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sabato 19 aprile 2014

Il PD sotto il ricatto di Giovanardi

Continuano i lavori sul nuovo disegno di legge che dovrà porre rimedio all’abrogazione della “finigiovanardi” da parte della Consulta e intanto nell’ultima seduta è stato bocciato l’emendamento proposto dal M5S (a firma degli On. Ferraresi, Turco, Bernini, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti e Sarti), che sostanzialmente era una proposta ben strutturata, in linea con ciò che altri Paesi stanno attuando dopo aver constatato il fallimento delle politiche proibizioniste, e in accordo (rivelatosi solo a parole) con la volontà di altri schieramenti politici.
Dopo una lunga discussione, l’emendamento è stato bocciato non ottenendo la maggioranza dei consensi e non stupisce la ferrea opposizione da parte del NCD, che ha minacciato e minaccia di far saltare persino l’equilibrio politico, ma la cosa che invece colpisce è vedere partiti come il PD, che hanno loro stessi presentato proposte di legge per la regolamentazione della coltivazione di cannabis (On. Gozi e Giacchetti – On. Civati – Sen. Manconi), votare contro.
Parole dure giungono dall’On. Ferraresi che su facebook scrive: “Scusate, mi sono fatto prendere dalla delusione e ho perso tempo inutilmente con Giuditta (On. Pini – ndr). E’ che quando lavori tanto su argomenti (come il t.u. sugli stupefacenti) a cui tieni e che magari a parole sono condivisi dai colleghi, vederseli bocciare con il loro voto contrario mette ancora più rabbia.
Non solo lei, ma tutti gli altri colleghi del PD che ho citato sono IPOCRITI (e li ho accusati per ben 3 volte in Commissione prima che su Facebook): ovvero persone che fingono di sostenere battaglie di rivoluzione culturale, al fine di ingannare i propri elettori, come quella per la legalizzazione della Cannabis (solo sui social o sui giornali) e poi quando si votano gli emendamenti M5S e SEL per rendere possibile la coltivazione per uso personale votano NO, come oggi ha fatto Giuditta in Commissione Giustizia. IGNORANTI, perché scrivono e votano non sapendo cosa stanno votando o scrivendo, e quindi disinformano. Basta che ognuno di voi prenda in mano le varie modifiche al t.u. stupefacenti per capirlo. BUGIARDI, perché su alcuni temi rigirano la frittata come successo nel pomeriggio… dicendo che noi non siamo per la depenalizzazione…”
Continua l’On. Ferraresi: “Oggi si è consumata l’ennesima vergogna nata dal “patto di governo” tra NCD e PD. Pur di non differenziare le condotte di lieve entità tra sostanze, il Governo con l’appoggio dei voti della maggioranza ha di fatto abbassato le pene per le condotte di lieve entità senza distinguere tra “cannabis” ed “eroina”. Non hanno differenziato secondo la linea della Iervolino-Vassalli che è tornata in vita dopo la pronuncia della Corte Costituzionale e hanno infine ammesso che l’accordo politico (con NCD – ndr) non lo permetteva (Ermini – PD), che riconosco essere almeno onesto e competente”.
Fortunatamente bocciata anche la proposta di inserire la cannabis con elevata concentrazione di principio attivo (sopra il 4%) nella tabella delle droghe pesanti e ancora una volta si evince l’ignoranza da parte dei politici preposti a decidere sull’argomento nonostante abbiamo fatto presente in sede di audizione che una cannabis a più alto contenuto di cannabinoidi è semplicemente più “concentrata” e non presenta alcuna pericolo reale rispetto ad altre a più basso contenuto di THC.
Questa la reazione dell’On. Farina: “Ci hanno provato fino alla fine – ha dichiarato ad Articolo 73 il parlamentare di Sel e attivista antiproibizionista – anche cercando di introdurre nonsensi scientifici come la differenziazione tra piante coltivate naturalmente e piante sviluppate tramite incroci, ma fortunatamente il pericolo è stato sventato”.
Si discute inoltre, con l’emendamento 1.700, di abbassare le pene per i fatti di lieve entità senza fare alcuna distinzione tra cannabis ed eroina. A tal proposito si esprimono i deputati del M5S della commissione Giustizia promettono opposizione senza sosta: “non lasceremo che questo emendamento vergogna passi, e faremo di tutto per contrastarlo. La nostra proposta prevede la differenziazione anche per i fatti di lieve entità tra droghe pesanti e cannabis”.
E aggiunge l’On. Farina:“La cosa fondamentale per loro era che le pene non venissero differenziate tra droghe leggere e pesanti, per questo piuttosto che far passare questa differenziazione hanno accettato di abbassare le pene anche per quelle pesanti”.
Nonostante il “nulla di fatto”, l’accesa discussione tra i vari partiti e l’interesse che sta suscitando l’argomento, fanno ben sperare.
Probabilmente, a seguito dell’immotivato accanimento contro la cannabis di alcuni deputati e dell’instabilità del governo, dovremo ancora attendere il crollo del muro proibizionista che, comunque, è ormai ricoperto di crepe attraverso le quali filtra già il vento dell’evoluzione sociale e della libertà.
Giuseppe Nicosia – ASCIA

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