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domenica 4 dicembre 2011

09/09/2009

Egregio direttore, uno studio dell'universita'della sapienza di Roma ha analizzato i costi derivanti dal proibizionismo sulle droghe. A differenza della propaganda di "regime" che in Italia non ammette contraddittorio, questo studio porta luce i numeri e i soldi che lo stato spreca.
Lo studio stima eventuali benefici fiscali da parte dell'erario nel periodo 2005-2006 nel caso la regolamentazione applicata al mercato dei tabacchi fosse stata estesa anche al mercato delle altre droghe. Si e'effettuata una simulazione contabile volta a stimare quale sia il costo fiscale del proibizionismo in Italia.
I costi del proibizionismo sono identificati sia nelle spese per l’applicazione della normativa (risorse di polizia, magistratura e carceri), sia nella mancata opportunità delle tasse non riscosse; viene quindi valutato anche l’impatto fiscale dei cambiamenti nelle politiche educative e sanitarie connessi all’eventuale legalizzazione del mercato delle droghe. Secondo questo calcolo, in Italia il costo del proibizionismo nel periodo 2000 - 2005 ammonterebbe a circa 60 miliardi di euro, in media circa 10 miliardi di euro l’anno.
La legalizzazione del commercio delle droghe avrebbe fatto risparmiare circa 2 miliardi all’anno di spese connesse all’applicazione della normativa proibizionista. Inoltre, estendendo al mercato delle droghe la normativa fiscale applicata ai tabacchi, l’erario nazionale avrebbe incassato altri 8 miliardi all’anno dalla tassazione sulle vendite. Rispetto alle singole sostanze, la proibizione della cannabis ha implicato un costo fiscale di circa 38 miliardi di euro, a fronte di 15 miliardi per la cocaina e di 6 miliardi per l’eroina.

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