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martedì 13 dicembre 2011

22/12/2009 La prostituzione: facciamo due conti

Egregio direttore, la Gazzetta riporta il numero di contravvenzione stilate dalle forze dell' ordine nel 2009 per "contrastare" il fenomeno della prostituzione. Le multe registrate ammontano alla "rispettosa" cifra di centotre che possono ammontare alla considerevole cifra di quatrocentocinquanta euro. Quindi nell' anno 2009 il comune di Parma ha incassato la "considerevole" cifra di circa 46.350 euro.
Quanto ha però speso il comune per incassare tale "ingente" profitto? La gazzetta riporta di 40 pattugliamenti notturni (su 365 giorni in un anno) per ottenere questo "incoraggiante" risultato, con una media di incassi di 1158,75 euro per pattugliamento.
Per ottenere maggiore sicurezza per le strade, si sarebbe potuto intervenire in altra maniera più conveniente per la cittadinanza? La prostituzione in Italia è legale, lo dimostra il provvedimento firmato di recente dal primo cittadino parmigiano, che trova nel disturbo alla quiete il motivo fondante delle multe redatte alle meretrici "casalinghe" troppo facinorose, non potendo fare nulla contro la loro professione.
Cosa ne sarebbe se il comune approvasse invece un regolamento per determinati edifici per regolare il fenomeno legale della prostituzione? Potrebbero i super poteri richiesti e approvati ai sindaci regolamentare questi "locali"? Molto probabilmente si.
In Olanda, il costo di una vetrina si aggira mediamente attorno agli 80 euro per mezza giornata. Se esistessero dei locali comunali che potessero incassare un simile affitto quanto incasserebbe il comune da una tale attività? L' affitto di una stanza genererebbe un profitto giornaliero di circa 160 euro, che moltiplicati per 365 giorni risulterebbero 58400 euro. E' una cifra superiore a tutte le multe stilate in un anno e sarebbe garantita da una sola camera e non si spenderebbero soldi comunali per attività di "contrasto". Il comune ha intenzione di continuare a buttare i soldi dei contribuenti così facilmente?

domenica 4 dicembre 2011

03/02/2008

Direi di no!
In Italia si affronta così. Funzionerà?
Egregio direttore, il lungo Enza è territorio di nessuno. Nel periodo estivo le prostitute si fanno avanti anche con i ciclisti della domenica che passano per la campagna per un tranquillo pomeriggio immersi nella natura. Derubano, importunano e sono un pericolo per i passanti.
Il sindaco ha emesso una ordinanza contro le prostitute e i clienti; crede davvero di fermare il fenomeno così? Le motivazione per quella puerile ordinanza sono state l' ordine pubblico, la sicurezza e la sanità. I risultati di questa ordinanza sono stati; prostitute picchiate, passanti derubati e sperpero di denaro pubblico in azioni repressive molto scenografiche, ma totalmente inefficaci (sono per caso sparite le prostitute dalla strada?).
Perchè il comune non si fa avanti e propone l' apertura di strutture dedicate alla prostituzione? Così si che si garantirebbe la sicurezza dei cittadini, l' ordine pubblico, la tutela della salute e minori sprechi dei sacri soldi dei contribuenti!

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