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domenica 4 dicembre 2011

03/05/2008

Egregio direttore, leggo sulla gazzetta del consiglio di quartiere avvenuto in via Zarotto pochi giorni fa. E' stata una bella occasione per notare l' indifferenza delle istituzioni difronte alle esigenze dei cittadini: prima di tutto infatti viene il campanilismo politico o ideologico.
Ci sono cose che mi hanno stupito del consiglio di quartiere tenutosi: dalla mancata e chiara affermazione della totale contrarietà degli abitanti del quartiere al polo socio-sanitario nel campo tra via Einstein e via Hiroshima come chiedeva tutta la cittadinanza, compresa quella che ha votato l' attuale giunta; al totale disinteresse da parte dell' assessore alla sicurezza (per mere questioni ideologiche) di quello che riguarda la soluzione al problema siringhe e micro criminalità legata allo spaccio di stupefacenti.
Uno studio dell'Università di Zurigo rivela che la tolleranza praticata in Svizzera dal 1991 ha ridotto il numero di eroinomani.È questa la principale conclusione di uno studio condotto da due ricercatori della Clinica psichiatrica dell'Università di Zurigo, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica "Lancet".
Nel canton Zurigo il numero di consumatori cronici di eroina è passato da 7100 nel 1996 a 6200 nel 2005.I ricercatori hanno pure confrontato i dati zurighesi con quelli di paesi che hanno mantenuto una linea repressiva come l'Italia e l'Australia.Se nel 1990 in questi due paesi il numero di consumatori che si sono avvicinati all'eroina era paragonabile a quelli del canton Zurigo, nei dieci anni successivi le cifre zurighesi sono scese ad un livello quattro volte inferiore a quello dei paesi di confronto.
Nonostante i dati alla mano, l' "assessore alla sicurezza", più interessato forse a fare facile demagogia che prendersi a cuore la sicurezza della città di Parma, ha preferito non farsi promotore di nessuna istanza a riguardo, anzi, andando contro "la sua cultura", tale provvedimento non è neppure da prendersi in considerazione. Siamo sicuri che sia la persona adatta ad occuparsi della sicurezza, se le soluzioni per una città più sicura non sono contemplabili? Possibile che la cultura della sicurezza non faccia parte del bagaglio culturale dell' assessore deputato a garantirla?

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