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martedì 13 dicembre 2011

20/07/2010 L' erba no, ma l'alcol si

Egregio direttore, un tentato stupro per abuso di alcol è una notizia grave, che dimostra la pericolosità, prima di tutto sociale, di questa sostanza. La cannabis è illegale e la sua pericolosità sociale, secondo lo studio ordinato dal governo britannico condotto da medici e scienziati specializzati in farmacologia nel 2007, è ben minore di vino, birra e "soft drinks", abitualmente diffusi ad ogni festa, acquistabili ad ogni supermercato o in un qualsiasi locale notturno anche da minori. L' alcol è, di fatto, la vera "droga di ingresso" a quelle che si definiscono droghe leggere, ma anche a quelle pesanti; è anzi la prima droga pesante alla quale i giovani hanno facile accesso.
La legge è chiara sull' argomento: la vendita e somministrazione di alcolici è vietata ai minori di diciotto anni; allora mi pongo una domanda; come è possibile che nonostante questa legge, l' accesso all' alcol è così facile se si inizia a bere a dodici anni, come riporta la gazzetta?
In realtà è facile rispondere a questa domanda "retorica": l' alcol è uno stupefacente "socialmente accettato", la legge c'è, ma la consuetudine del "bicchiere di vino" sovrasta la forza della norma.
Mi viene dunque da porre una domanda provocatoria ai lettori attenti della sua rubrica; se la cannabis, nonostante possa essere considerata una sostanza meno pericolosa dell' alcol (come lo studio britannico dimostra), è proibita,  come mai non si proibiscono anche gli alcolici?

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