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sabato 2 febbraio 2013

ITALIA - Cannabis social club. Nato il primo italiano a Racale-Lecce

E' stato ufficialmente costituito, lo scorso 29 gennaio, il primo cannabis social club italiano.
Qui l'intera registrazione dell'evento a cura di Radio Radicale
Gli organizzatori dell'iniziativa hanno diffuso oggi un comunicato di precisazione sulle loro posizioni in materia di droghe:

Il consiglio direttivo lapianTiamo reputa necessario ribadire la propria posizione sul tema legalizzazione dopo le affermazioni di alcuni sulla nostra posizione sul tema. Troviamo paradossale dover stare a spiegare una nostra posizione anti-proibizionista arcinota a chi conosce la nostra storia. La legalizziamo? Utilizziamo una risposta data da Marco Pannella a chi glielo chiedeva. Legalizziamo l'Italia! Ma questo non significa che siamo contrari. Riteniamo solo che se si corre troppo, si rischia anche di cadere e farsi tanto male. Ecco perchè reputiamo indispensabile risolvere prima il problema a chi forte della sua debolezza semina con noi il futuro.
Questa e non altre è la nostra posizione.
Cordialmente

Andrea Trisciuoglio - Segretario "LAPIANTIAMO" - Cannabis Social Club Racale (LE)
Associazione no profit - Un aiuto reciproco tra malati
C.F. 94092000713
Sede legale: Via delle Orchidee, Salice 71122 (FG)
sito internet: www.lapiantiamo.it
E-mail: andratrisciuoglio@gmail.com

ITALIA - Legge droga e incostituzionalita'. Tribunale Roma rimanda a Corte Costituzionale

Il tribunale di Roma, in un procedimento per droga, ha deciso di rimandare gli atti del procedimento alla Corte Costituzionale, per presunta questione di legittimita' costituzionale della legge in vigore. Una iniziativa che segue quella dell'avv.Fabio Valcanover (foro di Trento) e altri e che di recente e' stata anche oggetto di un approfondito seminario ad Udine organizzato dalla Societa' della Ragione..
Qui il testo dell'ordinanza romana.

domenica 27 gennaio 2013

A sostegno del Progetto di legge regionale sulla cannabis terapeutica in Emilia Romagna


Alla cortese attenzione del consigliere Franco Grillini

Gentile Franco Grillini, Le scrivo questa lettera aperta a seguito della notizia apparsa sui giornali della volontà di portare avanti il progetto di legge sulla cannabis terapeutica presso l' Assemblea legislativa dell' Emilia Romagna.
Le scrivo perchè possa prendere in considerazione alcune modifiche o aggiunte al disegno di legge originale, in un ottica di pieno riconoscimento delle proprietà terapeutiche della cannabis e per rendere questo medicinale disponibile a chiunque il proprio medico sia disponibile a prescriverla, con gli enormi vantaggi che questa politica sulla salute potrebbe portare a tutte le comunità Emiliano Romagnole che decidessero di distribuire la cannabis terapeutica attraverso le farmacie comunali, oltre che attraverso le farmacie ospedaliere come previsto già dai numerosi pdl approvati in altre regioni.

Vorrei approfittare del Suo impegno, per portare alla Sua attenzione, alcune considerazioni che, alla luce delle politiche internazionali sulla cannabis, potrebbero portare nuova linfa al disegno di legge che porta il Suo nome. Le considerazioni riguardano l' impatto che una politica tollerante sulla cannabis terapeutica potrebbe avere sulla sicurezza pubblica e sulla salute, sulle risorse economiche della regione e dei comuni, sulla copertura del costo di questa nuova politica.

Sotto un punto di vista di sicurezza pubblica, rendere la cannabis disponibile sotto prescrizione medica, come permesso dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti, permetterebbe di sottrarre il mercato illegale più grande del mondo alla criminalità organizzata. Il modello di vendita sotto prescrizione medica al quale faccio riferimento è quello che già avviene in 19 degli stati dell' unione del nord america, ossia rendere disponibile cannabis terapeutica a chiunque sia fornito di regolare prescrizione medica.

Negli Stati Uniti, questa politica, ha permesso di concentrare gli sforzi delle forze dell' ordine sugli spacciatori illegali e i narcotrafficanti, piuttosto che i dispensari di cannabis terapeutica o i regolari pazienti di questi. In Italia però, la creazione di dispensari legali è di difficile, se non di impossibile attuazione. Quello che è possibile in Italia, è vendere cannabis terapeutica attraverso le farmacie (Titolo II art.17 comma 2 "Delle autorizzazioni", Testo unico sulle sostanze stupefacenti). Vendere la cannabis e i suoi derivati attraverso farmacie comunali sarebbe la soluzione definitiva a vincoli di bilancio delle aziende sanitarie locali e ad una effettiva applicabilità del progetto di legge presentato. Sopra ho citato le farmacie comunali; perchè? Perchè il profitto derivante dalla vendita del medicinale rientrerebbe nelle casse dei comuni e non di privati e quindi disponibile ai cittadini. Il profitto da queste vendite garantirebbe la copertura dei costi per la politica di distribuzione gratuita per i malati di patologie gravemente debilitanti come la SLA, i tumori, e le tutte le altre che la medicina riconosce come trattabili con cannabis terapeutica e per le quali serve una copertura economica.

La regione Emilia Romagna, può essere la nuova frontiera di una politica economicamente sostenibile e sensibile. Infatti, i riferimenti nelle leggi regionali approvati in questi mesi alla sostenibilità economica di questa politica, alla luce dei tagli sulla sanità e della spending review, possono essere una seria minaccia alla reale applicabilità di queste leggi.
Sarei lieto di potere apprendere di modifiche alla legge regionale in queste direzioni e come cittadino felice di assistere ad una politica economicamente sostenibile, come si sta affermando nel resto del mondo, che garantisca autonomia agli enti pubblici all' interno della regione.

ADUC Droghe - Cannabis terapeutica in Emilia Romagna, lettera al consigliere Franco Grillini

venerdì 25 gennaio 2013

La Regione «sdogana» la cannabis curativa: la legge è a un passo

Martedì parte l'iter del progetto di legge sulle «Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche»

BOLOGNA - Dovrebbe essere la volta buona: è pronta la legge per «sdoganare» anche in Emilia-Romagna l'uso terapeutico della cannabis. Martedì parte infatti l'iter del progetto di legge sulle «Modalitá di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalitá terapeutiche», presentato dall'Idv a inizio 2011 e rimasto a lungo nei cassetti di viale Aldo Moro. Nella sostanza, come hanno già fatto altre Regioni italiane, anche l'Emilia-Romagna si doteàá di un provvedimento per rendere disponibile la cannabis come terapia antidolore per malati terminali e per chi soffre di alcune malattie.

GRILLINI - Il tema irrompe in piena campagna elettorale, ma secondo le previsioni del primo firmatario del provvedimento, l'ex parlamentare Franco Grillini, il testo dovrebbe approdare in aula per il voto non prima di marzo-aprile. Del resto, confida lo stesso Grillini, «non credo che il progetto di legge creerà scandalo, questa dovrebbe essere la volta buona. In fondo, si tratta di rendere disponibile un farmaco che oggi in Emilia-Romagna è difficile da avere. Ricordo che è previsto da un decreto ministeriale di Livia Turco, non di Marco Pannella, che risale al 2007. Lo stesso provvedimento è stato approvato anche nel Veneto di Zaia»

La Regione «sdogana» la cannabis curativa: la legge è a un passo

mercoledì 23 gennaio 2013

Inslee encouraged by marijuana talk with Attorney General Holder

Gov. Jay Inslee said his conversation with Attorney General Eric Holder was “very satisfying” and a “confidence-builder” about the state’s ability to move forward implementing legal marijuana.
Seattle Times staff reporter

Jay Inslee, Governor of Washington

Gov. Jay Inslee said his conversation Tuesday with U.S. Attorney General Eric Holder convinced him Washington state should continue making rules for a legal marijuana industry as mandated by voter-approved Initiative 502.
Inslee and state Attorney General Bob Ferguson met with Holder because of the conflict between federal law, which bans all marijuana, and the state’s law, which makes possession of an ounce of pot legal for those 21 and older.
Inslee said the 45-minute conversation was “very satisfying” and a “confidence-builder” about the state’s ability to move forward implementing legal marijuana. “We went in thinking we should continue with rule-making and nothing I heard should dissuade us,” Inslee said.
At the same time, he stressed that Holder said nothing about the federal government’s intentions and whether it would crack down on Washington state or look the other way.
Inslee said he did not press Holder for a clearer signal, or position, because he considered their talk a preliminary meeting, with more discussions to follow.
Noting that the state is moving ahead with rule-making, Ferguson said he emphasized that the state would like answers soon. “We made it very clear that while we’re moving forward, some deadlines are coming up soon. I think Attorney General Holder understood that we’d need guidance in months to come,” Ferguson said.
Inslee said several times the state would provide Holder with details about how it would prevent its legal marijuana from leaking into other states.
“We spent some time talking about how the initiative would work, how the regulatory process would work. He listened with great interest, and I appreciated that,” Inslee said.
The law will be implemented by the state’s Liquor Control Board, which on Tuesday held the first of six meetings planned to take public comment about the law. The second meeting will be at 7 p.m. Thursday at Seattle City Hall.
The governor added that Holder’s questions show he is “going to be fully attentive” to Washington’s evolving law. Inslee said it’s no surprise that Holder would take his time to fully evaluate the implementation of I-502.
In case the federal government decides to oppose the law, Ferguson has a team of lawyers in his office preparing to make the best legal case for upholding I-502.
“I said we want to avoid a legal fight,” Ferguson recounted during a news conference after the meeting with Holder. “We want to find a pathway forward. But if it comes to it, the Washington Attorney General’s Office will be prepared for a legal fight.”
Eric Holder, Attorney General
President Obama has said recreational pot smoking in Colorado and Washington, the two states that have legalized it, is not a major concern for his administration.
“We’ve got bigger fish to fry,” Obama said in an interview with ABC News last month. “It would not make sense for us to see a top priority as going after recreational users in states that have determined that it’s legal.”
Meanwhile, the U.S. Court of Appeals for the Washington, D.C., circuit ruled Tuesday that medical marijuana should not be reclassified from its status as a federal Schedule I dangerous drug with no medical value.
In a 2-1 decision, the appeals court agreed with the government’s contention that adequate and well-controlled studies on marijuana’s medical qualities do not exist.
Advocates disagree and vowed to appeal the decision to the U.S. Supreme Court.

Bob Young: 206-464-2174 or byoung@seattletimes.com

Inslee encouraged by marijuana talk with Attorney General Holder


martedì 22 gennaio 2013

DANIMARCA - Copenaghen aumenta le narcosale

La prima 'stanza del buco', inaugurata lo scorso ottobre nel quartiere di Vesterbro, nella capitale danese, ha avuto tale successo da suggerire al consiglio comunale di Copenaghen di programmarne altre tre nel resto della citta'.
Le narcosale, diffuse gia' in vari paesi europei e in programma da quest'anno anche in Francia, sono delle sale dedicate ai tossicodipendenti perche' possano assumere le sostanze in strutture protette, coadiuvati da personale sanitario e non in mezzo alla strada, con tutte le conseguenze negative correlate. Nelle intenzioni degli inventori, la stanze del buco sottrarrebbero manovalanza alla criminalita' e aiuterebbero a salvare la vita ai tossicodipendenti allontanando il rischio di overdose e di propagazione di malattie.
Il Copenaghen Post ricorda che i residenti del popolare quartiere di Vesterbro hanno impiegato una ventina d'anni per convincere le autorita' cittadine e riservare le narcosale ai tossici che normalmente assumevamo ogni tipo di sostanza sotto le loro finestre ad ogni ora del giorno e della notte.
Ora che l'esperimento sembra riuscito e che in pochi mesi sono state salvate almeno sei vite – secondo fonti della struttura – ed e' drasticamente calato il numero di 'incidenti' correlati allo spaccio e al consumo di droga, si sta pensando di estendere liniziativa.
Lars Aslan Rasmussen (sinistra), membro del consiglio comunale di Copenaghen, ha chiesto di aprire altre narcosale a Nordvest Sydhayn e Amager. 'Sapevamo che avrebbe avuto successo - ha rivelato Rasmussen - ma siamo rimasti stupiti dal successo ottenuto, e' per questo che ci stiamo orientando per estendere l'esperimento'.
In Svizzera le narcosale sono una realta' da tempo, cosi' come ad Amsterdam, Madrid, e anche in Australia e Canada. In Italia tra i primi a parlare della necessita' di istittuire le 'stanze del buco', sono stati i comuni di Milano e Torino, nonostante la bocciatura delle Nazioni Unite e le preoccupazioni di chi vi vede un modo per allargare il traffico di stupefacenti nelle loro immediate vicinanze.

DANIMARCA - Copenaghen aumenta le narcosale

sabato 19 gennaio 2013

Hemp legalization effort gathers steam

In the cannabis plant family, hemp is the good seed. Marijuana, the evil weed. Michael Bowman, a gregarious Colorado farmer who grows corn and wheat, has been working his contacts in Congress in an attempt to persuade lawmakers that hemp has been framed, unfairly lumped with the stuff people smoke to get high.
Somehow over time, as Bowman’s pitch goes, hemp, which is used to make paper, oils and a variety of useful products, was mistaken for its twin, marijuana — a.k.a pot, chronic, blunt and weed — a medicinal drug loaded with tetrahydrocannabinol that buzzes the mind. Hemp got caught up in the legendary crusade against pot popularized by the movie “Reefer Madness.” All varieties of cannabis ended up on the most-wanted list, outlawed by Congress as well as lawmakers in other nations, inspiring people to kill it on sight.
Bowman’s message is simple: Be sensible. “Can we just stop being stupid? Can we just talk about how things need to change?”
While the United States ranks as the world’s leading consumer of hemp products — with total sales of food and body-care products exceeding $43 million in 2011 — it is the only major industrialized country that bans growing it, even though 11 states have passed measures removing barriers to hemp production and research. Ninety percent of the U.S. supply comes from Canada.
Since Colorado and Washington legalized marijuana by ballot initiatives last fall, a group of farmers and activists have been pushing to revive a crop they say offers a solution to vexing environmental, health and economic challenges.
Proponents value hemp both for how it grows — quickly and in a wide geographic range, without requiring much in terms of water, pesticides and fertilizers — and what it can produce. Its seeds and oil are fodder for health and beauty products, while the strength of its natural fiber makes it a good candidate to be used as a building composite. Combine hemp with water and lime and you get “hempcrete,” which can help construct a house; process it differently and it can make up a BMW’s interior door panel.
But Bowman’s project to plant 100 acres of hemp on his 3,000-acre farm on April 30 — to coincide with the 80th birthday of his friend singer Willie Nelson, known for his support for hemp and marijuana legalization — could run afoul of the Agriculture Department’s farm program, which helps subsidize his corn and wheat. He also grows edible beans, alfalfa and, occasionally, sunflowers.
In a statement, Agriculture Department spokesman Justin DeJong said that since hemp is considered “a Schedule I controlled substance” under the Controlled Substances Act of 1970, it “cannot be grown on farmland” receiving federal commodity subsidies. If convicted of a violation, a farmer cannot get subsidies for five years.
Drug Enforcement Administration spokesman Rusty Payne said in a statement that the controlled-substance law refers “to all cannabis plants, regardless of their THC content,” and that only marijuana growers with a DEA permit can grow it.
It didn’t used to be this way. In the colonial era, Benjamin Franklin published an article touting hemp’s virtues, and Virginia farmers were allowed to pay their taxes in hemp. A USDA botanist grew a half-dozen varieties of hemp on federal property in the 1920s. The U.S. government urged farmers to grow “Hemp for Victory” during World War II to provide the raw material for ropes, sailors’ uniforms and other supplies.
But a couple of factors — the high taxes the federal government imposed on growing hemp in the late 1930s and again in the early ’50s, and then the DEA’s interpretation of the 1970 law — made producing hemp nearly impossible.
But starting in 1999, states began to pass legislation making it easier to either grow industrial hemp or conduct research on it. These measures, however, have had little practical effect. Since the DEA only grants permits in rare instances and demands costly, elaborate security precautions, large-scale hemp growing in the United States is not viable.
The Canadian government, meanwhile, recently announced it would invest nearly $100,000 in marketing hemp and researching which varieties would thrive in different regions of the country.
Canadian Embassy spokesman Chris Plunkett described industrial hemp as “an important crop” for Canada because it grows well in the northern prairie “where other crops, due to climate, cannot grow,” and can be rotated in to break disease cycles.
In the United States, its advocates describe hemp in glowing terms. It can be grown organically with relative ease, and its stalks not only store carbon but could potentially produce biomass energy. The oil is rich in protein and Omega-3 fats and can be eaten as well as be used in products such as Dr. Bronner’s Magic Soaps. Hemp seeds are sold as snacks, and it can be made into paper as well as a building composite to replace fiberglass and in some instances concrete.
Lynda Parker, a Denver-based citizen advocate, learned about hemp while tracking legislation for a political science class she took in 1996. Five years ago, after retiring, she decided to lobby full time for legalization.
“If we’re serious about climate change and the environment, there is no single thing we can do that is more impactful,” she said.
Parker and Bowman, introduced to each other by a Colorado Department of Agriculture official, pushed several efforts in the legislature aimed at reintroducing hemp.
They worked hard to distinguish hemp — which can actually make marijuana less potent when the two plants cross-fertilize — from pot, trying to overcome what they called “the giggle factor.”
“People would ask, ‘Does this mean I can smoke my drapes?’ It’s always the drapes,” Parker recalled.
Victory came Nov. 6, when Colorado voters approved Amendment 64, which not only legalized pot but required “the general assembly to enact legislation governing the cultivation, processing, and sale of industrial hemp.”
Those working on the federal law describe it as a simple matter of economics. Sen. Ron Wyden (D-Ore.) who introduced legislation last Congress with Sen. Rand Paul (R-Ky.) to decouple hemp from marijuana as a controlled substance and plans to push for the bill again this year, noticed the seeds sold as a snack under the name “hemp hearts” last summer at his local Costco in Tigard, Ore.
“Why would you say you can sell it at your local Costco, but farmers around the world get to make most of the money?” Wyden asked.
Even potential Canadian competitors are trying to assist the hemp vanguard here. As Parker and Bowman worked on their state’s ballot initiative, the Canadian consulate in Denver served as unofficial advisers. They flew Canadian Mounties and an expert in composites to discuss the logistics of enforcement and processing hemp once it’s legal and funded Parker’s trip to Winnipeg to attend an industry meeting.
“If and when it becomes legal to grow hemp in the United States, that’s just going to add credence and credibility to what we’re doing,” said Hemp Oil Canada President Shaun Crew, who has already registered the name “Hemp Oil USA” for when he opens up shop south of the border.
Still, that day may be a while off. National Farmers Union President Roger Johnson, whose group supports legalization, failed to help North Dakotan farmers overcome federal opposition to hemp cultivation while serving as the state’s agriculture commissioner.
“I don’t want to throw cold water on this,” Johnson said, with hesitation in his voice. “We were in this fight for 10 years straight and got absolutely nowhere.”
But Vote Hemp President Eric Steenstra argued “there’s a lot of additional momentum” for legalization right now, noting that even conservative-leaning Kentucky is eyeing industrial hemp. The state’s agricultural commissioner, James Comer, is campaigning hard for legalization and on Friday, the Kentucky Chamber of Commerce voted to back a Senate bill that would sanction hemp farming.
Crew is in favor of the campaign, though he warned his American allies not to exaggerate hemp’s potential and become convinced “there’s a big pot of gold at the end of the hemp rainbow.”
“This isn’t the be-all and end-all,” Crew said, noting that 15 years after legalization, hemp occupies only 50,000 acres of land in Canada. “We’re just a blip on the radar screen of agriculture in our two countries.”

Hemp legalization effort gathers steam - Washington Post


venerdì 18 gennaio 2013

Democrazia a 5 stelle....?!?!??!?!

Sono entrato in contatto con il m5s prima delle elezioni comunali di giugno 2012, parlando anche al sindaco Pizzarotti della possibilità di vendita di cannabis terapeutica come strumento di politica sulla sicurezza. La vendita di cannabis terapeutica attraverso farmacie comunali è possibile: il tutto è normato dal testo unico sulle sostanze stupefacenti. Dopo quell' incontro, fui contattato da uno dei membri dell' assemblea regionale del m5s in emilia romagna;decisi di iscrivermi al m5s. A seguito dei contatti e della MIA elaborazione di un pdl regionale sui modelli già presentati in altre regioni come Lazio, Toscana, Puglia, Lombardia e qualche altra, era emersa una bozza, rielaborata con uno dei membri dell' assemblea regionale. Dopo un incontro dove era emersa la bozza di pdl della quale abbiamo parlato assieme ad uno dei due consiglieri regionali, si è deciso di fare prendere polvere a questa iniziativa, cessando di portarla avanti.
E' la sola strada percorsa per fare si che si discutesse di cannabis terapeutica a livello istituzionale? No.
Dopo l' elezione di Pizzarotti a sindaco, in un "esercizio di democrazia diretta" chiamatasi assemblea pubblica, portai all' attenzione del centinaio di presenti, la possibilità che la cannabis potesse essere venduta sotto autorizzazione dalle farmacie comunali. Devo ammetterlo, con grande stupore, questi furono i Risultati dell' Assemblea pubblica 16 Giugno 2012. Con il 55% dei voti favorevoli il 30% degli astenuti e il 15% dei contrari, l' assemblea decise che di questo argomento, se ne sarebbe dovuto parlare. Da allora, anche in consiglio comunale, non è mai stata avanzata neppure una interrogazione su questa proposta per la sicurezza pubblica, nonostante i ripetuti solleciti, di cui ultimo un interessante dibattito online. Invece, si è voluti proseguire sulla strada della militarizzazione della città, quella si, una vera scelta per la sicurezza pubblica, la stessa perseguita dal tanto odiato Vignali.
A presto nuovi aggiornamenti ....

mercoledì 16 gennaio 2013

ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

Via libera nelle Marche alla legge regionale sul'uso di farmaci cannabinoidi. Il provvedimento e' stato approvato dall'Assemblea legislativa delle Marche con 16 voti favorevoli e 6 astenuti. La scelta terapeutica e' affidata ai medici di base, se ritengono che non ci siano cure alternative. La somministrazione dei farmaci cannabinoidi e' effettuata in ambito ospedaliero se il trattamento viene iniziato in ospedale, se ci sono esigenze di continuita' terapeutica e le sostanze vengono acquisite tramite la farmacia ospedaliera.
In ambito non ospedaliero l'Asur coadiuva gli assistiti nell'acquisizione dei farmaci registrati all'estero per finalita' terapeutiche. La legge mira ad assicurare omogeneita' di organizzazione e a monitorare il consumo sul territorio regionale dei farmaci registrati all'estero e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi, oltre a promuovere la riduzione delle liste di attesa. L'uso dei cannabinoidi e' gia' disiplinato da una legge nazionale, ma - ha detto il relatore di maggioranza Francesco Comi (Pd) - 'noi intendiamo attuare una disciplina nostra regionale'. Il relatore di minoranza Giancarlo D'Anna (Gruppo misto) ha parlato di 'una scelta azzeccata' e si e' detto 'soddisfatto perche' si va incontro alle esigenze di soggetti con particolari patologie'.
Nel dibattito sono intervenuti Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc) che ha sottolineato l'importanza di questo tipo di trattamento e Rosalba Ortenzi (Pd), che ha definito la legge 'una cosa buona', che denota 'attenzione verso tanti soggetti e le loro famiglie che vivono sulla loro pelle il disagio del mancato reperimento di queste sostanze'.

 ITALIA - Cannabis medica. Approvata legge in Regione Marche

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

Erogazione dei farmaci e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi per finalita' terapeutiche in Friuli Venezia Giulia: la proposta di legge di iniziativa principalmente della consigliera regionale Annamaria Menosso (Pd), a cui si sono aggiunte le firme dei colleghi del Partito Democratico nonche' di Sa, Idv e Cittadini, ha trovato il consenso unanime della Commissione Salute presieduta da Giorgio Venier Romano (Udc). Lo comunica una nota del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Bloccata gia' la scorsa settimana da Franco Dal Mas e Massimo Blasoni del Pdl, aggiunge la nota, che avevano chiesto tempo per verificare ulteriori aspetti e limitare le possibilita' di impugnazione da parte della Corte costituzionale, anche in questa seduta ha registrato le perplessita' di Dal Mas ma non la sua contrarieta'.
Alla Menosso, dunque, prosegue il Consiglio regionale, il compito di spiegare gli emendamenti necessari a rendere il testo base piu' aderente alle leggi gia' approvate da altre Regioni, in particolare dalla Toscana, e non impugnate dalla Consulta.
'Soprattutto l'articolo 4 - ha detto la consigliera - segna la differenza con il presente: i medicinali cannabinoidi saranno acquistati dalla farmacia ospedaliera, o dell'Azienda sanitaria a cui appartiene il paziente, e posti a carico del Sistema sanitario regionale anche quando la cura dovra' proseguire dopo le dimissioni dell'assistito dalla struttura di ricovero'.
Un intoppo non da poco pero' resta, segnalato da Stefano Pustetto (Sa-Sel) e non da meno da Ugo De Mattia (Ln): 'senza le risorse economiche necessarie, la legge restera' un nulla di fatto'. La Menosso si e', quindi, impegnata a cercare di reperire presso la Giunta regionale il relativo finanziamento e sara' relatrice di maggioranza, con Dal Mas, per l'aula.

ITALIA - Cannabis medica. Ok commissione Regione Friuli VG

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