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mercoledì 23 ottobre 2013

Amnistia? Indulto? Basterebbe abrogare la Fini-Giovanardi!

I dati forniti dal ministro della Giustizia sul numero dei carcerati in relazione al reato commesso, non fanno che confermare quanto sosteniamo ormai da molti anni e finora inutilmente, ma forse adesso se ne stanno accorgendo anche “loro”!

Abbiamo sempre denunciato e cercato di evidenziare che, se un terzo dei detenuti è in carcere o sotto procedimento penale a causa di una sola legge e tutti gli altri in virtù delle altre migliaia di leggi che riempiono il nostro codice penale, allora vuol dire che quella legge è il fulcro, l’alimentatore e il sostentamento di tutto il meccanismo giudiziario, dall’impiego delle FF.OO, all’attività forense, per arrivare al sistema carcerario o di recupero, muovendo somme di denaro per noi inimmaginabili!

Non c’è bisogno di indulti o amnistie, basterebbe abrogare la Fini-Giovanardi!

Effettivamente i dati forniti dal ministero evidenziano il dramma del numero di persone ristrette in carcere per la legge attuale, come dichiarato dal ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri (fonte: www.asca.it):

“Il reato per il quale è ristretto il maggior numero di detenuti è quello di produzione e spaccio di stupefacenti. Per tali fattispecie sono ristrette ben 23.094 persone. Di queste, 14.378 sono condannate definitivamente mentre 8.657 sono in custodia cautelare e 59 internate”.

Basta anche analizzare gli altri dati forniti dal ministero riguardante i numeri di detenuti in ordine ad altri reati, per comprendere l’assurdità di una politica repressiva senza eguali in Europa:

“Il secondo reato è la rapina con 9.473 presenze (5.801 sono i definitivi, 3564 i giudicabili e 108 gli internati); il terzo reato è l’omicidio volontario con 9.077 presenze ( 6.049 sono i definitivi, 2.792 i giudicabili e 236 gli internati); il quarto è l’estorsione con 4.238 presenze (2.180 sono i definitivi mentre 1.982 sono i giudicabili e 76 gli internati); il quinto reato è il furto con 3.853 presenze (1.952 sono i definitivi, 1.824 i giudicabili e 77 gli internati); il sesto reato è la violenza sessuale con 2.755 presenze (2.001 sono i definitivi, 709 i giudicabili  e 45 gli internati); il settimo è la ricettazione con 2.732 presenze (1.897 sono i definitivi, 809 i giudicabili e 26 gli internati). Sono 1424, invece, i detenuti per associazione di stampo mafioso. Seguono, con circa 500 detenuti, il sequestro di persona, l’associazione per delinquere, la violenza privata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia, atti sessuali con minorenni”.

Ed è evidente che la legge antidroga in vigore (Fini-Giovanardi) da sola produce più detenuti dei tre reati che la seguono in classifica messi insieme:

Stupefacenti 23.094

rapina: 9.473

omicidio volontario: 9.077

estorsione: 4.238

Questo perchè nel ‘calderone’ carcerario non sono finiti solo trafficanti, ma sopratutto semplici consumatori, o soggetti accusati di spaccio per avere superato i limiti imposti da una legislazione criminale. Considerando poi che la maggior parte di questi detenuti per ‘droga’ lo è per possesso o coltivazione di cannabis, si deduce che una modifica della legge attuale, possa portare benefici duraturi, che non esisterebbero con amnistia o indulto, che sono operazioni di facciata (più che altro per evitare le sanzioni europee) che incidono sull’entità della pena, o non sulla tipologia di reato.

La prima cosa da fare è eliminare dal codice penale quei reati che non danno nessun allarme sociale, come è il consumo e coltivazione di cannabis.

Giancarlo Cecconi e Davide Corda – ASCIA

 Amnistia? Indulto? Basterebbe abrogare la Fini-Giovanardi!

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