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martedì 13 dicembre 2011

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 4, quarta parte

A questo proposito nel 2006 a più di un anno dall' approvazione del decreto Fini-Giovanardi, l' unione delle camere penali si lamento dell' “immobilismo sul tema tossicodipendenza”: “da un lato la logica ideologica e punitiva della legge Fini Giovanardi continua inspiegabilmente a dispiegare i suoi effetti criminogeni, dall' altro il timido tentativo di modifica delle tabelle sulle quantitàdelle sostanze ha subito un brusco arresto.” Così recita un documento dell' Osservatorio carceri Ucpi (unione camere penali italiane). Nel 2006 “il dipartimento dell' amministrazione penitenziaria fotografa la percentuale di detenuti tossicodipendenti rispetto alla popolazione detenuta globale intorno al 30%. I dati forniti dal ministero degli interni a seguito dell' emanazione della legge indicano un rilevante aumento delle segnalazioni all' autorità giudiziaria e degli arresti per detenzione di cannabis nel periodo maggio ottobre 2006 rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente.” Questo quanto successe in seguito alla approvazione della “nuova legge sulla droga”.A seguito di queste segnalazionin nel anno 2007 fu stato effettuato un tentativo di innalzamento dei limiti tabellari per la cannabis, ma il decreto fu annullato per sentenza del TAR (tribunale amministrativo regionale) del Lazio. Attualmente la “quantità di principio attivo detenibile per la cannabis è pari a 500 mg per la cannabis e 750 mg per la cocaina.
A distanza di 5 anni dall' entrata in vigore della legge sulla droga, dopo l' annullamento dell' innalzamento dei quantitativi minimi e della reintroduzione integrale della legge così come era stata approvata nel 2005, quale è la situazione delle carceri in Italia?
Nel 2009 il firmatario della attuale legge sulla droga dichiarò:” nessuno è mai stato perseguito penalmente per il consumo personale ma esclusivamente per traffico, spaccio o condotte ad esso collegate o coltivazione”. Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

“Dei circa 67mila detenuti oggi presenti nelle 206 carceri italiane, uno su 3 è straniero, uno su 4 è tossicodipendente e considerevole è anche la percentuale di detenuti con malattie mentali. Tutto questo va ad aggravare le già pesanti condizioni lavorative delle donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, oggi sotto organico di ben 5mila unità. Il dato importante da considerare è che i detenuti affetti da tossicodipendenza o malattie mentali, come ogni altro malato limitato nella propria libertà, sconta una doppia pena: quella imposta dalle sbarre del carcere e quella di dover affrontare la dipendenza dalle droghe o il disagio psichico in una condizione di disagio, spesso senza cure adeguate e senza il sostegno della famiglia o di una persona amica. Forse è il caso di ripensare il carcere proprio prevedendo un circuito penitenziario differenziato per questi tre tipi di detenuti.” E' quanto richiesto da Donato Capece,segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria alla presentazione del convegno nazionale il SAPPE e l’Associazione Nazionale Funzionari Polizia Penitenziaria ANFU hanno tenuto a Roma lunedì 8 marzo 2010.
 Sfortunatamente per il sottosegretario con delega alle tossicodipendenze, la segnalazione del Sappe, non è l' unica. Per esempio nell' estate del 2006 furono numerose le notizie sui giornali di arresti per possesso di quantità anche irrisorie di stupefacenti. Così possiamo ricordare l' arresto di tre persone per 0,7 grammi di eroina. Se, come dice il sottosegretario, è nessuno è finito in carcere per utilizzo personale di stupefacenti, come è possibile utilizzare gli stupefacenti? “La pena per la coltivazione di lieve entità è la reclusione da uno a sei anni e la multa da euro 3.000 a euro 26.000” ricorda Giovanardi in una risposta indirizzata al comico genoivese Beppe Grillo in seguito ad una lettera aperta scritta dal comico nella quale si chiedeva la depenalizzazione delle “droghe leggere”. Così,sempre nell' estate 2006, un giovane fu arrestato a sapri per avere delle piante di canapa ad essicare in casa. La domanda da porre a Giovanardi risulterebbe essere semplice: se “in italia non è reato penale utilizzare droghe, se si afferma che è già depenalizzata la “fattispecie”, come si può utilizzare droga, essere tossicodipendenti, e allo stesso tempo essere in carcere?
I casi di cronaca di “eccesso di zelo” da parte delle forze dell' ordine per l' applicazione della legge più restrittiva d' europa in materia di stupefacenti sono diversi. Dalla gazzetta del mezzogiorno un cittadino incensurato, fu trovato in possesso di 10 grammi di cocaina; dalle analisi risultò 1,8 grammi di principio attivo, al di sopra dei 750 milligrammi delle tabelle legislative, e tanto basto sebbene per uso personale, per indirizzare l' incensurato verso il carcere. Questo arresto risultò una specie di record negativo; l' arresto fu effettuato il 10 maggio e le tabelle entrarono in vigore solamente un giorno prima.
A catanzaro un insegnate e un idraulico finirono in carcere il 16 maggio 2006 perchè trovati in possesso di circa 3 grammi e mezzo di hashish e uno spinello. Secondo i militari la droga era già suddivisa in dosi e pronta per essere venduta, secondo i due inquisiti era per uso personale.

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