cookie

Translate

sabato 7 maggio 2016

Aperto il primo Cannabis Social Club d'Italia a Parma. Boom di richieste di residenza

Parma, 01/10/2016
A Parma, il sindaco Pizzarotti, in collaborazione con la Prefettura, il Dipartimento per le Politiche Antidroga, il ministero della Sanità, della Difesa, e dello Sviluppo Economico, dopo avere approvato un accordo che prevede la destinazione dell'area militare in via Zarotto (alla coltivazione di cannabis medica), viene, in oltre, concesso il primo permesso ministeriale per la coltivazione e vendita di cannabis "a norma di legge" ad una associazione. "E' il più importante passo verso le nuove riforme" ha affermato il Primo ministro Matteo Renzi.
L' accesso al club della cannabis, è consentito solo ai residenti nella provincia di Parma e maggiorenni. Negli ultimi 3 mesi, dal lancio della notizia di avvio di un progetto di collaborazione stato, comune e privati, è esplosa la richiesta di residenze nella provincia.
Tutto è partito con la firma di un progetto di legge popolare, alla fine di Aprile, da parte del primo cittadino parmigiano. Ne è nata una polemica futile, che ha portato il primo cittadino ad abbracciare politiche risolutorie.
Regolamentare la vendita di cannabis, "a norma di legge". La produzione del 70% della cannabis avviene da parte dello stato e il restante 30 % a carico dei soci del club muniti di autorizzazione che gestiranno il club. Una scelta che ricalca le scelte riguardanti la produzione di cannabis, adottata in Colorado (i dispensari producono il 70% del prodotto venduto) e la capacità associativa riconosciuta dalla costituzione di una associazione (sull'esempio dei cannabis social club spagnoli).
Da oltre 30 anni, a livello internazionale, si è assistito ad una frammentazione delle politiche sugli stupefacenti a livello internazionale.
L' Olanda, negli anni'70 del SECOLO scorso ha adottato la tolleranza, pur mantenendo la cannabis illegale(!). Nel '96, la California, è stato il primo stato USA a legalizzarla per scopi terapeutici. Nel 2014 è diventata legale per scopi ricreativi ai maggiori di 21 anni in ben due stati.
Parma si è dimostrata una città coraggiosa ... ? Oppure ha solo preso la scelta più sensata per prima in Italia?
L' ultima assemblea speciale dell'ONU ha dimostrato l'incapacità di un confronto internazionale. Il motivo? Nazioni come la Cina, l'Indonesia, l'Iran, hanno ancora la pena di morte per il reato di traffico sugli stupefacenti.
L' umanità vuole andare in una direzione di sviluppo economico e sociale o degenerare verso la barbarie?
Il documento ratificativo di politiche internazionali fuori dal tempo (gli accordi risalgono ai primi anni 60), è stato approvato prima dei lavori assembleari a New York, il 19 aprile.
Questi accordi , però, non sono possono più essere considerati vincolanti, al punto che, proprio negli Stati Uniti, da dove è partita la crociata per la cannabis, è legale in metà degli stati per scopi medici. In oltre, l'organismo internazionale sul controllo dei narcotici, de facto, non ha alcun potere per condizionare le politiche degli Stati membri dell'ONU. Per intenderci; se l'Unione Europea fa le multe agli stati membri; se non rispettano i trattati, partono le multe. L'incb non ha nessun potere di indirizzo.
Da qui la consapevolezza è nata per dire: "Basta! Legalizziamola!"
Così oggi, 1 ottobre 2016, apre il primo cannabis social club d'Italia, a Parma. Dopo essere stata la prima città ad avere un quotidiano stampato, oggi Parma è la prima città che ha legalizzato la cannabis e la popolazione ne è orgogliosa. L' evento ha previsto la distribuzione gratuita di 1 grammo di cannabis a tutti i soci iscritti.
La politica oggi ha necessità di scelte coraggiose e le scelte di collaborazione, tra istituzioni e cittadini, ha avuto un ampio apprezzamento tra la popolazione. lo hanno dimostrato gli oltre 3 mila associati radunatisi per l'inaugurazione del club.

Nessun commento:

Posta un commento