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domenica 4 dicembre 2011

15/03/2008

Egregio direttore, serviva il morto perchè si tornasse a parlare di droga?
Leggo la lettera del signor Lucchi, datata 14 Marzo, e rimango un pò stupito della superficialità con cui ha trattato il tema droga. Per un motivo. La totale ignoranza della strategia attuata a partire dal 1998 dall' ONU in tema di droghe e la drammaticità dei risultati di questa strategia.
Nel 1998, a New York, si è celebrata la Sessione Speciale sulle droghe dell' assemblea generale dell' ONU per valutare l’impatto delle politiche di lotta agli stupefacenti in vigore dal 1961. In quell’occasione il governo statunitense era riuscito a imporre la propria volontà di prolungare la strategia di «guerra mondiale alla droga» per altri 10 anni, con l’esplicito obiettivo di «eliminare o ridurre sensibilmente produzione, commercio e traffico di sostanze psicotrope nel mondo».
La verifica decennale, è già stata rimandata di un anno, anche perchè,a ben guardare, le cifre dei report annuali sulla produzione e diffusione del consumo di droga confermano il totale fallimento di questa strategia. Sembra che dovranno giustificare con delle bugie questo fiasco planetario. La produzione mondiale di droga  è aumentata, addirittura la produzione di oppio, in seguito all' occupazione dell' Afganistan ha continuato a segnare picchi record di produzione di questa sostanza.
I danni di questa strategia non si sono dispiegati solo in campo sociale (attraverso il mancato raggiungimento degli obbiettivi posti), ma anche ambientale; in sud america, infatti, l' impiego dell' esercito americano e stato finalizzato anche all' eradicazione delle piantagioni di coca attraverso l' uso di diserbanti chimici che stanno minando per sempre la flora e la fauna di quelle zone agricole nonchè lo sviluppo economico e sociale di quelle aree, senza ovviamente scalfire minimamente il traffico e la produzione di stupefacenti.

Lettera pubblicata sul sito dell' Istituto superiore della Sanità Italiano
http://www.iss.it/binary/ssps/cont/042.1206009410.pdf

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