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domenica 4 dicembre 2011

19/12/2008

Egregio direttore, leggo la Gazzetta e in prima pagina trovo il titolo: "Droga, il vero cancro della città". Il nostro super-sindaco Vignali l' ha sparata grossa, soprattutto non sapendo di cosa parla e di come parlarne.
Usare termini forti per parlare di "droga" è controproducente. Sono ben due, infatti, gli studi recenti, condotti uno in Australia e uno negli USA, che criticano fortemente le campagne antidroga, addirittura arrivando a dimostrare come siano proprio questi spot ad indurre all' uso di stupefacenti.
Lo studio Australiano pubblicato sulla rivista Prevention Science, condotto da ricercatori della University of Western Australia su migliaia di adolescenti, arriva a sottolinerare come le pubblicita' progresso a forte impatto visivo che mostrano estreme conseguenze dell'abuso di droga, invece di allontanare i ragazzi dal consumo possono ottenere l'effetto opposto; perchè 'Le pubblicita' mostrano reazioni estreme al consumo di droga, con cui i ragazzi non si identificano, perche' le vedono troppo lontane dalla semplice sensazione di euforia associata alle prime volte', scrive David Erceg-Hurn, che ha guidato la ricerca. 'I teenager rifiutano il messaggio, che puo' diventare controproducente', aggiunge.
Allo stesso risultato è giunta una ricerca dell'Universita' della Pennsylvania, che ha effettuato la valutazione di una campagna di prevenzione organizzata dal governo Usa a colpi di spot tv. Lela Jacobsohn, la ricercatrice che ha condotto e presentato la ricerca, commissionata dal Nida (l'istituto nazionale Usa che si occupa di droga) nell'ambito di un seminario, organizzato a Roma dal Ministero della solidarieta' sociale, ha rilevato come secondo lo studio di valutazione, dopo cinque anni dall'inizio della campagna si sono registrati effetti boomerang sulle persone a cui era rivolta. Chi aveva visto piu' spot, infatti, mostrava un livello piu' basso di risultati: molti ragazzi esprimevano giudizi positivi sulla marijuana o addirittura avevano cominciato a consumarla.
Mi sentirei di dare un consiglio al sindaco: se vuole parlare di droga e ridurre davvero il fenomeno, che si informi.

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