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sabato 2 gennaio 2016
venerdì 1 gennaio 2016
sabato 26 dicembre 2015
Lettera breve al Presidente del consiglio dei Ministi
Gentilissimo Presidente Matteo,
Lei è l' uomo che smentisce le male lingue. Lei è l'uomo del Fare. Lei è l'uomo "Nuovo". Lei è Colui che "manda in soffitta i professionisti del “tanto non ce la farete mai”, del piagnisteo e della lamentazione", può dimostrare che il Movimento 5 Stelle sbaglia;
Lei legalizzerà la cannabis!

Buon Natale!
Lei è l' uomo che smentisce le male lingue. Lei è l'uomo del Fare. Lei è l'uomo "Nuovo". Lei è Colui che "manda in soffitta i professionisti del “tanto non ce la farete mai”, del piagnisteo e della lamentazione", può dimostrare che il Movimento 5 Stelle sbaglia;
Lei legalizzerà la cannabis!

Buon Natale!
venerdì 25 dicembre 2015
Decreto cannabis: interrogazione del M5S e impugnazione dei Radicali all’orizzonte
Non si placano le polemiche sul decreto del ministro della Salute Lorenzin in tema di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis. Secondo il senatore del Movimento 5 Stelle Afonso Ciampolillo il decreto “segna una nuova triste pagina della politica incoerente ed ipocrita di questa maggioranza di governo”, motivo per cui sulle diverse criticità del decreto il senatore ha depositato un’interrogazione urgente al ministro della Salute.
“Mentre il sottosegretario Della Vedova percorre l’Italia millantando una epocale riforma sulla liberalizzazione della cannabis”, scrive il senatore, “che in realtà RENZIE & co. non voteranno mai illudendo tanti colleghi anche dell’opposizione, il Ministro Lorezin emana questo decreto con cui va fortemente a limitare l’uso della cannabis per finalità terapeutica, cosi danneggiando le legittime aspettative di tanti malati che si sono trovati da un giorno all’altro in una situazione di assoluta incertezza”.
“E così”, continua il senatore, “gli impieghi di Cannabis ad uso medico sembrano ammessi solo dopo l’esito negativo delle terapie tradizionali. Il testo sul punto e’ volutamente ambiguo e di fatto rischia di bloccare il sistema. Gli impieghi dei Cannabinoidi ad uso medico, nella cultura medica internazionale, riguardano Parkinson, epilessia, trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali, trattamento della depressione, trattamento dell’insonnia. E’ quindi assurdo ritener tassativa l’elencazione contenuta nell’ allegato tecnico del decreto lorenzin, non ostando all’impiego ad uso medico della cannabis in ipotesi di utilità cosi ritenute dal medico quale trattamento sintomatico di supporto al trattamento standard, in presenza comunque di esperienza clinica, studi clinici controllati, studi osservazionali, revisioni sistematiche e nella metanalisi della letteratura internazionale indicizzata”.
“Le ragioni di tale urgenza – continua Ciapolillo – le troviamo nel drama di tanti cittadini vittime di malattie gravissime che, oggi, alla pena delle loro sofferenza devono aggiungere il disagio indegno provocato da questo Governo al loro diritto alla cura. Il M5S con sempre e’ vicino ai cittadini normali e ad i loro bisogno e denuncia ipocrisia di un governo pronto a salvare con decreto i parenti dei propri componenti ed amici e al contempo, schiavo delle lobby del farmaco in danno delle persone comuni e delle loro sofferenze”.
Intanto anche i Radicali hanno annunciato battaglia: per bocca del segretario Rita Bernardini, segretario del partito e presidente onorario di LapianTiamo, associazione con cui ha portato avanti diverse disobbedienze civili coltivando cannabis da distribuire ai malati ed autodenunciandosi, hanno annunciato che impugneranno il decreto.
Redazione cannabisterapeutica.info
Decreto cannabis: interrogazione del M5S e impugnazione dei Radicali all’orizzonte
“Mentre il sottosegretario Della Vedova percorre l’Italia millantando una epocale riforma sulla liberalizzazione della cannabis”, scrive il senatore, “che in realtà RENZIE & co. non voteranno mai illudendo tanti colleghi anche dell’opposizione, il Ministro Lorezin emana questo decreto con cui va fortemente a limitare l’uso della cannabis per finalità terapeutica, cosi danneggiando le legittime aspettative di tanti malati che si sono trovati da un giorno all’altro in una situazione di assoluta incertezza”.
“E così”, continua il senatore, “gli impieghi di Cannabis ad uso medico sembrano ammessi solo dopo l’esito negativo delle terapie tradizionali. Il testo sul punto e’ volutamente ambiguo e di fatto rischia di bloccare il sistema. Gli impieghi dei Cannabinoidi ad uso medico, nella cultura medica internazionale, riguardano Parkinson, epilessia, trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali, trattamento della depressione, trattamento dell’insonnia. E’ quindi assurdo ritener tassativa l’elencazione contenuta nell’ allegato tecnico del decreto lorenzin, non ostando all’impiego ad uso medico della cannabis in ipotesi di utilità cosi ritenute dal medico quale trattamento sintomatico di supporto al trattamento standard, in presenza comunque di esperienza clinica, studi clinici controllati, studi osservazionali, revisioni sistematiche e nella metanalisi della letteratura internazionale indicizzata”.
“Le ragioni di tale urgenza – continua Ciapolillo – le troviamo nel drama di tanti cittadini vittime di malattie gravissime che, oggi, alla pena delle loro sofferenza devono aggiungere il disagio indegno provocato da questo Governo al loro diritto alla cura. Il M5S con sempre e’ vicino ai cittadini normali e ad i loro bisogno e denuncia ipocrisia di un governo pronto a salvare con decreto i parenti dei propri componenti ed amici e al contempo, schiavo delle lobby del farmaco in danno delle persone comuni e delle loro sofferenze”.
Intanto anche i Radicali hanno annunciato battaglia: per bocca del segretario Rita Bernardini, segretario del partito e presidente onorario di LapianTiamo, associazione con cui ha portato avanti diverse disobbedienze civili coltivando cannabis da distribuire ai malati ed autodenunciandosi, hanno annunciato che impugneranno il decreto.
Redazione cannabisterapeutica.info
Decreto cannabis: interrogazione del M5S e impugnazione dei Radicali all’orizzonte
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giovedì 24 dicembre 2015
The case for marijuana legalization just got stronger
By Christopher Ingraham December 16
America's high school students are using drugs and alcohol at or near the lowest levels on record, according to federal data released Wednesday. The 2015 Monitoring the Future Survey, conducted by the University of Michigan and the National Institute on Drug Abuse (NIDA) since 1975, found that past-year use of alcohol and illicit drugs other than marijuana continued their two-decade-long decline among America's 8th- , 10th- and 12th-graders.
“We are heartened to see that most illicit drug use is not increasing, non-medical use of prescription opioids is decreasing, and there is improvement in alcohol and cigarette use rates,” NIDA Director Nora D. Volkow said in a statement. In 2015, teen use of both alcohol and cigarettes reached their lowest levels since the study began 40 years ago. And use of especially dangerous drugs, like heroin, amphetamines and so-called synthetic marijuana, also declined this year.
The Monitoring the Future (MTF) survey poses questions about substance use to more than 40,000 8th- , 10th- and 12th-graders at public and private high schools in the United States. The sheer size of the survey, and the fact that it was conducted in the spring of this year, make it an invaluable tool for understanding trends in teen drug and alcohol use. The other major federal barometer of substance use, the National Survey on Drug Use and Health, hasa one- or two-year lag compared to MTF.
The immediacy of the data makes the survey particularly useful for understanding how the national conversation on marijuana legalization is affecting teen pot use, if at all. This, after all, is a primary concern of legalization opponents. Rep. Andy Harris (R.-Md.) summed up this mind-set during a speech at the Heritage Foundation last year when he said that "relaxing [marijuana] laws clearly leads to more teenage drug use. It should be intuitively obvious to everyone that if you legalize marijuana for adults, more children will use marijuana because the message that it's dangerous will be blunted."
But the data from MTF and other federal surveys contradict this claim. Though more adults are smoking pot, the MTF data suggests that teens aren't following suit. Teen marijuana use at the national level has fallen slightly since 2010, and their use of other illicit drugs has declined steadily.
America's high school students are using drugs and alcohol at or near the lowest levels on record, according to federal data released Wednesday. The 2015 Monitoring the Future Survey, conducted by the University of Michigan and the National Institute on Drug Abuse (NIDA) since 1975, found that past-year use of alcohol and illicit drugs other than marijuana continued their two-decade-long decline among America's 8th- , 10th- and 12th-graders.
“We are heartened to see that most illicit drug use is not increasing, non-medical use of prescription opioids is decreasing, and there is improvement in alcohol and cigarette use rates,” NIDA Director Nora D. Volkow said in a statement. In 2015, teen use of both alcohol and cigarettes reached their lowest levels since the study began 40 years ago. And use of especially dangerous drugs, like heroin, amphetamines and so-called synthetic marijuana, also declined this year.
The Monitoring the Future (MTF) survey poses questions about substance use to more than 40,000 8th- , 10th- and 12th-graders at public and private high schools in the United States. The sheer size of the survey, and the fact that it was conducted in the spring of this year, make it an invaluable tool for understanding trends in teen drug and alcohol use. The other major federal barometer of substance use, the National Survey on Drug Use and Health, hasa one- or two-year lag compared to MTF.
The immediacy of the data makes the survey particularly useful for understanding how the national conversation on marijuana legalization is affecting teen pot use, if at all. This, after all, is a primary concern of legalization opponents. Rep. Andy Harris (R.-Md.) summed up this mind-set during a speech at the Heritage Foundation last year when he said that "relaxing [marijuana] laws clearly leads to more teenage drug use. It should be intuitively obvious to everyone that if you legalize marijuana for adults, more children will use marijuana because the message that it's dangerous will be blunted."
But the data from MTF and other federal surveys contradict this claim. Though more adults are smoking pot, the MTF data suggests that teens aren't following suit. Teen marijuana use at the national level has fallen slightly since 2010, and their use of other illicit drugs has declined steadily.
There's a paradox in these numbers: The data show that the percentage of teenagers who see a great risk of harm in using pot is at record lows this year, according to the survey. With that sort of decline, you'd typically expect to see a concomitant rise in use, lead investigator Lloyd Johnston said in an interview. But that's not happening.
"It's a bit of a conundrum," Johnston said. He points to one fact that may partly explain the disparity: "Students' conception of how easy it is to get marijuana has actually been in decline the past few years." They're less worried about risks, but also less able to get weed when they want it. The net effect may be the flat use rates.
None of this is to imply that public health experts aren't worried about teen marijuana use, however. "A continued area of concern is the high rate of daily marijuana smoking seen especially among 12th graders, because of marijuana’s potential deleterious effects on the developing brains of teenagers,” NIDA's Volkow said in a statement. Six percent of high school seniors are smoking pot daily, according to the survey. Kids who use that frequently are putting themselves at the highest risk of the adverse effects of marijuana use.
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lunedì 21 dicembre 2015
sabato 19 dicembre 2015
Prediction: 2016 Will Be the Greenest Year in History Cannabis Entrepreneur Nicole Smith Talks About the Industry
Posted: 12/17/2015 4:00 pm EST Updated: 12/17/2015 4:00 pm EST
Tis the Season -- for reflection and prediction. Tune in any TV network and you'll see experts prognosticating on the global state of affairs while other segments reflect on the year that was. The cannabis industry is no different.
One of the industry's primary movers-and-shakers is Nicole Smith, founder and CEO of Mary's Medicinals, the Denver-based company that manufactures transdermal cannabis patches along with other unique cannabis nutraceutical products. In fact, Mary's Medicinals has won the Cannabis Business Award for "Most Innovative Product" for two years in a row and Smith was recently named a Denver Business Journal Outstanding Woman in Business for 2015.
This author recently asked Smith to reflect on the year that was and offer some predictions for the future.
Nicole, there is always talk about "Big Business" at the door of the cannabis industry. What's your take?
Nicole Smith: Everyone abhors the possibility of 'Monsanto Marijuana,' but major corporations and investment firms will inevitably find ways to get into the industry. For better or for worse, the industry is going to mature very quickly. The success of larger existing cannabis companies will power the next wave of research and development, distribution and marketing but there are investors clamoring to "get on board." With this wave of investment, we'll see both the entry of new players and the consolidation of the existing market as larger organizations continue to buy up smaller firms. It's a free country with a free market but, as with any product, an educated consumer is key. The cannabis consumer is very sophisticated, for the most part, and this will, I think, help avoid the "Monsanto Marijuana."
Does that include The Edibles Market, which has taken quite a hit in the press in 2015?
Nicole Smith: I think the edibles market will "grow up" in 2016. Overdosing on edibles has been too easy. A slew of new regulations and safety guidelines will definitely have an impact on this previously rapid-growth sector. In Denver, manufacturers are facing new proposed requirements that may include marking individual items with a THC symbol. Branding changes and required investment in new technology will drive out many smaller manufacturers as regulations continue to stack up.
Consumers should expect a reduction in gummy bears and other candies that are perceived as appealing to children. Meanwhile, artisanal chefs and brewers have begun to explore the potential of cannabis as an intriguing ingredient in high-end craft brews and gourmet meals. There will also be new oral preparations of cannabis available, like our new high-bioavailability capsules. These emerging areas are geared to the 'adult-oriented' cannabis market and will see significant growth in 2016.
What is your perception of the socio-economic impact in the legal cannabis states?
Nicole Smith: Without question the growing legal cannabis industry has begun to have a major impact on the bottom-line in communities where it has been allowed to prosper. There are estimates of nearly $3 billion in sales in 2015! Unemployment is down. Schools, drug treatment programs and other municipal services have been positively impacted -- and citizens are taking note. Multiple reports show that in Colorado, teen drug use and crime are both down. Beyond all of the jobs both in cannabis and ancillary industries, cannabis companies have contributed millions of dollars to educational, research, patient and community support programs. If you drive down Interstate 25 in Denver, don't be surprised when you see a sign proclaiming 'Litter Removal Sponsored by Metro Cannabis.'
As the cannabis industry becomes increasingly important to local economies, and influential in government, we will begin to see incremental banking and tax reform -- especially on the federal level. Smaller local banks will begin to find ways to participate in and benefit from the cannabis economy. And those of us in the industry will eventually be able to bank like everyone else (laughs).
There are three levels of cannabis control -- state, federal and international. What do you foresee in those areas?
Nicole Smith: There are nearly a dozen states (California, Arizona, Nevada, Michigan, Florida, Massachusetts, Maine, Hawaii, Missouri, Ohio, and Montana) that are in various stages of trying to get ballot initiatives for general legalization in 2016. It is too early to know which states will actually get something on the ballot, but we know several will. Vermont may be the first state to legalize recreational use through a legislative process.
At the federal level, the prospect of someone new entering the White House presents quite a bit of uncertainty. Some conservative presidential candidates have threatened to vigorously enforce federal marijuana laws, while Bernie Sanders promises to end the drug war completely. Without trying to predict the outcome of the election, let's just say there are many possibilities, but a reversal of state legalization is very unlikely.
Internationally things are also very exciting but complex. With a new Prime Minister (Justin Trudeau), Canada is poised to be the first G7 nation to legalize cannabis, and many other nations are exploring the possibility of following suit. Rumors continue to swirl about a report from the United Nations Office on Drugs and Crime that will call on governments around the world to decriminalize drug use and possession for personal consumption. Whether or not that will happen in 2016, legalization will continue to draw headlines throughout the year.
And do you think that general legalization will hurt the medical use of cannabis?
Nicole Smith: It certainly could. Growing pains are inevitable. In Washington, the highly regulated recreational market has all but shuttered the previously vast medical dispensary system. In Colorado, a duel system has emerged, but many feel that an evolution of the '2 Door' system is needed. To keep up, many products are sold both medically and recreationally so that they are available to users with or without a prescription. However, the retail side is more heavily taxed, and can cost 40-60% more. As more states legalize, there is going to be a difficult discussion about how we open up adult use while making sure we take care of the patients that need these products as medicine.
It is not a simple issue. Can we separate medical and recreational use? If so, where do we draw the line between medical and recreational use? Treating a child's epilepsy is, of course, purely medical. But we see many customers using our 'Medical' products for many conditions that wouldn't qualify as 'debilitating,' even something as simple as a hangover or menstrual cramps. But these are also not 'recreational' users trying to get stoned. Is an athlete entitled to use cannabis as sports medicine? What about someone trying to treat stress or anxiety? Do they deserve the same access to non-toxic/non-pharmaceutical relief as someone with a 'qualifying' condition? The only answer, in my opinion, is to provide unrestricted access to everything for everyone -- just like any over the counter drug. Hopefully we'll see a move in that direction in 2016.
mercoledì 16 dicembre 2015
ITALIA - Caso Cucchi. Cassazione: annullata assoluzione medici
Annullate con rinvio a una nuova sezione della corte di appello di Roma le assoluzioni dei cinque medici del reparto detenuti dell'ospedale Pertini accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di Stefano Cucchi. Confermate quelle dei tre agenti di polizia penitenziaria, dei tre infermieri del Pertini e della dottoressa Rosita Caponetti (già prosciolta per falso ideologico). La quinta sezione penale della Cassazione accoglie tutte le richieste del procuratore generale Nello Rossi e ordina il processo bis per Aldo Fierro (primario del reparto detenuti all'epoca del decesso del giovane geometra romano arrestato per droga il 15 ottobre 2009), Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo. Assoluzioni per tutti gli altri imputati, ovvero i tre agenti della penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici, la dottoressa Caponetti e gli infermieri del reparto detenuti del "Pertini" Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe. Il pg, nella sua requisitoria della mattina, aveva sottolineato come Cucchi, una settimana dopo l'arresto, sia morto "in un ospedale pubblico" in cui "è stata violata la sua dignità". I referti dell'ingresso di Cucchi nel reparto detenuti devono essere considerati "come un capitolo clamoroso della sciatteria e trascuratezza della assistenza riservata a Cucchi al 'Pertini'", aveva affermato Rossi in un altro passaggio. "Se si confermasse l'assoluzione" dei medici imputati di omicidio colposo in relazione alla morte del detenuto, aveva aggiunto, "sarebbe una pietra tombale sulla morte di Stefano". Al verdetto, giunto alle 22 e 15 circa dopo una camera di consiglio di quasi cinque ore, non hanno assistito né i genitori né la sorella di Stefano, Ilaria, che hanno lasciato la Cassazione poco dopo la requisitoria del pg e la rinuncia al ricorso contro l'assoluzione dei tre agenti di polizia penitenziaria annunciata dell'avvocato della famiglia Cucchi Fabio Anselmo. "I medici sono responsabili della morte di mio fratello, se l'avessero curato non ci sarebbe motivo di parlare di lui e della sua vicenda", ha commentato la stessa Ilaria dopo la sentenza della quinta sezione penale. Per lei, come per i genitori, le attese e le speranze di veder fatta piena luce sul decesso di Stefano sono riposte soprattutto nell'inchiesta bis della procura di Roma, che ha iscritto nel registro degli indagati 5 carabinieri. In tre sono accusati di aver picchiato il trentenne romano dopo l'arresto per droga, in due di aver coperto il pestaggio che sarebbe avvenuto in caserma e dunque prima del trasporto a piazzale Clodio del giovane. "La verità va cercata altrove", ha scandito il pg a Rossi nella requisitoria di ieri mattina, sottolineando come anche la sentenza di appello che aveva confermato l'assoluzione degli agenti di polizia penitenziaria abbia evidenziato le ragioni in favore di "un'altra plausibile ipotesi, quella di violenze anteriori alla consegna del Cucchi agli agenti di piazzale Clodio". "Dal processo non è emersa la certezza che Stefano Cucchi sia giunto illeso alle celle" del tribunale di Roma ha detto ancora Rossi. "Oggi sento per la prima volta parlare di violentissimo pestaggio e mi viene da chiedere cosa c'entri questo con la caduta rovinosa indicata nella perizia. Qualcuno ci dovrebbe chiedere scusa", ha commentato in proposito Ilaria Cucchi prima di lasciare il palazzo della Cassazione ieri. "Quello che spero", ha aggiunto, "è che adesso si faccia chiarezza sugli aspetti medico-legali e su quanto le consulenze dei medici-legali e dei periti della procura abbiano segnato 6 anni di processo".
ITALIA - Caso Cucchi. Cassazione: annullata assoluzione medici
ITALIA - Caso Cucchi. Cassazione: annullata assoluzione medici
martedì 15 dicembre 2015
Supporto dei cittadini per l'intergruppo? Si, grazie! - Lettera a Vittorio Ferraresi per l'interguppo
Caro Vittorio,
Sto continuando a seguire il lavoro che stai portando avanti; sono con te.
A questo proposito, scrivo per sottoporti una iniziativa partita ad Agosto, dal mio blog, anche in supporto al lavoro dell'intergruppo.
Saprai che è stato approvato il decreto Lorenzin che regolamenta la "cannabis di stato"; un provvedimento che non ha soddisfatto, per primi, i malati, come si può leggere dai numerosi siti che si occupano di cannabis terapeutica ( per es. cannabisterapeutica.info, farmagalenica.it).
Il Governo non si è ancora espresso e ai dibattiti in commissioni, sembrerebbe che, a parte la Meloni, nessuno si sia esposto e anzi non abbiano intenzione di esporsi, per il momento.
Intanto il Governo ha, però, nei fatti, dato un segnale, con l' approvazione di un decreto insoddisfacente sulla cannabis terapeutica; in più, per le persone che più ne hanno bisogno: i malati!
Ad agosto, dal mio blog, ho lanciato un appello; inviare richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis al ministero della salute.
Molti conoscono solo l'aspetto repressivo della legge sugli stupefacenti. Pochi sanno che il dpr 309/90 prevede la possibilità di coltivazione per chiunque. Anche il Messico ha recentemente intrapreso questa strada.Anche associazioni riconosciute a livello nazionale sono consapevoli della necessità di dialogo tra cittadini ed istituzioni.
A supporto dell'intergruppo, ora, serve il contributo dei cittadini. Per questo credo che, una iniziativa di filo diretto tra i cittadini e le istituzioni, sarebbe opportuna per alimentare il dibattito istituzionale e fare sentire la pressione dell'opinione pubblica sui parlamentari e senatori che ancora non si sono espressi a prendere posizione.
L'iniziativa è semplice; scrivere al ministero della Salute per l'autorizzazione.
Il decreto approvato dal ministero, potrebbe infatti, essere in contrasto con la legge sugli stupefacenti. D'altra parte, che la destra approvi decreti legge sulla droga che non sono in linea con la normativa italiana, non sarebbe la prima volta (specie dopo la fini giovanardi).
Se questa iniziativa venisse lanciata dall'intergruppo, anzichè da uno specialista molto informato, l'adesione sarebbe sicuramente significativa e si potrebbero fissare interrogazioni parlamentari a scadenze stabilite, per seguire il numero delle richieste pervenute. Un paragone con i mercati finanziari? L'andamento delle "richieste di autorizzazione".
Avere una conta delle persone interessate ha molti significati. Oltre a portare alla luce il coinvolgimento dei cittadini e la pressione sui politici, porterebbe in evidenza il numero di cittadini che altrimenti potrebbero essere criminalizzati; con la copertura politica e mediatica del fenomeno, si potrebbe facilmente fare emergere la dimensione del problema .Dal punto di vista della "sicurezza" si darebbe un segnale a TUTTI i cittadini, il fenomeno è sotto controllo. In seconda battuta si sosterrebbero i cittadini che intendo aderire, convincendo anche quelli più titubanti da "paranoia da poibizionismo"(essere "visitati" dalle forze dell'ordine). La richiesta è infatti prevista dalla legge.

In un periodo di crisi si vuole continuare a perseguire una politica che il sistema italia non è in grado di sostenere e contenere? Si vuole spendere denaro e risorse a perseguire un vizio, piuttosto che concentrare gli sforzi delle forze dell'ordine contro minacce più incombenti come il terrorismo? Se l'isis brucia le piante di cannabis per propaganda, vogliamo dare seguito a novelli inquisitori italici che ragionano come terroristi?
Ecco perchè è arrivato il momento che cittadini e politici si supportino. Tutta acqua che, nel mulino dell'intergruppo, si trasformerebbe in consenso e attrazione nei confronti degli indecisi; è ora che gli "indecisi" prendano una scelta. Chi è interessato alla libertà e alla sicurezza ne ha solo una: supportare la legalizzazione.
Un caro saluto
Sto continuando a seguire il lavoro che stai portando avanti; sono con te.
A questo proposito, scrivo per sottoporti una iniziativa partita ad Agosto, dal mio blog, anche in supporto al lavoro dell'intergruppo.
Saprai che è stato approvato il decreto Lorenzin che regolamenta la "cannabis di stato"; un provvedimento che non ha soddisfatto, per primi, i malati, come si può leggere dai numerosi siti che si occupano di cannabis terapeutica ( per es. cannabisterapeutica.info, farmagalenica.it).
Il Governo non si è ancora espresso e ai dibattiti in commissioni, sembrerebbe che, a parte la Meloni, nessuno si sia esposto e anzi non abbiano intenzione di esporsi, per il momento.
Intanto il Governo ha, però, nei fatti, dato un segnale, con l' approvazione di un decreto insoddisfacente sulla cannabis terapeutica; in più, per le persone che più ne hanno bisogno: i malati!
Ad agosto, dal mio blog, ho lanciato un appello; inviare richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis al ministero della salute.
Molti conoscono solo l'aspetto repressivo della legge sugli stupefacenti. Pochi sanno che il dpr 309/90 prevede la possibilità di coltivazione per chiunque. Anche il Messico ha recentemente intrapreso questa strada.Anche associazioni riconosciute a livello nazionale sono consapevoli della necessità di dialogo tra cittadini ed istituzioni.
L'iniziativa è semplice; scrivere al ministero della Salute per l'autorizzazione.
Il decreto approvato dal ministero, potrebbe infatti, essere in contrasto con la legge sugli stupefacenti. D'altra parte, che la destra approvi decreti legge sulla droga che non sono in linea con la normativa italiana, non sarebbe la prima volta (specie dopo la fini giovanardi).
Se questa iniziativa venisse lanciata dall'intergruppo, anzichè da uno specialista molto informato, l'adesione sarebbe sicuramente significativa e si potrebbero fissare interrogazioni parlamentari a scadenze stabilite, per seguire il numero delle richieste pervenute. Un paragone con i mercati finanziari? L'andamento delle "richieste di autorizzazione".
Avere una conta delle persone interessate ha molti significati. Oltre a portare alla luce il coinvolgimento dei cittadini e la pressione sui politici, porterebbe in evidenza il numero di cittadini che altrimenti potrebbero essere criminalizzati; con la copertura politica e mediatica del fenomeno, si potrebbe facilmente fare emergere la dimensione del problema .Dal punto di vista della "sicurezza" si darebbe un segnale a TUTTI i cittadini, il fenomeno è sotto controllo. In seconda battuta si sosterrebbero i cittadini che intendo aderire, convincendo anche quelli più titubanti da "paranoia da poibizionismo"(essere "visitati" dalle forze dell'ordine). La richiesta è infatti prevista dalla legge.
Se per caso arrivassero 60.000 richieste, basterebbe questo dato a fare comprendere che la repressione ha fallito? Quanto è la capienza carceraria italiana? Ha già avuto successo la criminalizzazione?
La capienza regolamentare delle carceri italiane,è fissata a 47.709 posti e l' approccio repressivo degli ultimi 30 anni ha portato all'aumento della diffusione delle droghe, la crescita di forze economiche illegali, la criminalizzazione di massa.
La capienza regolamentare delle carceri italiane,è fissata a 47.709 posti e l' approccio repressivo degli ultimi 30 anni ha portato all'aumento della diffusione delle droghe, la crescita di forze economiche illegali, la criminalizzazione di massa.
In un periodo di crisi si vuole continuare a perseguire una politica che il sistema italia non è in grado di sostenere e contenere? Si vuole spendere denaro e risorse a perseguire un vizio, piuttosto che concentrare gli sforzi delle forze dell'ordine contro minacce più incombenti come il terrorismo? Se l'isis brucia le piante di cannabis per propaganda, vogliamo dare seguito a novelli inquisitori italici che ragionano come terroristi?
Ecco perchè è arrivato il momento che cittadini e politici si supportino. Tutta acqua che, nel mulino dell'intergruppo, si trasformerebbe in consenso e attrazione nei confronti degli indecisi; è ora che gli "indecisi" prendano una scelta. Chi è interessato alla libertà e alla sicurezza ne ha solo una: supportare la legalizzazione.
Un caro saluto
domenica 13 dicembre 2015
Cannabis terapeutica: un decreto tra divieti e proteste
Infine, problema non da poco, i Radicali hanno denunciato come il decreto comporti la nascita di un monopolio per la produzione di cannabis, in contrasto con la Costituzione.
Insomma, si pensava che con l’avvio della produzione sperimentale di cannabis a Firenze, il decreto potesse essere l’occasione per fare in modo che il nostro Paese diventasse leader nella ricerca e nella somministrazione di farmaci a base di cannabis, dando l’esempio a tutta l’Europa. Purtroppo non solo non è stato così, ma a leggere il decreto sembra che la volontà sia quella di azzerare i risultati ottenuti duramente da pazienti e medici che si confrontato ogni giorno con la burocrazia e la superficialità italiane. Insomma, come spesso accade in Italia, fatta una legge (in questo caso un decreto), bisogna ragionare su come cambiarla.
Il Manifesto ricorda invece come i decreti siano uno strumento normativo più fragile di una legge spiegando che: “Le possibili azioni mirate a una modifica del decreto Cannabis sono molteplici: per esempio, quelle basate sulla prescrizione ‘off label’, cioè al di fuori delle indicazioni ufficialmente approvate, prassi assai frequente da parte di medici e servizi di buona volontà, di per sé legittima salvo l’accresciuta responsabilità del medico in caso di effetti avversi” tenendo presente che “l’uso medico dovesse dar luogo a sanzioni, allora l’apertura di un fronte giudiziario – magari sino alla Consulta – potrebbe portare a quelle modifiche che paiono irrinunciabili”.
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