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giovedì 5 aprile 2012

Elezioni Comunali a Parma

Le elezioni comunali si avvicinano e la mia battaglia continua. Dopo un primo tentativo di sprono alla discussione sul tema "cannabis terapeutica e sicurezza" con il candidato dei Radicali (che da quanto mi sembra, ha abbandonato ogni velleità a candidarsi) di trattare pubblicamente il tema, oggi ho provato ad avvicinare il Movimento 5 Stelle. Per la loro politica di "ascolto", sulla carta, mi sono  sembrati gli unici candidati adatti a trattare pubblicamente e senza timori argomenti "difficili", quale per l' appunto la cannabis terapeutica.

Il problema è delicato, necessita di attenzione ed è anche un argomento che inevitabilmente attrae attenzione in campo mediatico; non credo che altrimenti mi avrebbero mai pubblicato una lettera nella rubrica della Gazzetta di Parma, se non avessero mai avuto un ritorno.

Queste elezioni e questo tema, nella mia città, sono un argomento sul quale in molti hanno glissato. La gazzetta, per esempio, non ha mai collegato il "Il caso Bonsu" alle politiche di tolleranza zero della precedente giunta. Quel caso costò il posto dell' allora assessore alla sicurezza. Nè la Gazzetta, ha sottolineato come i cani antidroga sembra siano stati soldi "distratti" dalle casse del comune, nel caso green money, che costò il posto del ormai ex capo dei vigili urbani.

Parma è pronta a cambiare? Ancora oggi me lo chiedo, ma l' impressione che ne ricavo è tutt' altro che rassicurante. Penso che il movimento 5 Stelle non tratterà l' argomento prima delle elezioni; motivi? Paura di perdere voti. La mia domanda è: quanti voti prenderanno? Potrebbe essere davvero parlare di come l' attuale legislazione permetta la coltivazione di cannabis e di come sfruttare questa legge possa garantire ritorni positivi in termini di salute pubblica (attraverso la vendita controllata sotto prescrizione medica), di sicurezza (la vendita tramite strutture come le farmacie sottrarrebbe clienti dal mercato illegale), di creazione di posti di lavoro e di sviluppo di tecnologia farmaceutica (attraverso l' autorizzazione, l' università potrebbe portare avanti importanti ricerche scientifiche e approfondire le attuali nel campo delle neuroscienze, nonchè creare posti attraverso la creazione di campi di coltura) a fargli perdere consenso? La vera domanda è: quanto consenso credono di avere e in quanti li conoscono? Dal mio modesto punto di vista, questa causa potrebbe distinguerli dalla massa di mediocrità che ci circonda e renderli veramente attrattivi, almeno per un punto in particolare. Le loro idee sono buone, ma a mio parere mancano di carica o di un catalizzatore che possa portare l' attenzione del pubblico sui loro contenuti. Vedremo i risultati delle elezioni e vedremo se sarò stato ascoltato.

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