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sabato 14 novembre 2015

Aggiornamenti sulla richiesta di autorizzazione alla coltivazione; ringraziamenti al ministero della Sanità

Ha seguito del supporto ricevuto all'iniziativa di scrivere al Ministero, un breve aggiornamento, a seguito della risposta ricevuta oggi in merito ad alcuni suggerimenti inviati all'ufficio stupefacenti.

Anche alla luce degli attentati avvenuti si fa sempre più pressante la necessità che i servizi di sicurezza si concentrino sui reali pericoli per la sicurezza dei cittadini e che il problema "cannabis" venga ridotto ad un problema di carattere sanitario.

Innanzitutto ringrazio il Ministero per l' impegno dimostrato nel proseguire i cicli di coltivazione di cannabis. A questo proposito ho scritto il 31 ottobre:


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Alla cortese attenzione dell'Ufficio di competenza per il rilascio dell'autorizzazione ministeriale per la coltivazione di cannabis.

Ringraziando gli Uffici ministeriali di competenza, per le cortesi risposte in merito alla mia richiesta di autorizzazione alla coltivazione di cannabis, sarei interessato ad avere maggiori informazioni in merito alla bozza presentata dal ministero riguardante il decreto sulla cannabis terapeutica pubblicato sul sito del Sole 24 Ore.

Trattandosi di una bozza sarei interessato a comprendere meglio le motivazioni per le quali l'autorizzazione possa essere rilasciata solo all'istituto di Firenze e non vengano considerate le altre richieste pervenute entro i termini fissati dal dpr 309/90.

La produzione del solo istituto Militare di Firenze non sarà sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale.

Pur trovando estremamente positivo l'impegno del ministero della Salute sul tema cannabis, sarebbe importante che vengano considerate anche motivazione di carattere di sicurezza e salute pubblica, nella possibilità di concedere le licenze per la coltivazione e che non siano limitate ad un solo istituto e che ciò sia preso in considerazione in un decreto ministeriale che tratteggi le linee guida sulla gestione della produzione nazionale di cannabis.

Il mercato illegale della cannabis e i numerosi casi presenti sulle pagine dei giornali dimostrano la necessità di una presa di coscienza e di senso di responsabilità che porti il ministero a concedere le autorizzazioni alla coltivazione più accessibili a chiunque.

La gestione del mercato della cannabis, attraverso una interpretazione meramente repressiva del dpr 309/90 è la maggiore causa dei danni di questa legge e dell'esplosione delle incarcerazioni di massa, con le evidenti ricadute sulla salute a carico di chi viene ingiustamente accusato di coltivazione di cannabis a causa del transito dalle carceri.



Un ammorbidimento della interpretazione del TUS, da parte del Ministero, permetterebbe una transizione della gestione delle problematiche correlate all'uso di cannabis, non più da un punto di vista giuridico-penale, ma da un punto di vista di salute pubblica, garantendo risparmi per lo stato sotto l'aspetto giuridico amministrativo e di salute pubblica attraverso una gestione più puntuale delle necessità dei malati, evitando il contatto con mercati criminali; questo garantirebbe una migliore qualità dei prodotti correttamente controllati dai pazienti o da chi può prendersi in carico la gestione di una produzione che rispecchi standard qualitativi negli interessi del consumatore e non di meccanismi criminali il cui unico scopo sia quello del profitto in un mercato illecito.

Ringraziando e porgendo i migliori auguri di un buon proseguimento dei lavori del ministero sul tema della cannabis,

Porgo i migliori saluti

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