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Visualizzazione post con etichetta Guatemala. Mostra tutti i post
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lunedì 2 aprile 2012

GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa

Sulla lotta al narcotraffico il Guatemala da' vita a un inedito braccio di ferro con gli Stati Uniti. Il presidente Otto Pe'rez Molina, ex militare a capo di un governo conservatore, ha accusato gli states di aver fatto pressione su alcuni leader centroamericani per impedire che la regione trovasse un'intesa su strategia alternative nella lotta al narcotraffico, ivi compresa la depenalizzazione. In vista del Vertice delle Americhe che si terra' a meta' aprile in Colombia, Molina aveva convocato i leader regionali per analizzare una strategia condivisa sul tema. Un appuntamento cui i presidenti di El Salvador, Honduras e Nicaragua non si sono presentati, in sostanziale disaccordo con il peso dato alla strada della depenalizzazione dal Guatemala. Il capo di Stato salvadoregno Mauricio Funes, ha pero' detto Molina, aveva in un primo momento aderito alla proposta. Un cambio di posizione che viene "dal timore nato negli Stati Uniti che la regione si potesse trovare attorno alla depenalizzazione", spiega Molina. Il capo di Stato guatemalteco forza dunque la storica e non segreta differenza di approccio che gli Stati Uniti hanno sul tema della depenalizzazione, da ultimo definita "inutile" dallo "zar" antidroga William Brownfield.

GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa 

venerdì 16 marzo 2012

COLOMBIA - Presidente Santos apre a legalizzazione droghe


Al vertice delle Americhe, in programma a meta' aprile a Cartagena, si discutera' anche di lotta al narcotraffico, senza tralasciare nessuna ipotesi. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos lo assicura in un'intervista all'emittente tv Canal 1, proponendo un metodo per affrontare il tema. "Occorre analizzare gli scenari possibili e le relative conseguenze - spiega Santos -. Se torniamo ad essere molto piu' intransigenti, se mettiamo in carcere tutti i consumatori cosa puo' succedere? Se andiamo all'altro estremo, se legalizziamo, cosa succede, quanto costa, che ripercussioni o implicazioni puo' avere? Se rimaniamo in una posizione intermedia, che e' depenalizzare il consumo ma continuare a perseguire i narcotrafficanti, come si puo' procedere? Tutte queste opzioni devono essere valutare dagli esperti di salute pubblica e di lotta al crimine organizzato. Una volta che abbiamo davanti tutti gli scenari - osserva il presidente -, possiamo discutere quale e' il migliore".
C'e' pero' la ferma opposizione di Washington a qualunque forma di legalizzazione delle droghe. "Gli Stati Uniti dicono, la legalizzazione e' la cosa peggiore - replica Santos -, Bene, allora cerchiamo di capire se e' peggiore, se aumenta il numero di tossicodipendenti, quanto cosa curare le dipendenze rispetto a quello che costano i detenuti nei carceri degli Stati Uniti per consumo o traffico di droga". Il leader colombiano tiene a precisare che il suo Paese non sosterra' nessuna posizione in particolare, ma dara' la possibilita' a tutti di affrontare tutti gli aspetti del fenomeno al summit di Cartagena. "Voglio solo presentare una proposta sulla metodologia - conclude Santos -, il presidente del Guatemala mi ha chiamato e mi ha detto: 'noi siamo molto interessati a che lei ponga insieme al presidente del Messico il tema nell'agenda del verticei'".
Intanto il responsabile della lotta al narcotraffico del dipartimento di Stato americano William Brownfield e' partito oggi per una missione in Honduras, Guatemala e Salvador per mettere a punto piano "concreti" di contrasto alla criminalita' organizzata.
L'obiettivo dell'inviato di Washington e', come lui stesso ha dichiarato, "parlare direttamente con i rappresentanti dei tre governi di programmi concreti e specifici". "I tre governi hanno tutto il diritto di dire alla comunita' internazionale che il momento di parlare e' passato e che ora e' necessario agire", ha sottolineato Brownfield, lasciando intendere pero' che il metodo e' il rafforzamento dell'azione di contrasto con il dispiegamento di piu' uomini e mezzi.
"Abbiamo fatto le nostre valutazioni e concluso che la politica della depenalizzazione non serve agli Stati Uniti", ha chiarito. Il delegato statunitense andra' anche in visita nel carcere di Comyagua, la struttura penitenziaria dell'Honduras dove lo scorso 14 febbraio rimasero uccisi 361 detenuti a causa di un incendio, per annunciare l'avvio di una collaborazione per migliorare il sistema carcerario del Paese.

giovedì 1 marzo 2012

GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Alla ricerca di alleati

Il Guatemala cerca sponde in Centroamerica sull'ipotesi di depenalizzare le droghe. Il vicepresidente Roxana Baldetti e' partita per una visita nella regione per sostenere la proposta di Otto Perez Molina di aprire un dibattito sul tema del narcotraffico e sulle azioni internazionali di contrasto. Baldetti e' giunta a Panama per un incontro con il presidente Ricardo Martinelli. "Sto iniziando un giro per tutto il Centroamerica per illustrare ai vari leader l'iniziativa del presidente Otto Perez, dal momento che negli ultimi 30 anni di lotta al narcotraffico non abbiamo ottenuto i risultati sperati", ha spiegato ai giornalisti la vicepresidente guatemalteca.
"Spero che tutti i Paesi centramericani accetteranno di aprire un dibattito sulla depenalizzazione, perche' e' un problema che riguarda tutto il Centroamerica", ha aggiunto Baldetti, definendo la proposta di Otto Perez "audace".
L'obiettivo e' portare il tema della depenalizzazione sul tavolo della Conferenza delle Americhe, in programma il 14 e 15 aprile a Cartagena, in Colombia. "Quello che chiediamo ai leader e' di dialogare sul tema della depenalizzazione", ha ribadito Baldetti. Da Panama, pero', arrivano le prime resistenze. Con una nota ufficiale, il presidente Martinelli fa sapere di essere contrario ad una depenalizzazione e di voler piuttosto "intensificare la lotta alla droga". Il leader panamense riconosce al tempo stesso che quanto e' stato fatto finora "e' importante ma non sufficiente" e che e' necessario cooperare di piu' a livello regionale.
Contraria alla proposta di depenalizzare le droghe si e' dichiarata l'amministrazione di Washington. "Gli Stati Uniti non considerano praticabile la questione della depenalizzazione e ritengono non sia il modo migliore di combattere il narcotraffico. Ci sono modi migliori di affrontare il problema, uno di questi e' ridurre le dipendenze, l'altro e' migliorare la nostra capacita' di intercettare (i traffici, ndr.), migliorare le nostre capacita' per impedire la produzione e la distribuzione delle droghe", aveva spiegato il segretario all'Interno, Janet Napolitano, nel corso di una visita nei giorni scorsi proprio a Citta' del Guatemala. "Ovviamente gli Stati Uniti hanno la propria posizione, che rispettiamo, pero' come paesi centroamericani dobbiamo discutere i nostri problemi, dal momento che toccano i nostri cittadini", e' la replica di Baldetti.

GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Alla ricerca di alleati 

venerdì 24 febbraio 2012

GUATEMALA - Presidente Molina: affrontare il dibattito sulla depenalizzazione di alcune droghe

Il Guatemala insiste: le Americhe devono affrontare il dibattito sulla depenalizzazione di alcune droghe. Dando seguito alla "provocazione" fatta a inizio mese dal presidente Otto Perez Molina, il Paese centroamericano presenta le mosse utili a riaprire un dossier piu' volte evocato ma mai sviscerato fino in fondo. L'obiettivo e' quello di parlarne al prossimo Vertice delle Americhe, che si terra' il 14 e 15 aprile in Colombia. I primi ad essere sensibilizzati sono i Paesi centroamericani, ovvero la schiera di territori che funge da corridoio e trasmissione tra il grande consumo degli Usa e le imponenti produzioni del subcontinente. A questo serve il tour che la vicepresidente Roxana Baldetti compie nei Paesi vicini: "Parlare personalmente con ciascuno dei presidenti", spiegando loro il contenuto della proposta, e portando al Vertice una posizione "non del solo Guatemala ma di tutti i presidenti centroamericani". Ma Ciudad de Guatemala contatta anche Messico e Colombia, pezzi chiave nella lotta al narcotraffico per la loro collocazione -l'uno e' l'imbuto che si rovescia negli States, l'altro e' la porta d'accesso all'America Centrale- e per l'analoga decisione con cui cercano di affrontare la piaga.
Ma la partita non si puo' giocare senza considerare il ruolo e la posizione degli Usa. Alla miccia accesa da Perz Molina, Washington ha reagito con freddezza, ma il Guatemala -pur con diplomazia- insiste. Il ministro degli Esteri Hector Caballero spiega che il suo paese non fara' nessun gesto "unilaterale" e che la discussione non durera' "meno di dieci anni". Ma il "costo della vita e' cosi' alto in termini di vite umane e, ovviamente, in denaro, che e' necessario studiare alternative", sottolinea Caballeros spiegando che la Casa Bianca non ha chiuso le porte, ma solo invitato a maggiore concertazione. D'altro canto, nel preventivo di Bilancio del 2013 che la Casa Bianca ha inviato al Congresso i fondi per la lotta alla narcotraffico nell'America Latina sono calati del 16 per cento. Nel dettaglio, i minori investimenti dovrebbero essere del 20 per cento per le politiche antidroga Messico, dell'11 per cento in Colombia e del 60 per cento in Guatemala. 


GUATEMALA - Presidente Molina: affrontare il dibattito sulla depenalizzazione di alcune droghe

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