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domenica 4 dicembre 2011

Storia economica di un fallimento premeditato: il proibizionismo. Capitolo 2, seconda parte


Ennesimo caso di corruzione politica e delle forze dell' ordine viene dal Guatemala. Nel Marzo 2010 Baltazar Gomez, capo della polizia guatemalteca, e Nelly Bonilla, zar antidroga, sono stati arrestati con l' accusa di essere coinvolti nel traffico di stupefacenti e complicità nell' omicidio di cinque agenti di polizia. L' arresto è successivo alla dichiarazione dell' ex viceministro degli interni Francisco Cuevas, secondo cui esisterebbero delle squadre della morte in seno alle forze di polizia. Un ricordo di triste memoria nazista. Il quotidiano Guatemala news richiede ora la legalizzazione degli stupefacenti, anche in seguito al precedente accaduto nel 2009 al allora capo della polizia Porfirio Perez sospeso e in seguito arrestato per essersi intascato diverse centinaia di migliaia di dollari sequestrati ai corrieri della droga. L' america osserva e timidamente risponde per voce di Frank O Mora, del Dipartimento di Stato statunitense per gli Affari esteri dell'Emisfero Occidentale , che risponde impacciatamente di “conseguenza imprevista della guerra alla droga nelle americhe”. Forse con imbarazzo, il portavoce americano, informa che, a seguito della crisi economica e delle guerre in iraq e afganistan il dipartimento non ha le risorse per investire in programmi di guerra alla droga in america centrale alla stregua dei miliardi di dollariche ogni anno vengono dati alle autorità colombiane e messicane. Siamo sicuri che sarebbro soldi ben impiegati?
Sfortunatamente il caso del Guatemala non è il primo e non è l' unico caso di corruzione da parte del narcotraffico e dai soldi che questo dispone. Secondo gli allarmi del dipartimento USA gli introiti derivanti dal narco traffico potrebbero influenzare i risultati delle elezioni presidenziali parlamentari e regionali che si terranno a maggio 2010 nelle filippine. Il dipartimento di stato americano, in seguito alla presentazione al congresso del rapporto annuale sul traffico di narcotici a livello globale, ha evidenziato come il traffico di droghe nelle filippine abbia un valore che oscilla tra i 6,5 e gli 8,5 miliardi di dollari l' anno. Le filippine sono diventate un paese produttore di droghe sintetiche le quali, sempre secondo il rapporto, sarebbero contrabbandate in Australia, Giappone Corea e Canada. Il rapporto USA non fa che da eco a quanto affermato dalla Philippine Drug Enforcement Agency, l'agenzia antidroga dell'arcipelago. Un ex generale con passato nei servizi segreti, Dionisio Santiago, ha dichiarato alla stampa internazionale di indicazioni di politici coinvolti a livello nazionale e locale nel traffico di droga, proteggendo e finanziando i contrabbandieri. L' ex militare continua affermando che il traffico di droga risulta più pericoloso per la stabilità del paese di quanto risultino esserlo le rivolte filoislamiche e filocomuniste che affliggono il paese da ormai 3 decenni.
Cambiando continente, passando dalle americhe all' europa, il più recente caso di presunta corruzione istituzionalizzata risulta in Montenegro. Secondo Nebojsa Medojevic, leader del partito di opposizione in montenegro, il premier Milo Djukanovic sarebbe al vertice di una piramide criminale che assicura copertura al latitante Darko Saric, il narcotrafficante in fuga, dalla fine di gennaio scorso, da un mandato di cattura internazionale spiccato a suo carico da Belgrado. Saric è ritenuto il cervello di un potente traffico internazionale di stupefacenti dal sud america all' europa: sulle tracce del narcotrafficante sono finiti gli inquirenti di mezzo mondo a seguito di un sequestro di 2 tonnellate di cocaina effettuato nel ottobre 2009 in un porto uruguaiano nell' ambito di una operazione denominata “Guerriero balcanico”. Medojevic dichiara di avere documentazione di pressioni esercitate dal premier montenegrino sui procuratori affinchè venissero ignorate le informazioni sul conto del sospetto narcotrafficante. Anche secondo l' antimafia serba, sembrerebbe palusibile che Saric si stia nascondendo entro i confini del montenegro.
Sempre sulle sponde più antiche dell' atlantico, per la precisione in Turchia, anche un nipote del premier turco Recep Tayyip Erdogan è stato arrestato per traffico di droga.Il figlio del fratello minore del premier turco sarebbe stato arrestato in seguito al sequestro, nell' ambito dell' operazione, di circa 50 kg di hashish.
Quanto più è spietata la lotta alla droga da parte della politica tanto più sono serie le minacce da parte dei narcotrafficanti qualora non riescano ad infiltrarsi nei gangli dell' amministrazione sociale. Così accade che in serbia Il presidente Boris Tadic, il ministro degli interni Ivica Dacic e altri massimi esponenti statali ricevono continue e serie minacce di morte da parte della criminalità organizzata.
Se in serbia ci si limita alle minacce, in Messico, dove non arriva la corruzione, arrivano le bande armate dei cartelli della droga. Se Ciudad Juarez è la città più pericolosa del messico, con la non incoraggiante statistica di 101 omicidi ogni 100mila abitanti, negli ultimi 3 anni, gli omicidi legati al narcotraffico in messico risultano più di 17000, ossia una media di 15 morti al giorno, mentre sono calcolate in oltre 40000 le vittime della violenza fra cartelli e forze dell' ordine da quando il presidente Felipe Calderon ha dichiarato la guerra alla droga in messico attraverso il dispiegamento di forze militari. L' agenzia di pubblica sicurezza del messico accusa la strategia antidroga degli stati uniti; i “danni imprevisti” da parte degli Stati Uniti, in Messico, riguardano il terrorismo che i cartelli della droga attuano per mettere in ginocchio le autorità locali e costringerle a scendere a patti. Spesso riuscendoci. Un esempio a riguardo è rappresentato dal maxi arresto di 124 poliziotti nello stato di Hidalgo per presunti legami con una banda criminale con l' accusa di avere dato protezione all' organizzazione e informato i suoi membri in cambio di denaro, di avere partecipato a sequestri estorsioni ed esecuzioni di affiliati di altre organizzazioni criminali nemiche.
Altra dimostrazione del potere di influenza del narcotraffico è data dalla rivista Forbes che, nel 2009, nella classifica «World's Most Powerful People» ha piazzato al 41 esimo posto il boss della droga messicano Joaquin Guzman.
Il potere che scaturisce dal traffico di droga può, però, essere sfruttato non solo dalle organizzazioni criminali. Risulta così inquietante che venga richiesta la condanna a 27 anni di carcere, formulata nei confronti del comandante dei ROS, imputato a Milano per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, peculato e falso. Secondo quanto ricostruito dall' accusa, il Comandante e gli altri imputati nel processo «creavano traffici di droga al fine di reprimerli usando le conoscenze investigative e strumentalizzando le risorse dell'Arma, inducendo i trafficanti a importare droga». Il comandante assieme ad un agente del SISDE rispondono tra l' altro di avere importato in Italia a bordo della motonave Bisanzio, salpata da Beirut e approdata a Ravenna il 9 dicembre 1993, "119 kalashnikov, 2 lanciamissili, 4 missili e munizioni", destinati alla malavita organizzata e venduti in cambio di soldi. Secondo gli inquirenti molti miliardi di lire sarebbero finiti nelle casse dei narcos colombiani e libanesi ai quali il nucleo dei Ros si rivolgeva per ordinare la droga da far arrivare ai trafficanti di fiducia in vista di operazioni presentate come blitz importanti contro la criminalità organizzata. Blitz che finivano con l'arresto di personaggi minori e il recupero solo di piccole quantità di droga.

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