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lunedì 1 agosto 2016

Legalizzazione cannabis. Istruzioni per l'uso

Comunicato di Vincenzo Donvito
21 luglio 2016 12:03
 
 Impazza il “confronto” sulla legalizzazione della cannabis dopo che il disegno di legge e' partito col suo iter parlamentare. Abbiamo letto di chi, favorevole alla legalizzazione, vorrebbe “dannare i giovani” (1), e nello stesso anche -in modo piu' civile- che la “battaglia contro la legalizzazione della cannabis è una battaglia di civiltà e, soprattutto, una battaglia culturale. Non possiamo vendere fumo ai nostri giovani” (2). Solo per citare i piu' recenti. Ma se qualcuno pensava che avremmo sviluppato un confronto tra i pro e i contro in base ad argomentazioni, riferimenti scientifici, esempi di altre esperienze istituzionali, e' bene che si ricreda. I 1.300 emendamenti presentati da chi non e' d'accordo sulla legalizzazione ci dicono che, per l'ennesima volta, nel nostro Paese ci sara' il muro contro muro basato sugli sgambetti, i sotterfugi, le fregature, i colpi bassi, etc... cioe' tutto quel bagaglio che fa parte della non-cultura umana, economica, sanitaria ed istituzionale che e' il perfetto contrario di quello che ci vorrebbe per far capire -a chi e' favorevole e a chi non lo e'- e farsi un'opinione.
E' l'Italia, bellezza! Quella che, sempre per restare in ambito istituzionale, quando si teme che una legge possa non passare perche' non si e' tanto sicuri della propria maggioranza, ecco che fioccano i voti di fiducia, la mortificazione della funzione del Parlamento. E' evidente, quindi, che per cercare di far approvare o meno una legge, tutti si attrezzino alla bisogna, sia essa attuale maggioranza (voti di fiducia) che attuale opposizione (ostruzionismo). Tutto legittimo, per carita' e, in un certo senso, anche segnale di vivacita'... ma forse per i cittadini c'e' un contraltare di informazione (quella di Stato della Rai, per esempio) che possa dare strumenti perch'e ognuno si faccia un'opinione? Niente di tutto questo.
La legalizzazione della cannabis, e delle droghe oggi illegali piu' in generale, e' un argomento trasversale tipico. Non e' questione di essere di destra o di sinistra o di centro, ma solo di far funzionare il cervello e vedere se due+due fa quattro, cioe' se i vantaggi per Stato e cittadini siano maggiori nel mantenimento dell'attuale regime proibizionista o meno. Non c'e' di mezzo neanche il -frequentemente conclamato- diritto alla vita dello zigote che, per motivi religiosi, contrappone i favorevoli e contrari all'aborto. E neanche il diritto di disporre della propria vita e della propria morte con il diritto all'eutanasia dove, i contrari, sostengono che la vita ce l'ha data il loro dio e nessun'altro ce la puo' togliere. O tante altre questioni che richiamano in gioco la religione (fecondazione eterologa, adozione per genitori omosessuali, staminali embrionali, etc). Tutte questioni di un certo rilievo che, in genere, insieme alla legalizzazione delle droghe, dividono creando due fronti piu' o meno compatti di pro e contro. No, nel caso della legalizzazione della cannabis tutto questo e' piu' attenuato perche', farsi uno spinello e' come bersi un bicchiere di vino a stomaco vuoto (chi dice che non e' cosi' fa parte di quella caciara di cui scrivevamo prima) e, almeno per ora, anche i piu' tenaci contrari alla legalizzazione non sembra abbiano intenzione di metter mano alla legalita' del vino e degli alcolici in generale. Per la cannabis -e anche per tutte le altre droghe- si tratta solo di comportamenti individuali che, se in eccesso come con qualunque altro tipo di prodotto, di base fanno male solo a chi lo ha assunto. In gioco, quindi, c'e' la liberta' individuale, il diritto e il dovere individuale di far parte di una comunita' in cui le proprie liberta' sono tali, anche in modo estremo, solo se non ledono quelle altrui. Ed e' qui il nodo del problema: perche' grossomodo tutti dicono che l'individuo deve essere libero, ma siccome alcuni lo dicono solo per finta (anche verso se stessi), ecco che manifestano la propria contrarieta' con una caciara intrisa di menzogne. Il gioco dello sparigliamento dei punti fermi che in uno Stato dovrebbero essere uguali per tutti, e' tipico di chi e' consapevole della carenza delle proprie argomentazioni, e di voler mantenere lo status quo solo per una questione di potere, sugli individui e sulla comunita'.
Chi come noi -che siamo favorevoli alla legalizzazione- ha assunto questa consapevolezza del gioco sporco che si sta cominciando a manifestare, e' bene che sia rigido sui principi del metodo: mai ingannare e mai partire dal presupposto della malafede del proprio avversario, anche se molto manifesta. E' proprio da questo che nasce la forza per meglio comunicare con tutti.

Qui il nostro canale web di informazione quotidiana sulle politiche in materia di droghe in tutto il mondo

(1) on. Maurizio Lupi
(2) Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra 

mercoledì 17 dicembre 2014

LaPiantiamo! Forza ASCIA!

Obama osserva l' Italia
Il messaggio di Andrea Triscuoglio è vero. I primi detrattori nella battaglia Antiproibizionista, sono i fascisti antiproibizionisti. Sono come degli infiltrati, che sostengono la lotta contro la proibizione sulla cannabis, ma hanno "riserve morali" e "pregiudizi" che arrivano a minare le basi di una lotta che dovrebbe rendere uniti e garantire solidarità a chi si batte con te.

Evitare le liti sarebbe la più grande vittoria. Ma ecco che spuntano gli integralisti del
antiproibizionismo. E rifiutano una mano piuttosto che trovare punti di conversione. La macchina del fango esiste anche qui. Emerge così l' immagine di una lotta tra poveri e senza speranza che il movimento antiproibizionista possa incidere realmente in un cambio nella politica.

Per fortuna esistono realtà come LaPiantiamo e ASCIA, le uniche due organizzazioni che sono riuscite a mettere un piede nella porta del legislatore. ASCIA, LaPiantiamo! E' un bellissimo gioco di parole che unisce due associazioni in un messaggio forte e chiaro. "seppelliamo l' ascia di guerra del proibizionismo, insomma: Piantiamola!"


sabato 4 gennaio 2014

Lettera aperta alla commissione giustizia sulla revisione del testo unico sugli stupefacenti

Alla cortese attenzione della Dott.ssa Ferranti Donatella,
Presidente della II Commissione Giustizia,


Onorevole Presidente,
Volevo porgere le mie più vive congratulazioni e i miei più sinceri ringraziamenti, alla II commissione Giustizia del Parlamento Italiano, per avere concesso audizione all'Associazione ASCIA e avere dato la possibilità, attraverso le audizioni in commissione, di rappresentanza a diverse realtà che chiedono il cambiamento dell'attuale normativa sugli stupefacenti.

Vorrei, altresì, ringraziare l' On. Daniele Farina, uno dei due promotori di uno dei progetti di legge presenti in Parlamento, al fine di modificare il Testo Unico sugli stupefacenti.

Ringraziamenti sinceri vanno anche all' On. Vittorio Ferraresi, che ha accolto la delegazione dell' associazione ASCIA per l' audizione presso la II commissione Giustizia del Parlamento Italiano.

Le motivazioni portate nell'audizione dell' associazione ASCIA, di carattere storico, sociale, economico, che sono alla base di una richiesta consapevole di un evidente cambiamento nell'approccio agli stupefacenti, potranno portare una revisione della normativa sulle sostanze psicotrope efficace nel ridurne la diffusione e i problemi sociali connessi.

I risultati dell' attuale politica risultano evidenti nei fatti: l' Italia è il primo mercato di resina di cannabis in Europa.

Le indicazioni del DPA, hanno portato l'Italia ad eccellere, nel triste primato di avere la maggior diffusione di hashish nel vecchio Continente.

C' è una fetta di circa sette milioni di italiani, che indipendentemente dal colore politico, risultano consumatori di cannabis e derivati.

Una collaborazione di tutte le forze politiche, dalle formazioni più recenti, alle realtà più radicate, dovrebbe convergere nella revisione della legge al fine di avvicinarsi alle politiche adottate da altri paesi europei, che sono state in grado di dimostrare un reale successo nel contrastare la diffusione di sostanze psicotrope.

E' un evento storico che siano stati valutati gi esempi degli Stati Uniti, dove i dispensari di cannabis terapeutica sono una realtà consolidata ancora prima della legalizzazione della cannabis per scopi ricreativi nello stato di Washington e Colorado, e della Spagna,dove i cannabis social club sono un esempio alternativo di controllo di diffusione e distribuzione della cannabis e dei suoi derivati.


La società Italiana può dirsi soddisfatta nel considerare che l' idea della coltivazione personale deve essere un fatto da regolamentare, attraverso una burocrazia semplice e snella; perchè non decentrarla e regolamentarla a livello comunale?
Una regolamentazione a livello locale riguardo la creazione di cannabis social club, potrebbe essere una soluzione efficace nel controllo della diffusione della cannabis e dei derivati, un chiaro segnale di distinzione tra mercati delle sostanze stupefacenti, uno strumento efficace nella prevenzione della diffusione di sostanze illegali.

Il decentramento della regolamentazione di strutture come i cannabis social club sarebbe un felice connubio tra libertà delle comunità cittadine e libertà politica. L' uso di cannabis e derivati è un problema trasversale che riguarda tutte le forze politiche, ma le "direttive" politiche nazionali, spesso sono in contrasto con correnti e pensieri diversi all'interno delle stesse realtà.
Un decentramento di questa regolamentazione porterebbe un "federalismo della cannabis" indipendente dal colore politico e frutto della consapevolezza delle comunità italiane.

E' bello pensare che sulle basi di questo interesse istituzionale possa essere scritta una nuova legge che superi la proibizione, modello fallimentare che aumenta la diffusione di stupefacenti, e concretizzi un approccio tollerante e compassionevole che prenda in considerazione anche l' aspetto "storico" e il ruolo della cannabis nella società.

Colgo l' occasione per porgere i migliori auguri di buon lavoro alla Commissione, al fine di redarre una normativa moderna, concretamente interessata alla diffusione delle sostanze stupefacenti e alla soluzione di questo problema.

domenica 22 dicembre 2013

Presentazione per l' audizione in Commissione Giustizia

Presentazione portata in "Commissione Giustizia" del Parlamento Italiano, in merito alla revisione della normativa sugli stupefacenti e alla discussione del progetto di legge Gozi-Farina.
La commissione giustizia ha ascoltato l' associazione ASCIA al fine di apportare corrette modifiche al teso unico sulle sostanza stupefacenti, prendendo in considerazione un numero di piante coltivabile.
La presentazione evidenzia come un cambio di approccio verso le sostanze stupefacenti deve essere attuato e come è stato considerato più preferibile un approccio medico verso gli stupefacenti, piuttosto che meramente repressivo.



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