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sabato 8 dicembre 2012
Breaking the taboo
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lunedì 2 aprile 2012
GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa
Sulla lotta al narcotraffico il Guatemala da' vita a un inedito braccio
di ferro con gli Stati Uniti. Il presidente Otto Pe'rez Molina, ex
militare a capo di un governo conservatore, ha accusato gli states di
aver fatto pressione su alcuni leader centroamericani per impedire che
la regione trovasse un'intesa su strategia alternative nella lotta al
narcotraffico, ivi compresa la depenalizzazione. In vista del Vertice
delle Americhe che si terra' a meta' aprile in Colombia, Molina aveva
convocato i leader regionali per analizzare una strategia condivisa sul
tema. Un appuntamento cui i presidenti di El Salvador, Honduras e
Nicaragua non si sono presentati, in sostanziale disaccordo con il peso
dato alla strada della depenalizzazione dal Guatemala. Il capo di Stato
salvadoregno Mauricio Funes, ha pero' detto Molina, aveva in un primo
momento aderito alla proposta. Un cambio di posizione che viene "dal
timore nato negli Stati Uniti che la regione si potesse trovare attorno
alla depenalizzazione", spiega Molina. Il capo di Stato guatemalteco
forza dunque la storica e non segreta differenza di approccio che gli
Stati Uniti hanno sul tema della depenalizzazione, da ultimo definita
"inutile" dallo "zar" antidroga William Brownfield.
GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa
GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Guatemala sfida Usa
venerdì 16 marzo 2012
COLOMBIA - Presidente Santos apre a legalizzazione droghe
C'e' pero' la ferma opposizione di Washington a qualunque forma di
legalizzazione delle droghe. "Gli Stati Uniti dicono, la legalizzazione
e' la cosa peggiore - replica Santos -, Bene, allora cerchiamo di capire
se e' peggiore, se aumenta il numero di tossicodipendenti, quanto cosa
curare le dipendenze rispetto a quello che costano i detenuti nei
carceri degli Stati Uniti per consumo o traffico di droga". Il leader
colombiano tiene a precisare che il suo Paese non sosterra' nessuna
posizione in particolare, ma dara' la possibilita' a tutti di affrontare
tutti gli aspetti del fenomeno al summit di Cartagena. "Voglio solo
presentare una proposta sulla metodologia - conclude Santos -, il
presidente del Guatemala mi ha chiamato e mi ha detto: 'noi siamo molto
interessati a che lei ponga insieme al presidente del Messico il tema
nell'agenda del verticei'".
Intanto il responsabile della lotta al narcotraffico del dipartimento di Stato americano William Brownfield e' partito oggi per una missione in Honduras, Guatemala e Salvador per mettere a punto piano "concreti" di contrasto alla criminalita' organizzata.
L'obiettivo dell'inviato di Washington e', come lui stesso ha dichiarato, "parlare direttamente con i rappresentanti dei tre governi di programmi concreti e specifici". "I tre governi hanno tutto il diritto di dire alla comunita' internazionale che il momento di parlare e' passato e che ora e' necessario agire", ha sottolineato Brownfield, lasciando intendere pero' che il metodo e' il rafforzamento dell'azione di contrasto con il dispiegamento di piu' uomini e mezzi.
"Abbiamo fatto le nostre valutazioni e concluso che la politica della depenalizzazione non serve agli Stati Uniti", ha chiarito. Il delegato statunitense andra' anche in visita nel carcere di Comyagua, la struttura penitenziaria dell'Honduras dove lo scorso 14 febbraio rimasero uccisi 361 detenuti a causa di un incendio, per annunciare l'avvio di una collaborazione per migliorare il sistema carcerario del Paese.
Intanto il responsabile della lotta al narcotraffico del dipartimento di Stato americano William Brownfield e' partito oggi per una missione in Honduras, Guatemala e Salvador per mettere a punto piano "concreti" di contrasto alla criminalita' organizzata.
L'obiettivo dell'inviato di Washington e', come lui stesso ha dichiarato, "parlare direttamente con i rappresentanti dei tre governi di programmi concreti e specifici". "I tre governi hanno tutto il diritto di dire alla comunita' internazionale che il momento di parlare e' passato e che ora e' necessario agire", ha sottolineato Brownfield, lasciando intendere pero' che il metodo e' il rafforzamento dell'azione di contrasto con il dispiegamento di piu' uomini e mezzi.
"Abbiamo fatto le nostre valutazioni e concluso che la politica della depenalizzazione non serve agli Stati Uniti", ha chiarito. Il delegato statunitense andra' anche in visita nel carcere di Comyagua, la struttura penitenziaria dell'Honduras dove lo scorso 14 febbraio rimasero uccisi 361 detenuti a causa di un incendio, per annunciare l'avvio di una collaborazione per migliorare il sistema carcerario del Paese.
giovedì 1 marzo 2012
GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Alla ricerca di alleati
Il Guatemala cerca sponde in Centroamerica sull'ipotesi di depenalizzare
le droghe. Il vicepresidente Roxana Baldetti e' partita per una visita
nella regione per sostenere la proposta di Otto Perez Molina di aprire
un dibattito sul tema del narcotraffico e sulle azioni internazionali di
contrasto. Baldetti e' giunta a Panama per un incontro con il
presidente Ricardo Martinelli. "Sto iniziando un giro per tutto il
Centroamerica per illustrare ai vari leader l'iniziativa del presidente
Otto Perez, dal momento che negli ultimi 30 anni di lotta al
narcotraffico non abbiamo ottenuto i risultati sperati", ha spiegato ai
giornalisti la vicepresidente guatemalteca.
"Spero che tutti i Paesi centramericani accetteranno di aprire un dibattito sulla depenalizzazione, perche' e' un problema che riguarda tutto il Centroamerica", ha aggiunto Baldetti, definendo la proposta di Otto Perez "audace".
L'obiettivo e' portare il tema della depenalizzazione sul tavolo della Conferenza delle Americhe, in programma il 14 e 15 aprile a Cartagena, in Colombia. "Quello che chiediamo ai leader e' di dialogare sul tema della depenalizzazione", ha ribadito Baldetti. Da Panama, pero', arrivano le prime resistenze. Con una nota ufficiale, il presidente Martinelli fa sapere di essere contrario ad una depenalizzazione e di voler piuttosto "intensificare la lotta alla droga". Il leader panamense riconosce al tempo stesso che quanto e' stato fatto finora "e' importante ma non sufficiente" e che e' necessario cooperare di piu' a livello regionale.
Contraria alla proposta di depenalizzare le droghe si e' dichiarata l'amministrazione di Washington. "Gli Stati Uniti non considerano praticabile la questione della depenalizzazione e ritengono non sia il modo migliore di combattere il narcotraffico. Ci sono modi migliori di affrontare il problema, uno di questi e' ridurre le dipendenze, l'altro e' migliorare la nostra capacita' di intercettare (i traffici, ndr.), migliorare le nostre capacita' per impedire la produzione e la distribuzione delle droghe", aveva spiegato il segretario all'Interno, Janet Napolitano, nel corso di una visita nei giorni scorsi proprio a Citta' del Guatemala. "Ovviamente gli Stati Uniti hanno la propria posizione, che rispettiamo, pero' come paesi centroamericani dobbiamo discutere i nostri problemi, dal momento che toccano i nostri cittadini", e' la replica di Baldetti.
GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Alla ricerca di alleati
"Spero che tutti i Paesi centramericani accetteranno di aprire un dibattito sulla depenalizzazione, perche' e' un problema che riguarda tutto il Centroamerica", ha aggiunto Baldetti, definendo la proposta di Otto Perez "audace".
L'obiettivo e' portare il tema della depenalizzazione sul tavolo della Conferenza delle Americhe, in programma il 14 e 15 aprile a Cartagena, in Colombia. "Quello che chiediamo ai leader e' di dialogare sul tema della depenalizzazione", ha ribadito Baldetti. Da Panama, pero', arrivano le prime resistenze. Con una nota ufficiale, il presidente Martinelli fa sapere di essere contrario ad una depenalizzazione e di voler piuttosto "intensificare la lotta alla droga". Il leader panamense riconosce al tempo stesso che quanto e' stato fatto finora "e' importante ma non sufficiente" e che e' necessario cooperare di piu' a livello regionale.
Contraria alla proposta di depenalizzare le droghe si e' dichiarata l'amministrazione di Washington. "Gli Stati Uniti non considerano praticabile la questione della depenalizzazione e ritengono non sia il modo migliore di combattere il narcotraffico. Ci sono modi migliori di affrontare il problema, uno di questi e' ridurre le dipendenze, l'altro e' migliorare la nostra capacita' di intercettare (i traffici, ndr.), migliorare le nostre capacita' per impedire la produzione e la distribuzione delle droghe", aveva spiegato il segretario all'Interno, Janet Napolitano, nel corso di una visita nei giorni scorsi proprio a Citta' del Guatemala. "Ovviamente gli Stati Uniti hanno la propria posizione, che rispettiamo, pero' come paesi centroamericani dobbiamo discutere i nostri problemi, dal momento che toccano i nostri cittadini", e' la replica di Baldetti.
GUATEMALA - Legalizzazione droghe. Alla ricerca di alleati
venerdì 24 febbraio 2012
GUATEMALA - Presidente Molina: affrontare il dibattito sulla depenalizzazione di alcune droghe
Ma la partita non si puo' giocare senza considerare il ruolo e la posizione degli Usa. Alla miccia accesa da Perz Molina, Washington ha reagito con freddezza, ma il Guatemala -pur con diplomazia- insiste. Il ministro degli Esteri Hector Caballero spiega che il suo paese non fara' nessun gesto "unilaterale" e che la discussione non durera' "meno di dieci anni". Ma il "costo della vita e' cosi' alto in termini di vite umane e, ovviamente, in denaro, che e' necessario studiare alternative", sottolinea Caballeros spiegando che la Casa Bianca non ha chiuso le porte, ma solo invitato a maggiore concertazione. D'altro canto, nel preventivo di Bilancio del 2013 che la Casa Bianca ha inviato al Congresso i fondi per la lotta alla narcotraffico nell'America Latina sono calati del 16 per cento. Nel dettaglio, i minori investimenti dovrebbero essere del 20 per cento per le politiche antidroga Messico, dell'11 per cento in Colombia e del 60 per cento in Guatemala.
GUATEMALA - Presidente Molina: affrontare il dibattito sulla depenalizzazione di alcune droghe
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