system.
HerbFront is a real-estate listing platform specifically for those in need of marijuana-friendly property for their growing or distributing business.
Green Bits aims to alleviate the pains of running a cannabusiness with their point of sale system. Their app handles everything you need to get your dispensary running smoothly.
As more states and countries decide to go the way of legalization, we will undoubtedly be seeing much more innovation developing in this ecosystem. Be sure to track the cannabis market on Index.

domenica 9 agosto 2015

Cara ministro Giannini ti scrivo, così mi distraggo un pò....


Alla cortese attenzione dell' ministro Giannini,

Scrivo in merito alle dichiarazioni del ministro Stefania Giannini riguardo ai dati sul consumo di cannabis in Olanda, in allegato, potrà trovare due documenti;

- DPA e cannabis Social club, rappresenta un modello istituzionale, che potrebbe essere applicato per sviluppare una ricerca scientifica in collaborazione tra enti pubblici e privati; al termine della presentazione, a pagina 10, potrà trovare i dati sulla riduzione della diffusione di stupefacenti in età pre adolescenziale a seguito della depenalizzazione del possesso di sostanze illegali.


Dovrebbe essere impegno dell' ministro dell' istruzione prendere atto del successo di queste politiche e sostenere l' attività di governo sul tema cannabis. L' intergruppo parlamentare e il Suo lavoro deve essere riconosciuto da questo governo.


- L' Economia della sicurezza pubblica, riporta le motivazioni alla base della scelta di una politica sulla sicurezza efficace ed efficiente, che passa per una riconsiderazione della cannabis. A pagina 15 viene riportato un grafico riportante dati dell'EMCDDA dove si evince come in Olanda il consumo tra la popolazione è inferiore rispetto all' Italia
, già nel 2008.


Porgo i più sinceri saluti e i migliori auguri di un buon lavoro.


A sostegno di Rita! Forza Rita, Scrivi al tuo direttore è con te!

Pubblichiamo un comunicato della lista Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi:

Rita Bernardini, vera Leader! Forza Rita!
L'esperta deputata e storica militante radicale Rita Bernardini, che più di chiunque altro in Italia porta quotidianamente all'attenzione della politica e dell'opinione pubblica le condizioni in cui versano le carceri italiane, è stata dichiarata ineleggibile come Garante dei Detenuti abruzzesi.
La segretaria di Radicali Italiani ha subito infatti il respingimento della candidatura per via dei suoi precedenti penali dovuti alle azioni di disobbedienza civile per la legalizzazione della cannabis. Le battaglie per i diritti umani e civili diventano così un impedimento per combatterne altre a fianco di chi vive ogni giorno in condizioni disumane. La speranza dei detenuti abruzzesi di vedere la parlamentare (XVI legislatura) soprannominata “Santa Rita delle Carceri” incaricata di vigilare affinché i loro diritti umani fondamentali siano rispettati è stata inghiottita dall'applicazione di una legge proibizionista, che punisce le battaglie antiproibizioniste. Per la legge vigente Rita Bernardini può essere eletta garante nazionale ma non regionale, così come può candidarsi al Parlamento nazionale ed europeo, ma non al consiglio regionale e comunale.
Insomma, quando Rita Bernardini disobbedisce coltivando pubblicamente piantine di marijuana sul suo terrazzo nessuno applica la legge per timore che il suo arresto apra un dibattito sulla legalizzazione; ma se la stessa Bernardini si candida a Garante dei Detenuti, immediatamente la legge viene applicata per depennare la sua candidatura. Uno spaccato dell'Italia in cui viviamo, secondo l'avvocato Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi, che ha già annunciato ricorso dichiarando a Radio Radicale: “Riteniamo di dover impugnare questo provvedimento sollevando questioni di legittimità su una legge assurda, che diventa ancor più tale se si considera che l'esclusione non ci sarebbe stata per altro tipo di reati e che le condanne sono state riportate per disobbedienza civile”.


ITALIA - Garante detenuti Abruzzo. No a Bernardini perche' militante antiproibizionista sulle droghe

sabato 1 agosto 2015

The marijuana effect

ITALIA - Cannabis terapeutica. Pronto il primo raccolto di Stato

E' pronto il primo raccolto di cannabis terapeutica 'di Stato', quella prodotta allo Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, incaricato per la prima volta dai ministeri della Salute e della Difesa lo scorso anno di dare vita a una coltivazione di piante di marijuana destinato all'uso terapeutico, soprattutto per contrastare il dolore nei malati terminali. E grazie alle tecnologie e al sistema di rigoroso controllo impiegato nella struttura militare toscana, "si è riusciti a ottenere quella che potremmo chiamare una 'super-cannabis', con 130 grammi di principio attivo contro i 30 grammi delle normali coltivazioni", spiega all'Adnkronos Salute Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale del Farmaceutico militare.
SCFM di Firenze

 "Siamo ancora in fase sperimentale - evidenzia - abbiamo ultimato il primo raccolto da 80 piante e stiamo eseguendo le analisi, in attesa che i ministeri competenti ci indichino come avviare la distribuzione alle farmacie ospedaliere di tutto il territorio italiano, a seconda delle richieste. La cannabis ottenuta potrà essere consumata come decotto in barattoli da 5 mg, da sciogliere in acqua e assumere come fosse un thè. Ma nulla esclude che, nel prossimo futuro, si possano sintetizzare nella nostra struttura farmaci con principio attivo della cannabis, e ricavare oli o prodotti per aerosol. Gli sviluppi sono davvero molteplici", assicura Cotroneo. 
A livello burocratico, dunque, mancano solo le istruzioni dei ministeri della Salute e della Difesa per utilizzare sul campo la 'super-cannabis', ad altissimo contenuto di principio attivo perché "prodotta grazie a lampade speciali e sistemi standardizzati e curati nei minimi dettagli: dalla temperatura alla pressione, alla luminosità: tutto viene massimizzato. 
Bill Whitaker and Meg Sanders
CBS NEWS
cannabis in USA

E' come se parlassimo della 'Ferrari' della cannabis", assicura. "Dopo il primo raccolto - conclude - siamo già ripartiti con un secondo, che pensiamo possa essere ancora più ampio e stiamo sperimentando nuovi tipi di lampade per ottimizzare ancora di più il contenuto di principio attivo per ogni pianta. Il primo lotto è ora tenuto da parte e in caso di necessità vi si potrà attingere: stiamo aspettando solo le ultime istruzioni dai ministeri".


ITALIA - Cannabis terapeutica. Pronto il primo raccolto di Stato