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venerdì 18 agosto 2017

Droghe. La relazione al parlamento del DPA ... numeri da 'fatti'

Articolo di Redazione 16 agosto 2017 11:15

E’ finalmente arrivata la relazione al parlamento sulle droghe! Quello che emerge, oltre al fallimento delle attuali politiche, è un dato sul mercato della droga basato su stime, forse, poco attendibili, per non dire ... drogate.

I dati riportati dal DPA sono semplici: il mercato della cocaina vale 6 miliardi, segue la cannabis con 4 e via tutte le altre droghe.

Perché i dati del DPA sarebbero “drogati”? Perché confrontando i dati italiani con quelli europei (con il più recente “2016 EU Drug Markets Report: Strategic Overview”), per il DPA, il mercato della cocaina esisterebbe solo in Italia! E varrebbe di più della totalità del mercato europeo determinata dalle analisi del EMCDDA ed Europol!

Infatti nel recente “2016 EU Drug Markets Report: Strategic Overview” vengono presentati i dati relativi ai mercati delle droghe in Europa … e l’intero mercato europeo di cocaina (valutato in 5,7 miliardi di euro), sarebbe inferiore al valore del mercato della cocaina in Italia!

Come è possibile tutto questo? Semplicemente truccando i dati sui mercati della droga!

Ma se il DPA estrae numeri dal cappello come i numeri del lotto, in Europa non ci troviamo messi meglio.


Infatti effettuando un confronto storico, tra i dati delle relazioni annuali che i vari enti governativi pubblicano, l’impressione che si può trarre, è quella di cercare di fare centro ad un bersaglio, in una stanza buia, ad occhi bendati e con le mani legate.
Una analisi storica dei documenti redatti da Europol e EMCDDA, evidenzia una dinamica “anomala” di un mercato, quello delle droghe, basato su sondaggi e stime, non su dati reali. Perché i dati reali potrebbero essere apocalitticamente mostruosi.


Iniziamo con una analisi storica di un documento di riferimento nell’analisi del mercato della droga in europa: l’ “EU DRUG MARKETS REPORT” redatto dal EMCDDA ed EUROPOL.
Iniziata la sua redazione nel 2013, ha delineato i numeri dell’ “economia della droga” in Europa.
Questi erano i numeri nel 2013 per i mercati della cannabis e della cocaina.
La cannabis, divisa in infiorescenze e resina, era un mercato da 2.500 tonnellate l’anno (1.300 tonnellate di resina di cannabis e 1.200 tonnellate di infiorescenze consumate da 23 milioni di europei nell’ ultimo anno di indagine).



Per determinare il valore del mercato della cannabis in Europa, servono due dati; un prezzo medio della cannabis e la quantità di sostanza consumata. Se la quantità di cannabis è stata determinata, possiamo procedere a trovare un prezzo medio della cannabis, a partire dai dati ufficiali. Il prezzo medio di un grammo di cannabis, calcolandolo semplicemente come la media tra il prezzo più alto e il prezzo più basso tra il terzo e il primo quartile (IQR) dei prezzi rilevati nel mercato illegale, può essere stimato, per il documento redatto nel 2013, in 10 euro al grammo.



Ad un prezzo medio di 10 euro al grammo, 2500 tonnellate di cannabis (resina ed infiorescenze), rendono la cannabis il primo mercato della droga europeo, per un valore di 25 miliardi di euro di stupefacente consumato nell’ultimo anno.

Nel 2013, l’ “EU DRUG MARKETS REPORT: A STRATEGIC ANALYSIS” avanzava stime anche sul mercato della cocaina.

Nel dettaglio, la cocaina era un mercato stimato in 124 tonnellate, un ventesimo delle dimensioni del mercato della cannabis, per quantità.



Applicando la stessa stima del prezzo medio della cocaina (media tra il prezzo più alto e il prezzo più basso tra il terzo e il primo quartile), risultano 66,5 euro al grammo. Il mercato della cocaina in Europa, potrebbe dunque essere stimato in circa 8,25 miliardi di euro.




A distanza di 3 anni, EMCDDA ed Europol, hanno redatto lo stesso report “EU Drug Markets Report 2016: Strategic Overview” dove vengono presentati dati aggiornati sul mercato delle droghe.
Vengono presentate nuove stime storiche dei prezzi di cannabis e cocaina, oltre alle altre sostanze.



Il prezzo della cannabis (tra resina ed infiorescenze) varia, tra il terzo e il primo quartile, tra un minimo di 6,6 euro al grammo per la resina toccato nel 2014, ed un massimo di 11,2 euro al grammo per le infiorescenze di cannabis nel 2011.




Il prezzo della cocaina, nel report del 2016, varia, tra il 2010 e il 2014, da un minimo IQR di 57,1 euro al grammo nel 2013 ad un massimo di 78 euro nel 2010.

Vengono quindi definite le “dimensioni” dei due mercati.



"The size of the market for cannabis

The estimated value of the retail market for cannabis in the EU is over EUR 9.3 billion in 2013, with a likely range of EUR 8.4–12.9 billion. This represents just under two-fifths of the total illicit market in drugs. Our estimates of amounts used suggest that in 2013 about 647 tonnes of herbal cannabis (range 581–903 tonnes) and 641 tonnes of resin (range 573–887 tonnes) were consumed.”1





“The size of the market for cocaine


The estimated value of the retail market for cocaine in the EU is at least EUR 5.7 billion (range EUR 4.5–7 billion). This represents a little less than one-quarter of the total illicit market in drugs and makes it the third largest, after cannabis and heroin. Our estimates of amounts used suggest that in 2013 about 91 tonnes of cocaine was consumed, with a likely range of 72 to 110 tonnes.”2


Dal report del 2013 a quello del 2016 il mercato della cannabis passa da 25 miliardi di euro, a meno della metà (9,3 miliardi di euro), a fronte di un numero di consumatori fondamentalmente stabile (da 23 milioni stimati nel report del 2013 a 22 milioni nel report del 2016, per una diminuzione dei consumatori di circa il 5%) ed un prezzo fondamentalmente stazionario. Quello che sembra crollare è il quantitativo consumato, con un diminuzione registrata del 50%.

Lo stesso confronto storico tra report, per la cocaina, evidenzia un andamento diverso. Il valore del mercato di questa sostanza, stimato come sopra in circa 8,25 miliardi di euro, nel 2016, viene valutato in circa 5,7 miliardi (poco più della metà del valore del 2013). In più, il numero di consumatori stimati per la cocaina diminuisce in maniera più sensibile, passando da 4 milioni di consumatori a 3,6 (una diminuzione di circa il 9% dei consumatori). Quello che non varia è la quantità consumata!

Ma quanto sono affidabili queste stime? Ci sono strumenti che ci permettono di dubitare di questi numeri?
La risposta si può trovare proprio tra le righe del report europeo. Nel analisi del mercato della cocaina e per la precisione nello studio della dinamica dei trasporti della sostanza, il numero più drammatico che emerge, è la quantità di verifiche che vengono effettuate nel porto di Rotterdam, la principale porta di accesso per la cocaina al mercato europeo. Si legge nel report:

“The largest seaports in Europe are in Rotterdam, the Netherlands (the eighth busiest shipping port in the world) and Antwerp, Belgium, and they are key points for this type of trafficking. After around 10 000 kg of cocaine was seized in Rotterdam over the course of 2013, Dutch police estimated that 25–50 % of the cocaine reaching Europe now enters via the port, which handles around 11 million containers a year, only 50 000 of which are scanned (DutchNews, 2014, quoted in Eventon and Bewley-Taylor, 2016).”3

Su 11 milioni di container che transitano per il porto di Rotterdam, che da solo potrebbe essere l’ingresso per una stima tra il 25% e 50% della coca in Europa, solo 50.000 vengono verificati e dai quali emergono i numeri più precisi che si possano avere sul mercato della droga, perché verificati e non stimati. Insomma, su 11 milioni di container, lo 0,45 %, cioè 50.000, rappresentano, attraverso i sequestri, i numeri più precisi sul mercato della cocaina. I soli dati certi nei mercati degli stupefacenti sono i sequestri, perché registrati.

Sulla base dei dati dei sequestri, risulta evidente come i numeri sulle stime dei mercati di qualsiasi sostanza siano numeri fondamentalmente inattendibili, dei quali la stima più approssimativa, forse non rileva neppure il 10% del mercato effettivo.

La stessa tipologia di analisi potrebbe essere effettuata sulla cannabis, per la quale i sequestri rappresentano una piccola quota del mercato, che non contempla i milioni di piccoli produttori che sostengono l’offerta interna di cannabis. Il mercato della cannabis, infatti, si differenzia da quello della cocaina per la forte componente di produzione interna, mentre la cocaina viene totalmente importata.

Se si dovessero effettuare delle stime dei valori dei mercati della droga sulla base dei sequestri, i numeri riportati dalle agenzie internazionali, risulterebbero delle gocce nell’ oceano.

Riprendendo i dati dei due report per le due sostanze, senza analizzare un possibile impatto che le quantità di droga sequestrate rappresentino solo una minima percentuale del mercato, emerge, infatti, un quadro apparentemente rassicurante, quanto completamente inattendibile.

Nel report 2013 per la cannabis (resina ed infiorescenze) dichiarano sequestri per 575 tonnellate, su un mercato stimato in 2400 tonnellate. Per la cocaina, i sequestri impatterebbero sul mercato in maniera più decisa; infatti, a fronte di un mercato di 124 tonnellate, sono stati registrati sequestri per 62 tonnellate. Alla luce dei dati sulle verifiche effettive nel porto di Rotterdam, le stime sulle dimensioni del mercato della cocaina, sembrano un numero che, più che ottimistico, sembra assolutamente irrealistico.

Nel report 2016 i numeri sembrano migliorare, ma come per il 2013, si scontrano con la realtà di un mercato non stimabile, anzi, molto probabilmente, estremamente sottostimato. Per la cannabis non si registra una sensibile variazione dei consumatori, ma solo un enorme ridimensionamento dei consumi, che riduce il valore complessivo del mercato, a fronte di un aumento della quantità dei sequestri, che non spiega la differenza nella variazione del valore del mercato. Infatti, i consumi stimati di cannabis nel 2016, risultano pari a 1288 tonnellate, a fronte di 713 tonnellate sequestrate. Per la cocaina si registrano 91 tonnellate di sostanza consumata a fronte di 61 tonnellate sequestrate.

Tornando dunque all’ Italia e alle stime del DPA, viene da domandarsi quale sia l’affidabilità di questi dati.

Una delle ex direttrici del DPA, la Dott.ssa Patrizia de Rose, aveva evidenziato la necessità di “lasciare spazio a una raccolta di dati qualitativi e quantitativi” sui mercati degli stupefacenti ed aveva iniziato un lavoro di ascolto delle realtà più vicine al mondo dei consumatori di stupefacenti, organizzando tra l’altro importanti incontri di dialogo con il ministro della Giustizia e una missione ad Ungass ricca di personalità altamente competenti, qualificate ed informate.

Finalmente si stava aprendo uno spiraglio per un dibattito, sul tema degli stupefacenti, aperto, capace di includere e tracciare la strada per una strategia concreta, fino a che, con il cambio di Governo, si è assistito ad una nuova involuzione del dialogo, che, dopo i numerosi cambi alla direzione del DPA, ha avuto il culmine nel sabotaggio della legge sulla legalizzazione della cannabis e un affronto, nei confronti di quanti si sono spesi nel dibattito sulla legalizzazione e nei confronti dei malati, con l’ultima relazione del DPA al parlamento.

Una raccolta di dati effettiva, infatti non può che avvenire in un mercato regolamentato, con leggi chiare e attendibili. Oggi la legge è discrezionale e discriminante e non viene rispettata. La mancata convocazione della Conferenza nazionale sulle droghe, l’impossibilità ad ottenere la licenza per la coltivazione di cannabis, la discriminazione delle farmacie che informano sugli impieghi terapeutici della canapa, sarebbero i segni evidenti della necessità di una nuova applicazione della legge e sono l’emblema di una necessità urgente del cambio della normativa sulla cannabis. Invece, nella “nuova legge sulla cannabis terapeutica” non si parla neppure di libertà di coltivazione per i malati, di libertà di cura e ricerca scientifica, di possibilità di associazione alla coltivazione compassionevole, realtà consolidata da oltre 20 anni(!) negli USA.

Un dipinto della situazione attuale del dibattito sulla legalizzazione della cannabis in Italia, può essere rappresentato, soprattutto alla luce dei dati statunitensi sui successi seguiti alla legalizzazione della cannabis in diversi stati, dalla presenza di dinosauri in parlamento, mentre dischi volanti ultratecnologici passano sopra la testa dei cittadini, che, inermi, non possono neppure chiedere aiuto ai parlamentari, impotenti di fronte alle logiche di potere di pochi elementi che, ormai, si credevano estinti.

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1,2,3 EU Drug Markets Report: In-depth Analysis, EMCDDA, Europol (pp 60 e seguenti, pp 100 e seguenti, pp 106 e seguenti)

Droghe. La relazione al parlamento del DPA ... numeri da 'fatti'

venerdì 2 giugno 2017

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Lo stato dell'arte della legge: on.Giachetti

"Se si vota a settembre è impensabile approvare una legge del genere prima, abbiamo visto il tempo che c'è voluto per le Unioni civili o il testamento biologico. Detto questo, non posso che condividere il tentativo di Della Vedova anch'io credo sia giusto che su questa proposta, trasversale ma sostenuta da un numero consistente di parlamentari dem, si esprima il Parlamento, in aula o in commissione. Anche perché, come abbiamo già visto altre volte, il Paese è più avanti della sua classe dirigente. Lo dicono i sondaggi, e figure che di solito vengono ascoltate nella lotta alla mafia, vedi il procuratore della Dna Franco Roberti secondo cui è fallimentare la sproporzione tra forze impiegate per perseguire il consumo di cannabis e i risultati ottenuti. Sarebbe utile che la politica si interrogasse su questo. Anche perché questa non è una proposta di governo, né di partito. Quello che auspico è un dibattito che lasci liberi di parlamentari, ci sono tutte le condizioni per fare un passo avanti. Se non sarà così ne prenderemo atto. E comunque la prima volta che una proposta di legge del genere arriva alla discussione in aula, questo ha già un significato politico rilevante". Così, in una intervista all'Unità, Roberto Giachetti, vicepresidente Pd della Camera, primo firmatario della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. E aggiunge: "Un dibattito farebbe comunque maturare la politica, dopo anni in cui è scappata davanti ad alcuni temi, con giochetti e rimpalli tra le due camere. Discutiamo, poi ognuno agirà secondo convinzione, come sempre su temi sensibili e trasversali". Perché legalizzare? "Due le ragioni per me fondamentali. La prima come dicono tutti gli esperti è un modo concreto per sottrarre alla criminalità organizzata una fetta consistente di introiti. Partendo dal presupposto che oggi le droghe leggere sono di fatto libere, si trovano facilmente: il fenomeno è concreto e diffuso, noi vogliamo gestirlo. La seconda ragione è che oggi, a differenza di un tempo, anche le droghe leggere vengono tagliate con sostanze chimiche pericolosissime. Dunque, visto che si continua a comprare e fumare canne, preferisco che lo si faccia con sostanze controllate. Fermo restando che gli studi riconoscono che la cannabis produce meno danni, anche in termini di incidenti, di alcol e tabacco. Poi c'è tutto il tema dell'uso medico della cannabis, non solo per la terapia del dolore. Così vorrei sottrarre il dibattito a una discussione sterilmente ideologica nessuno di noi è 'a favore' delle droghe".

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Lo stato dell'arte della legge: on.Giachetti

domenica 15 gennaio 2017

I dati del DPA, sarebbe giusto fare chiarezza

E' uscita la relazione del DPA che mette in mostra i dati relativi al mercato della cannabis. Stimano un mercato che vale 4 miliardi di euro. Il dato, che è una stima, perchè non si basa su dei consumi effettivamente registrati, e probabilmente poco o per nulla attendibile.

Nella presentazione portata alla commissione giustizia nel 2013, L' economia della sicurezza pubblica, sulla basa dei dati riscontrabili nella "Relazione Europea sulla droga" 2013 e il report "EU Drug markets Report" emergono numeri diversi.

L' Italia era primo consumatore europeo di hashish con una quota pari al 30% di un mercato stimato in 1300 tonnellate e il terzo mercato per infiorescenze di cannabis ( 1200 tonnellate consumate annualmente in europa). Sulla base di questi dati emerge un fatturato annuo, del mercato italiano della cannabis di circa 5.6 miliardi di euro.

Quindi la domanda è: se i dati del 2013 europei parlano di un mercato di quasi 6 miliardi di euro solo per la cannabis e i derivati, da dove arrivano i numeri del DPA di oggi? Se i dati sono stati presi dall' ISTAT c'è un errore del circa 50% sulle stime (se si considera di passare da 4 miliardi a 6).

In Europa, i dati italiani sulle statistiche delle droghe, non sono ritenuti più attendibili da anni; sulla base di cosa si continuano a tirare fuori numeri dal cilindro?

sabato 21 novembre 2015

Il terrorismo non si nutre di Corano ma di Captagon

In uno dei vari raid di mercoledì 17 novembre effettuati dalle forze speciali francesi a seguito degli attacchi a Parigi, in una stanza d'albergo di Alfortville, una delle banlieue della capitale francese, sono state ritrovati aghi e fili da intubazione. La camera era stata presa in affitto dal pluriricercato 26enne belga Salah Abdeslam. Le analisi della scientifica non hanno ancora determinato se il materiale medico sia stato utilizzato per confezionare le cinture esplosive dei kamikaze o se sia servito a iniezioni ipodermiche. O, magari, per entrambe le cose.

È noto che in tutte le guerre le prime linee usino stimolanti per affrontare in un pieno d'euforia il combattimento (vi siete mai chiesti perché l'eroina si chiami così?), ma era meno noto che queste, anche se chimiche, fossero prodotte là dove sono maggiormente utilizzate. Negli ultimi 10 anni, sia che si tratti di additivo per lo spasso dei giovani ricchi che di stimolante chi combatte, in Medio Oriente c'è stata un'invasione di amfetamine e in particolare di Captagon.

Se prima della guerra in Iraq del 2003 la produzione era prevalentemente nel sud-est dell'Europa, principalmente in Bulgaria, mentre Turchia, Siria, Giordania e Libano, ma alle volte anche il Paraguay, erano vie del traffico verso i Paesi del Golfo, da qualche anno la Siria è diventato il centro di raffinazione di Captagon per tutta l'area. Come la storia del proibizionismo ci insegna, le droghe, oltre a esser sostanze con effetti psicotropi e intossicanti, sono anche delle vere e proprie monete parallele. In tutto il Medio Oriente questa nuova stupefacente moneta si chiama, appunto, Captagon.

Il Captagon è un tipo di fenetillina (nota anche come amfetaminoetilteofillina o amfetillina), cioè uno psicostimolante sintetizzato per la prima volta nel 1961 dalla tedesca Degussa AG e utilizzata per circa 25 anni come farmaco alternativo, e più blando rispetto all'amfetamina nella cura della narcolessia, della sindrome da iperattività e, in alcuni casi, della depressione. Tanto gli importanti effetti collaterali, dovuti ad assunzioni prolungate, quanto l'abuso registrato all'inizio degli anni Ottanta negli Usa, l'hanno fatta inserire dall'Organizzazione Mondiale della Salute nelle tabelle della convenzione Onu sulle droghe del 1988. Reperite la materia prima, e mischiatala a dovere, con poche attrezzature si ottengono della pillole che sul mercato vanno dai 5 ai 20 dollari. Se assunte con la caffeina sono un potente stimolante che garantisce una significativa fonte di entrate di liquidità molto meno complessa da gestire del petrolio e dei reperti archeologici - o degli esseri umani.

Il 26 ottobre scorso all'aeroporto internazionale di Beirut sono state sequestrate due tonnellate di pillole Captagon nascoste in quaranta borse su un jet privato diretto in Arabia Saudita; pare che le autorità di Riyad ne abbiano sequestrate 55 milioni di pasticche nel solo 2014 - che per 5 o 20 dollari fanno... Se, com'è molto probabile, verrà confermato che si tratta anche di sostanze stupefacenti assunte dagli attentatori per doparsi, in aggiunta a tutte le restrizioni alle libertà personali che ci aspettano nelle prossime settimane, ci sarà anche da metter in conto un rilancio allarmista e proibizionista. Non sarebbe la prima volta.

Quel che però non verrà sottolineato con la dovuta attenzione è che non è per via del Corano che si accende la rabbia o si fomenta l'odio, ma piuttosto che senza un prodotto come il Captagon, una soluzione chimica che più laica non si può, non si accendono le furie omicide di un'organizzazione di criminali. Lo dico da antiproibizionsta, cioè da qualcuno che ritiene che anche queste sostanze debbano esser legalizzate per tentare di toglier loro il valore aggiunto della proibizione e, semmai, per creare una possibilità di controllo meno fallimentare, anche per quanto riguarda gli aspetti socio-sanitari, della produzione e commercio di roba come questa.

Come detto, il Captagon ha anche dei potenti effetti collaterali, ma prima che questi possano mettere in ginocchio i terroristi è auspicabile che la comunità internazionale trovi una risposta politica coordinata per "curarli" e "difenderci". 

* rappresentante all'Onu del Partito Radicale
(articolo pubblicato sul quotidiano L'Huffington Post del 19/11/2015)

venerdì 13 giugno 2014

U.E. - Sesso e droga in PIL. WSJ: Italia +1-2%, Gb +3-6%

Sesso e droga cambiano il Pil europeo: i nuovi sistemi di misurazione del Pil dell'Unione Europea includono le droghe, la prostituzione e altre attivita'. E La Gran Bretagna, l'Irlanda e l'Italia sono fra i primi paesi che le adotteranno, includendo nella misurazione delle loro economie anche alcuni affari illeciti. Per l'Italia questo potrebbe tradursi in un aumento del valore del Pil dell'1-2%. A fare i conti e' il Wall Street Journal, secondo il quale non tutti gli economisti sono d'accordo perche' misurare l'economia sommersa e nascosta potrebbe rendere il dato sul pil meno accurato. Altri osservatori, invece, ritengono l'inclusione di droga e prostituzione un bene: se le vendite di droga non sono incluse, si potrebbe erroneamente giungere alla conclusione che la popolazione risparmi i soldi spesi invece in sostanze stupefacenti. ''Alcuni paesi europei potrebbero avere degli incentivi extra a gonfiare la taglia della loro economia: un pil maggiore aiuta infatti il debito e il deficit a restare nei limiti dell'Unione Europea'' afferma il Wall Street Journal, sottolineando che il Bureau of Economic Analysis, che calcola il pil americano, ''non ha al momento intenzione di includere la spesa in attivita' illecite''. L'economia americana sarebbe il 3% piu' grande se le regole europee fossero adottate. La Gran Bretagna vedrebbe il valore del suo pil aumentare di 9 miliardi di dollari includendo la prostituzione e 7,4 miliardi di dollari includendo le droghe illegali, con una spinta del 3-6%.

martedì 13 maggio 2014

APPELLO AI SENATORI PD

Martedì 13 maggio approderà in Senato il DL Lorenzin per l’approvazione finale (dalle 16,30 sul canale web del Senato, sul canale SKY 525 o su http://radioradicale.tv/senato-diretta).
Rivolgiamo ai senatori del PD lo stesso appello rivolto ai loro colleghi deputati e vi invitiamo a partecipare alla MAILBOMBINGindicata di seguito all’appello. #BastaGiovanardi

APPELLO AI SENATORI PD
A seguito dell’OdG presentato dalla senatrice Bianconi che mira al ritorno della cannabis tra le sostanze stupefacenti catalogate in tabella I e la nomina del sen. Giovanardi quale relatore in aula (nonostante sia il diretto responsabile dei devastanti effetti che la sua legge, con questa catalogazione, ha provocato per 7 anni ai danni di semplici consumatori), rivolgiamo anche a voi lo stesso appello rivolto ai vostri colleghi deputati in occasione della discussione alla Camera:
Su voi senatori del PD pesa tutta la responsabilità della scelta tra il buon senso e la salvaguardia degli equilibri politici, tra il sopportare l’anacronismo di Giovanardi e il voler adeguarsi al passo delle trasformazioni in atto a livello globale e ci auguriamo vogliate agire in nome della volontà popolare e non per continuare a tollerare i ricatti del NCD ogni volta si parli di temi legati ai diritti civili.

INVITIAMO TUTTI I NOSTRI SOCI, SOSTENITORI E UTENTI A PARTECIPARE ALLA SEGUENTE MAILBOMBING E A DARLE LA MASSIMA VISIBILITA’ E PROMOZIONE ATTRAVERSO TUTTI I VOSTRI CONTATTI SUI SOCIAL NETWORKS
Oggetto: Decreto Lorenzin
Testo:
Eg. Sen. Luigi Zanda, su Lei e i suoi colleghi di Partito pesa tutta la responsabilità della scelta tra il buon senso e la salvaguardia degli equilibri politici, tra il sopportare l’anacronismo di Giovanardi e il voler adeguarsi al passo delle trasformazioni in atto a livello globale e ci auguriamo vogliate agire in nome della volontà popolare e non per continuare a tollerare i ricatti del NCD ogni volta si parli di temi legati ai diritti civili.
Da inviare a: luigi.zanda@senato.it

APPELLO AI SENATORI PD - legalizziamolacanapa.org

giovedì 15 novembre 2012

L'Europa produce sempre più droga

Da consumatori a produttori, specie di cannabis: ecco cosa dice l'analisi Oedt
ROMA - Aumenta in Europa la produzione casalinga di marijuana: coltivazioni "a misura variabile" che possono andare dalle grandi piantagioni alle piantine sul balcone di casa, ad ogni modo tutte in crescita. Il dato emerge clamoroso dalla 17esima Relazione annuale 2012 dell'Osservatorio europeo delle droghe (Oedt), che ha realizzato un'ampia analisi del mercato della cannabis, la droga illegale più consumata in Europa. Ne esce che un consumatore europeo, per eccitarsi e stimolarsi, usa di tutto, anche polveri e pillole di cui non conosce la composizione. In calo invece le droghe "tradizionali" come eroina e cocaina. Da segnalare poi un ritorno in auge dell'Mdma (il componente più noto del gruppo di droghe "ecstasy"), un continuo e incessante afflusso di nuove sostanze quasi sempre sintetiche, un record dei negozi online che vendono droghe "legali", un allarme antrace tra chi consuma eroina. Ma ecco, droga per droga, qualche dettaglio in più.
CANNABIS - È consumata quotidianamente da circa 3 milioni di europei (15-64 anni), circa 23 milioni di persone l'ha usata nell'ultimo anno. Si conferma la tendenza alla stabilizzazione o calo del consumo tra i giovani adulti (15-34 anni). Alle importazioni viene sempre più sostituita la produzione: ben 29 paesi su 30 documentano la coltivazione di marijuana e in due terzi di questi paesi il consumo di cannabis è dominato da prodotti a base di erbe contro un terzo da resina importata (hashish) prevalentemente da Marocco e Afghanistan.
COCAINA - Resta la droga stimolante più consumata in Europa (4 milioni l'hanno usata nell'ultimo anno), ma la sua popolarità e l'immagine di "droga di status" appaiono in declino. Italia, Danimarca, Irlanda, Spagna e Regno unito, i cinque paesi con i più alti livelli di consumo, registrano un calo nell'ultimo anni tra i giovani adulti. Calano anche il numero e i quantitativi di cocaina sequestrati.
EROINA - Continua il calo del consumo, soprattutto di quella iniettata: i consumatori regolari di eroina sono stimati in circa 1,4 milioni di europei e oltre la metà ha accesso alle terapie sostitutive. Secondo l'agenzia europea di Lisbona, il calo del consumo è in concomitanza con un aumento dell'erogazione dei trattamenti. Ma c'è un nuovo pericolo in agguato per i consumatori di questa sostanza: l'antrace. Focolai di questa infezione batterica molto pericolosa e talvolta mortale sono stati rilevati in Europa.
NUOVE DROGHE - Quasi ogni settimana nell'Ue viene scoperta una nuova droga. Ed è record di negozi online che vendono prodotti psicoattivi ai consumatori europei. L'Oedt ha individuato nel 2012 un numero record di 693 negozi online che vendono prodotti psicoattivi ai consumatori europei, in aumento rispetto ai 170 del 2010. A guidare la classifica delle dieci droghe "legali" offerte più frequentemente sono tre prodotti naturali - il kratom, la salvia e i funghi allucinogeni - ma le altre sette sostanze sono sintetiche.

L'Europa produce sempre più droga 

lunedì 15 ottobre 2012

USA - Legalizzazione droghe. L'appello dell'attore Brad Pitt

'Dopo quarant'anni e mille miliardi di dollari spesi, sosteniamo ancora questa farsa chiamata guerra contro la droga': durante la proiezione a Los Angeles del documentario 'The house I live in', Brad Pitt ha parlato con i media statunitensi del suo disaccordo con il governo americano sulla politica contro il traffico e l'uso di sostanze illecite.
'Non faccio piu' uso di droghe, ma se volessi potrei trovarne qualsiasi tipo in qualsiasi citta' americana in meno di 24 ore', ha detto l'attore definendo la lotta agli stupefacenti 'un terribile fallimento'. Per la star l'unico modo per risolvere il problema e' porre fine al traffico di denaro che sta dietro questo mercato. 'Bisogna considerare la possibilita' di legalizzare l'uso della droga, lasciando alle persone la decisione se sbagliare o meno, e trattandole piu' da pazienti e meno da criminali', ha spiegato ancora Pitt.
La star qualche mese fa aveva rivelato di aver avuto parecchi problemi con le sostanze stupefacenti all'inizio degli anni Novanta.

USA - Legalizzazione droghe. L'appello dell'attore Brad Pitt 

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