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sabato 11 maggio 2013

Let's Push to Legalize Marijuana


ITALIA - Delega tossicodipendenze alle politiche sociali. Corleone invita Letta

Un invito al premier Letta ad assegnare la delega per le tossicodipendenze nel segno della discontinuita' per evitare il sovraffollamento delle carceri, e' venuto oggi dal coordinatore nazionale dei Garanti dei diritti Franco Corleone. ''La delega alle tossicodipendenze - ha detto - deve rientrare tra le politiche sociali e di integrazione e non di ordine pubblico''. Annunciata anche la richiesta di un incontro con i presidenti di Camera e Senato e una raccolta di firme per modificare l'attuale legge Fini-Giovanardi sulle droghe. ''La richiesta - ha detto - non viene da un'associazione di giovani scapestrati, ma si rifa' ad un documento del Csm del novembre scorso, che chiedeva al ministro Severino una modifica della vigente normativa''. Al 31 dicembre 2012, secondo il Dap - ha reso noto Corleone - su 65.701 detenuti, 25.269 erano in carcere violazione della legge n. 73 sulle detenzione di sostanze illecite e di questi circa il 30-40% reclusi per reati di lieve entita' e detenzione di cannabis. In totale negli istituti di pena si trovano 15.663 tossicodipendenti, il 23,84% della popolazione carceraria. ''Il sovraffollamento - ha concluso - non e' una calamita' naturale, ma il frutto di leggi criminogene, che hanno riempito le carceri e messo in crisi la giustizia''.

High Times Cannabis Cup 2013 Denver Colorado


lunedì 22 aprile 2013

Oggi succede che ...

PARAGUAY - Eletto il presidente Cartés, supericco accusato di narcotraffico
 
Alla fine e' stato eletto presidente il conservatore Horacio Cartès, in lizza per il Partito Colorado che aveva governato il Paese dal 1947 al 2008, anche durante la dittatura di Alfredo Stroessner. Cartés e' accusato dai suoi avversari politici di essere in combutta con il narcotraffico mentre nel 1985 era stato in [...]
 
 
 
Venezuela - Nuovo ministro Interno considerato narcotrafficante da Usa
 
Il neo-presidente venezuelano Nicolas Maduro ha nominato un ministro incluso in una lista nera degli Stati Uniti. Quarantotto ore dopo il suo giuramento, Maduro ha annunciato ieri sera i membri del governo. Ha colpito la nomina del capo della polizia politica (Sebin - Servizio di Intelligence bolivariano), il generale [...]
 

domenica 21 aprile 2013

Marijuana Regulation Bills Introduced On The Eve Of 4/20



DENVER (CBS4) – State lawmakers are discussing two bills on how recreational marijuana might be bought and sold in Colorado.
One bill would regulate recreational pot and the other addresses taxing the sales. Ironically, the measures were introduced in the House on the eve of the 4/20 pot festival. Thousands of people flooded Civic Center Park to champion the passage of Amendment 64 on Saturday.
Legislators took the recommendations given to them by the Amendment 64 Task Force and tweaked them accordingly. One bill would create a 15 percent sales tax on recreational pot and a 15 percent excise tax on pot transfers. The other creates a regulatory framework for retail marijuana.
House Bill 1317 would include:
- Converting the Medical Marijuana Enforcement Division to the “Marijuana Enforcement Division.”
- Giving medical marijuana dispensary owners a three-month head start to apply for retail licenses.
- Only allowing Colorado residents to own, manage or work in a retail marijuana business.
- Limiting out-of-state patrons from buying more than a quarter of an ounce at a time.
Rep. Dan Pabon, D-Denver, introduced the regulation bill. He says it’s about balancing what the voters wanted with public safety.
“It’s been a long process, it’s been bipartisan process. We have a lot of folks who looked at this issue and we just want to make sure we do this right,” Pabon said. “Colorado deserves to have a well-regulated market, protect the public safety, and make sure our children are safe.”
There is a third bill in the Senate which will address the bulk of the recommendations, including keeping pot out of the hands of children. That bill will be introduced early next week.

Photos: Denver 420 Pot Rally












Gearing up for the 420 Rally at Denver's Civic Center Park. (Joe Amon/The Denver Post)


domenica 14 aprile 2013

Respect State Marijuana Laws Act Introduced In Congress







Bill introduced in Congress would spare marijuana users from federal prosecution in states where pot is legal

Rep. Dana Rohrabacher (R-Calif.), the bipartisan bill’s main sponsor, called the measure a ‘common-sense approach’ that respects individual states’ marijuana laws. Eighteen states and Washington, D.C. have laws legalizing the use of medical marijuana, while Colorado and Washington state voted in 2012 to legalize it for recreational use.

A bill introduced Friday would give immunity from prosecution of federal marijuana laws in states where voters have passed laws legalizing the drug.

These are high times for states rights.
A bill was introduced in the U.S. House of Representatives Friday that would effectively tell the U.S. Justice Department to stop going after marijuana users in states where the drug has been made legal for either medical or recreational use.
Dubbed the Respect State Marijuana Laws Act, H.R. 1523 would modify the federal Controlled Substances Act and grant immunity from federal prosecution to any person acting in accordance with state marijuana laws.

Eighteen states have legalized medical marijuana, while Colorado and Washington voters passed measures legalizing the recreational use of pot. 

"This bipartisan bill represents a common-sense approach that establishes federal government respect for all states’ marijuana laws,” Rep. Dana Rohrabacher (R-Calif.), the bill’s main sponsor, said in a press release. “It does so by keeping the federal government out of the business of criminalizing marijuana activities in states that don’t want it to be criminal."
So far, 18 states and the District of Columbia have passed laws legalizing the use of medical marijuana, and in 2012 Washington and Colorado became the first two states to legalize the recreational use of the drug for people over the age of 21.
The bill’s bipartisan sponsors include Reps. Justin Amash (R-Mich.), Don Young (R-Alaska), Earl Blumenauer (D-Oregon), Steve Cohen (D-Tenn.) and Jared Polis (D-Colo.).

A record high 52% of Americans now favor legalizing marijuana.  

 

A survey released last week by the Pew Research Center found that, for the first time, more Americans now favor legalizing marijuana. Fifty-two percent of those asked said they thought pot should be legal, while 45% said the drug should be illegal.
As voters in more states have legalized marijuana, the drug is still classified as a Schedule I controlled substance under the Controlled Substances Act, and its possession, sale and use is subject to prosecution.
Public opinion, however, appears to be in staunch opposition to the enforcement federal marijuana laws over state measures.
Sixty percent of those surveyed told Pew that the federal government should not try to prosecute marijuana users in states where the drug has been made legal.

Bill introduced in Congress would spare marijuana users from federal prosecution in states where pot is legal

venerdì 5 aprile 2013

M5s: uscita dall'euro e cannabis legalizzata, ecco le prime proposte di legge dei 5 stelle

Laura Eduati, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 04/03/2013 17:51 CET
Uscire dall'euro, legalizzare le droghe leggere e agevolare il passaggio di proprietà di macchine e motorini. Sono le tre proposte di legge che i senatori e deputati grillini dovranno obbligatoriamente portare per prime in Parlamento se vorranno tenere fede al regolamento che hanno sottoscritto nei giorni scorsi. Il codice di comportamento a 5 stelle infatti prevede che i neo-eletti debbano costantemente dialogare con i cittadini attraverso il portale nazionale del Movimento, dove la gente comune può scrivere e votare “richieste di legge”: le proposte che saranno apprezzate da almeno il 20% dei partecipanti saranno automaticamente portate in aula.
Finora dunque le richieste con maggiore consenso riguardano uno dei cavalli di battaglia del programma grillino ovvero l'immediata uscita dell'Italia dall'eurozona (1471 voti), seguita dalla depenalizzazione e dalla tassazione della cannabis (1343 voti) e dall'azzeramento dei costi del passaggio di proprietà per i veicoli (1191 voti). Ma le proposte sono molte e disparate: il ripristino del turn-over per i vigili del fuoco, la chiusura del museo di Cesare Lombroso a Torino, stabilire un tetto minimo e massimo per le pensioni, istituire un liceo a 5 stelle per gli adulti che non hanno ottenuto il diploma di maturità e via dicendo.
Soltanto gli iscritti al Forum possono scrivere e votare le proposte. E l'iscrizione al portale prevede non soltanto l'iscrizione automatica al Movimento 5 Stelle, ma anche la dichiarazione che era richiesta ai candidati grillini, ossia nessuna tessera di altri partiti. Condizioni che sicuramente ostacoleranno i semplici cittadini che non hanno voglia di iscriversi al “partito” di Grillo. Eppure secondo il regolamento messo a punto dall'ex comico e da GianRoberto Casaleggio, i neo-eletti dovranno rapportarsi quotidianamente con il forum e attingere da questo le proposte di legge. “È la vera democrazia diretta, senza deleghe”, ci spiega una neo-senatrice piemontese che preferisce rimanere anonima. “Sicuramente sarà faticoso e per certi versi siamo spaventati dalla difficoltà di comunicare continuamente con i nostri elettori. Finché gestivamo un forum nelle nostre piccole comunità locali andava bene, oggi non so cosa aspettarmi”.
In realtà i nuovi senatori e deputati a 5 stelle attendono un software che Casaleggio starebbe mettendo a punto per migliorare il dialogo virtuale tra Parlamento e cittadini, sul modello del liquid feedbak utilizzato dal Partito pirata in Germania. Una piattaforma digitale interattiva che sostituirà il Forum nazionale. Secondo alcuni attivisti del Movimento, questo software sarà presentato entro il 15 marzo ovvero poco prima dell'insediamento delle Camere. Attraverso questo strumento, i simpatizzanti dei 5 stelle potranno intervenire e votare direttamente le leggi che vorrebbero fossero approvate. Un po' come sta succedendo nel Forum nazionale, ma in maniera sofisticata e attendibile. Secondo alcuni militanti della prima ora, sarà un luogo accessibile a tutti anche se non è ancora chiaro come verranno tenuti lontani “troll” e disturbatori. Per Grillo, naturalmente, è il modo per neutralizzare l'art.67 della Costituzione contro il quale si è scagliato ieri: gli eletti devono avere un preciso vincolo di mandato con gli elettori. In questo caso, sono obbligati a essere d'accordo con le proposte che vengono dal basso.
Nel frattempo ai parlamentari grillini è stato consigliato di pubblicare il proprio indirizzo mail per aprire le orecchie alle esigenze della gente comune, mentre il canale di YouTube “La Cosa” - dove oggi è andata in diretta streaming la presentazione degli eletti – “sarà lo strumento con cui i nostri dipendenti e portavoce eletti in Parlamento, ogni volta che usciranno da una Commissione parlamentare o da una riunione, comunicheranno quello che si è deciso".

lunedì 25 marzo 2013

Legalizzare tutte le droghe. Intervista a Jeffrey Miron

Articolo di Redazione
Jeffrey Miron, 56 anni, si considera un liberale tenace. Ha studiato gli effetti della criminalizzazione delle droghe per 15 anni, e pensa che si sia esagerato sempre e che tutti i tipi di droghe debbano essere legalizzate. E' stato presidente del Dipartimento di Economia dell'Universita' di Boston tra il 1992 e il 1998. Oggi insegna al Dipartimento di Economia dell'Universita' di Harvard.

D. Perche' si dovrebbe legalizzare l'eroina, la cocaina e la marijuana?
R. La proibizione delle droghe e' la peggiore soluzione per prevenirne il consumo. In primo luogo c'e' la conseguenza di un mercato nero corrotto e che costa vite umane. In secondo luogo impone limitazioni alle persone che non possono consumare droghe. In terzo luogo, proibire le droghe e' costoso.
D. Perche' costoso?
R. Se legalizzassero le droghe, gli Usa potrebbero risparmiare tra 85.000 e 90.000 milioni di Usd all'anno. Oggi la meta' di questi importi finanzia le attuali politiche antidroga, e l'altra' meta' si perde in imposte con cui gli Usa potrebbero tassare le droghe legali.
D. Sul piatto della bilancia, pero', ci sono molte persone che diventerebbero dipendenti delle droghe.
R. Supponiamo che, in seguito alla legalizzazione, il consumo delle droghe aumentasse. Sarebbe un male? Se applichiamo le norme dell'economia questo e' (almeno in parte) qualcosa di buono. Qualunque politica che mi impedisce di avere cio' che desidero, impedisce la mia felicita'.
D. Le droghe portano alla dipendenza. Annebbiano la felicita' delle persone.
R. La dipendenza non e' il problema. Molte persone sono dipendenti dalla caffeina e nessuno si preoccupa. Molte persone sono dipendenti dello sport, della birra o del cibo. E questo non da' fastidio allo Stato.
D. Lo Stato dovrebbe trattare lo sport e la cocaina allo stesso modo?
R. Gli effetti della cocaina vengono presentati in un modo eccessivamente esagerato. Ci sono banchieri di Wall Street che sniffano cocaina: guadagnano molti soldi, usufruiscono di un buon sistema sanitario, hanno una famiglia e uno stabile trend di vita. Molti di loro smettono anche di consumare cocaina. Ho l'impressione che queste persone godono nel consumarla. E ci sono anche persone che fumano crack e conducono una vita molto diversa dagli agenti di Borsa; sono persone con pochi guadagni, senza lavoro e con una salute malmessa. Molte di esse fanno una brutta fine. Ma la cocaina non ha colpe in merito. La colpa e' della loro pessima vita.
D. Intende dire che il crack non fa male?
R. E' possibile consumare crack per molto tempo e poi smettere? Ci sono dati che lo confermano. Le lobby proibizioniste esagerano molto per raggiungere i propri obiettivi. Le droghe sono molto meno pericolose di quanto la gente pensi. Non e' chiaro che consumare marijuana o cocaina non ha effetti negativi considerevoli se il prodotto e' a prezzi accessibili, se non dobbiamo rischiare la vita per farlo e se il prodotto non e' diluito, senza saperlo, con sostanze piu' o meno pericolose.
D. Lei sostiene che non e' pericoloso iniettarsi eroina?
R. L'iniezione e' tanto diffusa perche', con la proibizione, l'eroina e' costosa e questo modo di consumarla consente di farlo spendendo meno soldi. Se le droghe fossero molto meno costose, la maggior parte delle persone probabilmente fumerebbe eroina invece di iniettarsela.
D. Ancora: pensa che sarebbe un fatto positivo che la legalizzazione portasse ad un aumento del consumo di droghe?
R. Se credi in tutto cio' che gli statunitensi dicono di credere -liberta', individualita', responsabilita' personale- occorre legalizzare le droghe. Il massimo dovrebbe essere che tutti possono fare quello che vogliono, fintanto che questo non sia nocivo per qualcun altro. Si presuppone che non si provochi danni a nessun altro quando si consuma droga, ma i dati scientifici non sostengono questa ipotesi.
D. La cocaina fa si' che la gente diventi aggressiva.
R. Le prove scientifiche di questo sono molto flebili. La maggior parte delle prove che indicano una relazione tra violenza e droghe, si riferisce all'alcool. Questo vuol dire che andrebbe proibito l'alcool? Per questo la legalizzazione di tutte le droghe ridurrebbe drasticamente la quantita' di violenza che c'e' in Usa.
D. Come?
R. La proibizione porta alla violenza. Rivolgersi al mercato nero e' inevitabile, si genera violenza perche' i conflitti tra le parti, impliciti nel traffico di droghe, non possono essere risolti con mezzi legali nell'ambito del sistema giudiziale. Si e' obbligati a vivere in un mondo in penombra in cui ci si ammazza gli uni con gli altri invee di avere a che fare con avvocati che affrontano i problemi nei tribunali.
D. Quindi lo Stato dovrebbe consentire ai cartelli di proseguire nel loro business se non di piu'?
R. Ci sono studi che dimostrano che il livello di violenza si riduce quando lo Stato smette di intervenire nel traffico di droghe, grazie al fatto che ci sono meno conflitti fra narcotrafficanti. Le ultime dimostrazioni a conferma vengono dal Messico. La violenza connessa alle droghe e' molto che esiste. Ma c'e' stato un aumento notevole ed una escalation di violenza da quando il presidente dell'epoca Felipe Calderon dichiaro' la guerra contro le droghe nel 2006. Abbiamo calcolato che la percentuale di omicidi in Usa potrebbe calare di circa il 25% se le droghe fossero legali.
D. Come varierebbero i prezzi delle droghe in conseguenza della legalizzazione?
R. I prezzi della marijuana varierebbero di poco. Se confrontiamo i prezzi del mercato nero con i prezzi di quello legale li' dove la marijuana e' oggi praticamente legale, per esempio in Olanda, sono molto simili. I prezzi che si pagano per la cocaina potrebbero invece diminuire in modo consistente.
D. Di conseguenza tutto il Paese snifferebbe cocaina.
R. Il consumo delle droghe piu' innocue probabilmente aumenterebbe. E ci sarebbe un maggior numero di persone che occasionalmente consumerebbe una qualche droga. Ma, finito il proibizionismo in Usa, quando il whisky di malto senza altri mescolii divenne legale, l'intero Paese non si ritrovo' dipendente dal whisky.
D. Come democrazia, non abbiamo il dovere di proteggere le persone da se stesse?
R. Credo che le persone che provocano danni a se stesse con le droghe continuerebbero a farlo, indipendentemente dal fatto che queste ultime siano legali o meno.
D. Non abbiamo una obbligo morale?
R. Se un amico fa qualcosa di stupido, crede che intervenendo la situazione migliorerebbe o peggiorerebbe? Credo che mettere il suo amico in carcere e obbligarlo a sottostare ad una terapia non sia la soluzione migliore. Credo sia meglio parlargli in modo tranquillo e sereno.
D. Parlare e' la soluzione per il problema delle droghe?
R. Certamente, la proibizione non e' la soluzione.

D. E quindi, perche' le droghe sono vietate?
R. Le persone ingenue credono che se qualcosa e' illegale, la gente non lo fara'. E' chiaro che non e' cosi'. Alcuni credono che se le manteniamo illegali, il prezzo aumentera' e ci saranno meno persone che consumano le droghe. Ma per alcuni il prezzo non e' un fattore determinante.
D. Come sarebbe un mondo in cui le droghe fossero legali?
R. Come il Portogallo. Li' sono diversi anni che il consumo e' legale e si sono avute variazioni minime nell'aumento del consumo di droghe. La legalizzazione non farebbe aumentare in gran quantita' la percentuale di consumo. E se la gente cominciasse a fumare marijuana, questo non avrebbe nessun peso. E' certo.
D. Sul serio chiede che le droghe si vendano nei supermercati?
R. Si'.
D. La prescrizione delle droghe sarebbe una possibilita'?
R. Una prescrizione molto larga come quella della California non ha provocato alcun danno, perche' chiunque ti da' una ricetta. Pero', facendo cosi', che vantaggio si ha? Se esiste una legge per la prescrizione molto restrittiva, di conseguenza si avra' un mercato nero.
D. Che succedera' nel mercato nero se si legalizzassero le droghe?
R. Ognuno potrebbe scegliere. Potrebbe comprare la cocaina nel supermercato o comprarsela da uno sconosciuto trafficante messicano in un angolo di strada dove potrebbe essere ammazzato. Il mercato nero scomparirebbe.
D. Che succedera' per i cartelli della droga?
R. Se le droghe si legalizzassero molti cartelli del Messico faranno tesoro della loro esperienza per creare subito delle imprese legali. Credo che sarebbero i primi e avrebbero buoni prodotti e una buona rete di distribuzione. Non e' per niente chiaro se i cartelli della droga vogliano la legalizzazione. El Chapo Guzman, a capo del cartello piu' grosso del mondo, ha un vantaggio di partenza perche' e' un criminale con molta esperienza; per questo e' tanto ricco. Se non ci fosse un mercato nero delle droga, Guzman perderebbe il suo vantaggio.
D. Le droghe dovrebbero essere tassate?
R. Una tassa alta e' una cattiva idea perche' sarebbe un incentivo alla creazione di un mercato nero.
D. Perche' nessuno sta mettendo in pratica le sue proposte?
R. Diverse migliaia di persone che ricoprono incarichi pubblici si ritroverebbero senza lavoro in seguito alla legalizzazione. I centri di riabilitazione perderebbero molti clienti perche' molte delle persone a cui prestano le cure ci vanno in quanto obbligate dal sistema giudiziale. Anche le persone che costruiscono carceri hanno interesse che ci sia un alto numero di detenuti. E nel contempo, alla Chiesa non piacciono le droghe e negli Usa la Chiesa e' potente.
D. Lei consuma droghe?
R. No. Ho fumato dell'erba quando ero studente, ma poi non ho continuato. Ma se domani si legalizzassero le droghe, sarebbe possibile che le provassi tutte. Dubito che le consumerei piu' di una volta, ma dopo che ho fatto varie ricerche in materia, provo curiosita'.

(intervista di Takis Wurger pubblicata sul settimanale Der Spiegel del 19/03/2013)

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