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domenica 15 novembre 2015

Depenalizzazione, su immigrazione clandestina e coltivazione cannabis vince Alfano. Solo multe per l’ingiuria

Il consiglio dei ministri ha approvato un decreto che riduce alcuni reati al rango di illeciti punti solo con sanzioni pecuniarie. Fuori dalla lista i due reati più delicati per l'Ncd e il disturbo del riposo. Dentro le scritture private falsificate e l'omesso versamento di contribuiti fino a 10mila euro annui. Il magistrato potrà stabilire anche una multa da versare all’erario


Ancora una volta, a indicare la strada al premier Matteo Renzi è stato Angelino Alfano. Il consiglio dei ministri, che aveva all’ordine del giorno anche la depenalizzazione di una serie di crimini “di nullo o scarso allarme sociale“, ha infatti escluso dalla lista esattamente i punti su cui il ministro dell’Interno e leader del Nuovo Centrodestra aveva storto il naso: il reato diclandestinità e quello di” mancato rispetto dell’autorizzazione per coltivazione di piante da cui ricavare sostanze stupefacenti“. Cioè la Cannabis. Troppo delicati per l’elettorato Ncd e troppo esposti all’opposizione della Lega e del resto del centrodestra. Tanto che proprio su quei due punti l’approvazione dei decreti, prevista per la scorsa settimana, si era arenata. Per sbloccare l’impasse, il governo ha deciso che entrambi i reati continueranno ad avere rilevanza penale.

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