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domenica 4 dicembre 2011

04/08/2008

Egregio direttore, continuano gli arresti per droga e continuano a circolare gli stupefacenti, come prima più di prima. Decisamente sensazionalistici e accattivanti sono i titoli che spesso si leggono sulla Gazzetta; poco incisive o totalmente assenti sono le riflessioni sull' efficacia del contrasto del traffico di stupefacenti delle attuali politiche governative, i cui risultati sono palesemente fallimentari.
Mentre in Italia non si apre alcun dibattito sulla possibilità di depenalizzare o legalizzare quantomeno le droghe leggere, in America i repubblicani in congresso chiedono la legalizzazione della marijuana; ai membri della commissione salute del Parlamento neozelandese e' stato chiesto di legalizzare il consumo terapeutico della cannabis; in Argentina si pensa di depenalizzare il consumo di stupefacenti, soprattutto in seguito ai risultati di una legge sulle droghe che da vent'anni penalizza il possesso per consumo senza che si sia conseguita una riduzione dell'abuso di sostanze psicotrope. In Canada, un sentenza di Maggio della corte suprema, salva la narcosala di Vancouver in quanto "riduce i rischi di overdose e infezioni, fornendo consulenze ai tossicodipendenti, arrivando anche alla disintossicazione".Dopo Vancouver, anche Montreal, Quebec, avra' un luogo simile e ne sono previsti altri in tutta la provincia. In Quebec ci sono circa 800 luoghi per la distribuzione delle siringhe e non si contano le vite salvate da queste strutture sanitarie.
In Italia non si può neppure parlare di safe-injection room come strumento di prevenzione di malattie e di contrasto efficace alla microcriminalità e uscendo di casa trovo le siringhe sotto il portone e l' annuncio di morti per droga sui quotidiani nazionali e regionali. Un dibattito su un cambio di rotta a cento ottanta gradi delle politiche di contrasto al uso di stupefacenti è urgente.

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