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giovedì 2 febbraio 2017

DROGHE. IL GOVERNO BATTA UN COLPO!

APPELLO DI ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI PER UNA NUOVA POLITICA SULLE DROGHE

➡ FIRMA QUI L’APPELLO ⬅


È stato presentato oggi in conferenza stampa alla Camera l’appello in materia di politiche sulle droghe promosso da A Buon Diritto, Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Comunità di San Benedetto al Porto (Genova), Forum Droghe, FP CGIL, ITARDD (Rete italiana per la Riduzione del Danno), La Società della Ragione, LegacoopSociali, LILA, Possibile, Radicali Italiani.
I promotori chiedono al governo di assumere finalmente un ruolo nel governo delle politiche sulle droghe nel nostro paese. Da anni non viene assegnata la delega in materia di dipendenze, mentre viene disatteso almeno dal 2009 l’obbligo di convocazione della conferenza nazionale prevista dalla legge. Nel testo si chiede anche, all’interno dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), di avviare un ripensamento dei servizi per le dipendenze coinvolgendo l’utenza e la società civile e puntando a promuovere la riduzione del danno come uno dei pilastri per gli interventi socio-sanitari in tema di droghe.
Sul versante della cannabis terapeutica si chiede invece di adeguare la produzione dello Stabilimento farmaceutico di Firenze alle reali esigenze dei malati del nostro paese e di dare impulso alla prescrivibilità della cannabis utile, secondo la più recente letteratura scientifica, per la cura di un numero di patologie sempre più ampio.
Per quel che riguarda il dibattito sulla cannabis le associazioni invitano il governo a facilitare il percorso di discussione parlamentare delle numerose proposte di legge sulla cannabis, a partire da quella dell’intergruppo per la cannabis legale e da quella di iniziativa popolare depositata a novembre scorso, e di discutere una revisione generale del Testo Unico sugli stupefacenti che ormai risale a 27 anni fa.
Infine i promotori chiedono a Governo e Parlamento di dare piena attuazione agli impegni assunti ad aprile scorso all’Assemblea generale dell’ONU sulle droghe (UNGASS), anche in vista della prossima sessione prevista per il 2019.
Il testo dell’appello è disponibile per l’adesione on line su www.fuoriluogo.itwww.legalizziamo.it www.radicali.it.

sabato 7 maggio 2016

Aperto il primo Cannabis Social Club d'Italia a Parma. Boom di richieste di residenza

Parma, 01/10/2016
A Parma, il sindaco Pizzarotti, in collaborazione con la Prefettura, il Dipartimento per le Politiche Antidroga, il ministero della Sanità, della Difesa, e dello Sviluppo Economico, dopo avere approvato un accordo che prevede la destinazione dell'area militare in via Zarotto (alla coltivazione di cannabis medica), viene, in oltre, concesso il primo permesso ministeriale per la coltivazione e vendita di cannabis "a norma di legge" ad una associazione. "E' il più importante passo verso le nuove riforme" ha affermato il Primo ministro Matteo Renzi.
L' accesso al club della cannabis, è consentito solo ai residenti nella provincia di Parma e maggiorenni. Negli ultimi 3 mesi, dal lancio della notizia di avvio di un progetto di collaborazione stato, comune e privati, è esplosa la richiesta di residenze nella provincia.
Tutto è partito con la firma di un progetto di legge popolare, alla fine di Aprile, da parte del primo cittadino parmigiano. Ne è nata una polemica futile, che ha portato il primo cittadino ad abbracciare politiche risolutorie.
Regolamentare la vendita di cannabis, "a norma di legge". La produzione del 70% della cannabis avviene da parte dello stato e il restante 30 % a carico dei soci del club muniti di autorizzazione che gestiranno il club. Una scelta che ricalca le scelte riguardanti la produzione di cannabis, adottata in Colorado (i dispensari producono il 70% del prodotto venduto) e la capacità associativa riconosciuta dalla costituzione di una associazione (sull'esempio dei cannabis social club spagnoli).
Da oltre 30 anni, a livello internazionale, si è assistito ad una frammentazione delle politiche sugli stupefacenti a livello internazionale.
L' Olanda, negli anni'70 del SECOLO scorso ha adottato la tolleranza, pur mantenendo la cannabis illegale(!). Nel '96, la California, è stato il primo stato USA a legalizzarla per scopi terapeutici. Nel 2014 è diventata legale per scopi ricreativi ai maggiori di 21 anni in ben due stati.
Parma si è dimostrata una città coraggiosa ... ? Oppure ha solo preso la scelta più sensata per prima in Italia?
L' ultima assemblea speciale dell'ONU ha dimostrato l'incapacità di un confronto internazionale. Il motivo? Nazioni come la Cina, l'Indonesia, l'Iran, hanno ancora la pena di morte per il reato di traffico sugli stupefacenti.
L' umanità vuole andare in una direzione di sviluppo economico e sociale o degenerare verso la barbarie?
Il documento ratificativo di politiche internazionali fuori dal tempo (gli accordi risalgono ai primi anni 60), è stato approvato prima dei lavori assembleari a New York, il 19 aprile.
Questi accordi , però, non sono possono più essere considerati vincolanti, al punto che, proprio negli Stati Uniti, da dove è partita la crociata per la cannabis, è legale in metà degli stati per scopi medici. In oltre, l'organismo internazionale sul controllo dei narcotici, de facto, non ha alcun potere per condizionare le politiche degli Stati membri dell'ONU. Per intenderci; se l'Unione Europea fa le multe agli stati membri; se non rispettano i trattati, partono le multe. L'incb non ha nessun potere di indirizzo.
Da qui la consapevolezza è nata per dire: "Basta! Legalizziamola!"
Così oggi, 1 ottobre 2016, apre il primo cannabis social club d'Italia, a Parma. Dopo essere stata la prima città ad avere un quotidiano stampato, oggi Parma è la prima città che ha legalizzato la cannabis e la popolazione ne è orgogliosa. L' evento ha previsto la distribuzione gratuita di 1 grammo di cannabis a tutti i soci iscritti.
La politica oggi ha necessità di scelte coraggiose e le scelte di collaborazione, tra istituzioni e cittadini, ha avuto un ampio apprezzamento tra la popolazione. lo hanno dimostrato gli oltre 3 mila associati radunatisi per l'inaugurazione del club.

sabato 19 marzo 2016

Cannabis: Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni depositano legge popolare per legalizzazione, produzione, consumo e commercio


L'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani - con la collaborazione e il sostegno della Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, e le associazioni Antigone, La PianTiamo, Canapa Info Point, ASCIA, comunità di OverGrow, la coalizione "Legalizziamo la Canapa" e decine di grow shop italiani - questa mattina hanno depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.
L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale promosso dal senatore Benedetto della Vedova esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.
La regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l'altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in "cannabis social club", pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, l'allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell'uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

A questo link è disponibile una scheda sintetica con i punti principali della legge: http://associazionelucacoscioni.it/comunicato/la-nostra-proposta-di-legge-la-legalizzazione-della-cannabis-12-punti
Il testo integrale, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, può essere consultato qui: http://www.legalizziamo.it/lip-al-parlamento-italiano/

Radicali Italiani e l’Associazione Luca Coscioni hanno inoltre lanciato una petizione al Parlamento europeo che chiede una chiara denuncia dei fallimenti del proibizionismo e la promozione di politiche che pongano fine alle violazioni dei diritti umani e ai danni provocati alla salute e all'ambiente dalla “guerra alla droga”. In poche ore la petizione ha già raccolto oltre 2 mila firme. (Qui il testo: http://www.legalizziamo.it/petizione-europarlamento/)

"Il fallimento della guerra alla droga è sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo quindi rilanciare la lotta antiproibizionista, allargando il fronte all'Europa e a tutte le droghe. Ecco perché, insieme a questa legge popolare, abbiamo lanciato una petizione rivolta al Parlamento europeo per chiedere politiche comuni sulle droghe, non solo per la legalizzazione della cannabis ma anche per la decriminalizzazione dell'uso e del possesso per consumo personale di tutte le altre droghe. Se infatti il mercato europeo delle droghe europeo è già unico e ben organizzato, è tempo che le istituzioni europee facciano fronte comune. Gli interventi che proponiamo sono consentiti dalle convenzioni internazionali e sono più efficaci delle misure adottate finora. Abbiamo così inaugurato una primavera radicale antiproibizionista con l’obiettivo di rilanciare la campagna attraverso la mobilitazione dei cittadini", ha dichiarato il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi, a margine del deposito della proposta di legge.
"Con questa proposta di legge continuiamo una battaglia storica per l'Associazione Luca Coscioni. Insieme alla legalizzazione della cannabis, infatti, prevediamo anche che il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo. Ciò è possibile sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell'autocoltivazione per le persone malate", ha spiegato Filomena Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni, all'uscita della Corte di Cassazione.  

La campagna #Legalizziamo! è presente su Twitter con @parliamdidroghe e su Instagram con @legalizziamo. È legata alle pagine Facebook È' ora di legalizzare le droghe e Cannabis terapeutica oltre che alle pagine ufficiali dei social dell'Associazione Luca Coscioni e di Radicali italiani.

- See more at: http://www.radicali.it/comunicati/20160318/cannabis-radicali-associazione-luca-coscioni-depositano-legge-popolare-legalizza#sthash.o0qrXOdl.dpuf


Cannabis: Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni depositano legge popolare per legalizzazione, produzione, consumo e commercio

venerdì 4 marzo 2016

ITALIA - Proibizionismo droghe e' fallito. Radicali: lo conferma la Dna

"La Direzione nazionale antimafia conferma che proibizionismo ha fallito, strada e' legalizzazione e depenalizzazione", lo sostengono i Radicali, alla luce della relazione annuale della Dna. "Sta diventando un classico: ogni anno la relazione della Direzione nazionale antimafia in Italia così come, a livello europeo, quella dell`Europol non fanno che passare in rassegna i fallimenti delle politiche proibizioniste e gli altissimi costi sul piano sanitario, economico e della giustizia, evidenziando quindi la necessità di un cambio di passo nelle politiche sulle droghe", ha dichiarato Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani. Quindi "alle luce del quadro tracciato anche oggi dal procuratore Roberti, come Radicali crediamo che siano due gli interventi non più rinviabili, sia a livello nazionale che europeo: la legalizzazione della cannabis, lo stupefacente con la più ampia diffusione e i minori rischi, e la depenalizzazione dell`uso e del possesso per consumo personale di tutte le altre droghe". Due richieste che sono anche oggetto di una petizione rivolta al Parlamento europeo che i Radicali lanceranno a giorni.
"Il mercato delle droghe europeo è già unico e ben organizzato, per questo siamo convinti che sia tempo per l`Europa di affermare politiche comuni sulla prevenzione e il trattamento delle droghe", ha aggiunto il segretario dei Radicali, ricordando che "la decriminalizzare è possibile, non è in contrasto con le convenzioni internazionali in materia e, soprattutto, dà risultati più efficaci e sicuri di quelli della guerra alla droga". E "la petizione europea sarà solo la prima iniziativa della primavera antiproibizionista radicale: a breve infatti partiremo con i tavoli per la raccolta firme su una proposta di iniziativa popolare sulla legalizzazione della cannabis, con delle disobbedienze civili diffuse e con in grande progetto europeo sul confronto di best practices in sei diversi paesi europei: Portogallo, Romania, Repubblica Ceca, Ungheria, Albania e Italia".

ITALIA - Proibizionismo droghe e' fallito. Radicali: lo conferma la Dna

mercoledì 13 gennaio 2016

Della Vedova: «Ncd sappia che la depenalizzazione entrerà in Italia dalla porta principale»

Eleonora Martini
EDIZIONE DEL12.01.2016
PUBBLICATO11.1.2016, 23:59


Intervista. Parla il Radicale Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Affari esteri: «Il decreto legislativo riguarda solo le strutture autorizzate alla colvitazione della marijuana. E il no del centrodestra alla delega è solo un divieto pavloviano»


Sottosegretario Benedetto Della Vedova, con un Radicale come lei che guida l’intergruppo parlamentare per la cannabis legale, facciamo subito chiarezza: a chi si applica la depenalizzazione dei reati connessi alla coltivazione della marijuana contemplata nella delega parlamentare affidata nel 2014 al governo perché la trasformasse in legge entro il 17 gennaio 2016?

Si applica solo ai soggetti autorizzati alla coltivazione a scopo scientifico o per la produzione di farmaci. Pensiamo per esempio alle strutture dell’esercito dove è stato avviato il programma sperimentale per la produzione statale di cannabis terapeutica. Per affrontare il problema più generale del desolante panorama penitenziario, il parlamento intervenne trasformando l’eventuale violazione di alcune regole a cui l’autorizzazione è subordinata da reato penale in illecito amministrativo, con multe comunque fino a 30 mila euro. Non si tratta di una depenalizzazione complessiva.

Allora Gasparri, Forza Italia, Ncd, e tutta la destra che si oppone a questa depenalizzazione non hanno capito nulla?

È un riflesso pavloviano: di fronte alla sola parola depenalizzazione vedono rosso e partono con i proclami e i divieti. Ma in questo caso stanno sparando con la spingarda a un povero passerotto perché si tratta solo di una razionalizzazione del sistema penale che riguarda pochissimi soggetti autorizzati. Da un punto di vista politico rimane il problema che come si evocano diritti civili, parte fuoco di fila. Non so perché lo fanno: è un connotato, come direbbe Marco Pannella, da coalizione Fanfani-Almirante degli anni ’70.


È il centrodestra, l’area a cui lei è sempre stato più vicino…

Sì, ma il centrodestra che ha dimenticato in fretta la rivoluzione liberale e il garantismo, se non è applicato a Berlusconi (che pure io non disapprovo), quello di Bracardi: più galera per tutti. Perciò molti di noi se ne sono andati in tempi non sospetti. Ed è uno dei motivi per cui il governo fa fatica ad andare avanti nelle riforme strutturali del carcere e della giustizia.


Se il Cdm di venerdì prossimo non approvasse la norma, si troverebbero in difficoltà anche strutture come lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze dove è avviata la produzione di Stato della cannabis terapeutica?

Che ci sia o meno, questo intervento non interferisce con le autorizzazioni già rilasciate o da dare. Si tratta solo di non gravare ulteriormente sul sistema penale impegnando magistrati, forze dell’ordine, giudici e avvocati.

Come per il reato di clandestinità, il governo si muove in base alla percezione comune e non su dati di realtà…

Chiunque fa politica e si misura con il consenso sa che l’emotività è uno degli elementi con cui bisogna fare i conti. Ma se l’obiettivo è trovare soluzioni allora bisogna avere il coraggio di affrontare le critiche e di fare le scelte che si ritengono giuste, nella convinzione che saranno i risultati a placare le preoccupazioni dell’opinione pubblica.

Il ministro Orlando dice che nel governo «è ancora in corso una valutazione sul testo». Secondo lei, alla fine, prevarrà la spinta liberale o quella bigotta?

Non so, perché spetta al Cdm decidere. Però voglio dire ai colleghi dell’Ncd che noi dell’intergruppo la legalizzazione la vogliamo portare in Italia attraverso la porta principale, cioè con il voto in parlamento. E con un grande dibattito pubblico, a cui stiamo lavorando, nel quale, svincolati da una logica di maggioranza e opposizione come è giusto che sia nell’ambito dei diritti, si confronteranno le ragioni dei proibizionisti e di chi, come noi, crede nella legalizzazione come strumento di sicurezza, di legalità fiscale e di lotta alle mafie. L’iter della legge è già iniziato alla Camera dove le commissioni Giustizia e Affari sociali stanno lavorando e continueranno a farlo, anche questa settimana.

Ma come è possibile che in un Paese in cui le forze dell’ordine dettano legge sul reato di tortura o sui codici identificativi, nessuno dia retta alla relazione dell’Antimafia che parla di «fallimento dell’azione repressiva» sullo spaccio e auspica una «depenalizzazione della materia»?

Io la vedo esattamente al contrario: 220 deputati e 70 senatori hanno firmato il pdl per la legalizzazione della cannabis e la liberalizzazione della coltivazione ad uso personale. Dobbiamo essere consapevoli che si sta andando con forza in quella direzione. Non dobbiamo farci condizionare dalle polemiche strumentali contro il governo: è evidente che la battaglia parlamentare si può vincere. E in termini di legalità, salute e bilancio pubblico sarebbe un passaggio rilevantissimo che per una volta l’Italia potrebbe fare prima degli altri. Perché che si arrivi alla legalizzazione della cannabis è certo, il problema è quando.

Della Vedova: «Ncd sappia che la depenalizzazione entrerà in Italia dalla porta principale»

mercoledì 9 dicembre 2015

ITALIA - Cannabis terapeutica. Decreto ministro Salute in vigore ma sconosciuto al ministero stesso. Denuncia dei Radicali


Sulla Gazzetta Ufficiale del 30 novembre scorso è stato pubblicato il Decreto 9 novembre 2015 del Ministero della Salute (Funzioni di Organismo statale per la cannabis previsto dagli articoli 23 e 28 della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, come modificata nel 1972).

Alle ore 16:00 di mercoledì 9 dicembre, il sito del Ministero della Salute non riporta né il testo del decreto né alcuna notizia sui suoi contenuti.
Giulio Manfredi (Radicali Italiani) e Igor Boni (coordinatore Associazione radicale Adelaide Aglietta):
Il “Decreto Lorenzin” regolamenta per la prima volta la coltivazione, produzione e distribuzione su tutto il territorio nazionale dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis. E’, quindi, sorprendente che sul sito del Ministero della Salute non compaia traccia del provvedimento.
Forse il ministro Lorenzin vuole che si parli il meno possibile di un decreto che esclude dall’utilizzo dei farmaci cannabinoidi diverse patologie (per es. l'epilessia resistente alle altre terapie, il Parkinson, l'Alzheimer), e prevede altresì, per le indicazioni ammesse, l'autorizzazione all'uso solo dopo il fallimento di altre terapie. Non sono ammessi estratti come olii e resine e le condizioni per le preparazioni galeniche sono talmente proibitive da porle "fuori mercato". Dulcis in fundo, il decreto introduce il cosiddetto “monopolio fiorentino” per cui l’unico sito abilitato alla coltivazione e produzione della “sostanza attiva” è lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se così fosse ci troveremmo (il condizione è d’obbligo perché il decreto è scritto in puro burocratese di scuola democristiana) di fronte ad una palese violazione del Testo Unico sugli stupefacenti, in particolare dell’art. 17 del DPR 309/90, secondo cui “chiunque voglia coltivare, produrre e commerciare cannabis lo può fare previa autorizzazione del ministero della Sanità; il ministro nel concedere l'autorizzazione, determina, caso per caso, le condizioni e le garanzie alle quali essa è subordinata, sentito il Comando generale della Guardia di finanza nonché quando trattasi di coltivazione, il ministero dell'Agricoltura e delle Foreste”.
La legge parla di “chiunque”, cittadino italiano o meno, fiorentino o meno.
E’ possibile che la Conferenza Stato Regioni, che ha dato il via libera al decreto, non abbia formulato alcuna obiezione sul suo contenuto?
E’ possibile che qualche parlamentare, approfittando anche dello stop ai lavori parlamentari fino a lunedì 14, ponga qualche quesito al governo e al ministro Lorenzin su un decreto tanto clandestino quanto pessimo?

Link al “Decreto Lorenzin”

ITALIA - Cannabis terapeutica. Decreto ministro Salute in vigore ma sconosciuto al ministero stesso. Denuncia dei Radicali

sabato 12 aprile 2014

ITALIA - Droghe e DPA. Radicali a primo ministro: sostituire Serpelloni e convocare conferenza nazionale

Durante il Consiglio dei Ministri del 8 aprile, il premier Matteo Renzi non ha conferito le deleghe per le funzioni relative alle Politiche Antidroga, riservandole dunque a se stesso.
Cosi' un comunicato di Rita Bernardini (segretaria di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione RI), che continua:
Ci rivolgiamo, pertanto, direttamente a lui per richiedere due provvedimenti: la rimozione del Prof. Giovanni Serpelloni dalla carica di capo del Dipartimento Antidroga, per segnare una reale soluzione di continuità, dopo l’ “era Giovanardi” (supportata in tutto e per tutto da Serpelloni), sconfessata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale; l’indizione entro il 2014 della “Sesta Conferenza nazionale sulle politiche antidroga”, che abbia come base di discussione la revisione delle politiche proibizioniste sulle droghe, visto il loro totale fallimento. Ricordiamo a Renzi, ma anche a Serpelloni, che tale Conferenza nazionale dovrebbe essere convocata per legge (art. 1, comma 15, DPR 309/90) ogni tre anni; l’ultima Conferenza si tenne a Trieste nel marzo 2009.
Aggiungiamoi infine, che l' EMCDDA (Osservatorio Europeo Droghe e Tossicodipendenze), Agenzia del Consiglio d'Europa con sede a Lisbona, giudica in modo del tutto inattendibile i dati raccolti e trasmessi dal Dipartimento Antidroga Italiano, tanto che suggerisce di interpretarli con cautela. E' ora, dunque che, anche da questo punto di vista, l'Italia inizi a fare indagini sul fenomeno che abbiano attendibilità scientifica, come più volte sollecitato dalla Prof.ssa Carla Rossi, ordinario di statistica medica all'Università di Roma Tor Vergata.

giovedì 30 maggio 2013

Marijuana, i Radicali depositano il referendum sulla depenalizzazione


 Su iniziativa del movimento Radicali italiani saranno depositati in Corte di Cassazione sei quesiti referendari ed alcune proposte di legge di iniziativa popolare. I referendum hanno ad oggetto il finanziamento pubblico dei partiti, il sistema dell’otto per mille, le leggi sull’immigrazione e sugli stupefacenti, ildivorzio breve. La delegazione di firmatari, guidata da Mario Staderini e Michele De Lucia, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicali italiani ha poi tenuto una breve conferenza stampa. “Si tratta di riforme che – spiega Staderini – la politica non farà mai! Chiamiamo alle armi democratiche chi vuole riformare lo Stato, eliminando leggi che bloccano la giustizia e criminalizzano fenomeni sociali quali l’immigrazione e il consumo di stupefacenti e che fanno impiegare tre anni per chiedere un divorzio”.Obiettivo cinquecentomila firme. I Radicali hanno anche attivato il sito Internetwww.lisostengo.it sul quale è possibile preannunciare la propria adesione all’iniziativa e scegliere i referendum per i quali si è disposti ad impegnarsi di Manolo Lanaro

il Fatto 10/04/2013

sabato 2 febbraio 2013

ITALIA - Cannabis social club. Nato il primo italiano a Racale-Lecce

E' stato ufficialmente costituito, lo scorso 29 gennaio, il primo cannabis social club italiano.
Qui l'intera registrazione dell'evento a cura di Radio Radicale
Gli organizzatori dell'iniziativa hanno diffuso oggi un comunicato di precisazione sulle loro posizioni in materia di droghe:

Il consiglio direttivo lapianTiamo reputa necessario ribadire la propria posizione sul tema legalizzazione dopo le affermazioni di alcuni sulla nostra posizione sul tema. Troviamo paradossale dover stare a spiegare una nostra posizione anti-proibizionista arcinota a chi conosce la nostra storia. La legalizziamo? Utilizziamo una risposta data da Marco Pannella a chi glielo chiedeva. Legalizziamo l'Italia! Ma questo non significa che siamo contrari. Riteniamo solo che se si corre troppo, si rischia anche di cadere e farsi tanto male. Ecco perchè reputiamo indispensabile risolvere prima il problema a chi forte della sua debolezza semina con noi il futuro.
Questa e non altre è la nostra posizione.
Cordialmente

Andrea Trisciuoglio - Segretario "LAPIANTIAMO" - Cannabis Social Club Racale (LE)
Associazione no profit - Un aiuto reciproco tra malati
C.F. 94092000713
Sede legale: Via delle Orchidee, Salice 71122 (FG)
sito internet: www.lapiantiamo.it
E-mail: andratrisciuoglio@gmail.com

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