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mercoledì 10 giugno 2015

Narcoguerra messicana… banche, delinquenza, insicurezza... aspettiamo che si consolidi anche in Italia?

Articolo di Vincenzo Donvito
1 giugno 2015 14:24

La narcoguerra messicana, quella di migliaia di morti, di istituzioni allo sbando, di sicurezza ormai inesistente e del gigantesco sconfinamento nelle economie e nella quotidianita' anche dei nordamericani, potrebbe consolidarsi in Italia?

Una domanda non proprio estremista. E' di oggi la notizia, grazie a indiscrezioni del quotidiano economico The Wall Street Journal, che il colosso bancario Citigroup sta per chiudere la branca americana della sua filiale messicana Banamex. Un istituto finanziario che macina un miliardo di dollari di utili all'anno, fortemente indiziata dalle autorita' Usa che regolano i mercati, di fare affari col riciclaggio del denaro da narcotraffico e di avere anche diversi conti riconducibili ai cartelli messicani del narcotraffico; una banca i cui prestiti, ieri fiorenti, oggi sono rifiutati anche dal Governo messicano (1).

Un segnale di come il narcotraffico e' nella quotidianita'. E -aggiungiamo noi- non e' detto che la pulizia di Citigroup, ammesso che vada in porto, conduca ad un passo positivo nella lotta al narcotraffico basata su repressione e proibizione: tutti i barometri indicano che i risultati fino ad oggi ottenuti grazie a questi metodi sono stati peggiorativi della situazione precedente.

Quotidianita' che riguarda direttamente anche il nostro Paese. Dove la malavita organizzata (essenzialmente 'ndrangheta), come fa sapere la nostra Direzione Nazionale Antimafia, con la sua rete di rapporti con i Paesi produttori e i cartelli di quei Paesi, e' la principale attrice del narcotraffico mondiale (2). Ovviamente non conosciamo lo stato delle indagini da parte delle nostre autorita', ma ci facciamo una domanda: se in Usa si arriva a paventare la chiusura di una banca come la Banamex, possiamo/dobbiamo aspettarci altrettanto anche da noi per banche, ovviamente, che fanno parte del nostro tessuto territoriale nazionale? Sarebbe strano se non accadesse. Il narcotraffico, per le sue dimensioni internazionali, transnazionali e nazionali, senza complicita' di banche e autorita' istituzionali, non potrebbe operare. Aspettiamo quindi anche da noi la chiusura di qualche banca? E quand'anche cio' accadesse, cosa avremmo risolto rispetto al fenomeno delinquenziale e di costume (consumo diffuso delle droghe oggi illegali).

Crediamo che, se fra qualche secolo, il fenomeno -almeno nei termini in cui e' oggi- sara' debellato, i figli dei nostri figli e gli storici si chiederanno come mai le nostre istituzioni si siano fatte tanto male e abbiano atteso tanto tempo per debellare alla radice un fenomeno devastante come questo. Si chiederanno perche' la materia prima alla base di questa delinquenza non sia stata tolta il piu' presto possibile dal business dei delinquenti di varia tacca. Perche' le pubbliche istituzioni non abbiano dato legalita' ad un fenomeno di consumo di massa regalato ai mercati clandestini.

Qualcosa si sta muovendo (tanto per cambiare…. in Usa e nelle Americhe quel qualcosa di piu' peso: Colorado, Washington, etc, Uruguay, Colombia, etc..), timidamente anche in Europa. Ma siamo ancora in alto mare. Un giretto al porto di Gioia Tauro, per far fede alle informazioni della nostra Antimafia, potrebbe essere istruttivo per chi fa le leggi.


(1) Qui la notizia completa di particolari

(2) Qui un nostro approfondimento in merito e il rapporto dell'Antimafia

Narcoguerra messicana… banche, delinquenza, insicurezza... aspettiamo che si consolidi anche in Italia?

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