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giovedì 2 febbraio 2017

DROGHE. IL GOVERNO BATTA UN COLPO!

APPELLO DI ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI PER UNA NUOVA POLITICA SULLE DROGHE

➡ FIRMA QUI L’APPELLO ⬅


È stato presentato oggi in conferenza stampa alla Camera l’appello in materia di politiche sulle droghe promosso da A Buon Diritto, Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Comunità di San Benedetto al Porto (Genova), Forum Droghe, FP CGIL, ITARDD (Rete italiana per la Riduzione del Danno), La Società della Ragione, LegacoopSociali, LILA, Possibile, Radicali Italiani.
I promotori chiedono al governo di assumere finalmente un ruolo nel governo delle politiche sulle droghe nel nostro paese. Da anni non viene assegnata la delega in materia di dipendenze, mentre viene disatteso almeno dal 2009 l’obbligo di convocazione della conferenza nazionale prevista dalla legge. Nel testo si chiede anche, all’interno dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), di avviare un ripensamento dei servizi per le dipendenze coinvolgendo l’utenza e la società civile e puntando a promuovere la riduzione del danno come uno dei pilastri per gli interventi socio-sanitari in tema di droghe.
Sul versante della cannabis terapeutica si chiede invece di adeguare la produzione dello Stabilimento farmaceutico di Firenze alle reali esigenze dei malati del nostro paese e di dare impulso alla prescrivibilità della cannabis utile, secondo la più recente letteratura scientifica, per la cura di un numero di patologie sempre più ampio.
Per quel che riguarda il dibattito sulla cannabis le associazioni invitano il governo a facilitare il percorso di discussione parlamentare delle numerose proposte di legge sulla cannabis, a partire da quella dell’intergruppo per la cannabis legale e da quella di iniziativa popolare depositata a novembre scorso, e di discutere una revisione generale del Testo Unico sugli stupefacenti che ormai risale a 27 anni fa.
Infine i promotori chiedono a Governo e Parlamento di dare piena attuazione agli impegni assunti ad aprile scorso all’Assemblea generale dell’ONU sulle droghe (UNGASS), anche in vista della prossima sessione prevista per il 2019.
Il testo dell’appello è disponibile per l’adesione on line su www.fuoriluogo.itwww.legalizziamo.it www.radicali.it.

giovedì 10 marzo 2016

ITALIA - Coltivazione cannabis per uso personale resta reato. Corte Costituzionale

La coltivazione di cannabis per uso personale resta punita penalmente. Lo ha deciso oggi la Corte costituzionale che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale. La decisione è riferita all'art. 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia.
La Corte di Appello di Brescia aveva posto alla Consulta la questione di legittimità delle disposizioni della legge del '90, nella parte in cui esclude tra le condotte suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente, la condotta di coltivazione di piante di cannabis.  

Cosi' il comunicato ufficiale:
"La Corte costituzionale in data odierna ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale. La decisione è riferita all'art. 75 del testo unico in materia di stupefacenti ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia". Lo si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Corte Costituzionale.

Dopo che la Consulta ha rigettato il ricorso sulla sanzione penale per la coltivazione di cannabis per uso personale, serve una legge. Lo sostiene Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "Nell'attesa di leggere le motivazioni della sentenza -afferma - la via maestra e' quella legislativa. Vogliamo un Parlamento e un Governo che sulla scia degli Stati Uniti cambino la politica sulle droghe e vadano verso la decriminalizzazione, la depenalizzazione e la legalizzazione. Solo cosi' - conclude Gonella - avremo meno consumi e garantiremo il diritto alla salute, togliendo potere e soldi alle mafie. Soldi da poter reinvesitere nel welfare".

"Per la Consulta la coltivazione di cannabis per uso personale resta un reato. Abbiamo appreso di questa decisione mentre eravamo in piazza Santi Apostoli, a manifestare insieme ai rappresentanti dei movimenti antiproibizionisti. Un diverso pronunciamento avrebbe avuto di sicuro una portata storica, ma quanto accaduto non ci stupisce". Lo affermano, in una nota, Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni "Ed è la conferma - aggiungono - del fatto che la legalizzazione della cannabis - anche se non appare più come un risultato impossibile - è ancora un obiettivo il cui raggiungimento è pieno di ostacoli. Ostacoli ideologici, che troppi danni hanno già causato sul piano sociale sanitario e soprattutto della giustizia. Per queste ragioni non ci fermeremo, e anzi, rilanceremo con più forza le nostre iniziative antiproibizioniste: tra qualche settimana saremo di nuovo in strada per raccogliere le firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis. E già domani sarà online una petizione rivolta al parlamento europeo per chiedere di assumere politiche comuni sulle droghe, politiche per la legalizzazione della cannabis e per la decriminalizzazione dell'uso e del possesso per uso personale di tutte le droghe. E ancora, promuoveremo iniziative di disobbedienza civile diffusa e un progetto con ricercatori da sei diversi paesi europei per un confronto di best practices". "Insomma - concludono Magi e Gallo -, sarà una primavera antiproibizionista e anche questa volta, come in tutte le grandi battaglie radicali, protagonisti saranno i cittadini che insieme a noi sosterranno queste iniziative".

"Come si dice ritualmente, aspettiamo le motivazioni" della pronuncia della Consulta che ha confermato reato la coltivazione personale della cannabis. A Parlare è Luigi Manconi, senatore Dem e autore di un disegno di legge in materia di coltivazione e cessione della cannabis indica e dei suoi derivati. "Certamente altre sentenze della Consulta -dice all'Adnkronos Manconi- e numerosissime altre della Cassazione avevano fatto immaginare una possibile diversa valutazione. Ma ovviamente non posso far altro che rispettare la più alta magistratura del Paese".

Per quanti ritengono che la legalizzazione della cannabis sia una urgente misura di buon senso e di buon governo, la sentenza della Corte Costituzionale non smentisce, ma conferma la necessità di procedere rapidamente alla discussione del disegno di legge - sottoscritto da 290 tra deputati e senatori - oggi all'esame delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera"
. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. "D'altra parte - sottolinea - al di là dei ragionevoli auspici dei ricorrenti rispetto alle decisioni della Consulta, è chiaro che per legalizzare (e non solo depenalizzare) la coltivazione per fini personali della cannabis è necessaria una soluzione legislativa, che può approvare o bocciare solo il Parlamento, non la Corte Costituzionale", conclude Della Vedova.

Dichiarazione di Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe
“La questione è nota, la Corte di appello di Brescia aveva posto alla Consulta la questione di legittimità delle disposizioni della legge 309/90, nella parte in cui esclude che tra le condotte suscettibili di sola sanzione amministrativa, la coltivazione per uso personale di piante di cannabis. mentre le concede per il consumo. Un ricorso assolutamente fondato sia dal punto di vista giuridico che da quello del buon senso, tanto che sono numerose le sentenze di moltissimi tribunali in giro per l'Italia che hanno equiparato le due condotte.” - Dichiara Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe –"La Corte, evitando di entrare nel merito dichiarando non fondata la questione di legittimità Costituzionale, ha semplicemente richiamato il legislatore ai propri doveri."
“Comunque sia questo ricorso, e l’equivalenza logica fra il consumo e la coltivazione di cannabis per uso personale, riaccendono prepotentemente il faro sulla inadeguatezza di una legge che ha 26 anni.” - continua Stagnitta – “Giacciono da troppo tempo in Parlamento le proposte di legge per una nuova regolamentazione delle sostanze. In primis quelle porposte dal Cartello di Genova “Sulle orme di Don Gallo” per la revisione della 309/90 e quella sulla regolamentazione della coltivazione e del mercato della cannabis in Italia. Inoltre dopo l’entusiasmo, un po’ forzato, dei primi giorni anche la proposta di legge dell’intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis - sottoscritta da quasi 300 fra deputati e senatori - galleggia in commissione giustizia e affari sociali del Senato ed ancora non sono iniziate le audizioni. Riteniamo che sia precisa responsabilità del Parlamento e del Governo preoccuparsi di avviare una seria riflessione sul quadro normativo relativo alle droghe in Italia, a partire dalle proposte citate, e nel solco delle numerose recenti sperimentazioni internazionali, per giungere ad una nuova legge che faccia prevalere la ragione ed il buon senso, anche penale, rispetto alla foga proibizionista del passato.”


ITALIA - Coltivazione cannabis per uso personale resta reato. Corte Costituzionale

lunedì 30 aprile 2012

ITALIA - Sfollare le carceri? Inutile se non si cambia legge droga.

Modificare la legge Fini-Giovanardi sulla droga o qualsiasi altra misura deflattiva per le presenze in carcere sara' inutile. Lo sottolinea Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone che si batte per i diritti nelle carceri, commentando positivamente la presa di posizione del presidente Schifani.
'E' importante - dice Gonnella - che le piu' alte cariche dello Stato abbiano consapevolezza della reale situazione negli istituti di pena, ma una sola sessione di discussione in Parlamento non e' sufficiente a risolvere questa emergenza'.
'Non ci si puo' affidare a soluzioni simboliche - prosegue - e' necessario invece mettere in campo misure concrete per ridurre il sovraffollamento e adottare provvedimenti per la tutela dei diritti dei detenuti'. 'E' fondamentale - aggiunge Gonnella - rinunciare all'idea che il carcere sia la sola pena ed e' giusto dunque, come dice Schifani, intervenire per ridurre i detenuti in custodia cautelare'. Inoltre, ribadisce Gonnella, 'e' inutile parlare di depenalizzazione se non si modificano le norme in materia di droga e non si cambia la legge Fini-Giovanardi'. A questo proposito, ricorda 'esistono gia' in Parlamento due bozze di riforma del codice penale che convergono, una del centro sinistra a firma Pisapia, e l'altra del centro destra a firma Nordio: basterebbe una rapida sessione parlamentare per approvarne i contenuti'. 'Infine - conclude il presidente di Antigone - per garantire i diritti dei detenuti e' urgente introdurre il crimine di tortura nel nostro sistema penale. L'Italia e' al venticinquesimo anno di inosservanza delle norme Onu che lo impongono a tutti gli Stati'.

ITALIA - Sfollare le carceri? Inutile se non si cambia legge droga. Antigone 

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