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venerdì 2 giugno 2017

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Lo stato dell'arte della legge: on.Giachetti

"Se si vota a settembre è impensabile approvare una legge del genere prima, abbiamo visto il tempo che c'è voluto per le Unioni civili o il testamento biologico. Detto questo, non posso che condividere il tentativo di Della Vedova anch'io credo sia giusto che su questa proposta, trasversale ma sostenuta da un numero consistente di parlamentari dem, si esprima il Parlamento, in aula o in commissione. Anche perché, come abbiamo già visto altre volte, il Paese è più avanti della sua classe dirigente. Lo dicono i sondaggi, e figure che di solito vengono ascoltate nella lotta alla mafia, vedi il procuratore della Dna Franco Roberti secondo cui è fallimentare la sproporzione tra forze impiegate per perseguire il consumo di cannabis e i risultati ottenuti. Sarebbe utile che la politica si interrogasse su questo. Anche perché questa non è una proposta di governo, né di partito. Quello che auspico è un dibattito che lasci liberi di parlamentari, ci sono tutte le condizioni per fare un passo avanti. Se non sarà così ne prenderemo atto. E comunque la prima volta che una proposta di legge del genere arriva alla discussione in aula, questo ha già un significato politico rilevante". Così, in una intervista all'Unità, Roberto Giachetti, vicepresidente Pd della Camera, primo firmatario della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. E aggiunge: "Un dibattito farebbe comunque maturare la politica, dopo anni in cui è scappata davanti ad alcuni temi, con giochetti e rimpalli tra le due camere. Discutiamo, poi ognuno agirà secondo convinzione, come sempre su temi sensibili e trasversali". Perché legalizzare? "Due le ragioni per me fondamentali. La prima come dicono tutti gli esperti è un modo concreto per sottrarre alla criminalità organizzata una fetta consistente di introiti. Partendo dal presupposto che oggi le droghe leggere sono di fatto libere, si trovano facilmente: il fenomeno è concreto e diffuso, noi vogliamo gestirlo. La seconda ragione è che oggi, a differenza di un tempo, anche le droghe leggere vengono tagliate con sostanze chimiche pericolosissime. Dunque, visto che si continua a comprare e fumare canne, preferisco che lo si faccia con sostanze controllate. Fermo restando che gli studi riconoscono che la cannabis produce meno danni, anche in termini di incidenti, di alcol e tabacco. Poi c'è tutto il tema dell'uso medico della cannabis, non solo per la terapia del dolore. Così vorrei sottrarre il dibattito a una discussione sterilmente ideologica nessuno di noi è 'a favore' delle droghe".

ITALIA - Legalizzazione cannabis. Lo stato dell'arte della legge: on.Giachetti

domenica 9 agosto 2015

Cara ministro Giannini ti scrivo, così mi distraggo un pò....


Alla cortese attenzione dell' ministro Giannini,

Scrivo in merito alle dichiarazioni del ministro Stefania Giannini riguardo ai dati sul consumo di cannabis in Olanda, in allegato, potrà trovare due documenti;

- DPA e cannabis Social club, rappresenta un modello istituzionale, che potrebbe essere applicato per sviluppare una ricerca scientifica in collaborazione tra enti pubblici e privati; al termine della presentazione, a pagina 10, potrà trovare i dati sulla riduzione della diffusione di stupefacenti in età pre adolescenziale a seguito della depenalizzazione del possesso di sostanze illegali.


Dovrebbe essere impegno dell' ministro dell' istruzione prendere atto del successo di queste politiche e sostenere l' attività di governo sul tema cannabis. L' intergruppo parlamentare e il Suo lavoro deve essere riconosciuto da questo governo.


- L' Economia della sicurezza pubblica, riporta le motivazioni alla base della scelta di una politica sulla sicurezza efficace ed efficiente, che passa per una riconsiderazione della cannabis. A pagina 15 viene riportato un grafico riportante dati dell'EMCDDA dove si evince come in Olanda il consumo tra la popolazione è inferiore rispetto all' Italia
, già nel 2008.


Porgo i più sinceri saluti e i migliori auguri di un buon lavoro.


sabato 1 agosto 2015

ITALIA - Cannabis terapeutica. Pronto il primo raccolto di Stato

E' pronto il primo raccolto di cannabis terapeutica 'di Stato', quella prodotta allo Stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, incaricato per la prima volta dai ministeri della Salute e della Difesa lo scorso anno di dare vita a una coltivazione di piante di marijuana destinato all'uso terapeutico, soprattutto per contrastare il dolore nei malati terminali. E grazie alle tecnologie e al sistema di rigoroso controllo impiegato nella struttura militare toscana, "si è riusciti a ottenere quella che potremmo chiamare una 'super-cannabis', con 130 grammi di principio attivo contro i 30 grammi delle normali coltivazioni", spiega all'Adnkronos Salute Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale del Farmaceutico militare.
SCFM di Firenze

 "Siamo ancora in fase sperimentale - evidenzia - abbiamo ultimato il primo raccolto da 80 piante e stiamo eseguendo le analisi, in attesa che i ministeri competenti ci indichino come avviare la distribuzione alle farmacie ospedaliere di tutto il territorio italiano, a seconda delle richieste. La cannabis ottenuta potrà essere consumata come decotto in barattoli da 5 mg, da sciogliere in acqua e assumere come fosse un thè. Ma nulla esclude che, nel prossimo futuro, si possano sintetizzare nella nostra struttura farmaci con principio attivo della cannabis, e ricavare oli o prodotti per aerosol. Gli sviluppi sono davvero molteplici", assicura Cotroneo. 
A livello burocratico, dunque, mancano solo le istruzioni dei ministeri della Salute e della Difesa per utilizzare sul campo la 'super-cannabis', ad altissimo contenuto di principio attivo perché "prodotta grazie a lampade speciali e sistemi standardizzati e curati nei minimi dettagli: dalla temperatura alla pressione, alla luminosità: tutto viene massimizzato. 
Bill Whitaker and Meg Sanders
CBS NEWS
cannabis in USA

E' come se parlassimo della 'Ferrari' della cannabis", assicura. "Dopo il primo raccolto - conclude - siamo già ripartiti con un secondo, che pensiamo possa essere ancora più ampio e stiamo sperimentando nuovi tipi di lampade per ottimizzare ancora di più il contenuto di principio attivo per ogni pianta. Il primo lotto è ora tenuto da parte e in caso di necessità vi si potrà attingere: stiamo aspettando solo le ultime istruzioni dai ministeri".


ITALIA - Cannabis terapeutica. Pronto il primo raccolto di Stato

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