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martedì 7 gennaio 2014

Cannabis legale, la Lega apre in Lombardia: Maroni rilancia il tweet, ma poi si corregge

Il superamento del proibizionismo è stato lanciato sul social network dall'assessore regionale all'agricoltura, Gianni Fava. Il governatore riprende il post, poi però lo attribuisce a un suo collaboratore. Contrario il segretario federale Salvini

"Credo valga la pena cominciare a parlarne seriamente. Il proibizionismo ha fallito". Con questa frase l'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava, ha aperto ufficialmente il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, nel suo partito, la Lega Nord. A sorpresa, la frase è stata subito ritwittata dall'ex segretario e governatore lombardo, Roberto Maroni. L'apertura del Carroccio è una novità, anche se in linea con altre posizioni 'libertarie' del movimento come la storica battaglia per la legalizzazione e regolamentazione della prostituzione, per la quale è stata presentata una proposta di legge al Senato.

Ma in un secondo tempo il governatore ha precisato di non condividere la proposta e ha attribuito il post su Twitter a un errore di un suo collaboratore. Contraria la presa di posizione del segretario federale Matteo Salvini che boccia la proposta: "Non è tra le nostre priorità, ognuno può pensarla come vuole, ma per il momento non vedo spazi di discussione". Il segretario aggiunge: "Se nel 2014 faremo una battaglia per legalizzare qualcosa sarà semmai la prostituzione: non abbiamo alcuna intenzione di batterci per legalizzare le droghe, leggere o pesanti che siano. E' un dibattito che vedo bene in bocca a Matteo Renzi".

Su questo tipo di argomenti in passato è stata data una sorta di libertà di coscienza e posizioni di apertura nei confronti dell'uso della cannabis hanno attraversato il partito. Anche se - non va dimenticato - il Carroccio nel 2006 diede il suo contributo all'approvazione della legge Fini-Giovanardi che equiparò le sanzioni per droghe leggere e droghe pesanti. Tra gli esempi di aperture, nel 2012, il vice presidente del Consiglio regionale veneto, il leghista Matteo Toscani, promosse una legge regionale che consentì la distribuzione di farmaci e preparati a base di cannabinoidi.

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