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sabato 30 luglio 2016

I contatti con il ministero della Salute continuano ....

Oggi ho letto la corrispondenza ricevuta dal Ministero della Salute in merito alla richiesta avanzata per la richiesta di autorizzazione sulla cannabis.

E' passato ormai quasi un anno e mezzo dalla richiesta. E' bello vedere come il Ministero si curi delle relazioni con attori esterni e mantenga vivo il dialogo. E' un peccato la chiusura del Ministro Lorenzin al dialogo.

Gli annunci contro la "cannabis legalizzata" ormai sono solo spot elettorali per cercare di conquistare consensi. Si vedano le elezioni Romane. Dove con triste caparbietà i due esponenti di una destra illiberale, hanno fatto una fine scontata.

Con questo post lancio una richiesta al Ministro Lorenzin per un incontro. Sicuro di non farLe cambiare idea, almeno vorrei provarLe come un confronto nel merito, come richiesto dall'intergruppo parlamentare, sia oggi più che mai una necessità della democrazia. 

E' ancora una maggiore necessità, la capacità che la politica possa affrontare, in maniera matura, il cambiamento che la società richiede.

Per questo, caro Ministro Lorenzin, sarei felice di poterLa  incontrare. La necessità di cambiamento, rende indispensabile la capacità di individuare interlocutori seri ed affidabili. Il cambiamento richiede coraggio ed è il momento di dimostrare il buon senso di averlo.

Cara Ministro, sarei felice di poter ricevere la Vostra autorizzazione e poter collaborare per il rilancio della coltivazione di cannabis, E' possibile cambiare l'Italia e numerose realtà del mondo antiproibizionista sarebbero felici di convincerVi a combattere insieme la diffusione di stupefacenti piuttosto che scontrarsi in un dibattito dove, il rischio di dimostrare una forte mancanza di competenze, è un rischio istituzionale che, i Ministeri, oggi non possono permettersi, per la serietà e professionalità delle figure che li compongono.

giovedì 12 maggio 2016

Droga. E 'mo che famo?

Comunicato di Vincenzo Donvito 4 maggio 2016 14:34

 Il titolo in romanesco che abbiamo voluto dare a questa nota non e' un modo di dire, ma una denuncia. Perche' sembra che il confronto sul mantenimento o meno delle attuali leggi sulla droga che hanno portato ad un peggioramento della situazione ad ogni livello territoriale, sociale ed economico, nel nostro Paese, si stia sviluppando intorno alle elezioni romane.
Che il candidato Pd, Roberto Giachetti sia favorevole alla legalizzazione, non stupisce nessuno, altrimenti che radical-pannelliano sarebbe, come lui stesso ci ha ricordato piu' volte. Che sia favorevole anche la candidata del M5S ne siamo contenti, per lei e per noi. Poi c'e' la reazione della per ora candidata di Fratelli d'Italia e Leganord, Giorgia Meloni che riferendosi alle tesi contrapposte dei suoi presunti contendenti, ha replicato con: ora gli spacciatori sapranno per chi votare (poveraccia, 'sta Meloni, non sa neanche di cosa sta parlando -diamogli il beneficio della buona fede- …. perche' gli spacciatori sono contenti quando la droga e' vietata e non quando potrebbe essere legale, altrimenti di che campano?). E poi c'e' il battibecco Alfio Marchini (candidato in pectore berlusconiano) e Roberto Saviano sul fatto che il figliolo del primo si e' salvato da un coma da incidente stradale -che non c'entra nulla con la droga- per il fatto che non si faceva le canne come la maggior parte dei suoi compagni di scuola.
E m'e' venuto da pensare, ma la droga si legalizza rispetto a chi vince le elezioni a Roma? … e quindi canne sotto l'altare della patria o intorno alla fontana di Trevi che, visto che e' molto vicina a casa di Marco Pannella, si presterebbe meglio alla bisogna. 
E siamo solo agli inizi. Poi c'e' Milano, chissa' se li' le canne contano come a Roma. Ma i media, per il momento, ci danno essenzialmente cronache romane. E quindi, 'mo che famo? 
In Colorado/Usa hanno dovuto fare un referendum, in Uruguay una legge di Stato con tanto di appoggio del presidente della repubblica, che ha fatto diventare il piccolo Paese latinoamericnao il primo al mondo dove la droga e' legale. L'altro giorno all'ONU, la seduta UNGASS ha messo un punto fermo confermando quello che tutti sapevano, cioe' la situazione precedente, pur se in un contesto diverso in prospettiva (1) . In Italia si sono raccolte di firme per progetti di legge e altrettanti progetti depositati in Parlamento firmati da centinaia di deputati…. Ma mediaticamente e' la campagna elettorale per la capitale… importantissima campagna elettorale, per carita', ma che c'entrano le canne?

Sapete cosa ho pensato, visto che di questo argomento me ne occupo da sempre e che Aduc edita anche uno specifico quotidiano in merito, denunciando i disastri mondiali delle attuali politiche proibizioniste? Ho pensato che, per l'ennesima volta, s'e' trovato un modo per ridurre questa problematica, in un contesto che legislativamente non puo' portare a nulla, solo alle canne che si fanno i ragazzi, alle preoccupazioni dei loro genitori (che fanno finta di non vedere gli ettolitri di alcool che gli stessi figlioli si bevono), alle stupidaggini di quella poveraccia (in materia) della Meloni, si' da non approfondire e discutere su cosa significano le attuali leggi sulle droghe e su quali possono essere le prospettive, per l'Italia (dove per l'appunto i progetti di legge non mancano) e per il mondo dopo UNGASS.
Domanda, che valga come esempio: quanti Sindaci (per restare in materis di PA) sono disposti a denunciare i disastri politici, economici e sociali della droga proibita sul proprio territorio, piuttosto che cimentarsi se da ragzzi si sono fatti una canna al liceo o all'universita'? Questo si' che srebbe un approccio lungimirante costruttivo per i Sindaci, perche' se ci limitiamo alle dichiarazioni di principio come ha fatto anche il Sindaco di Parma firmando per la legalizzazione ai tavolini dei radicali in questi giorni, … e' carino, ma rinae fine a se stesso e non smuove nulla. Perche' -se qualcuno non lo ha ancora capito- il problema principale e' informare coloro che sanno e fargli prendere consapevolezza che il metodo usato fino ad oggi e' sfascista i ogni livello umano, politico, economico e sociale.

(1) mi scuso di questo linguaggio diplomatico/burocratico, ma in quel contesto del Palazzo di Vetro, si ragiona e si questiona in tal modo…

Droga. E 'mo che famo?

giovedì 22 maggio 2014

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Il Sindaco Marino rilancia

"I fan e i tifosi principali del proibizionismo sono i grandi criminali. Questi, se non ci fosse il proibizionismo, solo in Italia perderebbero circa 8 miliardi di euro l'anno di profitti". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino che ieri aveva rilanciato la sua proposta di liberalizzare la cannabis. "Nel 1993 in un referendum il 54% degli italiani disse che era favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere, come la cannabis - spiega ai microfoni di Radio Radio - Oggi è passato un quinto di secolo, sono state scritte tante leggi ma soprattutto sono stati fatti progressi nel settore scientifico: oggi sappiamo che è molto più pericoloso andare ad acquistare da spacciatori la marijuana, molto spesso modificata geneticamente. Non sarebbe meglio come avviene in Colorado o nello stato di Washington che ci possa essere una liberalizzazione e che tutto avvenga con controllo medico?". "Dire che la marijuana possa essere regolamentata e liberalizzata non significa dire che le droghe fanno bene - aggiunge - Significa contrastare la criminalità e i prodotti pericolosissimi che mette in commercio".

"Io parlo volentieri delle droghe leggere perché è un tema su cui sono preparato da un punto di vista scientifico questa non è una questione ideologica. E poi non è una novità che io esprima questi concetti, li esprimo da circa 25 anni. Ieri li ho espressi nella sede di uno dei più importanti convegni scientifici, in cui non c'erano politici ma scienziati da ogni parte del mondo". Lo dice il sindaco di Roma Ignazio Marino, a margine della giunta, rispondendo a chi gli sottolinea che negli ultimi giorni ha espresso due posizioni su droghe leggere e prostituzione vicine a quelle dei Radicali. "La scienza si è molto interrogata sull'uso delle droghe - continua - Dire che liberalizzare o legalizzare le droghe leggere equivale a parlare in favore delle droghe leggere è davvero una corbelleria, perché coloro che hanno vantaggi dal proibizionismo sono i criminali. Senza proibizionismo la criminalità organizzata domani perderebbe in Italia un business di 8 miliardi di euro. Il nostro è l'unico paese in tutto il pianeta che ha affidato ad un referendum popolare nazionale la decisione sul liberalizzare e depenalizzare le droghe leggere. E' stato fatto nel 1993 e il 54% degli italiani ha detto sì, depenalizziamole. Oggi ci troviamo a 21 anni di distanza con vari passaggi tra cui la legge Giovanardi-Fini".

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Il Sindaco Marino rilancia

sabato 5 aprile 2014

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Comune Roma approva mozione

L'assemblea capitolina ha approvato a maggioranza una mozione che impegna il sindaco Ignazio Marino e la giunta "ad attivarsi presso il Parlamento affinché sia iniziato il confronto sul passaggio da un impianto di tipo probizionistico ad un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette 'leggere'". "Legalizzare le droghe leggere - spiega il primo firmatario della mozione, il capogruppo Sel Gianluca Peciola - E' questo il contenuto della mozione presentata dal Gruppo Sel del Campidoglio e approvata oggi in Assemblea capitolina. Il 12 febbraio scorso la Consulta ha dichiarato l'incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi che dal 2006, equipara le droghe leggere a quelle pesanti. La legge Fini-Giovanardi ha provocato nel nostro Paese conseguenze irreparabili sia sotto il profilo della repressione penale e del sovraffollamento delle carceri sia sotto il profilo della riduzione del danno e della prevenzione del diffondersi delle tossicodipendenze. Sono circa 24mila persone, il 40 per cento del totale, le persone recluse per imputazioni che riguardano la normativa dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. E' arrivato il momento di superare la legislazione repressiva e proibizionista voluta dal centrodestra in tema di sostanze stupefacenti".

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Comune Roma approva mozione

sabato 28 luglio 2012

ITALIA - Consumo cannabis non porta a eroina. Studio

'Il consumo di cannabis di per se' non influenza la probabilita' di passaggio all'eroina o alla cocaina'. A far aumentare le probabilita' di passaggio sono 'i fattori sociali'. Il legame tra le sostanze quindiÿ'e' debole', mentre e' 'stretto quello tra la stima dei proventi della droga (24 miliardi di euro l'anno in Italia) e il livello di corruzione di un paese: se aumentano, cresce anche la corruzione'. E' quanto emerge da uno studio finanziato dall'Unione europea e coordinato dal Centro Interdipartimentale di Biostatistica e Bioinformatica dell'Università di Roma Tor Vergata, i cui primi risultati sono stati anticipati oggi durante un incontro a Roma. Lo studio, che ha l'obiettivo di mettere a disposizione nuovi strumenti metodologici per la politica, si concludera' a febbraio 2013.
L'analisi sul passaggio da una sostanza stupefacente all'altra e' stata svolta 'su un campione 'distorto' di oltre mille persone tossicodipendenti detenute nelle carceri italiane (300 dipendenti da eroina, 800 da cocaina)'. 'Applicando il risultato del campioneÿall'intera societa' italiana il legame tra le sostanze risulta ancora piu' debole', osserva Giovanni Trovato, professore associato di Economia. 'La probabilita' di passaggio dalla cannabis all'eroina diminuisce con l'avanzare dell'eta' e sul consumo di eroina influiscono di piu' le condizioni sociali, come il tasso di disoccupazione, quello di scolarizzazione e quello di reati', che il consumo di cannabis. L'analisi 'economica' sul traffico illegale della droga e' invece stata presentata da Carla Rossi, professore ordinario di statistica medica: 'Piu' sono alti i proventi della droga piu' e' alta la corruzione in un paese'. Di conseguenza, ha aggiunto, 'diminuisce la competitivita' e l'economia viene penalizzata'.
'Auspichiamo che il ministro Andrea Riccardi sia piu' attento ai dati scientifici che all'ideologia', ha concluso il radicale Maurizio Turco.

ITALIA - Consumo cannabis non porta a eroina. Studio 

venerdì 4 maggio 2012

Million Marijuana March 2012

Domani, come ogni anno, si terrà a Roma la MMM (million marijuana March).

http://www.millionmarijuanamarch.info/

Chi parlerà di questo evento, da sempre mai preso in considerazione dai media? Da anni, migliaia di persone in tutto il mondo prendono parte a questa manifestazione pacifica, ma in Italia non se ne parla. E' una manifestazione globale, forse una delle poche che veramente non guarda in faccia a colori, stili di vita, soldi, ma solo una passione condivisa per una pianta.


NELLO STESSO GIORNO A ROMA E IN ALTRE 420 CITTA' NEL MONDO PER ESIGERE:
1) LA FINE DELLE PERSECUZIONI PER I CONSUMATORI.
2) ACCESSO IMMEDIATO ALL'USO TERAPEUTICO PER I PAZIENTI.
3)DIRITTO A COLTIVARE LIBERAMENTE LA CANNABIS, PATRIMONIO DELL'UMANITA'.

SABATO 5 MAGGIO 2012, DODICESIMA EDIZIONE ITALIANA M.M.M.

DEDICATA A TUTTE LE VITTIME DEL PROIBIZIONISMO, MASSACRATE DI BOTTE IN GALERA O ANCORA PRIMA DI ARRIVARCI,
E IN PARTICOLARE A ALDO BIANZINO, DI CUI ESIGIAMO LA RIAPERTURA DEL PROCESSO PER OMICIDIO.


lunedì 30 gennaio 2012

Lettera a Presa Diretta

Gentile redazione di Presa Diretta,

Ho guardanto con molto interesse la puntata di ieri sui cambiamenti climatici e sono rimasto sorpreso nel vedere a fine puntata che si trattava il tema della criminalità legata al traffico di stupefacenti, che fa ora tanto scalpore per la violenza scoppiata a Roma.

Mi occupo del tema della war on drugs da ormai più di 5 anni. Sono dottore in economia e finanza e ho trattato l' argomento in diversi ambiti; "web", cartacei ed ho partecipato ad una puntata di Uno Mattina Estate nel Settembre 2008 come ospite confrontandomi sulle tematiche riguardanti la legalizzazione della cannabis.

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione, sperando possa essere di vostro interesse per sviluppare il problema della criminalità legata al traffico di stupefacenti, il mio Blog, nel quale ho raccolto lettere inviate e pubblicatemi, negli ultimi 5 anni sul quotidiano "la Gazzetta di Parma". Una di queste lettere è presente sul sito dell' Istituto Superiore della Sanità Italiano. Mi sono spesso occupato del problema dalla "guerra alla droga" da un punto di vista prettamente "economico" e per questo ho anche inviato un paio di interventi al sito laVoce.info (interventi che mi sono stati pubblicati tra le lettere dei lettori).

Sarei lieto se il  materiale da me raccolto potesse essere di vostro interesse al fine di una più approfondita trattazione delle tematiche che collegano le attuali politiche di proibizione sugli stupefacenti alle crescenti violenze su scala globale, di cui quelle manifestatesi a Roma non sono che un piccolo specchio per le allodole di quella che è una delle più grandi industrie globali dopo il petrolio e le armi.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Colgo l' occasione per congratularmi per la trasmissione ben fatta  e ricca di approfondimenti.

Cordiali saluti

sabato 14 gennaio 2012

aRoma Di Canna (documentario)

aRoma di Canna – La Droga Proibita è Libera Nella Capitale è una video inchiesta realizzata da Francesco Midolo e Andrea Ossino. aRoma di Canna utilizza come filo conduttore la storia di 4 ragazzi, consumatori di cannabis, che raccontano la loro vita spiegando il perché di questa loro scelta e le varie vicissitudini ad essa collegate.

Il fulcro della storia è la Capitale da cui partono i vari capitoli che la compongono. Intervengono i Presidenti dei Municipi interessati a bloccare il fenomeno dello spaccio con non poche difficoltà, ma anche medici, avvocati e politici tutti specialisti del settore che espongono diverse argomentazioni sul proibizionismo. Regalando, così, allo spettatore svariati punti di vista sull’argomento per una maggiore comprensione ed una critica consapevole.



sabato 3 dicembre 2011

07/06/2007

Egregio direttore, a Roma, qualche giorno fa, dei giovani di un liceo, hanno dimostrato contro il proibizionismo che affligge sia la destra che la sinistra. Una manifestazione anche contro l' impiego di forze dell' ordine nelle scuole.
Questo gesto dimostra chiaramente la voglia di dialogo di noi giovani (idealmente mi immedesimo tra gli studenti romani sebbene già da qualche anno io abbia terminato gli studi); le reazioni di una certa parte politica, invece, dimostra soltanto la miopia, la sordità e l' ottusità all' apertura giovanile al dialogo.
E' vero che la droga deve restare fuori dalla scuola, ma è anche vero che la proibizione ha portato alla paradossale diffusione di droga che in realtà si voleva affrontare.
Serve un nuovo impianto legislativo, ora! I signori politicanti la devono smettere con la demagogia a loro tanto cara e affrontare il problema iniziando ad ascoltare proprio i diretti interessati: i giovani!

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