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domenica 4 dicembre 2011

07/06/2008

Egregio direttore, si continua a parlare di droga, come dimostra l' intervento del sig. Luigi Villani, ma, come al solito, a sproposito.
Ho letto con interesse dell' "attento osservatore" Agnetti e dei commenti che Villani riserva agli scritti del "critico acuto". Peccato che quello che ne emerga sembra solo demagogia e falsità.
Trovo infatti interessante come ad un "attento osservatore" sia sfuggita la particolare situazione sociale e legislativa italiana; siamo infatti giunti alla attuale situazione di "emergenza droga", dove la diffusione di attività legate al consumo di stupefacenti fiorisce, in barba a leggi ultra proibizioniste e ad una politica intollerante che va avanti da trent' anni (30!). Se siamo giunti a questo punto lo si deve solo all' intollernaza, irresponsabilità politica di destra e sinistra e all' ignoranza espressa dalla facile demagogia.
La tolleranza delle stanze del buco, ad esempio, ha avuto ottimi risultati in campo preventivo e di contrasto all' uso di oppiacei in molti paesi occidentali, dalla Svizzera alla Spagna, dalla Germania all' Olanda fino al Canada. Ovviamente in Italia si è scelta la strada opposta e in seguito all' approvazione del decreto farsa Fini Giovanardi i morti per droga sono aumentati, come rilevano gli ultimi dati diramati dalla polizia di stato.
L' irresponsabilità politica è un altra delle cause dell' attuale emergenza droga ed è strettamente connessa all' ignoranza diffusa riguardo la reale dannosità degli stupefacenti. Affermare infatti che le droghe sono tutte uguali annulla la percezione del rischio derivante dall' assunzione delle diverse sostanze. La dipendenza da eroina non è paragonabile a quella da cocaina, come quella da alcol non è paragonabile a quella da tabacco. Anche la mortalità delle sostanze e differente. Infatti delle quattro droghe citate, le due legali uccidono più di cento mila (100.000) persone all' anno, secondo gli ultimi dati del istituto superiore della sanità, mentre quelle illegati nel 2007 hanno causato circa cinquecento ottanta morti (580), secondo i dati della polizia di stato italiana pubblicati nella relazione annuale della Direzione centrale servizi antidroga. A fronte di questi dati come ha deciso di muoversi il governo? La risposta ci arriva dal attuale ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali: ha affermato, infatti, che "Il mantenimento del Fondo comunitario del tabacco per ulteriori quattro anni rispetto all'attuale limite fissato per il 2009 costituisce una priorita' per la tabacchicoltura italiana".
L' ultima causa che ho citato come fonte delle attuali problematiche che emrgono dal problema droga, riguarda la facile demagogia. E' infatti semplicistico e facile affermare come possa essere utile usare disincentivi penali per contrastare la droga, se al contempo non si ricorda anche che questa strategia ha fatto esplodere il consumo oggi. A riguardo, il rapporto 2007 dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) afferma che l' Europa, per quanto riguarda la diffusione di massa della cocaina, delle amfetamine e della cannabis, sembra ancora "star meglio" del Nord America e questo— sostengono gli esperti dell'Oedt — può essere attribuito alle politiche di riduzione del danno (legalizzazione delle cosiddette «droghe leggere», ambulatori e nuclei mobili che distribuiscono siringhe sterili, terapie al metadone, ecc.), cioè a quelle politiche che negli Usa non vengono praticate.
Condivido, dell' opinione di Villani, solo la neccessità di una maggiore senso di responsabilità. Responsabilità che non traspare mai dalle parole di nessuna istituzione italiana.

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