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sabato 3 dicembre 2011

03/05/2007

Egregio direttore, ho letto con interesse la riflessione riportata il 3 maggio sulla gazzetta, riguardante la diffusione di stupefacenti. Mi lascia perplesso il fatto che solo oggi ci si accorga di quanto la droga sia diffusa.
Il sole 24 ore già due anni fa riportava il "profitto" derivante dal traffico di stupefacenti "prodotto" dalla malavita Italiana; il profitto era stimato sui cinquanta miliardi di euro (per rendere confrontabile l' ammontare con una grandezza "conosciuta" vorrei ricordare che l' ultima finanziaria dello stato Italiano si aggirava intorno ai 30 miliardi di euro). La malavita gestisce già da anni risorse economiche maggiori di quelle a disposizione dello stato italiano; nonostante ciò si continua a "fare la guerra alla droga"; una guerra, che stando alle disponibilità finanziarie dei due "rivali" ha già dichiarato da anni il vincitore. Nonostante ciò si continua a perseverare nel fallimento, anzi, si approvano sempre misure peggiori, come l' attuale decreto legge in vigore.
Mi stupisce l' affermazione di Gerra, riguardo i tentacoli che "arriveranno" ad alterare gli equilibri della società: di fatto, con le disponibilità economiche che possiede da anni, la malavita, i tentacoli, li ha già fatti arrivare ovunque; la dimostrazione è la perseveranza nel fallimento, che a qualcuno fa comodo, sia per motivi di immagine, sia per motivi di portafoglio.

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